Cantine Capitani, il vino del lago di Bracciano

10/03/2017

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di Giuseppe Motisi 

Lungo i dolci ed assolati declivi che si affacciano sul lago di Bracciano, specchio d’acqua a pochi chilometri da Roma, si estende un vigneto di circa 30 ettari coltivato con passione ed intraprendenza da una famiglia di viticoltori di Trevignano, paese che fa parte del comprensorio del bacino lacustre. È la famiglia Capitani, fondatrice dell’omonima cantina con sede appunto a Trevignano, che da circa 40 anni produce vini di diverse tipologie, sia bianchi che rossi, molti dei quali con certificazione Igp. 

La particolarità di questa cantina risiede anzitutto nella sua collocazione geografica: nella zona del lago di Bracciano, territorio ideale per la coltura della vite, la famiglia Capitani costituisce infatti l’unica realtà vitivinicola che si occupi a 360 gradi dell’intera filiera produttiva, ossia dall’innesto della pianta alla raccolta delle uve, fino alla vinificazione ed alla commercializzazione. Una garanzia di qualità per l’utente finale e di valorizzazione della vocazione agricola locale, realizzata con il mantenimento e lo sviluppo della coltura di vitigni tradizionali e con la sperimentazione di qualità di vite inedite per il territorio.

In primis viticoltori

Ad avviare l’azienda è stato Francesco Capitani, che rappresenta la prima generazione di viticoltori della famiglia ed è tutt’oggi in attività con la stessa indefessa passione degli esordi e, soprattutto, con il medesimo forte attaccamento alla sua terra, fattori e valori che lo hanno spinto ad intraprendere la scommessa di un’impresa in proprio. Già, perché Francesco Capitani è in primis un viticoltore vecchia maniera, un esperto e scrupoloso amante della vite di cui ha iniziato ad occuparsi, giovanissimo, negli anni Sessanta, quando in compagnia del nonno curava il suo primo vigneto di circa 3 ettari e prendeva confidenza con le varie tipologie di uve. Dalla quotidiana osservazione delle qualità di vite di Bracciano, e dalla resa delle loro uve in cantina, sono nati i primi esperimenti vinicoli Capitani, poi affinati con la collaborazione di enologi ed agronomi. 

Arrivano quindi gli anni Settanta e Francesco tenta il grande salto: amplia il vigneto e, grazie all’esperienza acquisita, apre una cantina che chiama ‘Trevignano vino’, prima denominazione dell’azienda. I vini Capitani hanno sempre più successo e nel 2000 subentra la seconda generazione della famiglia: suo figlio Mirco e sua nipote Amelia prendono le redini della cantina e attuano una riorganizzazione della società, a cominciare dal nome che da ‘Trevignano vino’ passa all’odierna denominazione ‘Cantine Capitani’.

Nuova generazione e nuovi vini

La nuova generazione della famiglia Capitani ha scelto di gestire l’azienda ampliando la produzione e sperimentando viti che fino ad oggi non erano presenti nelle campagne di Bracciano, allo scopo di affacciarsi verso nuovi mercati e di far conoscere la qualità dei vini del loro territorio.

“Siamo ancora in fase di rinnovamento, un cambiamento che passa dalla creazione di un nuovo brand che identifica il nostro vino alle etichette create per la linea coordinata dei vini Capitani, senza naturalmente dimenticare la ristrutturazione interna per il rispetto delle normative enologiche ministeriali finalizzata al mantenimento di elevati standard qualitativi – afferma Amelia Capitani -. Oggi i nostri prodotti di punta sono gli IGP Sauvignon, Syrah e Syrah barricato, che si affiancano a vini già noti e prodotti da anni come il Lacustre bianco, un blend molto apprezzato e costituito da uve Trebbiano, Toscano e Greco, oppure il novello, che ha riscosso un buon successo sul mercato olandese e che realizziamo con uve completamente nuove”. Sono poi in arrivo nei prossimi mesi ulteriori novità che andranno ad aumentare l’offerta della cantina di Bracciano: “È in fase di lancio il nostro Viognier vinificato in purezza, un esperimento assoluto per il nostro territorio, e il Merlot barricato, nuovi vini Capitani che ci prefiggiamo di presentare alla prossima edizione del Vinitaly”.