Dall’Est Est Est alle bollicine: nuova linfa ai vini della Tuscia viterbese dalla cantina Francesconi

28/12/2017

blog image

di Giuseppe Motisi

Suoli ricchi di argilla e tufo, bassi e dolci declivi dove la terra, lavorata da tempo immemorabile, risponde sempre con generosità alle cure dell’uomo. E poi un ampio lago vulcanico che mitiga le gelide temperature invernali, mescolandosi occasionalmente all’eco lontana delle brezze tirreniche.   

È grazie a questo mix di fattori ambientali, tanto specifici quanto unici, che il territorio della Tuscia viterbese produce vini dal carattere inconfondibile, tra i quali spicca per notorietà l’Est! Est!! Est!!!. Questo bianco ha una lunga storia di successi internazionali in cui le vicende storiografiche si mescolano alla leggenda – celeberrima è l’origine del suo nome con ben sei punti esclamativi assegnatigli nel XII secolo da un intenditore tedesco appassionato di vini, tale Martino, collaboratore del vescovo Johann De Fugger, sceso al seguito dell’imperatore Enrico V di Germania -, ed è senza dubbio la punta di diamante della produzione enologica di Viterbo; non è però l’unico vino della zona di acclarata qualità, sebbene la sua fama oscuri le altre etichette del terroir di questa provincia del Lazio.


Ed è in questo spazio enologico sospeso tra consolidamento delle etichette di fama, affidato alla presenza sempre più assidua sui mercati tedeschi e olandesi, e rilancio dei vini meno noti ma fortemente radicati nella viticoltura viterbese, che si muove con dinamismo, innovatività ed intraprendenza la Cantina Stefanoni di Montefiascone, attiva fin dagli anni ’50 del secolo scorso. Questa azienda di dimensioni medio-piccole è oggi guidata dal giovane Francesco Stefanoni, appartenente alla quarta generazione della famiglia fondatrice della cantina, e con lui abbiamo fatto il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive dei vini della Tuscia viterbese. “La nostra viticoltura si basa essenzialmente su Aleatico, Moscato, Roscetto, Trebbiano toscano e Malvasia puntinata, vitigni che sui terreni tufacei di Montefiascone danno rese abbondanti e di qualità – spiega Francesco Stefanoni -. Per quanto riguarda la nostra realtà aziendale, noi effettuiamo tutti i processi produttivi dalla vigna alla cantina, curando direttamente la coltivazione della vite e la vinificazione. I nostri vini sono quindi espressione diretta e pura della viticoltura locale”. Con una superficie vitata di circa 3 ettari (che a breve dovrebbero arrivare ad 8) ed una produzione annua complessiva di circa 100.000 bottiglie, la Cantina Stefanoni punta tutto sulla qualità e sul binomio sperimentazione / tradizione, declinati dalla lungimiranza della nuova generazione che ha preso in mano le redini della cantina. “Nel solco della tradizione trova posto il nostro Est! Est!! Est!!! che produciamo in due tipologie: Campolongo e Foltone, quest’ultimo destinato alla degustazione con la sua maggiore percentuale di uva Roscetto – specifica Francesco -. La tipizzazione dei nostri vini la affidiamo proprio a questa pianta autoctona della famiglia del Trebbiano, di cui coltiviamo tre cloni provenienti da un vigneto sperimentale impiantato a Montefiascone con la collaborazione dell’Università di Perugia. Tutti i nostri bianchi sono affinati in acciaio e legno d’acacia, mentre i rossi concludono il loro ciclo in barrique leggera per mantenere il più possibile un carattere fruttato e naturale. È il caso ad esempio del Rosso di Montanello, il quale trascorre 5, 10 giorni di macerazione e passa poi in cantina per l’affinamento; il risultato è un rosso caldo ma al tempo stesso etereo, particolarmente armonioso con i suoi morbidi tannini”.


È invece affidato al brio delle bollicine l’aspetto innovativo della produzione enologica del territorio. “Nel 2012 abbiamo voluto iniziare la produzione di spumante impiegando l’uva alla base di quasi tutti i bianchi tradizionali della nostra zona. È nato così il nostro primo Brut metodo classico da uve cento per cento Roscetto, spumante che assicura qualità e tipicità – aggiunge Francesco Stefanoni -. Le uve con cui è assemblato, raccolte in anticipo e dal grosso carico zuccherino, provengono infatti esclusivamente da vitigni di Roscetto coltivati sulle colline di Montefiascone che si affacciano verso Viterbo. Il Brut di Roscetto è dunque un prodotto nuovo, unico e caratteristico della Tuscia viterbese, che si presenta intenso, fragrante e dai precisi sentori floreali, adatto non solo ad essere stappato nelle festività ma anche durante i comuni pasti”.