Persa fra le eleganti bolle del Modena Champagne Experience

20/10/2017

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di Francesca Penzo

Gli Appassionati di Champagne e di vino in genere hanno avuto una sola ed imperdibile meta domenica 8 e lunedì 9 ottobre: Modena Champagne Experience.

1.300 biglietti venduti per ogni data, sold out già da settembre.

La città e in particolare il Forum Manzoni sin sono vestiti di eleganti e preziose bollicine per mano del Club Excellence, ovvero il club dei distributori e importatori nazionali di vini e distillati d’eccellenza che ha creato per la prima volta questo evento dedicato all’approfondimento della conoscenza del mondo dello Champagne e i cui dirigenti auspicano divenga un appuntamento fisso annuale.

Accedere allo spazio espositivo ha significato assistere alla sfilata di 500 tipologie di prodotto per 100 maison e 49 produttori ben organizzati secondo la zona di produzione, quattro più le maison classiche, e facilmente identificabili grazie alla pratica brochure, ma soprattutto ha significato dover bloccare la bambina con gli occhi sgranati arrivata nel paese dei balocchi che c’è in me.

 Una cosa è stata chiara fin da subito: non sarei riuscita a degustarli tutti, ma volevo comunque riuscire in un numero sufficiente di assaggi che mi consentissero di comprendere i diversi terroir e l’apporto dei diversi vitigni in relazione ad esso.

Perciò tra esaltanti scoperte, solide conferme e qualche “nooo, è già terminato” e “beh pensavo meglio”, ecco una piccola selezione che ripropone il mio duro lavoro di lunedì…

MAISON CLASSICHE, ovvero quelle maison molto note e dotate di una certa storicità oltre che di un certo numero di ettari. Inoltre le loro cuvée sono costituite da una miscela di uve della regione.

Tra loro Charles Heidsieck, che già conoscevo e apprezzavo per il “Brut Réserve”, ma che in questo caso cito per il “Rosé Vintage 2006”. 110 mesi sui lieviti con un residuo zuccherino di 11 g/l, assolutamente non eccessivi.

Colore rosa ambrato, sensuale e invitante, profumi di piccole fragoline in confettura e spezie dolci dotato di un palato elegante, una carezza che maschera il carattere irruente del pinot noir, senza snaturarlo e mantenendone i caratteristici profumi.

CôTE DE BLANCS, la patria dello chardonnay, costituita da un declivio a sud di Epernay. Da qui prodotti sempre molto freschi, ma più morbidi e gentili rispetto ad altre zone.

Tra gli assaggi spicca il “Grand Cru Brut Blanc de Blancs” di R&L Legras. Dosaggio bassissimo, cosa che apprezzo molto, per un monovitigno che rispecchia a pieno il terroir. 40 mesi sui lieviti. Estremamente fine e prezioso ad iniziare dall’aspetto: lucente e infinito perlage. Note tipicamente avvolgenti per uno chardonnay, ma controbilanciate da una sorprendente mineralità e chiari sentori di agrumi freschi e glicine. Perfetta la coerenza nel persistente sorso.

AUBE, zona più a sud, molto interessante per certi pinot noir irruenti e fruttati, ben diversi da quelli della Montagne de Reims.

Val Frison, una piccola maison che con il suo “Guston”, pinot noir in purezza, pas dosé con 24 mesi di stasi e non dichiarato per questo millesimato (ne servono 36 per lo Champagne), ma comunque frutto della vendemmia 2012.

3 parole per descriverlo: teso, maschile ed elegante.

La cuvée sosta per 9 mesi in barriques, ma nonostante ciò il frutto polposo e la frutta secca salata unite alla freschezza ne fanno un prodotto molto agile.

VALLÉE DE LA MARNE, situata a ovest e dominata dalle uve a bacca nera, specialmente il pinot meunier. Sono in genere vigneti esposti a sud le cui uve danno vini più rotondi e ricchi di sentori, merito dei terreni che riescono a trattenere il calore, ma sempre bilanciati da notevole sapidità.

Una conferma sono i prodotti di Burgeois-Diaz, specialmente la “Cuvée-M”, 100% pinot meunier, non dosato per 24 mesi di sosta. Sempre grande finezza, ma arricchita da un vivace e avvolgente corredo di spezie ad iniziare dal caldo zafferano, note di lievito e una piena mineralità. Biodinamica ben gestita, per un prodotto pulito e caratteristico.

MONTAGNE DE REIMS, la “montagna della città”, la patria del pinot noir e di vini dotati di una spiccata acidità e verticalità. In genere molto raffinati, ma anche potenti.

Un esempio ne è stato l’ ”Extra-Brut Coup de Coeur 1er Cru” di Monmarthe . 50% pinot noir 50% chardonnay , 2 g/l di residuo zuccherino e 48 mesi sur lie.

Un prodotto diretto, nobile, dominato da note fruttate e un chiaro sentore di mandorla. La freschezza non si nasconde, anzi, sta lì a dirci che il tempo non lo spaventerà. Persistenza notevole, intensa e raffinata, che invita un continuo riassaggio.

Ovviamente gli assaggi da citare sarebbero ben di più, ma vi lascio la curiosità di andare a testarli di persona alla prossima edizione o di avventurarvi nelle terre della Champagne…