Sorgente del vino live, quando una filosofia è più di una moda

20/03/2017

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di Francesca Penzo


Trascorrere una giornata a "Sorgente del vino live 2017", evento che si è tenuto presso Piacenza Expo da sabato 11 a lunedì 13 marzo, significa entrare in contatto con un mondo di enoappassionati che privilegia un approccio sostenibile e rispettoso, ricerca un modo di fare vino legato alle tradizioni e lontano dall'utilizzo della tecnologia, ma che sfocia in alcuni casi in episodi di modaioli bevitori poco consapevoli.

Per quanto mi riguarda la molla che mi ha spinta lunedì mattina a raccattare alcuni amici e dirigermi verso Piacenza è la continua curiosità verso produzioni di qualità, che siano esse convenzionali, biologiche, biodinamiche, naturali, ecc.., purché celino dietro e dentro la bottiglia un'interessante storia di vita e soprattutto l'espressione di un territorio. In questo senso il bilancio a fine giornata è decisamente positivo visto anche il bagagliaio dell'auto carico di souvenir da stappare a casa. Ebbene sì, vi è la possibilità di acquistare ciò che più ci è piaciuto e desideriamo riprovare o regalare, unica nota negativa è facile incorrere in attacchi di shopping "enocompulsivo”.

Ma tornando alla filosofia che sta alla base dell'evento è un dato di fatto che conti sempre più seguaci e che vada d'accordo con la tendenza generale, riscontrata in più settori, di un ritorno alle tradizioni e al rispetto dell'ambiente. Una conferma sta nel numero di vignaioli che al terzo giorno non avevano più disponibilità di bottiglie per la vendita e alla presenza confermata di molti di loro ad altre manifestazioni, sempre più numerose anche in concomitanza, se non addirittura all’interno di Vinitaly.

La provenienza degli espositori è variegata, è ben rappresentato un po’ tutto lo Stivale, con l'aggiunta di una piccola, ma interessante, rappresentanza estera: Austria, Croazia, Francia e Portogallo.

Molto piacevole la possibilità di pranzare presso alcuni "banchetti" con prodotti gastronomici di qualità e poterli anch'essi acquistare.

 

Riporto quindi qualche appunto riguardo alcune realtà di cui vale la pena parlare.

 

-Fattoria Mani di Luna, Torgiano (PG)

Fattoria di 35ha che segue le regole della biodinamica. I terreni appartenuti già alla famiglia Lungarotti, sono oggi gestiti da tre amici mossi da una forte dose di amore verso l'agricoltura, la natura e le tradizioni.

Circondati da boschi e posti vicino alla confluenza tra il fiume Chiascio con il Tevere, sono 7,5 gli ettari a vigneto. Grechetto, trebbiano toscano e malvasie a bacca bianca, mentre sangiovese e barbera e sagrantino in minima parte per i vitigni a bacca nera.

 

"Ametistas" grechetto 100% 2014 Umbria IGP

 

Questa insolita versione di grechetto cattura la mia attenzione già dal colore, carico, tendente all’arancio.

E' frutto di una raccolta svolta in due fasi, un 50% a metà settembre e il restante ai primi di ottobre per poi subire una macerazione sulle bucce di 2-3 giorni. Fermentazione spontanea in inox e affinamento sulle fecce fini per 7 mesi in cemento.

Naso curioso, si apre piacevolmente su note di frutta secca, e albicocca, ma anche agrume candito, bilanciato da una sensazione di freschezza leggermente balsamica. In bocca sorprende il tannino, come mi spiega Alessandro questo vitigno è molto tannico, e poi una sensazione di rotondità dovuta al cemento che crea un equilibrio particolare.

In sostanza un vino emozionante, che spiazza e si fa ricordare anche per la lunghezza.

 

- Villa Job, Pozzuolo del Friuli (UD)

 

6,5 ha coltivati in biodinamica, in una terra meravigliosa, patria di vitigni autoctoni che si incontrano con varietà internazionali. Siamo nella zona denominata Friuli Grave, ancora sottovalutata, in particolare nell'altopiano di Pozzuolo, noto come "i Colli o i Terrazzi" circondato da un bosco e dal fiume Cormor. Sabbie, argilla, limo e marne compongono i terreni.

La missione di Alessandro, dopo aver viaggiato tra i vigneti di Francia e Italia, è quella di raccontare e promuovere la sua terra attraverso prodotti che sappiano emozionare, nel rispetto della natura.

 

Serious white - no sulfites- 2015 Venezia Giulia IGT

 

Rispecchia la filosofia aziendale. Riesling renano, malvasia istriana e pinot bianco in egual misura.

Due giorni di macerazione in cemento a contatto con le bucce, malolattica spontanea, filtrazione solo se necessaria e solfiti naturalmente prodotti dall'uva. Affinamento in acciaio e cemento per 9 mesi.

Mi ha colpita la piacevolezza e differenziazione dei profumi legati all'espressione degli aromi in bocca, ovvero la presenza dei tre vitigni è davvero ben percepibile, ognuno apporta la propria tipicità creando insieme agli altri e al metodo di vinificazione un prodotto molto piacevole. Il tutto accompagnato e marcato dalla mineralità tipica data dal territorio.

Davvero piacevole, richiama immediatamente un abbinamento con un primo piatto di pesce a base di crostacei.

 

- Casa Comerci, Nicotera (VV)

 

Visita diversa per questa cantina, che già conoscevo molto bene, perciò si è trattato di un passaggio da un amico, Domenico Silipo, un signore d'altri tempi, con cui ogni volta è un privilegio poter sorseggiare i suoi splendidi prodotti. Una storia familiare lunga e profondamente legata alla vigna.

La Calabria, una terra poco conosciuta, ancor meno i suoi vitigni autoctoni, ma davvero sorprendenti. 15 ha a magliocco canino e greco bianco vicino al mare. Conduzione biologica dal 2009.

I vini di questa azienda parlano di passione e sole, ma soprattutto di eleganza e mare, quello che senti quando chiudi gli occhi e ti sembra di essere seduto in una spiaggia del sud con la macchia Mediterranea alle spalle.

 

Libìci rosso magliocco canino 100% Calabria IGP 2007

 

Ebbene sì, 2007 perché una delle caratteristiche di questo vitigno, se ben lavorato, è la predisposizione a durare negli anni e migliorarsi.

Scuro, denso, impenetrabile ricorda certi frutti a bacca nera come le more, che ritrovo poi all'olfatto, macerate e leggermente dolci unite a sentori netti di macchia mediterranea, mare, capperi, polvere di cacao e carrube, note eteree ma non invadenti. Si sente il calore di questa terra. Il tannino è ben presente, come vuole la natura, ma vellutato e ingentilito dal tempo. Lavorazione esclusivamente in acciaio, così come l'affinamento per poi passare alla bottiglia, quanto basta perché sia pronto.

 

Piccola curiosità il "Granàtu" un rosato da magliocco canino simpaticamente definito un rosso travestito da rosato.

 

- Raína, Montefalco (PG)

 

Torniamo in Umbria, ma nella patria del Sagrantino. Il vignaiolo, ma anche cuoco, è Francesco Mariani con l'amico Andrea Mattioli.

Raína è il soprannome del contadino che prima coltivava queste terre e con cui si vuole mantenere un legame con il passato. Anche qui agricoltura biodinamica per 10 ha di vitigni autoctoni quali sagrantino, montepulciano, sangiovese, grechetto e trebbiano spoletino più merlot e syrah. 

Terreni ricchi di scheletro aggiungono sostanza ad un uva già difficile per sé.

 

Trebbiano Spoletino 2015 Spoleto DOC 

 

Diverso dal Trebbiano Toscano. Anche qui breve macerazione sulle bucce, ma davvero delicata e non invadente, lo si percepisce anche dal colore solamente tendente verso l'oro.

Profumi molto decisi, giocati su frutta a polpa bianca matura e leggerissimo miele, bilanciati da erbe aromatiche, timo, salvia e fieno nel finale. 

Affinamento di 6 mesi in vasche di cemento, cosa che da quella piacevole sensazione di leggera rotondità in bocca ed equilibrio delle sensazioni.

 

Vermouth da sagrantino

 

Nonostante il loro Montefalco Sagrantino sia veramente eccezionale, sono rimasta incuriosita da questa piccola produzione. Prodotto se vogliamo modaiolo, ma sono sempre rimasta affascinata da questi prodotti amarotici e molto nordici, in questo caso inusuale e davvero ben fatto. Peccato solo non fosse più disponibile per l'acquisto!

 

- Mas Zenitude, St Jean de Fos

 

Un giro all'estero non poteva mancare! Francia, Languedoc - Occitaine. 

Biodinamico per eccellenza, Erik Gabrielson si adopera per il massimo rispetto delle tecniche tradizionali e della terra, tanto da aver portato al ritorno di uccelli nativi, insetti e fauna selvatica nel paese.

Utilizza solo vitigni autoctoni limitando al minimo le operazioni in cantina: grenache e grenache blanc, clairette, cinsault, carignan, syrah e merlot.

 

"Solstice" 2013 grenache blanc e clairette

 

Vitigno curioso la grenache blanc, molto ossidativo, infatti nonostante sentori molto forti e tinta decisa non vi è alcuna macerazione sulle bucce. Un'uva talmente delicata che dev'essere portata in gran fretta in cantina dopo la vendemmia.

Intrigante, diversa da produzioni più abituali, particolarissima la chiusura più di bocca che di naso in una decisa nota di frutta secca unita ad un sentore etereo.

 

"Vent d'Anges" 2013 carignan 100%

 

Il termine "vent" ha un doppio significato: vendemmia e "vento dell'angelo" che è la brezza che soffia su queste colline.

Un vitigno molto succoso, anche alla vista e lucente. Si intreccia a note terrose e vegetali non sgraziate. Un tocco di capperi.

Persistente, mi dà la sensazione di una terra sconosciuta, ma da esplorare e capire.

 

Ci sarebbero sicuramente altre splendide realtà da raccontare, ma ad un certo punto i ricordi sfumano e i calici aumentano, come anche la quantità di bottiglie acquistate.