Studenti e professori tra vite e vino: la Rete delle scuole enologiche italiane

17/02/2017

blog image

di Giuseppe Motisi 

Forse non tutti sanno che in Italia il vino si fa…anche a scuola!

E nel vero senso della parola, visto che dal 2009 è attiva la ‘Rete delle scuole enologiche italiane’, un’associazione che raggruppa numerosi istituti agrari dal nord al sud della penisola, tutti accomunati dall’avere una vigna curata da docenti e studenti, con relativa produzione vinicola. Attualmente sono undici gli istituti agrari che costituiscono la ‘Rete delle scuole enologiche italiane’, ed il requisito essenziale per aderirvi, oltre al possesso di un vigneto, è quello di avere un corso di studio specializzato in enologia, allo scopo di formare tecnici professionisti vitivinicoli nel successivo percorso universitario.

Ma quali sono queste scuole e che tipo di vino producono? Iniziamo con questo articolo un percorso di conoscenza dei vari istituti che compongono l’associazione.

Il vino di Roma

La produzione vinicola della Capitale è storicamente associata al nome del Frascati, blend di uve a bacca bianca prodotto nell’area collinare al di fuori del comune di Roma. Ma volendo essere più precisi, quasi maniacali nel dare un senso puntigliosamente geografico alla definizione ‘vino di Roma’, dovremmo oggi parlare del vino prodotto dall’Istituto tecnico agrario statale ‘Emilio Sereni’, che si trova all’interno del territorio del comune di Roma. 

Questo istituto fa appunto parte della ‘Rete delle scuole enologiche italiane’ ed è l’unico agrario del Lazio a produrre vino di diverse varietà, tutte con certificazione ministeriale. 

Itas Sereni, 40 anni di enologia

Fondato nel 1976 sul sito di un’antica azienda agricola ma con un’altra denominazione (la scuola si chiamava ‘De Fonseca’), l’Itas ‘Emilio Sereni’ comprende oggi due sedi: quella centrale collocata lungo la via consolare Prenestina, dove si produce appunto vino sia rosso che bianco, e quella succursale nel quadrante nord-est di Roma, dove invece si confeziona birra artigianale. 

La produzione vinicola della centrale del Sereni si basa su un vigneto di circa 7 ettari, attualmente in ampliamento, strutturato in base all’età in vigneto vecchio e vigneto nuovo. Per entrambi i vigneti si utilizza la forma di allevamento a cordone speronato, caratteristica della zona e più adatta per fornire vini di qualità. I vitigni presenti sono: Sangiovese, Ciliegiolo, Montepulciano, Moscato d'Amburgo per le uve rosse, Trebbiano, Malvasia di Candia e del Lazio, Moscato di Terracina, Grechetto per le uve bianche.

I vini del Sereni

I tipi di vino realizzati dagli studenti e dai loro docenti sono cinque: Serena Igt, LapisLunae Igt, SolStitium Igt, BruMalis Igt e Stillaurum Igt, ed il loro elenco completo, con informazioni sulla specifica produzione, è consultabile al link del sito istituzionale della scuola http://www.agrariosereni.it/as/pagine/azie/prodotti/vino/vino.php   

Periodicamente gli studenti del Sereni sono impegnati nelle operazioni di manutenzione e potatura del vigneto, oltre naturalmente che nella vendemmia. Il loro percorso scolastico si arricchisce così di competenze tecniche direttamente spendibili sul mercato del lavoro, in generale, e nel comparto vitivinicolo, in particolare. 

Iniziative e progetti 

Oltre che nella didattica ordinaria, gli istituti della ‘Rete delle scuole enologiche italiane’ sono coinvolti ed impegnati in numerose attività volte a promuovere la conoscenza e a condividere le esperienze in campo vitivinicolo. 

Su questo fronte l’Itas ‘Emilio Sereni’ è una delle scuole della rete più dinamiche, con un lungo curriculum di progetti alle spalle in continua crescita, e con stabili rapporti con le istituzioni che a loro volta coinvolgono la scuola romana in diversi progetti nazionali ed internazionali. Tra questi ultimi meritano una menzione particolare il ‘De vino Gallico’, che ha visto gli studenti mettere a dimora e curare dei vitigni nativi della Languedoc nei giardini della Scuola francese di Trinità dei Monti a Roma; oppure il progetto ‘Malvasie’, che ha portato ad un gemellaggio fra alcuni comuni dell’Istria ed il comune di Roma, con reciproco scambio di barbatelle autoctone dei diversi territori; o, infine, il progetto ‘Green Safety: sicuri in campo, sicuri in strada’, realizzato in collaborazione con il ministero delle Politiche agricole e l’Inail, che ha come obiettivo quello di preparare gli studenti alla guida e all’uso delle macchine agricole e forestali, nonché di promuovere la sicurezza sul lavoro