Viticoltura di precisione: sensori a infrarossi per il controllo delle piante

06/02/2017

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di Giuseppe Motisi 

Vedere il vigneto al di là delle apparenze esteriori, comprenderne pienamente criticità e caratteristiche, verificare lo stato di salute delle piante e la loro età allo scopo di intervenire con metodologie di valorizzazione e recupero della superficie vitata. Il fine ultimo è naturalmente quello di ottenere uve selezionate per vini di qualità e, contestualmente, quello di sviluppare una gestione dell’azienda il più possibile razionale ed efficiente. 

Concetti, questi, che si possono esprimere in una sola parola: AnimaVitis, nome di un progetto pilota basato sullo studio e il monitoraggio del vigneto mediante sensori ad infrarossi, per definire una precisa mappatura della condizione e dello  sviluppo della vigna. La novità di questo progetto è insita negli inediti strumenti con cui la mappatura viene realizzata: sensori a infrarossi di dimensioni molto contenute (27 x 8 x 15 cm), in grado di misurare vari indici spettrali per un monitoraggio non invasivo delle colture.

La tecnologia a infrarossi per mettere a punto il progetto AnimaVitis è stata testata nei vigneti della Tenuta Podernovo, localizzati nell’emergente e promettente zona viticola di Terricciola, in provincia di Pisa. L’azienda vinicola che ha partecipato al test, che segue una ben precisa filosofia di valorizzazione del territorio, ha condiviso l’idea del progetto ed ha collaborato alle varie attività sperimentali partite nel 2006. Il primo obiettivo è stato quello di capire se c’era corrispondenza tra le letture dei sensori e le diverse espressioni vegetative delle piante, cosa che fino a quel momento non era stata mai verificata. Utilizzando i sensori a infrarossi come strumento di misura, si è organizzato un programma di lavoro con lo scopo di individuare le porzioni dei vigneti con caratteristiche differenti, identificando problematiche e potenzialità. L’individuazione e la valutazione dell’eterogeneità delle zone produttive aveva il doppio obiettivo di conoscere meglio le condizioni dei vigneti ed i profili delle uve per orientare l’elaborazione dei vini, e allo stesso tempo avere delle informazioni più precise per una gestione agronomica ed enologica più mirata.

Dalla fase pilota AnimaVitis è diventata oggi una realtà efficace e pronta per essere adottata in altri contesti, con la messa a punto di una metodica ben precisa per conseguire risultati di una mappatura che aiuta il viticoltore e l’enologo nel loro lavoro.

I sensori ad infrarossi possono infatti essere facilmente montati su un supporto a bordo di un qualsiasi veicolo in grado di muoversi tra i filari, essendo possibile l’impiego di 1 o 2 sensori, a seconda della necessità. Per la raccolta, la memorizzazione e la georeferenziazione dei dati i sensori sono collegati ad un computer veicolare con GPS integrato, appositamente sviluppato dalla società ARVAtec Srl, installato a bordo delle macchine operatrici che passano tra le viti.

Così la viticoltura di precisione, da concetto futuribile, è oggi uno strumento alla portata di tutti gli operatori del comparto.