Nuovo Palinsesto Wine TV

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Cari Winetvlovers,

eccoci pronti con il nuovo palinsesto. 

Tanti video inediti da godersi degustando, magari, un buon calice di vino.

E iniziamo con la seconda attesa puntata del miglior sommelier d’Italia 2017

I ragazzi, accorsi a Taormina per la sfida, terminano la prova scritta: dopo il complesso questionario, affrontano la degustazione di due vini rigorosamente anonimi e l’abbinamento con un piatto scelto dai giudici.

Il dottor Radicchi ha pensato per voi due nuove e stimolanti puntate: ci parlerà dei possibili abbinamenti degli spumanti e della filossera.

Abbiamo seguito, con le nostre telecamere, due importanti appuntamenti legati al mondo del vino: Food and Wine in Progress alla stazione Leopolda di Firenze, dove Wine Tv ha assegnato anche importanti riconoscimenti alle aziende più meritevoli, e Wine2Wine evento dedicato al business del settore vinicolo.

Spazio poi alle degustazione di Wine Tv racconta con Maurizio Zanolla che ci parla del caldo, e suadente amarone della Valpolicella Le Guaite di Noemi per poi passare all’originale e avvolgente Montepulciano d’Abruzzo Janù della cantina Jasci e Marchesani.

Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube

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Per sapere tutti gli orari della messa in onda vostri format preferiti basta consultare la Guida Tv sul nostro sito

Buona visione e buon vino a tutti!


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L’enologo Trombelli come il dottor Burioni: smonta teorie antiscientifiche e scatena il dibattito sui social

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di Mattia Cialini

Ormai da anni è accesa la diatriba sui cosiddetti vini naturali. E il crocevia del confronto, in questi giorni, è Arezzo. Perché la città è casa dell’enologo Umberto Trombelli. Allievo di Giacomo Tachis – che tra le molte altre cose è stato il padre di leggende enologiche nazionali come il Sassicaia e il Tignanello -, Trombelli ha detto la sua, una settimana fa, con un post su facebook (che riportiamo integralmente in calce all’articolo) che moltissimo ha fatto discutere (qui l’articolo di Intravino), tra centinaia di commenti e condivisioni. Quasi un Roberto Burioni (il medico che ha nel mirino gli antivax) del vino, che smonta – garbatamente ma fermamente – teorie senza fondamento. Il suo intervento, due giorni fa, è stato tradotto anche in inglese, perché il contributo sta alimentando il dibattito anche a livello internazionale. Si parla di solfiti aggiunti e di lieviti selezionati che non sono il male assoluto, ma si difende anche il modo di produrre uva rispettoso della terra e l’uso non invasivo di legni per affinazione (botti e barrique).

Come è nata l’idea di questo intervento?
 “Sono da poco sui social ma mi sono subito stufato di leggere affermazioni senza fondamento. E così mi sono fatto prendere dall’enfasi”.

Sui social, ha avuto la stessa idea di Umberto Eco? Cioè che hanno dato il diritto di parola a legioni di imbecilli?
“Ho pensato a Eco in effetti. Ma ci sono anche tante persone intelligenti che commentano. Spero che il mio contributo faccia chiarezza”.

Lei non ce l’ha contro i produttori di vini naturali?
“Assolutamente. Ad Arezzo collaboro con La Vialla, che lavora in biodinamica. Seguo una piccola azienda biologica nelle Marche. Ma lavoro anche con aziende convenzionali”.

Lavora in tutta Italia?
“Sì, con Il Pollenza, azienda in provincia di Macerata. Con la Cantina di Santadi in Sardegna. Con la Tenuta L’Entrata di Incisa della famiglia Della Valle”.

Come è finito ad Arezzo?
“Sono nativo di Bologna, piemontese di adozione, ho seguito la scuola enologica di Alba. Poi ho iniziato a viaggiare per l’Italia. Sono ad Arezzo dal 2002 perché ho sposato una toscana”.

Tra i fari dei produttori naturali ci sono il minor uso possibile di correttivi chimici sia in vigna, quindi nella coltivazione dell’uva, che in cantina, ossia nel processo di produzione del vino. Cosa contesta?
“Rispetto valide opinioni di appassionati. E sono anche io del parere che la terra vada rispettata, evitando pesticidi, ad esempio. Ma ci sono fobie ingiustificate, come quella dei lieviti selezionati, usati per la fermentazione del mosto. La scienza può dare una mano a limitare i difetti del vino. Perché non sfruttarla? Ci sono argomentazioni contrarie che non stanno in piedi. Viene poi demonizzata la categoria degli enologi, così senza senso”.

Qual è la lezione di Giacomo Tachis che tiene a mente?
“Mai dare sentenze. Confrontarsi sempre. Con tutti”.

Il territorio di Arezzo sta crescendo per qualità dei prodotti?
“Il territorio di Arezzo è forse quello meno conosciuto tra i vocati alla produzione del vino in Toscana. E’ stato ingiustamente bistrattato nel passato. In realtà può dire la sua in modo molto incisivo, toccando le giuste leve comunicative. Perché non deve avere complessi di inferiorità”.

Terra da rossi di qualità. E i bianchi e gli spumanti?
“Ritengo che ci sia spazio anche per i bianchi e le bollicine: il territorio di Arezzo ha alture medio alte, che permettono la coltivazione di vitigni a bacca bianca, oppure a bacca rossa come il pinot nero, che un tempo non si pensavano adatti a queste zone”.

Un consiglio a un giovane produttore che vuol fare vino naturale?
“Quello di studiare. Poi la produzione di vini nella maniera più naturale possibile è un fine perseguibile. E mi piacerebbe anche aggiungere una cosa”.

Prego
“Il 1° marzo a Villa Severi ad Arezzo sarò ospite di una serata organizzata da Ais Arezzo. Ci saranno in degustazione una decina di vini. Si parlerà di vitigni autoctoni (come sangiovese, trebbiano), ma anche di quelli internazionali (merlot, cabernet sauvignon). Perché, a dispetto di quello che si può erroneamente credere, anche questi ultimi possono far esaltare la territorialità di un vino”.


L’ignoranza fa più danni dei lieviti e dei solfiti
di Umberto Trombelli

Prendo spunto da alcune riflessioni e commenti postati negli ultimi giorni sui Social per approfondire alcune tematiche a cui tengo particolarmente e a cui non posso più voltare le spalle.

Nei giorni scorsi stata pubblicata un’intervista ad un produttore vitivinicolo fautore dei vini naturali. In essa l’intervistato esprimeva dissenso su quei Produttori di vini naturali che vedono nei difetti organolettici un simbolo distintivo della loro naturalità e della territorialità.

Nello stesso tempo, difendendo la buona gestione della cantina, esprimeva il suo disappunto su chi utilizza lieviti selezionati e /o coadiuvanti vari in vinificazione.

Il succo dell’articolo pubblicato voleva, in qualche modo, sostenere che il difetto, così come l’uso di coadiuvanti e additivi, altera l’originalità di un vino e il suo legame con il territorio. Questo punto di vista, tra i meno estremi in circolazione, sta diventando il tema dominante tra molti enoappassionati a cui si aggiungono fantomatici esperti che alimentano il dissenso mettendo alla gogna Imprenditori vinicoli ed Enologi.

Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Nei miei 30 anni di attività di enologo ho avuto modo di approfondire le tecniche di produzione per vini prodotti da uve coltivate in Bio, in Biodinamica o in Agricoltura convenzionale; su vini senza solfiti aggiunti, senza l’uso dei lieviti selezionati, su vini cosiddetti “industriali” e vini commercializzati con sedimento in bottiglia. Ritengo di aver fatto una discreta esperienza ma non mi sento né appagato né arrivato, anzi, sono talmente appassionato a questo lavoro che continuo a leggere e a studiare perché troppe sono le lacune che la Scienza ancora non riesce a spiegare, nell’approfondimento dei chimismi fermentativi e conservativi dei vini.

Mi fa male vedere criminalizzare l’Enologia in generale da chi di Enologia non sa un fico secco. Come enologo sono felice di sentire finalmente che tra i Produttori di vini Naturali si riconoscano i difetti per quello che sono: non esprimono un territorio ma bensì lo sviliscono. Molti, però, tra cui alcuni Opinionisti, anche di grido, li esaltano e ne fanno un punto di forza per scoprire nuovi astri nascenti. Il difetto, come dice un famoso collega, è identificabile in ogni luogo e in ogni dove; quindi, oltre ad essere svilente è anche un carattere omologante. Non sono nuovi questi temi: negli anni sono stati “divinizzati” vini che un Produttore metteva in bottiglia senza nessun controllo, così che ti capitava di comprare o ordinare una bottiglia che aveva fatto una malolattica in bottiglia o era rifermentata per qualche residuo zuccherino mal considerato: guai ad avanzare qualche critica perché eri segnato come barbaro e ignorante; paradosso dei paradossi.

Mentre sono d’accordo sul riconoscere che i difetti sono difetti, non posso condividere invece il concetto che un vino, per essere originale e riconoscersi in un territorio deve essere prodotto senza l’uso di coadiuvanti e/o additivi. Riconosco che nei vini di massa se ne fa uso e, in certi casi, dai quali prendo le distanze, un uso esagerato. Se, però qualcuno cercasse di approfondire i temi, l’ABC della Biologia, della Chimica e di tutti i fenomeni che stanno alla base delle trasformazioni che ci portano ad ottenere un vino, forse sarebbe più disposto a riconoscere che il motore biologico che ci permette di vinificare va guidato dall’uomo. L’evoluzione naturale dell’uva infatti quella di riprodurre da un seme un’altra vite: il vino un prodotto regolato, voluto e condotto dall’uomo.

In Natura non esiste se non per un breve intermezzo nell’arco del processo di deperimento biologico dell’acino d’uva.

L’uva prodotta in un vigneto posto in un territorio vocato fa l’unica differenza. Il vitigno autoctono è un elemento in più ma solo se ben selezionato.

L’uso di lieviti selezionati, quelli identificati come veloci e sicuri attivatori della fermentazione, l’uso di batteri malolattici, magari ottenuti dalla conservazione in cantina nell’anno precedente, l’uso dei solfiti in modo corretto e non invasivo, non è il male. La barrique e il contenitore in legno in genere sono nati per uno scopo: affinare, illimpidire e stabilizzare naturalmente il vino; non conciarlo su un gusto di legno!

Tutte queste sono tecniche e strumenti che l’uomo ha escogitato nei secoli per migliorare e rendere fruibile nel tempo il vino. Non ci vedo niente di male in questo, anzi, lo ritengo il modo ideale per valorizzare un vino in un territorio purché si usino con il contributo di una Viticoltura attenta e mirata, in un legame indissolubile.

Questa sarà la sfida del futuro per l’Italia: emergere su un mercato globale legando i nostri vini ai propri territori di produzione e con essi unirci la nostra Storia, il nostro patrimonio gastronomico e culturale. Oggi, più che mai, è importante avere una coscienza comune per imporci su un mercato sempre più difficile e complesso. Ridurre il problema pensando che i lieviti selezionati siano un fatto negativo è fuori tema e controproducente.

Se è vero che sono stati selezionati ceppi di lieviti che caratterizzano e generalizzano il bouquet di un vino è anche vero che ne esistono tantissimi che sono solo buoni fermentatori che non intaccano le peculiarità originali delle uve. La scelta è ampia. Pensiamo solo per un attimo a che cosa sarebbe oggi la produzione di Champagne o di Spumanti, di qualsiasi zona del mondo, se non ci fossero i lieviti selezionati: sono stati selezionati appositamente per raggiungere quel risultato enoico e senza snaturare, anzi, per valorizzare gli stessi.

Che dire poi di come si selezionino nell’ambiente “Cantina” i lieviti cosiddetti “Spontanei” che fermentano i mosti di quei Produttori “ Naturali”: essi sono microorganismi che vivono in quiescenza nelle loro cantine (non nei loro vigneti!), si risvegliano a contatto dei mosti e si propagano durante tutto l’arco della vendemmia per poi ritornare, alcuni, di nuovo dormienti. In una cantina non esiste un lievito unico che inizia e porta a termine un processo fermentativo, nemmeno quelli selezionati possono fare ciò.

Per caso, chi sostiene il contrario ha mai fatto fare delle ricerche microbiologiche per capire chi sono e che origine hanno i loro agenti lievitanti?

A loro posso dire che se facessero delle indagini, delle mappe genetiche di quei ceppi “Indigeni” scoprirebbero che quei lieviti si trovano anche commercializzati e venduti come buoni vinificatori; troverebbero dei comuni Saccharomyces Cerevisiae, il microorganismo appartenente al mondo Vegetale, un fungo, l’agente della fermentazione. Troverebbero anche colture di lieviti apiculati, lieviti “non buoni”, “pericolosi”, non perché mostri ma perché in determinate condizioni ambientali preferiscono mangiare altro oltre agli zuccheri, e questo “altro” è un problema, un difetto 9 volte su 10.

Scoprirebbero semplicemente che ciò che dicono è senza fondamento.

Come dicevo ho provato a vinificare uve e ad affinare vini senza l’uso dei solfiti per più vendemmie. Il risultato che ne ho tratto che si possono produrre ma con un risultato qualitativo privo di personalità. Per un effetto ossidativo i profumi si perdono rendendo i vini insignificanti rispetto ai tradizionali. A oggi non esiste una tecnica che permetta di produrre vini di pregio, soprattutto a lungo invecchiamento senza l’uso di questo complesso additivo che funge da antisettico, da conservante e da stabilizzante. A che prezzo poi? Perché se proprio si volesse evitarne l’uso bisognerebbe usare altri additivi quali tannini, tannini e ancora tannini. Che dire poi dei vini bianchi senza l’uso dei solfiti: aiuto!

È vero: i solfiti aggiunti sono fastidiosi, tossici. Se usati in modo accorto, però, non arrecano tutto il fastidio di cui si sente vociferare. I limiti legali di essi sono stati abbassati nei vini negli ultimi tempi e subiscono continui ritocchi al ribasso mano a mano che cresce l’esperienza degli operatori ma non è, al momento, possibile farne a meno. A chi ne contesta l’uso vorrei chiedere se compra e consuma crostacei freschi, senape, sottoli, sottaceti, salse in genere ecc. Ci si chiede mai quanti solfiti aggiunti ci sono in gran parte dei cibi conservati? E quando si fa un conto della dose massima ingeribile per chilo corporeo di solfiti si considerano mai quelli ingeriti attraverso i cibi tutti? Troppo facile parlare senza sapere!

Perché si deve sempre pensare che la Ricerca, lo studio e chi cerca di applicare il frutto di tale lavoro siano dei pericoli, dei terroristi speculatori che vogliono avvelenare il prossimo?

Sono un Enologo e cerco di valorizzare al meglio i vini dei miei clienti lavorando sulle peculiarità delle uve che producono in uno specifico territorio. Uso pochi coadiuvanti e solo quando sono necessari.

Nonostante questo non si può trovare una identità comune tra tutti i vini a cui lavoro, passando dal Nord al Sud dello Stivale e non per questo credo di essere un “Alchimista”: credo di essere solo un buon “Pilota” che usa le tecniche che la Scienza mi dà per svolgere bene il mio lavoro. Non solo, mi ritengo fortunato. Tanti miei colleghi non possono dire lo stesso perché sul Mercato del vino non ci sono solo i vini famosi, ci sono anche i vini normali, quelli che si bevono tutti i giorni, come si beve una semplice birra; perché c’è anche un consumatore che qualche volta vuole bere soltanto un buon vino senza fare elucubrazioni se sta bevendo un Cabernet o un Sangiovese. Ci sono dei consumatori novizi che per arrivare ad un vino importante devono educare il proprio palato iniziando a bere vini semplici. I vini semplici non sono dei veleni! Sono dei vini ottenuti da Uva! I loro mosti sono vinificati con tecniche moderne e affidabili usando anche coadiuvanti e additivi alimentari autorizzati per ottenere anche vini “perfetti” e “piacioni”. E allora?  Dovremmo lasciare questo Mercato?  Dovremmo dire a migliaia di operatori di cambiare mestiere perché qualcuno che non conosce e non si informa pensa che stiano facendo qualcosa di inaccettabile?  Che stanno perseguendo un business contro natura?  Assurdo! Il vino deve essere considerato in tutte le sue varianti qualitative e commerciali da un Paese che il primo produttore mondiale. Se la Tecnologia ci permette di contenere i costi ed essere competitivi anche sulle fasce di prezzo più convenienti non c’è niente di male. Nel mercato c’è posto per tutti e il nostro intento deve essere quello di migliorare sempre. Farsi la guerra per un pugno di lieviti mi sembra un modo per voler cercare un capro espiatorio che non risponde alle domande importanti.  Concludo facendo presente che le mie riflessioni da professionista sono principalmente una mano tesa a chi si rivolge al mondo del vino con passione e competenza con il quale non vedo l’ora di confrontarmi in modo costruttivo.

Articolo originale su Arezzo Notizie

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CantinAmena: viticoltura 100% bio nelle campagne dei Castelli romani

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di Giuseppe Motisi 


Una vigna che ‘ha fatto’ sempre la vigna ed una giovane cantina di Lanuvio che, nel 2011, raccoglie il testimone della tradizione enologica del territorio dei Castelli romani per dare vita ad un innovativo progetto: produrre nel pieno rispetto dei cicli della natura, dalla coltivazione della vite alla vinificazione, pochi vini ma di comprovata qualità e trasparente tracciabilità.

Nasce da queste premesse e con chiari obiettivi di eccellenza la CantinAmena – Azienda agricola Mingotti di Lanuvio, una nuova realtà nel panorama enologico di Roma che affonda però le proprie radici in uno dei terroir più noti del Lazio: le colline dei Castelli romani, ai cui piedi, sul versante sud che guarda verso il Tirreno, sorge appunto questa azienda dotata di una vigna di circa 20 ettari e di un impianto di vinificazione ed imbottigliamento in loco. 

I vini di CantinAmena sono recentemente saliti agli onori della cronaca per essere tutti biologici, fatto insolito e raro nel panorama enologico del Lazio, una peculiarità frutto di scelte aziendali ben ponderate, anche se faticose, che puntano all’obiettivo di arrivare nel medio termine ad offrire ad un mercato sempre più attento alle tematiche ambientali prodotti provenienti da una filiera sicura, affidabile e ben identificata. 


Antichi vigneti e sensibilità moderna 

Il vigneto di CantinAmena sorge nelle campagne di Campoleone, frazione del comune di Lanuvio, in provincia di Roma, lungo un terreno pianeggiante su cui la vite è sempre stata coltivata, privilegiando le uve autoctone che beneficiano di un particolare e favorevole microclima. “La nostra vigna ha una lunga storia ed esisteva già nei primi anni del ‘900, gestita da coltivatori locali che cedettero poi l’appezzamento dopo la Seconda guerra mondiale – racconta Giorgio Del Gaudio, collaboratore di CantinAmena per gli aspetti commerciali -. Nel 1948 l’azienda passò infatti a Giacomo Prandelli, un imprenditore bresciano innamorato delle campagne romane, il quale riordinò il vigneto e pose le basi produttive per la nascita dell’attuale cantina: già allora le uve venivano infatti coltivate con cura e rispetto dei cicli naturali, per essere poi conferite e trasformate in vino altrove”. 

Il cambio di passo avviene di recente, quando l’azienda viene rilevata da un’altra famiglia di imprenditori bresciani che ripensa la struttura produttiva ed insegue un obiettivo ben preciso, riassumibile in due parole: qualità bio. “Nel 2004 la famiglia Mingotti, sempre di Brescia, acquista l’azienda dandole una nuova denominazione ed un’innovativa fisionomia – prosegue Giorgio Del Gaudio -. Dopo alcuni anni di assestamento, serviti a riorganizzare il vigneto e a reperire macchinari e strumentazioni necessari per vinificare direttamente nei locali della cantina, nel 2011 nasce l’odierna linea di vini. Il primo vino ad uscire con l’etichetta CantinAmena sarà un rosso bordolese, il Patientia, assemblato con uve Merlot e Cabernet Sauvignon. E naturalmente sarà bio, come tutti gli altri vini prodotti al 100 per cento, in ogni passaggio, dalla nostra azienda”. Il principale cambiamento di rotta avvenuto con la gestione Mingotti è infatti stato quello della vinificazione diretta, senza conferimento di uve ad aziende esterne, un mutamento non banale, irto di ostacoli e tutt’ora in corso, il quale ha dato ottimi risultati ottenendo un concreto e rapido apprezzamento da parte del pubblico. In più le trasformazioni sono arrivate anche a livello infrastrutturale: la cantina è stata completamente riammodernata, nel pieno rispetto della normativa vigente, ed è stato creato uno spazio di degustazione per il pubblico dove, tra tini e botti per l’affinamento, il personale di CantinAmena accoglie e guida il pubblico alla scoperta dei propri vini.


Poker di vini romani 

Il vigneto è senza dubbio il punto di partenza per approfondire la conoscenza di CantinAmena. “Nei circa 20 ettari di terreno agricolo sono impiantati essenzialmente vitigni autoctoni, con predominanza di Cesanese e Malvasia – afferma ancora Giorgio Del Gaudio -. Una porzione ospita invece uve Cabernet e Merlot, e quest’anno sperimenteremo, per la prima volta, la coltivazione dello Chardonnay, che nelle zone limitrofe ha dato, già da tempo, ottimi risultati”. L’asso nella manica di CantinAmena è comunque l’eccellente terreno sul quale crescono le varie piante. “Il nostro vigneto ha una caratteristica eccezionale: è isolato dal resto del contesto agricolo, il terreno è sempre stato destinato alla coltura della vite e non ha interferenze con altre colture – spiega Del Gaudio -. Inoltre i suoli sono vulcanici e idonei, per le ricche sostanze nutrienti, ad ospitare differenti tipologie di vite. A ciò si aggiunge la vicinanza del Tirreno, distante in linea d’aria circa 10 chilometri, che con le sue costanti brezze marine mitiga le temperature tutto l’anno”.

Andiamo ora a vedere i singoli vini dell’azienda Mingotti. “Quattro sono i prodotti di CantinAmena, tutti etichettati bio e con certificazione Igp: due rossi, un bianco ed un rosato, denominati rispettivamente Arcana, il già menzionato Patientia, Divitia e Rosa – aggiunge Giorgio Del Gaudio -. Come detto il nostro primo vino è stato il bordolese Patientia, al quale si sono aggiunti nel 2013 l’Arcana, una vera chicca che viene assemblato con uve Cesanese in purezza, nel 2014 il bianco Divitia, da Malvasia puntinata sempre in purezza, e successivamente il rosé Rosa, un vino da sperimentare per il suo bouquet unico ed intrigante”.  


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Nuovo Palinsesto Wine TV!

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Cari Winetvlovers,

inauguriamo il 2018 con un palinsesto tutto da gustare.

Vogliamo portarvi a quattro importanti eventi del mondo del vino collocati in quattro differenti zone d’Italia e, quindi, ognuno con caratteristiche uniche.

Il primo è Mille ottimi motivi per esserci, l’evento più emozionante del Friuli Venezia Giulia con 85 preziose aziende selezionate da Ais, 500 vini in assaggio , degustazioni guidate con la presenza del produttore e le imperdibili verticali di Mangiavino.

Poi ci siamo spostati a Rieti, per il “Giro d’Italia”. Sull’onda del successo delle passate edizioni , l’evento si propone come occasione d’incontro di produttori grandi e piccoli del comparto vitivinicolo nazionale e di importanti realtà agroalimentari della provincia, promuovendo la cultura enogastronomica locale.

Terza tappa Bassano del Grappa per il Bassano Wine Festival. Un fine settimana di gusto e scoperta per una  rassegna che ha come obiettivo quello di promuovere l’eccellenza del comparto vinicolo, dando slancio soprattutto alle micro-economie e importanza alle tradizioni locali venete e italiane.

Infine ci siamo recati ad Arezzo per un’imperdibile degustazione sinestesica: tre splendidi vini in connubio a personaggi storici della città, ad importanti opere d’arte e a speciali brani musicali. Un viaggio nel tempo per scoprire abbinamenti inediti guidati dal miglior sommelier del mondo Luca Martini.

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Buona visione e buon vino a tutti!


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Dall’Est Est Est alle bollicine: nuova linfa ai vini della Tuscia viterbese dalla cantina Francesconi

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di Giuseppe Motisi

Suoli ricchi di argilla e tufo, bassi e dolci declivi dove la terra, lavorata da tempo immemorabile, risponde sempre con generosità alle cure dell’uomo. E poi un ampio lago vulcanico che mitiga le gelide temperature invernali, mescolandosi occasionalmente all’eco lontana delle brezze tirreniche.   

È grazie a questo mix di fattori ambientali, tanto specifici quanto unici, che il territorio della Tuscia viterbese produce vini dal carattere inconfondibile, tra i quali spicca per notorietà l’Est! Est!! Est!!!. Questo bianco ha una lunga storia di successi internazionali in cui le vicende storiografiche si mescolano alla leggenda – celeberrima è l’origine del suo nome con ben sei punti esclamativi assegnatigli nel XII secolo da un intenditore tedesco appassionato di vini, tale Martino, collaboratore del vescovo Johann De Fugger, sceso al seguito dell’imperatore Enrico V di Germania -, ed è senza dubbio la punta di diamante della produzione enologica di Viterbo; non è però l’unico vino della zona di acclarata qualità, sebbene la sua fama oscuri le altre etichette del terroir di questa provincia del Lazio.


Ed è in questo spazio enologico sospeso tra consolidamento delle etichette di fama, affidato alla presenza sempre più assidua sui mercati tedeschi e olandesi, e rilancio dei vini meno noti ma fortemente radicati nella viticoltura viterbese, che si muove con dinamismo, innovatività ed intraprendenza la Cantina Stefanoni di Montefiascone, attiva fin dagli anni ’50 del secolo scorso. Questa azienda di dimensioni medio-piccole è oggi guidata dal giovane Francesco Stefanoni, appartenente alla quarta generazione della famiglia fondatrice della cantina, e con lui abbiamo fatto il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive dei vini della Tuscia viterbese. “La nostra viticoltura si basa essenzialmente su Aleatico, Moscato, Roscetto, Trebbiano toscano e Malvasia puntinata, vitigni che sui terreni tufacei di Montefiascone danno rese abbondanti e di qualità – spiega Francesco Stefanoni -. Per quanto riguarda la nostra realtà aziendale, noi effettuiamo tutti i processi produttivi dalla vigna alla cantina, curando direttamente la coltivazione della vite e la vinificazione. I nostri vini sono quindi espressione diretta e pura della viticoltura locale”. Con una superficie vitata di circa 3 ettari (che a breve dovrebbero arrivare ad 8) ed una produzione annua complessiva di circa 100.000 bottiglie, la Cantina Stefanoni punta tutto sulla qualità e sul binomio sperimentazione / tradizione, declinati dalla lungimiranza della nuova generazione che ha preso in mano le redini della cantina. “Nel solco della tradizione trova posto il nostro Est! Est!! Est!!! che produciamo in due tipologie: Campolongo e Foltone, quest’ultimo destinato alla degustazione con la sua maggiore percentuale di uva Roscetto – specifica Francesco -. La tipizzazione dei nostri vini la affidiamo proprio a questa pianta autoctona della famiglia del Trebbiano, di cui coltiviamo tre cloni provenienti da un vigneto sperimentale impiantato a Montefiascone con la collaborazione dell’Università di Perugia. Tutti i nostri bianchi sono affinati in acciaio e legno d’acacia, mentre i rossi concludono il loro ciclo in barrique leggera per mantenere il più possibile un carattere fruttato e naturale. È il caso ad esempio del Rosso di Montanello, il quale trascorre 5, 10 giorni di macerazione e passa poi in cantina per l’affinamento; il risultato è un rosso caldo ma al tempo stesso etereo, particolarmente armonioso con i suoi morbidi tannini”.


È invece affidato al brio delle bollicine l’aspetto innovativo della produzione enologica del territorio. “Nel 2012 abbiamo voluto iniziare la produzione di spumante impiegando l’uva alla base di quasi tutti i bianchi tradizionali della nostra zona. È nato così il nostro primo Brut metodo classico da uve cento per cento Roscetto, spumante che assicura qualità e tipicità – aggiunge Francesco Stefanoni -. Le uve con cui è assemblato, raccolte in anticipo e dal grosso carico zuccherino, provengono infatti esclusivamente da vitigni di Roscetto coltivati sulle colline di Montefiascone che si affacciano verso Viterbo. Il Brut di Roscetto è dunque un prodotto nuovo, unico e caratteristico della Tuscia viterbese, che si presenta intenso, fragrante e dai precisi sentori floreali, adatto non solo ad essere stappato nelle festività ma anche durante i comuni pasti”. 

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Le etichette del Natale passato presente e futuro

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di Marco Rossi

Ci siamo, è tornato quello “spaventoso”  periodo dell'anno che ci vede alle prese con una miriade di cene preparatorie a quelle quattro ore che passeremo a tavola driblando dubbiosissime etichette portate dal cugino dello zio o comprate dalla mamma in un eccesso di zelo al supermercato sotto casa...

Ogni volta che saremo presi dall'istinto di correre in cantina ci ripeteremo il mantra che non vale la pena di attingere alla propria riserva di metodo classico per sgrassare il clamorosissimo e buonissimo cappone della nonna. In dieci a tavola diventa tutto più complicato e non tutti apprezzano quell'oro liquido che meticolosamente abbiamo conservato alla giusta temperatura lontano da sbalzi termici, con sali e calce a favorire la giusta umidità. Un lavoro maniacale che oggi fa dubitare nostro padre del nostro equilibrio mentale.

Beh quest'anno alle etichette del Natale passato, presente e futuro diciamo basta e ci buttiamo in un ideale percorso enoico dal quale speriamo non ci destino mai. Per alcuni sarà solo un miraggio per altri, citando un noto personaggio delle pubblicità, “una solida realtà” proveniente dalla propria riserva personale.

Il motto del Natale 2017 sarà  “Stappare e condividere” alla faccia di Scrudge e dell'avarizia enoica!!

Alla luce di questo slancio di generosità, che finirà per esaltare ancora di più l'atmosfera natalizia almeno per qualcuno dei commensali, abbiamo deciso di esagerare un po' in alcuni casi (siamo tutti più buoni in questo periodo dell'anno) e di ricorrere a etichette “intelligenti” in altri 

Quando ero ragazzo, mio padre mi raccontò che in gioventù, lui e suo fratello vinificavano in casa un vino dalle dubbie caratteristiche organolettiche che poi imbottigliavano prima delle cene allargate; la tavola veniva divisa in appassionati di vino e totali profani...indovinate un po'in quale lato finiva questo vero e proprio vino della casa, ca va sans dire che devo qualche interessante bottiglia al dio della tavola e al karma.

Abbiamo dunque detto di essere splendidi e di evitare ogni tirchieria o avarizia e allora andiamo a scoprire la selezione di etichette di Wine TV per il pranzo di Natale:


1) ANTIPASTO

PIATTO: Culattello

VINO: Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 1997 Collezione Trento DOC

Chardonnay 100%. Paglierino con riflessi dorati e perlage finissimo. Frutta a polpa bianca e gialla, agrumi, miele, minerale, sentori di lievito e crosta di pane, leggera spezia. Una bollicina elegantissima, durezze in evidenza con un bello slancio di freschezza e persistenza notevole. Un vino avvolgente e appagante


2) PRIMO

PIATTO: Tortellino in brodo

VINO: Piero Pan Soave DOC 2016 50esima vendemmia. Garganega 85% trebbiano di Soave 15%, fermentazione in cemento vetrificato.

Giallo paglierino, fiori bianchi, pera, nota agrumata, chiusura decisamente minerale. Un vino di grande servevolezza: fresco, sapido e di buona persistenza 


3) PIATTO DI MEZZO

PIATTO: Polenta e Baccalà

VINO: Velentini, Cerasuolo d'Abruzzo DOC 2012. Montepulciano 100%, un rosè vinificato in bianco color cerasuolo. Dal ribes al lampone con minerale in evidenza. Fresco, persistente con nota sapida avvolgente, fine elegante. 


4) SECONDO

PIATTO: Cappone Farcito

VINO: Godenza 2015 Noelia Ricci Sangiovese DOC. Sangiovese 100% fermentato in acciaio dai lieviti indigeni e affinato in bottiglia per 6 mesi. Rosso rubino con sentori di frutti di bosco e ciliegia, nota di ferro e di grafite. Esile, fragrante, minerale e scorrevole.


5) DESSERT:

Panbriacone!!! E' già abbinato per definizione 


A questo punto siamo curiosi di scoprire il vostro Natale all'insegna della generosità e condivisione, mandateci le foto delle vostre etichette, taggateci su Instagram e aiutateci a rendere il Natale un momento unico, almeno per gli appassionati di vino!!!



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Il nuovo Palinsesto Wine TV!

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Cari Winetvlovers,

stiamo procedendo a grandi passi verso il Natale, il primo che festeggeremo insieme. 

Non vediamo l’ora di aprire le tante belle bottiglie che troveremo sotto l’albero.

Intanto gustiamoci l’attesa con il nuovo palinsesto di Wine Tv.

Iniziamo con le ultime due puntate del format Ogni giorno un Signorvino che, alla sua prima stagione, ha avuto un successo incredibile e, per questo, dobbiamo ringraziare tutti voi. 

Primo ospite Emanuele Trono 25 anni, laureato in Business and Management. Il progetto Enoblogger, dal taglio giovane e fresco, nasce dalla sua voglia di condividere l’amore per il vino e per la bellezza italiana. 

Nello store di Piazza Duomo a Milano ci ha invece raggiunto Andrea Albagli, wine lover prestato all’ingegneria. Infatti, se durante il giorno si destreggia fra calcoli e manuali di ingegneria civile, appena ha un minuto libero ama scoprire nuovi vini e ovviamente consigliarli sul suo blog Corvino.

Oltre alle due prove, scopriremo anche il vincitore della prima stagione!

Dalla Lombardia alla Sicilia per volare sulle pendici Etna e scoprire vini unici dalla spiccata personalità. Cristiano Cini ha trascorso un’intera giornata con Antonio e Salvino Benanti

Torna il dottor Radicchi con le sue pillole. Questa volta ci spiega gli spumanti metodo classico.

Vi portiamo inoltre a due eventi dedicati al vino: il primo è uno dei più importanti appuntamenti organizzati dalla Fisar. Mare divino, a Livorno, è un’occasione unica di conoscenza, promozione e confronto della migliore produzione enologica del territorio, attraverso percorsi di assaggio liberi e guidati. 

Il secondo evento è promosso dall’associazione Classico Berardenga che si pone l’obiettivo di preservare e valorizzare l’immenso patrimonio di cultura, storia e tradizioni che contraddistingue il territorio di Castelnuovo Berardenga.

Per Wine Tv racconta, Andrea Galanti degusta per noi Titolo di Elena Fucci un’etichetta che, in pochi anni, è diventata il faro per il vino di qualità in Basilicata.


Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube

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Buona visione e buon vino a tutti!


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Tre rossi perfetti per il pranzo di Natale dal mood chic e gioioso

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Scarlatto, porpora o carminio, tanti i punti di rosso. E poi c’è il Rosso Carpineto! Nel bicchiere come a tavola, per la festa più attesa e desiderata dell'anno, è il rosso a trionfare, il colore che più di tutti vuol dire emozione.

Che sia il colore prevalente della mise en place, o un dettaglio nei decori, è nel bicchiere però che non si può prescindere, tanto più che nei piatti probabilmente trionferanno carni e grandi arrosti.

E allora la scelta per la bottiglia non può non andare su Carpineto la cui produzione copre tutti i grandi rossi della Toscana, vini delle più prestigiose DOCG. 

Ideali da mettere sopra la  tavola ma anche sotto l'albero, un regalo sicuramente di buon gusto! E' proprio il caso di dirlo.

Rossi armoniosi, profondi, spesso di grande struttura,  al palato rotondi e morbidi. Sensazioni carezzevoli e avvolgenti come velluto. Insomma l'ideale per Natale. 

E chi non volesse andare in enoteca, con pochi click li avrà a casa sua dallo store on line e a prezzi vantaggiosi. www.carpinetoshop.com dove cresce l'attesa per gli special Christmas gift della collezione degli spumanti o le Magnum in cassa di legno così come i 6 grandi classici rossi con omaggio della confezione in legno.

 

Il Rosso per un pranzo di Natale gioioso e disinvolto in famiglia o tra amici 

Dogajolo Toscano Rosso IGT Carpineto

Fragranza di profumi e morbidezza in bocca

Un rosso rubino vivo molto intenso. Uno dei vini più innovativi della Carpineto, un baby "Super Tuscan", le cui caratteristiche non sono mai state trovate insieme nello stesso vino. In lui sono racchiusi la forza della gioventù, la maturità del legno, la morbidezza della classe, i profumi fruttati e fragranti. E' un vino pieno, morbido, rotondo, di ottima struttura. Il profumo è vinoso e nello stesso tempo fruttato, con sensazioni di ciliegia, gradevoli sentori di vaniglia, caffé e spezie. 

Perfetto con un timballo di tortellini. Regalo easy ma stiloso, a cominciare dall'etichetta


Il Rosso per un pranzo di Natale intimo e romantico per due 

Vino Nobile di Montepulciano DOCG Riserva 2012 Carpineto

Aromi seducenti e una eleganza raffinata

Colore rosso rubino intenso tendente al granato brillante. Un vino fine, elegante ed armonioso dai seducenti aromi di ciliegio dolce, ribes, cuoio, spezie e sottobosco, con un accenno di quercia sul finale. Un vino di grande carattere, raffinatezza ed eleganza. Complesso al naso, con riconoscimenti che vanno dalla mammola alla frutta esotica, dal legno pregiato al balsamico, etereo, caratteristico, straordinariamente fine. In bocca secco, sapido, elegante nei tannini ed equilibrato. Dalla stoffa elegantissima, armonico. 

Perfetto con un carrè di agnello in crosta. Idea regalo per palati di classe.

Il Rosso per un pranzo di Natale gourmet e in giusta compagnia 

Brunello di Montalcino DOCG 2012 Carpineto

Grande struttura e persistenza 

Rosso rubino intenso con leggeri riflessi granato. Profumi intensi e complessi,  netto, fine, ampio e persistente. Sentore di vaniglia, ciliegia, lampone e liquirizia. Al palato asciutto, caldo, morbido e di grande struttura, persistente. Una bella freschezza e raffinatezza. Un vino di grande eleganza e longevità.

Perfetto con un cappone farcito alle castagne. Un regalo per non farvi dimenticare.




Laura Ruggeri
LR Comunicazione

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Nuovo Palinsesto Wine TV!

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Cari Winetvlovers,

mettevi comodi in poltrona e stappate una buona bottiglia di vino: è pronto il nuovo palinsesto di Wine Tv. 

Iniziamo con il ritorno più atteso: la prima puntata del miglior sommelier d’Italia 2017 il concorso più atteso dai professionisti del vino che, quest’anno, si è svolto nelle splendida Taormina. Nella prima puntata vi presenteremo i ragazzi e li accompagneremo alla prima prova scritta.

Torna l'appuntamento enogastronomico forse più alto al mondo. Vi portiamo sulla vetta del Sass Pordoi al19° Simposio TOP WINE 2950 , nato dalla collaborazione fra la Società Incremento turistico Canazei, i sommelier di Fassa e Fiemme. Roberto Anesi e Caterina Mataluna ci guidano alla scoperta di un evento unico e affascinante.

Chiara Calcagno invece è andata alla più grande degustazione Fisar a livello nazionale: si tratta di Vinoè alla stazione Leopolda di Firenze. Oltre 120 aziende ai banchi di assaggio, 600 etichette, degustazioni guidate, cooking show, tavole rotonde e qualche sorpresa.

Vi presentiamo inoltre il nuovo format di Wine Tv: “Una giornata con..” Nella prima puntata il direttore Cristiano Cini vi mostra Buccia Nera, una delle aziende più interessanti del territorio aretino.

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Oltre i confini dell’etichetta ‘Castelli Romani’: linea Vinea Domini di Gotto d’Oro

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di Giuseppe Motisi 


‘Castelli Romani’, non una semplice etichetta ma un vero e proprio bastione, solido e sicuro, che delimitando una storica produzione di vini dell’area romana, prevalentemente a bacca bianca, costituisce una certezza dal punto di vista commerciale per chi si dedica all’imbottigliamento del Frascati e del Marino.

Certezza che però l’azienda Gotto d’Oro di Marino, paese dell’hinterland romano che dà appunto il nome a una delle due DOC di bianco del territorio, ha voluto accantonare per intraprendere una sfida all’insegna dell’innalzamento della qualità enologica e dell’innovazione, sempre con un attento occhio all’accessibilità dei prezzi ed al rispetto delle peculiarità agricole della zona. Questa sfida si chiama Vinea Domini ed è la nuova linea di vini sia rossi sia bianchi che la Gotto d’Oro, nata nel lontano 1945 ed oggi la principale realtà vitivinicola del Lazio, ha deciso di realizzare rivitalizzando e differenziando le potenzialità dei terreni vulcanici coltivati dai 210 soci conferitori della cantina. Ampio spazio, dunque, a vitigni d’Oltralpe che hanno dimostrato di sapersi adattare alla perfezione ai terreni di natura arenaria e marnosa delle colline dei Castelli romani: Chardonnay, Sauvignon, Viognier per la bacca bianca e Cabernet Sauvignon, Syrah, Petit Verdot per la bacca rossa. In totale 6 vini IGT prodotti da altrettante uve in purezza che, confezionati con un’accattivante etichetta dalle linee eleganti ed essenziali, intende raggiungere le tavole di nuovi consumatori o semplicemente chi desidera bere un vino tipicamente romano ma dal carattere internazionale.

La produzione complessiva di Vinea Domini è di 20.000 bottiglie (a fronte di una produzione totale annua di circa 8 milioni di bottiglie, che pone la Gotto d’Oro tra le prime 20 cantine d’Italia), che nascono con un preciso obiettivo qualitativo: far emergere tutte le caratteristiche organolettiche delle uve coltivate in loco esclusivamente dai soci conferitori, con cura ed attenzione, evitando affinamenti in barrique. I vini Vinea Domini, vinificati solo nelle cantine dell’azienda, sono quindi giovani e con impronte varietali ben definite, proprio per renderli riconoscibili e distinguerne i vari sentori. 

Delle 6 proposte Vinea Domini di Gotto d’Oro segnaliamo tra i bianchi il Sauvignon per il suo carattere aromatico, selvaggio ed intrigante, mentre tra i rossi il Cabernet Sauvignon per le sue impronte varietali speziate, floreali ed avvolgenti.


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Finalmente l’Asti secco DOCG!

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di Francesca Penzo

Finalmente l’Asti secco DOCG! Clima di grande entusiasmo per il debutto della nuova versione dell’aromatica bollicina piemontese, l’ultima nata in casa Asti, presentata alla stampa martedì 28 novembre 2017 nella spettacolare cornice dello Spazio Gessi nel cuore di Milano.

A svelarne la carta d’identità un palco importante: il presidente e il direttore del Consorzio per la Tutela dell’Asti, rispettivamente Romano Dogliotti e Giorgio Bosticco, più Gianni Fabrizio, curatore della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, alla guida del percorso di degustazione e a moderare il tutto Enzo Vizzari, direttore de Le Guide de L’Espresso. 

Proprio Vizzari è il primo a esultare per questo grande passo, sostenendo la notevole attenzione e apprezzamento italiano e non per le bollicine diverse dallo Champagne. Infatti, come spiegherà poco dopo Bosticco, con questo nuovo prodotto si cerca proprio di dare una valida alternativa ai prodotti apprezzati al momento dell’aperitivo, ma anche a tutto pasto, uscendo dallo spazio a fine pasto in cui finora era relegato l’Asti.

Una proposta che parte dalla versatilità ed ecletticità del vitigno moscato bianco unita ad un attento studio di fattibilità e marketing che ha coinvolto un buon numero di consumatori.

Il passo successivo è stato l’intervento legislativo con la modifica del disciplinare di produzione, portando a tre le versioni consentite: Moscato d’Asti DOCG, Asti DOCG e Asti Secco DOCG, quindi una versione spumante.

Infine la scelta vincente di affidare la comunicazione ad un’esperta agenzia, la HUB09 di Torino. Vincente perché ne è scaturita una campagna che unisce la tradizione all’innovazione ne l pieno rispetto dei valori e del territorio.

Rural-glam, due le parole chiave ad esprimere un unico concetto, L’Asti in versione moderna per rispondere alle nuove esigenze e rilanciare il re dei vitigni bianchi piemontesi.

16 per ora le aziende che hanno accettato la sfida, ma nonostante si voglia mantenere una produzione limitata e di qualità sono aperti alle new entry, non escludendo di passare dall’attuale spumantizzazione con metodo Martinotti alla più tradizionale con metodo champenois.

Al termine della presentazione siamo condotti in un percorso che ci porta dall’uva al calice, dalla vigna alla mescita: prima l’assaggio di acini congelati di moscato bianco, poi di mosto d’uva e infine allo spumante vero e proprio in abbinamento ad un light lunch per poterci rendere conto “sul campo” di cosa è in grado di combinare questo splendido prodotto. 

Ma l’operazione di promozione non si ferma qui, il 31 dicembre ad Asti si terrà un concerto organizzato da Collisioni, Elisa l’artista scelta perché incarna le caratteristiche del moscato: dolcezza e sensualità.

In più durante tutto il 2018 venti chef stellati di Cuneo e Asti proporranno le loro squisite creazioni in abbinamento all’Asti e il progetto “Dolce Asti” mirerà a far conoscere, toccando con mano attraverso visite alle aziende produttrici, le eccellenze del territorio langarolo, da pochi anni patrimonio dell’umanità UNESCO, come la nocciola del Piemonte IGP, il torrone, il cioccolato e molto altro.

A questo punto, visti il grande impegno e amore per la propria terra tangibili in questo evento, non rimane che augurarci una continua e forte crescita per questo debutto e brindare…con un Asti Secco DOCG ovviamente!     


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Château Musar, dal Libano…con passione

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di Giuseppe Motisi 


Ammaliante, sconcertante, sorprendente.

Un sorso di vino della cantina libanese Château Musar è un concentrato di emozioni, meraviglia e stupore che a stento riesce ad essere descritto con aggettivi adeguati. L’impatto con i sapori ed i profumi di questo vino figlio di un terroir mediterraneo a cavallo tra Asia ed Europa, ricco di storia e suggestioni, è un’esperienza che obbligatoriamente va vissuta con meditazione e trasporto, evitando parole e razionalità che soffochino il piacere di lasciarsi abbandonare alla sensualità di antichi vitigni dalla sorprendente modernità.

Ad offrire l’occasione di conoscere Château Musar e, contestualmente, un significativo pezzo di storia dell’enologia è stata di recente la delegazione di Roma dell’Onav – Organizzazione nazionale assaggiatori di vino, che lo scorso 15 novembre ha organizzato una serata di degustazione dedicata ai rossi della cantina libanese con la partecipazione diretta del suo attuale titolare, Marc Hochar. Ad accompagnare i presenti in questo viaggio enologico verso Oriente è stato Alessandro Brizi, caporedattore dell’house organ di Onav ‘L’Assaggiatore’.  

“È un vino che si ama o si odia, senza mezze misure. E ritengo che l’approccio migliore per apprezzarlo sia quello di degustarlo col cuore”, ha affermato Vito Intini, presidente nazionale dell’Onav, in apertura di serata. “Non mi piacciono i giri di parole che precedono le degustazioni, creano aspettative e condizionano i gusti – gli ha fatto eco Marc Hochar -. Penso invece che il nostro vino vada bevuto liberamente, lasciando ad ognuno la possibilità di elaborare una propria interpretazione”. La proposta Château Musar per Onav Roma ha seguito un percorso verticale articolato su sei annate di rosso: 2009, 2006, 2004, 2003, 1998, 1997. Inevitabile premessa alle degustazioni è stata una sintetica panoramica sulla storia della vite in Libano e di Château Musar. 


Viticoltura libanese

“La coltivazione della vite e la vinificazione hanno avuto origine nell’area del Caucaso, per poi spostarsi verso Iraq e Iran e, di qui, al Mediterraneo – ha spiegato Alessandro Brizi -. In questa migrazione della pianta il Libano dei Fenici è stato quindi il primo paese del bacino mediterraneo a sperimentare la viticoltura, con positivi risultati che hanno spinto le popolazioni fenicie ad esportare il loro vino in tutti i paesi del Mare Nostrum -. La produzione enologica in Libano ha dunque una storia millenaria interrottasi solo con l’avvento dell’Islam, e riattivatasi tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, quando il paese divenne un protettorato francese”. È in questo periodo che entra in scena la famiglia Hochar. “Nel 1930 Gaston Hochar, estimatore e conoscitore delle tradizioni vitivinicole del paese, dopo avere a lungo viaggiato e visitato la regione bordolese, colpito dalle similitudini di clima e terreno, decise di dedicarsi alle vigne ed alla produzione di vino – ha precisato Brizi -. Gaston, nonno dell’attuale proprietario Marc, iniziò a piantare Cabernet sauvignon, Carignan e Cinsault per ottenere vini particolarmente apprezzati dalle truppe francesi di stanza in Libano. Il successo dei suoi vini fu travolgente e continua ancora oggi con la terza generazione degli Hochar”.

Le viti di Château Musar si trovano sull’altopiano della Bekaa (altitudine di circa 1.000 metri sul livello del mare) a 30 chilometri a sud di Beirut, verso il confine con la Siria; in questo territorio a storica vocazione agricola, dove si coltivano anche frutta e verdure, l’acqua è abbondante, il terreno è argilloso-calcareo e l’escursione termica notevole. Il particolare microclima della valle della Bekaa favorisce perciò un sano sviluppo delle viti, che crescono libere a terra senza soffrire delle comuni patologie che colpiscono la pianta: i vigneti della Bekaa non hanno mai conosciuto la fillossera e la peronospora


Vitigni, vendemmia, produzione

A Château Musar si coltivano antichi ceppi di Cabernet sauvignon, Cinsault, Carignan, oltre ad arcaiche uve locali a bacca bianca come l’Obaideh e la Merwah, che l’enologo dell’azienda Tarek Sakr crede di avere identificato nel vitigno Timorasso. 

Assai particolare è l’allevamento delle viti, condotto senza sostegni con sistema ad alberello basso e tralci a terra, lavorando il terreno a mano prima del germogliamento per eliminare le erbe infestanti e le tante pietre. Va da sé che dopo la formazione dei tralci è impossibile entrare nel vigneto se non per raccogliere, a mano e da terra, l’uva in fase vendemmiale; di conseguenza la resa è molto bassa, intorno a 25 quintali per ettaro. Quanto all’irrigazione essa non è necessaria, mentre nel complesso questa tipologia di viticultura è improntata al massimo rispetto della natura: nessun utilizzo di prodotti chimici, nessuna chiarifica, nessuna filtrazione, imbottigliamento dopo 3 anni e lunga attesa di 4 in bottiglia. Durante la vendemmia le uve vengono raccolte separatamente, caricate su camion ed inviate alla nuova cantina di Ghazir.

La produzione enologica di Château Musar, oggi di circa 260.000 bottiglie l’anno, è naturalmente influenzata dalle vicende geopolitiche del Libano, che in passato è stato teatro di aspri e sanguinosi conflitti come la guerra civile iniziata nel 1975 e protrattasi fino al 1990, nel corso della quale le lavorazioni dell’uva sono state, eufemisticamente, difficoltose. È stato un periodo che, in più occasioni, ha impedito alla cantina libanese di produrre e distribuire regolarmente vino: i colpi di mortaio e le raffiche di mitra condizionarono l’arrivo delle uve nelle vasche di lavorazione, ed il vino venne mantenuto in cantina per qualche decennio. Ma, fatto incredibile a dirsi, i risultati enologici di alcune annate ‘belliche’ stappate di recente sono risultate integre e ricche di profumi e sapori complessi ed affascinanti, a dispetto degli indicibili strapazzamenti a cui sono state sottoposte. 

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Nuovo Palinsesto Wine TV

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Cari Winetvlovers,

è in onda il nuovo palinsesto di Wine Tv con tante gustose novità pensate appositamente per voi. Piaciute le prime due puntate di “Ogni giorno un Signorvino”? Ne abbiamo pronte altre due, sempre avvincenti e divertenti; questa volta abbiamo sfidato Francesco Saverio Russo di Wine blog roll e Anaïs Cancino di The wineteller. Come se la saranno cavata fra le 1500 etichette dei negozi Signorvino di Verona e Milano?

Con piacere vi presentiamo poi una delle eccellenze del Made in Italy, l’aceto balsamico di Modena. Un viaggio nei territori di origine di questo nettare prezioso alla scoperta della storia, del metodo di produzione e dei possibili abbinamenti. 

Tornano anche i nostri Agronomi in vigna, Marco e Fabio. Questa volta si sono avventurati per le affascinanti vigne delle Cinque terre in compagnia di Walter de Battè.

Sono state presentate alla Leopolda le nuove Guide de l’Espresso: Vini d’Italia 2018 e Ristoranti d’Italia 2018 fra novità e attese conferme.

Per Wine Tv racconta Simona Bizzarri ci fa scoprire il barolo La Bioca, premiato come miglior autoctono all’Only Wine Festival dello scorso anno. Il vino, dagli stuzzicanti aromi e dal tannino deciso, rispecchia le caratteristiche di austerità e di eleganza della zona.

Speciale Sorso lungo dedicato a due eventi da non perdere: Giro d’Italia Rieti che si svolgerà sabato 25 al Ristorante la Foresta di Rieti e Bassano Wine Festival, la mostra mercato del vino in scena l’8, 9 e il 10 dicembre. 

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Oltre 1000 etichette per l'eccellenza di Toscana: il 2 e 3 Dicembre alla Leopolda torna la degustazione più attesa dell'anno con Food&Wine in Progress

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Ricco programma per l’evento organizzato da AIS Toscana, URCT e Cocktail in the World: show cooking, seminari, degustazioni guidate e sessioni di mixology con i più famosi bartender


Oltre mille etichette tra le più prestigiose dell’enologia del Granducato, rappresentative di oltre 150 produttori, riunite ancora una volta nell’Eccellenza di Toscana: sabato 2 e domenica 3 dicembre alla Stazione Leopolda di Firenze torna Food&Wine in progress, la terza edizione dell’evento organizzato da AIS Toscana, Unione Regionale Cuochi Toscani e Cocktail in the World per valorizzare le figure dei sommelier, degli chef e dei mixologist attraverso un programma ricco e vario ispirato all’avanguardia, alla ricerca e alla sperimentazione nel settore.

“Food & Wine in Progress è una occasione unica – spiega il Presidente di AIS Toscana Osvaldo Baroncelli – perché grazie alla sezione Eccellenza di Toscana si presenta come la sola manifestazione che riesce a mettere insieme i produttori di varie denominazioni di tutti i territori della vitivinicoltura toscana. Un evento che permette dunque agli enoappassionati di poter gustare le migliori espressioni dei terroir di tutta la regione, in un unico grande tasting che si accompagna ad un’altra importante realtà della nostra regione ovvero gli chef emergenti che nei due giorni di manifestazione si esibiranno in show cooking affiancati proprio dai nostri sommelier che consiglieranno quali vini abbinare ai piatti preparati in tempo reale. Questo ci permette altresì di sottolineare un’altra specificità di Food&Wine in progress – aggiunge Baroncelli – ovvero valorizzare la sinergia tra sommelier e cuochi, le due principali figure protagoniste del cambiamento nel settore che assumono una sempre maggiore complementarietà l’uno con l’altro”.

Infatti, nella sezione dedicata all’Eccellenza di Toscana, ai banchi d’assaggio si potranno degustare oltre mille etichette presentate da circa 150 produttori vitivinicoli in rappresentanza delle principali denominazioni regionali, singolarmente o seguendo i sommelier di AIS nei Wine Tour ovvero percorsi guidati alla scoperta delle migliori espressioni enologiche della regione. Nell’area degustazione sarà presente anche una delegazione di 8 produttori provenienti dalle aree vinicole più importanti della Germania mentre sono altresì in programma due degustazioni separate a numero chiuso (50 posti disponibili) Master Class Pinot Nero della Germania delle due prestigiose aziende Bernhard Huber e Friedrich Becker guidate da Cristiano Cini e Massimo Castellani.

Non mancheranno neppure le sessioni di AIS Wine School ovvero le pillole di degustazione sul vino e sull’olio dedicate ai neofiti o ai semplici appassionati che si avvicinano per la prima volta alla degustazione, per concludere il programma con la prima edizione del premio AIS e Wine TV e l’evento nell’evento: le bollicine toscane incontrano gli chef stellati e la moda nell’esclusiva area Alkrataz dalle ore 20.00 durante il quale sarà altresì presentato il nuovo numero della rivista Sommelier Toscana.  

A inaugurare la terza edizione di Food&Wine in progress sarà sabato 2 dicembre alle 11 il convegno “La comunicazione dell’enogastronomia… ieri, oggi… e domani?” moderato dal giornalista enogastronomico conduttore della rubrica TG5 Gusto Gioacchino Bonsignore, incentrato su passato presente e futuro della comunicazione in ambito enogastronomico che prevede la partecipazione tra i relatori del Presidente dell’Associazione Italiana Sommelier Antonello Maietta, del Presidente della Federazione Italiana Cuochi Rocco Pozzulo, del Prof. Attilio Scienza, del critico gastronomico Valerio Visintin, del Direttore del Master in Vini Italiani e Mercati  Mondiali dell’Università Sant’Anna di Pisa Piero Tonutti, dell’editore della rivista Sommelier Toscana Matteo Parigi Bini, il Brand Ambassadeur di Wine TV Marco Rossi. Inoltre Luigi Moio illustrerà il suo libro “Il respiro del vino”. 

Novità in campo anche per l’Unione Regionale Cuochi Toscani, che gestirà l’area "Toscana Food and Wine experience", dedicata al cibo in cui si alterneranno cuochi emergenti alle prese con la preparazione di piatti legati alla cucina toscana creativa, attingendo dal paniere dei prodotti toscani ed ispirandosi alle tradizioni, per un totale di venticinque show cooking al giorno con abbinamento finale dei piatti con i vini consigliati dai sommelier di AIS Toscana. Protagonisti invece di cooking class le Lady Chef Toscane, i membri dell’Equipe di Alta Cucina della Toscana, Cuochi del benessere ed esperti in cucina senza glutine – grazie anche ad una collaborazione tra URCT e Associazione Italiana Celiachia e con presenze importanti legate anche ad una collaborazione con ALMA. In tale contesto ci sarà altresì uno spazio dedicato al sociale con il progetto “Insieme a tavola”, un concorso rivolto a studenti diversamente abili in collaborazione con Amira. Rimanendo in ambito food, si rinnova altresì l’appuntamento con la ristorazione classica dedicata alla cucina toscana e anche quest’anno si potrà assistere al conferimento, direttamente dalle mani del Presidente Nazionale della Federazione Italiana Cuochi, Rocco Pozzulo, del riconoscimento di Ambasciatore della cucina italiana ad illustri personaggi.

Interessante programma anche per l’area dedicata a Cocktail in the World Mixology, che si aprirà con il  “Main Event Cocktail Show” in cui si alterneranno masterclass, cooking show & bar con food e cocktail in abbinamento e che vedrà la partecipazione di numerosi ospiti internazionali come Serhii Kodatskyi (Presidente Federazione Barman Ucraina),  Artem Skapenko (Capobarman Loger Art), Salvo Longo (Molinari Ambassador), Karina Papushina (Vincitrice Xenta Cup 2017). Filo conduttore dell’evento nato da un’idea di Danny Del Monaco, Adrian Everest, Mattia Pozzi e Stefano Mazzi sarà la valorizzazione del prodotto Made in Italy, tema con cui dovranno cimentarsi i partecipanti al Main Event Contest, la cui premiazione è prevista per domenica 3 Dicembre alle 18.30. 

Confermate anche per questa edizione 2017 le collaborazioni con Confcommercio Toscana che rinnova la sua partecipazione con macellai e panificatori di Federcarni e Assipan Toscana negli spazi di esposizione e vendita - accompagnata da dimostrazioni pratiche – con Confarrtiginato Alimentazione Firenze e Coldiretti. 

Il programma dettagliato è disponibile al sito ufficiale della manifestazione http://www.foodandwineinprogress.it/


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Frascati apre le porte ai migliori vini del Lazio con l'evento 'Il buono nel bello'

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di Giuseppe Motisi 

Frascati: storica cittadina della provincia romana o, semplicemente, il vino di Roma. L'associazione tra la Città eterna e questo bianco, nato sulle colline a ridosso di Roma dove sorge appunto Frascati, è inscindibile e proverbiale; tanto che il nome Frascati è divenuto sinonimo di un bianco famoso da secoli ed apprezzato anche all'estero.

Tuttavia il territorio romano è anche un territorio in cui la ricchezza e la varietà dei vitigni produce una vasta gamma di vini meno noti ma dalle grandi potenzialità, che con l'evento 'Il buono nel bello' organizzato proprio nella cittadina di Frascati dal 3 al 5 novembre scorsi da Luca Maroni, analista sensoriale di fama internazionale e firma dell'enologia italiana, hanno avuto un palco d'eccezione per mettersi in evidenza.

Sono stati infatti tre giorni intensi di enologia, musica, degustazione di prodotti tipici e letteratura quelli della quinta edizione della manifestazione 'Il buono nel bello', svoltasi nelle sale sotterranee delle mura del Valadier di Frascati, suggestiva ed affascinante location dove il pubblico ha potuto affrontare sotto la guida di Luca Maroni un percorso alla scoperta – o alla riscoperta – del Frascati e degli altri vini del Lazio. Il tutto condito dalle emozioni scaturite dalla musica e dalle poesie che hanno accompagnato il viaggio sensoriale tra i profumi e i sapori dei vini. 

Grazie alla presenza di 40 tra cantine ed aziende agricole, in rappresentanza di ben 240 etichette, è stato possibile assaporare il classico bianco di Roma nelle sue forme tradizionali o declinato in modalità inedite, oppure avvicinarsi a quella produzione enologica del territorio regionale meno nota ma altrettanto ricca di storia e tradizione. Tra i (tanti) nuovi bianchi presentati alla kermesse l'Est Est Est della Cantina Stefanoni di Montefiascone, il Bombino di Casale Vallechiesa e lo Chardonnay della Gotto d'Oro. Altrettanto ricche e variegate le proposte di degustazione dei rossi con, in testa, i vitigni Cesanese, Syrah e Montepulciano. 

Evento nell'evento è stato poi 'Sorprendentemente Frascati 2.0', una serie di specifiche degustazioni dedicate all’attualità di vitigni come il Cannellino Docg e alla grande levatura dei Riserva e delle bollicine del Lazio.

Ma 'Il buono nel bello', promosso dal Consorzio tutela denominazione Frascati in collaborazione con il  Gruppo di Azione Locale – Castelli Romani e Monti Prenestini, è stato anche l'occasione per presentare in anteprima l'Annuario dei migliori vini italiani, ideato e realizzato da Luca Maroni e di prossima uscita. Tra i Frascati premiati nell'edizione 2018 del volume l'Eremo Tuscolano 2015 di Valle Vermiglia al terzo posto, il Frascati superiore vigneto Fionardi 2016 di Villa Simone al secondo posto ed al primo posto, ex aequo, il Frascati superiore Sesto 2016 di Casata Mergé e l'Epos Frascati superiore riserva 2015 di Poggio Le Volpi. Il premio speciale al miglior vino secondo l'indice valore / prezzo è andato invece al Marino Dop superiore 2016 di Gotto d'Oro.

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Giro D’Italia Rieti 2017

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Sull’onda del successo delle passate edizioni , torna il 25 Novembre 2017 il “Giro d’Italia”

Giunto alla sua quinta edizione, l’evento si propone come occasione d’incontro di produttori grandi e piccoli del comparto vitivinicolo nazionale e di importanti realtà agroalimentari della provincia di Rieti, promuovendo la cultura enogastronomica locale e favorendo contatti commerciali e non tra le aziende partecipanti e un vasto pubblico di addetti ai lavori, giornalisti del settore, appassionati e neofiti.

Il target dei partecipanti si avvale di un pubblico competente e fortemente interessato al prodotto, ma anche potenziale fruitoredei molteplici interessi legati al mondo del vino e del cibo, da quelli prettamente culturali a quelli professionali del settore turistico e commerciale ed ovviamente anche a quelli legati all’aspetto edonistico ovvero alla fruizione personale delle specialità esposte.

La manifestazione ha il privilegio di godere del supporto organizzativo dell’A.I.S. Lazio e si terrà presso il Ristorante La Foresta di Rieti ove le vaste sale vedranno l’allestimento dei banchi d’assaggio all’uopo predisposti. Si richiede a tal proposito la presenza del produttore o di una persona delegata dall’azienda che possa raccontare al meglio i prodotti in degustazione.

Gli appassionati potranno partecipare all’evento con un contributo di 30,00 € cad.,mentre l’ingresso sarà gratuito per gli addetti ai lavori del settore Ho.Re.Ca (uno per ogni azienda) e per i giornalisti, entrambi previo accredito.


Programma:

ore 11,00 Inaugurazione della manifestazione con le autorità locali

ore 11,30 Seminario Chardonnay

ore 13,00 Premiazione da parte della'AIS dei migliori produttori del Lazio

ore 14,00 Corso di degustazione dell'olio

ore 15,00 Seminario Sangiovese

ore 17,00 Momento Magnum (i produttori apriranno una bottiglia magnum a piacere della loro cantina)


Di seguito elenchiamo le cantine che saranno presenti quest'anno:


Abruzzo:Marramiero,Masseria Coste di Brenta,Azienda Nicola Di Sipio,Tenuta Ulisse,Az. Agr. Illuminati s.a.s.,Torre dei Beati,Citra,Fattoria Buccicatino,Tenuta De Melis,Cantina Ripa teatina,Sinscarpa,Lampato,Masciarelli Tenute Agricole

Alto Adige:Terlano,Tramin,Kellei Kaltern 

Basilicata:Elena Fucci,Basilisco Vini

Campania:Tenuta Scuotto,Az. Agr. Filadoro

Emilia Romagna:Azienda Agricola Biologica Galassi Maria,Terre della Pieve,Az.Agr.Il Poggiarello,La Sabbiona Soc. Agr., Tenuta Il Plino 

Friuli-Venezia Giulia:Az.Agr. Centa S.Anna di Cumini Loreta,Borgo Magredo,Jermann,Fiegl,Petrucco

Lazio:Tenuta La Pazzaglia s.s.,Soc. Agr. Giovanni Terenzi,Merumalia,Tenuta Santa Lucia,Az. Agr. Casale Marchese,Casale del Giglio,Cantina Le Macchie,Poggio Fenice,Damiano Ciolli,Fernando Proietti,Cantina Campigliano,Vinicola Schiavella,Cantina dei Colli Sabini,Azienda Muscari Tomajoli,Az. Agr. Rapillo,Simoni Vini,Agriturismo Le Cerquette,Az. Agr. Piancardo di Lino Catalano,Az. Agr. Bio Donato Giangirolami,Vigne del Patrimonio,Doganieri-Miyazaki,Falesco,Trappolini

Liguria:Cantina Lunae 

Lombardia:Cantine Ricchi,Contadi castaldi,Bellavista,Az. Agr. La Fiorita Franciacorta

Marche:Poderi Capecci San Savino,Casa Vinicola Gioacchino Garofoli Spa,Vini Velenosi,Villa Imperium,Tenuta San Marcello,Az. Agr. Mario Lucchetti,Alberto Quacquarini Soc.Agr.Semplice

Molise:Borgo di Colloredo,Tenute di Giulio

Piemonte:Cantine Damilano,Negro Angelo & Figli,Az. Agr. La Masera,Bric Cenciurio,Az. Agr. Gozzelino Sergio,Az. Agr. La Scolca s.s.,Marco Canato, Vietti

Puglia:Varvaglione Vigne & Vini srl,L'Antico Palmento di Garofano Mariangela & C.,Giai Vini,Tenuta Ripa Alta,Leone De Castris

Sardegna:Cantine di Orgosolo,Cantina di Santadi,Agricola Punica

Sicilia:Terre del sole Zerilli,Feudi del Pisciotto,Cantina Marilina,Az. Agr. Filippo Grasso,Passo Pisciaro,Firriato

Toscana:Fattoria San Felo,Soc. Agr. Capoverso s.r.l.,Petra,Cantina Col D'orcia,La Badiola,Capitoni Marco Azienda Agraria,Casisano,Val delle Rose,Villa Cerna,Il Borro,Fattoria della Talosa,Podere Sapaio,Castellare di Castellina,Rocca di Frassinello,Fattoria Fibbiano,Castello Banfi,Vecchia Cantina,Az. Agr. Casale di Falchini,Vini Franchetti-Tenuta di Trinoro,Castello Banfi,Fattoria del Pino,Tenute Giovanni e Ambrogio Folonari 

Trentino:Azienda Agricola Maso Grener,Cavit

Umbria:Terre Margaritelli,Colle Uncinano,Cantina Cecchetelli,Bocale,Az. Agr. Poggio Maiolo,Tenuta Alzatura,Az. Agr. Palazzone,Fattoria Giro di Vento,Sandonna Az. Vitivinicola di Giuliani Patrizia,Cantina Fratelli Pardi,Agricola La Palazzola,Annesanti

Veneto:Tommasi,Tenuta Sant'Anna,Foss Marai S.p.a.-Valdobbiadene,Bixio Poderi San Bonifacio,Az. Agr. Bernardi,V8 Vineyard,Cantina Corte Merci,Cantina Valdadige

Distillati e Infusi:Distilleria Marzadro,Rum Legendario,Sibona,Evangelista liquori

Birra:Alta Quota BIRRA,Beer1,Birre Maccardi S.r.l.s.,Baladin


FRANCIA:Jean-Pierre Delong


SPAGNA:La Wine Group spa


Distributori:Prima Lux Spirits,AgenziaAC,Metre 


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Al via il primo contest sul vino italiano

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“OGNI GIORNO UN SIGNORVINO – LA SFIDA DEI WINEBLOGGER”

Scaffali carichi di vino, una ruota, una situazione particolare e 5 minuti di tempo per scegliere le etichette giuste. Ogni giorno un Signorvino, una battaglia  colpi di bottiglie in onda da questa sera su Wine Tv

Al via il primo contest su scala nazionale dedicato al vino 100% italiano. Da questa sera - mercoledì 8 novembre - andrà in onda su Wine tv la prima puntata di “Ogni giorno un Signorvino”, il progetto nato dalla collaborazione del canale Sky con Signorvino, brand nuovo e giovane, specializzato in vini italiani. Protagonisti delle sei puntate saranno i più seguiti wineblogger del panorama nazionale che, in maniera consapevole e divertente, sano raccontare e promuovere il mondo del vino.

Ci saranno una ruota, una situazione particolare, un budget. Gli ospiti avranno 5 minuti di tempo per muoversi fra gli scaffali e scegliere le etichette giuste. Ma... occhio a non superare il budget!

Al fianco dei blogger ci sarà il wine specialist, presente in ogni negozio Signorvino che, con professionalità e gentilezza, sa guidare i clienti alla scelta del vino giusto, siano essi esperti, semplici appassionati o sporadici consumatori. 

L’ultima parola però sarà quella dell’esperto sommelier Cristiano Cini che dovrà giudicare la prova del blogger in base a: 

Abbinamenti,

originalità e

budget

Soltanto chi rispetterà tempi e spesa consentita potrà portarsi a casa il vino. “Ogni giorno un Signorvino” andrà in onda in prima serata da mercoledì 8 novembre alle ore 21 e la prima protagonista sarà Chiara Giannotti di vino.tv. Poi ogni mercoledì e sabato gli appuntamenti proseguiranno con Cantina Social, Enoblogger, Wine Blog Roll, The Wine Teller, Cor_Vino. La programmazione completa di repliche è disponibile sul sito www.wine-tv.it

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Programma Horizon 2020, 1 miliardo per agricoltura e aree rurali. Fondi per ricerca, sostenibilità, digitalizzazione e rinascimento rurale

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Verso la rassegna internazionale dell’agricoltura, in programma a Verona dal 31 gennaio al 3 febbraio


Verona, 6 novembre 2017. Ricerca, sostenibilità, digitalizzazione e rinascimento rurale. Sono questi gli ambiti di azione per i quali il programma Ue Horizon 2020 ha messo a disposizione un miliardo di euro per l’agricoltura e le aree rurali per il 2018-2020. 

«Si tratta di azioni finalizzate stimolare azioni innovative e strategiche per il comparto primario, in grado di generare valore aggiunto lungo tutto l’asse dell’agroalimentare – ha osservato il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –. Il programma Horizon 2020, inoltre, costituisce un elemento di interesse per tutti gli espositori e i visitatori di Fieragricola, che a Verona dal 31 gennaio al 3 febbraio potranno fare sintesi e pianificare percorsi ad alto tasso di innovazione per le filiere».

In particolare, nel capitolo Food security e sostenibilità sono previsti 753 milioni, di cui 75 a finanziare progetti di ricerca per la gestione dei suoli, 45 su cambiamenti climatici e 112 per la cooperazione internazionale su temi agricoli con Cina e Africa. Ai progetti di ricerca per rendere più giovani, vitali e connesse le aree rurali (il cosiddetto «Rinascimento rurale») sono dedicati 263 milioni, dei quali 100 per la sperimentazione di filiere innovative basate sull’economia circolare. 

Con una dotazione di 77 miliardi di euro, il programma dell’Ue per il finanziamento della ricerca e dell’innovazione Horizon 2020 sostiene l’eccellenza scientifica in Europa. Nei prossimi tre anni la Commissione intende aumentare l’impatto dei propri finanziamenti per la ricerca, concentrandosi su un numero inferiore di temi, ma più sensibili, come la migrazione, la sicurezza, il clima, l’energia pulita e l’economia digitale. Horizon 2020 sarà così maggiormente orientato a favorire innovazioni pionieristiche e di supporto al mercato.



photo credits: https://hdwallsource.com

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Il nuovo Palinsesto Wine TV

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Cari Winetvlovers,

siete pronti per le novità di Wine Tv? Questa volta abbiamo davvero esagerato!

Abbiamo invitato i più conosciuti Wineblogger all’interno dei negozi Signorvino e li abbiamo sfidati. 

Prime vittime sono Chiara Giannotti di Vino.tv e Matteo e Adriano di Cantina social. Volete sapere di più? Ci saranno montagne di vino, una ruota, una situazione particolare e 5 minuti di tempo per scegliere i vini giusti e portarli alla cassa. Ma occhio a non superare il budget!

Gare divertenti e entusiasmanti in cui sarà possibile vedere come se la cavano i giovani influencer nel mondo del vino quando si trovano a scegliere una bottiglia dallo scaffale.

Il tutto sotto l’occhio critico dell’esperto sommelier Cristiano Cini.

In prima serata mercoledì e sabato non perdetevi il format “Ogni giorno un Signorvino – la sfida dei Wine blogger”.


Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube.  

Seguiteci anche sulla nostra pagina Facebook 

Buona visione e buon vino a tutti!


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I vini di Ca' di Rajo conquistano le nuvole con United Airlines

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La cantina trevigiana della famiglia Cecchetto torna ad alta quota. Dopo aver accompagnato  per tutto il 2016 i passeggeri della Business Class e della First Class di Delta Airlines, il suo Mitò sarà tra i vini proposti dalla compagnia aerea United Airlines


SAN POLO DI PIAVE (TV) -. Ca’di Rajo mette le ali ai suoi vini: Mitò, vino frizzante prodotto dall’azienda trevigiana (www.cadirajo.it), accompagnerà i passeggeri della prestigiosa compagnia aerea United Airlines.  Con le  bollicine firmate Ca’di Rajo si brinderà ad alta quota dall’ottobre 2017 fino alla fine del 2018. Circa 400.000 bottiglie saranno stappate tra le nuvole per offrire un’eccellenza Made in Italy a coloro che attraverseranno i cieli di tutto il mondo, affidandosi alla qualità del servizio proposto da United Airlines. 

Fiori d’acacia, di buona intensità con note particolari di mela, limone e pompelmo sono le caratteristiche che rendono unico Mitò, un vino di buona struttura, morbido con frutto emergente, equilibrato e sapido, che al palato risulta gradevole ed armonico.

Non è la prima volta che Ca’di Rajo conquista la wine-list di una compagnia aerea internazionale. Nel 2016, infatti, la cantina veneta aveva stretto un accordo con Delta Airlines portando in volo due delle sue etichette. 

Questo nuovo successo commerciale si accompagna ad altre partnership di altissimo livello: Ca’di Rajo infatti brinda anche alle imprese del pilota di Moto Gp Cal Crutchlow portando il suo Prosecco  nell'Hospitality Area di LCR Honda Team. Un’iniziativa a tutto gas che si accompagna a quella intrapresa al fianco del Consorzio Prosecco Doc nel campionato Superbike. 

<filosofia di attenzione al cliente e salvaguardia del territorio e in particolare delle tipologie autoctone e di forme di allevamento della vite in via di estinzione come la Bellussera>>.  


Breve descrizione dell’azienda. - A due passi dal fiume Piave, nella fertile campagna trevigiana,  a Rai di San Polo di Piave trova le proprie origini Ca' di Rajo (Rajo è il nome antico di Rai). Una storia di vignaioli legati a filo doppio con il territorio sorretti e guidati dall'amatissima chiesetta della Madonna del Carmine che si trova all’interno della tenuta ed è visitabile. Nel 1960 la famiglia Cecchetto, allora mezzadri di Giol trasforma la nuda terra in vigneti di pregiate uve e col sudore del proprio lavoro nei 1972 ne diviene proprietaria.  Oggi Ca' di Rajo è una realtà che esporta in quasi 50 Paesi del mondo. 

Tra le sue produzioni vi sono:  Prosecco Superiore Millesimato Docg Valdobbiadene nelle versioni Brut e Extra Dry, Prosecco Doc Treviso, Malanotte Docg, Raboso Piave Doc, Manzoni Bianco 6.0.13, Pinot Grigio, Chardonnay, Sauvignon, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e il Manzoni Rosa 1.50 ottenuto da l'impollinazione tra Traminer e Trebbiano, un autoctono rarissimo che solo Ca’ di Rajo spumantizza. 

www.cadirajo.it 


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Congresso FISAR: la Cortona Doc ancora partner dell'iniziativa

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Dal 5 al 6 novembre Cortona protagonista alla Leopolda per la festa dei sommelier della Fisar

Per il terzo anno consecutivo il Consorzio è partner ufficiale del grande evento promosso dalla Fisar. Una magnum con una etichetta speciale premierà il miglior sommelier Fisar dell’anno che poi sarà ospitato per un wine tour nei territori della Doc cortonese


Sarà ancora la Cortona Doc il vino che premierà il miglior sommelier d’Italia della Fisar, evento in programma domenica 5 novembre nell’ambito dell’evento Vinoè, alla Stazione Leopolda di Fisar, dove i sommelier Fisar di tutta Italia si danno appuntamento per il loro tradizionale congresso annuale. Ormai da tre anni il Consorzio Vini Cortona è partner dell’iniziativa che nel corso del tempo si è potenziata fino a diventare una vera e propria festa del vino che a Firenze raccoglierà i protagonisti del settore. «Un appuntamento importante che da qualche anno vede la nostra Denominazione alla ribalta grazie a questa vetrina importante che è il premio al miglior sommelier d’Italia – spiega il Presidente del Consorzio Vini Cortona, Marco Giannoni – appuntamento al quale siamo presenti anche in virtù di una ormai consolidata collaborazione con i sommelier della Fisar a partire dal nostro territorio nel quale collaboriamo attivamente alla riuscita dei corsi». Oltre a una magnum celebrativa firmata da un artigiano del territorio, il miglior sommelier d’Italia avrà in premio anche un wine tour di qualche giorno alla scoperta della Cortona Doc. Nelle due passate edizioni la bottiglia del miglior sommelier d’Italia era andata a Anna Cardin e Lorena Lancia. 

Vinoè.  E’  l’evento enologico ideato da Fisar che alla prima edizione ha visto più di 6.000 ingressi, 600 etichette coinvolte, 5.600 bottiglie stappate e oltre 90.000 calici serviti. Nella splendida vigna indoor  della Stazione Leopolda di Firenze, il vino in tutte le sue forme e sfumature torna protagonista sugli oltre 120 banchi d’assaggio che accoglieranno i wine lovers per tutta la durata della kermesse, tra etichette celebri e piccole realtà vitivinicole da scoprire sotto la guida dei Sommelier Fisar. Non solo degustazioni in programma, ma anche molti seminari di approfondimento su alcuni vini e vitigni italiani e internazionali, sull’attualità del settore e tanto altro. 

Il Consorzio Vini Cortona. Costituito nella primavera del 2000, è il Consorzio che svolge la funzione di controllo e tutela dei vini a D.O.C. Cortona e ne diffonde la conoscenza con un’efficace attività culturale, divulgativa e promozionale. Protegge l’immagine ed il prestigio della denominazione con continui controlli di qualità e intraprende iniziative di carattere culturale tendenti a far conoscere nel mondo Cortona, il suo territorio ed i suoi vini. Attualmente le aziende produttrici sono circa 60. Tra di esse si annoverano marchi nati e radicati nella regione, altri di tradizione più recente ed altri ancora di importanza internazionale. E’ lusinghiero il fatto che questi ultimi abbiano dato tanto credito al territorio di Cortona da farne la sede di consistenti investimenti.


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A Taormina Roberto Anesi Miglior Sommelier d'Italia premio Trentodoc

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Una stagione di successi per l’Associazione Italiana Sommelier che ha celebrato in Sicilia il 51° Congresso Nazionale. 

 

Un’Associazione Nazionale Sommelier in costante crescita, quella presentata dal presidente Antonello Maietta dal palco, nel corso dei lavori del cinquantunesimo Congresso. Uno stato di forma evidenziato dal numero di iscritti e dalla partecipazione ai corsi, in continuo sviluppo, dal consolidamento dei rapporti istituzionali con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e con il dicastero dei Beni Culturali. Alle precedenti si aggiunge quest’anno la collaborazione con il Ministero dell’Istruzione. Presenti a Taormina il Sottosegretario del MIPAAF Onorevole Giuseppe Castiglione e la Professoressa Patrizia Marini per la Direzione Generale MIUR.

“La nostra assise annuale ha acceso i riflettori su un’Associazione dinamica e in forma smagliante, in grado di essere testimone fedele e autorevole della crescita del vino italiano e dei territori che gli danno la vita” dichiara Maietta.

La figura del sommelier AIS ha assunto un ruolo sempre più riconosciuto e ricercato nel panorama professionale, anche in funzione delle specializzazioni e dei master post universitari che sono stati avviati con l’Associazione Italiana Sommelier.

Dopo le fasi regionali che hanno designato i semifinalisti, in quattro si sono confrontati nella finale per il Concorso Miglior Sommelier d’Italia – Premio Trentodoc. Una formula rinnovata, che ha visto il trentino Roberto Anesi, Massimo Tortora dalla Toscana, Andrea Sala, Lombardia e dal Molise Carlo Pagano stupire la platea per competenza e professionalità, confrontandosi su territori, produttori e abbinamenti con i piatti. Prove di servizio e di comunicazione anche in lingua straniera. Su tutti ha prevalso Roberto Anesi, a cui è andato il titolo di campione 2017.

Enrico Zanoni, Presidente dell’Istituto Trento Doc ha dichiarato: “La sinergia con l’Associazione Italiana Sommelier è un passo fondamentale per l’affermazione del nostro marchio, quale emblema della spumantistica d’eccellenza. Essere partner del Concorso Miglior Sommelier d’Italia, che premia il migliore tra coloro che con grande professionalità promuovono la cultura del buon bere, è per noi il suggello perfetto di questa collaborazione”.


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Agrogeneration: al G7 Agricoltura i 10 migliori progetti per il comparto agricolo ideati dagli studenti degli istituti agrari italiani

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di Giuseppe Motisi 


Innovazione, sostenibilità, concretezza: sono le caratteristiche dei 10 migliori progetti in agricoltura premiati dal Mipaaf e realizzati dagli studenti di altrettanti istituti agrari nazionali in occasione di Agrogeneration – Hack for good, evento svoltosi a Bergamo dall'11 al 13 ottobre ed organizzato dal Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) e da Future Food Institute, con il patrocinio del Ministero per le politiche agricole ed in collaborazione con il Miur e Re.N.Is.A (Rete nazionale degli istituti agrari).

Per la cronaca Agrogeneration rappresenta un 'contenitore' di idee e proposte delle giovani generazioni di esperti di agricoltura ed agronomia, oggi ancora impegnati sui banchi di scuola ma già pronti a dare il loro concreto contributo per una declinazione dell'agricoltura che sia sempre più produttiva e, contemporaneamente, sostenibile. Un tema, questo, che investe anche il settore vitivinicolo italiano, dove la produttività e la qualità sono le direttrici verso le quali si muovono da tempo gli imprenditori del comparto. 

“La Re.N.Is.A in collaborazione con il Miur ha coinvolto 100 studenti per testimoniare oggi più che mai l'importanza delle loro scelte scolastiche e la voglia di guardare oltre l'orizzonte – afferma Patrizia Marini, dirigente scolastico e presidente di Re.N.Is.A -. L'agroalimentare rappresenta una importante fetta del Pil nazionale e sempre più sarà al centro delle future scelte dei governi. Per tale motivo i ragazzi si sono cimentati in una progettazione innovativa molto apprezzata dai giudici presenti. Tra le proposte presentate sono state selezionate ben 10 buone pratiche degli agrari, che sono state illustrate ai numerosi visitatori del G7. Gli studenti di diversi indirizzi e provenienti da tutt'Italia, molti  dagli istituti agrari, hanno lavorato insieme e per squadre, illustrando i loro innovativi progetti”. 

E proprio le migliori idee ed i relativi progetti sono stati presentati durante l'Agrogeneration – Hack for good, manifestazione che ha significativamente preceduto il G7 Agricoltura svoltosi sempre a Bergamo, ed hanno riguardato diversi aspetti della pratica agricola e della sostenibilità. Tra le tematiche progettuali affrontate dagli studenti due hanno ottenuto un particolare riconoscimento: il Long Lasting Food ideato da due alunni dell'I.t.a. Sereni per diminuire il deperimento di frutta (inclusa l'uva) e verdura, con l'utilizzo di confezioni caratterizzate da un tappo fornito di un getto di batteri non patogeni in grado di impedire la formazione di muffe, e Ri Water, progetto illustrato da una studentessa dell'I.t.a. Garibaldi che si prefigge l'obiettivo di combattere lo spreco di acqua generato dalle bottigliette al consumo non completamente utilizzate ed ancora parzialmente piene, reimpiegandole per irrigare e per aumentare il contributo idrico in campo agricolo.

Tali progetti saranno incubati e seguiti da aziende del settore.


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Aggiungi un tappo a tavola: "Cantine Aperte a Natale" con un segnaposto speciale

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Dall’8 al 10 dicembre torna l’evento natalizio promosso dal Movimento Turismo Vino Toscana 


Nel weekend dell’Immacolata porte aperte nelle cantine di MTV Toscana che accoglieranno tutti gli appassionati con visite, degustazioni, musica e spettacoli per adulti e bambini. Un modo originale per passare qualche ora in compagnia e immergersi in questa atmosfera da sogno


Torna in tutta la Toscana per il ponte dell’Immacolata, dall’8 al 10 dicembre, il tradizionale appuntamento con “Cantine Aperte a Natale”, l’evento promosso dal Movimento Turismo del Vino Toscana che darà occasione agli appassionati di vino di poter passare un fine settimana alternativo alla scoperta dei grandi vini toscani con la possibilità di cominciare a fare regali, passando qualche ora in compagnia dei produttori con eventi organizzati dalle cantine per adulti e per bambini. «La convivialità, che nel periodo natalizio assume un significato ancora più forte, è quella che gli appassionati potranno trovare in questi giorni nelle nostre cantine che partecipano all’evento – spiega il Presidente del Movimento Turismo Vino Toscana, Violante Gardini – si potranno inoltre non solo vivere ore in allegria, grazie ai singoli eventi promossi dalle cantine, ma ci sarà anche la possibilità di pensare a regali di Natale molto particolari e le nostre aziende lasceranno un piccolo dono da utilizzare per le festività natalizie».

 

Il tappo “segnaposto”. Uno dei pensieri ricorrenti nell’addobbare le tavole di pranzi e cene del periodo di Natale è quello del segnaposto. Le cantine del Movimento Turismo del Vino Toscana hanno deciso di offrire uno spunto a tutti gli appassionati che parteciperanno a Cantine Aperte a Natale: saranno infatti donati alcuni tappi da utilizzare come segnaposto, oltre alla possibilità di realizzare i propri in cantina o imparare a realizzarli. Un modo molto originale per accogliere amici e parenti a Natale. 


Cantine Aperte. E’ l’evento enoturistico più importante in Italia nel suo genere. Dal 1993, varie occasioni durante l’anno, a partire da maggio e fino a Natale appunto, le cantine socie del Movimento Turismo del Vino aprono le loro porte al pubblico, favorendo un contatto diretto con gli appassionati di vino. Cantine Aperte è diventato nel tempo una filosofia, uno stile di viaggio e di scoperta dei territori del vino italiano, che vede, di anno in anno, sempre più turisti, curiosi ed enoappassionati avvicinarsi alle cantine, desiderosi di fare un’esperienza diversa dal comune. Cantine Aperte è un marchio di proprietà del Movimento Turismo del Vino che garantisce ai consumatori qualità e professionalità nell’accoglienza, tratti distintivi delle cantine MTV.


L'Associazione Movimento Turismo del Vino Toscana è un ente non profit che raccoglie oltre 100 fra le più prestigiose cantine del territorio, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. Ai turisti del vino il Movimento vuole, da una parte, far conoscere più da vicino l’attività e i prodotti delle cantine aderenti, dall’altra, offrire un esempio di come si può fare impresa nel rispetto delle tradizioni, della salvaguardia dell'ambiente e dell'agricoltura di qualità. 


Il programma delle singole aziende e tutte le informazioni su Cantine Aperte a Natale in Toscana è disponibile sul sito www.mtvtoscana.com 


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Persa fra le eleganti bolle del Modena Champagne Experience

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di Francesca Penzo

Gli Appassionati di Champagne e di vino in genere hanno avuto una sola ed imperdibile meta domenica 8 e lunedì 9 ottobre: Modena Champagne Experience.

1.300 biglietti venduti per ogni data, sold out già da settembre.

La città e in particolare il Forum Manzoni sin sono vestiti di eleganti e preziose bollicine per mano del Club Excellence, ovvero il club dei distributori e importatori nazionali di vini e distillati d’eccellenza che ha creato per la prima volta questo evento dedicato all’approfondimento della conoscenza del mondo dello Champagne e i cui dirigenti auspicano divenga un appuntamento fisso annuale.

Accedere allo spazio espositivo ha significato assistere alla sfilata di 500 tipologie di prodotto per 100 maison e 49 produttori ben organizzati secondo la zona di produzione, quattro più le maison classiche, e facilmente identificabili grazie alla pratica brochure, ma soprattutto ha significato dover bloccare la bambina con gli occhi sgranati arrivata nel paese dei balocchi che c’è in me.

 Una cosa è stata chiara fin da subito: non sarei riuscita a degustarli tutti, ma volevo comunque riuscire in un numero sufficiente di assaggi che mi consentissero di comprendere i diversi terroir e l’apporto dei diversi vitigni in relazione ad esso.

Perciò tra esaltanti scoperte, solide conferme e qualche “nooo, è già terminato” e “beh pensavo meglio”, ecco una piccola selezione che ripropone il mio duro lavoro di lunedì…

MAISON CLASSICHE, ovvero quelle maison molto note e dotate di una certa storicità oltre che di un certo numero di ettari. Inoltre le loro cuvée sono costituite da una miscela di uve della regione.

Tra loro Charles Heidsieck, che già conoscevo e apprezzavo per il “Brut Réserve”, ma che in questo caso cito per il “Rosé Vintage 2006”. 110 mesi sui lieviti con un residuo zuccherino di 11 g/l, assolutamente non eccessivi.

Colore rosa ambrato, sensuale e invitante, profumi di piccole fragoline in confettura e spezie dolci dotato di un palato elegante, una carezza che maschera il carattere irruente del pinot noir, senza snaturarlo e mantenendone i caratteristici profumi.

CôTE DE BLANCS, la patria dello chardonnay, costituita da un declivio a sud di Epernay. Da qui prodotti sempre molto freschi, ma più morbidi e gentili rispetto ad altre zone.

Tra gli assaggi spicca il “Grand Cru Brut Blanc de Blancs” di R&L Legras. Dosaggio bassissimo, cosa che apprezzo molto, per un monovitigno che rispecchia a pieno il terroir. 40 mesi sui lieviti. Estremamente fine e prezioso ad iniziare dall’aspetto: lucente e infinito perlage. Note tipicamente avvolgenti per uno chardonnay, ma controbilanciate da una sorprendente mineralità e chiari sentori di agrumi freschi e glicine. Perfetta la coerenza nel persistente sorso.

AUBE, zona più a sud, molto interessante per certi pinot noir irruenti e fruttati, ben diversi da quelli della Montagne de Reims.

Val Frison, una piccola maison che con il suo “Guston”, pinot noir in purezza, pas dosé con 24 mesi di stasi e non dichiarato per questo millesimato (ne servono 36 per lo Champagne), ma comunque frutto della vendemmia 2012.

3 parole per descriverlo: teso, maschile ed elegante.

La cuvée sosta per 9 mesi in barriques, ma nonostante ciò il frutto polposo e la frutta secca salata unite alla freschezza ne fanno un prodotto molto agile.

VALLÉE DE LA MARNE, situata a ovest e dominata dalle uve a bacca nera, specialmente il pinot meunier. Sono in genere vigneti esposti a sud le cui uve danno vini più rotondi e ricchi di sentori, merito dei terreni che riescono a trattenere il calore, ma sempre bilanciati da notevole sapidità.

Una conferma sono i prodotti di Burgeois-Diaz, specialmente la “Cuvée-M”, 100% pinot meunier, non dosato per 24 mesi di sosta. Sempre grande finezza, ma arricchita da un vivace e avvolgente corredo di spezie ad iniziare dal caldo zafferano, note di lievito e una piena mineralità. Biodinamica ben gestita, per un prodotto pulito e caratteristico.

MONTAGNE DE REIMS, la “montagna della città”, la patria del pinot noir e di vini dotati di una spiccata acidità e verticalità. In genere molto raffinati, ma anche potenti.

Un esempio ne è stato l’ ”Extra-Brut Coup de Coeur 1er Cru” di Monmarthe . 50% pinot noir 50% chardonnay , 2 g/l di residuo zuccherino e 48 mesi sur lie.

Un prodotto diretto, nobile, dominato da note fruttate e un chiaro sentore di mandorla. La freschezza non si nasconde, anzi, sta lì a dirci che il tempo non lo spaventerà. Persistenza notevole, intensa e raffinata, che invita un continuo riassaggio.

Ovviamente gli assaggi da citare sarebbero ben di più, ma vi lascio la curiosità di andare a testarli di persona alla prossima edizione o di avventurarvi nelle terre della Champagne…


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A Quarto d’Altino parte una nuova iniziativa enogastronomica: il “DiVino Nordest”

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Domenica 29 Ottobre, ci sarà la 1^ edizione del Divino Nordest – Hotel Crowne Plaza Venice di Quarto d’Altino. Un viaggio alla scoperta dei migliori prodotti enogastronomici del Nordest, degustando i vini del Veneto e del Friuli Venezia Giulia.

Un incontro affascinante all’interno del Centro Congressi dell’Hotel Crowne Plaza Venice East di Quarto d’Altino con Vignaioli e produttori uniti dalla passione per il vino e per il territorio. Saranno presenti 40 produttori selezionati, 100 importanti etichette e le migliori specialità tipiche locali e in più potrete partecipare alle degustazioni con esperti sommelier FISAR.

E ancora ……l’incredibile vino prodotto dall’ Associazione Italiana Persone Down di Treviso, a cui devolveremo parte del ricavato. Vieni a scoprire grandi e piccole aziende accomunate dall’amore per il vino.

Vi aspettiamo alla prima edizione del Divino Nordest presso l’Hotel Crowne Plaza Venice East di Quarto d’Altino.


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Carpineto: la Toscana in un calice di rosso

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È un vero proprio tour simbolico della Toscana quello che tocca tutte le tenute che rientrano nell’ambito dell’azienda, icona nel mondo dei grandi vini toscani. A essere coinvolti soprattutto i territori più vocati e le denominazioni più importanti: Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino.

C'è sempre un buon motivo per un weekend in Toscana, dove i grandi vini e i paesaggi vitati coinvolgono i sensi appagandoli in una meravigliosa sintesi. E allora eccoci seguire le tracce di una cantina storica con tenute in tutti i territori vocati di questa terra, ovvero Carpineto Grandi Vini di Toscana. 

Cominciamo da Montepulciano, dove la tenuta è all'insegna della sostenibilità con vigne e boschi che assorbono molta più CO2 di quanta l'azienda ne produca. Qui troviamo il vigneto contiguo ad alta densità più vasto d'Italia (65 ettari), il Camponibbio, che produce vini di grande concentrazione e finezza. Ed è ancora qui che è stata appena completata la nuova cantina nei colori della terra, distanziata dall'antico complesso settecentesco. Tutto intorno un'ampia area verde che digrada su un piccolo lago naturale; sulla collina un uliveto monumentale di 12 ettari, all'origine di un olio di grande finezza. Qui Carpineto produce il Vino Nobile di Montepulciano Riserva Docg: unica azienda toscana a produrlo nella sola versione Riserva, per tre anni di seguito unico Nobile nella Top 100 al mondo di Wine Spectator.

Ci spostiamo nella Tenuta di Montalcino, a 500 mt sul livello del mare, uno degli insediamenti più alti della denominazione e più panoramici, con la vista che spazia sul centro storico del borgo e inquadra l'intero perimetro della cinta muraria. La leggera esposizione verso nord, in posizione panoramica e ventilata, dona ai vini un microclima unico che conferisce al Brunello intensi e complessi profumi, una bella freschezza, eleganza, e grande longevità.

La Tenuta di Dudda, sede originaria nel Chianti Classico, è il cuore storico dell'azienda. Qui è possibile organizzare visite guidate con tour nelle zone di vinificazione e affinamento, oltre a poter passeggiare tra le vigne che circondano l’azienda. Il tour si conclude con la degustazione dei 5 vini di punta: Dogajolo, Chianti Classico, Chianti Classico Riserva, Vino Nobile di Montepulciano Riserva e Farnito Cabernet Sauvignon. Poco distante, la Tenuta di Gaville sulla cima di un colle: 65 ettari in uno splendido ambiente pastorale. Ci si sposta infine nell’alta Maremma, nella denominazione del Monteregio, per la Tenuta di Gavorrano, con i suoi 165 ettari di terreni e qui il tour virtuale della miglior Toscana del vino by Carpineto è concluso. 

Ufficio stampa Carpineto

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Il nuovo Palinsesto Wine TV

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Cari Winetvlovers,

pronti a degustare le nostre novità? Il palinsesto che vi presentiamo è più ricco e interessante che mai. 

Iniziamo con il viaggio di Francesca Penzo e Andrea Galanti per i seducenti Colli Euganei. Scopriamo con loro le particolarità di questa terra e dei suoi vini visitando insieme tre straordinarie realtà: Ca’Lustra, Quota 101 e Vignalta.

Il nostro Maurizio Zanolla con la sua Harley sta girando l’Italia per scovare i ristoranti e le enoteche più interessanti. Questa volta ha raggiunto Silvia de’ Lutti sulle rive del lago di Garda.

Vi sono mancati i vulcanici “Agronomi in vigna”? Marco e Fabio tornano con una nuova puntata dedicata all’azienda Barberani di Orvieto, dove la ricerca del “sano e naturale” è una vera e propria missione.

Ospiti di Sorso lungo Lorenzo Sieni, che presenta in anteprima l’evento Vinoè, la più grande degustazione della Fisar che si svolgerà alla stazione Leopolda di Firenze il 4 e 5 novembre, e Federico Desimoni, direttore del Consorzio tutela aceto balsamico di Modena che ci spiega caratteristiche del prodotto, come fare la degustazione e i possibili abbinamenti. 

Per i video di Wine Tv racconta, Simona Bizzarri ci parla del Porsenna di Podere Pomaio mentre Maurizio Zanolla spiega il Decugnano metodo classico, della tenuta Decugnano dei Barbi, vincitori entrambi dei premi Wine Tv all’Only Wine Festival. 

E’ ormai ufficiale la collaborazione fra Wine Tv ed Energy, la prima radio dedicata al vino ideata dall’ex direttore artistico di Rtl 102.5 Luca Galli e da sua moglie Caterina Barca; vi mostriamo il pomeriggio di degustazioni, sorrisi e musica dove è stato presentato il progetto.

Ma le novità non sono finite. Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube.  

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Buona visione e buon vino a tutti!


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Torna Vinoè, alla Leopolda la due giorni dedicata alle eccellenze enologiche italiane e internazionali

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Una due giorni di rossi, bianchi e bollicine con oltre 600 etichette coinvolte all’insegna dell’eccellenza enologica italiana e internazionale. È Vinoè, la kermesse organizzata dalla Fisar-Federazione italiana sommelier albergatori ristoratori che torna a Firenze dopo il debutto dello scorso anno. L’appuntamento, in programma alla Stazione Leopolda il 5 e 6 novembre, è stato presentato a Palazzo Vecchio dall’assessore allo Sviluppo economico Cecilia Del Re. “Un evento dai numeri importanti – ha detto l’assessore Del Re - che già alla prima edizione ha fatto registrare oltre 6mila ingressi mettendo al centro uno dei punti forti della tradizione fiorentina e toscana. Un elemento identitario in grado di avvicinare al nostro territorio turisti da ogni parte del mondo puntando sulla qualità. Tutti aspetti che questa Amministrazione vuole tutelare, anche grazie alle modifiche apportate di recente al regolamento Unesco per valorizzare le realtà tipiche della nostra cultura”. La seconda edizione di Vinoè chiama a raccolta produttori indipendenti e grandi etichette, appassionati e operatori del settore per portare il pubblico alla scoperta delle eccellenze italiane e internazionali. Tavole rotonde, cooking show per scoprire abbinamenti e nuovi sapori, degustazioni verticali guidate dai sommelier Fisar e dedicate ai più importanti vitigni nazionali e internazionali e oltre 150 banchi d’assaggio. Quest’anno Fisar propone un abbinamento tra l’eccellenza del vino italiano e una cucina ricca di contrasti, in un viaggio sensoriale attraverso territori e zone vitivinicole pregiate e meno conosciute.

La manifestazione è organizzata nell'ambito del 45° Congresso Nazionale FISAR in programma a Firenze dal 4 al 6 Novembre 2017. L'ingresso è riservato ai soci, agli appassionati e agli operatori del settore.

Tutto il programma sul sito www.vinoè.it

Fonte: comune di Firenze - ufficio stampa

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Enoletteratura: al Casale del Giglio la presentazione del volume ‘Viaggi nell’Agro Pontino. Vita, vitis, vinum’

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di Giuseppe Motisi 

Profumi di mosto in maturazione che esalano dalle cantine e si diffondono per la sala, il verde intenso e magnetico della vigna al tramonto, l'eco del mare che si espande nella campagna pontina, pronta per l'appuntamento della vendemmia.

Non poteva esserci luogo più idoneo dell'azienda agricola Casale del Giglio di Latina per promuovere il romanzo 'Viaggi nell'Agro Pontino. Vita, vinis, vinum', volume presentato in anteprima lo scorso aprile (abbiamo pubblicato un articolo in merito sul nostro sito) e dedicato appunto alla produzione enologica di Latina e della sua provincia.

Per la nuova presentazione del libro, avvenuta il 24 settembre, è stata dunque scelta l'azienda di Casale del Giglio della famiglia Santarelli, un luogo che costituisce il trait d'union tra la tradizione vinicola locale e la produzione enologica del futuro, uno spazio dove passato e futuro del vino pontino si fondono nelle vigne di questa azienda situata in località Le Ferriere, sotto le quali si cela un'antica città preromana e dove in superficie si coltivano uve italiane, francesi e spagnole che, beneficiando del calore tirrenico e della brezza appenninica, forniscono vini dai sapori inediti ed accattivanti.

Ma partiamo dal libro per ricordare che 'Viaggi nell'Agro Pontino. Vita, vinis, vinum' non è una guida sui vini, bensì una celebrazione appassionata della ricchezza del patrimonio vitivinicolo dell’Agro pontino sotto forma di romanzo. Edito dalla Atlantide editore e scritto da Antonio Scarsella, ex sindaco di Sermoneta ed ex presidente del Consorzio per lo sviluppo industriale Roma-Latina, e Mauro D’Arcangeli, direttore di Confagricoltura Latina, il volume sviluppa il suo intreccio tra fantasia e realtà; realtà in questo caso significa anche storia antica, poiché la tradizione di coltivare la vite affonda le sue radici nella notte dei tempi: circa 700 anni prima della nascita di Cristo, proprio nell'area dove attualmente si trova una porzione del vigneto di Casale del Giglio, sorgeva e prosperava l'antica Satricum, i cui abitanti si dedicavano alla coltura della vite ed alla produzione di vini. Ne sono testimoni i numerosi reperti emersi durante le campagne di scavi effettuate nelle campagne della odierna tenuta che, per espressa volontà del proprietario Antonio Santarelli, sono state effettuate sacrificando le vigne: gli archeologi hanno infatti potuto scavare sotto il vigneto e riportare alla luce diverse tipologie di coppe e brocche per il vino. “Archeologia e vino non vanno sempre d'accordo, perché i lavori agricoli distruggono facilmente i reperti  – ha spiegato intervenendo alla presentazione del libro la dottoressa Marijke Gnade, archeologa olandese e docente dell’Università di Amsterdam che si occupa degli scavi di Satricum -. Nel nostro caso possiamo invece definirci molto fortunati, perché casale del Giglio ha preferito sacrificare le sue viti per consentirci di effettuare gli archeologici. E quel che è emerso è davvero suggestivo e inebriante, quasi al pari di un ottimo bicchiere di vino: parlo di un insediamento del Lazio antico che si estendeva per circa 40 ettari. Da questo terreno sono emerse testimonianze della coltura della vite e della produzione vinicola che risalgono al VII secolo a.C., oggi conservate nel vicino museo dedicato appunto alla città di Satricum”. 

Ma l'evento è stato anche un'occasione per fare il punto sull'attività di Casale del Giglio. “L'area dove insiste l'azienda è sostanzialmente vergine dal punto di vista enologico se comparata, ad esempio, ai territori di Toscana, Piemonte o Friuli – ha spiegato Linda Siddera, responsabile eventi di Casale del Giglio -. Nelle campagne pontine la vite, pur storicamente presente come attestato dagli scavi di Satricum, ha cominciato ad essere coltivata con regolarità dal periodo delle bonifiche fasciste in poi, quando i coloni del Nord Italia si insediarono nelle campagne di Latina portando con sé, e trapiantando, le barbatelle dei luoghi da cui provenivano. Da quell'esperienza si è poi sviluppata un'enologia peculiare che guarda al futuro senza rinnegare il passato, con una produzione a cavallo tra tradizione e nuove frontiere. Casale del Giglio è un concreto esempio di questa filosofia: coltiviamo 60 differenti vitigni la maggior parte dei quali non originari del territorio, proprio perché l'azienda è votata alla sperimentazione su terreni mai o poco vitati. Tuttavia tra i 60 vitigni ce ne sono anche di autoctoni, ed è su questi che stiamo puntando sul medio termine”.

Sugli specifici aspetti produttivi di Casale del Giglio si è soffermato Paolo Tiefenthaler, enologo e direttore tecnico dell'azienda vinicola. “Casale del Giglio sorge in un zona vergine dal punto di vista vitivinicolo. Il nostro futuro sarà nel comprendere a fondo il terroir dell’Agro Pontino dove Uomo/Terra/Clima/Vitigno/Tradizione si fondono in un unico elemento – ha affermato Tiefenthaler -. Oggi non pensiamo di cercare nuovi vitigni, ma cerchiamo di studiare con una certa attenzione i singoli vigneti già esistenti, ed ultimamente ci stiamo appassionando alla Biancolella di Ponza, una piccola produzione di bianco sviluppata su circa 2 ettari di terreno sull'isola, e al Bellone di Anzio, 'vino del mare e del sole'. Sul Bellone Casale intravede la possibilità di produrre un vino longevo, che vada oltre nel tempo, con un naso che ricorda i frutti tropicali ed un lungo finale salino che rimanda alle calde giornate estive trascorse in riva al mare”.

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Presentazione Nazionale della Guida Vitae 2018

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Sarà nuovamente il The Mall, a Milano, a ospitare la presentazione della Guida dell’Associazione Italiana Sommelier

Sabato 21 ottobre, attesa come ogni autunno, torna la Guida Vitae. Seguendo un percorso editoriale in continua evoluzione, quest’anno la forza evocativa è suggellata dalla liason cromatica del bianco e del nero: codici espressivi del chiaroscuro immortalano immagini di una quotidianità, ora ordinaria ora celebrativa, dalla spiccata tensione narrativa.

Questa quarta edizione sottolinea il grande lavoro sotteso a ogni bottiglia, a ogni calice, a ogni sorso dei moltissimi vini raccontati all’interno del volume. Si tratta di un’opera di selezione che ha messo sotto la lente di ingrandimento circa 30.000 vini, tutti degustati rigorosamente alla cieca.
I numeri sono sempre altissimi: più di 15.000 le referenze selezionate e 2.500 le aziende recensite.
 
“Il settore vitivinicolo si dimostra sempre più sensibile nei confronti della sostenibilità ambientale. È un tema coinvolgente e di grande attualità”, dichiara il Presidente Nazionale Antonello Maietta. “Anche quest’anno nella scansione delle pagine appare nitido l’orientamento sempre più green del vino italiano, non più legato a calcoli di marketing o di comunicazione, come poteva accadere in passato, ma attuato come scelta responsabile. A noi dell’AIS la questione sta particolarmente a cuore e mettiamo in campo tutte le nostre energie, anche attraverso la guida, per affrontarlo e comunicarlo.”
 
Nel corso della giornata, alla presenza del Presidente Maietta e dei vertici istituzionali, si terrà la cerimonia di premiazione dei 22 produttori insigniti dell’ambito “Tastevin AIS”, sigillo che certifica il vino più rappresentativo della regione di appartenenza. Saranno inoltre celebrate le oltre 500 etichette che hanno meritato il punteggio massimo, le “Quattro Viti”.
Dato l’apprezzamento ottenuto, tornano i simboli introdotti lo scorso anno: la Freccia di Cupido, a simboleggiare quell’emozione che alcuni vini sanno suscitare al primo sorso, e il Salvadanaio, che identifica una spiccata qualità in rapporto alla tipologia e al territorio, con un occhio attento al prezzo di vendita.
 
Il volume cartaceo sarà nuovamente replicato in versione digitale, disponibile negli e-store, che completerà il corredo di strumenti a disposizione dei soci AIS e degli appassionati.
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Modena Champagne Experience

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A Modena la più importante manifestazione italiana dedicata allo Champagne organizzata dal Club Excellence – Club dei Distributori ed Importatori Italiani

Domenica 8 e lunedì 9 ottobre 2017 - Forum Monzani

Modena, settembre 2017. Si svolgerà a Modena, domenica 8 e lunedì 9 ottobre 2017, nella prestigiosa cornice del Forum Monzani, la prima edizione di Champagne Experience, la più grande manifestazione italiana dedicata esclusivamente allo Champagne, promossa e organizzata dal Club Excellence, associazione che riunisce dodici tra i più grandi importatori e distributori nazionali di vini e distillati d’eccellenza.

Modena Champagne Experience 2017, alla sua prima edizione, è la più importante manifestazione dedicata esclusivamente allo Champagne finora organizzata in Italia:

 100 prestigiose Maison

 49 importatori

 oltre 500 tipologie di Champagne

 2 giornate dedicate esclusivamente allo Champagne

Parteciperanno numerosi produttori, a disposizione per incontrare gli operatori del mondo Horeca e della distribuzione, il vasto pubblico degli appassionati e la stampa.

Un evento di carattere didattico per approfondire la conoscenza del mondo dello Champagne.

Le Maison saranno distribuite sui mille metri quadri del Forum in base alla loro appartenenza geografica, corrispondente alle diverse zone di produzione dello Champagne (Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs e Aube) oltre alle Maison classiche riunite in uno specifico spazio per offrire un’esperienza sensoriale coinvolgente e un supporto culturale di alto livello.

Nel programma sono previste anche delle Master Class, con ‘verticali’ e degustazioni dedicate alla conoscenza di champagne d’eccellenza o ad annate speciali e territori di produzione.

Orari di apertura: domenica 8 ottobre dalle 14.00 alle 19.00 e lunedì 9 dalle 10.30 alle 18.30.

Acquisto biglietti: si possono acquistare online sul sito del Club (clubexcellence.it) e su quello dedicato all’evento (champagneexperience.it).

“Un evento che vogliamo diventi un appuntamento annuale di riferimento per il mondo dello Champagne. Il nostro Club, dopo oltre 5 anni dalla sua costituzione, oggi è pronto per organizzare una manifestazione tanto importante che veda riuniti non solo le Maison importate dai soci ma anche altre con l’obiettivo comune di condividere e trasmettere i valori che da sempre rendono unico lo Champagne”, afferma Massimo Sagna Presidente del Club Excellence.

“L’Italia ancora oggi rappresenta un mercato importante e in crescita per lo Champagne. Per questo vogliamo che MCE 2017 sia solo la prima di una serie di tappe itineranti sul nostro territorio, per fare cultura e offrire un’occasione preziosa per approfondire la conoscenza di Maison già famose e altre ancora da scoprire” - afferma Lorenzo Righi Direttore Generale Club Excellence.


LE MAISON PRESENTI

IMPORTATORI DEL CLUB EXCELLENCE

Sagna Spa

 Champagne Louis Roederer

Gruppo Meregalli

 Champagne Bollinger

 Champagne Ayala

 Champagne Pierre Gimonnet & Fils

Cuzziol Grandivini Srl

 Champagne Bruno Paillard

 Champagne Gonet-Médeville

 Champagne Mandois

 Champagne Monmarthe

Pellegrini Spa

 Champagne Jacquesson

 Champagne Agrapart & Fils

 Champagne Francis Orban

 Champagne R. Pouillon & Fils

Sarzi Amadè Srl

 Champagne Mailly Grand Cru

 Champagne De Sousa

 Champagne Françoise Bedel

 Champagne Henri Goutorbe

Balan Srl

 Champagne Thiénot

 Champagne Canard-Duchêne

 Champagne Michel Arnould & Fils

 Champagne Pascal Doquet

Vino & Design Srl

 Champagne Palmer & Co

 Champagne R&L Legras

 Champagne Stéphane Breton

Premium Wine Selection PWS Srl

 Champagne Pannier

Proposta Vini Sas

 Champagne Encry

 Champagne Apollonis

 Champagne Dourdon-Vieillard

 Champagne Gabriel-Pagin Fils

 Champagne Joseph Desruets

 Champagne Louis Casters

 Champagne Mallol-Gantois

Bolis Srl

 Champagne Paul Bara

 Champagne Bonnaire

Les Caves de Pyrene Ltd

 Champagne Marguet

 Champagne Bourgeois-Diaz

 Champagne Pierre Gerbais

 Champagne Val’ Frison

Teatro del Vino Srl

 Champagne Larmandier-Bernier

 Champagne Alain Couvreur

 Champagne Benoît-Lahaye

 Champagne Diebolt-Vallois

 Champagne Fleury

 Champagne Vilmart & Cie


ALTRI IMPORTATORI

Atelier Vini e Cultura Sas

 Champagne Dehours & Fils

 Champagne Hugues Godmé

 Champagne Yann Alexandre

Banfi Srl

 Champagne Joseph Perrier

Barbara Rinaldi

 Champagne Henriot

 Champagne AR Lenoble

Bellenda Srl

 Champagne Roger Coulon

CantinAmena

 Champagne A. Bergère

Caprari C.D. Srl

 Champagne Paul Déthune

Cartaria Ro. Ant. Srl Divisione Vini

 Champagne Gautherot

Compagnia del Vino Srl

 Champagne Pol Roger

D&C Spa

 Champagne Deutz

Famiglia Cecchi

 Champagne Collard-Picard

Feudi di San Gregorio

 Champagne Boizel

Fratelli Rinaldi Importatori Spa

 Champagne Jacquart

Giacimenti Sas

 Champagne Christian Busin

Le Cru 75 Sas

 Champagne de la Renaissance

Longino & Cardenal Spa

 Champagne J. de Telmont

Massucco Industrie Spa

 Champagne Trousset Guillemart

Mediatis Wine in Motion Srls

 Champagne Dom Caudron

Michele Chiarlo Srl

 Champagne Lallier

Nove.10 Snc

 Champagne Colin

OnestiGroup Spa

 Champagne Piper-Heidsieck

 Champagne Collet

Partesa Srl

 Champagne Drappier

Pescarmona Importatori Srl

 Champagne Duval-Leroy

 Champagne Bruno Michel

Philarmonica Spa

 Champagne Charles Heidsieck

Première Srl

 Champagne de Venoge

 Champagne Erick Schreiber

 Champagne Pierre Legras

 Champagne Morel

 Champagne Mary-Sessile

Relais & Champagne

 Champagne Boulard Bauquaire

Rêverie Sas

 Champagne Nicolas Maillart

Sebina Vini Scelti Srl

 Champagne Éric Taillet

Soavino Sas

 Champagne André Beaufort

 Champagne Nowack

 Champagne Marie Courtin

Tenuta San Leonardo Srl

 Champagne Bauget-Jouette

Tre Archi Distribuzione Srl

 Champagne Philippe Gonet

 Champagne Elise Dechannes

 Champagne Heucq

 Champagne Stroebel

Velier Spa

 Champagne Billecart-Salmon

Valdo Spumanti Srl

 Champagne Nicolas Feuillatte

Vini di Francia

 Champagne Chassenay d'Arce

Vintrading Srl

 Champagne Autréau de Champillon

 Champagne Leclerc Briant

Visconti 43 Srl

 Champagne Paul Clouet

 Champagne Barons De Rothschild

Vite Snc

 Champagne Jeaunaux-Robin

 Champagne Francis Boulard

Winedow by F.B.C.

 Champagne Beaumont Des Crayères


I SOCI DEL CLUB EXCELLENCE

 Balan Srl rappresentata da Daniele Balan

 Bolis Srl rappresentata da Andrea Bolis

 Cuzziol Grandivini Srl rappresentata da Luca Cuzziol

 Les Caves de Pyrene Srl rappresentata da Cristian Bucci

 Meregalli Giuseppe Srl rappresentata da Marcello Meregalli

 Pellegrini Spa rappresentata da Pietro Pellegrini

 Premium Wine Selection P.W.S. Srl rappresentata da Luigi Piacentini

 Proposta Vini Sas rappresentata da Gianpaolo Girardi

 Sagna Spa rappresentata da Massimo Sagna, anche Presidente del Club Excellence

 Sarzi Amadè Srl rappresentata da Alessandro Sarzi Amadè

 Teatro del Vino Srl rappresentata da Mario Galleni e Leonardo Stelloni

 Vino & Design Srl rappresentata da Dick ten Voorde


Il Club dei Distributori e Importatori Nazionali di vini e distillati di eccellenza, costituito a Milano il 25 giugno 2012, vede riunite le principali realtà italiane che operano nel campo della distribuzione vitivinicola della massima qualità, con lo scopo di fare cultura e puntualizzare l’importanza dell’ organizzazione della distribuzione e del commercio di vini e distillati di prestigio, settore che sempre più necessita di trasparenza, collaborazione, correttezza e maggior senso di moralità.

A cinque anni dalla sua nascita, il 4 luglio 2016 il Club si è costituito Società Cooperativa e oggi, vede riuniti 12 soci tra le aziende più importanti nella distribuzione vitivinicola di eccellenza in Italia: Sagna Spa, Balan Srl, Bolis Srl, Cuzziol Grandivini Srl, Les Caves de Pyrene Srl, Meregalli Giuseppe Srl, Pellegrini Spa, Premium Wine Selection Srl, Proposta Vini Sas, Sarzi Amadè Srl, Teatro del Vino Srl e Vino & Design Srl.


Per info: Fcomm, Via Pinamonte da Vimercate, 6 Milano

Francesca Pelagotti +39 366 7062302 email francescapelagotti@fcomm.it,

Laura Marangon +39 347 3754169 email lauramarangon@fcomm.it

Sonia Gambino +39 342 0686448 email soniagambino@fcomm.it

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VINO al VINO 2017, la 23° edizione tra degustazioni e Jazz

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Dal 14 al 17 Settembre 2017, a Panzano in Chianti ritorna Vino al Vino, con la sua 23° edizione.

Per quattro giorni, nella cornice di Piazza Bucciarelli, i 20 viticoltori della Unione Viticoltori di Panzano in Chianti presenteranno personalmente i loro vini, in degustazione con più etichette per Azienda e di diverse annate. 

Un'occasione unica per conoscere il Sangiovese nelle sue varie interpretazioni, dai Chianti Classico Annata, Riserva, e Gran Selezione agli Igt, così come altri vitigni, per entrare nella realtà di un territorio e di un’Associazione che da più di vent’anni condivide un percorso comune nel rispetto delle identità delle singole Aziende e propone al mercato enologico italiano ed internazionale vini di altissima qualità e di filiera corta, con i suoi 500 ettari di vigneto (ad un'altitudine tra i 350 e i 500 s.l.m.) di cui il 90% gestito secondo i criteri sostenibili della viticoltura biologica Candialle, Casaloste, Castello dei Rampolla, Cennatoio, Fattoria La Quercia, Fontodi, Il Molino di Grace, Il Palagio, La Massa, Le Cinciole, Le Fonti, Montebernardi, L'orcio a Ca' di Pesa, Panzanello, Renzo Marinai, Rignana, Tenuta degli Dei, Vignole, Villa Cafaggio, Vecchie Terre di Montefili.

Durante la manifestazione sarà possibile acquistare alcune delle etichette in degustazione all’interno di uno stand dedicato alla vendita.

Tutte le altre saranno disponibili presso la vicina Enoteca il Cardo e le altre enoteche in piazza.

Il programma di Vino al Vino 2017: 

Giovedì 14 settembre 16.00 – 20.00 

Venerdì 15 settembre 12.00 – 19.30

Sabato 16 settembre 11.00 – 20.00 con musica jazz dalle ore 17.30-19.30 

Domenica 17 settembre 11.00 – 19.30 con musica jazz dalle ore 17.30 – 19.30

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Nuovo palinsesto Wine TV 11 settembre

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Cari Winetvlovers,

l’estate ormai sta preparando le valigie per lasciare spazio all’autunno. Pochi giorni e ci saluterà. Ma non dovete essere tristi. Per prima cosa perché settembre è mese di vendemmia, un momento meraviglioso per tutti gli enoappassionati. E poi perché ci pensiamo noi di Wine Tv a tirarvi su di morale con tanti nuovi e entusiasmanti video che abbiamo realizzato per voi.

Andrea Galanti e Cristiano Cini sono andati a Montalcino per scoprire i segreti di uno dei vini più blasonati al mondo. Il racconto del territorio e delle sue particolarità attraverso l’interpretazione di 4 differenti e importanti aziende: Col d’Orcia, Sanlorenzo, Castello Tricerchi e Terre Nere.

Prosegue il viaggio fra le delegazioni Ais della Toscana: il maestro Roberto Bellini, ci spiega Pistoia e il suo operoso team di sommelier.

Ospite nel nuovo format “Due chiacchiere con…” è Andrea Balleri, miglior sommelier d’Italia e direttore commerciale di Cantine Su’Entu. Con un calice di Vermentino di Sardegna e uno di Bovale ripercorre la storia dell’azienda, la sua filosofia e i suoi obiettivi.

Per le degustazioni di “Wine Tv racconta”, Cristiano Cini ci farà scoprire un passito davvero particolare, quello dell’azienda vitivinicola La Cura: avvolgente, sontuoso e lunghissimo.

Troveremo poi due straordinarie etichette, vincitrici del premio Wine Tv all’Only Wine Festival, spiegate dal miglior sommelier d’Italia Andrea Galanti: Titolo di Elena Fucci che è diventato, in pochi anni, il faro per il vino di qualità in Basilicata e il Torchiato di Fregona Piera Dolza, un vino di pregio, forte e delicato al tempo stesso, con un’importante sapidità che ne mitiga la dolcezza.

 

Tutti i video di Wine Tv potrete trovarli sul nostro portale www.wine-tv.it e su Youtube

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Buona visione e buon vino a tutti!

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La corsa del piede sordo

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di Valerio Giusti, Percorsi di vini

Innegabile la somiglianza della Corsica all’impronta che il nostro piede sinistro lascia sul terreno camminando. E da questa immagine, partendo dalla storia, voglio arrivare a parlare del vino della AOC Calvi, in passato chiamata “la Toscana della Corsica”.

Situata nel centro del mediterraneo, è l’isola più importante della Francia e ha rappresentato il crocevia delle rotte commerciali per secoli, attirando tutti i popoli che hanno avuto un forte legame con il mare. Le prime tracce di “ospiti” risalgono ai tempi dei Fenici, seguiti dai Greci, dai Romani sino ad arrivare alla sottomissione da parte di Pisa nel XI secolo e di Genova dal 1284. 

Il più grande marinaio di tutti i tempi, è nato proprio a Calvì: Cristoforo Colombo!! 

Nel 1755 i corsi avviarono la lotta per l’indipendenza da Genova, guidata da Pasquale Paoli. Un’indipendenza mai raggiunta perché Genova si alleò con i francesi per mantenerne il controllo. La guerra terminò nel 1764, con la sottoscrizione del Trattato di Compiègne grazie al quale la Francia ottenne da Genova l’autorizzazione ad insediare alcuni contingenti militari in Corsica. Quattro anni più tardi il Trattato di Versailles avrebbe definitivamente sancito il dominio francese sull’isola. 

Per chi è amante del mare e dei bei locali consiglio una vacanza nel Nord - Ovest della Corsica. La zona della Balagna, tra Isola Rossa e Calvi, terra che nel 1990, ha raggiunto una qualità dei vini tale da permettergli di avere il riconoscimento di “AOC Calvì”. Parliamo di circa 300Ha in totale stretti tra roccia e mare. Il clima è perfetto. C’è una buona escursione termica e dal mare soffiano venti costanti e temperati lungo queste valli. La vegetazione viene così mantenuta asciutta e al riparo da muffe e funghi permettendo una perfetta e sana maturazione delle uve.

Vediamo quali sono i vitigni più presenti nella zona nord dell’isola:

- Nieluccio: parente stretto del Sangiovese toscano e vitigno più coltivato. Si è adattato al terreno e al clima. Suppongo portato in loco dai Pisani e mantenuto successivamente dai Francesi per farne “la Toscana francese”. Regala vini più grassi e sapidi in gioventù rispetto al nostro clone. E’ un po’ più colorato del nostro Sangiovese (niellu significa scuro) ed è egualmente tannico pertanto richiede affinamento perché queste peculiarità siano “domate”. Purtroppo però il terroir non fornisce sempre la giusta acidità e quindi raramente viene vinificato in purezza.

- Sciacarello: significa "croccante sotto ai denti". Poco colorato ma profumato, speziato e vivace, dotato di un'acidità che lo rende adatto all'invecchiamento. Vitigno posto alla base dei più tipici vini rossi della AOC Calvì, facendo da perfetta “spalla” al Nieluccio per l’invecchiamento.

- Vermentinu: detto anche Malvasia Corsa. Come il Nieluccio, parente stretto del vermentino della costa toscana, parente meno stretto con il vermentino ligure. Nella “Balagna corsa” il vitigno esalta la scia sapido/minerale rispetto a quella agrumata.

- Muscat: Appartiene alla famiglia degli aromatici Moscati e nello specifico si tratta del Muscat Blanc à Petits Grains. Qui terreno e clima donano ai vini lunga persistenza, sprigionando oltre ai classici profumi di rosa bianca, muschio e salvia, sentori di agrumi e la mela cotogna.

Ma cosa hanno di diverso questi vitigni rispetto ai parenti del continente?

La Corsica può essere vista come una montagna in mezzo la mare o come un mare che circonda una montagna!

Il paesaggio è suggestivo. Sembra di poter toccare la cima delle montagne comodamente distesi al sole dal bagnasciuga! Qui i “maestri francesi” hanno insegnato la cultura commerciale anche ai più grandi “Demaine” che portano altisonanti nomi italiani. Nulla da dire! Nell’enologia commerciale mondiale sono i dominatori indiscussi. Il campanilismo sfiora il patriottismo. 

I ristoranti servono per lo più vini corsi, saltuariamente francesi. Anche la grande distribuzione snobba i vini fuori patria. Questa terra e tutta la regione sembra guardare con occhi di ammirazione la Patria Madre seguendo in modo rispettoso i suoi processi di vinificazione e affinamento. Il cammino intrapreso alcuni decenni fa è sicuramente rivolto all’uso della Barrique e all’uvaggio per smorzare il temperamento di alcuni vitigni o per supportare le mancanze di altri. Ma.... c’è un “ma” a parer mio.

Il territorio roccioso, la vicinanza dal mare, il terroir nel complesso dona una forte impronta minerale a tutti i vini prodotti. Nel caso dei bianchi questa è una caratteristica piacevole anche in gioventù. Ho notato che i bianchi vengono vinificati sempre in purezza. Rari gli uvaggi. 

Per i rossi? L’opposto! Vinificati in uvaggio direi sempre dato che non ho trovato vitigni in purezza. In cantina, in enoteca o al ristorante, è normale trovare in commercio l’annata 2015 di rossi a prevalenza Nieluccio. Siamo sicuri che a questo vitigno basti un po’ di sciacarello e un veloce passaggio in legno per poter essere pronto in soli 12/18 mesi? Per un vino essere "pronto” significa “aver raggiunto un equilibrio gustativo tale da poter essere consumato e apprezzato”. Nelle degustazioni di vini giovani che ho avuto modo di eseguire in loco, le parti dure (sapidità) erano ancora eccessive e preponderanti. I riconoscimenti tradizionali fruttati e floreali erano sovrastati da una nota iodata veramente importante che definirei al limite della piacevolezza. Questa corsa commerciale del "tutto e subito", è sicuramente dovuta anche agli investimenti che l’AOC Calvì sta facendo per recuperare il gap con la Patria.

Ma..... ecco il mio “ma”. 

Durante le mie degustazioni, nel bicchiere ho sentito come una richiesta di “spazio e di tempo…..”

E se l’orma fosse stata lasciata da un piede sordo? Se i vignaioli corsi ascoltassero di più l’esperienza della patria del sangiovese, la Toscana? Non quella Toscana di oggi inquinata dagli usi enologici di oltralpe. La Toscana di qualche decennio fa. 

E se questi rossi dell’AOC Calvì fossero lasciati a riposare in botte (spazio) e per un anno in più (tempo)? Probabilmente i produttori perderebbero un anno commerciale per gli affinamenti ma gli permetterebbe di mettere in commercio vini di maggiore bevibilità e maggiore piacevolezza da subito lasciando la possibilità di aspettare l’evoluzione per coloro che hanno pazienza. Ho degustando vini di 4/6 anni dove si smorza la sapidità a vantaggio dei profumi fruttati e floreali assecondati da note speziate, eteree e tostate. Questi vini li ho trovati più equilibrati, maturi e piacevoli, con una buona dote di eleganza sia all’esame olfattivo sia a quello gusto-olfattivo.


Segnalo per gli appassionati due cantine che ho avuto il piacere di visitare e degustare:

- Domaine d’Alzipratu – 20214 Zilia - www.domaine-alzipratu.com.

- Clos Culombu – 20260 Lumio - www.closculombu.fr.


Le otto grandi regioni AOC (DOC) della Corsica :

-1/Coteaux d’Ajaccio (sud-ovest) : AOC dal 1984

Vitigni : Sciaccarello, vino di alta qualità, dal carattere deciso

-2/Patrimonio Nord: AOC dal 1968 (inscritto nel Gotha), di fama internazionale

Vitigni : Vermentino, vino bianco, dal bel colore giallo paglierino, secco e fresco, dagli aromi floreali e di mela e Nielluccio, vino strutturato dal colore rosso scuro.

-3/Cap Corse Nord : la regione del Muscat

Vitigni : Vermentino della famiglia della Malvasia, tra i migliori del Mediterraneo, dal giallo verdolino brillante al giallo dorato, aroma floreale, caratteristico per la sua leggerezza e la sua freschezza.

-4/Calvi Nord Ovest : (che corrisponde più esattamente alla regione della Balagna, in passato chiamata la Toscana della Corsica)

Vitigni : Nielluccio e Sciaccarello

-5/Sartenais Sud Ovest: AOC dal 1976

Vitigni : Nielluccio e Sciaccarello, vino rosso molto caratteristico.

-6/Figari Sud : AOC di Corse-Porto Vecchio

Vitigni : Nielluccio e Sciaccarello, vino rosso robusto, classificato tra i migliori della Corsica.

-7/Porto-Vecchio Sud Est : 

Vitigni : Nielluccio e Sciaccarello, vino rosso fruttato e ben equilibrato.

-8/Costa Orientale : 

Vitigni : tradizionali nobili come il Carignan, il Cinsault, il Grenache e il Syrah per il rosso, l’Ugni, il Malvoisie, il Sauvignon e il Pinot per il bianco.

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Vendemmia: "Le Mani del Vino" per essere protagonisti nelle cantine toscane

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Dall’8 al 17 settembre per due fine settimana in Toscana Cantine Aperte in Vendemmia 

Torna nelle cantine del Movimento Turismo del Vino Toscana il grande evento dedicato agli appassionati che vogliono vivere il fascino della vendemmia. 

Il tema di questa edizione sarà l’impronta sulla botte per rendere indimenticabile questa esperienza


C’è tempo due interi fine settimana per poter partecipare attivamente al rito della vendemmia in Toscana. Dall’8 al 10 e dal 15 al 17 settembre infatti, torna nelle aziende toscane l’appuntamento con Cantine Aperte in vendemmia, l’evento promosso dal Movimento Turismo del Vino Toscana che anche quest’anno coinvolgerà nel periodo più affascinante dell’anno tante aziende vitivinicole della Toscana con la possibilità per tutti gli appassionati di far parte per qualche ora del momento che vede il nascere dei grandi vini della regione. Il tema di questa edizione sviluppato all’interno delle cantine sarà “Le mani del vino”. «Far entrare gli appassionati all’interno delle nostre cantine durante il periodo della vendemmia è molto emozionale visto il momento unico di questo periodo – spiega il Presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana, Violante Gardini – la nostra idea è quella di poter raccontare la vendemmia e il mondo del vino attraverso le mani che lavorano la terra e che sono una ricchezza inestimabile, da qui il tema di questa edizione». 


“Le mani del vino”. E’ il tema scelto da MTV Toscana per questa nuova edizione. La promozione dell’evento sarà realizzata con una campagna fotografica virale dove le mani dei vignaioli saranno le protagoniste. Le cantine del Movimento Turismo del Vino Toscana inviteranno a partecipare all’evento Cantine Aperte mostrando le mani di chi “fa la vendemmia”, le mani che selezionano i grappoli migliori durante la raccolta, le mani di chi guida il trattore fino alle mani di chi travasa in vino in cantina. Inoltre, all’interno delle cantine MTV Toscana aderenti, i wine lovers che avranno partecipato all’evento, potranno lasciare l’impronta della propria mano su una botte e scattarsi foto e selfie da condividere online con l’hashtag #LeManidelVino. L’impronta sarà lasciata con colori naturali o con la vinaccia stessa. 


Cantine Aperte in Vendemmia. Dalla sveglia al mattino presto per partecipare attivamente alla vendemmia, alla visita in cantina di fermentazione osservando le operazioni di selezione degli acini ed i rimontaggi fino al tradizionale pranzo dei vendemmiatori. Tutti, dai più piccoli ai grandi esperti saranno invitati a venire in cantina per assaggiare il mosto in fermentazione. Sono previste molte attività per le famiglie dove i più piccoli che potranno per un giorno immergersi nella natura.Insomma un modo diverso e divertente per scoprire le cantine, tra i tini in fermento, le botti o in mezzo ai filari che in questo particolare periodo si animano di persone come fosse una vera e propria festa.


Cantine Aperte. E’ il marchio enoturistico che dal 1993 ha cambiato l’approccio dei turisti nei confronti delle aziende vitivinicole. Nata come manifestazione per l’ultima domenica di maggio, da qualche anno il Movimento Turismo del Vino ha reso Cantine Aperte un evento diffuso anche in Vendemmia, poi a San Martino e infine a Natale. Una manifestazione che è una filosofia, uno stile di viaggio e di scoperta dei territori del vino italiano, che vede, di anno in anno, sempre più turisti, curiosi ed enoappassionati avvicinarsi alle cantine, desiderosi di fare un’esperienza diversa dal comune. Cantine Aperte è un marchio di proprietà del Movimento Turismo del Vino, registrato e protetto giuridicamente per contrastarne qualunque abuso/imitazione e garantire ai consumatori qualità e professionalità nell’accoglienza, tratti distintivi delle cantine MTV.


L'Associazione Movimento Turismo del Vino Toscana è un ente non profit che raccoglie oltre 90 fra le più prestigiose cantine del territorio, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. 

Per scoprire le aziende aderenti a Cantine Aperte in Vendemmia e i relativi programmi è in aggiornamento la pagina dedicata all’evento su www.mtvtoscana.com


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Il Cammino dei Vignandanti, terza edizione il 10 Settembre con partenza da Tollo"

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Il Cammino dei Vignandanti, eno-trekking di riferimento nel panorama nazionale, torna il 10 Settembre per la terza edizione con una grande novità: la partenza sarà effettuata da Tollo, “città del Vino” con l’amministrazione comunale che ha fortemente spinto per l’inserimento all’interno della manifestazione.

Dalle ore 8.30 il percorso si svilupperà dalla piazza centrale verso contrada Collesecco, quindi la risalita in località Casino Vezzani nel comune di Crecchio e il conseguente arrivo alla stazione di Caldari dove, come da consuetudine, verrà consumato il pranzo.

Confermata la collaborazione con l’associazione “il Cammino di San Tommaso”che nel pomeriggio, guiderà proprio lungo l’ultimo tratto dell’ormai famosissimo cammino abruzzo-laziale i tanti enotrekkers che arriveranno da ogni parte d’Abruzzo e d’Italia.

Dopo le consuete soste a Villa Iurisci, Villa Deo, Villagrande e Fontegrande si arriverà presso la cattedrale di San Tommaso a Ortona dalla quale ci si muoverà verso Corso Vittorio Emanuele II per una grande degustazione a base delle migliori etichette regionali accompagnate da prodotti tipici del territorio.

“L’inserimento di Tollo all’interno del percorso nobilita ancora di più la manifestazione grazie all’immenso patrimonio eno-paesaggistico della cittadina tollese che rappresenta un un riferimento per il mondo produttivo regionale e italiano - sfferma il presidente Nicola D’Auriache - .Oltre a questa novità viene assolutamente confermato il passaggio lungo il Cammino di San Tommaso che diventa così un vero e proprio collegamento tra Tollo e Ortona, due delle più importanti comunità enologiche della regione”.

Nei prossimi giorni verranno comunicati i nomi delle cantine aderenti mentre il programma di giornata prevederà quanto segue:

Programma:

ore 7.45 Registrazione dei camminatori con consegna del “Passaporto del Vignandante” da Piazza San Tommaso, Ortona

ore 8.30 Benedizione e partenza da Piazza Caduti di Nassiriya a Tollo

ore 12.30 Pranzo in località Stazione di Caldari  a curo della Proloco 

ore 19.00 Arrivo lungo Corso Vittorio Emanuele II a Ortona e consegna degli omaggi da parte delle Cantine promotrici a tutti quanti avranno percorso l’intero tracciato

Contributo di partecipazione 20€ con cui si ha diritto al passaporto e al cappellino del Cammino dei Vignandanti, al pranzo e all’arrivo a Ortona al calice MTV Abruzzo con tre degustazioni  più una bottiglia di vino omaggio delle cantine aderenti. La navetta Ortona-Tollo per tornare a riprendere l’auto

infine:

1. obbligatoria la prenotazione dell’iscrizione alla mail camminodeivignandanti@gmail.com

2. info sulla giornata al numero 388-4726357 (solo whatsapp)

3. si raccomanda una maglia gialla da buoni amici e simpatizzanti dell’Associazione “il Cammino di San Tommaso” visitate il sito www.camminodisantommaso.org


Dalle 19 in lungo Corso Vittorio Emanuele II a Ortona ci sarà un “evento nell’evento” con la presenza degli stand di 15 cantine abruzzesi aderenti al Movimento Turismo Vino Abruzzo e con un contributo di 5 euro sarà possibile riceve un calice del Movimento e il diritto a 3 degustazioni a scelta tra una selezione di oltre 50 vini tutti “Made in Abruzzo”.

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In arrivo la vendemmia peggiore dal Dopoguerra

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di Giorgio dell'Orefice, il Sole 24 Ore 

La vendemmia 2017 riporterà un taglio della produzione del 24%. Le inedite condizioni climatiche che hanno contrassegnato il 2017 con una devastante gelata primaverile seguita da mesi di elevate temperature e prolungata siccità porteranno a una produzione di vino tra le più scarse dal 1947 oggi. Che si andasse incontro a una campagna difficile era opinione diffusa già da qualche settimana. Ma quella che era finora solo una sensazione viene adesso certificata dai dati che l’Assoenologi, l’associazione degli enologi ed enotecnici italiani, renderà noti oggi e che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare.

La produzione italiana di vino del 2017, secondo le prime stime dell’associazione guidata da Riccardo Cotarella, supererà a malapena i 41,1 milioni di ettolitri con un calo rispetto allo scorso anno del 24 per cento.

Nulla in questa fase si può dire sulla qualità delle uve (che all’80% ancora sono nei filari) e che si presenta estremamente eterogenea anche nelle stesse aree, in vigneti posti a pochi chilometri di distanza tra loro. In qualche caso le elevate temperature hanno limitato gli attacchi dei parassiti e quindi ridotto l’esigenza di intervenire con i trattamenti chimici, in qualche altro la possibilità di ricorrere ai sistemi di irrigazione ha consentito di limitare i danni, ma in molti altri ancora e da Nord a Sud le condizioni meteo hanno semplicemente penalizzato le produzioni. Unica (magra) consolazione la conferma della leadership produttiva mondiale che l’Italia manterrà nonostante la flessione perché anche in Francia (il principale competitor) è prevista una produzione in calo di circa il 30% (al di sotto dei a quota 37 milioni di ettolitri, si veda altro articolo in pagina) e in grave difficoltà per la siccità appare anche la Spagna.

Vendemmia senza scartoffie, Italia batterà la Francia

Particolarmente penalizzante si è rivelata la gelata primaverile che ad aprile ha colpito i vigneti di molte zone del Centro Nord del Paese (compresa la Sardegna) distruggendo le viti che già erano in fase di fioritura. Ma non solo. Questo evento eccezionale infatti è stato seguito da un’ondata di caldo accompagnata dalla prolungata siccità che non ha certo aiutato i viticoltori ma che anzi ha consigliato di anticipare le operazioni di raccolta. «Attenzione però – spiega il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella – il gran caldo (fino a 45-46 gradi in vigneto) e i venti di scirocco in molti casi non hanno favorito la maturazione ma hanno contribuito a disidratare i grappoli che si presentano con elevate acidità e contenuto di zuccheri. Due componenti che di solito sono alternative e raramente si presentano insieme. Fortunatamente però si riscontrano anche zone che non hanno avuto problemi grazie a qualche pioggia estiva, all’oculata e scientifica gestione dei vigneti con l’irrigazione e alla naturale resistenza a climi estremi di alcune cultivar autoctone».


AGRICOLTURA  

I fondi stranieri investono sui vini italiani

Davvero complesso il quadro regionale. Si va infatti dal -40% previsto in Lazio e Umbria, al -35% della Sicilia, dal -30% di Toscana, Puglia e Abruzzo al -25% di Marche e Lombardia. Limitano i danni (-15%) Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Veneto (che comunque si conferma principale regione produttrice con 8,6 milioni di ettolitri) mentre un meno 10% è previsto in Trentino Alto Adige. Unica regione in Italia che riporterà un incremento produttivo nel 2017 (del 5%) la Campania. Un dato che però, con una produzione di 1,35 milioni di ettolitri che certo non può ribaltare la situazione nazionale.

«A livello europeo – prosegue Cotarella – stimiamo che mancheranno circa 25-30 milioni di ettolitri di vino (13 solo in Italia). Ciò che alla fine consentirà di limitare i danni con in qualche caso quantità e qualità buone se non ottime è la nostra trasversalità territoriale e la grande biodiversità dei vigneti italiani che non hanno pari al mondo. Bisogna però correre ai ripari cambiando modo di ragionare. Annate come queste sono sempre meno l’eccezione e sempre più la regola. Bisogna intervenire sulle infrastrutture per costruire invasi che consentano di raccogliere l’acqua per garantire l’irrigazione nei periodi, sempre più lunghi e frequenti, nei quali ce ne sarà bisogno. Non si tratta più di un buon proposito ma di un’urgenza della quale non si può più fare a meno».

Fonte: Il Sole 24 Ore, 22 agosto 2017

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Wine Times - Valle Isarco, grandi vini dalla regione vinicola più a nord d’Italia

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di Alessio Turazza per Wine Times

La Valle Isarco sale stretta tra le montagne da Bolzano verso Bressanone, con ripidi pendii coltivati sui terrazzamenti, nella regione vinicola più a nord d’Italia. Una viticoltura eroica, caratterizzata dall’altitudine e da un clima freddo, che favoriscono la coltivazione dei vitigni del nord come sylvaner, grüner veltliner, kerner, riesling, müller thurgau e gewürztraminer. Un territorio di grandi vini bianchi e di paesaggi bellissimi. L’associazione EisacktalWein è stata fondata nel 2015 proprio con l’intento di valorizzare e far conoscere i prodotti della Valle Isarco. Oggi raccoglie 18 produttori di vino, insieme a varie strutture di accoglienza, ristorazione e promozione del territorio. Facciamo il punto del lavoro svolto e dei programmi futuri con Manni Nössing, produttore e presidente di EisacktalWein e con Hannes Baumgartner, giovane produttore da poco eletto presidente dell’Associazione vignaioli dell’Alto-Adige.

Come si presenta oggi la viticoltura della Valle Isarco?

Hannes Baumgartner: Oggi il vigneto è costituito quasi esclusivamente da varietà a bacca bianca, le più adatte a esprimersi in condizioni climatiche fredde e spesso estreme. E’ una zona giovane, a parte le due realtà più grandi, rappresentate dall’Abbazia di Novacella e dalla Cantina della Valle Isarco, le altre aziende sono gestite da viticoltori, che spesso rappresentano la prima generazione che coltiva le vigne e imbottiglia in proprio il vino.

Manni Nössing: E’ un territorio molto dinamico. L’interesse per il vino ha stimolato gli altri comparti produttivi della Valle. Si è creato un circolo virtuoso che ha permesso di superare una certa immobilità. Oggi l’intero territorio mostra più attenzione a valorizzare ogni aspetto del paesaggio e della cultura legata alle tradizioni.

Un territorio giovane, anche nell’età dei vigneti?

Hannes Baumgartner: In generale le vigne sono abbastanza giovani e questo ci conforta molto per il futuro. Credo che con l’età i nostri vigneti saranno in grado di produrre vini aromaticamente più complessi e profondi.

Manni Nössing: Come dice Hannes c’è ancora molto da fare e il futuro ci riserverà belle sorprese. EisacktalWein è lo stumento giusto per creare valore per tutto il territorio. Siamo solo all’inizio di una bella avventura.

Parliamo un po’ di vitigni, il sylvaner può diventare simbolo della Valle Isarco?

Hannes Baumgartner: Oggi quasi tutte le aziende puntano sui classici vitigni del nord. Nella parte più a sud della Valle, sotto Chiusa, si possono coltivare con ottimi risultati anche sauvignon blanc e pinot bianco. Credo che il sylvaner sia l’uva più tipica della Valle Isarco, almeno della parte più a nord. Ovviamente questo non vuol dire abbandonare le altre varietà, ma solo cercare di lavorare in profondità con il vitigno più adatto e rappresentativo della nostra tradizione.

Manni Nössing: Il sylvaner è senz’altro un vitigno che qui si esprime molto bene, ma dobbiamo ricordare che la Valle Isarco è emersa dall’ombra grazie al ‘fenomeno Kerner‘. Il Kerner è stato, ed è, il vino di maggior successo di questi ultimi anni. Grazie al traino di questo vino il mercato ha scoperto il nostro territorio. Anche il Müller-Thurgau, un vitigno spesso trascurato in altre zone d’Italia, qui trova le condizioni d’altitudine e clima per esprimersi al meglio.

Il cambiamento climatico in atto potrebbe giocare a vostro favore?

Hannes Baumgartner: Il cambiamento climatico sta mettendo a dura prova i vignaioli, ma la Valle Isarco ne sta risentendo meno. In Bassa Atesina si registrano sempre più spesso criticità al momento della raccolta delle uve bianche, che non sempre raggiungono le acidità necessarie.

Manni Nössing: Direi proprio di sì. In Valle Isarco il clima è fresco, con forti escursioni termiche. L’innalzamento medio delle temperature ci penalizza meno, inoltre qui abbiamo la possibilità di salire con i nuovi impianti ad altitudini più elevate per cercare climi più freschi.

Quanto è importante la presenza di tanti vigneron?

Hannes Baumgartner: Questa situazione ‘mista’ con presenza sul territorio di varie tipologie di azienda, cooperative e vignaioli, è un fattore positivo, che si traduce in una gamma di scelta di vini assai varia per appassionati e consumatori Ritengo sia uno degli elementi del nostro successo.

Manni Nössing: È una caratteristica fondamentale. A parte l’Abbazia di Novacella e la Cantina della Valle Isarco, gli altri produttori coltivano una media di 4,5 ettari. Un vero mosaico di piccole tenute. Il fatto d’essere tutti giovani e d’aver cominciato negli stessi anni, ci ha aiutato molto a sviluppare un continuo confronto e scambio, che porta a un miglioramento del livello dei vini. 

Il progetto EisacktalWein s’inserisce quindi in questa visione?

Hannes Baumgartner: È proprio così. Pur nelle differenze e particolarità che ci contraddistinguono, abbiamo voluto unire le forze per perseguire un obiettivo comune.

Manni Nössing: L’idea di fare sistema è  vincente. Dobbiamo portare avanti insieme la valorizzazione del territorio e dei nostri vini, consapevoli che solo uniti riusciremo a far conoscere la Valle Isarco.

Leggi l'articolo originale su Wine Times

Photo credit: http://www.valleisarco.info 

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Vino, Italia sempre prima per l’export in Usa ma cala il vantaggio sui competitori

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Nicola Dante Basile, Il Sole 24 Ore

L’export di vino italiano verso gli Stati Uniti tiene, ma la competizione si fa sempre più dura. E questo, mentre sul fronte delle bollicine prosegue l’ottima performance del Prosecco che spinge l’export degli spumanti a quota 321mila ettolitri (+13,9%) per 164 milioni di dollari (+9,6%).

Nel primo semestre 2017, le spedizioni di vino fermo made in Italy hanno totalizzato 1,29 milioni di ettolitri per 673,7 milioni di dollari, in crescita rispetto allo stesso periodo 2016 dello 0,7% in quantità e dell’1,1% in valore. Ciò ha permesso di confermare la leadership di principale paese fornitore in Usa. Seguita dall’Australia che ha riguadagnato la seconda posizione, davanti a Cile e Francia.

Alla luce di ciò, il peso dell’Italia sul totale dell’import vinicolo statunitense resta solido, con un abbondante 26,1% in quantità e il 31,7 in valore. Tuttavia, come riporta una nota dell’Italian wine & food institute, queste percentuali accusano una piallatura significativa rispetto alla gestione gennaio–giugno 2016, con gli indicatori più elevati a 28,8% in quantità e 33,5 in valore.

Nel dettaglio, le importazioni Usa nel primo semestre 2017 hanno totalizzato 4,9 milioni di ettolitri (+10,9%), per un importo superiore a 2,12 miliardi di dollari (+6,1). Una crescita che ha avvantaggiato gli altri paesi esportatori. In primis l’Australia che ha visto crescere fortemente le proprie forniture (982mila ettolitri, in aumento del 45,5%), grazie a una politica commerciale che ha incentivato le vendite dello sfuso, a prezzi ovviamente più contenuti. Tant’é che il valore dell’esportato in Usa non è andato oltre 182 milioni di dollari, in aumento del 3,9 per cento.

L’impennata australiana ha penalizzato più direttamente il Cile, sceso in terza posizione, a fronte di un sensibile rallentamento del proprio export superiore al 13% in quantità (795mila ettolitri), ma confermando sostanzialmente i valori (133 milioni di dollari).

È tornata a svegliarsi invece la Francia, le cui forniture vinicole in Usa sono ammontate a 648mila ettolitri per 552 milioni di dollari: ambedue le voci in recupero del 19 per cento sul primo semetre 2016. Stesso trend per la Nuova Zelanda, anche se con cifre decisamente contenute.

Fonte: Il Sole 24 ore

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Nuovo palinsesto Wine Tv 3 agosto

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Cari Winetvlovers,

tante novità da presentarvi in questo caldo mese di agosto.

La Harley di Maurizio Zanolla ci porterà in una città mozzafiato, famosa nel mondo per i canali solcati dalle gondole, per la ricchezza delle opere d’arte, per le maschere del carnevale. Easy Winer è arrivato a Venezia.

Siete preparati sulla Francia e le sue denominazioni? Mettevi alla prova seguendo la sfida su 5 importanti vini francesi nella piazza di Gaiole in Chianti organizzata dall’azienda agricola Capannelle.

Per le degustazioni di “Wine Tv racconta” troveremo due eccezionali etichette, vincitrici del premio Wine Tv all’Only Wine Festival, spiegate da Simona Bizzarri mentre, con Cristiano Cini, proseguiamo il viaggio alla scoperta dei prodotti dell’azienda agricola La Cura.

Abbiamo seguito per voi il Cigar & Tobacco Festival, il salone nazionale del fumo lento a San Giustino e il Wine Show Orvieto, evento degustazione nella splendida cornice della città del Duomo e del pozzo di San Patrizio.

Infine il dottor Radicchi ci spiegherà come conservare i vini in maniera ottimale.

Tutti i video di Wine Tv potrete trovarli sul nostro portale www.wine-tv.it e su Youtube

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Buona visione e buon vino a tutti!

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Rimini 4Wheels, i truck con la "tendina" al Parco Fellini

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Dal 4 al 6 agosto nel centralissimo Parco Fellini arrivano i foodtruck di Streetfood


L’Associazione Nazionale Streetfood animerà il salotto di Rimini dopo tre anni in Piazza J.F.Kennedy, in  collaborazione con l’Associazione Commercianti Rimini Marina Centro per la prima volta con i foodtruck del format 4Wheels. Attese migliaia di persone in tre giorni di festa


Quarta volta a Rimini con grandi novità per il grande evento del cibo di strada firmato Streetfood che si svolgerà nella Marina di Rimini dal 4 al 6 agosto in una splendida cornice, quella del Parco Fellini che per l’occasione sarà popolato da decine di Food Truck in occasione della prima edizione di 4Wheels, l’evento promosso dall’Associazione nazionale Streetfood, quella con la tendina, che si inserisce nel programma di attività promosse per l’estate dalla Associazione Commercianti Rimini Marina Centro, associazione con la quale prosegue la fortunata collaborazione dell’associazione Streetfood. «Grandi novità quest’anno per gli streetfoodies di Rimini – spiega Massimiliano Ricciarini, presidente di Streetfood – a partire dal Parco Fellini, cuore pulsante della Marina che quest’anno ospiterà la carovana dei truck selezionati dalla nostra associazione tra i migliori del mondo, con cibi di strada di vario genere che attireranno migliaia di visitatori in tre giorni, a conferma che la collaborazione con i Commercianti Rimini Marina Centro è vincente».


I food truck presenti e il programma. Saranno circa 20 food truck presenti per un centinaio di cibi di strada diversi. Dalle bombette di alberobello, passando per i cibi di strada siciliani, come pane e panelle, pane ca’ meusa, arancine e cannoli, birra artigianale, gli hamburger di chianina igp, il souvlaki e il gyros pita. Inoltre dal mondo i food truck della paella le arepas dal Venezuela. Di spalle alla nota Fontana dei Quattro Cavalli, guardando il mare, il palco ospiterà  venerdì 4 agosto la Sciò Band con musicisti del jazz club Arezzo che ripropongono le pietre miliari del repertorio jazz e del cantautore napoletano Pino Daniele.

Sabato 5 agosto sarà dedicato al dj set del fiorentino Lorenzo Cassigoli. la chiusura dell’evento domenica 6 agosto sarà affidata alla potenza del Soul, Funky e R&B con gli 8 elementi sempre aretini della band Umagroso.


Il progetto “4Wheels”. I food truck con la tendina sono la grande novità dell’associazione che promuove il cibo di strada di qualità. novità ma anche forma primordiale in quanto, già nel primo evento nel 2010 a Marciano della Chiana (Ar) erano presenti 4 food truck. Sotto il marchio “4Wheels” sono stati selezionati alcuni dei cibi più famosi in Italia e nel mondo cucinati direttamente sui furgoni. Si tratta di un modo di interpretare in chiave moderna il cibo di strada, pur non perdendone i valori essenziali che sono poi quelli raccolti dal decalogo del cibo di strada che l’associazione porta avanti e con il quale seleziona i propri partner. 


L’Associazione Streetfood. Nata proprio ad Arezzo nel 2004, è stato il primo progetto in Italia a promuovere il cibo come cultura e il cibo di strada come format vincente in quanto “riassume in un cartoccio” storia e tradizioni di ogni regione d’Italia da gustare con le mani. Nel 2016 sono stati oltre 30 gli eventi in tutta Italia raggiungendo oltre due milioni di persone che hanno consumato cibi di strada in quantità record. Nel 2017 ne sono previsti altrettanti. Un successo non solo per gli organizzatori degli eventi, ma da condividere con gli operatori economici del settore e le realtà territoriali che hanno creduto in questo progetto. Anche decine di eventi collaterali, momenti di confronto e convegni, un concorso dedicato alla stampa nazionale e decine di concerti che hanno fatto da sfondo alle varie tappe.


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Dalla ristorazione alla viticoltura: il territorio casertano celebra le sue eccellenze con il "Casavecchia Wine Festival"

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Casavecchia Wine Festival 

Pontelatone (Caserta), 22-23 Luglio 2017 


PONTELATONE (CASERTA) – Le eccellenze casertane protagoniste del Casavecchia Wine Festival: l’evento, giunto alla sua terza edizione e promosso dalla Condotta Slow Food Volturno con il patrocinio del Comune di Pontelatone e dell’Associazione Nazionale Città del Vino, è in programma sabato 22 e domenica 23 luglio a Pontelatone (Caserta). Due giorni in cui le peculiarità territoriali – dalle espressioni del vitigno autoctono, il Casavecchia di Pontelatone Dop, fino alla gastronomia di qualità con le produzioni tipiche dell’area – saranno declinate in vari momenti ed in diversi contesti: degustazioni, Area Food, Spazio Cultura, convegni, Biodiversità, Laboratori del gusto e gemellaggi, in grado di rappresentare la forte identità del territorio casertano.

Si comincia sabato alle ore 18.30, presso la Cappella dell’Annunziata, con il convegno di apertura sul tema “Promozione e sviluppo enoturistico: strategie e attività sinergiche di sviluppo territoriale”, al quale interverranno Adriana Esperti, Sindaco di Pontelatone, Raffaele Ferraioli, Sindaco di Furore (Salerno) e coordinatore regionale delle Città del Vino della Campania, Peppe Iannicelli, giornalista ed inviato di VG21 e Canale 21, Peppe Chillemi, presidente Strade del Vino Casavecchia di Pontelatone, Raffaele Zito, portavoce presso Agenda 21 per Carditello e i Regi Lagni, Nicola Sorbo, presidente associazione Città-Paesaggio e Raffaele Cutillo, architetto e protagonista di una delle mostre in programma durante l’evento. A moderare l’incontro sarà il giornalista e scrittore Antonio Fiore.

Alle ore 20 apertura del percorso di degustazione del Casavecchia di Pontelatone nelle sue diverse espressioni aziendali: saranno presenti le cantine Agricola Antropoli, Alois, Cantina di Lisandro, Il Verro, Le Fontanelle, Sclavia, Terre del Principe, Vestini Campagnano, Vigne Chigi, Viticoltori del Casavecchia. L’Area Food vedrà la presenza di tre importanti rappresentanti della gastronomia casertana, ristoratori selezionati che serviranno piatti preparati al momento con farine da grani antichi, materia prima esclusivamente da agricoltura biologica, carni selezionate da produttori che lavorano su filiera corta, seguendo rigorosamente la filosofia del "buono, pulito e giusto" che rappresenta il principio fondamentale dell’attività di Slow Food. L’Agriturismo Le Fontanelle presenterà in menu gnocchi con ragù di maiale nero di razza casertana, paccheri (del pastificio Punto e Pasta) al Casavecchia con genovese (cipolla di Alife, presidio Slow Food, dell’azienda agricola Filippelli) di bufalo, arrosticini di maiale nero di razza casertana; il Cast Luxury Event & La Baronia presenteranno un menu con trucioli di fresellina bianca con corbarino Dop, cubotto di bufala e julienne di peperoncino di fiume, millefoglie di mozzarella di bufala Dop (La Baronia) e pomodoro cuore di bue, pizza liquida con coulis di pomodorino del Piennolo, stracciata di bufala, olio EVO di varietà caiazzana e sentori di basilico. Il Ristorante Plinius proporrà al pubblico paccheri (del pastificio Punto e Pasta) del montanaro con pomodoro, basilico, salamella piccante e scaglie di ricotta secca di pecora e stufato di bufala al Casavecchia. Il pane che i visitatori troveranno è del Panificio Fratelli Caputo.

Alle ore 20 presso Piazza Cutillo si terrà il primo Laboratorio del Gusto, incentrato sulla mozzarella, con il Master of Food Armando Palumbo. Alle ore 21, presso Casa Slow Food in Piazza Cutillo, il primo dei due laboratori in programma sul Casavecchia di Pontelatone, per approfondire le caratteristiche della denominazione e le peculiarità della produzione di ciascuna azienda presente: il primo laboratorio sarà guidato da Paolo De Cristofaro, giornalista e assaggiatore (prenotazioni all’indirizzo segreteria@miriadeweb.it). Alle ore 21.30 spazio alla musica in Piazza Cutillo con Giusy Vigliotti Quartet.

Domenica 23 luglio si comincerà alle ore 18.30 presso la Cappella dell’Annunziata con un convegno sul tema “Biodiversità e sostenibilità come volano di crescita dei comuni rurali”. Dopo il saluto degli organizzatori Peppe Santagata e Francesco Scaramuzzo, interverranno Antonio Carusone, Vice Sindaco di Pontelatone, Vincenzo Coppola, fiduciario Slow Food Volturno, Vito Trotta, responsabile regionale del Progetto Presidi e membro della Commissione nazionale biodiversità, Enzo Piccirillo, Slow Food Caserta, Diana Cataldo, esperta di marketing territoriale, Michele Scognamiglio, Scuola di specializzazione in patologia clinica e biochimica clinica dell’Università “Luigi Vanvitelli”, Mario Basco dell’azienda I Cacciagalli. Modera il giornalista Luciano Pignataro.

Alle ore 20 l’apertura del percorso di degustazione e dell’Area Food e, in piazza Cutillo, il secondo Laboratorio del gusto su olio e grani antichi con il fiduciario Slow Food Vincenzo Coppola. Alle ore 21, in Casa Slow Food in Piazza Cutillo, secondo laboratorio di degustazione e approfondimento sul Casavecchia di Pontelatone, guidato da Giuliana Biscardi, degustatore ufficiale AIS, Associazione Italiana Sommelier (prenotazioni all’indirizzo segreteria@miriadeweb.it). Alle ore 21.30 in Piazza Cutillo musica con Simona De Rosa Quartet.

In entrambe le giornate sarà possibile visitare l’installazione di arte multimediale a Palazzo Galpiati realizzata dal maestro Giovanni Izzo e dall'architetto Raffaele Cutillo dal titolo “Città cruda”, la mostra “Ex vite vita. Casavecchia stories” a cura di Enzo Battarra, e le opere di Peppe Ferraro, Battista Marello e Giovanni Tariello. Una intera area, a ridosso del centro storico, sarà destinata in entrambi i giorni ai produttori di Presìdi e alle Comunità di Terra Madre.

Casavecchia Wine Festival sarà un grande palcoscenico culturale a cielo aperto per una delle denominazioni d’eccellenza della Campania, il Casavecchia di Pontelatone Dop, la cui zona di produzione ingloba 8 comuni, dislocati tra la piana di Pontelatone e la fascia collinare che si affaccia verso il Matese e il Sannio, tra Castel Campagnano e Ruviano - con l’obiettivo di creare un’occasione di incontro tra operatori del settore vitivinicolo, agroalimentare e turistico sviluppando sinergie di promozione e commercializzazione, contribuendo alla realizzazione di un sistema di offerta turistico-enogastronomica basato sulle risorse autoctone. Per informazioni è possibile collegarsi alla pagina Facebook CasavecchiaWineFestival oppure contattare i numeri 338.7543231 - 349.7253207).


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Aperitivo Sotto le Stelle a Bardolino: svelato il cartellone musicale della serata

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Martedì 8 agosto sul palco i dj dell’Hollywood Dance Club e la Al-B. Band mentre sul lungolago Forteza e Buskers


Si amplia l’offerta di spettacoli musicali e di intrattenimento all’Aperitivo Sotto le Stelle di martedì 8 agosto a Bardolino. Saranno i deejay dell’Hollywood dance Club e la Al-B. Band di Alberto Salaorni, infatti, i mattatori del palco situato al centro di Parco Carrara Bottagisio, mentre il lungolago Cornicello sarà animato dal gruppo di danze caraibiche “Forteza” e da un nutrito numero di buskers che si esibiranno in numeri di giocoleria e trampoleria. La serata offrirà, quindi, un cartellone di appuntamenti assai vario, in modo da coinvolgere al meglio i possessori del biglietto che potranno accedere all’area riservata: «L’Aperitivo Sotto le Stelle non è una semplice serata enogastronomica dove poter degustare il meglio delle produzioni locali e tipiche della nostra provincia – ha commentato Giorgio Sala, presidente di De Gustibus, l’associazione dei ristoratori di Bardolino – ma anche un momento di festa che deve essere accompagnato da spettacoli e intrattenimenti di prim’ordine modulati all’interno della serata per essere sempre al passo con l’esigenza del visitatore». Sarà, dunque, un crescendo musicale e spettacolare, che culminerà alle 23.30 con lo spettacolo pirotecnico sull’acqua a conclusione della serata. Dopo i djset dell’Hollywood, che creeranno in tutta l’area un’atmosfera lounge e di grande eleganza in stile milanese, toccherà ad Alberto Salaorni animare la serata sul palco, presentando uno show dinamico e brillante. Attualmente in heavy rotation sulle radio con il suo ultimo lavoro “Maledettamente Amato”, la Al-B. Band miscelerà canzoni di tutti i tempi con i loro inediti, il tutto condito da una generosa dose di ironia e ritmo. Garantiti anche alcuni ospiti a sorpresa che si alterneranno nella formazione. Sul lungolago, invece,  partiranno i Forteza, un gruppo itinerante di percussioni e balli brasiliani, che porteranno colore ed energia anche lungo le strade del centro storico. Ad accogliere gli ospiti, invece, numerosi buskers si esibiranno nella prima parte della serata, tra arte circense e originalità. Martedì 8 luglio,quindi, appuntamento a Bardolino con Aperitivo Sotto le Stelle, organizzato dall’Associazione De Gustibus in collaborazione con la Fondazione Bardolino Top e il Comune di Bardolino. Prevendite e informazioni: www.degustibus.orgwww.bardolinotop.it.


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Nuovo palinsesto Wine Tv 13 luglio

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Cari Winetvlovers,

pronto per voi il nuovo palinsesto di Wine Tv.

Si conclude la sfida del miglior sommelier d’Italia. Una gara avvincente ed emozionante durante la quale abbiamo conosciuto professionisti seri e preparati, abbiamo imparato ad apprezzare i loro punti di forza e di debolezza, ci siamo affezionati ai gesti scaramantici, ai sorrisi, agli sguardi preoccupati, alla capacità di farsi forza a vicenda. E’ giunto il momento di incoronare il vincitore.

Si parla ancora di Only Wine Festival ma da un punto di vista differente, quello dei blogger. Appassionati e entusiasti, condurranno Simona a scoprire aspetti inediti della manifestazione.

Dopo un suggestivo giro in Harley per il territorio di Montespertoli, Maurizio Zanolla racconta la Mostra del Chianti, giunta quest’anno alla sua 60esima edizione.

Proseguiamo con la degustazione, a cura di Cristiano Cini, di uno dei vini più rappresentativi della Maremma: il Monteregio di Massa Marittima dell’azienda vitivinicola La Cura. Grande qualità, tipicità e un’attenzione in più con le etichette in braille per i non vedenti.

Infine la rubrica che sta coinvolgendo ogni esperto di vino o semplice curioso: le pillole del dottor Radicchi. In questa puntata saranno protagonisti i tannini.

Tutti i video di Wine Tv potrete trovarli sul nostro portale www.wine-tv.it e su Youtube.  

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Buona visione e buon vino a tutti!

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Streetfood Village: a Foligno il "primo d'Italia" è servito

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Dal 7 al 9 luglio il cibo di strada con la tendina torna nella città della quintana

Continua la vincente collaborazione tra Confcommercio Foligno e l’Associazione nazionale Streetfood che per quest’anno si allarga e occupa tre piazze. Cibi di strada da tutto il mondo con operatori veri e certificati. Musica live e DjSet tutte le sere


Tutto pronto per lo Streetfood Village Foligno che per il terzo anno animerà dal 7 al 9 luglio il centro storico della città della Quintana con i migliori cibi di strada da tutta Italia e dal mondo e musica dal vivo. Piazza Matteotti, Piazza della Repubblica e Largo Carducci: saranno questi i tre punti nevralgici del cuore della città umbra che ospiteranno oltre 50 piatti tipici di strada oltre a due palchi, uno in Piazza Matteotti e l’altro in Piazza della Repubblica, dai quali ogni giorno si svilupperanno concerti e musica dal vivo. «Un’altra grande collaborazione con la locale Confcommercio che quest’anno ha creduto ancora di più nella nostra associazione – spiega il presidente dell’Associazione Streetfood, Massimiliano Ricciarini – e che per questo ci ha dato la possibilità di animare ben tre punti fondamentali di questa città che è molto viva e ricettiva e che anche nelle passate edizioni si è rivelata rispondere in maniera positiva ai nostri eventi». 


I cibi di strada presenti e il programma. Saranno presenti tra i cibi di strada molte conferme dell’edizione 2016 come le bombette di Alberobello, lampredotto, paella, poi ancora il miglior pesce fritto. Hamburger di Chianina IGP, panini con Cinta senese cotta a bassa temperatura, cibo di strada venezuelano, il fritto napoletano, ma anche carne cotta al BBQ. Tra gli stranieri anche le specialità greche e messicane. Tutto annaffiato da ottima birra artigianale selezionata da Streetfood. Come detto oltre ai banchi sistemati nei tre punti, nei tre giorni di evento sarà musica live ad allietare l’atmosfera dei partecipanti.


L’Associazione Streetfood. Nata ad Arezzo nel 2004, è stato il primo progetto in Italia a promuovere il cibo come cultura e il cibo di strada come format vincente in quanto “riassume in un cartoccio” storia e tradizioni di ogni regione d’Italia da gustare con le mani. Nel 2015 sono stati 28 gli eventi in tutta Italia toccando quasi due milioni di persone che hanno consumato cibi di strada in quantità record. 


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Vini e Vinili, musica e degustazioni con Maurizio Pratelli e Andrea Scanzi

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Nell’ambito dell’Arezzo Passioni Festival si terrà l'incontro degustazione “Vini e vinili” con il critico musicale Maurizio Pratelli. Collaboratore delle più importanti riviste rock, Pratelli è autore del blog Torno ai Vinili: è un grande appassionato di vini e ha scritto il libro Vini e vinili. L'evento, in programma dalle 19,30 alle 20,30, vedrà la presentazione del libro alla presenza dell'autore e di Andrea Scanzi, autore tra gli altri di due libri particolarmente fortunati dedicati al mondo del vino, Elogio dell’invecchiamento (2007) e Il vino degli altri (2010).

Ci saranno in degustare tre vini. A questi, verranno abbinate altrettante canzoni. Un viaggio attraverso gli abbinamenti vino-musica, con una degustazione di prodotti tipici. 

Per iscriversi (pochi posti dei 30 disponibili sono rimasti liberi, 15 euro la quota di partecipazione) basta inviare una mail a passionifestival@gmail.com. 

I tre vini: 

Lubigo sur lie Croci (bianco rifermentato in bottiglia), 

Vigne della Bra Filippi (bianco fermo), 

Ageno La Stoppa (orange wine)


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Calici di Stelle: in Toscana eno-picnic al chiaro di luna

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Stellario alla mano, dal 10 al 15 agosto porte aperte nelle cantine del Movimento Turismo del Vino 

“Goditi le stelle, al vino ci pensiamo noi”. MTV Toscana con le sue cantine lancia il messaggio per vivere le notti delle stelle d’estate incontrando i grandi vini delle cantine associate in un evento unico. Violante Gardini (presidente MTV Toscana): «Il nostro obiettivo è quello di far vivere un momento unico dell’estate, quello delle stelle cadenti, riappropriandoci della natura attraverso il calice di vino»


Mai fatto un eno pic-nic al chiaro di luna in mezzo a un vigneto con vini di grande qualità? L’occasione è presto fatta: in occasione della prossima edizione di Calici di Stelle infatti il Movimento Turismo del Vino Toscana offrirà a tutti gli enoturisti e agli appassionati la possibilità di vivere un’esperienza unica dal tramonto in poi, degustando prodotti della tradizione, accompagnati dai vini toscani e magari con musica o altre forme di intrattenimento, il tutto all’aperto sotto i cieli stellati di cantine e vigneti. “Goditi le stelle, al vino ci pensiamo noi” è il claim che il Movimento Turismo del Vino Toscana ha pensato per questa nuova edizione dell’evento dell’estate che nelle cantine del Movimento prenderà il via dalla notte di San Lorenzo, il 10 agosto, fino al 15 agosto con un ricco programma che si dipanerà nelle decine di cantine aderenti all’iniziativa sparse per tutta la regione. «Stelle viste dal vigneto per questa edizione perché vogliamo aprire oltre che le porte delle cantine, anche i cancelli delle nostre bellissime campagne, le cantine infatti in questa occasione apriranno le loro proprietà invitando i visitatori a riappropriarsi della natura dal cielo al bicchiere – spiega il presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana, Violante Gardini – da qui il tema di questa edizione che nasce dal concetto di convivialità che da sempre si respira nei vigneti, tradizionalmente con le veglie e le cene al sacco, ma l’obiettivo è anche quello di far osservare le stelle abbinando varie esperienze, dalla musica agli spettacoli, che le cantine offriranno per questa edizione di Calici di Stelle».

Stelle, gastronomia e natura. Dal 10 al 15 agosto tornano le grandi feste nelle piazze e nelle cantine con eventi fatti ad hoc per emozionare i wine lovers nel periodo della caduta delle stelle, nel cuore dell’estate. Proprio le stelle potranno essere viste con consapevolezza grazie allo stellario che il Movimento Turismo del Vino Toscana distribuirà a tutti i partecipanti: una mappa celeste del cielo di agosto, insieme al kit per “godersi l’attimo” ed essere pronti ad esprimere i più grandi desideri, brindando con i migliori vini e godendo della natura vitivinicola della regione. Ogni cantina aderente all’iniziativa inoltre offrirà dal tramonto in poi la possibilità di guardare le stelle direttamente dai propri vigneti. 

I programmi. Dai vigneti sul mare della Maremma e della costa degli Etruschi, passando per la Val d’Orcia e le grandi denominazioni toscane, Chianti Classico, Brunello di Montalcino e Nobile di Montepulciano. Le tante aziende che prenderanno parte all’iniziativa (su www.mtvtoscana.com  grazie al nuovo sistema di georeferenziazione delle cantine sarà possibile organizzare al meglio la propria serata sotto le stelle) organizzeranno, nel periodo dal 10 al 15 agosto, numerose iniziative, dalla musica all’arte, passando per lo spettacolo, con degustazioni sotto i cieli stellati.

Calici di Stelle. E’ l’evento nato nel 1996 per promuovere il vino italiano durante il periodo estivo. Il 10 agosto di ogni anno, la notte di San Lorenzo, nelle piazze e nelle cantine italiane gli enoappassionati sono protagonisti del brindisi più atteso dell'estate.
Movimento Turismo del Vino e Città del Vino, l'associazione dei comuni vitivinicoli d'Italia, si uniscono per dare vita ad un evento che si sviluppa con una miriade di appuntamenti, dalla Val d'Aosta alla Sicilia. Vino e offerta culturale, insieme alla magia dei territori sotto le stelle, sono l'abbinamento vincente della manifestazione, in una formula che unisce la filosofia del buon bere a eventi, spettacoli, design e arte. 

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Wood&Wine: nei calici estivi note live e degustazioni speciali

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Castello di Meleto: 22 giugno, 20 luglio, 24 agosto, 21 settembre – dalle 18.00 alle 23.00

Serate estive all’insegna del gioco tra note degustative e musicali, all’ombra delle mura di un antico castello. 

È questa la proposta di Castello di Meleto per tutta la bella stagione che, con l’evento Wood&Wine, proporrà quattro eventi speciali durante i quali la musica accompagnerà la degustazione dei vini Castello di Meleto. 

In particolare, si potranno scoprire le caratteristiche che i legni delle botti e delle barrique conferiscono ai vini e come questi evolvano nel tempo anche in base al contenitore che li custodisce. 

Il primo appuntamento si terrà giovedì 22 giugno, dalle 18.00 alle 23.00, con l’accompagnamento musicale di un terzetto Jazz, il “Woods Trio”, progetto diretto dal clarinettista Klaus Lessmann e dedicato a “the new bird”, il  sassofonista statunitense Phill Woods. Lessmann, insieme alla chitarra di Andrea Cerretani ed al contrabbasso di Stefano Taddeo, ripercorrerà alcuni pezzi dello stesso Woods e brani della storia più significativa del jazz anni ’50.

Oltre ad allietare il pubblico con la musica, il “Woods Trio” proporrà al pubblico anche  alcune dimostrazioni di come le diverse essenze del legno agiscano direttamente sul suono degli strumenti, in un ideale abbinamento tra note musicali e vino.

Così come il suono di un violino cambia in base al tipo di legno con il quale è costruito, infatti, così le essenze e le tostature influiscono anche sul gusto del vino.

A cornice della serata, dalle 18:30 alle 21:30, nella terrazza dell'enoteca sarà aperto un buffet dove si potranno degustare i cibi tipici toscani in abbinamento ai nuovi vini di Castello di Meleto.

Wood&Wine proseguirà per tutta l’estate con appuntamenti mensili, che si svolgeranno nelle seguenti date: 20 luglio, 24 agosto, 21 settembre

La prenotazione è consigliata, i posti sono limitati.

Per informazioni sui costi e prenotazioni: 0577.749.129 - eventi@castellomeleto.it 


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Il Castello di Meleto: possiede un’estensione di circa 1000 ettari di cui circa 160 a vigneto e sono situati in diverse condizioni di suolo, pendenza, esposizione e microclima nel Comune di Gaiole in Chianti.

Negli ultimi anni, l’azienda ha avviato un lungo lavoro di selezione, individuando le vigne dove il Sangiovese si esprime meglio e destinate, quest’ultime, a diventare una vera e propria collezione di produzioni che esprimono il carattere di ogni specifico vigneto e del territorio.

Il Castello di Meleto è unico nel suo genere nel territorio del Chianti: una vera e propria fattoria medievale protetta dal castello del XI secolo, oggi diventata una splendida struttura ricettiva di charme.


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Nuovo palinsesto Wine Tv

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Cari Winetvlovers,

inizia oggi il nuovo palinsesto di Wine Tv, il canale interamente dedicato al mondo del vino.

Tanti i nuovi video da presentarvi. Iniziamo con le interviste di Chiara Giannotti con i giovani imprenditori vinicoli italiani del gruppo di Agivi. Curiosità, commenti e interessanti iniziative.

Proseguiamo con la prima edizione del premio Wine Tv organizzato in collaborazione con l’Only Wine Festival. Dieci ambiti riconoscimenti per dieci differenti categorie. Vi mostreremo la degustazione, lo studio e la decisione finale.

Per la rubrica sorso lungo, Mattia Cialini intervista Manuele Verdelli, direttore commerciale dell’azienda Capannelle. Anche quest’anno, in occasione del raduno del caveau, la cantina organizza un appassionante wine contest nella piazza di Gaiole in Chianti, dedicato ai vini della Francia.

Prosegue il viaggio alla scoperta dei vini di Benedetti & Grigi; questa volta il campione del mondo Luca Martini ci parlerà del Montefalco rosso.

Per Ais Toscana, spazio al delegato Andrea Balzani che racconterà la Versilia e i suoi protagonisti.  

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Vino Naturale e biodinamica: da Sequerciani si cerca un comune denominatore

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Legeron, Pozzoli,  Gentili,  Lageder e Maule: un incontro per trovare definizioni, trasparenza e riconoscibilità, per tutelare il consumatore e soddisfare una nicchia di mercato in forte espansione


Vino naturale, vino biologico, vino biodinamico: così il consumatore, sempre più interessato al tema, tende a perdersi e come spesso accade si rischia di combattere le stesse battaglie ma con uniformi diverse. Da questa riflessione è nata la volontà, quasi un anno fa ormai, di un tavolo di lavoro fra i soggetti attivi su questo fronte: un incontro informale per discutere del futuro dei vini naturali, se così vogliamo chiamarli, mossi dalla necessità primaria di dare un ordine alle spinte di sottrazione – non più dell’addizione, come accadeva abitualmente nell’enologia del passato – e creare definizioni, parametri, obiettivi comuni. 


L’imput per tutto questo è partito da Ruedi Gerber, patron di Sequerciani, produttore e regista svizzero che negli anni ’90 si avvicina a questo podere della Maremma Toscana, compra “una casa con della terra” e poi, come racconta lui stesso, la trasforma in “una terra con una casa”, continuando ad investire sulla produzione vitivinicola e ispirandosi fin da subito al concetto di vino naturale. 


“Ho iniziato a fare vino naturale per una necessità privata, quella di creare un vino che mi facesse star bene. Non c’è ideologia: contano i fatti, la terra, l’uva, il sole. – racconta Gerber nel suo saluto iniziale – Ho iniziato a pensare alla vite come a qualcosa di vivo, che si esprime. Nel vino tradizionale sono ammesse per legge 608 sostanze addizionali, io volevo creare qualcosa che fosse l’experience diretta di questa terra. Ma che, allo stesso tempo, fosse partecipazione, emozione, come succede nel cinema o in altre arti”. 


E proprio di condivisione si parla, nell’ottica di sconfiggere la confusione. 

“C’è bisogno di controllo, ma prima di tutto di politiche di sviluppo. – così Alois Lageder, presidente di Demeter Italia. – Il nuovo consiglio si è riunito e ha pensato a un nuovo iter che sia alla base del controllo e della certificazione, approvato definitivamente solo da poche settimane. La prima fase sarà quella dell’assistenza, con un tutor che affiancherà le richiedenti la certificazione e formulerà una proposta di formazione: così Demeter e l’Associazione saranno più vicine al contadino, ricercando più spontaneità e meno burocrazia. Il tutor sarà probabilmente un altro produttore e così la condivisione e la formazione diventeranno degli asset fondamentali”.  Continua Lageder: “c’è voglia di aprirsi, cercando un comun denominatore con chi ha il nostro stesso obiettivo, ovvero migliorare la terra e il lavoro del contadino”. 


Un punto di vista più internazionale è portato in dote da Isabelle Legeron, prima donna Master of Wine di Francia, ideatrice di Raw Wine. Raw Wine è una fiera – oggi sono più di una, in Europa ma anche negli States – nata con l’intento di dare voce alle piccole cantine artigianali, naturali, biologiche, biodinamiche e che ricorrono ad un nullo o basso intervento nei processi di vinificazione. 

“Raw Wine nasce nel 2012 con la prima edizione a Londra. Voleva essere il primo evento capace di far dialogare i piccoli produttori naturali con importatori e distributori. Poi è stata la volta di Vienna, Berlino, New York, Los Angeles”, spiega la Legeron.  “Per partecipare l’azienda deve raggiungere un livello di qualità, avere produzioni biologiche e biodinamiche, fermentazioni spontanee, nessuna filtrazione sterile, un massimo di solforosa a 70, chiediamo le analisi di ogni vino presentato perché la trasparenza è un concetto chiave”. La trasparenza, insieme alla codifica univoca e alla riconoscibilità, è uno dei temi caldi di questo incontro. “Il consumatore deve poter scegliere cosa beve – continua la Legeron – ma nelle etichette non c’è scritto cosa c’è nel vino, come avviene invece per tutti gli altri prodotti alimentari”. “Andando avanti è fondamentale che si faccia chiarezza di termini, già adesso la parola naturale è abusata. Serve una certificazione, i consumatori hanno bisogno di sicurezze e categorie: come procedere tutti insieme? E come farlo prima che i grandi gruppi decidano di cavalcare quest’onda e intercettare questa nicchia di mercato in forte espansione?” 


Interviene Angelo Gentili, della Segreteria Nazionale di Legambiente. “Non è un caso se ci troviamo in Maremma oggi: una terra con una bassa antropizzazione, un bell’esempio di biodiversità, dove le tematiche dell’ambiente e della salute del consumatore si sposano con un nuovo approccio alla viticoltura”.  “Questo di cui stiamo parlando oggi – continua Gentili – non è solo un problema agronomico ma anche di conservazione del paesaggio e culturale. È necessario fare rete così da poter incidere anche sulle politiche comuni, come per i temi della trasparenza e delle etichette. Il nostro è un ambientalismo scientifico, abbiamo un passato da valorizzare ma anche e soprattutto un futuro che è tecnica e conoscenza. Guardiamo con grande attenzione al fenomeno dei vini naturali, però questo deve unirci e non dividerci. E in questo contesto l’approccio e la bellezza di Sequerciani possono essere un esempio virtuoso per l’agricoltura Maremmana. Ci vuole un protocollo che stabilisca cosa, come e in che misura, con annesso un processo di verifica. Solo così può diventare un movimento innovativo e non autoreferenziale. Anche perché i prodotti stanno migliorando notevolmente e il loro mercato è in crescita”. 


Proprio di mercati ci parla Paola Pozzoli, in rappresentanza di Eataly.  “Ogni giorno tocchiamo con mano quale sia l’interesse crescente dei consumatori verso questa tipologia di prodotti. Noi la chiamiamo area green, perché come tutti avvertiamo questo problema di etichetta. – continua – Abbiamo lanciato il progetto Vivaio Eataly dedicato proprio a cantine piccole e giovani, molte di queste sono biologiche, biodinamiche, artigianali. Le nostre vendite green dal 2015 al 2016 sono salite del 40% di fatturato, un dato economico che non dobbiamo trascurare. Ecco perché questa dovrebbe essere una priorità anche per le istituzioni, mentre gli enti certificatori continuano ad essere solo enti privati”. E il consumatore? “Chi cerca queste categorie di vini è più informato della media, cerca qualcosa che renda riconoscibile una bottiglia, va oltre lo storytelling, vuole informazioni in maniera puntuale, precisa e rapida. Per non parlare dell’estero: in alcuni Paesi la certificazione è indispensabile. Adesso, a esempio, molti consumatori stanno molto attenti al contenuto di solfiti: è bastato rendere chiaro con un cartellino lo scaffale dei vini senza solfiti aggiunti per avere un’ottima operazione di marketing”. 


Se si parla di vini naturali, non può mancare Angiolino Maule, presidente di VinNatur. “Negli anni 2000 siamo stati ridicolizzati, oggi invece è arrivato il momento del confronto. Ho fondato VinNatur e oggi l’associazione ha una grande credibilità, sono molti i produttori che chiedono di entrare una volta toccata con mano nostra serietà”.  “Dobbiamo fare qualche riflessione – continua Maule – la prima è che la biodinamica è stata un ottimo punto di partenza ma oggi è un po’ statica. Dobbiamo concentrarci sul concetto della fertilità del suolo. La mancanza di vita nel suolo comporta l’indebolimento delle piante e la fragilità di fronte ai tanti attacchi degli agenti patogeni. La collaborazione con la ricerca, e quindi le università, in questo senso è fondamentale”. “Come VinNatur abbiamo elaborato un disciplinare, cerchiamo di colmare le paure del produttore, visto che la chimica serve proprio a questo. Dopo due anni il disciplinare è stato approvato; adesso stiamo lavorando a un piano dei controlli, cercando la collaborazione degli enti certificatori”. Conclude: “per me il vino naturale è quello che si fa senza impiegare niente che provenga da fuori dalla cantina”. 


Interviene Giampaolo Gravina, giornalista e scrittore che da anni racconta con passione il mondo dei vini artigianali: in veste di moderatore dell’incontro, ha stimolato il dialogo tra i diversi relatori, insistendo su un’esigenza condivisa e per certi aspetti ormai irrinunciabile, cioè “l’esigenza di coltivare un’identità agricola di più ampio respiro, partendo dal punto di forza garantito dal vino”. “Se il dibattito si arena sui parametri della certificazione, dei lieviti e dei solfiti – insiste Gravina – rischia di rimanere l’ennesima occasione mancata. La questione della biodiversità rivendica implicazioni di portata ben più ampia, che coinvolgono la diversificazione in una doppia accezione: tanto nel lavoro di chi produce – perché i viticoltori sono innanzitutto agricoltori – quanto nel piacere di chi consuma. La vitalità dei sapori che il vino artigianale ha rimesso in circolo va infatti stimolando una radicale trasformazione del gusto, da cui emerge con forza l’insofferenza verso i sapori artificiosi e posticci, in nome di quella spontaneità e schiettezza che non possiamo imbrigliare con nuovi protocolli”.  


L’auspicio è che questo possa essere il primo di una serie in incontri per arrivare a un punto comune. “Spero che questo possa essere un primo passo per creare un gruppo di lavoro fra i vari players e associazioni, per arrivare a una condivisione della definizione “vino naturale e per discutere i temi della formazione, della ricerca e della trasparenza”, conclude Lageder. 



Chi è Sequerciani.

Sequerciani è un’azienda a conduzione biodinamica, nei pressi del paese medievale di Tatti, in provincia di Grosseto. Nasce nel 2009 per opera di Ruedi Gerber  dal nucleo di una villa del 1700, che è stata trasformata in uno splendido agriturismo. Ad oggi, sotto la guida di Paolo Menichetti, si estende su 60 ettari totali e si dedica alla produzione di vino, olio e grani e antichi. Gli ettari vitati sono una decina dove vengono allevate solo varietà autoctone quali il Pugnitello, il Foglia Tonda ed il Vermentino, oltre a Sangiovese, Ciliegiolo e Aleatico per una produzione totale che a regime sarà di circa 45mila bottiglie. In vigna le operazioni rispettano l’approccio ed i disciplinari bio e biodinamici, in cantina le fermentazioni sono spontanee e viene assolutamente evitato l’uso di aditivi chimici quali il metabisolfito. Per la macerazione vengono usate, oltre alle botti, le anfore di terracotta per un corretto rapporto di micro ossigenazione e per esaltare il gusto del contatto con la terra. L’obiettivo è di diventare una sorta di “message in the bottle” della qualità del territorio dove questi vini nascono.


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Wine Show, lo spettacolo continua

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In 2000 a Orvieto per la seconda edizione dell'evento enogastronomico. Maurizio Filippi accende la luce sulla bellezza di Palazzo del Gusto. 

Alberto Crispo: "Un tesoro che non può più rimanere nascosto"


 Storie da raccontare, luoghi da visitare, emozioni da vivere. Dentro a un bicchiere. Questo è stato Wine Show che lo scorso weekend ha messo in vetrina a Orvieto 100 espositori provenienti da tutta Italia con 700 etichette in degustazione. Sono state circa 2.000 le presenze nei due giorni dell’evento, un dato che ha sostanzialmente confermato il risultato dello scorso anno seppure non è possibile fare un confronto diretto con la precedente edizione, che aveva una formula diversa, e malgrado la concomitanza di altri eventi in città. Alta soprattutto la partecipazione da parte di appassionati di vino ed enoturisti provenienti da fuori regione e dall’Estero, Usa, Canada, Cina e Nuova Zelanda in particolare, frutto del lavoro di promozione attraverso il sito web dove era possibile acquistare i biglietti e prenotare le degustazioni.  


 “Temevamo – spiega l’organizzatore Alberto Crispo - che il sovrapporsi di numerose iniziative a Orvieto nel weekend del 3 e 4 giugno potesse alla fine penalizzare le singole manifestazioni tuttavia lo spirito con cui abbiamo impostato la comunicazione dell’evento era quello di promuovere non solo noi stessi ma la città nel suo insieme evitando di andare dietro alle inutili e infantili polemiche della vigilia. Peraltro, programmando con largo anticipo la manifestazione sin dallo scorso anno, eravamo stati indotti a cambiare date proprio per non sovrapporci con altre iniziative tradizionalmente inserite nel calendario di aprile/maggio.  Anche per questo era nata la proficua e stimolante collaborazione con Orvieto in fiore. Invece a poche settimane dall’evento altre iniziative sono state spostate finendo per sovrapporsi alla nostra. La sinergia con Orvieto in fiore ha comunque funzionato e ilWine tour, il percorso itinerante di degustazione nei 4 quartieri della città, ha riscosso l’apprezzamento da parte di turisti e appassionati di vino che hanno avuto modo di conoscere Orvieto e il suo territorio da un diverso punto di vista. Una bella esperienza che potrà sicuramente essere riproposta anche se sarà necessaria una riflessione sulla concomitanza tra le due manifestazioni. Andrà dunque trovata una modalità che consenta ai due eventi di rimanere legati ma in tempi diversi con l’obiettivo così di allungare la “vita” e la promozione di entrambe le iniziative. Riteniamo fondamentali le sinergie, che vogliamo confermare, ma Wine Show ha le gambe per potersi reggere da solo e ora necessita di un palcoscenico dedicato per fare il definitivo salto di qualità e continuare a coltivare l’ambizione di fare a Orvieto quel grande evento dedicato al vino che è sempre mancato”.  


 La perla della due giorni di Wine Show è stata senza dubbio la degustazione “Orvieto, Classico senza tempo” che ha riempito la suggestiva sala scavata nel tufo dell’Enoteca regionale di Palazzo del Gusto. Il miglior sommelier d’Italia Ais, Maurizio Filippi, ha condotto i partecipanti in un viaggio emozionale alla scoperta di un territorio, della sua identità e delle sue grandi potenzialità. “Non è stata una normale degustazione – ha commentato Maurizio Filippi – ma abbiamo usato i vini per raccontare un territorio e le sue peculiarità”. Ad accompagnarlo nella degustazione il delegato Fisar di Orvieto e già miglior sommelier italiano nel 2006, Ennio Cadamuro, a suggellare uno degli obiettivi raggiunti da Wine Show. Per la prima volta infatti le due principali associazioni di sommelier, Ais e Fisar, si sono trovate a collaborare in una stessa manifestazione abbattendo ogni barriera e campanilismo. Così come ha sovvertito gli schemi anche l’altra iniziativa guidata da Maurizio Filippi “Next stop: Wine”, la degustazione improvvisata tra i banchi di assaggio che ha coinvolto in maniera entusiasta visitatori e produttori a Palazzo del Popolo e Palazzo del Gusto.


 Un unanime apprezzamento da parte degli espositori, degli enoturisti e dei giornalisti presenti ha ricevuto la location di Palazzo del Gusto e in particolare l’Enoteca regionale che, dopo essere rimasta chiusa e abbandonata per oltre un anno, è stata riaperta in occasione di Wine Show. “Tutti coloro che hanno avuto modo di visitare l’Enoteca nei due giorni dell’evento – prosegue Crispo - sono rimasti stupiti dalla bellezza dei luoghi ma anche dal fatto che non sia utilizzata. Abbiamo voluto fortemente riaprire e utilizzare seppur per soli due giorni l’Enoteca regionale per dimostrare le potenzialità di un tesoro della città che non può più rimanere nascosto. Auspichiamo che nel più breve tempo possibile la Provincia di Terni e il Comune di Orvieto risolvano le problematiche burocratiche che frenano la firma della convenzione per la gestione e la valorizzazione di palazzo del Gusto. Il team di Wine Show, inteso come tutti i soggetti e le associazioni che hanno contribuito all’organizzazione dell’evento, intende porsi già da adesso come interlocutore delle amministrazioni pubbliche per discutere del futuro di questa struttura. Abbiamo idee, progetti e competenze che vogliamo mettere in campo per far sì che lo “spettacolo” a Palazzo del Gusto non si limiti a due giorni ma possa continuare ad andare in scena tutto l’anno”.


 E lo spettacolo di Wine Show quest’anno è stato impreziosito anche dalla tecnologia. Ha riscosso successo l’iniziativa realizzata con la collaborazione della multinazionale Engineering, “Il vino come non lo avete mai visto”,  la speciale degustazione con l’ausilio della realtà virtuale che allo stand “Vini rari” di Palazzo del Gusto ha trasportato i visitatori nelle cantine e tra i vigneti di due piccoli produttori del territorio orvietano, Torre Bisenzio di Allerona e Meson Nardì di Montegabbione. Bicchiere in mano e visore sugli occhi, in tanti si sono fermati ad abbinare all’esperienza gustativa quella visiva e immersiva della realtà virtuale. Tra questi anche la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che ha insieme al sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani, ha inaugurato la seconda edizione di Wine Show. Sempre in collaborazione con Engineering è stata realizzata una postazione social a Palazzo del Popolo dove i visitatori si sono fatti scattare una foto o si sono scattati un selfie da pubblicare sulla pagina Facebook dell’evento per partecipare al contest fotografico collegato alla manifestazione e all’hashtag #BeWine. Buono anche il seguito social. Nei soli due giorni della manifestazione oltre 2000 persone hanno interagito sulla pagina Facebook ufficiale di Wine Show, circa 38.000 le persone raggiunte e quasi 90.000 quelle che hanno visualizzato i contenuti collegati.


 A seguire la manifestazione anche le telecamere di Wine Tv, la televisione dedicata al vino che va in onda sulla piattaforma Sky, che a Wine Show Orvieto dedicherà una puntata del format “Grandi eventi”.


 “Questa seconda edizione – conclude Alberto Crispo – ha segnato un passo decisivo in avanti verso la crescita della manifestazione innanzitutto dal punto di vista qualitativo. Ringraziamo tutti i produttori, gli espositori, gli sponsor e naturalmente le persone che hanno partecipato. Faremo tesoro dei loro complimenti, dei consigli e soprattutto delle critiche con la certezza che ci aiuteranno a migliorare. Abbiamo chiaro il quadro di quali sono state le criticità organizzative di questa edizione, di come si possono risolvere e siamo già proiettati all’edizione 2018”.

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Benvenuto Vermentino 2017

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Il 10 e 11 giugno 2017 nell’antico borgo di Castelnuovo Magra (SP) si terrà l’VIII edizione di “Benvenuto Vermentino”. Due giorni di eventi, degustazioni, laboratori del gusto, prodotti tipici e convegni che avranno come protagonista il vitigno del Vermentino. 

 Gli atri e le sale degli antichi palazzi signorili settecenteschi della centrale via Dante ospiteranno più di cento produttori dei quattro territori di produzione del Vermentino: Liguria, Toscana, Sardegna e Corsica. In questa cornice di antico splendore i visitatori potranno degustare i vini accompagnati dai prodotti tipici locali. 

Piazza Querciola ospiterà invece spazi dedicati ai produttori di olio extravergine d’oliva del Territorio e di altri prodotti tipici locali quali miele, prosciutto Castelnovese, Lardo di Colonnata, formaggi e salumi della Val di Vara. Nella piazza sarà anche allestito il ristorante della Pro Loco che proporrà i piatti tipici della tradizione locale come sgabei, torte di verdura, muscoli ripieni, baccalà marinato, frittura mista, coniglio alla ligure e torta di riso.

Numerose inoltre le iniziative organizzate per arricchire la manifestazione: laboratori di cucina e show cooking, trekking tra i vigneti, visite guidate, teatro e musica.

La manifestazione sarà anche l’occasione per ammirare le bellezze del borgo ligure e la mostra “Omaggio a Praga, sulle tracce di Utz” di Mario Dondero alla Torre del Castello dei Vescovi. 

In esposizione alcuni degli scatti in bianco e nero che Mario Dondero fece nel 2008 a Praga nel suo viaggio – omaggio alla scoperta dei luoghi raccontati nell’ultimo libro di Bruce Chatwin, “Utz”. 

Novità di questa edizione il treno storico, una locomotiva a vapore Gr. 740, che partirà domenica 11 giugno dalla stazione centrale di Livorno direzione Luni. Da qui si potrà accedere al Centro Storico di Castelnuovo Magra con il bus navetta gratuito.


Prezzi biglietto treno

€26 adulto / €13 ragazzo

da Livorno a Luni e viceversa

€20 adulto / €10 ragazzo

da Pisa e Torre del Lago a Luni e viceversa

€16 adulto / €08 ragazzo

da Viareggio, Pietrasanta, Forte dei Marmi, Massa C., Carrara A. a Luni e viceversa

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60° edizione della Mostra del Chianti di Montespertoli

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Si è conclusa con grande successo la 60ª Edizione della Mostra del Chianti di Montespertoli.

Nove giorni di concerti, incontri letterari, show cooking con grande protagonista il Chianti, che hanno cambiato volto ad una mostra che presentava i segni dell’età.

 

Una 60ª edizione che ha unito i tradizionali padiglioni per le degustazioni dei vini con numerose iniziative.

Non solo la bellissima e molto partecipata sfilata rievocativa dei primi del ’900 a cura del gruppo 900, l’asta benefica in favore della Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer e la mostra a cura della Proloco, ma anche i concerti che hanno portato in Piazza Machiavelli musicisti del calibro di Bobo Rondelli ed Ermal Meta e il comico di Striscia la Notizia, Cristiano Militello.

Il numeroso pubblico ha apprezzato gli incontri letterari in Piazza del Popolo, con gli scrittori Edoardo Affinati, Simona Baldanzi ed Errico Buonanno, l’esposizione del trattore appartenuto alla famiglia di Don Milani, il concorso floreale “Montespertoli un fiore di Città”, la “Marcia dei Poderi”, le attività per i bambini come lo spettacolo di circo a cura di Chez Nous le Cirque, le degustazioni di Champagne e i cooking show.  Un mix vincente che ha dato una nuova veste alla mostra e che ha portato ad una maggiore affluenza di pubblico rispetto alle precedenti edizioni.

 

Molto soddisfatti i produttori, non solo per l’incremento nelle degustazioni di oltre il 70% rispetto agli anni precendenti, ma anche per aver avuto la possibilità di confrontarsi con personalità di primordine nel mondo del vino:

il campione Sommelier 2013 Luca Martini durante la degustazione dei Cru di Montespertoli e l’interessante e costruttiva tavola rotonda “20 anni del Chianti di Montespertoli, riflessioni e prospettive” a cura del Consorzio Turistico Terre di Leonardo e Boccaccio e Colline del Chianti e Università degli Studi di Firenze al Centro per la Cultura del Vino I Lecci.

 

“Una 60ª edizione di grande successo; maggiore l’affluenza del pubblico e un netto successo per i viticoltori, che grazie a questa edizione hanno rilanciato la propria ’immagine, quella dei prodotti e del territorio. Un grazie particolare anche alla squadra organizzativa che ha reso possibile lo svolgimento dell’intera manifestazione nella massima sicurezza e tranquillità” afferma il sindaco Giulio Mangani.  

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Nuovo palinsesto Wine Tv 1 giugno

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Cari Winetvlovers,

siete mai a stati a Montespertoli? Avete mai visitato le sue dolci e verdi colline nel cuore del Chianti? Noi vi ci portiamo in moto. Potete scegliere se salire dietro Maurizio Zanolla o Davide Cecio alla scoperta di uno dei territori più affascinanti per la viticoltura in Italia.

E se volete vedere questi straordinari paesaggi di persona, l’occasione giusta è la 60esima edizione della Mostra del Chianti di Montespertoli che, in questi giorni, sta animando il centro storico del comune. Noi di Wine Tv siamo presenti per essere in grado di raccontarvi al meglio l’evento.

Orgogliosi e grati dell’enorme successo delle Pillole del dottor Radicchi, vi invitiamo a vedere la nuova lezione sui vini rosati. Sapete come sono prodotti?

Intanto il nostro Luca è già pronto per registrare le nuove imperdibili puntate.

Continua anche il racconto di Ais Toscana e del suo territorio attraverso la voce dei delegati di ciascuna area.

Tutti i video di Wine Tv potrete trovarli sul nostro portale www.wine-tv.it e su Youtube.  

Seguiteci anche sulla nostra pagina Facebook , mettete il vostro like per non perdere le novità!

Buona visione e buon vino a tutti!

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Dopo Bobo Rondelli arriva sul palco di Piazza Machiavelli Ermal Meta

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Piazza Machiavelli ospita venerdì 2 giugno alle 21.30 il concerto di Ermal Meta durante la 60°edizione della Mostra del Chianti di Montespertoli.

Il cantautore italiano, vincitore del Premio della Critica Mia Martini al Festival di Sanremo 2017 e Premio per la miglior cover, porta sul palco di Montespertoli i suoi grandi successi del passato e i nuovi brani presenti nell’album VIETATO MORIRE, distribuito a febbraio e subito dopo la sua uscita certificato dalla FIMI l’album più venduto della settimana. 

La giornata dedicata alla festa della Repubblica si aprirà, però, alle 10.00 con la consegna della costituzione ai diciotenni e la terza edizione del premio sportivo dell’anno “Paolo Vanni”.

Alle 16.00 alla Casa del Popolo spettacolo per grandi e piccoli “Astolfo burattino va sulla Luna che come acciar non ha macchia alcuna...? a cura del Gran Teatro Mangia Fuoco di Claudio Fantozzi e a seguire in Piazza del Popolo Mini Olimpiadi di BornToLife.it.

Il Giardino della Scuola  Primaria Machiavelli ospita, invece, alle 17.30, il Concerto della Nuova Filarmonica A.Bassi. Alle 18.15, in Piazza del Popolo, La vite e non solo: piantiamo gli alberi per il nostro bosco animato in città' a cura del gruppo promotore della Festa degli Alberi.

Sempre in Piazza del Popolo, ballo liscio e intrattenimento con Alta Quota band a partire dalle 20.30.

Sabato 3 giugno, invece, spazio alla solidarietà con l’Asta benefica Etichette d’artista, dieci artisti per dieci magnum a favore della Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer.

Alle 21.30, invece, grande attesa per lo show in Piazza Machiavelli di Cristiano Militello, volto storico di Striscia la Notizia, e per lo spettacolo di circo a cura di Chez Nous Le Cirque in Piazza del Popolo.


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Al Wine Show "il vino come non lo avete mai...visto"

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Si apre sabato 3 giugno la seconda edizione di Wine Show Orvieto, l’evento enogastronomico che per due giorni metterà in vetrina 100 cantine e produttori provenienti da tutta Italia con 700 etichette in degustazione.

Un’edizione ricca di novità che quest’anno sposa anche la tecnologia grazie alla collaborazione con la multinazionale ENGINEERING, leader in Italia nel software e nei servizi It, con la quale è stata realizzata l’iniziativa “Il vino come non lo avete mai visto”.

Si tratta di una speciale degustazione nella quale i visitatori, muniti di visori per la realtà virtuale, saranno catapultati nella cantina e tra i filari dei vigneti che hanno prodotto il vino che stanno bevendo in una suggestiva e coinvolgente esperienza immersiva a 360 gradi che abbinerà le sensazioni della vista a quelle del gusto e dell’olfatto.

“Il mondo del vino – spiegano gli organizzatori di Wine Show – è fatto di tante storie da raccontare ma anche di luoghi, dove il vino prende forma, bellissimi da visitare. Oggi la tecnologia ci consente di raccontare in modi diversi queste storie e anche di poter raggiungere e visitare virtualmente questi luoghi. Abbinando alla tradizionale degustazione olfattiva e gustativa anche un’esperienza visiva non solo si induce un ricordo più persistente del vino ma si invoglia il visitatore/turista a recarsi fisicamente nei posti visitati virtualmente”.

La degustazione con la realtà virtuale si terrà allo stand “Vini rari” di palazzo del Gusto, coinvolgerà due piccole cantine del territorio orvietano ed è al momento una dimostrazione del progetto che Wine Show intende sviluppare nel prossimo futuro insieme ad Engineering che in questa edizione non si è limitata soltanto a fornire l’applicazione per questa iniziativa.

“La tradizione, il territorio e l’enogastronomia – afferma Gianluca Polegri, direttore di Digital Solutions Engineering Spa - si sposano perfettamente con l’innovazione. La tecnologia può essere molto utile per aumentare il coinvolgimento delle persone e per amplificare le capacità sensoriali. A tale scopo, abbiamo predisposto postazioni multimediali a Palazzo del Gusto e a Palazzo del Popolo. Tramite un’app sarà possibile rendere virale la propria partecipazione condividendo sulla pagina Facebook dell’evento una cartolina digitale personalizzata. E’ stato poi allestito un corner di realtà virtuale in cui si potranno degustare vini e contemporaneamente immergersi nei vigneti e nelle cantine di provenienza grazie a video 360° visualizzati su smartglasses . Il protagonista rimane il vino, la tecnologia completa l’esperienza”.

La cerimonia di inaugurazione della manifestazione si terrà sabato 3 giugno alle 15 presso lo Stand Umbria di palazzo del Popolo alla presenza della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e del sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani.

Tre le location della manifestazione nel centro storico di Orvieto: la ex Chiesa di San Giacomo in piazza Duomo, sede della biglietteria principale, il Palazzo del Popolo, dove si troveranno gli stand dei vini di Orvieto e dell’Umbria, e Palazzo del Gusto, che ospiterà la rassegna di vini provenienti dal resto d’Italia con la partecipazione anche di etichette internazionali della Slovenia e del Cile.

Gli stand rimarranno aperti sabato 3 giugno dalle 15 alle 23 e domenica 4 giugno dalle 12 alle 20. La biglietteria principale sarà aperta a partire dalle 10,30 sia il sabato che la domenica.

Altra novità dell’edizione 2017 dell’evento è il Wine Tour, nato dalla collaborazione con “Orvieto in fiore”, ovvero una degustazione itinerante attraverso i colori e i profumi dei quattro quartieri di Orvieto immersi nella magia delle rievocazioni medievali e addobbati dalle infiorate.

Ospite e testimonial della manifestazione il miglior sommelier d’Italia, Maurizio Filippi, che sarà protagonista di due degustazioni guidate. La prima - “Orvieto, Classico senza tempo” - porterà alla sorprendente riscoperta di vecchie annate di Orvieto Doc e Classico e si terrà tra le pareti scavate nel tufo dell’Enoteca regionale di palazzo del Gusto. La seconda – “Next stop: Wine” – sarà invece una imprevedibile degustazione show tra gli stand assolutamente da non perdere.

Ad accompagnare le degustazioni, per la prima volta insieme, i sommelier di Ais Umbria e Fisar Orvieto mentre gli esperti dell’associazione “A tavola con Bacco” guideranno tre degustazioni su spumanti e distillati nella Sala Etrusca di palazzo del Popolo.

L’itinerario di degustazione nelle location di Wine Show sarà collegato anche a un divertente percorso social che vuole rafforzare ed esaltare il messaggio della manifestazione. Il vino è condivisione e sono le nostre emozioni, le persone con cui lo condividiamo e i luoghi che fanno da cornice a renderlo unico e indimenticabile. Visitatori e turisti avranno così l’occasione di scattarsi delle foto particolari da postare e pubblicare sui profili Facebook, Instagram e Twitter della manifestazione con gli hashtag #BeWine e #WineShow2017 che gli permetteranno di partecipare a un coinvolgente instant contest fotografico.

L’ingresso alle sedi dell’evento è libero e gratuito ma per accedere alle degustazioni sarà necessario acquistare un biglietto dal costo di 15 euro che dà diritto a 9 degustazioni. Acquistando il ticket on line si riceveranno tre degustazioni aggiuntive in omaggio per un totale di 12.

Wine Show è una mostra mercato dove sarà possibile acquistare i prodotti direttamente dai produttori ai banchi di degustazione.

Per il programma e tutte le informazioni sulle degustazioni è possibile visitare il sito web www.wineshoworvieto.com

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Torna in scena la rassegna enologica SKY WINE l’8-9-10 luglio

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La rassegna enologica SKY WINE celebra la bellezza del Borgo Medioevale di Fossanova a Priverno, luogo della famosa Abbazia, e torna in scena con una degustazione d'eccellenza di vini bianchi e vini spumanti delle migliori aziende territoriali e nazionali.

 

Il Borgo Medioevale di Fossanova offre una meravigliosa alternanza di storia, natura e cultura ed è incastonato nel verde con una disposizione degli edifici a semicerchio intorno all'Abbazia. 

La solennità della chiesa, la bellezza delle sue costruzioni avvolgono i visitatori in un'atmosfera senza tempo.

L’abbazia cistercense, tra gli esempi più maestosi d’Italia, è il fulcro nevralgico del borgo medievale di Fossanova. 

Limitrofi al complesso abbaziale vi è l’Infermeria dei conversi – adibita oggi ad Auditorium – e la Foresteria, sede del Museo Medioevale.

 

Tante le etichette presenti, i metodo “champenoise” meglio conosciuto come classico o tradizionale, gli “charmat”, vini bianchi e spumanti di territori emergenti con accostamenti gastronomici ai prodotti del territorio, per valorizzare contestualmente la secolare arte vinaria e la tipicità locale. 

 

L’apertura al pubblico dell’evento è in programma nelle giornate di sabato 8 e domenica 9 luglio (dalle 17.00 alle 24.00) mentre nella giornata di lunedì 10 luglio (dalle 11.00 alle 17.00) la rassegna sarà dedicata esclusivamente agli incontri tra aziende espositrici ed operatori di settore (ristoratori, albergatori, enoteche, ecc.).

 

SKY WINE si conferma come format unico nel suo genere, offrendo un affascinante percorso ricco di prestigiose produzioni enologiche ed agroalimentari in contesti storici d’eccezione.

La proposta eno-turistica della manifestazione ha infatti come obiettivo anche la contestuale valorizzazione dei luoghi storico-artistici della Provincia di Latina. 

 

L'evento SKY WINE - Fossanova, patrocinato dal Comune di Priverno e dalla Provincia di Latina, giunge all’undicesima edizione con organizzazione e coordinamento di "Gradazione Tredici".

Oltre al percorso enologico, sono in programma gli approfondimenti dedicati alle tecniche di spumantizzazione e degustazioni guidate

 

Previsti cooking show, esibizioni musicali ed intrattenimenti nei percorsi esterni di collegamento tra le location con i giocolieri del fuoco Fire Animation.

 

ll mondo del vino è pieno di particolarità ricche di fascino ed il Borgo Medioevale di Fossanova a Priverno è la splendida atmosfera per un’edizione di SKY WINE alla scoperta dei vini bianchi e spumanti con un’altra pagina di storia del territorio.

D’altronde lo champagne che è un tipo di spumante, nasce in Francia proprio in un’altra abbazia, quella di Hautvillers  ad opera del monaco Dom Pierre Pérignon nel XVII secolo.


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Palio del Chiaretto: a Bardolino la tredicesima edizione con importanti novità

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Dal 2 al 4 giugno torna sul Lago di Garda la manifestazione dedicata al più venduto vino italiano rosato a denominazione territoriale

Il lungolago e il centro storico colorato e illuminato di rosa, decine di punti degustazione di Bardolino Chiaretto Classico Doc e Spumante Doc, un parco dedicato agli intrattenimenti e agli spettacoli musicali e quasi un centinaio di aziende di enogastronomia e artigianato provenienti da tutta Italia. Tutto questo e molto altro è il Palio del Chiaretto, la manifestazione dedicata al vino dal colore rosato che si svolgerà a Bardolino dal 2 al 4 giugno e organizzata dalla Fondazione Bardolino Top in collaborazione con il Comune di Bardolino, che nell’edizione 2016 ha fatto registrare oltre 60 mila presenze da tutta Europa. 

Il Palio del Chiaretto è ormai entrato nell’agenda dei principali eventi italiani dedicati al vino, ottenendo quest’anno il patrocinio dell’Enit e del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, oltre a quelli di Regione Veneto, Provincia di Verona e Camera di Commercio. Le cantine produttrici saranno presenti all’interno di eleganti strutture in legno, finemente allestite con installazioni artistiche e floreali, a disposizione per degustazioni, informazioni e promozione di quello che è diventato il vino rosato italiano a menzione geografica leader nell’esportazione.

Sarà una tre giorni ricca di appuntamenti e di collaborazioni, che trasformeranno Bardolino non solo in una vetrina per il principe dei vini rosati italiani, ma che ospiterà anche le eccellenze del territorio scaligero, in un viaggio alla scoperta di Verona e la sua provincia. Valeggio sul Mincio con i suoi tortellini “Nodo d’Amore” e il Parco Giardino Sigurtà, Bussolengo con la “Rosa di San Valentino” simbolo dell’EternAmore, e i “Baci di San Valentino”, Malcesine con la Funivia Baldo Garda e soprattutto Verona con Giulietta e il suo balcone a ricordare a tutti che è la città dell’amore.

Questa apertura della manifestazione a nuove realtà è solo la prima della novità. Da quest’anno, infatti, anche la frazione di Cisano, in Piazza del Porto, ospiterà le degustazioni di vino Bardolino Chiaretto Classico, grazie all’accordo con la Strada del Vino Bardolino che porterà in riva al Lago di Garda due aziende, attorniate da una mostra mercato del vintage e dell’artigianato, oltre a spettacoli di musica live. A collegare le due location della festa, la passeggiata sul lungolago, che in cinque minuti permette ai visitatori di spostarsi tra una e l’altra.

Rispetto alle edizioni precedenti, inoltre, saranno tre le serate dedicate alla musica, allungando anche alla domenica le esibizioni live sul palco di Parco Carrara Bottagisio, oltre a quelle in Piazza del Porto e a Cisano, allietando, quindi, i presenti, in attesa dello spettacolo pirotecnico sull’acqua. Numerose saranno le installazioni artistiche e i riferimenti al colore rosa e al tema di quest’edizione che sarà l’amore. Ai partecipanti all’evento, oltre al bicchiere celebrativo dove poter degustare il vino Chiaretto, verrà consegnato un cuore adesivo sul quale potranno scrivere la propria frase d’amore per Bardolino e lasciarlo sul pannello dedicato installato in Piazza del Porto.

Insomma, i motivi per visitare Bardolino durante il Palio del Chiaretto sono decine, così come gli appuntamenti culturali e musicali che allieteranno le giornate e renderanno la permanenza in riva al Lago di Garda unica ed irripetibile.


Hastag ufficiale: #chiaretto2017


Questo il calendario completo degli appuntamenti della dodicesima edizione del Palio del Chiaretto:


Venerdì 2 giugno:

Dalle 10 alle 24 - apertura stand del vino Bardolino Chiaretto Classico a cura delle Aziende Vinicole e Cantine produttrici di Bardolino  - Lungolago Riva Cornicello e Piazza del Porto Cisano

Ore 18 – Inaugurazione Ufficiale - Lungolago Riva Cornicello

Dalle 18 alle 20 – Party on the Road – diretta nazionale su Radio Studio Più  - Parco Carrara Bottagisio

Dalle 19.30 alle 21.30 - Il Porto in Musica: Intrattenimento musicale con "Elisa e Mattia" – cover pop rock – Piazza del Porto

Ore 21 - Concerto “Funky Town” – funky and soul music – Parco Carrara Bottagisio

Ore 21.15 – Italian Opera Concerts – lirica – Sala della Disciplina


Sabato 3 giugno:

dalle 10 alle 24.00 - Apertura Stand del vino Bardolino Chiaretto Classico a cura delle Aziende Vinicole e Cantine produttrici di Bardolino - Lungolago Riva Cornicello e Piazza del Porto Cisano 

11.30 - 15.00 - 17.00 - Esibizione del Gruppo Storico Musici e Sbandieratori di Megliadino San Vitale - Lungolago e Centro Storico

dalle 18.30 alle 20.30 - Palio dei Dragon Boat  - specchio antistante il Porto 

dalle 21.00 alle 24 – Festa anni ’90 a cura di Hollywood – dj set e animazione - Parco Carrara Bottagisio

ore 21.30 - Concerto vocale a cura della Filarmonica Bardolino - Chiesa Parrocchiale


Domenica 4 giugno:

dalle 10.30 alle 24 - Apertura Stand del vino Bardolino Chiaretto Classico a cura delle Aziende Vinicole e Cantine produttrici di Bardolino - Lungolago Riva Cornicello e Piazza del Porto Cisano 

dalle 10.30 alle 12 - Palio Dei Dragon Boat - specchio antistante il Porto 

ore 18.15 - Sfilata delle Confraternite Del Bardolino  

ore 18.30 - Investitura degli Ambasciatori - Premiazione dei migliori vini Chiaretto Bardolino Classico Doc del 6° Concorso  enologico del Comune di Bardolino - Premiazione del concorso fotografico della Festa dell'Uva 2016 - Parco Carrara Bottagisio  

dalle 18.30 alle 20.30 - il Porto in Musica - Intrattenimento musicale con Enrico Peduzzi - Porto di Bardolino

dalle 20.30 alle 22.30 - Concerto “SinFlower” – greatest hits rock anni ’80-‘90 – Parco Carrara Bottagisio

ore 21.15 - Italian Opera Concerts - Le arie più celebri e i duetti tratti da: Il Barbiere di Siviglia, Madama Butterfly, La bohème, La Traviata, Elisir d'Amore e altre - Sala della Disciplina Borgo Garibaldi  

ore 22.30 - COLORI SULL'ACQUA: spettacolo pirotecnico sull'acqua        '

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Agricoltura e comunità il valore sociale

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Il 4 giugno nella cornice del Festival dell’economia  comincia ufficialmente il percorso che porterà alla costituzione del Biodistretto di Trento che vuole diventare il luogo di confronto fra produttori, amministratori e cittadini sui temi dell’ambiente , della salute e del rapporto fra città e campagna. 

Presso la Fondazione De Marchi infatti verrà presentata l’iniziativa e si comincerà la sottoscrizione del manifesto prodotto dal gruppo di lavoro che da un anno si è impegnato sul progetto. 

Il futuro  biodistretto farà da cornice ad una situazione unica in Provincia e forse anche in Italia: 520 ettari coltivati in biocertificato, più di 100 aziende coinvolte e un trend di crescita fortissimo, il tutto  nel contesto particolare e unico della città. 

Tutti gli attori importanti legati all’economia agricola sono presenti: Cantina Sociale di Trento, Società Frutticoltori Trento, Cantine Ferrari, Cesarini Sforza, vignaioli del calibro di Antonio Stelze rdi Maso Martis e Federico Simoni di Maso Cantanghel, le cooperative sociali agricole, singole aziende come Maso ertis e La Gerla e Sloow Food si sono impegnate nel progetto. 

L’iniziativa vuole partire dalle buone pratiche agricole per ricostruire un legame forte fra città e campagna nel segno del rispetto reciproco che garantisca la tutela attiva del terreno agricolo inteso come risorsa non rinnovabile e patrimonio della comunità. 

Il convegno pubblico di domenica 4 giugno avrà come tema proprio il valore sociale che ricopre l’agricoltura attraverso il racconto delle esperienze delle tre cooperative Progetto 92, Villa Rizzi e Samuele. A seguire inizierà la sottoscrizione del Manifesto da parte di tutti coloro che ne fossero interessati

Intervengono: Luca Sommadossi Progetto 92 Giuliano Micheletti  agricoltore  bio

4 giugno  2017, ore 10 Fondazione De Marchi

Piazza Santa Maria maggiore, 7


Photo credit: www.cultura.trentino.it

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Programma 60 esima edizione della Mostra del Chianti

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27 maggio – 4 giugno 2017, Montespertoli (Fi)

Sabato 27 maggio

Dalle ore 8.00 alle ore 13.00 – Piazza del Popolo

Mercagas, mercato di prodotti agricoli a filiera corta.

Dalle ore 15.00 alle ore 19.00 – Via Sonnino

Apertura straordinaria Biblioteca comunale “E.Balducci”.

Ore 18.00 – Piazza del Popolo 

Inaugurazione 60° Mostra del Chianti, alla presenza delle autorità e con la Filarmonica A. Bassi;

Presentazione del trattore della famiglia Milani;

Palloncini e trucca bimbi a cura di Animazione Rainbow.

Dalle ore 19.30 alle ore 21.30 – Itinerante

New Generation Circus – I ragazzi della scuola di circo animano la Mostra del Chianti – a cura del Cantiere Ikrea.

Ore 19.30 – Piazza del Popolo 

Degustazione Tematica dei Cru di Montespertoli con la presenza di Luca Martini, campione del WSA 2013.

Ore 20.30 – Piazza del Popolo

Latino americano per tutti a cura di Latinoamericando.

Ore 21.30 - Piazza Machiavelli e Centro Le Corti

Betta Blues Society live – blues delle origini e brani inediti dall’ultimo disco Let them out.

Inaugurazione della mostra “60 anni della Proloco” , a cura della Proloco.

Dalle ore 21.00 alle ore 23.00 – Piazzale Lotti

Scopri il territorio - voli ancorati in Mongolfiera.


Domenica 28 maggio

Dalle ore 9.00 – Piazza del Popolo

Raduno e sfilata d’auto d’epoca Bacco e Motori, a cura del Topolino Club di Firenze.

Ore 11.00 – Via Sonnino, Loft 19

Inaugurazione mostra fotografica ‘Montespertoli, ORA’ a cura del Circolo Fotografico Fermoimmagine.

Ore 14.00 - Via Sonnino, Centro culturale ‘Le Corti’

Annullo filatelico a cura della Proloco.

Dalle ore 15.00 alle ore 24.00 – Piazza Machiavelli 

Mercatino dell’artigianato a cura delle Associazioni Itinera e Mestierando.

Dalle ore 15.00 – Piazza del Popolo

Esposizione e sfilata dei Trattori d’epoca a cura del gruppo Trattori Antichi Montespertolesi e Gruppo Amatoriale Contrattori e Battitori di Cerreto Guidi, in collaborazione con il Gruppo Novecento.

Ore 16.00 – Piazza del Popolo

Dipingiamo i lenzuoli con Bruno Lelli e i suoi aiutanti!  Laboratorio creativo aperto a tutti.

Ore 17.30 – Piazza del Popolo

Partenza della seconda Marcia dei Poderi, evento ludico motorio non competitivo per grandi e piccoli fra le bellezze e i sapori del Chianti.

Ore 18.00 – Piazza del Popolo

Eraldo Affinati presenta L’uomo del futuro. Sulle strade di Don Lorenzo Milani.

Ore 19.30 - Piazza del Popolo

Cooking Show con Gabriele Polonia del Ristorante Momè Livorno introdotto da Veronica Martinelli ed Emiliano Penco del Blog “Mangiare bene bere bene”.

Dalle ore 20.00 alle ore 22.00 – Itinerante

New Generation Circus – I ragazzi della scuola di circo animano la Mostra del Chianti – a cura del Cantiere Ikrea.

Ore 20.30 – Piazza del Popolo

Rubber Soul, atmosfere sonore e sceniche anni ’70 con musica soul, funky disco.

Dalle ore 21 alle ore 23 – Piazzale Lotti

Scopri il territorio – Voli ancorati in mongolfiera.

Ore 21.00 – Piazza Machiavelli

Bruno Lelli - creazione estemporanea di abiti e sfilata.

Ore 22.00 –Piazza Machiavelli

/Handlogic live.


Lunedì 29 maggio

Ore 19.30 - Piazza del Popolo

Degustazione di birre della Città di Neustadt a.d. AISCH.


Martedì 30 maggio

Ore 18.00 – Piazza del Popolo

Poesie per Montespertoli a cura dell’Associazione Bibli.a.mus.

Ore 20.30 – Piazza del Popolo, Spazio Gruppo Novecento

Elisabetta e i Sesto Senso - musica live.

Ore 21.00 - Piazza Machiavelli

Torneo di burraco in favore della casa di riposo Santa Maria della Misericordia.


Mercoledì 31 maggio

Ore 18.00 - Piazza del Popolo 

Letture tratte dai testi di Don Lorenzo Milani a cura dell’Associazione Bibli.a.mus.

Ore 18.30 - Piazza Machiavelli

Tutta un'altra musica - spettacolo di Co.Re coro dei residenti e operatori delle case per anziani dell'empolese-valdelsa e oltre.

Ore 20.30 - Piazza del Popolo, Spazio Gruppo Novecento

Tarabalalla stornelli toscani con Alessandro Giobbi.

Ore 21.00 - Piazza Machiavelli

That’s all jazz a cura dell’Associazione Il buon Seminatore.


Giovedì 1 giugno

Ore 9.00 - Centro per la Cultura del Vino ‘I Lecci’

Tavola Rotonda 20 anni del Chianti di Montespertoli, riflessioni e prospettive a cura di Consorzio Turistico Terre di Leonardo e Boccaccio e Colline del Chianti e Università di Firenze.

Ore 17.00 - Piazza del Popolo 

Cake design a cura di Sabrina Traso - Decorazione di biscotti con i bambini e piccolo omaggio;

Bolle di sapone e palloncini a cura di Animazione Rainbow.

Ore 18.30 - Piazza del Popolo

Mattia Compagnucci presenta Questione d’onore, a cura dell’Associazione Bibli.a.mus.

Ore 19:30 – Piazza del Popolo

Degustazione degli Champagne Bergerè di Epernay.

Ore 20.00 - Piazza del Popolo

Spettacolo di danza a cura di Sguardidanza AID&A Montespertoli.

Ore 22.00 - Piazza del Popolo

Giacomo Vigilucci - black music dj set.

Ore 21.30 - Piazza Machiavelli

Bobo Rondelli.


Venerdì 2 giugno

Dalle ore 8.00 alle ore 13.00 - Piazza del Popolo

Mercagas, mercato di prodotti agricoli a filiera corta

Dalle ore 10.00 alle ore 12.30 – Comune di Montespertoli, Piazza del Popolo 

Consegna della Costituzione ai diciottenni.

Terza edizione Premio sportivo Paolo Vanni.

Ore 16.00 - Casa del Popolo 

Astolfo burattino va sulla Luna che come acciar non ha macchia alcuna...? a cura del Gran Teatro di Mangia Fuoco di Claudio Fantozzi. Spettacolo per grandi e piccoli.

Ore 17.00 - Piazza del Popolo 

Mini Olimpiadi a cura di BornToLife.it

Ore 17.30 - Giardino Scuola Primaria Machiavelli

Concerto della Nuova Filarmonica A. Bassi.

Ore 19:30 - Piazza del Popolo

Vini Bianchi - Vermentino dalla Sardegna alla Liguria passando dalla Toscana. Degustazione guidata da Claudia Marinelli, degustatrice Slow Food e Sommelier.

Ore 20.30 - Piazza del Popolo

Ballo liscio e intrattenimento con Alta Quota Band.

Ore 21.30 – Piazza Machiavelli 

Ermal Meta - Vietato Morire Tour


Sabato 3 giugno

Ore 11.00 – Piazza del Popolo

Lotteria organizzata dal Comitato Genitori Scuole di Montespertoli a favore dell’Istituto Comprensivo Don Milani.

Dalle 15 alle 24 – Via Roma, Via Sonnino e Piazza Machiavelli

Mercatino dell’artigianato a cura delle Associazioni Mestierando e Itinera.

Ore 16.00 – Piazza del Popolo

Chez nous le cirque - laboratorio di circo per bambini.

Ore 18.00 – Piazza del Popolo

Asta benefica Etichette d’artista, dieci artisti per dieci magnum, a favore della Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer. 

Ore 19.30 – Piazza del Popolo 

Degustazione fuori dagli Schemi: Sigari e Vin Santo, possibile abbinamento.

Ore 20.00 – Piazza del Popolo

Simona Baldanzi presenta il suo libro Maldifiume. Acqua, passi e gente d’Arno.

Ore 21.30 – Piazza del Popolo

Spettacolo di circo a cura di Chez Nous Le Cirque a seguire Rough Diamond e Demolition Kids live.

Ore 21.30 – Piazza Machiavelli

Cristiano Militello show.


Domenica 4 giugno

Ore 10.00 – Piazza del Popolo

Celebrazione Anniversario 28 anni di gemellaggio con Neustadt.

Dalle ore 10 alle ore 23 – Parco di Sonnino

Degustando insieme nel cuore della toscana e fiera del bestiame a cura dell’Associazione Produttori Colline Toscane.

Ore 15.00 – Piazza del Popolo

Concerto di coretto valdese - Associazione FA+;

Mastri Cestai al lavoro.

Ore 16.00 – Piazza del Popolo

Laboratorio di Ceramica - Alessandra Tambara maestra ceramista.

Ore 17.00 – Piazza del Popolo

Premiazione della seconda edizione del concorso Montespertoli un fiore di città.

Ore 17:30 – Piazza Machiavelli, Via Roma, Via Sonnino, Piazza del Popolo

Sfilata Rievocativa dei primi del’900 ispirata alla vita e alla tradizione contadina del Paese a cura del Gruppo Novecento di Montespertoli, manifestazione inserita nell’Elenco Regionale delle manifestazioni di rievocazione e ricostruzione storica.

Ore 20.00 – Piazza del Popolo

Errico Buonanno presenta Sarà vero. La menzogna al potere. Falsi, sospetti e bufale che hanno fatto la storia.

Ore 21.00 – Piazza del Popolo

Ismael Circus live con il loro ultimo album Adenosine Triphosphate. 

Ore 21.30 – Piazza Machiavelli

A-D.O.C. - Viaggio musicale dai Balcani all'Iran a cura dell’Associazione Prima Materia;

Brass&Rhythmn – gruppo musicale jazz and funk della città gemellata di Neustadt.

Ore 23.00

Chiusura della manifestazione con spettacolo pirotecnico.

Photo credit: Giuliano Corti
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Inaugurato il progetto permanente del Collisioni Festival

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di Francesca Penzo

Fermento a Barolo tra venerdì 12 e sabato 13 maggio e il termine non è mai usato casualmente in questo luogo, ma sempre collegato alle eccellenze enogasronomiche delle Langhe e più in generale del Piemonte.

Terra di grandi tradizioni e forti legami, ma in salda relazione con l'innovazione, soprattutto legata alla comunicazione.

Si presenta quindi un nuovo modo di fare turismo enogastronomico e didattica. L'impegno di Collisioni a fianco dell'assessorato al turismo della Regione Piemonte e del Comune di Barolo, più il sostegno di molte aziende e realtà del territorio piemontese hanno dato vita a nuovi punti multimediali permanenti di Collisioni dislocati in due spazi, il cortile del Castello di Barolo e l'area partenze/duty-free dell'Aeroporto internazionale di Torino.

Questo lavoro è nato dalla volontà di rivolgere l'attenzione, oltre che verso la promozione turistica esterna, anche verso quella interna, "sul campo", tra chi i luoghi li sta visitando ed effettivamente vivendo.

Un migliorare l'esperienza di viaggio, far in modo di coinvolgere il visitatore a tutto tondo attraverso la sfera emozionale.

L'appuntamento da segnare in agenda è per il 15 e 16 luglio 2017, sempre a Barolo, per l'attesissimo Collisioni Festival, a prova che l'enogastronomia è cultura, è storia ed esperienza formativa di viaggio.


Photo Credit: Fabrizio Porcu

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Miglior assaggiatore 2017

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Al via le prove regionali per eleggere il miglior degustatore ONAV di quest’anno

È iniziato il conto alla rovescia per l’elezione del Miglior Assaggiatore Nazionale 2017. Si svolgeranno infatti il 24 giugno prossimo, nelle diverse sedi ONAV di tutta Italia, le selezioni regionali che decreteranno i partecipanti della finale nazionale di Asti. 

Non un concorso o un premio, il Miglior Assaggiatore Nazionale 2017, ma un’occasione per testare la propria capacità di giudizio e la preparazione personale in tema vino. Questi  sono infatti i presupposti su cui si fonda l’originale competizione firmata ONAV volta a decretare il miglior degustatore d’Italia del 2017.

Un’idea nata con lo scopo di promuovere la cultura del vino, coinvolgendo i soci e gli eno-appassionati in una divertente sfida che avrà l’unico scopo di “mettersi in gioco”.

“Un’iniziativa che abbiamo ideato per avvicinare neofiti, appassionati ed esperti al grande mondo ONAV  –  sottolinea il presidente ONAV Vito Intini – con lo scopo di creare un evento senza titoli o medaglie in palio. Una prova più contro sé stessi che contro gli altri, senza mettere a confronto titoli accademici o specifici percorsi di formazione”.

La partecipazione sarà ,infatti, aperta a tutti, anche ai non soci che, per prendere parte alla sfida, dovranno solo contribuire con la quota d’iscrizione all’ONAV.

Il progetto coinvolgerà tutte le sezioni italiane, con sfide eliminatorie nelle diverse delegazioni provinciali.

La finale nazionale, infine, si svolgerà ad Asti a settembre 2017, in occasione della Douja d’Or.

Nella finalissima verrà riproposto lo stesso format d’esame, in cui si decideranno i 3 migliori assaggiatori del 2017 che riceveranno un premio, oltre al titolo di “Assaggiatore dell’anno” che sarà conferito al primo classificato. 

Il bando completo è a disposizione su www.onav.it 

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Il comparto vitivinicolo dal marketing al management

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L’Università degli Studi di Salerno promuove la sesta edizione del Corso di Perfezionamento Universitario e Aggiornamento Culturale in “Wine Business”. Dopo il grande successo delle precedenti iniziative, si aprono le iscrizioni per la nuova edizione del Corso di “Wine Business”, in collaborazione tra il Dipartimento di Farmacia e il Dipartimento di Scienze Aziendali - Management & Innovation Systems, che si propone di formare figure professionali esperte in economia, amministrazione, management, marketing e comunicazione delle iniziative imprenditoriali nel comparto vitivinicolo.

Destinatari dell’iniziativa sono operatori attualmente impegnati nel comparto (ai fini di un miglioramento della propria qualificazione professionale) o potenzialmente interessati a lavorare nel mondo del vino ai fini della gestione dell’impresa vitivinicola e dei progetti wine-based (consulenza amministrativa fiscale e direzionale, formazione, eventi, ecc.), così come docenti presso le Scuole Secondarie Superiori professionalmente interessati alle materie economico-aziendali afferenti al comparto vitivinicolo.

Anche per la Sesta Edizione è confermato l’accesso a laureati (che conseguiranno il titolo di Corso di Perfezionamento Universitario) e diplomati (che conseguiranno il titolo di Corso di Aggiornamento Culturale), purché in possesso di adeguata esperienza nel mondo del vino. Sono inoltre previste 10 borse di studio a totale rimborso delle spese d’iscrizione messe a disposizione dall’Amministrazione Provinciale di Avellino (info su www.winebusiness.unisa.it). Il Corso sarà svolto in collaborazione con numerosi e importanti partner: Osservatorio dell’Appennino Meridionale (Consorzio tra Regione Campania e Università degli Studi di Salerno), Amministrazione Provinciale di Avellino, AIS - Associazione Italiana Sommelier - Campania, Associazione Nazionale “Città del Vino”, Consorzio Tutela Vini d’Irpinia, Sannio Consorzio Tutela Vini, Consorzio Tutela Vini Campi Flegrei Ischia e Capri, Consorzio Tutela e Valorizzazione dei vini a D.O.C. di Caserta, Consorzio Tutela Vesuvio, Consorzio Vita Salernum Vites, Movimento Turismo del Vino Campania, AssoEnologi - Campania, Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Campania, Vitigno Italia, Slow Food Condotta Salerno, Miriade & Partners, Consorzio Ismess e numerose altre istituzioni del mondo del vino a livello nazionale e internazionale, tra cui l’EuroMed Research Business Institute con il “Wine Business Research Interest Committee”.

Della durata complessiva di 100 ore, il Corso si svilupperà in 20 lezioni, ciascuna di 5 ore, presso il Campus di Fisciano dell’Università degli Studi di Salerno o, per particolari esigenze didattiche, anche in ambienti esterni all’Università (anche in occasione di visite aziendali). Ogni lezione vedrà la partecipazione di un docente, di un’azienda vitivinicola chiamata a illustrare la propria storia imprenditoriale e di un sommelier degustatore ufficiale dell’AIS Campania. Anche nella Sesta Edizione del Corso ci sarà l’analisi, svolta in ogni lezione a cura della Condotta Slow Food Salerno, delle principali caratteristiche delle più importanti e più diffuse cucine-gastronomie del mondo, allo scopo di agevolare l’abbinamento cibo-vino secondo le tecniche AIS e di conseguenza facilitare i percorsi d’internazionalizzazione delle vendite dei vini italiani.

Il Corso comincerà il prossimo 9 giugno. La domanda di pre-iscrizione dovrà essere prodotta nel rispetto dei termini e dei criteri indicati nel bando e dovrà pervenire entro le ore 12 del prossimo 31 maggio. Info: winebusiness@unisa.it - www.winebusiness.unisa.it - www.facebook.com/winebusiness.


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Asta di vini pregiati per dare una speranza ai bambini siriani

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Amal for Education organizza un'asta il cui incasso verrà interamente devoluto al sostegno dei progetti che l’associazione cura e segue a favore dei bambini siriani, vittime della guerra.

L'asta di beneficenza si svolgerà Lunedi 29 maggio presso Romeo Chef&Baker, il nuovo ristorante dello chef stellato Cristina Bowerman, in Via dell'Emporio 2, Roma.

La partecipazione è gratuita ma con prenotazione obbligatoria entro il 25 maggio chiamando al numero 340.2909008 oppure scrivendo un’email a eventi@amaleducation.net.

Verranno messe all'asta bottiglie provenienti da cantine di collezionisti e appassionati che si sono generosamente prestati a sostenere questo evento solidale.

Amal for Education (amal in arabo significa “speranza”) è un'associazione non profit dedicata allo sviluppo e alla promozione di progetti di sostegno all'educazione in aree di conflitto.

In tre anni di attività, i nostri progetti si sono concentrati a Kilis, una città turca a ridosso del confine siriano, ad appena 50 chilometri da Aleppo. Kilis conta 50 mila abitanti turchi, a cui si sono aggiunti

100.000 profughi siriani negli ultimi anni. 60 mila vivono in campi d’accoglienza organizzati, mentre gli altri 40.000 nei sobborghi della città vivono in condizioni precarie, talvolta al limite della dignità umana e privi di molti servizi essenziali.

È stato possibile fornire a parte di questa comunità un primo sostegno di base, tutto questo grazie alla generosità dei nostri donatori e volontari.

Sempre a Kilis, Amal for Education, ha dato vita anche al suo primo centro educativo: "Bayt Al Amal" (la casa della speranza) dove vengono accolti bambini e bambine, ragazzi e ragazzi e anche adulti che svolgono corsi e attività di istruzione e formazione.

Si tratta di figli di famiglie normali, ma quei bambini e i loro familiari sono fuggiti e sopravvissuti a una guerra devastante che dura da più di sei anni.

Nei suoi primi tre anni di attività, più di 1500 bambini e ragazzi siriani fuggiti dalla guerra hanno ricevuto aiuti e soprattutto hanno potuto vivere ore di normalità frequentando il centro e riprendendo il percorso scolastico interrotto dalla guerra.

Il centro è interamente gestito e finanziato dall’associazione Amal for Education e il personale docente e non docente è costituito da rifugiati siriani.

Il motto del centro Bayt Al Amal è “Non uno di meno”.

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Wine Show, lo spettacolo nel bicchiere

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Cento espositori, 700 etichette in degustazione. Il 3 e 4 giugno a Orvieto la seconda edizione dell’evento enogastronomico con il miglior sommelier d’Italia Maurizio Filippi e la magia del Wine Tour.

Cento espositori da tutta Italia, 700 etichette in degustazione, uno spettacolo per gli occhi e per il palato, uno spettacolo nel bicchiere. Torna il 3 e 4 giugno a Orvieto il Wine Show, l’evento enogastronomico dedicato a esperti e appassionati di vino, una preziosa occasione di incontro e confronto diretto tra i produttori e le imprese del settore food&beverage, un’opportunità imperdibile per visitare una delle più belle città d’Italia.

Tante le novità della seconda edizione presentata questa mattina alla stampa e alla città nella suggestiva cornice dell’Enoteca regionale di palazzo del Gusto riaperta al pubblico per l’occasione e per il Wine Show. Innanzitutto la collaborazione con “Orvieto in fiore” dalla quale è nato il Wine Tour, una degustazione itinerante attraverso i colori e i profumi dei quattro quartieri di Orvieto immersi nella magia delle rievocazioni medievali e addobbati dalle infiorate. Gli abili infioratori di “Orvieto in fiore” realizzeranno inoltre delle composizioni a tema dedicate al vino e al Wine Show nelle sedi dell’evento.

Ospite e testimonial della manifestazione il miglior sommelier d’Italia, Maurizio Filippi, che sarà protagonista di due degustazioni guidate. La prima - “Orvieto, Classico senza tempo” - porterà alla sorprendente riscoperta di vecchie annate di Orvieto Doc e Classico e si terrà tra le pareti scavate nel tufo dell’Enoteca regionale di palazzo del Gusto. La seconda – “Next stop: Wine” – sarà invece una imprevedibile degustazione show tra gli stand assolutamente da non perdere.    

Tre le location della manifestazione nel centro storico di Orvieto: la ex Chiesa di San Giacomo in piazza Duomo,  sede della biglietteria principale e luogo di partenza del Wine Tour, il palazzo del Popolo, dove si troveranno gli stand dei vini di Orvieto e dell’Umbria, e palazzo del Gusto, che ospiterà la rassegna di vini provenienti dal resto d’Italia con la partecipazione anche di etichette internazionali della Slovenia e del Cile.

Ad accompagnare le degustazioni, per la prima volta insieme, i sommelier di Ais Umbria e Fisar Orvieto mentre Ennio Baccianella e gli esperti dell’associazione “A tavola con Bacco”  guideranno tre degustazioni sui distillati nella Sala Etrusca di palazzo del Popolo.  

L’itinerario di degustazione nelle location di Wine Show sarà collegato anche a un divertente percorso social che vuole rafforzare ed esaltare il messaggio della manifestazione. Il vino è condivisione e sono le nostre emozioni, le persone con cui lo condividiamo e i luoghi che fanno da cornice a renderlo unico e indimenticabile. Visitatori e turisti avranno così l’occasione di scattarsi delle foto particolari da postare e pubblicare sui profili Facebook, Instagram e Twitter della manifestazione con gli hashtag #BeWine e #WineShow2017 che gli permetteranno di partecipare a un coinvolgente instant contest fotografico.

La tradizione del vino e l’innovazione tecnologica andranno a braccetto grazie alla partnership con la multinazionale Engineering che oltre a curare una postazione social e i digital signage che si troveranno nelle sedi della manifestazione, ha anche sviluppato e messo a disposizione una app per una coinvolgente degustazione hi-tech tutta da scoprire e provare.

“La prima edizione ha avuto un successo inaspettato – ha affermato Alberto Crispo, organizzatore di Wine Show Orvieto –  ora la manifestazione vuole crescere e consolidarsi. Orvieto è una città del vino, ha storie da raccontare, luoghi eccezionali da mostrare e ha bisogno di un evento che non solo sappia mettere in vetrina tutto questo ma che possa aprire le porte al confronto con altre realtà perché è solo così che si può crescere. Wine Show ha l’ambizione di colmare questo vuoto e ha puntato sulle sinergie per realizzare una manifestazione corale con tutti coloro che hanno a cuore questo obiettivo. Ci auguriamo che già a partire dalla prossima edizione anche il Consorzio di tutela dei vini di Orvieto, invitato a partecipare, collabori con noi. A questa seconda edizione saranno presenti aziende da tutta Italia e dall’Estero, cantine affermate e piccoli produttori con sorprendenti etichette tutte da assaggiare”.  

“Per me – ha sottolineato l’umbro e orvietano d’adozione Maurizio Filippi, miglior sommelier d’Italia e rappresentante Ais  – questo è un anno particolarmente bello e impegnativo grazie al risultato raggiunto in maniera inaspettata ma forse intimamente e profondamente voluta. Credo nelle produzioni e nei territori che sanno parlare di loro e in questo periodo ho avuto l’opportunità di girare tutta Italia e raccontare molte realtà ma vedermi coinvolto per la prima volta a Orvieto per rappresentare il territorio che vivo ogni giorno è per me un onore. Secondo me Orvieto è tra le cinque migliori città del vino d’Italia e dalla mia esperienza ho avuto modo di constatare come il territorio orvietano a volte sia sorprendentemente capace di superare anche il volere istantaneo di chi se ne prende cura. Per questo al Wine Show ho voluto dedicare un momento su quanto di più emozionante, inaspettato e sorprendente questo territorio è capace di raccontare”.

“Era l’evento che mancava a Orvieto”, ha aggiunto il delegato della Fisar di Orvieto e già miglior sommelier d’Italia Fisar nel 2006, Ennio Cadamuro, mentre il presidente dell’associazione “A tavola con Bacco” Ennio Baccianella ha evidenziato come Wine Show Orvieto abbia “i numeri per diventare la più importante manifestazione sul vino in Umbria”.  

La manifestazione gode del patrocinio del Comune di Orvieto, della Provincia di Terni e della Confartigianato.

“Wine Show è una grande iniziativa – ha detto il sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani – ed è evidente lo sforzo e il salto di qualità che si è voluto fare in questa seconda edizione. L’amministrazione comunale, grazie agli assessori alla Cultura, Alessandra Cannistrà, e al Turismo, Andrea Vincenti, sta facendo un grosso lavoro nella riorganizzazione del sistema degli eventi e nella promozione culturale della città. E il mondo del vino, sul quale puntiamo tanto, si inserisce a pieno titolo in questo contesto. Ho solo due rammarichi. Uno è che sarei voluto arrivare a questo appuntamento con la firma della convenzione con la Provincia di Terni per l’utilizzo di palazzo del Gusto e quindi procedere nel progetto di valorizzazione di questa struttura. Ancora non ci siamo riusciti, abbiamo delle difficoltà molto burocratiche e poco reali che vogliamo e dobbiamo superare. La seconda è che un evento del genere deve avere tra i protagonisti anche il consorzio del Vino di Orvieto. Dobbiamo fare in modo che in questa città ci sia la massima collaborazione tra tutti in tutti i settori. Soltanto così potremmo fare quel salto di qualità che per anni a Orvieto è mancato e noi ci adopereremo per questo”.  

“Wine show – ha dichiarato il presidente della Provincia di Terni, Giampiero Lattanzi - è un evento importante perché valorizza una delle eccellenze di questo territorio. La promozione dei prodotti tipici peraltro è uno degli obiettivi principali della Provincia e del progetto delle Aree interne che vuole così valorizzare anche i 20 comuni che ne fanno parte. In questo contesto Palazzo del Gusto deve essere e sarà lo strumento di promozione di questo ampio territorio potendo contare su una bellissima struttura che può coniugare enogastronomia, cultura e turismo. Stiamo lavorando con il Comune di Orvieto alla definizione di una convenzione per l'utilizzo del palazzo e contiamo di risolvere la questione quanto prima”.

“La nostra associazione – ha affermato il presidente di Confartigianato Terni, Mauro Franceschini – è sempre vicina a quelle manifestazioni che parlano delle eccellenze del territorio e Wine Show rappresenta un’opportunità per valorizzare al meglio il mondo del vino. Pur non rappresentando direttamente imprese del settore non possiamo che sostenere eventi che possono creare indotto e fare da volano allo sviluppo economico del territorio.”

Come nella prima edizione, anche quest’anno Wine Show sposa la cultura e l’arte. A palazzo del Popolo saranno infatti esposte le sculture in tufo di Sara Spaccino mentre la pittrice Viera Danielli realizzerà appositamente per l’evento dei lavori che saranno in mostra a palazzo del Gusto. La manifestazione avrà poi un “aperitivo” letterario nella mattinata di sabato 3 giugno con la presentazione del libro “Nighthawks”  di Nicola Mariuccini nella Sala Etrusca di palazzo del Popolo.

Grazie alla collaborazione con il tour operator Orvietur sono stati inoltre predisposti degli appositi pacchetti turistici per il weekend del 3 e 4 giugno che coniugano l’evento alla promozione del territorio.  L’associazione “La Castellana”, come lo scorso anno, si occuperà della logistica e della sicurezza dell’evento mentre nei due giorni della manifestazione l’associazione “Orvieto per tutti” garantirà la copertura wi-fi gratuita delle sedi.

L’ingresso alle sedi dell’evento è libero e gratuito ma per accedere alle degustazioni sarà necessario acquistare un biglietto dal costo di 15 euro che dà diritto a 9 degustazioni. Acquistando il ticket on line si riceveranno tre degustazioni aggiuntive in omaggio per un totale di 12.

Wine Show è una mostra mercato dove sarà possibile acquistare i prodotti direttamente dai produttori ai banchi di degustazione.

Per il programma e tutte le informazioni sulle degustazioni è possibile visitare il sito web www.wineshoworvieto.com

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Nuovo palinsesto Wine Tv

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Cari Winetvlovers,

pronti per il nuovo palinsesto?

Davvero tante le novità da presentarvi. Iniziamo dall’ultimo servizio che abbiamo pensato per voi. Da oggi potrete consultare cosa stiamo trasmettendo sul canale Sky 815 e gli orari del prossimo filmato, direttamente dalla home page del nostro portale www.wine-tv.it; mentre nella Guida Tv troverete la tabella completa della messa in onda. 

Tanti anche i nuovi video che vogliamo mostrarvi. Il primo è il racconto dell’Only Wine Festival, la mostra mercato dedicata alle piccole cantine e ai giovani produttori che, quest’anno, ha collezionato il record di presenze. Siamo andati a Città di Castello per mostrarvi ogni angolo e ogni iniziativa. 

Proseguiamo con l’editoriale dedicato alla più grande fiera del vino italiana. Fra gli stand di Verona per farvi vivere il Vinitaly di Wine Tv con le cantine che abbiamo selezionato.

Nei nostri studi è venuto a trovarci l’onorevole Luca Sani, presidente della 13esima commissione agricoltura della Camera. Con lui abbiamo parlato del testo unico sul vino, dell'export, dei gravi danni causati dal gelo e quali sono state le azioni intraprese dal Governo a sostegno degli agricoltori.

Prosegue il viaggio di Maurizio Zanolla e di Easy Winer. Questa volta però la Harley è stata sostituita dalla motoslitta per affrontare i ripidi itinerari delle Dolomiti e portarci scoprire 4 ristoranti di eccellenza.

Sapreste spiegare i termini “classico”, “riserva” e “superiore”? Non perdetevi le Pillole del dottor Radicchi.

Tutti i video di Wine Tv potrete trovarli sul nostro portale www.wine-tv.it e su Youtube.  

Seguiteci anche sulla nostra pagina Facebook , mettete il vostro like per non perdere le novità!

Buona visione e buon vino a tutti!

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La Mostra del Chianti compie 60 anni

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La Mostra del Chianti di Montespertoli festeggia quest’anno un compleanno speciale compiendo sessant’anni di vita e di attività. 

Giunta alla piena maturità, la rassegna di degustazioni del vino più famoso al mondo, conserva la freschezza e l’entusiasmo di una manifestazione appena nata unita alle tante esperienze che si sono succedute negli anni.

La Mostra è divenuta con il tempo un appuntamento imperdibile per gli appassionati di enogastronomia e non solo.

Nella Piazza del Popolo si potranno trovare i padiglioni per le degustazioni dei vini, alcuni selezionati per la Mostra da un panel di degustatori professionisti, altri selezionati dalle aziende vinicole che presenteranno le loro produzioni d’eccellenza dando la possibilità ai visitatori di assaggiare e apprezzare i migliori vini e oli della zona.

Una molteplicità di iniziative, aventi come fil rouge il Chianti, si dipaneranno da sabato 27 maggio a domenica 4 giugno 2017 facendo di Montespertoli un centro attivo e vitale con incontri, concerti, spettacoli comici, spettacoli di circo e raduni di automobili e di trattori d’epoca.

In nove giorni verrà offerto un menu per tutti i gusti: si comincia con la musica il 27 maggio con i Betta Blues Society che propongono un mix di blues delle origini e di brani originali suonati con la sola strumentazione acustica tipica del genere (dobro, ukulele, contrabbasso, percussioni).  Il 28 maggio i Rubber Soul suoneranno in Piazza del  Popolo una scaletta dalle sonorità e il groove anni ’70.

Il 1 giugno invece in Piazza Machiavelli sarà presente il cantautore di razza Bobo Rondelli e il 2 giugno gli /handlogic, un gruppo che sviluppa un sound elettronico minimale che rimanda alla scena alternativa britannica e a quella R&B contemporanea e Ermal Meta, vincitore del Premio della Critica Mia Martini al Festival di Sanremo. Il 4 giugno in Piazza Machiavelli suoneranno gli Ismael Circus, gruppo jazz, capitanato dal pianista Samuele Strufaldi, che sprigiona energia attraverso strutture asimmetriche e cambi di tempo che regalano costante movimento alle loro performance. A seguire gli A-D.O.C. Viaggio Musicale dai Balcani all’Iran promossi dall’Associazione Prima Materia a sostegno dei progetti musicali nei campi profughi palestinesi in Libano e, in occasione dell’anniversario del gemellaggio tra Montespertoli e Neustadt, suonerà un gruppo jazz proveniente dalla città tedesca.

Tra gli spettacoli il 3 giugno saranno presenti il comico Cristiano Militello, volto storico di Striscia la Notizia e la scuola Chez Nous, … le Cirque, che, oltre al laboratorio di circo per bambini, metterà in scena uno spettacolo dedicato alle arti circensi. 

Molti altri ancora gli eventi in programma che faranno da cornice ai wine-testing, agli assaggi, alle esperienze culinarie e del buon bere: il raduno di auto d’epoca del Topolino Club (28 maggio), il raduno dei trattori d’epoca tra cui il Trattore Don Milani (27 e 28 maggio), mentre il 4 giugno avrà luogo quello delle moto Ducati.

In occasione della Festa della Repubblica (2 giugno) la mattina si celebrerà la consegna della Costituzione ai diciottenni, mentre nel pomeriggio verrà srotolata la bandiera italiana nel centro della cittadina. 

Anche in questa sessantesima edizione si rinnova l’appuntamento con Bottiglia d’artista, asta di beneficenza in favore dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, con la vendita di bottiglie magnum impreziosite da etichette d’autore.

Infine Il borgo di Montespertoli e il suo intero territorio parteciperanno al secondo concorso di addobbo floreale Montespertoli un fiore di città, iniziativa promossa da ACME04 srl, in collaborazione con il Consorzio Turistico Terre di Leonardo e Boccaccio e Colline del Chianti e con i fioristi e vivaisti locali. La manifestazione intende promuovere e diffondere l’importanza del verde quale elemento di decoro urbano, valorizzando al contempo tutto il territorio di Montespertoli grazie all’intervento attivo dei suoi residenti.


Info:

www.mostradelchianti.it

Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica Piazza Machiavelli,13, 

tel. 0571.600255/ 0571608636

touristofficemontespertoli@gmail.com

Orario:

Sab. 27 Maggio e 3 Giugno: 17:00-01:00

Dom. 28, Ven. Dom. 4 Giugno 10:00-24:00

Ven. 2 Giugno: 16:00-02:00am

Lun. 29, Mar. 30 e Mer. 31 maggio: 16:00-24:00

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Vinosouvenir, il vero amore dura più di un assaggio

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di Francesca Penzo

Venerdì 5 maggio alle ore 17:30 succede che a Rovigo, già tinta di arancione per il festival culturale Rovigoracconta, apre i battenti la prima mostra mercato dedicata ai vitigni autoctoni e produzioni gastronomiche tipiche che popolano le terre attraversate dal fiume Po.

Sulle orme del racconto di Mario Soldati, visionario e attualissimo intellettuale che già a fine anni ’50 parlò dell’enogastronomia di queste terre, si snoda il percorso degli espositori.

Quale luogo migliore se non il Polesine per ospitare tanti vignaioli e artigiani del cibo? Si tratta di un territorio “neutro”, uno dei pochi luoghi in Italia dove non si produce neanche una goccia di vino, ma anche dove, come dice Walter Massa, nessuno ti obbliga a bere qualcosa che non ti piace e non senti tuo. Quindi si può scegliere e si è scelto bene, qualità e legame con il territorio.

Una trentina di aziende vitivinicole e una quindicina di produttori di chicche gastronomiche in un clima di condivisione e curiosità in uno spazio raccolto e curato. Interessante la selezione di queste, tutte persone “vere”, gente che le mani nella terra le mette per davvero e che ama raccontare quando credono nel loro lavoro.

Produzioni meno conosciute, tesori rari, c’è da perdersi in questo mondo e io come sempre non ci metto molto.

A dare ancora più risalto alla manifestazione sabato pomeriggio un salotto molto esclusivo per la presentazione del libro di Marzia Pinotti “La barbera è femmina” con la presenza dell’indipendente Walter Massa e... mia in qualità miglior di sommelier del Veneto 2017 a raccontare il “Monleale” 2003, barbera da lui prodotta. A dirigere il tutto Emanuela Pregnolato, degustatrice Ais e organizzatrice dell’evento. 

Poi il valore aggiunto, il momento per “l’eno-shopping”. E’ bello poter portare a casa un pezzetto di emozione, un vino-souvenir che ricordi queste giornate, queste persone. Proprio Mario Soldati diceva che “il viaggio è un sentimento, non soltanto un fatto”, ed è questo che si percepisce dopo aver vissuto questo luogo.

Quindi ecco i miei appunti di viaggio.

VIGNETI MASSA

Walter Massa un nome, una garanzia. Senza soffermarmi sul timorasso, che tanto amo e tanto è ormai conosciuto, passo direttamente alla barbera, e che barbera!  Bigolla 2004 al banco d’assaggio. Annata splendida che da vigore e nervo ancora oggi. Una boccetta di profumo ai frutti rossi macerati, spezie scure, piccanti e toni balsamici, molto piemontesi. Avvolgente e carica, un abbraccio infinito.

LE MARIE

Una rarità di nome “Blanc de lissart”, una malvasia moscata che si apre in un ventaglio di erbe aromatiche, con la salvia sopra tutte. Verticale, agrumata e molto primaverile. Anche in bocca bella freschezza e dinamicità, con una nota amarotica  che da sprint.

PREVER

Vicino Torino, dove nessun altro vinifica praticamente, ci sono loro a valorizzare un vitigno a bacca sconosciuto che parla francese. Vino bianco “Bianco del fuoco”, sapido e decisamente tostato, ma non quella tostatura da evoluzione, bensì da frutta secca, mandorla nel particolare, sentore tipico di questo prodotto che non presenta mai punte di acidità scomposta e sempre giocato su un certo equilibrio. Il nome deriva da un incendio scoppiato in vigna e nei boschi limitrofi molti anni fa.

CARLO GNAVI

Erbaluce di Caluso, piccola DOCG in provincia di Torino, tanto speciale da prestarsi sia alla spumantizzazione che ad un magnifico appassimento. Vera perla dell’enologia italiana, davvero sottovalutata, purtroppo. Quanto è buona! Termine forse banale, ma che esprime molto bene la realtà dei fatti. 
Carlo e Giorgio sono degli artisti dell’erbaluce, del resto anche il cognome è autoctono.
Ravej – Erbaluce di Caluso DOCG passito riserva 2004.
Questo prodotto ha catalizzato l’attenzione di molti presenti con un profumo che si percepiva a distanza.
Il colore ambrato lucente rapisce del tutto il degustatore.
La nota netta di noce e frutta candita è infinita, così come lo è il sorso giocato in un incredibile equilibrio tra componente sapido-fresca e dolce-morbida, voluttuosa, suadente.

ANDREA PICCHIONI 

Altra eccellenza di questa mostra. Ci spostiamo nell’Oltrepò Pavese, in quella terra in cui la barbera e la bonarda danno risultati meravigliosi. Dalla vinificazione in purezza della croatina nella Bonarda “Ipazia” all’uvaggio con la barbera e l’ughetta nel Buttafuoco “Cerasa” e “Bricco Riva Bianca”, si può capire come la mano di un sapiente vignaiolo possa domare e rendere eleganti vitigni alle volte ostici e spigolosi, senza mai privarli della propria natura e riconoscibilità.

MIRCO MARIOTTI

Ci avviciniamo a Rovigo, siamo in Emilia, in quel Delta del Po dove si producono i “vini delle sabbie”. Uno più interessante dell’altro vista la forte personalità trasmessa da Mirco ai suoi prodotti. Fortana, Montu, Famoso, sono solo alcuni dei vitigni autoctoni utilizzati per poi passare ad un anomalo trebbiano orange “The big cold”, macerazione breve per un prodotto non troppo impegnativo, ma davvero ben lavorato.

QUOTA 101 e MAELI

Una splendida rappresentanza per il Veneto sono le cantine QUOTA 101 e MAELI, che hanno entrambe sede nei Colli Euganei, ma i cui titolari sono rodigini di origine.
Se Maeli osa con un metodo ancestrale da moscato giallo veramente versatile e fine, Quota 101 punta su un’elegantissima versione secca e ferma che sorprende per verticalità e sapidità e un Serprino frizzante che rischia di finire in un batter d’occhio.

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Sommelier in pista, sciare con gusto

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di Silvia de' Lutti

L'Alta Badia in versione Food & Wine. Sì perché Alta Badia non è solo sinonimo di divertimento sulla neve, di gare di sci blasonate con la Gran Risa e la Saslong come teatro, ma regala anche magiche atmosfere con montagne imbiancate che incantano tutti dallo sciatore esperto al semplice principiante. 

Qui si parla ladino, italiano e “gran gourmet”! Questa valle vanta ben 4 stelle Michelin ai piedi delle Dolomiti: dal Lagazuoi passando per S. Cassiano fino a Corvara, in soli 10 km si trova il gotha dell’enogastronomia altoatesina, un vero parco dei divertimenti per wine&food lovers.

Durante la stagione sciistica sono tanti gli eventi enogastronomici, organizzati dall’associazione turistica dell’Alta Badia, che si susseguono e che hanno come protagonisti rifugi, piste da sci, chef, prodotti e vini di nicchia.

Gourmet Skisafari: sci ai piedi, ci si sposta da una baita all’altra per degustare i piatti preparati dagli chef stellati della zona. Ecco quindi Norbert Niederkofler che al rifugio Bioch ha interpretato a modo suo i tortellini in brodo. Lo chef Matteo Metullo, invece, ha presentato un’animella di vitello fritta, su battuta di scampi, spuma di topinambur affumicata e salsa alla liquirizia e anice al rifugio Moritzino, mentre lo chef Nicola Laera, al rifugio Col Alt, ha cucinato una porchetta di coniglio del Bleggio con i suoi fegatelli, zucca, castagne e polvere di prosciutto di sauris. Queste creazioni sono poi state protagoniste, insieme ad altri piatti preparati da chef internazionali, dell’iniziativa Sciare con gusto. Nella stagione 2016/2017 a farla da padrone sono stati gli chef di montagna, arrivati dalle più esclusive località sciistiche del mondo. La formula vincente è quella di sempre, 14 rifugi e 14 chef, con ricette ispirate alla tradizione, abbinate a vini altoatesini. Insomma, un vino tira l’altro!

Dopo il successo dello scorso anno, è stata riproposta l’iniziativa “Sommelier in pista” con degustazioni di vino ad alta quota. 

L’evento, con l’obiettivo di suggellare il legame tra la montagna, lo sport ed i prodotti d’eccellenza del territorio, è stato organizzato in sei appuntamenti. Un maestro di sci ed un esperto sommelier sono stati le guide degli appassionati di vino e di montagna: passando da un rifugio ad un altro (Bioch, Col Alto, Tablà, Bamby e Piz Arlara, a 2000 mt di quota) si sono degustati i più prestigiosi vini altoatesini.  

E quindi cosa aspettate? Affilate le lamine, agganciate gli scarponi, calici alla mano e pronti per la stagione 2018/19 in Alta Badia. Ein Prosit!

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Nuovo palinsesto Wine Tv

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Cari Winetvlovers,

ecco un nuovo palinsesto di Wine Tv con nuovi video e nuove avventure.

La prima è una sfida improvvisata fra i banchi del Vinitaly. Una divertente gara per scoprire il vino preferito da Cristiano Cini. Unica regola: scegliere etichette delle aziende che appartengono al Movimento turismo del vino della Toscana.

Lasciamo Verona, pronti per un altro entusiasmante evento legato al mondo del vino: il 3 e 4 giugno si svolgerà Wine Show Orvieto. Nell’intervista a cura di Mattia Cialini, l’organizzatore della kermesse Alberto Crispo svela, in anteprima, le novità di questa edizione.

Conosciamo l’Ais Toscana attraverso la voce dei suoi delegati: Massimo Rossi e Bruno Caverni ci raccontano i territori di Arezzo e Prato e le loro delegazioni.

Per la rubrica Wine Tv racconta, nuovi vini da scoprire delle aziende Benedetti & Grigi, degustati dal migliore sommelier al mondo Luca Martini e Villa La Ripa, raccontati dal miglior sommelier d’Italia 2015 Andrea Galanti.

Ricordiamo che per vedere Wine Tv non sono necessari abbonamenti o costi aggiuntivi: è sufficiente disporre di una parabola e di un decoder Hd.

Con un qualunque abbonamento a Sky, Wine Tv è visibile sul canale 815.

Con decoder free è possibile vedere Wine Tv sul satellite Hot bird effettuando una ricerca per canale, oppure tramite ricerca manuale, inserendo i seguenti dati: Frequenza 12.245 S/R 29.900 Polarità: Orizzontale FEC 5/6

Buona visione e buon vino a tutti!

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Vitigni e vini di Latina nel volume ‘Viaggi nell’Agro Pontino. Vita, vitis, vinum’

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di Giuseppe Motisi 

Terra di luoghi mitologici visitati anche da Ulisse nelle sue peregrinazioni, terra evocatrice di storie di malaria, di paludi e di bonifiche, terra prepotentemente mediterranea dove ulivo e vite si arrampicano dai pendii assolati del Tirreno fino all’Appennino. 

È il territorio di Latina e della sua provincia al quale è dedicato, per la prima volta, un ritratto dal punto di vista della produzione enologica nel volume ‘Viaggi nell’Agro Pontino. Vita, vitis, vinum’, presentato lo scorso 28 aprile e pubblicato dalla Atlantide editore. 

Autori del volume sono Antonio Scarsella, ex sindaco di Sermoneta ed ex presidente del Consorzio per lo sviluppo industriale Roma-Latina, e Mauro D’Arcangeli, direttore di Confagricoltura Latina, che si sono cimentati non già in una classica guida dei vini, bensì nella scrittura di un vero e proprio romanzo che, attraverso la voce dei suoi protagonisti, racconta in prima persona la straordinaria varietà delle viti e la storica vocazione enologica dell’Agro pontino.

“Il romanzo di Scarsella e D’Arcangeli prende le mosse dal sito archeologico di Satricum dove Peter von Goethe, lontano discendente immaginario del grande scrittore tedesco, insieme alla sua collega olandese Clem, entrambi docenti universitari di storia antica, iniziano il loro viaggio lungo i sentieri dell’Agro Pontino – spiega Dario Petti, editore del libro e saggista -. Seguendo le illustri ed antiche orme che la storia ha lasciato impresso nel territorio di Latina e del suo hinterland, le vicende dei due protagonisti del romanzo si svolgeranno lungo un particolare filo conduttore: il vino, secolare eccellenza e linfa vitale di queste terre che veniva prodotto già duemila anni fa e che, ancora oggi, è elemento fondamentale dell’identità del territorio pontino”.  

Il vino ha dunque un ruolo di primo piano nel romanzo: è non soltanto raccontato, ma valutato ed illustrato, dal vigneto alla bottiglia, fornendo così al lettore una mappatura delle eccellenze enologiche del territorio pontino. Al termine della narrazione sono infatti menzionati in dettaglio i principali vitigni locali, i vini di più antica tradizione e quelli creati dalla moderna e lungimirante enologia pontina. 

“L’Agro pontino è un rosario di perle, della natura e create dall’uomo – ha affermato nel corso della presentazione del volume Marco Carpineti, presidente dell’associazione Strada del vino della provincia di Latina -. Le origini di Cori, ad esempio, anticipano di sei secoli quelle di Roma; Ninfa è un borgo medievale che nasce attorno ad un tempio romano dedicato alle Ninfe delle acque e dei boschi; Sezze deve le sue origini, secondo la leggenda, ad Ercole; Priverno è descritta da Tito Livio come un potente centro volsco. Più a sud Terracina, poi Fondi e Sperlonga protesa sul mare, uno dei più affascinanti borghi medievali del Mediterraneo; nelle vicinanze di Sperlonga sono poi presenti i resti dell’imponente villa di Tiberio. Più che moderne sono invece le città dell’architettura razionalista come Latina, Sabaudia e Pontinia, nate nel corso della bonifica dell’Agro pontino. Tra storia, cultura e natura, immersi in questa splendida cornice si snodano dunque i ‘Viaggi’ del romanzo, e nascono e si sviluppano le aziende vitivinicole della Strada del Vino della provincia di Latina”.

Da registrare che alla presentazione del libro ‘Viaggi nell’Agro Pontino. Vita, vitis, vinum’ insieme agli autori e all’editore sono intervenuti, Felice Costanti, assessore alle Attività produttive del comune di Latina, Enrico Forte, membro della commissione Agricoltura della regione Lazio, e Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini.

Per informazioni sul volume si può consultare il sito http://www.atlantideditore.it 


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Ciliegiolo d'Italia, a Narni il 20 e 21 maggio

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Dopo il successo delle passate due edizioni torna Ciliegiolo d’Italia, la prima iniziativa di approfondimento dedicata interamente a questo vitigno, diffuso in varie parti d’Italia ma ancora poco esplorato e a tutte le aziende che lo producono in purezza sul territorio nazionale. 

L’evento si svolgerà, come sempre, a Narni conosciuta in passato come Narnia, che vanta origini antichissime risalenti all’epoca pre-romana ed è tra le cittadine più belle dell’Umbria, oltre a essere una zona ad alta vocazione per la produzione del Ciliegiolo. Due giorni, sabato 20 e domenica 21 maggio, di approfondimenti, seminari, banchi di assaggio alla presenza dei produttori e cooking show, all'Auditorium di San Domenico, edificio del XII secolo nel centro storico di Narni che conserva intatta tutta la sua bellezza. 

Saranno circa 30 i produttori che con i propri vini permetteranno a un pubblico, non solo di operatori del settore ma anche di appassionati di enogastronomia, di scoprire le varie declinazioni di un “rosso agile e slanciato, che riscatta la propria leggerezza come un valore, come garanzia di trasparenza. E sa proporsi nei casi migliori come un rosso scorrevole e succoso, tutt’altro che scivoloso e sfuggente: un vin de soif capace di stimolare il sorso succesivo”, come lo ha definitivo Giampaolo Gravina, massimo esperto di enogastronomia del nostro Paese.

Ad approfondire questi aspetti del Ciliegiolo, attraverso delle degustazioni guidate ci saranno giornalisti del calibro di Alessandra Piubello (Guida Vini Veronelli), Gianni Fabrizio (Gambero Rosso), Guido Ricciarelli (I Vini Buoni d’Italia) e Riccardo Viscardi e Livia Berardelli (Doctor Wine).  

Il matrimonio tra vino e cibo sarà un altro protagonista. Infatti, alla collaborazione con Slow Food Terre dell'Umbria Meridionale si potranno degustare e acquistare alcuni Presidi e piccole produzioni alimentari di questa terra ricca di tesori del gusto. Inoltre, la manifestazione sarà animata da cooking show che mostreranno l’esecuzione di alcune ricette eseguite da noti chef del territorio e gli abbinamenti con il Ciliegiolo.

La manifestazione è promossa e ideata dall'Associazione dei Produttori di Ciliegiolo di Narni, composta da sette aziende locali riunitesi per la promozione e lo sviluppo del “Ciliegiolo di Narni”, tipico di queste zone e presente già dal Medioevo.

L'Associazione dei Produttori di Ciliegiolo di Narni è formata dalle aziende: Leonardo Bussoletti (il cui titolare, Leonardo Bussoletti, è il Presidente dell'Associazione), Fattoria Giro di Vento di Azienda Agricola Mazzocchi, Tenuta Casale Milli, Tenuta Fabrucciano, Agraria Ponteggia, Cantina Sandonna, Ruffo della Scaletta. Queste sette realtà che producono ed etichettano Cilegiolo di Narni in purezza hanno aderito a un disciplinare che certifica l'adozione di determinate norme di lavorazione, sia in vigna che in cantina, più rigorose rispetto al disciplinare IGT, e si contraddistinguono grazie ad un bollino posto in etichetta.

Ciliegiolo d'Italia si avvale del contributo dell’Unione Europea, della Repubblica Italiana e della Regione Umbria – Programma di Sviluppo rurale per l’Umbria 2014-2020, Misura 3.2.1 -, del patrocinio e del supporto del Comune di Narni e della Provincia di Terni

 

In breve:

Orari banchi di assaggio – Auditorium San Domenico 

(Ex Chiesa di San Domenico, Strada Mazzini, Narni TR)

Sabato 20 maggio: ore 15:00 – 21:00

Domenica 21 maggio: ore 12:00 – 19:00

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Vinitaly 2017: memorie di un viaggio tra vini e storie

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di Amanda Arena e Beunida Shani

Un antico detto recita: " Dove c'è vino c'è amore", non possiamo non dargli ragione. Non è un caso, infatti, che il Vinitaly, salone internazionale dedicato al mondo dei vini e dei distillati, avvenga a Verona, la città di Romeo e Giulietta. Nei quattro giorni di kermesse abbiamo avuto la possibilità di viaggiare l'Italia percorrendo i vari padiglioni, un itinerario fatto di profumi, colori ma soprattutto racconti di chi ha fatto del vino la sua storia. 

Iniziamo dal Piemonte con un Nebbiolo in purezza dell'azienda vitivinicola Ghiomo: una realtà attenta alla tradizione, dallo spirito genuino. Sempre per rimanere in tema di genuinità, abbiamo fatto tappa in Veneto da Silvia e Roberta Gardina di Quota 101, siamo nei Colli Euganei e quest’azienda giovane ci racconta quanto rilevante sia investire anche nella biodiversità. Incuriosite dal terroir dei Colli siamo andate a salutare Elisa Dilavanzo della Cantina Maeli, produttrice innovativa e coraggiosa. Elisa ci ha raccontato come ha voluto rendere il Fior d’Arancio, vino abbinato per tradizione solo ai dolci, un quid di più versatile e strutturato che si potesse sposare bene anche ai piatti più corposi. Scopo che è stato raggiunto brillantemente grazie alla sua creatività che l’ha portata a declinare il Fior d'Arancio in vari metodi: dal classico sino addirittura all'ancestrale. E poi c'è Stefania Mariani di Ca' dei Ronchi, siamo nel cuore vivo della Valpolicella. Stefania è un architetto giovanissimo che ha saputo far convivere l'amore per il design e l'innovazione alla passione dei grandi vini veronesi. Le loro etichette essenziali ed ironiche rimangono impresse quanto la loro selezione di Valpolicella ed Amarone. Un’altra sosta al padiglione 5 presso Ongaresca, cantina nata dalla passione di due amici, Sergio Traverso e Lorenzo Sinico, i quali intendono esaltare le peculiarità del territorio in cui operano, quello di Costabissara in provincia di Vicenza, producendo spumanti metodo classico caratterizzati da una bella persistenza e un’elegante piacevolezza. Nello stesso padiglione ci siamo soffermate anche da Marchesi di Barolo, storica realtà piemontese dedita da più di duecento anni alla viticoltura di elevata qualità, per ascoltare con le parole del titolare Ernesto Abbona la particolare storia di Cascina Bruciata, la nuova cantina acquisita nel Barbaresco, dello straordinario territorio e della sua filosofia aziendale incentrata sulla produzione di vini biologici. 

Il viaggio tra i profumi, i colori e i sapori ha toccato anche il Sud d’Italia con due regioni in cui la pratica della viticoltura, traendo origine dalla civiltà della Magna Grecia,  vanta una tradizione millenaria: la Puglia e la Calabria. Inizialmente giungiamo a San Marzano, nel cuore della patria d’elezione del celebre vitigno Primitivo di Manduria. Qui nel 1962 incomincia la storia di Cantine San Marzano nate originariamente da diciannove vignaioli, legati da generazioni alla coltivazione della terra, per raggrupparne oggi ben milleduecento in forma di cooperativa. Sotto la guida di Francesco Cavallo questa grande realtà produce vini che esprimono compiutamente l’essenza di quest’area del territorio pugliese fatta di sterminate distese di vigne e paesaggi meravigliosi incastonati tra due mari: lo Ionio e l’Adriatico. Per terminare questo coinvolgente “Vinitaly tour”, siamo giunte, infine, al padiglione Calabria per conoscere più da vicino la storia dell’azienda Santa Venere, situata sulle colline di Cirò, piccolo paese in provincia di Crotone. Qui, fin dal 1600, la famiglia Scala si dedica con estrema attenzione alla coltivazione della vite e dell’ulivo in regime biologico. Oggi è Giuseppe Scala a condurre l’azienda con l’ambizioso obiettivo di esaltare le particolarità del terroir calabrese e valorizzarne i vitigni autoctoni per farli conoscere ed apprezzare dai palati degli estimatori di tutto il mondo. 

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Nuovo palinsesto Wine Tv

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Cari Winetvlovers,

è iniziato il nuovo palinsesto di Wine Tv con nuovi video e nuovi protagonisti.

Inauguriamo la rubrica “Le pillole del dottor Radicchi”, dove l’esperto sommelier Luca Radicchi ci illustrerà, in pochi minuti, alcune nozioni fondamentali per ogni appassionato di vino. 

La Harley ha deciso di portare Maurizio Zanolla a Firenze,  capoluogo toscano, culla del rinascimento italiano. Ma anche città dalle grandi tradizioni enogastronomiche. Maurizio ci farà scoprire 4 diversi ristoranti, 4 filosofie di gusto che interpretano il territorio.

Restiamo in Toscana per goderci il prestigioso riconoscimento che il Touring club italiano ha assegnato alla Strada del vino Terre di Arezzo. 

Infine spostiamo in Lombardia, nella città giardino, dove Silvia de’ Lutti ci guiderà fra gli atelier del vino alla scoperta di una delle manifestazioni più eleganti e coinvolgenti: Wine Tasting Varese. 

Per la rubrica Wine Tv racconta, nuovi vini da scoprire delle aziende Benedetti & Grigi, degustati dal migliore sommelier al mondo Luca Martini e Villa La Ripa, raccontati dal miglior sommelier d’Italia 2015 Andrea Galanti.

Ricordiamo che per vedere Wine Tv non sono necessari abbonamenti o costi aggiuntivi: è sufficiente disporre di una parabola e di un decoder Hd.

Con un qualunque abbonamento a Sky, Wine Tv è visibile sul canale 815.

Con decoder free è possibile vedere Wine Tv sul satellite Hot bird effettuando una ricerca per canale, oppure tramite ricerca manuale, inserendo i seguenti dati: Frequenza 12.245 S/R 29.900 Polarità: Orizzontale FEC 5/6

Buona visione e buon vino a tutti!

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Premio Wine Tv all’Only Wine Festival

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Dieci categorie, dieci ambiti riconoscimenti. A città di Castello, in occasione dell’Only Wine Festival, si svolgerà la premiazione del primo concorso indetto da Wine Tv, canale tematico interamente dedicato al mondo del vino, in onda sul canale Sky 815. La consegna dei riconoscimenti, organizzata insieme a Fiera Show e Only Wine Festival, si svolgerà sabato 22 alle 22:30.  
Lo scopo è quello di esaltare le aziende che abbiano saputo distinguersi per un prodotto o un progetto, far conoscere e valorizzare i vini dei giovani produttori presenti alla manifestazione e gratificarli con un premio dell’emittente televisiva. 
Ai dieci vincitori sarà consegnata una targa e sarà regalato un video del format “Wine tv racconta”, una particolare degustazione, semplice e coinvolgente, realizzata da un esperto sommelier e testimonial Wine Tv. Il filmato sarà poi trasmesso sul canale Sky 815 per 3 mesi, condiviso sul sito internet www.wine-tv.it e su ogni piattaforma di Wine Tv.
Le dieci categorie individuate, alle quali le cantine hanno aderito inviando campioni di un loro vino, erano: miglior bianco, miglior rosso, miglior bollicina, miglior dolce, miglior autoctono, miglior vino qualità/prezzo, azienda green, miglior etichetta, vino originale, viticoltore dell’anno.
“La partecipazione – commenta il direttore di Wine Tv Cristiano Cini – è stata davvero considerevole. Oltre 50 cantine hanno preso parte all’iniziativa inviando i prodotti per la degustazione e una scheda con la storia dell’azienda e l’impegno nella valorizzazione e nel rispetto del territorio. Fa davvero piacere vedere l’attenzione e la passione che questi giovani produttori mettono nel loro lavoro e nei loro vini”.
I vincitori saranno svelati sabato 22 durante la cerimonia di premiazione.
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Il programma completo dell'Only Wine Festival

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PROGRAMMA

L'ingresso ad ONLY WINE FESTIVAL è gratuito. 

Tuttavia, per poter degustare i vini o le birre presenti è necessario acquistare un ticket, il cui prezzo varia a seconda del tipo di esperienza prescelta. I tipi di degustazione previsti sono i seguenti:

1) DEGUSTAZIONI LIBERE DI VINO in tutti i banchi d'assaggio acquistando un ticket da 15 euro che da diritto a 5 degustazioni di Vino libere ai banchi di assaggio delle cantine + 1 Trentodoc + 1 only Wine International, con compreso calice e porta bicchiere. 

2) DEGUSTAZIONI DI VINO GUIDATE DAI MIGLIORI SOMMELIER D'ITALIA E DEL MONDO 

Tutte le degustazioni guidate saranno anche tradotte nella lingua dei segni grazie alla collaborazione con A.U.S.R.U., Associazioni Unite dei Sordi della Regione dell’Umbria e ANIMU.

3) SPEED WINE - Corsi rapidi di approccio alla degustazione del vino condotti dai migliori sommelier AIS d'Italia e del Mondo 

4) DEGUSTAZIONI LIBERE DI BIRRA ARTIGIANALE presso l'area Only Beer acquistando un ticket da 10 euro che da diritto a 5 degustazioni compreso calice e portabicchiere. 

 - Tutti i clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo che presentino una carta di pagamento alle casse ONLY WINE FESTIVAL possono usufruire della convenzione per l'acquisto del biglietto che da diritto a 5 degustazioni di Vino libere ai banchi di assaggio delle cantine + 1 Trentodoc + 1 only Wine International al prezzo di 10 Euro. 


SABATO 22 APRILE 2017

ORE 12:00

APERTURA SITI ESPOSITIVI:

- AREA ONLY WINE FESTIVAL con i 100 migliori produttori under 40 e le piccole cantine selezionate da A.I.S. Italia - Palazzo Bufalini

- AREA ONLY WINE INTERNATIONAL - Crystal Dome 1 - Piazza Matteotti

- AREA ONLY WINE & TRENTODOC - Crystal Dome 2 - Piazza Matteotti

- AREA ONLY BEER - Crystal Dome 3 - Piazza Gabriotti

- AREA ONLY WINE AND CIGAR - Piazza Matteotti

- AREA ONLY WINE & WHISKY CLUB - Atrio del Comune - Palazzo del Comune di Città di Castello - Piazza Gabriotti

- AREA SPEED WINE - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San Paolo - Piazza Matteotti

- AREA SPEED BEER / SPEED WHISKY - Sala Capi Gruppo Consiliari - Palazzo del Comune di Città di Castello - Piazza Gabriotti.

- AREA ONLY CIGAR - Palazzo Bufalini

ORE 12:00

DEGUSTAZIONE GRATUITA SIGARO TOSCANO

Sede Cigar Club Valtiberino - Palazzo Bufalini (GRATUITA SU PRENOTAZIONE)

ORE 12:30

SPEED WINE

Corso rapido di approccio alla degustazione in lingua inglese

Condotto da Andrea Galanti (Migliore Sommelier d'Italia 2015) - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San Paolo - Piazza Matteotti  

(Prezzo: 10 Euro) 

ORE 15:00

INAUGURAZIONE DI "ONLY WINE FESTIVAL" 

Taglio del nastro e visita del percorso espositivo per istituzioni, autorità e stampa - Palazzo Bufalini

ORE 15:00

SPEED CIGAR

Corso rapido di approccio al fumo lento - sede Cigar Club Valtiberino-Palazzo Bufalini

ORE 15:30

DEGUSTAZIONE GUIDATA "RACCONTI IN RISERVA": lo stile delle case spumantistiche nelle espressioni millesimate vocate alla longevità – degustazioni di diverse espressioni tra Chardonnay e Pinot Nero.

Degustazione guidata in collaborazione con il Consorzio Trento DOC

Condotta da Maurizio Dante Filippi (Migliore Sommelier d’Italia 2016)presso Sala degli Specchi - Palazzo Bufalini

ORE 16:00

SPEED WINE “Barrique - Botte Grande”

Corso rapido per comprendere meglio le differenze tra l'evoluzione in Barrique e l'evoluzione in Botte Grande

Condotto da Luca Martini (Migliore Sommelier del Mondo) - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San Paolo - Piazza Matteotti

(Prezzo: 10 Euro) 

ORE 16:00

DEGUSTAZIONE GRATUITA SIGARO ITALICO

sede Cigar Club Valtiberino - Palazzo Bufalini

ORE 16:30

PRESENTAZIONE “VINUMBRIA”

APP DELLE ZONE DI PRODUZIONE DEI VINI DELL’UMBRIA- POLO TECNICO – FRANCHETTI SALVIANI Sala Degli Stucchi - Palazzo Bufalini


ORE 16:30

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO VINCITORE DEL CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE “BERE IL TERRITORIO” - ISTITUTO UGO PATRIZI - Sala Degli Stucchi - Palazzo Bufalini

ORE 17:00

DI...VINO VERSO

Presentazione del libro di Flavia Scebba a cura di Luoghi Interiori – Sala Degli Stucchi - Palazzo Bufalini

ORE 17:30

SPEED WINE “ORVIETO CLASSICO”

Corso rapido di approccio alla degustazione del "Bianco" pietra miliare della storia del Vino italiano

Condotta da Maurizio Dante Filippi (migliore sommelier d’Italia 2016) - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San Paolo - Piazza Matteotti

(Prezzo: 10 Euro)

ORE 17:30

ONLY WHISKY

Sessione masterclass condotta da Claudio Riva - Sala Capi Gruppo Consiliari - Palazzo del Comune di Città di Castello

Degustazione di 4 selezioni di WhiskyClub Italia

CLYNELISH 15 ANNI, 2001-2016 - HIGHLAND SINGLE MALT SCOTCH WHISKY / 46% VOL.

GLENDRONACH 12 ANNI, 2004-2016 - SPEYSIDE SINGLE MALT SCOTCH WHISKY / 51.1% VOL.

CAOL ILA 10 ANNI, 2006-2016 - ISLAY SINGLE MALT SCOTCH WHISKY / 46% VOL.

AUCHENTOSHAN 17 ANNI, 1998-2016 - LOWLAND SINGLE MALT SCOTCH WHISKY / 46%

(Prezzo: 25 Euro) 

ORE 18:00

UN BRINDISI CON "ROMEO Y JULIETA"

Degustazione guidata di Sigaro Cubano Romeo y Julieta Capuletos Edizione limitata 2016 e Champagne condotta Catadores (Maestri conoscitori del sigaro) e Luca Martini (Migliore sommelier del Mondo)- sede Cigar Club Valtiberino-Palazzo Bufalini

(Prezzo: 30 Euro) 

ORE 18:00

DEGUSTAZIONE GUIDATA "I VINI DEL FUOCO" 

Degustazione di 7 "campioni" figli di territori vulcanici

Condotta da Andrea Galanti (Migliore Sommelier d'Italia 2015) Sala degli Specchi - Palazzo Bufalini

Vini in degustazione:

- Sesto 21 - Frascati Superiore D.O.C.G. - Casata Mergè

- Millesumare- Sicilia D.o.c. Bianco - SantaMariaLaNave

- Albare - Soave D.o.c. – Az.agr.Portinari

- Runcata - Soave Superiore- Corte Giacobbe

- Villa Barbi- Orvieto Classico D.o.c. - Decugnano dei Barbi

- Luigi e Giovanna - Orvieto D.o.c. Classico Superiore - Barberani

- Calmarossa- Etna D.o.c. rosso – SantaMariaLaNave

(Prezzo: 40 Euro)

ORE 18:30

SPEED WINE “BAROLO – BRUNELLO”

Corso rapido di approccio alla degustazione dei due vini simbolo di Piemonte e Toscana

Condotto da Luca Martini (Migliore Sommelier del Mondo) - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San paolo - Piazza Matteotti

(Prezzo: 10 Euro) 

ORE 19:30

SPEED WINE “Metodo Charmat - Metodo Classico“

Corso rapido per comprendere meglio le differenze tra i due metodi di spumantizzazione

Condotto da Andrea Galanti (Migliore Sommelier d'Italia 2015) - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San Paolo - Piazza Matteotti

(Prezzo: 10 Euro) 

ORE 20:30

DEGUSTAZIONE GUIDATA “ONLY WINE EXCELLENCE“

Degustazione di 5 grandissimi vini dell’area “ONLY WINE INTERNATIONAL” selezionati da Luca Martini (Migliore Sommelier del Mondo) in abbinamento a 5 piatti realizzati dallo Chef Hiro Shoda.

Condotta da Luca Martini (Migliore Sommelier del Mondo) presso Sala degli Specchi - Palazzo Bufalini

Vini in degustazione:

- Champagne Mousse Fil: Cuvée BdN Extra Or D'Eugène

- Domaine David Moreau: Santenay blanc 2015

- Domaine Tupinier Bautista: Mercurey Rouge premier Cru Clos du Roy 2015

- Micheal Clotaire: Centenarie Beaujolais 2015

- Daniel Twardoski , Pinot Noix 2013


- Piatti in degustazione:

- Tataki di tonno e bottarga

- Salmone alla yuan-ji e uova di salmone

- Risotto allo scorfano con katsuo-bushi e cuore fondente al pomodoro

- Teriyaki d’anatra all’arancia e zenzero

- Matcha-misù

(Prezzo: 60 Euro) 

ORE 20:30

SPEED WINE “ LACRIMA”

Corso rapido alla scoperta del più "romantico" vitigno d'Italia.

Condotto da Valeria Cesari (Master Sommelier) - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San Paolo - Piazza Matteotti

(Prezzo: 10 Euro) 

ORE 22:30

PREMIAZIONE CONCORSO WINE TV

ORE 23:00

CHIUSURA SITI ESPOSITIV


DOMENICA 23 APRILE 2017

ORE 11:00

APERTURA SITI ESPOSITIVI:

- AREA ONLY WINE FESTIVAL con i 100 migliori produttori under 40 e le piccole cantine selezionate da A.I.S. Italia - Palazzo Bufalini

- AREA ONLY WINE INTERNATIONAL - Crystal Dome 1 - Piazza Matteotti

- AREA ONLY WINE & TRENTODOC - Crystal Dome 2 - Piazza Matteotti

- AREA ONLY BEER - Crystal Dome 3 - Piazza Gabriotti

- AREA ONLY WINE AND CIGAR - Piazza Matteotti

- AREA ONLY WINE & WHISKY CLUB - Atrio del Comune - Palazzo del Comune di Città di Castello - Piazza Gabriotti

- AREA SPEED WINE - Sala Bistoni – Palazzo Intesa (ex Palazzo di Casse di Risparmio dell’Umbria) - Piazza Matteotti

- AREA SPEED BEER / SPEED WHISKY - Sala Capi Gruppo Consiliari - Atrio del Comune - Palazzo del Comune Città di Castello - Piazza Gabriotti.

- AREA ONLY CIGAR - Palazzo Bufalini

ORE 10:30

VIGNE, VINO, VITA: i miei pensieri naturali

Presentazione del libro di Lorenzo Corino – Sala Bistoni- Palazzo Intesa San Paolo

ORE 12:00

DEGUSTAZIONE GUIDATA “NOBILE IN QUATTRO ATTI”

Verticale in combinata: Nobile di Montepulciano ed IGT Rosso Toscano

Condotta da Andrea Galanti (Migliore Sommelier d'Italia 2015) - Sala degli Specchi - Palazzo Bufalini

Vini in degustazione:

- Nobile di Montepulciano Riserva 2007 - Az.Agr.Nottola

- Nobile di Montepulciano Riserva 2009 - Az.Agr.Nottola

- Nobile di Montepulciano Riserva 2011 - Az.Agr.Nottola

- Nobile di Montepulciano Anteprima Riserva 2013 - Az.Agr.Nottola

- IGT Rosso Toscana - Anterivo 2007 - Az.Agr.Nottola

- IGT Rosso Toscana - Anterivo 2009 - Az.Agr.Nottola

- IGT Rosso Toscana - Anterivo 2011 - Az.Agr.Nottola

- IGT Rosso Toscana - Anterivo Anteprima 2013 - Az.Agr.Nottola

(Prezzo: 40 Euro) - Prenota ora

ORE 12:00

DEGUSTAZIONE GRATUITA SIGARO NOSTRANO DEL BRENTA

sede Cigar Club Valtiberino-Palazzo Bufalini

ORE 12:30

SPEED WINE

Corso rapido di approccio alla degustazione in lingua inglese

Condotto da Luca Martini (Migliore Sommelier del Mondo) - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San paolo - Piazza Matteotti

(Prezzo: 10 Euro) 

ORE 15:00

DEGUSTAZIONE GUIDATA “INNOVAZIONE E TRADIZIONE, INTERPRETATE DA LUCA MARTINI”

Come interpretare un territorio tra innovazione e tradizione: 5 vini visti e interpretati dal Migliore Sommelier del Mondo

Condotta da Luca Martini (Migliore Sommelier del mondo) - Sala degli Specchi - Palazzo Bufalini

Vini in degustazione:

- “Sotto Sopra” vino turbolento – 100% Groppello senza solfiti aggiunti - Tenute Del Garda

- Chiaretto – Garda Classico Chiaretto D.o.p.- Tenute Del Garda

- Brunello Di Montalcino - selezione Luca Martini 2010 - Fattoi

- Maeva - Moscato Secco 2014 - Tenute Martarosa

- Hidisco - Montepulciano d’Abruzzo 2014 - Tenute Martarosa

(Prezzo: 40 Euro) 

ORE 15:00

SPEED CIGAR

Corso rapido di approccio al fumo lento - sede Cigar Club Valtiberino - Palazzo Bufalini

ORE 16:00

DEGUSTAZIONE GRATUITA SIGARO MASTRO TORNABUONI

sede Cigar Club Valtiberino-Palazzo Bufalini

ORE 16:30

SPEED WINE “SAGRANTINO”

Corso rapido di avvicinamento ad un Grande Vino Rosso italiano che ha reso l'Umbria famosa nel mondo.

Condotto Maurizio Dante Filippi (Migliore Sommelier d’Italia 2016) - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San paolo - Piazza Matteotti

(Prezzo: 10 Euro) 

ORE 17:30

DEGUSTAZIONE GUIDATA “UMBRIA: IL VINO NEL CUORE D’ITALIA”

Viaggio alla scoperta dei vini espressione massima del territorio umbro

Condotta da Maurizio Dante Filippi (migliore sommelier d’Italia 2016) - Sala degli Specchi - Palazzo Bufalini

(Prezzo: 35 Euro) 

ORE 17:30

SPEED WINE “AMARONE”

Corso rapido alla scoperta del più caldo ed ammaliante Rosso italiano

Condotto da Andrea Galanti (Migliore Sommelier d’Italia 2015) - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San Paolo - Piazza Matteotti

(Prezzo: 10 Euro) 

ORE 17:30

ONLY WHISKY

Masterclass condotta da Claudio Riva - Sala Capi Gruppo Consiliari - Palazzo del Comune di Città di Castello

Degustazione di 4 selezioni di WhiskyClub Italia

CLYNELISH 15 ANNI, 2001-2016 - HIGHLAND SINGLE MALT SCOTCH WHISKY / 46% VOL.

GLENDRONACH 12 ANNI, 2004-2016 - SPEYSIDE SINGLE MALT SCOTCH WHISKY / 51.1% VOL.

CAOL ILA 10 ANNI, 2006-2016 - ISLAY SINGLE MALT SCOTCH WHISKY / 46% VOL.

AUCHENTOSHAN 17 ANNI, 1998-2016 - LOWLAND SINGLE MALT SCOTCH WHISKY / 46%

(Prezzo: 25 Euro) 

ORE 19:30

SPEED WINE “Metodo Charmat - Metodo Classico”

Corso rapido per comprendere meglio le differenze tra i due metodi di spumantizzazione

Condotto da Andrea Galanti (Migliore Sommelier d'Italia 2015) - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San Paolo - Piazza Matteotti

(Prezzo: 10 Euro) 

ORE 20:00


DEGUSTAZIONE GUIDATA DI PRODOTTI TIPICI A KM 70 A cura dell’ Associazione Produttori Biologici dell’Umbria - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San Paolo - Piazza Matteotti

ORE 20:00

DEGUSTAZIONE GUIDATA “I TRE TENORI DEL VINO” - Tre "miti" a confronto. Declinazione enologica e non...

In abbinamento a 3 piatti realizzati dallo Chef Lorenzo Giglioli.

condotta da Luca Martini (Migliore Sommelier del Mondo), Maurizio Dante Filippi (Migliore Sommelier d’Italia 2016) e Andrea Galanti (Migliore Sommelier d’Italia 2015) - Sala degli Specchi - Palazzo Bufalini

Vini in degustazione:

- Brunello di Montalcino LA MANNELLA 2011- Soc. Agr. LA MANNELLA di Cortonesi s.s.

- Brunello di Montalcino LA MANNELLA 2012- Soc. Agr. LA MANNELLA di Cortonesi s.s.

- Amarone della Valpolicella 2007 - Le Guaite di Noemi

- Amarone della Valpolicella 2008 (Anteprima) – Le Guaite di Noemi

- Barolo Giulia Negri Serradenari 2011

- Barolo Giulia Negri Serradenari 2012

Piatti in degustazione:

- “Ricordo di una cacciatora...” Polenta Formenton della Garfagnana con sugo di faraona

- “A mezze maniche nel cortile” Mezze maniche al ragù di cortile con polveri di ortaggi

- Cinghiale nostrano con la sua salsa al vino rosso e orto di stagione

(Prezzo: 60 Euro) 

Per maggiori informazioni e per le prenotazioni alle degustazioni consultate la pagina http://www.onlywinefestival.it/?page=programma

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Il Vinitaly di Signorvino: 
wine lessons, wine tasting e...wine circus

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È un tema nuovo ed accattivante quello scelto da Signorvino per questa 51esima edizione di Vinitaly, un leitmotiv all’insegna del divertimento e dell’intrattenimento che ruota attorno alla condivisione di una passione: il vino italiano. 
Si apre quindi il sipario per Wine Circus da sabato 1 a sabato 15 aprile nei negozi di Verona e Valpolicella che prevede un calendario ricco di incontri, Wine Lessons, Wine Tasting, Masterclass e tanta musica. L’Illusionista, il Domatore e lo Sputafuoco sono i “Circus Special Tasting” previsti limitatamente per questo periodo, da scoprire all’interno dei punti vendita.

Le Wine Lessons saranno opportunità per chiunque voglia avvicinarsi al mondo del vino in maniera semplice e divertente ed approfondiranno vari temi: “Come degustare un vino”, “Leggi l’etichetta, stappa e servi”, “Prosecco Mon Amour”, “Langhe Style” “I Love Tuscany” per citarne alcuni. Sarà possibile prenotarsi in negozio e partecipare ai corsi della durata di mezz’ora in maniera completamente gratuita durante tre fasce orarie della giornata (15:00/16:00/17:00).

Sabato 8 aprile nel Wine Store della Valpolicella inizierà lo spettacolo nello spettacolo, immersi in un’ambientazione circense, sarà possibile degustare l’aperitivo accompagnati dal Dj set dalle ore 18:00 e dalle 22:00 dal live music di Roberta e i Negroni, gruppo veronese che unisce al rock’n’roll, al Rockabilly, una spolverata di pop, un pizzico di ska e reggae. Solito format per la sera di domenica 9 aprile che vedrà sul “palco” del Wine Circus la musica di Slick Steve & The Gangsters quartetto esplosivo di Brescia, espressione di una contaminazione artistica tra sonorità vintage e moderne, Swing, Rock’n Roll e performance circensi. Lunedì 10 aprile sarà invece il Sexy Jazz di Jazzica Rabbit ad animare il dopo cena di Signorvino Valpolicella, mentre martedì 11 aprile Vittoria e i Gorilla intratterranno gli ospiti con il loro inconfondibile mix di Rhythm’n’Blues, Swing e Raggae.

Ma le sorprese non finiscono, nel Wine Store di Verona, oltre al calendario di Wine Lessons, sarà proposta una degustazione imperdibile: la verticale di Vespa Bianco prevista per Lunedì 10 aprile dalle ore 17:30 sarà condotta infatti da Joe Bastianich.

Per poter approfittare al meglio degli eventi in programma, nei giorni da sabato 8 aprile a martedì 11 aprile sarà possibile usufruire del Wine Bus di Signorvino, una navetta gratuita tra il negozio di Verona – Corso Porta Nuova – e lo store della Valpolicella.


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A Vinitaly, in aumento gli espositori esteri

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Inaugurato nel 2014, Vininternational, il salone che riunisce gli espositori esteri di Vinitaly, sta diventando una realtà interessante per la visibilità internazionale e il gran numero di contatti business che riesce a garantire. A Vinitaly vini e cantine da 30 Paesi.

Verona, 3 aprile 2017 – Cantine e vini da 30 Paesi, +33% lo spazio richiesto nel salone speciale Vininternational che dal 2014 Vinitaly (9-12 aprile – www.vinitaly.com) dedica agli espositori esteri. Con questi numeri Vininternational, ospitato per la prima volta insieme alla Toscana in un nuovo grande spazio espositivo (padiglione D), dimostra di essere una vetrina sempre più interessante per grandi e per piccole aziende che vogliono un alto numero di contatti business con buyer di tutto il mondo (131.000 nel 2016 da 140 Paesi), ma all’interno di una fiera in grado di valorizzare le peculiarità dei propri vini e del territorio di origine.

Per tutti il mercato italiano rappresenta uno sbocco commerciale interessante e da potenziare, ma i produttori provenienti da Francia e Spagna, questi ultimi presenti per il secondo anno con una collettiva organizzata da Icex, cercano incontri b2b soprattutto con buyer  del mercato americano; le cantine e i distributori con etichette degli Usa e del Sud America espongono a Vininternational perché vogliono sviluppare l’export verso il Vecchio Continente e verso l’Estremo Oriente, come pure i produttori di Sudafrica, Nuova Zelanda e Australia.

Per la prima volta c’è il Kosovo, con la sua tradizione vitivinicola secolare, che affianca la Georgia, culla dell’enologia, mentre dall’Estremo Oriente debutta il Giappone a fianco della Cina. Organizzata dal Ministero dell’agricoltura di Mosca, partecipa quest’anno a Vinitaly anche una collettiva di vitivinicoltori dalla Russia.

Esordisce a Vininternational l’americana Amber Falls Winery & Cellars. “La scelta – dicono dall’azienda del Tennessee – è dovuta al prestigio dell’Italia in ambito enologico e alla nostra propensione verso i mercati internazionali, in particolare Europa e Asia”.

La Stone Castle Vineyards and Winery è la prima cantina in assoluto proveniente dal Kosovo a Vinitaly. “Con una capacità di stoccaggio di 50.000 hl in botti di legno – affermano –, siamo una delle più grandi aziende vinicole private in Europa”. A Vinitaly cerca nuovi distributori, in particolare europei.

“È la prima volta che partecipiamo a Vinitaly – dicono i responsabili della francese Château Roc de Boissac – con l’obiettivo di incontrare nuovi buyer da Stati Uniti e Sud Europa. Abbiamo scelto Verona perché qui c’è meno competizione con altri produttori francesi”.

Presente fin dal 2014 invece World of Flavor, importatore di oltre 250 etichette da Argentina, Cile, Spagna, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Uruguay. Una partecipazione condivisa con le cantine rappresentate, come investimento per ampliare i propri sbocchi commerciali.

Storica presenza di Vinitaly quella di AfriWines, con oltre 100 etichette dal Sudafrica, con in anteprima l’annata 2017.

A Vininternational anche la Cina, che propone i vini del Ningxia, una zona di produzione ormai paragonata alla francese Bordeaux. Questi vini, durante Vinitaly, sono protagonisti di uno dei grand tasting della Vinitaly International Academy.

Nuova la presenza del Giappone, con cinque aziende produttrici di sake alla ricerca di un suo spazio di mercato sull’onda del grande successo della cucina nipponica, mentre dalla Polonia arrivano le diverse tipologie di vodka di Toruńskie Wódki Gatunkowe, che già presente con i suoi prodotti sui mercati di Germania, Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti, Giappone e India, ha scelto il salone veronese per ampliare il proprio portafoglio clienti.

Da subito uno dei saloni più frequentati di Vinitaly, Vininternational è ad accesso libero ma regolamentato nei flussi, per garantire spazio e tempi adeguati per gli incontri di affari. Di grande richiamo anche il ricco programma di degustazioni guidate organizzate dagli espositori in chiave business

Altri espositori esteri. Quasi tutti gli espositori esteri di Vinitaly sono all’interno di Vininternational. Quelli della Slovenia, però, continuano a presentarsi nel padiglione del Friuli Venezia Giulia per contiguità territoriale. Chi produce vini biologici, invece, trova il suo spazio e incontri b2b con trader internazionali specializzati in questo segmento di mercato a Vinitalybio, mentre i produttori artigianali esteri sono presenti all’interno di Vivit. A Vinitalybio presenti aziende da Francia e Spagna, a Vivit da Francia, Austria, Slovenia e Argentina. 

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Ad Only Wine Festival i miglior birrifici del territorio

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Ad essere protagonisti di Only Wine Festival 2017 saranno anche i Migliori Birrifici Artigianali, nell'area degustazione e mostra mercato denominata Only Beer a loro riservata: un'area speciale dove è possibile acquistare le singole bottiglie dai produttori.

Quando si parla di birra artigianale, si fa riferimento ad un processo di produzione diverso, che vede l'utilizzo di ingredienti naturali, e un prodotto finale non pastorizzato, e in molti casi non filtrato. Il malto d'orzo o di frumento sono l'ingrediente base per produrre la birra; a questi sono poi aggiunti il lievito, l'acqua e il luppolo. 

A differenza delle birre industriali, che vengono sottoposte e pastorizzazione e filtraggio, le artigianali di norma sono esenti da questi processi, utili per una lunga conservazione del prodotto finale. Proprio per questo la birra artigianale per essere assaporata nel suo gusto più intenso deve essere consumata entro poco tempo dalla produzione. 

L'obiettivo di Only Beer è proprio quello di presentare agli ospiti della manifestazione l'eccellenza della birra artigianale locale e non, proponendo tanti diversi tipi di birra, dalla più leggera alla più strong, con un focus ben preciso sulla birra artigianale di qualità, che sta trovando una diffusione sempre più ampia.

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Vino "a fumetti" per festeggiare la 25esima edizione di Cantine aperte in Toscana

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La novità di questa edizione del Movimento Turismo del Vino Toscana sarà infatti la collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics con l’arrivo dei fumettisti nelle cantine. Violante Gardini (presidente MTV Toscana): «Cambia il modo di interpretare il vino, la comunicazione deve andare di pari passo»

Venticinque anni fa nasceva proprio in Toscana, allora in via sperimentale, l’evento che ha rivoluzionato la comunicazione del vino. Cantine Aperte raggiunge l’edizione numero 25 in Toscana, là dove è nato in via sperimentale, il 28 maggio, quando oltre 80 cantine del Movimento Turismo del Vino Toscana apriranno le porte agli appassionati di vino organizzando eventi nell’evento per due giorni che rappresentano un modo di festeggiare il vino italiano, toscano in particolare. «Ormai le cantine sono aperte tutto l’anno e l’enoturismo è un fenomeno in continua crescita – commenta il presidente di MTV Toscana, Violante Gardini – Cantine Aperte è quindi da considerarsi come la festa non solo del vino, ma per tutti gli appassionati di un tipo di turismo che nel nostro Paese rappresenta un modello di successo che ha cambiato il modo di conoscere e consumare il vino».

Il vino a fumetti. La grande novità di questa venticinquesima edizione di cantine aperte sarà la collaborazione tra il Movimento Turismo del Vino Toscana e la Scuola Internazionale di Comics di Firenze, la più importante accademia internazionale per la formazione di artisti del fumetto. Grazie a questa partnership la Scuola metterà a disposizione dei fumettisti che si divideranno nelle cantine aperte nell’ultima domenica di maggio. Ogni cantina avrà un artista diverso che racconterà attraverso le immagini il vino “a fumetti” per l’appunto. Un modo per coinvolgere il visitatore, ma anche per dimostrare che la comunicazione di questo grande prodotto, il vino, sta cambiando. «Nasce con questi presupposti questa collaborazione con la Scuola di Comics – continua Violante Gardini – e abbiamo scelto proprio Cantine Aperte per dare il via a questo percorso perché il fumetto riesce a esprimere con immediatezza ciò che racconta attraverso le immagini, un modo nuovo quindi per comunicare il vino ai nuovi consumatori». 

Le attività in programma. Oltre alle dimostrazioni artistiche dei fumettisti, le cantine che parteciperanno all’evento organizzeranno molte attività collaterali per fare da sfondo alle degustazioni. Dalla musica all’arte, dai giochi in campagna ai piatti tradizionali di ogni territorio. Ce ne sarà insomma per tutti i gusti in ogni denominazione del territorio toscano.  

Cantine Aperte. Da 25 anni, nato proprio in Toscana, è oggi l’evento enoturistico più importante in Italia. Nel 1992 in Toscana partì come evento sperimentale, su idea della fondatrice e allora presidente del Movimento Turismo del Vino, Donatella Cinelli Colombini. Visto il grande successo che ebbe, dal 1993, ogni ultima domenica di maggio, le cantine socie del Movimento Turismo del Vino aprono le loro porte al pubblico, favorendo un contatto diretto con gli appassionati di vino. Cantine Aperte è diventato nel tempo una filosofia, uno stile di viaggio e di scoperta dei territori del vino italiano, che vede, di anno in anno, sempre più turisti, curiosi ed enoappassionati avvicinarsi alle cantine, desiderosi di fare un’esperienza diversa dal comune. Cantine Aperte è un marchio di proprietà del Movimento Turismo del Vino, registrato e protetto giuridicamente per contrastarne qualunque abuso/imitazione e garantire ai consumatori qualità e professionalità nell’accoglienza, tratti distintivi delle cantine MTV.

L'Associazione Movimento Turismo del Vino Toscana è un ente non profit che raccoglie oltre 90 fra le più prestigiose cantine del territorio regionale, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. 

Per scoprire le aziende aderenti a Cantine Aperte e i relativi programmi è in aggiornamento la pagina dedicata all’evento su www.mtvtoscana.com. 

Montalcino (Si), 30 marzo 2017 C.s. 04

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Inizia il nuovo palinsesto

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Cari Winetvlovers,

con orgoglio vi presentiamo il nuovo palinsesto di Wine Tv. Troverete tanti format inediti, nati dal confronto con tutti voi che, da quando è iniziata questa avventura, ci seguite, ci scrivete e ci consigliate. La vostra voce per noi è stimolo e orgoglio. 

Vogliamo provare a raccontare questo affascinante e complesso mondo in ogni sua sfaccettatura. Sappiamo bene che l’impresa non è semplice ma è sempre bene darsi obiettivi ambiziosi.

E questa volta partiamo dalla vigna e dal lavoro nei campi. Fabio e Marco, due agronomi, da oltre 20 anni professionisti nel settore vitivinicolo, si trasformano in investigatori per esplorare le terre di alcune blasonate aziende. L’indagine metterà in luce cosa realmente accade nei vigneti destinati a produrre grandi vini.  

Non poteva mancare una rubrica sui vini naturali, curata da uno dei massimi appassionati del settore: Arnaldo Rossi. In questa puntata, seguendo gli appunti scritti sul suo blocchetto, ci porterà a conoscere Angiolino Maule e la sua filosofia.

Dal Veneto ci spostiamo in Umbria dove Maurizio Filippi ripercorrerà la storia di “un vino diventato cult”. Il Rubesco Vigna Monticchio dell’azienda Lungarotti come nessuno ve lo ha mai presentato e raccontato.

Prosegue la sfida per l’incoronazione del Miglior sommelier d’Italia a Trento. Si entra nel vivo con il primo concorrente che affronta la tanto attesa finale. Tensioni, attese, spettacolo. 

Infine per la rubrica Sorso lungo abbiamo avuto come ospiti il presidente di Agivi Federico Terenzi che ha spiegato scopi e sogni di un’associazione stimolante ed entusiasta che raccoglie giovani imprenditori vinicoli da tutta Italia e Sandro Camilli, presidente Ais Umbria, che ha selezionato le piccole cantine e i produttori under 40 protagonisti dell’Only Wine Festival.

Ricordiamo che per vedere Wine Tv non sono necessari abbonamenti o costi aggiuntivi: è sufficiente disporre di una parabola e di un decoder Hd.

Con un qualunque abbonamento a Sky, Wine Tv è visibile sul canale 815.

Con decoder free è possibile vedere Wine Tv sul satellite Hot bird effettuando una ricerca per canale, oppure tramite ricerca manuale, inserendo i seguenti dati: Frequenza 12.245 S/R 29.900 Polarità: Orizzontale FEC 5/6

Buona visione e buon vino a tutti!

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L’ incontro tra il gusto e le eccellenze enogastronomiche in scena a Golositalia 2017

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di Amanda Arena e Beunida Shani

Un duemiladiciasette col botto per il settore Food&Wine che parte con"Golositalia 2017''. Si rinnova, infatti, la fruttuosa collaborazione tra le fiere Golositalia e Aliment & Attrezzature. La manifestazione, giunta alla sesta edizione, è ormai una tradizione consolidata che interessa tutti i vari attori del comparto agroalimentare. Presenti tra i padiglioni e stand numerosi consumatori, foodbloggers, operatori Ho.RE.CA e buyers. 

La kermesse è durata tre giorni ed ha avuto luogo presso il Centro Fiera del Garda di Montichiari, Brescia. Quest'anno si sono registrate ampie partecipazioni di buyers esteri e una numerosa affluenza di visitatori, a dimostrazione della riuscita dell'evento che si prefigge, come scopo principe, la diffusione della conoscenza dei prodotti che caratterizzano il nostro territorio e il miglioramento della comunicazione del food, settore sempre più in crescita in Italia. Questa edizione ha avuto il pregio di un ospite d'eccezione ad onorare la cerimonia inaugurale: Ernst Knam, il pasticcere ha stregato i presenti in sala con creazioni di alta cioccolateria ispirate all' arte di Pollock. 

Altri nomi importanti del comparto enogastronomico non si sono voluti perdere l'occasione di partecipare alla manifestazione: Harold Knobben, Gaetano Aliprandi e Delio Gallina. Oltre alla qualità, la fiera è stata un successo anche sotto il profilo della quantità. Per il secondo anno successivo si sono, infatti, registrate più di 70.000 presenze. Una conferma sintomo di efficienza e professionalità da parte degli organizzatori e dei creatori dell'evento. 

Ampia e variegata l’offerta degli espositori. Protagonista il cibo con la presenza di grandi eccellenze provenienti dall’Italia e dal mondo: dai grandi prodotti delle cucine regionali italiane alle particolarità di prelibatezze europee come le ostriche francesi, i salumi di Patanegra e le acciughe del Cantabrico. Diversi sono stati i co-protagonisti: il vino con le migliori produzioni italiane, la birra col gusto genuino dell’artigianale, il bio-vegan-gluten free e il mondo della ristorazione. Più di cento le cantine italiane presenti alla kermesse con i loro vini di eccellenza, frutto del sole e delle affascinanti aree vitivinicole italiane: dall’Aglianico del Vulture al Roero, dal Primitivo pugliese al Gaglioppo calabrese fino al Chianti e al Lugana. Anche la birra ha ricoperto un ruolo importante, all’interno di Golositalia, con la partecipazione di ben trenta birrifici artigianali: una straordinaria vetrina per birre bionde, rosse, doppio malto in modo tale da accontentare gli esigenti palati dei numerosi appassionati di questa bevanda alcolica.  Inoltre,  prodotti biologici, vegan e gluten free hanno rappresentato un modo per ampliare l’offerta della ristorazione con particolare attenzione verso la cucina naturale, rispettosa della salute e delle intolleranze alimentari. Infine, un intero spazio dedicato alle ultime tendenze in tema di attrezzature per la ristorazione moderna: dalle efficienti cucine professionali ai gestionali per l’Ho.Re.Ca. 

Ricchissimo è stato il calendario degli eventi di questa edizione di Golositalia: interessanti showcooking con grandi ospiti, corsi di cucina e seminari rivolti sia agli operatori del settore, sia ai semplici curiosi ed appassionati. 


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Sorgente del vino live, quando una filosofia è più di una moda

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di Francesca Penzo


Trascorrere una giornata a "Sorgente del vino live 2017", evento che si è tenuto presso Piacenza Expo da sabato 11 a lunedì 13 marzo, significa entrare in contatto con un mondo di enoappassionati che privilegia un approccio sostenibile e rispettoso, ricerca un modo di fare vino legato alle tradizioni e lontano dall'utilizzo della tecnologia, ma che sfocia in alcuni casi in episodi di modaioli bevitori poco consapevoli.

Per quanto mi riguarda la molla che mi ha spinta lunedì mattina a raccattare alcuni amici e dirigermi verso Piacenza è la continua curiosità verso produzioni di qualità, che siano esse convenzionali, biologiche, biodinamiche, naturali, ecc.., purché celino dietro e dentro la bottiglia un'interessante storia di vita e soprattutto l'espressione di un territorio. In questo senso il bilancio a fine giornata è decisamente positivo visto anche il bagagliaio dell'auto carico di souvenir da stappare a casa. Ebbene sì, vi è la possibilità di acquistare ciò che più ci è piaciuto e desideriamo riprovare o regalare, unica nota negativa è facile incorrere in attacchi di shopping "enocompulsivo”.

Ma tornando alla filosofia che sta alla base dell'evento è un dato di fatto che conti sempre più seguaci e che vada d'accordo con la tendenza generale, riscontrata in più settori, di un ritorno alle tradizioni e al rispetto dell'ambiente. Una conferma sta nel numero di vignaioli che al terzo giorno non avevano più disponibilità di bottiglie per la vendita e alla presenza confermata di molti di loro ad altre manifestazioni, sempre più numerose anche in concomitanza, se non addirittura all’interno di Vinitaly.

La provenienza degli espositori è variegata, è ben rappresentato un po’ tutto lo Stivale, con l'aggiunta di una piccola, ma interessante, rappresentanza estera: Austria, Croazia, Francia e Portogallo.

Molto piacevole la possibilità di pranzare presso alcuni "banchetti" con prodotti gastronomici di qualità e poterli anch'essi acquistare.

 

Riporto quindi qualche appunto riguardo alcune realtà di cui vale la pena parlare.

 

-Fattoria Mani di Luna, Torgiano (PG)

Fattoria di 35ha che segue le regole della biodinamica. I terreni appartenuti già alla famiglia Lungarotti, sono oggi gestiti da tre amici mossi da una forte dose di amore verso l'agricoltura, la natura e le tradizioni.

Circondati da boschi e posti vicino alla confluenza tra il fiume Chiascio con il Tevere, sono 7,5 gli ettari a vigneto. Grechetto, trebbiano toscano e malvasie a bacca bianca, mentre sangiovese e barbera e sagrantino in minima parte per i vitigni a bacca nera.

 

"Ametistas" grechetto 100% 2014 Umbria IGP

 

Questa insolita versione di grechetto cattura la mia attenzione già dal colore, carico, tendente all’arancio.

E' frutto di una raccolta svolta in due fasi, un 50% a metà settembre e il restante ai primi di ottobre per poi subire una macerazione sulle bucce di 2-3 giorni. Fermentazione spontanea in inox e affinamento sulle fecce fini per 7 mesi in cemento.

Naso curioso, si apre piacevolmente su note di frutta secca, e albicocca, ma anche agrume candito, bilanciato da una sensazione di freschezza leggermente balsamica. In bocca sorprende il tannino, come mi spiega Alessandro questo vitigno è molto tannico, e poi una sensazione di rotondità dovuta al cemento che crea un equilibrio particolare.

In sostanza un vino emozionante, che spiazza e si fa ricordare anche per la lunghezza.

 

- Villa Job, Pozzuolo del Friuli (UD)

 

6,5 ha coltivati in biodinamica, in una terra meravigliosa, patria di vitigni autoctoni che si incontrano con varietà internazionali. Siamo nella zona denominata Friuli Grave, ancora sottovalutata, in particolare nell'altopiano di Pozzuolo, noto come "i Colli o i Terrazzi" circondato da un bosco e dal fiume Cormor. Sabbie, argilla, limo e marne compongono i terreni.

La missione di Alessandro, dopo aver viaggiato tra i vigneti di Francia e Italia, è quella di raccontare e promuovere la sua terra attraverso prodotti che sappiano emozionare, nel rispetto della natura.

 

Serious white - no sulfites- 2015 Venezia Giulia IGT

 

Rispecchia la filosofia aziendale. Riesling renano, malvasia istriana e pinot bianco in egual misura.

Due giorni di macerazione in cemento a contatto con le bucce, malolattica spontanea, filtrazione solo se necessaria e solfiti naturalmente prodotti dall'uva. Affinamento in acciaio e cemento per 9 mesi.

Mi ha colpita la piacevolezza e differenziazione dei profumi legati all'espressione degli aromi in bocca, ovvero la presenza dei tre vitigni è davvero ben percepibile, ognuno apporta la propria tipicità creando insieme agli altri e al metodo di vinificazione un prodotto molto piacevole. Il tutto accompagnato e marcato dalla mineralità tipica data dal territorio.

Davvero piacevole, richiama immediatamente un abbinamento con un primo piatto di pesce a base di crostacei.

 

- Casa Comerci, Nicotera (VV)

 

Visita diversa per questa cantina, che già conoscevo molto bene, perciò si è trattato di un passaggio da un amico, Domenico Silipo, un signore d'altri tempi, con cui ogni volta è un privilegio poter sorseggiare i suoi splendidi prodotti. Una storia familiare lunga e profondamente legata alla vigna.

La Calabria, una terra poco conosciuta, ancor meno i suoi vitigni autoctoni, ma davvero sorprendenti. 15 ha a magliocco canino e greco bianco vicino al mare. Conduzione biologica dal 2009.

I vini di questa azienda parlano di passione e sole, ma soprattutto di eleganza e mare, quello che senti quando chiudi gli occhi e ti sembra di essere seduto in una spiaggia del sud con la macchia Mediterranea alle spalle.

 

Libìci rosso magliocco canino 100% Calabria IGP 2007

 

Ebbene sì, 2007 perché una delle caratteristiche di questo vitigno, se ben lavorato, è la predisposizione a durare negli anni e migliorarsi.

Scuro, denso, impenetrabile ricorda certi frutti a bacca nera come le more, che ritrovo poi all'olfatto, macerate e leggermente dolci unite a sentori netti di macchia mediterranea, mare, capperi, polvere di cacao e carrube, note eteree ma non invadenti. Si sente il calore di questa terra. Il tannino è ben presente, come vuole la natura, ma vellutato e ingentilito dal tempo. Lavorazione esclusivamente in acciaio, così come l'affinamento per poi passare alla bottiglia, quanto basta perché sia pronto.

 

Piccola curiosità il "Granàtu" un rosato da magliocco canino simpaticamente definito un rosso travestito da rosato.

 

- Raína, Montefalco (PG)

 

Torniamo in Umbria, ma nella patria del Sagrantino. Il vignaiolo, ma anche cuoco, è Francesco Mariani con l'amico Andrea Mattioli.

Raína è il soprannome del contadino che prima coltivava queste terre e con cui si vuole mantenere un legame con il passato. Anche qui agricoltura biodinamica per 10 ha di vitigni autoctoni quali sagrantino, montepulciano, sangiovese, grechetto e trebbiano spoletino più merlot e syrah. 

Terreni ricchi di scheletro aggiungono sostanza ad un uva già difficile per sé.

 

Trebbiano Spoletino 2015 Spoleto DOC 

 

Diverso dal Trebbiano Toscano. Anche qui breve macerazione sulle bucce, ma davvero delicata e non invadente, lo si percepisce anche dal colore solamente tendente verso l'oro.

Profumi molto decisi, giocati su frutta a polpa bianca matura e leggerissimo miele, bilanciati da erbe aromatiche, timo, salvia e fieno nel finale. 

Affinamento di 6 mesi in vasche di cemento, cosa che da quella piacevole sensazione di leggera rotondità in bocca ed equilibrio delle sensazioni.

 

Vermouth da sagrantino

 

Nonostante il loro Montefalco Sagrantino sia veramente eccezionale, sono rimasta incuriosita da questa piccola produzione. Prodotto se vogliamo modaiolo, ma sono sempre rimasta affascinata da questi prodotti amarotici e molto nordici, in questo caso inusuale e davvero ben fatto. Peccato solo non fosse più disponibile per l'acquisto!

 

- Mas Zenitude, St Jean de Fos

 

Un giro all'estero non poteva mancare! Francia, Languedoc - Occitaine. 

Biodinamico per eccellenza, Erik Gabrielson si adopera per il massimo rispetto delle tecniche tradizionali e della terra, tanto da aver portato al ritorno di uccelli nativi, insetti e fauna selvatica nel paese.

Utilizza solo vitigni autoctoni limitando al minimo le operazioni in cantina: grenache e grenache blanc, clairette, cinsault, carignan, syrah e merlot.

 

"Solstice" 2013 grenache blanc e clairette

 

Vitigno curioso la grenache blanc, molto ossidativo, infatti nonostante sentori molto forti e tinta decisa non vi è alcuna macerazione sulle bucce. Un'uva talmente delicata che dev'essere portata in gran fretta in cantina dopo la vendemmia.

Intrigante, diversa da produzioni più abituali, particolarissima la chiusura più di bocca che di naso in una decisa nota di frutta secca unita ad un sentore etereo.

 

"Vent d'Anges" 2013 carignan 100%

 

Il termine "vent" ha un doppio significato: vendemmia e "vento dell'angelo" che è la brezza che soffia su queste colline.

Un vitigno molto succoso, anche alla vista e lucente. Si intreccia a note terrose e vegetali non sgraziate. Un tocco di capperi.

Persistente, mi dà la sensazione di una terra sconosciuta, ma da esplorare e capire.

 

Ci sarebbero sicuramente altre splendide realtà da raccontare, ma ad un certo punto i ricordi sfumano e i calici aumentano, come anche la quantità di bottiglie acquistate.

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Degustazioni anche per i non udenti grazie ad esperti traduttori in Lis

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A Only Wine Festival il vino è condivisione. E condivisione con tutti. Perché, da quest’anno, le degustazioni saranno accessibili anche ai wine lovers sordi grazie ad esperti traduttori in Lis e video realizzati appositamente per spiegare vini e vitigni.

Un’attenzione in più  piccola ma di grande importanza per mettere tutti in grado di assaporare al meglio l’esperienza. Chi non ha possibilità di ascoltare nella vita, spesso viene escluso dalle iniziative pubbliche. Ma per  degustare un calice di vino. Non occorre sentire. Basta avere le giuste nozioni e qualcuno che sappia guidarti nel percorso.

Grazie alla collaborazione con l’associazione Ausru, ( Associazioni Unite dei Sordi della Regione dell’Umbria), infatti, nell’ambito della manifestazione, in programma il 22 e il 23 aprile a Città di Castello, saranno a disposizione interpreti Lis, insieme al sommelier Ais.

Tutte le degustazioni saranno, dunque, tradotte nel linguaggio dei segni. Per parteciparvi è necessaria la prenotazione, in anticipo sul sito o direttamente alla biglietteria dell’evento, qualora vi siano ancora posti disponibili. Le degustazioni sono a pagamento, (il prezzo varia a seconda della tipologia), mentre la traduzione in  lingua dei segni è totalmente gratuita.

In questo modo Only Wine Festival ha voluto dare anche ai sordi l’opportunità di lasciarsi guidare dall’esperienza dei sommelier nell’assaporare a pieno tutta la bontà e la qualità dei vini presenti, per poterli apprezzare al di là del gusto.

Nell’ambito della manifestazione, inoltre, saranno trasmessi anche video specifici, fruibili dai visitatori sordi per avere informazioni sui vini in mostra e i loro vitigni. I filmati sono stati realizzati dagli studenti del corso di formazione in Lingua dei Segni Italiana primo anno organizzato dal Tucep di Perugia (Agenzia formativa accreditata dalla Regione Umbria e specializzata nella progettazione e gestione di iniziative regionali e europee) quale tirocinio formativo gratuito previsto dal programma didattico del corso stesso.

“Ci siamo resi conto, grazie all’Ausru - ha detto Andrea Castellani, Presidente di Fiera Show- che troppo spesso le persone sorde restano penalizzate nelle manifestazioni pubbliche, così quest’anno abbiamo deciso di rendere più fruibile e inclusivo il salone, in modo che anche gli appassionati di vino sordi possano sentirsi a casa”.

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Torna Wine Tasting Varese 2017

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Ritornano gli Atelier del Vino di Wine Tasting Varese, manifestazione nata dalla collaborazione tra Luca Savastano e Ivano Antonini, e dalla loro determinazione a trasmettere al pubblico la loro passione ed esperienza, portando in una delle più interessanti città del Nordovest le più importanti realtà del panorama vitivinicolo Italiano e non. Nelle precedenti edizioni sono arrivati nella città giardino operatori del settore, giornalisti di categoria, connaisseur e semplici winelovers — non solo dal Varesotto ma da tutto il nord e centro Italia, permettendoci così raggiungere anche l’obiettivo di contribuire alla crescita culturare locale del comparto.

La città di Varese, da sempre conosciuta per i suoi itinerari culturali e la bellezza della sua provincia, merita certamente di suscitare un maggior interesse anche dagli appassionati del mondo del vino: si tratta per sempre di uno di quei territori dove l’enogastronomia di qualità può contare su una vasta schiera di professionisti di settore e appassionati WineLover. È a loro, ma anche a tutti voi, che si rivolge Wine Tasting Varese

Da questa edizione una Nuova location, maggiori spazi a disposizione nei vari saloni storici: all’aumento del numero di produttori si affiancano la gestibilità e un impegno ancor maggiore da parte nostra per assicurare la soddisfazione del pubblico.

Anche quest’anno la manifestazione ruota intorno al concetto degli Atelier: lo scopo è ancora una volta quello di comunicare al pubblico una sensazione di contatto diretto con i prodotti, anche grazie alla presenza dei responsabili delle cantine che avranno modo di trasmettere ai visitatori la passione e le conoscenze che contraddistinguono il loro operato. Oltre alle consuete proposte, suddivise tra Grand Atelier, Atelier dello Champagne, Atelier International e Atelier Gourmet, quest’anno i visitatori troveranno due importanti novità: l’Atelier della Franciacorta e l’Atelier dei Distillati.

Il tutto, naturalmente, senza mancare al nostro approccio iniziale: valorizzare la cultura del vino in sé, ma anche nel contesto specifico delle bellezze del nostro territorio, che tanto ha da dare a chi lo sa scoprire.

Gli appassionati avranno modo di trascorrere una giornata tanto piacevole quanto foriera di arricchimento culturale tra i banchi di assaggio all’interno della Villa Andrea Ponti, con il suo parco secolare rappresenta una delle più affascinanti tra le tante ville che hanno meritato a Varese il nome di “Città Giardino”.

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Streetfood Tour: al via il tour italiano dei cibi di strada certificati

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Nel primo semestre 2017 già oltre 15 eventi in programma. Si rafforza la collaborazione con le amministrazioni locali e le associazioni di categoria (Ascom e Confesercenti in primis. Ricciarini (presidente): «La qualità alla base della scelta degli operatori»

Il miglior cibo di strada italiano targato “Streetfood” riparte per il 2017 con un doppio appuntamento in programma dal 24 al 26 marzo: uno in Toscana, a Castelfiorentino (Fi) e l’altro a Novara, in Piemonte, due eventi ormai assodati nel tempo, ma che faranno solo da prologo a un fitto calendario che da marzo a novembre porterà il miglior cibo di strada, l’unico certificato in Italia dall’Associazione Streetfood, in giro per le migliori piazze delle città e dei borghi di ogni regione. Dalla Puglia al Veneto, passando per Umbria, Marche, Lazio, Lombardia, Emilia Romagna. Sono solo alcune delle regioni che già nel calendario del primo semestre dell’anno vedranno spostarsi la carovana degli Streetfood Village e del marchio 4Wheels, dedicato ai food truck. «Anche per quest’anno saranno tanti gli appuntamenti che vedranno coinvolti oltre 50 operatori da tutta Italia con i migliori cibi di strada che noi selezioniamo in base a qualità e tradizione, come da nostro “decalogo” interno – spiega Massimiliano Ricciarini, presidente dell’Associazione Streetfood – e la cosa che più ci rende entusiasti è la fortissima collaborazione che sta crescendo nelle varie piazze dove saremo presenti tra le amministrazioni comunali e le associazioni di categoria, come Coldiretti, Confartigianato, Ascom-Confcommercio e Confesercenti, che ci rinnovano la fiducia per quello che non è solo un evento fine a se stesso, ma che guarda alla rivalutazione di piazze e centri storici attraverso un percorso culturale». 

Le tappe. Si parte come detto da Castelfiorentino e Novara dal 24 al 26 marzo. Dal 6 al 9 aprile la carovana si sposterà con i foodtruck di 4Wheels al Parco Pertini di Arezzo, poi in Puglia a Foggia dal 21 al 23 aprile per il tradizionale appuntamento in collaborazione con “Libando, Viaggiare Mangiando”. Dal 29 aprile al 1 maggio sarà il “Foodies Festival” di Castiglioncello (Li) ad ospitare i banchi e i foodtruck. A maggio poi dal 5 al 7 lo Streetfood Village arriverà a Prato, poi Streetfood 4Wheels a Chioggia (Ve) dal 12 al 14. Dal 19 al 21 sarà Foligno (Pg) la capitale del cibo di strada per finire dal 25 al 28 a Livorno ancora con i foodtruck di Streetfood 4Wheels in Piazza XX Settembre. Giugno parte dal 1 al 4 a Senigallia (An) stavolta nel parterre della Rocca Roveresca, poi dal 9 all’11 la carovana arriverà a Burago e nella stessa data a San Casciano in Val di Pesa (Fi). Dal 17 al 18 giugno prosegue la collaborazione di Streetfood con “All you can street”, il festival delle arti di strada al Parco dell’Idroscalo di Segrate (Mi) e infine dal 7 al 9 luglio appuntamento a Nettuno (Roma) in via Cavour sul lungomare. 

I numeri del 2016. Negli eventi del 2016, oltre 30 in tutta Italia, sono stati raggiunti quasi due milioni di persone che hanno consumato oltre 1 tonnellata di fritto di pesce e 600  quintali tra patate fritte tradizionali e tipo “tornado”. Oltre 50 mila piadine, poi ancora 100 mila arancine, 800 kg di Pane ca’ Meusa, 500 kg di panelle. Oltre una tonnellata di paella spagnola,  60 quintali di carne argentina e 40 quintali di lampredotto. Dalla Puglia sono arrivati più di 70 quintali di bombette e 600 sono i kg di lime per i cocktail “on the road”. Dall’Abruzzo 120 mila arrosticini e dalla Toscana 600 kg di carne Chianina per hamburger. Un successo non solo per gli organizzatori degli eventi, ma da condividere con gli operatori economici del settore e le realtà territoriali che hanno creduto in questo progetto. Anche decine di eventi collaterali, momenti di confronto e convegni, un concorso dedicato alla stampa nazionale e decine di concerti che hanno fatto da sfondo alle varie tappe.

L’Associazione Streetfood. Nata proprio ad Arezzo nel 2004, è stato il primo progetto in Italia a promuovere il cibo come cultura e il cibo di strada come format vincente in quanto “riassume in un cartoccio” storia e tradizioni di ogni regione d’Italia da gustare con le mani. Nel 2015 sono stati 28 gli eventi in tutta Italia e 35 nel 2016 toccando quasi due milioni di persone. Un successo non solo per gli organizzatori degli eventi, ma da condividere con gli operatori economici del settore e le realtà territoriali che hanno creduto in questo progetto.

In allegato l’elenco completo degli appuntamenti del primo semestre (il calendario potrà subire incrementi di date). Per consultare tutti i dettagli degli eventi www.streetfood.it o la pagina facebook di Streetfood.

CIBO DI STRADA: lancio Streetfood Tour 2017 - 10 marzo 2017 C.s. 02

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I cocktail dei ruggenti anni Venti

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Un itinerario pieno di profumi e sapori tra mito e storia 

di Amanda Arena e Beunida Shani

''L'unica cosa che non ha limiti è l’immaginazione'', diceva Albert Einstein.  Un pensiero suggestivo ed ambizioso che Alessandro Trevisan, fotografo veneto con una particolare passione per i cocktail creativi e la musica ricercata, ha reso indubbiamente qualcosa di reale. Deve aver immaginato una sorta di viaggio nel tempo, di preciso nei ruggenti anni Venti. Sì, perchè la serata '' The Great Gatsby'' da lui organizzata, della quale siamo state ospiti, ha reso lo storico locale ''Isola di Caprera'', punto di riferimento della tradizione culinaria sin dal 1800 nel cuore pulsante di Padova, un vero e proprio speakeasy dell'era del proibizionismo.  

Una sera da far invidia alla pellicola di Woody Allen, “Midnight in Paris”, perchè qui il salto a ritroso nel tempo è stato qualcosa di palpabile e reale in ogni minimo dettaglio, non un film ma pura verità. A partire dalla guardia davanti alla porta d'accesso, un uomo alto, serio e tenebroso vestito come un gangsta newyorkese dell'era di Al Capone, il quale chiedeva agli invitati la parola segreta per aver accesso alla serata. Pronunciata la quale, si entrava in un vero e proprio covo proibizionista illuminato solo da candele poste nei vari lati della location. Donne con vestiti luccicosi e trucco retrò e uomini con stringate scintillanti ai piedi e modi di fare antichi se ne stavano seduti in attesa della cena e, soprattutto, dell'esibizione di Lucy Lady Ville: performer di cabaret e burlesque di fama internazionale che ha ammaliato i presenti in sala tra una mossa di danza e un sorriso. 

Ad allietare i sensi, trasportando gli ospiti nell'atmosfera scintillante e cosmopolita dell'età dell'oro e del jazz, i vari cocktail proposti da Alessandro Trevisan. Un itinerario intrigante tra i sapori e i profumi dei meravigliosi top drink in voga all’epoca, visti come simboli della lotta culturale contro le tendenze proibizionistiche, che ci fatto scoprire aneddoti piuttosto interessanti legati alla loro storia. 

Quattro i cocktail proposti:

Sidecar

Le sue origini sono avvolte nel mistero. Si dice che sia stato inventato, alla fine della seconda guerra mondiale, nella fascinosa cornice dell’Hotel Ritz di Parigi, anche se deve il suo successo all’Harry’s Bar. Un’altra storia ne attribuisce la paternità nel 1922 a Pat Mac Garrynel, bar-tender del tanto celebrato Buck’s Club di Londra.

Ingredienti:

4,2 cl di Cognac o Brandy 

2,1 cl di Contreau 

0,7 cl di succo di limone 

mezza fetta d'arancia per decorare 

Il Sidecar è un cocktail a base di Cognac o Brandy, Cointreau e succo di limone. Si prepara versando tutti gli ingredienti nello shaker, agitando e servendo in una coppetta da cocktail. Si decora ponendo sul fondo una mezza fetta d'arancia. 


French 75

La leggenda narra che il French 75, nato all'Harry's Bar di Parigi nel 1925, prenda il suo nome dal tristemente famoso obice da settantacinque millimetri usato dall’esercito francese durante la Grande Guerra. 

3 cl di Gin

1,5 cl di succo di limone

2 gocce di sciroppo di zucchero

6 cl di Champagne

All'interno dello shaker si versano il Gin, il succo di limone e lo sciroppo di zucchero. Dopo aver shakerato energicamente si versa il tutto in una flûte, dove si aggiunge in due tempi lo Champagne. Prima di servire si dà una leggera mescolata con un Bar Spoon. 


Southside 

Drink prediletto da Al Capone, prende il nome dal quartiere di Chicago dominato dal famoso boss. 

Ingredienti: 

6 cl di Z44 Dry Gin Roner

2 cl di succo di lime

2 cl di sciroppo di zucchero

7 di foglie di menta


Si prepara con la tecnica dello shake & strain. Da servire in coppetta.


Long Island Ice Tea

Le sue origini vengono fatte risalire ai tempi del proibizionismo durante il quale si soleva mescolare gli alcolici con Coca Cola per farli apparire come semplici bibite analcoliche.

Ingredienti:

1,5 cl di Tequila

1,5 cl di Vodka

1.5 cl di Rum bianco

1,5 cl di Triple sec

1.5 cl di Gin

2,5 cl di succo di limone

3,0 cl di sciroppo di zucchero

1 dash di Coca Cola


Si aggiungono tutti gli ingredienti nel bicchiere highball riempito di ghiaccio. Poi si mescola delicatamente e si guarnisce con spirale di limone. Si serve con cannuccia.

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Cantine Capitani, il vino del lago di Bracciano

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di Giuseppe Motisi 

Lungo i dolci ed assolati declivi che si affacciano sul lago di Bracciano, specchio d’acqua a pochi chilometri da Roma, si estende un vigneto di circa 30 ettari coltivato con passione ed intraprendenza da una famiglia di viticoltori di Trevignano, paese che fa parte del comprensorio del bacino lacustre. È la famiglia Capitani, fondatrice dell’omonima cantina con sede appunto a Trevignano, che da circa 40 anni produce vini di diverse tipologie, sia bianchi che rossi, molti dei quali con certificazione Igp. 

La particolarità di questa cantina risiede anzitutto nella sua collocazione geografica: nella zona del lago di Bracciano, territorio ideale per la coltura della vite, la famiglia Capitani costituisce infatti l’unica realtà vitivinicola che si occupi a 360 gradi dell’intera filiera produttiva, ossia dall’innesto della pianta alla raccolta delle uve, fino alla vinificazione ed alla commercializzazione. Una garanzia di qualità per l’utente finale e di valorizzazione della vocazione agricola locale, realizzata con il mantenimento e lo sviluppo della coltura di vitigni tradizionali e con la sperimentazione di qualità di vite inedite per il territorio.

In primis viticoltori

Ad avviare l’azienda è stato Francesco Capitani, che rappresenta la prima generazione di viticoltori della famiglia ed è tutt’oggi in attività con la stessa indefessa passione degli esordi e, soprattutto, con il medesimo forte attaccamento alla sua terra, fattori e valori che lo hanno spinto ad intraprendere la scommessa di un’impresa in proprio. Già, perché Francesco Capitani è in primis un viticoltore vecchia maniera, un esperto e scrupoloso amante della vite di cui ha iniziato ad occuparsi, giovanissimo, negli anni Sessanta, quando in compagnia del nonno curava il suo primo vigneto di circa 3 ettari e prendeva confidenza con le varie tipologie di uve. Dalla quotidiana osservazione delle qualità di vite di Bracciano, e dalla resa delle loro uve in cantina, sono nati i primi esperimenti vinicoli Capitani, poi affinati con la collaborazione di enologi ed agronomi. 

Arrivano quindi gli anni Settanta e Francesco tenta il grande salto: amplia il vigneto e, grazie all’esperienza acquisita, apre una cantina che chiama ‘Trevignano vino’, prima denominazione dell’azienda. I vini Capitani hanno sempre più successo e nel 2000 subentra la seconda generazione della famiglia: suo figlio Mirco e sua nipote Amelia prendono le redini della cantina e attuano una riorganizzazione della società, a cominciare dal nome che da ‘Trevignano vino’ passa all’odierna denominazione ‘Cantine Capitani’.

Nuova generazione e nuovi vini

La nuova generazione della famiglia Capitani ha scelto di gestire l’azienda ampliando la produzione e sperimentando viti che fino ad oggi non erano presenti nelle campagne di Bracciano, allo scopo di affacciarsi verso nuovi mercati e di far conoscere la qualità dei vini del loro territorio.

“Siamo ancora in fase di rinnovamento, un cambiamento che passa dalla creazione di un nuovo brand che identifica il nostro vino alle etichette create per la linea coordinata dei vini Capitani, senza naturalmente dimenticare la ristrutturazione interna per il rispetto delle normative enologiche ministeriali finalizzata al mantenimento di elevati standard qualitativi – afferma Amelia Capitani -. Oggi i nostri prodotti di punta sono gli IGP Sauvignon, Syrah e Syrah barricato, che si affiancano a vini già noti e prodotti da anni come il Lacustre bianco, un blend molto apprezzato e costituito da uve Trebbiano, Toscano e Greco, oppure il novello, che ha riscosso un buon successo sul mercato olandese e che realizziamo con uve completamente nuove”. Sono poi in arrivo nei prossimi mesi ulteriori novità che andranno ad aumentare l’offerta della cantina di Bracciano: “È in fase di lancio il nostro Viognier vinificato in purezza, un esperimento assoluto per il nostro territorio, e il Merlot barricato, nuovi vini Capitani che ci prefiggiamo di presentare alla prossima edizione del Vinitaly”. 



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Rendez-vous di vino: il fascino dei Barolo di Paolo Scavino

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di Amanda Arena e Beunida Shani

Dalla San Pietroburgo fredda e sofisticata di DostoevsKij alla calda e frizzante Parigi degli inizi del Novecento, dalla New York di Warhol alla Roma '' Caput Mundi'' di Kounellis e degli altri creatori, il salotto ha sempre avuto un suo posto privilegiato nella storia. Un locus amoenus dove potersi incontrare e vivere di pensieri calati in un'atmosfera magica. Lo hanno capito bene gli organizzatori degli incontri de '' Il Salotto del Vino'' presso la Montecchia di Alajmo, diretti dal sommelier Mauro Meneghetti. Dei rendez- vous a cadenza mensile durante i quali un personaggio del vino illustra agli ospiti la storia della sua famiglia, le emozioni create da terroir eccellenti e la passione di chi lavora ogni giorno in vigna con volontà e dovizia.

Questa volta ci siamo voluti sedere anche noi in questo salottino sofisticato ed originale durante il quale il mondo della sommellerie si abbraccia a quello della cucina stellata di Alajmo creando un connubio di sensi molto piacevole.

Questo primo appuntamento ha avuto come dominus della serata il Barolo di Paolo Scavino, difficile non rimanerne ammaliati.  L’azienda Scavino è una realtà molto piccola a conduzione per lo più famigliare, con sede a Castiglione Falletto nel cuore delle Langhe, che dal 1921 con Paolo inizia la sua ascesa. L’intuito pratico e creativo di Enrico rende il Barolo della famiglia Scavino un vino che parla piemontese, ma capito in tutto il mondo, vincendo premi di respiro internazionale.  Era il lontano 1978 quando Enrico, giovanissimo, convince il padre a vinificare separatamente dalle altre le uve della vigna Fiasco, le migliori. Ed è proprio grazie a quest’attento distinguo delle uve più eccelse che nasce il primo grande cru: il Barolo Bric dël  Fiasc. 

Emozionante il viaggio nelle Langhe condotto da Riccardo Sgarra, Brand Ambassador della storica azienda, il quale attraverso sei vini ci ha permesso di conoscere più da vicino la filosofia produttiva di questa importante realtà vitivinicola. Oggi la quarta generazione, capitanata da Enrico Scavino e le figlie Elisa ed Enrica, si dedica con la stessa passione di Paolo alla produzione di vini unici a testimonianza dell’unicità di ogni terroir delle Langhe, le morbide e sinuose colline da cui nascono, luogo di elezione dei celebri vigneti coltivati a Nebbiolo da Barolo. Il “Re dei vini” è il frutto dell’incessante lavoro dei vignaioli langaroli per deliziare il palato degli intenditori di tutto il mondo. Per raccontare l’amore della famiglia Scavino verso queste terre è stato più che naturale iniziare la serata con una delle più alte espressioni di Nebbiolo in purezza, il vitigno autoctono per eccellenza, che trova nelle Langhe le condizioni uniche ed ideali per esprimersi al meglio. A scandire l’intera degustazione dei vini Scavino, l’intensa esplosione di profumi al naso che hanno regalato straordinarie emozioni ai presenti in sala. 

Come afferma Cesare Pavese: “Tre nasi sono quel che ci vuole per il Barolo!” . 

I vini proposti:

Langhe Nebbiolo 2015

Aroma denso di frutti rossi per l’essenza di questo Nebbiolo in purezza. Ottima beva con tannini vibranti che donano struttura e personalità. E’ un rosso assai elegante.

Barolo 2013 Enrico Scavino

E’ il Barolo tradizionale per antonomasia, un blend di sette differenti cru, che esprime appieno la storia e la tradizione della famiglia Scavino. Un ampio bouquet olfattivo che è una sinfonia di profumi di violetta, mora, prugna, accompagnato da note speziate ed eteree con  lieve sentore di goudron. Vino puro, vigoroso e di una bevibilità coinvolgente. 

Barolo Monvigliero 2013

Un Barolo proveniente dall’omonimo vigneto di Monvigliero, collina storicamente riconosciuta come il cru più prestigioso di Verduno, uno dei più rappresentativi dell’area del Barolo. Grande classe, complessità ed eleganza. Si apre con una miscellanea avvolgente di frutti rossi, confettura di ciliegia, violetta, note speziate ed eteree. Chiude con uno sfondo di nota minerale che regala slancio e freschezza.  

Barolo Bric dël  Fiasc 2013

“Il Re” dei Barolo firmati Paolo Scavino, che ne rappresenta l’immagine più autentica. Un vino che racconta il territorio e lentamente si lascia scoprire. Suadenti emozioni di piccoli frutti rossi, prugna, pepe bianco, ricordi di liquirizia e un leggero accento di miele s’intrecciano ad uno sfondo di erbe aromatiche e note mentolate.  Gli ampi sentori sono vivificati da un’intrigante nota minerale che si evolve in una piacevole sapidità. Un vino dal carattere ricercato ed elegante con una struttura energica supportata da una bella acidità. 

Barolo Bric dël  Fiasc magnum 2005

Un vino sontuoso dall’eleganza ricercata. Si apre con profumi ampi ed intensi di prugna secca, more e mirtilli, che arrivano ad abbracciare una calda nota di tabacco ed accenni di note balsamiche ed eteree. E’ un superbo elogio al Barolo, di quelli che parlano delle antiche tradizioni del territorio e dell’accurato lavoro in vigna. Sorso deciso, importante.

Barolo Bricco Ambrogio 2003

E’ la versione più gentile del Barolo, dall’ampio corredo aromatico. Vino profondo, setoso, di grande equilibrio e intensità, concentrato su aromi di piccoli frutti neri di sottobosco, miele, pepe nero e accompagnato da un’affascinante nota calda di goudron e da leggeri ritorni mentolati. Morbido e ricco in bocca, con tannini ben bilanciati. 

A impreziosire la serata sono stati serviti i prelibati cicchetti della cucina stellata di Alajmo. Un vero e proprio itinerario di gusto dove non si sono solo congiunti sapori veneti ai piemontesi, come nel caso dei ravioli di Castelmagno con zucca e radicchio trevigiano, ma si è voluto coccolare il palato degli ospiti anche con la tradizione lombarda dell’ossobuco in gremolada steso su crema di patate. Raffinato dolce per chiudere la serata: una sfoglia con spezie che ha legato i sapori prettamente italici a suggestioni orientali, leggermente afrodisiache.  

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Cantine aperte di cristallo a Colle Val D'Elsa

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Bambini protagonisti di un percorso nelle cristallerie in cui potranno vedere come la materia cristallina fonde e poi diventa oggetti preziosi, impareranno a “soffiare” e potranno personalizzare oggetti con i loro nomi. Per i genitori appassionati di vino 20 cantine da tutta la Toscana, offriranno in degustazione le loro migliori bottiglie. Partner dell’iniziativa la delegazione Siena Val d’Elsa della Fisar 

Il percorso alla scoperta del cristallo e del grande vino toscano (4 marzo dalle 15 alle 19) a Colle Val d’Elsa, inizia con la consegna di un sacchettino contenete un calice e un’etichetta che servirà per realizzare la propria bottiglia. Il tema 2017 di Cantine aperte di cristallo è “personalizzare”. Dal Brunello di Montalcino al Chianti Classico, passando per il Carmignano Docg e il Vino Nobile di Montepulciano. Saranno circa 20 le cantine che offriranno in assaggio i loro vini, lungo un percorso che si snoderà attraverso le cinque cristallerie aderenti all’iniziativa, e metteranno in vendita anche speciali bottiglie da personalizzare con l’etichetta dipinta dai visitatori e soprattutto dai loro bambini. Sarà inoltre possibile personalizzare il calice oppure un uovo pasquale in cristallo con i nomi dei piccoli visitatori. Ricordi unici di un pomeriggio speciale all’insegna del vino e della convivialità. 

Queste e altre piccole sorprese, nella capitale toscana del cristallo, aspettano i visitatori in quello che si preannuncia come un sabato adatto per grandi wine lovers e piccoli curiosi. Per una volta infatti, gli appassionati di vino non avranno il timore di annoiare figli o partner astemi, perché l’affascinante mondo del cristallo offrirà suggestioni e esperienze per tutti ; come quella di modellare la pasta vitrea “a bocca” soffiandoci dentro.  L’evento è promosso dal Movimento Turismo del Vino Toscana con la collaborazione del Consorzio del Cristallo e dei sommelier dalla Fisar, delegazione Siena Val d’Elsa. «Entrare in una “bottega” del cristallo” è qualcosa di raro e affascinante soprattutto quando i maestri vetrai realizzano i loro prodotti unici – spiega il presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana, Violante Gardini – così come è affascinante assaggiare i grandi vini toscani ascoltando dai loro produttori la storia di come li hanno fatti».

Cristallerie e Cantine: ecco la mappa delle degustazioni. Dalle 15 alle 19 di sabato 4 marzo l’itinerario di Colle Val d’Elsa farà scoprire il luogo in cui si concentra il 15% della produzione mondiale ed il 95% della produzione nazionale di oggetti in cristallo. Cinque cristallerie che ospiteranno al loro interno le aziende del Movimento Turismo del Vino Toscana aderenti all’iniziativa. 

Collevilca ospiterà Castellare di Castellina, Barone Ricasoli, Borgo Santinovo, Tenuta Artimino e Tenuta Podernovo. Il Museo del Cristallo invece avrà in assaggio le Distillerie Bonollo, Castello di Radda, Donatella Cinelli Colombini e la Tenuta Vicchiomaggio. Cristallo d’Arte Mario Belli ospiterà Marini Giuseppe, Bindella e Melini, mentre le Cristallerie Loreno Grassini Podere Uliveto, Tenuta di Capezzana e Ruffino. Infine la Moleria la Grotta del Cristallo avrà la Tenuta l’Impostino, Agricola Tamburini e Col d’Orcia. Partner dell’iniziativa sarà come di consueto la delegazione Siena Val d’Elsa della Fisar che metterà a disposizione la conoscenza dei propri sommelier.

Spettacoli per i più piccoli. Dalle 16 alle 17 nella cristalleria Collevilca, e dalle 17 alle 18 al Museo del Cristallo,  il gruppo di animazione La Scossa organizzerà alcune attività di ricreazione con laboratori a tema vino insieme ai bambini che saranno truccati, potranno realizzare e colorare palloncini, tutto ciò accompagnato da musica e come tema portante il legame didattico con il mondo del vino da spiegare ai “wine lovers” in erba. 

L’elenco delle cantine e delle cristallerie aderenti e il programma dettagliato dell’iniziativa sono disponibili sul sito http://www.mtvtoscana.it

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Tante novità ad Only Wine Festival

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L’evento, organizzato in collaborazione con AIS Associazione Italiana Sommelier e patrocinato dal MIPAAF, ospiterà cento tra le migliori piccole cantine e giovani pro-duttori italiani. 

Ma spazio anche ai produttori stranieri, al whisky e alla birra di qualità.

Tra le novità 2017, la presenza del Trento Doc con i suoi produttori e le degustazioni guidate, con la Lingua dei Segni.

Sabato 22 l’imperdibile cena-degustazione Only Wine Excellence che vede protago-nisti il Miglior Sommelier del Mondo Luca Martini e lo Chef Hiroiko Shoda

Torna per il quarto anno consecutivo a Città di Castello, il 22 e 23 aprile prossimo, Only Wine Festival, il primo salone dedicato ai giovani produttori e alle piccole cantine, organizzato da Fiera Show in collaborazione con AIS Associazione Italiana Sommelier, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, la Regione dell’Umbria e del Comune di Città di Castello. 

Ad essere protagoniste dell’edizione 2017 di Only Wine saranno, ancora una volta, le mi-gliori 100 piccole cantine e i produttori under 40 italiani, selezionati da AIS Associa-zione Italiana Sommelier, con le loro produzioni.

Nelle prestigiose location del centro storico della cittadina tifernate troveranno spazio la Mostra mercato, nella quale saranno presenti tutte le 100 cantine selezionate, le sessio-ni di degustazione guidata a cura dei sommelier AIS (da quest’anno anche con tra-duzione in inglese e Lingua dei Segni) e le aree tematiche dedicate ai prodotti tipici della tavola, al Whisky e alla Birra artigianale, per abbinamenti e approfondimenti di gusto.

Ospiti dell’edizione 2017 saranno lo spumante metodo classico Trentodoc e una sele-zione di vini provenienti da tutta Europa, protagonisti della sezione Only Wine Internatio-nal.

Infine, spazio alla comunicazione del vino e alle opportunità commerciali, con gli esperti di settore, allo scopo di fare, ancora di più, di Only Wine un’occasione di visibilità e di promozione delle cantine partecipanti che, per le loro dimensioni o per la loro “giovane età”, spesso hanno difficoltà a farsi strada nel mercato non hanno visibilità adeguata alla qualità della loro produzione.

MOSTRA MERCATO - Il pubblico potrà conoscere una ad una tutte le cento cantine pre-senti a Only Wine Festival, assaggiare i loro vini e intrattenersi con i produttori, capaci di raccontare il loro vino meglio di chiunque altro. Ad Only Wine, insomma, il vino assume un altro gusto, perchè se ne può assaporare anche la storia e la passione di chi lo produce. 

Si potranno anche acquistare i prodotti preferiti direttamente. 

Per partecipare ai banchi d’assaggio a Palazzo Bufalini, nella piazza centrale di Città di Castello, è sufficiente acquistare un ticket multiplo di degustazione (15,00 euro per 6 de-gustazioni, comprensivi di calice e tasca portabicchiere), acquistabile online, in anticipo, sul sito www.onlywinefestival.it o in loco direttamente alla biglietteria d’ingresso.

DEGUSTAZIONI GUIDATE - Grazie alla preziosa collaborazione con i sommelier AIS si potrà partecipare ad un ricco calendario di degustazioni guidate a tema, un’occasione per gustare i vini più prestigiosi in compagnia dei migliori sommelier di casa nostra e del mondo e scoprirne tutti i segreti più nascosti.

Tra gli altri, saranno presenti a Only Wine Festival Luca Martini, Miglior sommelier del Mondo, Andrea Galanti, Miglior sommelier d’Italia 2015 e Maurizio Dante Filippi, Mi-glior sommelier d’Italia 2016, per condurre il pubblico di appassionati alla scoperta dei segreti più nascosti dei vini italiani e non solo.

Novità di questa prossima edizione saranno le degustazioni guidate con traduzione nella Lingua dei Segni, grazie alla collaborazione con A.U.S.R.U., Associazioni Unite dei Sordi della Regione dell’Umbria e ANIMU. Nell’ambito del calendario di degustazioni di Only Wine saranno, dunque, a disposizione esperti di Lis, per guidare alla scoperta dei vini, insieme al Sommelier AIS, anche gli appassionati non udenti.

Saranno in calendario anche degustazioni in inglese, a favore dei tanti turisti anglofoni che visitano il territorio e la manifestazione e che sono andati crescendo di anno in anno.

Da non perdere, sabato 22 aprile, l’esclusiva cena-degustazione Only Wine Excellen-ce, che vedrà protagonisti, da un lato, il Miglior Sommelier del Mondo Luca Martini, pronto a svelare i segreti di cinque vini della selezione Only Wine International, dall’altro, lo Chef Hirohiko Shoda, più noto come Chef Hiro, che preparerà altrettanti, straordinari piatti in abbinamento. 

Per chi si avvicina al mondo del vino si terranno innovativi Speed Wine, corsi di avvicina-mento alla degustazione della durata di mezz’ora, che, in pochi, essenziali passi, permet-teranno di apprendere tutte le regole fondamentali per una corretta e piacevole degusta-zione di vino. Tra gli obiettivi degli Speed Wine anche quello di favorire lo sviluppo di un bere consapevole tra i giovani.

Altra opportunità da non perdere per i neo wine lovers sono i Wine Coach, tour guidati dai sommelier AIS, riservati a piccoli gruppi, per andare alla scoperta delle eccellenze regionali e degli abbinamenti migliori.

Tutte le degustazioni guidate e i mini corsi sono acquistabili online sul sito www.onlywinefestival.it oppure direttamente in loco, qualora vi siano ancora posti disponibili. I costi variano a seconda della degustazione.

OSPITI 2017: TRENTODOC E ONLY WINE INTERNATIONAL - Come ogni anno, Only Wine Festival ospita una tipologia di vino e i suoi produttori. Quest’anno, ospite d’eccezione della kermesse sarà il Trentodoc, con la presenza, in Piazza Matteotti, di oltre 40 produttori del Consorzio. Per valorizzare al meglio il Trentodoc, prima denomina-zione di origine controllata in Italia riconosciuta ad uno spumante metodo classico, è stato appositamente studiato un allestimento “a bolle”, in omaggio al pay-off “Trentodoc, Bollicine di montagna”. I produttori, saranno dunque ospitati all’interno di un’apposita tensostruttura a forma di bolla, nella quale i visitatori potranno, anche in questo caso, degustare lo spumante e farselo raccontare direttamente dai produttori e dallo staff del Consorzio. 

Il Trentodoc oggi, con le varianti Bianco e Rosato, Brut, Millesimato e Riserva, rappresenta il 35% della produzione di spumante metodo classico a livello nazionale, in continua crescita (7,3 milioni di bottiglie vendute nel 2015 (+4,5% rispetto al 2014), per un valore complessivo di 78 milioni di euro (+11&).

Sempre in Piazza Matteotti sarà aperta la seconda “bolla”, per ospitare la sezione Only Wine International con una selezione di piccoli produttori e giovani cantine provenienti da tutta Europa, i cui vini sono del tutto o quasi sconosciuti in Italia anche se caratterizzati da un’elevata qualità.

(NOT) ONLY WINE - Ad essere protagoniste della kermesse, oltre al vino, saranno anche altre eccellenze enogastronomiche italiane, come i prodotti tipici del territorio umbro e non solo, nello spazio Only Food, dove sarà possibile effettuare un vero e proprio tour tra sa-pori nuovi e abbinamenti unici. O le migliori birre artigianali, che si potranno degustare e acquistare nell’apposita area Only Beer. Anche le birre saranno protagoniste di momenti di approccio e degustazione e della mostra mercato a loro riservata, in cui poter acquistare direttamente dal produttore. Infine, per i più audaci, Only Spirits, un’area interamente dedicata al Whisky, in collaborazione con il Whisky Club Italiano, in cui sono previsti momenti di degustazione guidata alla scoperta dei sapori più intensi dei migliori whisky italiani.

Tra i temi novità di quest’anno ci sarà certamente la comunicazione del vino, con la pre-senza in evento di stampa e blogger di settore. 

Il loro “compito” sarà quello non solo di promuovere Only Wine presso il pubblico degli wine lovers , ma anche di approfondire la conoscenza delle cantine presenti e di farsi por-tavoce  della qualità della loro produzione.

Infine, uno spazio specifico sarà dedicato agli operatori del settore, buyer e agenti com-merciali, con momenti di incontro diretto con le cantine e di conoscenza reciproca, sempre con l’obiettivo di favorire la visibilità delle cantine partecipanti.

“In questi quattro anni l’attenzione che i media nazionali specializzati hanno dedicato a Only Wine Festival è andata crescendo -spiega Andrea Castellani, Presidente di Fiera Show, agenzia organizzatrice dell’evento- Fin da subito sono state molte le testate accre-ditate alla kermesse, incuriosite anche dalla formula innovativa di dare spazio a piccole cantine e a giovani imprenditori, cosa che nessuno, prima di noi, aveva fatto in maniera così convinta. Quest’anno -prosegue- oltre a mettere in campo un’offerta di vini e di ap-puntamenti crescente, abbiamo scelto di fare della comunicazione del vino uno degli ele-menti di novità di Only Wine, offrendo alle nostre cantine un’occasione strutturata di visibi-lità e di promozione.”

Un’occasione, dunque, per farsi conoscere non solo dal numeroso pubblico presente a Città di Castello -nell’ultima edizione sono stati ben 30mila i visitatori nei tre giorni del Fe-stival- ma anche dai tantissimi appassionati ed esperti che viaggiano in rete.

Media partner di Only Wine Festival 2017 sono Wine Tv (www.wine-tv.it), Wine Blog Roll, il blog del Wine lover Francesco Saverio Russo (www.wineblogroll.com), il periodico I Grandi Vini e il portale tematico www.vinievino.com

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La sapienza antica nei vini di Benedetti & Grigi

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Baciati da un sole caldo, cullati da boschi secolari, abbracciati da gente schietta ed ospitale. Sono i vini dalla sapienza antica dell'Azienda vitivinicola Benedetti & Grigi, nata dal profondo amore di Umberto Benedetti e Daniele Grigi per l'Umbria, regione in cui la natura ha dato vita a vigneti generosi e straordinari, che rappresentano la più pura espressione dell'Italia. Lo spirito della divisione vitivinicola si pone in diretta, amorosa continuità con i cicli millenari di questa terra e delle sue stagioni, così da creare vini eleganti e di qualità, simboli di un'eccellenza da ritrovare nei calici, nobili come i valori che uniscono queste due famiglie. Qui l'autunno colora di rosso i filari di sagrantino, di giallo quelli di sangiovese, di verde quelli di merlot, regalando alle uve di questi vitigni un inebriante profumo di bacche, lievemente pepato, inconfondibile. Sarebbe sicuramente impossibile riprodurre una tale complessità di aromi e sapori in un'altra parte d'Italia, o anche nel mondo. Per vini "della festa", vini delicati, vini autoctoni, vini piacevolmente asciutti e altri più rotondi, in un'infinita varietà di emozioni da provare e riprovare.

ESPOSIZIONE DIFFERENTE CHE FA LA DIFFERENZA

L'azienda nasce sulle colline umbre di Montefalco, luoghi che favoriscono la coltivazione di vitigni fortemente legati al territorio come il sagrantino, il trebbiano spoletino e il grechetto. Insieme ad altri illustri vitigni internazionali. I terreni sono stati ottimizzati garantendo un'esposizione differente per ciascun vitigno, così da valorizzare al meglio le diverse caratteristiche organolettiche dei vini ottenuti

TECNOLOGIA DI PRODUZIONE

Lotta integrata, metodo di coltivazione a basso impatto ambientale con una drastica riduzione di fitofarmaci. Dalla lavorazione della struttura della pianta, attraverso una potatura equilibrata fino alla fase di vinificazione dove vengono utilizzate le tecniche più innovative per esaltare il naturale potenziale aromatico delle uve.



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La cultura enoica di Signorvino

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Incontri all’insegna della conoscenza del vino, alla scoperta dei principali territori vitivinicoli italiani e dei produttori che ogni giorno contribuiscono a consolidare l’immagine del Made in Italy nel mondo: questo il tema degli incontri di Signorvino all’interno del punto vendita di Milano Via Dante, Torino, Brescia e nel centro commerciale “Il Centro” di Arese. 

Le serate vogliono essere informali ma formative, divertenti ma cariche di contenuti, all’insegna del buon vino e del giusto piatto da abbinare ad ogni calice, un format alla portata di tutti e dal linguaggio easy in perfetto stile Signorvino, in grado di avvicinare i giovani ad un mondo che ancora oggi rischia di rimanere loro troppo lontano. All’interno degli store si può scegliere fra 1500 etichette selezionate, grandi nomi del vino italiano e rare bottiglie di piccoli produttori sono quindi, per la prima volta, ad un passo da casa. Vengono raccontati i territori più rappresentativi dell’intero panorama vitivinicolo italiano da un personale giovane e preparato che si discosta volutamente dai tecnicismi e dalle inutili formalità colmando quel gap comunicativo che crea barriere con il consumatore finale. Un’attività di ricerca vino-cibo in grado di esaltare le caratteristiche di ogni degustazione e che permette un percorso esperienziale a 360 gradi. 

• A Milano Signorvino è presente in uno degli angoli più suggestivi della città a due passi dal Castello Sorzesco, il wine store di Signorvino è un ambiente ampio e moderno che con i suoi 500 metri quadri, rappresenta il tempio del vino italiano. È previsto per mercoledì 1 marzo prossimo appuntamento Wine&Food Tasting di Signorvino Milano Via Dante. E se al centro della filosofia Signorvino si trova il vino in ogni sua espressione, è la cultura e la valorizzazione di questo patrimonio italiano ad aver spinto lo store a proporre alla città dei momenti unici di degustazione; e chi meglio del produttore stesso per raccontare un territorio, una tecnica ed una tradizione? 

•         A Torino si inizia martedì 28 febbraio alle ore 19:30 con i rossi strutturati di Villa Spinosa, azienda rappresentativa di un territorio unico, la Valpolicella, che lavora lo straordinario paesaggio di Negrar e Marano di Valpolicella. Durante la cena saranno degustati il Valpolicella Classico accompagnato da Polenta fritta con lardo aromatizzato della Lessinia, il Valpolicella Classico Ripasso “Jago” sarà invece accompagnato dalle “Pappardelle Signorvino” al vino rosso, con gustoso ragù d’anatra e nocciole tostate, ed il pluripremiato Amarone della Valpolicella “Etichetta Avorio” servito insieme a Formaggi con mostarde e frutta secca. La serata di martedì 7 marzo dalle ore 20 sarà invece impreziosita dai vini di Michele Chiarlo, con i suoi classici piemontesi in grado di rendere riconoscibili le caratteristiche varietali e del terroir, caratterizzati da eleganza e complessità. Il Barbera D’Asti "Nizza" sarà accompagnato Polenta fritta con lardo aromatizzato della Lessinia, seguito dal Barolo "Cannubi" con Mini Tartare di carne cruda arricchita dai 5 pizzichi dello chef e salsa al Nebbiolo. Per finire il Barolo "Cerequio" con Formaggi, mostarde e frutta secca. 


•         Si inizia a Brescia martedì 28 febbraio alle ore 19:30 con i rossi strutturati della Cantina Schiavenza, espressione di Serralunga d’Alba (in assaggio Barolo Cerretta, Barolo Broglio e Barolo Prapo). Martedì 7 marzo invece il viaggio proseguirà nel cuore delle Langhe, con Ettore Germano che, forte di una tradizione di viticoltori dal 1856, rappresenta oggi una delle realtà più prestigiose nella produzione di Barolo (in assaggio (Nebbiolo Langhe, Barolo Cerretta, Barolo Lazzarito). Sarà invece nel segno del Franciacorta la degustazione di martedì 14 marzo con Andrea Arici, produttore rispettoso del territorio illuminato da un’intuizione coraggiosa: produrre Franciacorta esclusivamente non dosati (in assaggio Dosaggio Zero, Riserva Millesimato, Rosè). Protagonisti dell’incontro di martedì 21 marzo saranno invece i vini biologici de I Clivi di Ferdinando e Mario Zanusso. Calici di una produzione di appena 50.000 bottiglie che sanno raccontare quel magico territorio friulano tra il Collio Goriziano ed i Colli Orientali (in assaggio Ribolla Gialla, Brazan Bianco, Galea). Una rassegna che si rispetti oggi non può non parlare di Valpolicella e martedì 28 febbraio da Signorvino sarà la storica Azienda Bertani a presentare questo magico territorio tra Verona ed il Lago di Garda, culla di uno del re dei rossi, l’Amarone, ormai famoso nel mondo (in assaggio Valpolicella Classico, Secco Bertani Vintage, Amarone Classico della Valpolicella). Sarà una piccola realtà del Collio Goriziano con i suoi 10 ettari di vigneti presenti in zone collinari a raccontarci i vini simbolo della propria produzione: la Cantina Vosco che martedì 4 marzo porterà da Signorvino Brescia: Ribolla Giallo, Friulano e Malvasia. Si concluderà poi nel migliore dei modi questo ciclo di incontri con l’Azienda Agricola Villa martedì 18 aprile come sempre alle 19:30. Azienda situata in un bellissimo borgo risalente al XVI secolo, che agisce nel più completo rispetto dell’ambiente, fra le cantine “pioniere” nella produzione delle rinomate bollicine Franciacorta. 


   

• Giovedì 2 marzo dalle ore 19:30 Signorvino Arese ospiterà la proprietà di Baron Di Pauli, Azienda altoatesina che da oltre 300 anni coltiva i terreni vitati di Arzenhof a Caldaro e quelli di Höfl unterm Stein a Söll, garantendo il livello qualitativo di un modo di produrre legato alla tradizione, come quando forniva la corte imperiale e reale d’Austria-Ungheria. I vini principi della produzione saranno accompagnati dai piatti appositamente studiati dai Food Manager di Signorvino. Il prossimo appuntamento? Quello con Walter Massa, della provincia di Alessandria, impegnato da anni nella valorizzazione di un territorio unico dal punto di vista pedologico e climatico, che ha saputo recuperare un vitigno dalla difficile coltivazione ma dalle indiscusse potenzialità: il Timorasso. Giovedì 9 marzo presenterà il Derthona abbinandolo a Zucchine alla scapece su stracciatella al fiordilatte e crosta di pane, seguito poi dal Derthona “Sterpi” con del Risotto con crema di cima di rapa, acciughe e polvere di taralli. Il 100% Freisa, l’”Avvelenata” accompagnerà una Tartare di fassona con champignon e grana. 

Ha contribuito a rendere famosi nel mondo i vini del Lago di Garda con i suoi 150 ettari coltivati dal 1939: Cà dei Frati protagonista della Cena con Produttore giovedì 16 marzo. In degustazione il Metodo Classico “Cuvée Dei Frati”, Lugana e Ronchedone saranno valorizzati da un Flan di cavolo romanesco con verdure croccanti e crema di patate alla vaniglia, Timballo di spaghettoni gratin all’Amatriciana e costolette d’agnello in crosta di frutta secca su marmellata di cipolle. Giovedì 23 marzo ad arricchire il calendario di eventi Signorvino sarà un’Azienda dal sapore tipicamente toscano, cantina leader della produzione chiantigiana: Castellare di Castellina che con i suoi 80 ettari nel cuore del Chianti Classico ha contribuito a rendere famosa la denominazione nel mondo. I vini in degustazione saranno Chianti Classico, Chianti Classico Riserva e I Sodi di San Niccolò, accompagnati da piatti tipici della tradizione toscana: Crostini con paté di fegatini, Pici al ragù d’anatra e Bocconcini di controfiletto al pepe verde e patata duchessa. La Spinetta è invece una cantina storica del piemontese curata dalla mano sapiente di Giorgio Rivetti che sarà raccontata da Signorvino giovedì 30 marzo. 

  

 

Appuntamenti su Milano: 

Mercoledì 1 marzo, ore 20: Travaglini 

Gattinara Docg 

Polenta fritta con lardo aromatizzato della Lessinia 

Gattinara “Tre Vigne” 

Risotto con salsiccia e nebbiolo 

Gattinara Riserva 

Tagliata di manzo alla griglia servita con verdure alla griglia e patate con buccia al forno Venerdì 10 marzo, ore 19:30: Verticale Tignanello, Con 5 annate in degustazione 

Mercoledì 15 marzo, ore 20: Allegrini 

Valpolicella Classico 

Mini Tartare di carne cruda arricchita dai 5 pizzichi dello chef 

La Grola Igt 

Mezze maniche alla carbonara con guanciale croccante 

Amarone della Valpolicella 

Selezione di formaggi con mostarda e frutta secca
Venerdì 17 marzo, ore 19:30: I Barolo Boys, Con 5 annate in degustazione 

Mercoledì 29 marzo, ore 20: Marchesi Antinori 

Bolgheri Vermentino 

Crostone “all’Italiana” con pomodoro, stracciatella fresca e basilico 

Bolgheri “Il Bruciato” 

“Pappardelle Signorvino” al vino rosso, con gustoso ragù d’anatra 

Guado al Tasso 

Tagliata di manzo alla griglia servita con verdure alla griglia e patate con buccia al forno 

Mercoledì 19 aprile, ore 20: Planeta 

Etna Bollicine Brut 

Fiori di zucca in crosta di farina di grano lavorati a mano 

Carricante “Eruzione 1614” 

Crostone con pomodoro capuliato, zucchine alla scapece e filetti di Alici 

Etna Rosso 

Pollo allo spiedo 

Venerdì 21 aprile, ore 19:30: Damijan Podversic 

Ribolla Gialla 2012 Ribolla Gialla 2011 Ribolla Gialla 2009 Ribolla Gialla 2004 

Ribolla Gialla Riserva 2005 

Mercoledì 3 maggio, ore 20: Cà dei Frati 

Lugana “Brolettino” 

Involtini di zucchine con formaggio magro e scorza di limone 

Lugana “Brolettino” Affinato 5 Anni 

Orecchiette di grano duro con cime di rapa 

Rosso “Ronchedone” 

Tartare di carne cruda arricchita dai 5 pizzichi dello chef 

Mercoledì 17 maggio, ore 20: Walter Massa 

Timorasso “Derthona” 

Crostone con pomodoro capuliato, zucchine alla scapece e filetti di Alici 

Timorasso “Derthona Sterpi” 

Polenta fritta e Gorgonzola 

Freisa 

Tagliere di salumi 100% Italiani 

Giovedì 18 maggio, ore 19:30: Verticale Brunello Matrojanni 

Brunello di Montalcino 2003 Brunello di Montalcino 2005 Brunello di Montalcino 2007 Brunello di Montalcino 2008 Brunello di Montalcino 2011 

Mercoledì 31 maggio, ore 20: Donnafugata 

Zibibbo “Lighea” 

Crostone con pomodoro capuliato, zucchine alla scapece e filetti di Alici 

Rosso Siciliano Igt “Tancredi” 

Paccheri con pomodoro, capperi e acciughe 

Passito di Pantelleria “Ben Ryé” 

Cioccolata con scorza d’arancia candita 

Mercoledì 7 giugno, ore 20: Bellavista 

Franciacorta Cuvée Brut “Alma” 

Involtini di zucchine con formaggio magro e scorza di limone 

Franciacorta Brut Millesimato 

Petto di pollo alla Stefany 

Franciacorta Pas Operé 

Selezione di prosciutto crudo con scaglie di grana e miele 

Mercoledì 21 giugno, ore 20: Adami 

Prosecco Valdobbiadene Superiore Extra Dry “Vigneto Giardino” 

Fiori di zucca in crosta di farina di grano lavorati a mano 

Prosecco Valdobbiadene Superiore Brut “Col Credas” 

Risotto con asparagi e mazzancolle 

Prosecco Valdobbiadene Superiore Dry Cartizze 

Crostata di frutta fresca 

Venerdì 23 giugno, ore 19:30: Passopisciaro 

Contrada Chiappemacine Contrada Porcaria Contrada Guardiola Contrada Sciaranuova Contrada Rampante 

Info costi e prenotazioni nel punto vendita o sul sito  http://www.signorvino.com

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Ecco il nuovo palinsesto di Wine Tv

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Cari Winetvlovers,

siamo pronti con il nuovo palinsesto e una serie di video inediti che, ci auguriamo, sapranno rapirvi e appassionarvi.


Entra ufficialmente nel nostro gruppo il miglior sommelier al mondo Luca Martini che, davanti ad un calice di vino, descriverà una delle più promettenti aziende umbre, Benedetti & Grigi. Una degustazione emozionale, un viaggio fra profumi, tradizioni e sorprese.


Ovviamente non potete perdervi la seconda puntata del format "Miglior sommelier d'Italia - La sfida": abbinamento cibo vino, brindisi di bollicine di montagna al Muse e una rilassante cena in centro. 


La seconda cena del nostro direttore Cristiano Cini sarà in compagnia di Gianfranco Fino, ambasciatore della nuova Puglia del vino. Il suo Es è uno dei rossi più noti al mondo e  tra i più acclamati dalla severa critica enologica.


E poi ancora una divertente sfida fra i preziosi banchi di assaggio di Chianti Classico Collection.


Per la rubrica Sorso lungo due stimolanti interviste a chi il vino lo vive e lo racconta: protagonisti la giornalista Bianca Mazzinghi, creatrice di un nuovo portale online sul mercato del vino in Cina e Francesco Saverio Russo uno dei wineblogger più seguiti e apprezzati del momento.

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Studenti e professori tra vite e vino: la Rete delle scuole enologiche italiane

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di Giuseppe Motisi 

Forse non tutti sanno che in Italia il vino si fa…anche a scuola!

E nel vero senso della parola, visto che dal 2009 è attiva la ‘Rete delle scuole enologiche italiane’, un’associazione che raggruppa numerosi istituti agrari dal nord al sud della penisola, tutti accomunati dall’avere una vigna curata da docenti e studenti, con relativa produzione vinicola. Attualmente sono undici gli istituti agrari che costituiscono la ‘Rete delle scuole enologiche italiane’, ed il requisito essenziale per aderirvi, oltre al possesso di un vigneto, è quello di avere un corso di studio specializzato in enologia, allo scopo di formare tecnici professionisti vitivinicoli nel successivo percorso universitario.

Ma quali sono queste scuole e che tipo di vino producono? Iniziamo con questo articolo un percorso di conoscenza dei vari istituti che compongono l’associazione.

Il vino di Roma

La produzione vinicola della Capitale è storicamente associata al nome del Frascati, blend di uve a bacca bianca prodotto nell’area collinare al di fuori del comune di Roma. Ma volendo essere più precisi, quasi maniacali nel dare un senso puntigliosamente geografico alla definizione ‘vino di Roma’, dovremmo oggi parlare del vino prodotto dall’Istituto tecnico agrario statale ‘Emilio Sereni’, che si trova all’interno del territorio del comune di Roma. 

Questo istituto fa appunto parte della ‘Rete delle scuole enologiche italiane’ ed è l’unico agrario del Lazio a produrre vino di diverse varietà, tutte con certificazione ministeriale. 

Itas Sereni, 40 anni di enologia

Fondato nel 1976 sul sito di un’antica azienda agricola ma con un’altra denominazione (la scuola si chiamava ‘De Fonseca’), l’Itas ‘Emilio Sereni’ comprende oggi due sedi: quella centrale collocata lungo la via consolare Prenestina, dove si produce appunto vino sia rosso che bianco, e quella succursale nel quadrante nord-est di Roma, dove invece si confeziona birra artigianale. 

La produzione vinicola della centrale del Sereni si basa su un vigneto di circa 7 ettari, attualmente in ampliamento, strutturato in base all’età in vigneto vecchio e vigneto nuovo. Per entrambi i vigneti si utilizza la forma di allevamento a cordone speronato, caratteristica della zona e più adatta per fornire vini di qualità. I vitigni presenti sono: Sangiovese, Ciliegiolo, Montepulciano, Moscato d'Amburgo per le uve rosse, Trebbiano, Malvasia di Candia e del Lazio, Moscato di Terracina, Grechetto per le uve bianche.

I vini del Sereni

I tipi di vino realizzati dagli studenti e dai loro docenti sono cinque: Serena Igt, LapisLunae Igt, SolStitium Igt, BruMalis Igt e Stillaurum Igt, ed il loro elenco completo, con informazioni sulla specifica produzione, è consultabile al link del sito istituzionale della scuola http://www.agrariosereni.it/as/pagine/azie/prodotti/vino/vino.php   

Periodicamente gli studenti del Sereni sono impegnati nelle operazioni di manutenzione e potatura del vigneto, oltre naturalmente che nella vendemmia. Il loro percorso scolastico si arricchisce così di competenze tecniche direttamente spendibili sul mercato del lavoro, in generale, e nel comparto vitivinicolo, in particolare. 

Iniziative e progetti 

Oltre che nella didattica ordinaria, gli istituti della ‘Rete delle scuole enologiche italiane’ sono coinvolti ed impegnati in numerose attività volte a promuovere la conoscenza e a condividere le esperienze in campo vitivinicolo. 

Su questo fronte l’Itas ‘Emilio Sereni’ è una delle scuole della rete più dinamiche, con un lungo curriculum di progetti alle spalle in continua crescita, e con stabili rapporti con le istituzioni che a loro volta coinvolgono la scuola romana in diversi progetti nazionali ed internazionali. Tra questi ultimi meritano una menzione particolare il ‘De vino Gallico’, che ha visto gli studenti mettere a dimora e curare dei vitigni nativi della Languedoc nei giardini della Scuola francese di Trinità dei Monti a Roma; oppure il progetto ‘Malvasie’, che ha portato ad un gemellaggio fra alcuni comuni dell’Istria ed il comune di Roma, con reciproco scambio di barbatelle autoctone dei diversi territori; o, infine, il progetto ‘Green Safety: sicuri in campo, sicuri in strada’, realizzato in collaborazione con il ministero delle Politiche agricole e l’Inail, che ha come obiettivo quello di preparare gli studenti alla guida e all’uso delle macchine agricole e forestali, nonché di promuovere la sicurezza sul lavoro

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Vino Nobile: quattro stelle al 2016 e un export che vola all'80 %

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L’export traina ancora i mercati, ma cresce (+ 2%) la vendita diretta in cantina, di pari passo con la crescita dell’enoturismo anche a Montepulciano. Il patrimonio Nobile vale oltre 500 milioni di euro e dà lavoro a circa mille persone, senza considerare l’indotto che per il 70% dipende dal vino

Quattro stelle (su un massimo di 5) alla vendemmia 2016 del Vino Nobile di Montepulciano. L’assegnazione è stata annunciata questa mattina, dal presidente del Consorzio Andrea Natalini e dal Sindaco Andrea Rossi, durante l’ultima giornata di Anteprima del Vino Nobile, quella dedicata alla stampa del settore. «Un risultato importante dal punto di vista climatico – ha commentato il presidente Natalini – che conferma la crescita qualitativa che ormai da anni rappresenta le nostre imprese e che ha fatto sì che il Vino Nobile sia sempre più riconoscibile nel mondo». 

LA VENDEMMIA 2016

Come detto, la commissione di tecnici che ha valutato i prototipi ha assegnato alla vendemmia 2016 quattro stelle su un massimo di cinque. L’Enologo Emiliano Falsini ha commentato l’andamento di questa annata che da un punto di vista meteorologico è stata non facile, ma favorevole ad una produzione di qualità, grazie anche ad una rigorosa cernita dei grappoli in fase di raccolto. I vini 2016 di Montepulciano esprimono - a giudizio degli esperti della commissione che ha espresso il punteggio - il carattere nella annate classiche con colori molto intensi, caratterizzati da una qualità media molto alta che avranno nell'eleganza e nella finezza la loro prerogativa principale.

E mentre con l’Anteprima si apre il mercato alle annate giunte a maturazione, il Vino Nobile 2014 e la Riserva 2013, la riflessione va sui dati economici di questa denominazione che per il territorio vuol dire occupazione, tutela del paesaggio e una ricchezza non solo materiale, visto che il vino è un traino forte anche per il turismo. «Cresce la nostra reputazione all’estero, ma cresce anche l’attenzione alla nostra denominazione da parte del consumatore – continua il presidente del Consorzio, Andrea Natalini – e questo è un dato che possiamo riscontrare nelle esportazioni che anche nel 2016 hanno rappresentato un’ampia fetta delle vendite del Nobile».

Il patrimonio “Nobile”. Cinquecento milioni di euro circa. E’ questa la cifra che quantifica il Vino Nobile di Montepulciano tra valori patrimoniali, fatturato e produzione. Nello specifico in oltre 200 milioni di euro è stimato il valore patrimoniale delle aziende agricole che producono Vino Nobile, 150 milioni circa il valore patrimoniale dei vigneti (in media un ettaro vitato costa sui 150 mila euro) e 65 milioni di euro è valore medio annuo della produzione vitivinicola, senza contare che circa il 70% dell’economia locale è indotto diretto del vino. Una cifra importante per un territorio nel quale su 16.500 ettari di superficie comunale, circa 2.000 ettari sono vitati, ovvero il 16% circa del paesaggio comunale è caratterizzato dalla vite. A coltivare questi vigneti oltre 250 viticoltori (sono circa 90 gli imbottigliatori in tutto dei quali 76 associati al Consorzio dei produttori). Oltre mille i dipendenti fissi impiegati dal settore vino a Montepulciano, ai quali se ne aggiungono altrettanti stagionali. Nel 2016, in linea con gli altri anni, sono state immesse nel mercato circa 7 milioni di bottiglie di Vino Nobile e 2,5 milioni di Rosso di Montepulciano Doc. 

Il mercato. Conformemente alla tendenza degli ultimi anni, anche il 2016 si conferma anno dell’export con una quota destinata all’estero pari al 78 per cento di prodotto, mentre il restante 22% viene commercializzato in Italia. Per quanto riguarda il mercato nazionale le principali vendite sono registrate in Toscana per il 48% (+1% rispetto al 2015), dato al quale si aggiunge il 17 per cento delle vendite al Centro. Al Nord è stato venduto il 15% del totale, mentre continua la sua crescita (nel 2016 del 2%) toccando quota 19 per cento la vendita diretta in azienda. Per quanto riguarda l’estero si assiste a una torta divisa a metà tra Europa e paesi extra Ue. La Germania è il primo mercato del Nobile con il 46% della quota esportazioni. Il Vino Nobile è apprezzato anche in Svizzera dove raggiunge il 16 per cento. Il dato più significativo arriva ancora una volta dagli Stati Uniti che segnano una crescita rispetto al precedente anno (+ 1%) arrivando nel 2016 arrivando a rappresentare il 21 per cento dell’export del Nobile. Successo anche per i mercati asiatici ed extra Ue con oltre il 7 per cento delle esportazioni. 

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Viticoltura di precisione: sensori a infrarossi per il controllo delle piante

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di Giuseppe Motisi 

Vedere il vigneto al di là delle apparenze esteriori, comprenderne pienamente criticità e caratteristiche, verificare lo stato di salute delle piante e la loro età allo scopo di intervenire con metodologie di valorizzazione e recupero della superficie vitata. Il fine ultimo è naturalmente quello di ottenere uve selezionate per vini di qualità e, contestualmente, quello di sviluppare una gestione dell’azienda il più possibile razionale ed efficiente. 

Concetti, questi, che si possono esprimere in una sola parola: AnimaVitis, nome di un progetto pilota basato sullo studio e il monitoraggio del vigneto mediante sensori ad infrarossi, per definire una precisa mappatura della condizione e dello  sviluppo della vigna. La novità di questo progetto è insita negli inediti strumenti con cui la mappatura viene realizzata: sensori a infrarossi di dimensioni molto contenute (27 x 8 x 15 cm), in grado di misurare vari indici spettrali per un monitoraggio non invasivo delle colture.

La tecnologia a infrarossi per mettere a punto il progetto AnimaVitis è stata testata nei vigneti della Tenuta Podernovo, localizzati nell’emergente e promettente zona viticola di Terricciola, in provincia di Pisa. L’azienda vinicola che ha partecipato al test, che segue una ben precisa filosofia di valorizzazione del territorio, ha condiviso l’idea del progetto ed ha collaborato alle varie attività sperimentali partite nel 2006. Il primo obiettivo è stato quello di capire se c’era corrispondenza tra le letture dei sensori e le diverse espressioni vegetative delle piante, cosa che fino a quel momento non era stata mai verificata. Utilizzando i sensori a infrarossi come strumento di misura, si è organizzato un programma di lavoro con lo scopo di individuare le porzioni dei vigneti con caratteristiche differenti, identificando problematiche e potenzialità. L’individuazione e la valutazione dell’eterogeneità delle zone produttive aveva il doppio obiettivo di conoscere meglio le condizioni dei vigneti ed i profili delle uve per orientare l’elaborazione dei vini, e allo stesso tempo avere delle informazioni più precise per una gestione agronomica ed enologica più mirata.

Dalla fase pilota AnimaVitis è diventata oggi una realtà efficace e pronta per essere adottata in altri contesti, con la messa a punto di una metodica ben precisa per conseguire risultati di una mappatura che aiuta il viticoltore e l’enologo nel loro lavoro.

I sensori ad infrarossi possono infatti essere facilmente montati su un supporto a bordo di un qualsiasi veicolo in grado di muoversi tra i filari, essendo possibile l’impiego di 1 o 2 sensori, a seconda della necessità. Per la raccolta, la memorizzazione e la georeferenziazione dei dati i sensori sono collegati ad un computer veicolare con GPS integrato, appositamente sviluppato dalla società ARVAtec Srl, installato a bordo delle macchine operatrici che passano tra le viti.

Così la viticoltura di precisione, da concetto futuribile, è oggi uno strumento alla portata di tutti gli operatori del comparto.  

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Aumentano i vini importati in Cina nel 2016, Italia ferma al 5% ma +39% in valore sul 2015

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Articolo: Winetimes.it BM
http://www.winetimes.it/import-vino-cresce-nel-2016-italia-ferma-al-5/

Continua ad aumentare il vino importato in Cina, sia considerando i volumi sia il valore. Nel 2016, stando ai dati delle autorità doganali, sono stati importati 482 milioni di litri di imbottigliato, per un valore di 2 miliardi di dollari, in crescita rispettivamente del 22 e del 17% sul 2015.

A guidare la classifica dei paesi di origine sempre la Francia, con il 40% della quota di mercato in volume e il 44% in valore. Seguono per valore l`Australia, che sul volume cresce addirittura del 40% sul 2015, e il Cile. I tre paesi arrivano insieme a oltre l’80% del totale in valore.

E’ evidente come sul successo dei vini australiani abbiano influito sia gli accordi bilaterali di libero scambio (ChAFTA) firmati nel dicembre del 2015, che hanno ridotti i dazi d’importazione, sia l`importante programma promozionale portato avanti dal paese nel corso del 2016.

Interessanti le cifre relative ai prezzi medi delle bottiglie: in generale il costo medio è pari a 3,42 dollari, per un totale di 642 milioni di bottiglie vendute; cresce fino a 6,83 dollari per i vini australiani e crolla a 1,97 per gli spagnoli. Shanghai si conferma l`approdo principale, con il 29% delle bottiglie sdoganate nel porto della città; segue Guangzhou al 25%, in netto distacco gli altri porti del paese.

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Anteprima Amarone 2013: un percorso emozionante tra vino, storia, tradizione, unicità e arte

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Si è aperta la kermesse “Anteprima Amarone 2013 DOCG”, una tre giorni organizzata dal Consorzio per la Tutela dei vini Valpolicella che illustra alla stampa, agli operatori del settore e ai winelovers il millesimo 2013, ormai prossimo ad essere commercializzato. L’evento è stato ospitato dalle sale del suggestivo e storico Palazzo della Gran Guardia, nel cuore pulsante di Verona, in Piazza Bra. Ben 78 le cantine presenti, circa 150 le etichette in degustazione, un vero e proprio tripudio di colori, profumi ed emozioni degno di un vino che ha contribuito a scrivere la storia della viticoltura veronese. Durante la conferenza di apertura della manifestazione, hanno reso omaggio all’Amarone rappresentanti del mondo istituzionale come l’assessore regionale Giuseppe Pan e il ministro Maurizio Martina che ha salutato il pubblico con un video messaggio direttamente dalla capitale. Non solo, anche l’arte ha avuto un ruolo importante in questa 14esima edizione, ruolo perfettamente interpretato da Philippe Daverio. Il critico, infatti, ha conversato col giornalista appassionato di sommellerie Andrea Scanzi. I due sono riusciti a dipingere un itinerario attraverso la storia, la filologia antica e l’arte che ha condotto i presenti in sala in un passato lontano, quando ancora le cantine avevano pavimenti in terriccio e gli acini d’uva si pestavano coi piedi. Un piccolo viaggio con una morale all’arrivo, Philippe Daverio ha voluto salutare il pubblico dicendo: “L’Amarone è come una poesia, per essere buono deve toccare pezzi di memoria ancorata, deve far sognare.”

Nel corso della degustazione alla cieca, aperta alla stampa e agli operatori del settore, abbiamo avuto modo di assaggiare le etichette di Amarone delle tante aziende presenti: vini dall’ottima intensità colorante, che hanno travolto il naso con un ampio ventaglio di profumi di frutti rossi maturi, con apertura di ciliegia e marasca, note balsamiche e speziate, ricchi in bocca, con una buona acidità e importante potenziale d’invecchiamento. Struttura elegante, complessità di aromi e grande piacevolezza: questi i tratti salienti dei vini figli dell’annata 2013, contraddistinta da una vendemmia ottimale, con condizioni climatiche non sempre particolarmente favorevoli ma compensate da un’estate calda e soleggiata.

Protagonista dell’evento un Amarone “superstar”, mix emozionante di storia, tradizione ed eleganza, che incanta sempre più i consumatori stranieri con il suo appeal classico e, al contempo, versatile se guardiamo alla sua crescita rapida, oltreché sul mercato domestico, anche sui mercati internazionali, in primis quello americano nel quale si concentra il 10% dell’export della produzione di questa importante Denominazione. Un vino che rappresenta una delle esperienze più straordinarie dell’unicità italiana. La scelta delle migliori uve di Corvina, Corvinone, Rondinella (e altre varietà antiche e recuperate come l’Oseleta e lo Spigamonti), il riposo in fruttaio, la fermentazione lenta di almeno novanta giorni e la tecnica dell’appassimento, sedimentatasi in Valpolicella sin dall’epoca romana, sono gli elementi peculiari di questo vino la cui identità inimitabile è basata su un’interazione unica tra vitigni autoctoni e terroir. Un prezioso gioiello del patrimonio vitivinicolo italiano, e non solo veneto, che mostra tutto il suo carattere in un costante evolversi nel rispetto della tradizione. Del resto, come affermato dal brillante Daverio durante il talk show dedicato a questo grande rosso della Valpolicella, “nulla accade per caso se non ha radici”.

Amanda Arena e Beunida Shani

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Comunicare il vino con Onav

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Partire da solide basi scientifiche per raccontare il vino in modo corretto e aperto a tutti. 

È questa l’idea che il Comitato Tecnico Scientifico ONAV ha voluto far divenire elemento centrale del convegno nazionale “Comunicare il vino”, che si svolgerà a Roma il prossimo 4 febbraio.

Prendendo spunto dall’osservazione di quanto il volume della comunicazione sul vino sia molto aumentato, il comitato scientifico ha voluto analizzare più in profondità la comunicazione del vino, evidenziando come spesso i contenuti siano banali e volutamente poco scientifici.

Un atteggiamento che si discosta fortemente dalla filosofia ONAV che fa della corretta informazione l’impegno fondamentale dell’associazione. 

Il convegno “Comunicare il vino” nasce dunque dall’esigenza di portare all'attenzione dei soci ONAV e degli addetti ai lavori l'idea che sia possibile fare comunicazione del vino in modo tecnicamente corretto e, allo stesso tempo, con un linguaggio divulgativo e aperto a tutti. 

“Crediamo che una platea di assaggiatori meglio formati dal punto di vista scientifico – spiega il prof. Vincenzo Gerbi, presidente del Comitato Scientifico ONAV - rappresenti un importante fenomeno culturale e sia elemento di crescita per tutto il mondo del vino. I relatori sono tutti convinti che questa via sia possibile e affronteranno il tema con esempi ed esperienze”.

“Una corretta comunicazione è fondamentale per tutto il comparto vinicolo – prosegue Vito Intini, presidente nazionale ONAV – per questo la conoscenza tecnica è la base da cui deve necessariamente partire la formazione di un professionista dell’assaggio. La finalità di un assaggiatore ONAV rimane infatti quella di essere uno “strumento” di corretta comunicazione del vino, legando il racconto a solidi contenuti culturali e scientifici”.


Una tematica certamente d’attualità che vedrà partecipare alla tavola rotonda, al fianco di Vito Intini e di Vincenzo Gerbi, ricercatori e professionisti della comunicazione: Osvaldo Failla, ordinario di Viticoltura all’Università di Milano; Luigi Moio, ordinario di Enologia all’Università Federico II di Napoli; Francesco Iacono, direttore Arcipelago Muratori; Anna Schneider, ricercatrice IPSP, CNR, Torino; Daniele Cernilli, direttore L’Assaggiatore e Doctor Wine; Giuliano Boni, Vinidea; Francesco Bonfio, Vinarius.

Un incontro che darà dunque nuovi spunti di riflessione a chi del vino ha fatto il proprio mestiere, all’insegna di quella “wine, passion & skill” che rende unica l’enologia italiana e di cui ONAV, per prima in Italia, si è fatta interprete.

ONAV: 

O.N.A.V. nasce ad Asti nel 1951 su iniziativa della Camera di Commercio di Asti per l’esigenza, già allora sentita, di rendere disponibile un corpo di Assaggiatori affidabili, specificatamente preparati ed esaminati, atti a svolgere questa delicata ed impegnativa funzione. All'Assaggiatore sono richiesti un complesso di doti naturali, di specifiche conoscenze tecniche ed un addestramento, ai quali si deve ricorrere quando si voglia ottenere un giudizio oggettivo, significativo e completo sulla qualità del vino. 


PROGRAMMA

Convegno Scientifico

“COMUNICARE IL VINO”

SABATO 4 FEBBRAIO 2017, ore 10.00

presso

Hotel Shangri La Corsetti

Viale Algeria, 141 – EUR, 00144 Roma


Interverranno:


Vito Intini, Presidente ONAV: La comunicazione del vino nella formazione: i corsi, i protagonisti   ed il metodo formativo in Italia.


Vincenzo Gerbi, presidente del Comitato scientifico ONAV, ordinario di Enologia all’Università di Torino : “I saperi dell’assaggiatore”.


Osvaldo Failla, ordinario di Viticoltura all’Università di Milano: “Le basi scientifiche del terroir”.


Luigi Moio, ordinario di Enologia all’Università Federico II di Napoli: suggestioni da “Il respiro del vino”.


Francesco Iacono, direttore Arcipelago Muratori: “Lo story telling del vino: poesia, enfasi, ma verità”.


Anna Schneider, ricercatrice IPSP, CNR, Torino: “Raccontare i vitigni dentro i vini: alcune verità, molte bugie”


Daniele Cernilli, direttore de L’assaggiatore e di Doctor  Wine: “Evoluzione nel  modo di parlare e di scrivere di vino”.


Giuliano Boni, Vinidea: ”L’innovazione tecnologica : ausilio o vincolo alla comunicazione del Vino?”.


Francesco Bonfio, Vinarius:”La comunicazione del Vino dall’enoteca al consumatore”.

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ANTEPRIMA AMARONE 2013: DAL 28 AL 30 GENNAIO A VERONA

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TRE GIORNATE DI ASSAGGI: SABATO 28 PER LA STAMPA; DOMENICA 29 PER GLI APPASSIONATI E, NOVITÀ DELLA XIV EDIZIONE, LUNEDÌ 30 PER GLI OPERATORI

Conto alla rovescia per l’Anteprima Amarone, dal 28 al 30 gennaio al Palazzo della Gran Guardia a Verona. L’evento, organizzato dal Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella, presenta l’annata del Grande Rosso veronese appena entrata in commercio. Si tratta del millesimo 2013 che la commissione del Consorzio, riunita poche settimane fa per tracciarne il profilo e il valore, ha definito di qualità medio-alta.

Accanto alla 2013 le cantine partecipanti, che sono 78 per oltre 150 etichette da degustare, presenteranno anche alcune annate precedenti: un’opportunità per godere di vini che l’affinamento ha reso ancor più interessanti.

Diverse le novità di quest’anno, a partire dal debutto del calice “istituzionale” in cui sarà versato il prezioso Amarone. Una commissione di esperti, infatti, ha selezionato un modello della VDglass che ne esalta l’espressione.

Altre novità riguardano la giornata inaugurale dedicata esclusivamente alla stampa.

Sabato 28 gennaio è in programma un talk show in cui il critico d’arte Philippe Daverio e il giornalista e scrittore appassionato di vino Andrea Scanzi dialogheranno sul parallelo, forse un poco spericolato e probabilmente divertente, tra le opere d’arte, icone di stile senza tempo la cui fruizione crea anche un indotto economico, e l’Amarone. Il Grande Rosso della Valpolicella, infatti, nell’immaginario collettivo è già un’icona di stile enologico, viste le sue peculiarità legate all’originalità dei vitigni autoctoni da cui si ottiene, al metodo e al territorio di produzione. Un territorio che, a giudicare dai numeri, interessa sempre più i turisti che ricercano la qualità del vino nel paesaggio e nell’attenzione all’ambiente, che in Valpolicella sono tutelati grazie alla certificazione “Riduci Risparmia Rispetta” del Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella.

Diversamente dal solito, gli approfondimenti sulla denominazione – come la ricerca dell’Osservatorio Vini Valpolicella a cura di Wine Monitor di Nomisma sull’Amarone nel mercato Usa, i dati sui flussi turistici in Valpolicella, l’aggiornamento sul protocollo “Riduci Risparmia Rispetta” e gli stessi dettagli relativi all’annata – non saranno presentati diffusamente, ma dettagliati nella cartella stampa, ferma restando la disponibilità, per chi lo volesse, di approfondire i diversi argomenti con i responsabili del Consorzio e con gli esperti, quali Denis Pantini di Nomisma, Diego Tomasi del Crea Viticoltura ed Enologia di Conegliano e Renzo Caobelli consulente agronomico del Consorzio Valpolicella. Una scelta questa che punta a non sottrarre tempo alle degustazioni e al contatto con i produttori. La degustazione nelle sale riservate alla sola stampa con servizio sommelier sarà disponibile, infatti, dall’apertura alle 9,30 fino alle 17.

Domenica 29 gennaio l’Anteprima Amarone accoglierà, dalle 10 alle 19, i wine lover che già numerosi stanno acquistando l’ingresso on line (su faberest.com: info su www.anteprimaamarone.it; i biglietti saranno anche acquistabili direttamente in Gran Guardia a 30 euro). Gli appassionati potranno deliziarsi accompagnando l’Amarone, protagonista della manifestazione, con gli assaggi gastronomici proposti dal Ristorante Nicolis e le creazioni della Pasticceria Perbellini.

Per la prima volta nella storia dell’Anteprima Amarone, ci sarà una terza giornata – lunedì 30 gennaio dalle 10 alle 17 – interamente dedicata ai professionisti di settore, che potranno così con calma degustare i vini e parlare d’affari con i produttori.

Gli sponsor della manifestazione sono: AGSM, ATV, Banco Popolare, Faberest, Grafiche Valpolicella, Idea Grandimpianti, Stipa Spa, VDglass, Volkswagen Group Italia Spa.


Le informazioni per il pubblico su: 

www.anteprimaamarone.it 


Il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella

Nato nel 1924 il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella è una realtà associativa comprendente viticoltori, vinificatori ed imbottigliatori della zona di produzione dei vini della Valpolicella, un territorio che include 19 comuni della provincia di Verona.

Grazie alla rappresentanza di oltre l’80% dei produttori che utilizzano la denominazione «Valpolicella», il Consorzio realizza iniziative che valorizzano l’intero territorio: il vino e la sua terra d’origine, intendendo con questa anche la storia, le tradizioni e le peculiarità che la rendono unica al mondo.

Il Consorzio annovera importanti ruoli istituzionali: si occupa della promozione, valorizzazione, informazione dei vini e del territorio della Valpolicella, della tutela del marchio e della viticoltura nella zona di produzione dei vini Valpolicella, della vigilanza, salvaguardia e difesa della denominazione.

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Inizia l'avventura di Wine Tv

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Conto alla rovescia terminato.

Finisce l'anteprima e comincia la nostra avventura: Wine TV si presenta con un palinsesto ricco e appassionante, tutto da scoprire.

Storie di coraggio, di impegno, di visione che meritano di essere raccontate e condivise.

Tanti nuovi e interessanti format a cui, sappiamo, che vi affezionerete subito.

Insieme all’Ais, l’associazione italiana sommelier, seguiremo la prestigiosa presentazione della guida Vitae 2017 a Milano e ascolteremo le dichiarazioni dei protagonisti.

Sapreste riconoscere un gran vino? Sapreste come degustarlo e servirlo? Mettevi alla prova seguendo l’avvincente sfida che ha decretato il miglior sommelier d’Italia. Una gara fra i più grandi professionisti del vino come non l’avete mai vista. 

Racconteremo la filosofia, le particolarità e i progetti futuri di Podere Sapaio, protagonista del nostro Top Winery.

Vi porteremo A cena con... Riccardo Baracchi, uno dei primi a usare vitigni autoctoni per spumanti metodo classico.

Vi accompagneremo agli eventi più significativi del mondo del vino: da Food and Wine in Progress alla stazione Leopolda di Firenze fino a Wine Expo Gusto.

I più coraggiosi potranno salire in sella alla Harley di Maurizio Zanolla per scoprire, con Easy Winer, tre splendidi ristoranti della città di Arezzo.

Ci sarà tempo anche per una pausa di relax, per un Sorso lungo insieme all'infaticabile presidente del Movimento turismo del Vino Toscana Violante Gardini e al vulcanico stilista di Bottega Veneta  Bruno Tommassini.

E nell'attesa di conoscere il nuovo campione, il detentore del titolo di miglior sommelier d’Italia 2015 Andrea Galanti, vi farà scoprire l’eleganza e la freschezza del Peconio,  il Sangiovese di Villa La Ripa. 

Seguiteci sul canale 815 di Sky o guardate i nostri video sul sito www.wine-tv.it. Dalla nostra pagina Facebook vi terremo sempre aggiornati su orari e novità.

Buon vino a tutti!


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Potatura delle vigne: istruzioni per l’uso. Periodo, tecniche e consigli pratici.

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La parola inverno, in natura, è molto spesso sinonimo di riposo. Riposo anche per la vite che dopo la fatica della vendemmia, attende il prossimo germogliamento. Beata la vite che si può riposare perché invece il povero viticoltore non se la passa altrettanto bene. Fuori fa freddo e lavorare all’aria aperta diventa sempre più difficile e doloroso. E’ facile immaginare che ogni viticoltore che passeggia tra le vigne al freddo e al gelo, si soffermi a ripensare, con una certa nostalgia, ai momenti felici e caldi della vendemmia. E allora la domanda sorge spontanea: durante la vendemmia tutti fremono di curiosità e voglia di partecipare, così tanto che a volte le vigne sono quasi affollate. Come mai invece la potatura non la vuole fare mai nessuno? Vediamo se riusciamo ad incuriosirvi un pò di più e ad invogliarvi a scendere in campo a dare una mano.

Per chi ama e segue i propri vigneti, la potatura secca (viene chiamata così per differenziarla da quella verde che invece viene effettuata nel periodo estivo) è di fondamentale importanza perché questo procedimento incide molto sulla vita della pianta e sulla qualità del raccolto e quindi del prodotto finale. 

La potatura è un procedimento che deve essere eseguito attentamente, seguendo ogni tipo di analisi: scegliere il momento giusto verificando le temperature, il meteo, la tipologia e l’età delle piante. Di norma, infatti, questo procedimento dovrebbe essere effettuato solo dopo la perdita delle foglie che servono a garantire il massimo accumolo delle sostanza nutritive di riserva nei tralci e quando le temperature non scendono troppo sotto lo zero perché il legno si indurisce e attraverso i tagli della potatura, il freddo potrebbe penetrare nella pianta. 

Insomma amici, se fa troppo freddo, avrete una buona scusa per riposare anche voi!

Controllate poi l’età delle piante in quanto quelle più giovani potrebbero risentire maggiormente degli sbalzi di temperatura.

Adesso però passiamo al taglio vero e proprio. Esistono infatti vari tipi di metodo di taglio, ma noi vi raccontiamo quelle che sono più rappresentative del contesto italiano: 

Il Guyot è una forma d’allevamento diffusa in tutta Italia ed è tipica dei terreni meno fertili e in collina, dove la vite presenta uno sviluppo piuttosto contenuto. In pratica, sul tronco della vite viene inserito un capo a frutto piegato orizzontalmente lungo la direzione del filare e uno sperone  che ha lo scopo di dare i rinnovi per gli anni successivi. Durante la potatura vengono operati tre tipi di taglio: passato, presente e futuro. Vengono chiamati così per descrivere quello che è stato lasciato sulla pianta l’anno passato, quello su cui si dovrà effettuare la potatura presente e quello che si lascerà sulla pianta per il futuro. Di fatto il taglio del passato consiste nell’eliminare il tralcio che ha dato origine ai germogli fruttiferi; il taglio del presente consiste nel tagliare al numero di gemme scelte il tralcio che dovrà dare frutti nell’anno in corso ed il taglio del futuro consiste nel tagliare il tralcio al numero di gemme che permetteranno di farlo diventare lo sperone che fornirà i tralci per la produzione dell'anno successivo;

Nel metodo a Cordone Speronato invece la vite piantata al primo anno andrà a produrre diversi rametti che al momento della prima potatura dovranno essere tagliati, avendo cura di lasciarne uno solo a due gemme badando che sia il più dritto e vigoroso. Al secondo anno, dei due tralci venuti fuori dalle due gemme andrà lasciato sempre il più dritto e vigoroso. Al terzo anno il tronco avrà una dimensione maggiore rispetto alla parte da distendere sul filo e sarà questo il momento in cui andrà scelto un tralcio lungo da fissare sul palo di sostegno. Il Cordone Speronato è una forma di allevamento adatta a zone con poca fertilità in cui l’ambiente pedoclimatico porta ad un contenimento della vigoria, come ad esempio nelle zone collinari; 

L’Alberello è una delle forme di allevamento della vite impostata nei piccoli vigneti in condizioni di limitata disponibilità idrica o di clima sfavorevole. In Italia, l'Alberello è una forma di allevamento che ha origini molto antiche e che è tutt’oggi diffusa nelle regioni meridionali e nelle isole. Questo tipo di allevamento presenta diverse varianti, in relazione alle condizioni ambientali e ad usi e costumi locali: a potatura cortissima, a potatura mista e a potatura corta che è la pratica più diffusa. In questo caso, detto anche a vaso, è prevista la formazione di un tronco suddiviso alla sommità in 3-4 parti relativamente corte, portanti uno o più tralci. Questi vengono rinnovati ogni anno. Le viti non sono sostenute da una palificazione a fili, oppure si ricorre a sostegni singoli, spesso costituiti da materiale di facile reperimento, come ad esempio le canne. 

Cosa serve per effettuare la potatura?

Anche nel mondo delle produzione vinicola, da un pò di tempo la tecnologia è sicuramente un grande aiuto, ma la maggior parte del lavoro della potatura viene ancora effettuato manualmente. Quindi, nel caso abbiate deciso di provare questa esperienza, armatevi di cesoie e filo di ferro per legare i tralci. E attenzione, non sottovalutate la tipologia di forbici. In commercio esistono molti tipi di forbici, da quelle tradizionali con lama curva, alle forbici pneumatiche o a cricchetto. Ogni tipo di forbici si adatta bene a potare alcune specie arboree e altre un po’ meno, ma soprattutto potrebbero non essere adatte alla vostra mano! Infine non dimenticate di portare con voi dei buoni guanti, gli stivali adatti, la sciarpa e il cappello! E se nei giorni successivi sentirete qualche doloretto alla mano, tranquilli, il dolore passa, ma il ricordo di una giornata meravigliosa all’aria aperta tra l’incanto delle vigne, quello non passa mai! 

Adesso siete pronti a potare? 

Articolo di Mtv Toscana http://www.mtvtoscana.com/mtv/notizia/it-e-tempo-di-scendere-di-nuovo-in-vigna-la-potatura-chiama#.WIobKlPhBpg


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Bottiglie di vino nell’asta di beneficenza per raccogliere fondi pro Norcia con Wine&Siena

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Si potranno acquistare bottiglie donate per l’occasione delle aziende che partecipano. Sono oltre 200 i produttori selezionati che hanno aderito alla manifestazione e che metteranno a disposizione i loro prodotti per sostenere le popolazioni terremotate. Tra le bottiglie in asta, la bottiglia firmata da Andrea Bocelli dell’omonima azienda di famiglia


Un’asta di beneficenza per raccogliere fondi a favore di Norcia e delle zone terremotate. Si potranno acquistare bottiglie donate per l’occasione delle aziende che partecipano a Wine&Siena 2017, il 21 e 22 gennaio prossimi a Siena. Sono oltre 200 i produttori selezionati che hanno aderito alla manifestazione e che metteranno a disposizione il frutto del loro lavoro per sostenere le popolazioni terremotate. Tra le bottiglie in asta, troveremo la bottiglia firmata da Andrea Bocelli dell’omonima azienda di famiglia.


Anche questo è Wine&Siena Capolavori del gusto nella sua seconda edizione. Firmato dagli ideatori del Merano Wine Festival, saranno presenti solo produttori selezionati. Due giorni a passeggio nel Medio Evo per scoprire i migliori produttori vitivinicoli italiani, artigiani del gusto, prodotti tipici di eccellenza, tutti selezionati per il livello qualitativo dei loro prodotti. E fare un gesto di solidarietà.


L’asta di beneficenza si terrà all’interno del primo piano del Rettorato dell’Università di Siena, sarà ad ingresso libero e sarà gestita dall’associazione no profit Tavola Rotonda che raccoglierà gli incassi e devolverà il ricavato a favore delle popolazione terremotate di Norcia per l’apertura di un centro polifunzionale. Insieme ai vini ci saranno anche piccoli produttori di Norcia che esporranno direttamente i loro prodotti, ovvero marmellate, formaggi, cioccolata e salumi.


Wine&Siena, manifestazione dedicata alla promozione e alla valorizzazione delle eccellenze vitivinicole e culinarie dei terroir, si snoderà tra le sale di Rocca Salimbeni, sede centrale del Monte dei Paschi di Siena, il Grand Hotel Continental (Starhotels Collezione), l’Università di Siena nata quasi ottocento anni fa, con il Rettorato che sarà cittadella del Food, Palazzo Sansedoni, sede della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, e a Palazzo Comunale, nelle storiche sale del Museo Civico. Un evento diffuso con location prestigiose dedicato alle eccellenze enologiche nella più medievale delle città italiane. Sabato 21 gennaio e domenica 22 ci saranno anche i ragazzi dell’Istituto Professionale Alberghiero Artusi di Chianciano Terme a supporto delle degustazioni e del servizio in un periodo che per loro sarà valido come stage.


L’evento è ideato da Gourmet’s International, il sistema di selezione e valorizzazione di eccellenze che sta dietro al successo internazionale di manifestazioni quali il Merano WineFestival, e Confcommercio Siena. Insieme hanno attivato importanti collaborazioni. Sono organizzatori, oltre Confcommercio Siena, il Comune di Siena e la Camera di Commercio di Siena. Wine&Siena ha il fondamentale sostegno di Banca Monte dei Paschi di Siena, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Università di Siena, Grand Hotel Continental - Starhotels Collezione, che hanno concesso spazi prestigiosi per la manifestazione, e di Enoteca Italiana che curerà le master class. La manifestazione ha anche il patrocinio della Regione Toscana.


La manifestazione 


L’ingresso costa 40 € (mezza giornata 25 €), dalle 10 del mattino fino alle 19, e permette di degustare tutti i prodotti presentati, che sono il risultato di un lavoro di degustazione e selezione da parte delle commissioni che ogni anno assegnano il prestigioso Merano WineAward. Oltre alla possibilità di degustare i migliori prodotti del territorio durante i due giorni della manifestazione, il programma prevede la presenza di master class a Palazzo Sansedoni, la Small Plate gale presso il Rettorato dell’Università di Siena il 20 gennaio, uno store delle eccellenze Merano WIneAward, degustazioni guidate. Per quanti intendano vivere l’evento abbindolo ad un soggiorno alla scoperta del territorio di Siena, il consorzio di promozione e turismo Siena Incoming attraverso il proprio Tour Operator C-Way, gruppo Costa, propone diverse soluzioni di pacchetto. La biglietteria e le proposte turistiche collegate all’evento Wine&Siena saranno prenotabili sul sito www.sienaincoming.it o telefonando ai seguenti numeri 3480216972 / 3476137678. Informazioni, biglietti prenotazioni sul sito ufficiale www.wineandsiena.it e www.sienaincoming.com . E’ main sponsor della manifestazione Conad del Tirreno, è sponsor l’Autosalone Montecarlo Subaru Siena, si ringrazia il Panificio il Magnifico di Lorenzo Rossi.

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Clown, vino e sorrisi. Il Chianti che fa bene al cuore

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Un bicchiere di vino al giorno ormai si sa che fa bene alla salute, ma da oggi c’è anche il chianti che fa bene al cuore, non solo il proprio, soprattutto quello degli altri. In che modo? Donando loro il sorriso di un Clown! 

“Siamo davvero entusiasti di poter dare avvio alla collaborazione con Soccorso Clown Onlus  - spiegano i due giovani proprietari della Fattoria Petriolo – ma anche orgogliosi e determinati a contribuire il più possibile nel sostenere l’energia terapeutica, la magia e i sorrisi dei pazienti che i Soccorso Clown visitano da 20 anni ogni giorno negli ospedali italiani. Con il Chianti Riserva Petriolo diventi amico-sostenitore di Soccorso Clown Onlus e ogni bottiglia sarà una donazione che faremo da parte tua per aiutare il primo servizio di Clown Ospedalieri in Italia”.

Soccorso Clown Onlus

Soccorso Clown è il pronto intervento fondato da Yury e Vladimir Olshansky e da Caterina Turi, che porta l’arte del circo e del teatro opera nei maggiori ospedali d’Italia sia pediatrici che non, per ridurre lo stress da sofferenza e da paura. Dalla sua nascita Soccorso Clown Onlus ho visitato 800.000 pazienti, bambini, adulti, anziani, ricoverati in ospedale. vino e sorrisi

Cosa succede quanto entrano in azione i Soccorso-Clown? Diminuisce la paura del bambino, si usano meno farmaci, ma in compenso aumento i sorrisi nei pazienti e nelle loro famiglie. In altre parole, il loro aiuto permette di agevolare le terapie, rendendole più efficaci e brevi e contribuendo così significativamente al traguardo della guarigione.


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Il vino sardo conquista l'estero

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 Il Sole 24 ore - Davide Madeddu

Da una parte i riconoscimenti internazionali, dall’altra i mercati esteri. Viaggia su due binari paralleli la sfida del vino prodotto dalla cantina Siddùra a Luogosanto in Gallura. I giorni scorsi il vino rosso Tìros di Siddùra ha vinto la medaglia d’oro al Terravino 2016 che si è svolto a Tel Aviv. Un riconoscimento importante, come rimarcano alla cantina di Luogosanto che da tempo punta ai concorsi internazionali per raggiungere poi i mercati esteri. La medaglia d’oro è stata assegnata dopo le degustazioni della giuria che ha valutato 615 vini, provenienti da 24 differenti Paesi: «la qualità di Tìros ha saputo spiccare tra centinaia di altri vini rossi, tra cui alcune produzioni vinicole ritenute tra le migliori al mondo».

Da Israele arrivano anche altre due medaglie: il Cannonau Fòla 2014 e il Vermentino di Gallura totalmente barricato Bèru sono stati premiati con due argenti. Attualmente la produzione di vini, distribuita tra mercato sardo e internazionale, raggiunge la Germania, l’Austria, Svizzera, Gran Bretagna e Stati Uniti, viaggia intorno alle 250mila bottiglie l’anno tra Cannonau, Cagnulari, vermentini e altri tipi di vini per un totale di 7 specialità. Frutto di una produzione autoctona che deriva dalla lavorazione di 20 ettari di vigneti locali sistemati in un’area che si estende per circa 200 ettari.

Il risultato conseguito in Israele non è che l’ultimo di una serie di traguardi (nel palmares ci sono anche medaglie d’oro all’International Wine Challenge, al Concours de Bruxelles e al Berliner) che la giovane azienda, ha iniziato la sua produzione alla fine del 2010, ha portato a casa dall’avvio della vinificazione. «Ritengo sia un bellissimo risultato vincere premi a Tel Aviv – fa sapere l’amministratore delegato Massimo Ruggero -, considerando che la produzione di vino in Israele è di assoluto livello e il pubblico è composto da grandi intenditori. Per noi è un vero onore». Obiettivo dell’azienda è consolidare la presenza sia in Sardegna, che nell’economia della produzione e vendita vale circa il 70 per cento, sia quella internazionale. «Alla quantità – fanno sapere dalla cantina di Luogosanto – si è preferito puntare sulla qualità con un prodotto ricercato e di alto livello».

 

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2017-01-02/il-vino-sardo-conquista-l-estero-153526.shtml?uuid=AD06KbOC&refresh_ce=1

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2017 anno orange?

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È da metà novembre che, di tanto in tanto nei variegati centri di informazione online, da “The Independent” a “Bloomberg”, tanto per citarne alcuni, si suonano le trombe per annunciare che l’anno 2017 sarà quello degli orange wine.

Siamo finalmente arrivati allo sdoganamento mondiale di questa filosofia produttiva? Eppure non sembra  abbia i puri crismi di quell’evoluzione innovativa del gusto che dovrebbe catturare gli anelati millennials. Che sia il passato che torna?

Fatto sta che dopo i georgiani, gli sloveni e gli italiani aranciati, una parte dell’Europa si vuole scoprire colorata in modo diverso dal convenzionale paglierino/dorato.

Tutti si stanno convincendo che il vino orange è rinfrescante come un bianco, con la complessità di un rosso, e poi è versatile.

La prima preoccupazione è d’origine italiana. Da noi quella tipologia si dovrebbe indicare nella carta dei vini con le parole arancio o aranciato, con buona pace per tutti quelli che pensavano che quella tinta fosse in odor di ossidazione, poi a ben osservare talvolta si miscelano cromaticità ambra/arancio e quindi si va in visibile ossidazione sia in versione bianco, così come nell’improbabile transcromaticità rossa.

Qualcuno si è avventurato a chiamarlo anche “quarto vino”. Purtroppo alcuni wine-writer si sono divertiti a dettagliare che questi orange (continueremo con questa parola perché suona in modo innovativo) sono tali per il contatto con le bucce, che – udite, udite – dura tra una settimana e un anno (ripetiamo, un anno).

Non vogliamo scomodare dei luminari per ritagliarci l’idea che il troppo storpia, e un anno è decisamente troppo, quindi lo riteniamo un errore. Di certo c’è che il colore è diverso, ci mancherebbe, così come è diverso il gusto e il profumo, gli additivi enologici sono usati molto raramente e il tono olfattivo risulta più tostato e fruttato.  Se ci rifacciamo a certi concetti di enologia, il potenziale aromatico delle uve perde parte della sua riconoscibilità con questo stile, spesso assorbe nella sua essenza momenti di ossidata personalità, che accarezza il miele resinato, il sidro, il bourbon e il caramello. Come sempre è necessario un ottimale punto di equilibrio gusto-olfattivo per poter apprezzare questi vini, e non ultimo una certa educazione al prodotto. Un navigato sommelier di un ristorante stellato di Vence (Provenza), amante – come noi – di questi vini, ha dovuto inserire una postilla nella pagina della carta che li elencava: “La non gradevolezza del vino non comporta il diritto alla sostituzione”.  Come annunciato, sarà anche il 2017 orange, però per evitare discussioni noiose e poco empatiche con i clienti suggeriamo di tastare il polso enologico di chi ha scelto il vino. In fondo, prevenire è meglio che curare.

AIS Staff Writer

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Una bottiglia capovolta alla Cantina La Cura

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Ingegno e sensibilità alla cantina La Cura fra bottiglie capovolte ed etichette in braille per i non vedenti. 

A Massa Marittima in provincia di Grosseto una piccola cantina ha lanciato un'idea rivoluzionaria per il suo prodotto di punta, il Vedetta,  una speciale selezione di cabernet sauvignon, un vino complesso ed elegante, appagante ed energico, dal finale lunghissimo.

E dietro al design innovativo della confezione “reverse”, c'è uno studio sulla conservazione del nettare di Bacco. 

Un piccolo e rivoluzionario accorgimento che permette al vino di esser conservato in posizione corretta, anche in verticale perché il tappo rimane bagnato. L’etichetta capovolta fa il resto.

“Capita troppo spesso – spiega il proprietario dell’azienda Enrico Corsi – che ristoranti ed enoteche, per ragioni commerciali, tendano a lasciare le bottiglie in piedi, in bella mostra, per mettere in risalto l’etichetta. Ma se il tappo non rimane bagnato, come quando il vino è in posizione orizzontale, rischia di seccarsi. Il sughero asciutto si restringe, non aderisce bene al collo della bottiglia e lascia passare troppa aria dall’esterno, aumentando il rischio che il vino si ossidi. Un produttore può curare ogni minimo dettaglio nei passaggi tra vigna e cantina, tra botte e bottiglia, ma se poi il vino non viene conservato in maniera corretta tutto il lavoro sarà stato inutile”

Il Vedetta è stato inoltre il primo prodotto della Cantina La Cura adattato alle esigenze di ciechi e ipovedenti, grazie alla collaborazione con l'Uici sezione Grosseto. La bottiglia è più pesante rispetto a quelle tradizionali, per esser meglio maneggiata da chi non possiede il senso della vista, presenta un'etichetta in braille e un QRcode interattivo, a cui è collegata una spiegazione vocale del vino, attivabile tramite smartphone. Oggi, l’etichetta con caratteri in braille è estesa a tutta la gamma dei vini prodotti. 

Il Vedetta Reverse si presenta in elegante cofanetto di legno protetta da plexiglas, con etichetta alla rovescia rispetto alle bottiglie tradizionali, per poter esser letta conservando – verticalmente – la bottiglia capovolta.

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Enoturismo, la Toscana fa da battistrada

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«Una legge per l’enoturismo? La Toscana da anni è dotata di una normativa all’avanguardia che ha contribuito allo sviluppo di questo settore». Commenta così il presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana, Violante Gardini, la proposta di una legge quadro per il settore dell’enoturismo presentata dall’On. Colomba Mongiello, membro della Commissione Agricoltura del Parlamento, facendo presente che proprio la Toscana è da anni “attrezzata” a livello normativo in questo senso e che ancora una volta è stata da apripista. «La nostra regione anche in questo caso può dirsi avanti perché da anni abbiamo una regolamentazione dell’offerta enoturistica all’avanguardia – continua il Presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana – contenuta nella più ampia legge regionale che regola l’offerta agrituristica in particolare nella voce delle attività ricreativo-didattiche, che ha permesso la crescita di un sistema virtuoso vero e proprio che ci auguriamo possa essere anche da spunto e modello per la definizione del testo di legge verso la stesura definitiva alla quale chiediamo di poter collaborare da diretti interessati apportando un contributo che possa servire da modello per le altre regioni». 

 

«Accogliamo tuttavia con piacere la proposta di legge dell’On. Colomba Mongiello e faremo di tutto per valutare, come parte del Movimento Turismo del Vino, il testo che è stato depositato sperando tuttavia che le parti interessate vengano chiamate in causa per discuterne in maniera approfondita e ragionata affinché questo diventi uno strumento utile e di snellimento a tutto il settore, e non l’ennesima legge che invece di contribuire ad aiutare freni ancora di più le aziende vitivinicole»,conclude Violante Gardini. 

 

Perché la Toscana ha successo in questo settore. L’analisi che il Movimento Turismo Vino Toscana ha fatto sul XII rapporto sull’enoturismo presentato alla scorsa Bit di Milano da Città del Vino mette in evidenza che dei quasi 14 milioni di visitatori nelle cantine italiane nel 2015 infatti, gran parte avrebbe visitato aziende vitivinicole toscane. Per non parlare del fatturato. La stima nazionale nel 2015 è di 2,5 miliardi di euro (senza considerare l’indotto) e anche in questo caso le cantine toscane avrebbero contribuito in maniera sensibile al fenomeno dell’enoturismo. Per gli italiani il turismo del vino è fatto di gite di prossimità, spesso entro i 100 chilometri che, in Toscana, si concentrano nelle località e nelle denominazioni più note, un nuovo stile di fare enoturismo più diffuso e meno elitario di un tempo, in altre parole non riguarda più soprattutto i “wine lovers”. La visita nelle zone del vino è anche un itinerario romantico per le coppie e un’escursione golosa per chi, e in Toscana sono tanti, vuole anche fare un pranzo tipico con gli amici.  Molti dei visitatori che arrivano a Montalcino, Montepulciano, Radda o Bolgheri sono mossi dal desiderio di trascorrere i momenti liberi fuori delle città, in campagna. Desiderano vedere luoghi  suggestivi e magari assaggiare cibi e vini che non conoscono scoprendo come sono fatti, per questo nella nostra regione, oltre alle visite nelle cantine crescono le wine class e soprattutto le scuole di cucina tipica. 

 

L'Associazione Movimento Turismo del Vino Toscana è un ente non profit che raccoglie oltre 90 fra le più prestigiose cantine del territorio,, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. Ai turisti del vino il Movimento vuole, da una parte, far conoscere più da vicino l’attività e i prodotti delle cantine aderenti, dall’altra, offrire un esempio di come si può fare impresa nel rispetto delle tradizioni, della salvaguardia dell'ambiente e dell'agricoltura di qualità. 


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Vinitaly international

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OLTRE 250 PRODUTTORI ITALIANI A VINITALY HONG KONG E RUSSIA. MERCATO EURASIATICO SEMPRE PIU’ DECISIVO PER MADE IN ITALY!

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La vendemmia 2016 conferma i pronostici d'eccellenza

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La vendemmia 2016 tra le colline del Conegliano Valdobbiadene si è chiusa confermando gli entusiasmi dei pronostici.

La prospettiva favorevole era infatti stata preannunciata durante il monitoraggio e le analisi della fase di maturazione delle uve ed espressa dai vertici del Consorzio prima ancora di tagliare i primi grappoli. L’eccellenza qualitativa della vendemmia 2016 è dovuta alle fresche temperature notturne registrate in collina già a fine luglio, unite alla condizione di clima asciutto e ventilato. Questi due aspetti climatici sono essenziali per ottenere un vino spumante che necessita di uve sane, con sostenuta acidità e buoni valori in composti aromatici in particolare quelli a base terpenica, che danno profumi floreali. Tali fattori qualitativi sono stati confermati dalle analisi eseguite sulle uve dai tecnici del Consorzio e dal contesto climatico dell’annata appena conclusa. Infatti, facendo riferimento all’indice climatico di Winckler che prende in considerazione sommatorie termiche giornaliere di valori di temperatura sopra i 10°C durante il ciclo vegetativo delle uve, in questo caso da aprile ad agosto, si evidenzia come il dato per il 2016 ammonti a 1452°C. Quest’ultimo dato raffrontato con le annate trascorse, si avvicina ai valori registrati nel 2010 e nel 2008 annate “fresche” e piovose, durante i quali si sono raggiunti rispettivamente i 1480°C ed i 1350°C. Ciò conferma che quest’ultima stagione abbia favorito il raggiungimento di un equilibrato quadro delle acidità, in particolare quella malica, che dà freschezza, nervo e longevità a spumanti prodotti nelle “microaree” della Docg. Infatti si può affermare che il 2016 rappresenti un’annata perfetta per le Rive e per il Cartizze, per i quali sarà esaltata in bottiglia la tipicità delle singole vigne.

Il successo di quest’anno inoltre è dovuto anche al lavoro dettagliatissimo e costante dei viticoltori di collina e dei tecnici del Consorzio che hanno fotografato periodicamente l’andamento della maturazione delle uve per misurane l’acidità e la concentrazione zuccherina, così da individuare il momento ottimale della vendemmia per ogni singola collina all’interno dei confini della Denominazione.

Con queste premesse il 15 settembre ha avuto inizio la vendemmia “eroica” tra i filari della Docg ed è terminata, per tutta la Denominazione, circa venti giorni dopo. Nelle colline del Prosecco Superiore non si vendemmiava così tardi da inizio millennio. Non un dettaglio di poco conto per la qualità delle uve raccolte, dato che a partire dal 16 settembre si è registrato un abbassamento termico, verificatosi in particolare durante la notte, che ha permesso all’uva di mantenere un buon livello di acidità e freschezza. Le analisi delle uve, monitorate ogni settimana, hanno confermato i valori analitici per l’ottenimento di una grande aromaticità e un impatto olfattivo di entusiasmante freschezza. Questo aspetto meteorologico ha permesso ai produttori di confermare la bontà dell’annata, dato che non si sono verificate interruzioni della vendemmia e questo ha permesso quindi ad ogni singolo viticoltore di gestire la raccolta selezionando le migliori partite e generando cuvée eccellenti. Il profilo dei vini, in questo momento in vasca per le fasi di affinamento, è di grande impatto olfattivo, sia al naso che in bocca, con note floreali di spiccata vivacità, di mela verde che conferisce croccantezza anche al palato, segnale inequivocabile di uno spumante che in prospettiva può assumere grande stoffa e verticalità di assaggio.

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Backstage "A cena con..."

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Backstage dalla nuova puntata del format Wine TV "A cena con ..." Gianfranco Fino, produttore di Es, incontrato a La Tagliatella di Arezzo

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Miglior sommelier d'Italia 2016

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Maurizio Filippi è il miglior sommelier d'Italia 2016. Onore al vincitore e complementi a tutti i partecipanti!

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