Conoscete AEPI? No? Molto male!

26/06/2018

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di Marco Rossi


Abbiamo intervistato Francesco Bonfio, Presidente AEPI per scoprire il segreto del successo dell’Associazione Enotecari Professionisti Italiani, una realtà concreta e visionaria allo stesso tempo


Come e quando nasce AEPI?

Fondata il 7 novembre 2016 da un gruppo di enotecari che hanno avvertito la necessità di creare un punto di riferimento per quei professionisti che, nascendo titolari o collaboratori di enoteca, intesa come negozio specializzato nella proposta e nella vendita di vini e distillati, hanno preso atto delle mutate ed allargate funzioni dell'enotecario stesso. Oggi gli ambiti di attività richiedono medesima professionalità e spaziano fino alla libera professione autonoma, alla consulenza, redazione di perizie, organizzazione e gestione di corsi di avvicinamento al vino, comunicazione e divulgazione. L'iniziativa ha trovato nella Legge 4 del 14 gennaio 2013 recante disposizioni in materia di professioni non organizzate un quadro normativo favorevole al raggiungimento degli scopi per cui l'associazione è stata costituita.

Cosa è AEPI e quali obiettivi si pone?

Acronimo di Associazione Enotecari Professionisti Italiani, l'associazione nasce con il proposito di promuovere, diffondere, tutelare e difendere l'attività degli associati professionisti che si occupano a tutto tondo di vino e di prodotti alcolici, dalla consulenza alla divulgazione, dalla comunicazione al rispetto del consumatore.


Come si relazione AEPI con le varie associazioni Sommelier?

Come con qualsiasi altra associazione dei soggetti coinvolti nella filiera del vino sia come produzione, come commercio, sia come servizio, comunicazione e illustrazione.


Quanti sono gli associati AEPI e da quali zone d'Italia provengono?

Aggiornato al 30 aprile 2018 gli associati sono 41 e sono rappresentate 16 regioni italiane.


Come vede AEPI tra 1 anno? Tra 3 anni? Tra 5 anni?

In crescita senza clamorose impennate ma con sempre maggiore riconoscibilità, consolidando giorno per giorno la propria credibilità e la rappresentanza dei propri associati.


AEPI rappresenta di fatto una categoria professionale specifica. Sono stati dunque previsti corsi di aggiornamento, crediti e test da superare come per gli ordini riconosciuti?

Non solo. Abbiamo attivato da subito aggiornamento professionale obbligatorio, con sanzioni verso chi non rispetta il dettato statutario ed il regolamento apposito, abbiamo dunque previsto corsi e seminari utili ad acquisire i CFP (Crediti Formativi Professionali) che devono essere almeno 50 su base triennale. Al più classico degli impianti si affianca lo sportello del Consumatore gestito pariteticamente da CoLAP (Coordinamento Libere Associazioni Professionali) e AdiConsum, primaria associazione in difesa dei Consumatori, è stato inoltre introdotto il Codice Deontologico o di Condotta, vincolante per tutti gli associati. Ecco, va sottolineato che se consideriamo la filiera italiana del settore vino, ben poche sono le associazioni che possono vantare tutte e tre queste prescrizioni tassative.



Se volete scoprire più dettagli sul mondo AEPI potete visitare il sito http://enotecari.it/