Soprese e novità della viticoltura di Latina: vini Azienda agricola Scarpellini

03/07/2018

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di Giuseppe Motisi 


Le campagne di Latina, lambite dal Tirreno e circondate dai monti Lepini, continuano a regalare gradite sorprese al mondo dell’enologia, con storie di aziende che decidono di puntare con coraggio, passione e lungimiranza sulla viticoltura di qualità per creare prodotti che, attraverso ponderati esperimenti, esaltino le vocazioni agricole del territorio ed incontrino i gusti delle nuove generazioni.

Una delle più recenti sorprese enologiche della provincia pontina si chiama Azienda agricola biologica ‘Roberta Scarpellini’, una realtà giovane (ha iniziato la produzione vitivinicola nel 2007), guidata da una donna (che dà appunto il nome all’azienda) e con una chiara impronta ‘bio’ che, in pochi anni, ha regalato numerose soddisfazioni e riconoscimenti ai vini prodotti ed imbottigliati in loco.


Dalla Romagna a Latina 

Fondatore e ideatore dell’attuale azienda è il papà di Roberta, Rino Scarpellini, romagnolo verace ed esperto agronomo, il quale alla fine degli anni Sessanta venne in queste zone chiamato a curare i frutteti di alcuni imprenditori di Latina. “Dopo aver fatto il pendolare tra Cesenatico e Latina, lavorando in particolare nella coltivazione delle pesche, decisi di stabilirmi definitivamente nel Lazio e fondai un’azienda agricola nelle vicinanze del paese di Ninfa, per la precisione a Doganella di Ninfa – racconta Rino Scarpellini a proposito della sua storia imprenditoriale -. Scelsi un terreno situato a metà strada tra il litorale pontino, il Circeo ed i monti Lepini, sul quale impiantai colture ortive e frutteti, tutt’oggi in produzione, e realizzando in seguito anche un agriturismo ribattezzato ‘Casale degli oleandri’. Nel 1988, infine, abbiamo ottenuto la certificazione per l’agricoltura biologica dall’Icea (Istituto per la certificazione etica ed ambientale n.d.r.), a garanzia della genuinità della nostra frutta e verdura”.

Nel 2007 l’attività agricola si amplia e differenzia con l’inserimento di filari di uve e la successiva produzione di vino: l’azienda passa nelle mani della giovane figlia di Rino, Roberta Scarpellini, che la guida verso un percorso decisamente enologico. E grazie a scelte accorte e perspicaci, l’attuale Azienda agricola biologica ‘Roberta Scarpellini’ raggiunge un buon successo nell’arco di pochi anni in campo vinicolo. “Le viti che mio padre ha messo a dimora crescono in maniera naturale e senza stress, distribuite in circa 4.200, 4.300 piante per ettaro, e sono trattate soltanto con rame e zolfo fino al 30 luglio di ogni anno, nel pieno rispetto dei disciplinari dell’agricoltura biologica – spiega Roberta Scarpellini -. I vini che ne ricaviamo provengono da uve coltivate esclusivamente nei nostri terreni secondo questi ed altri scrupolosi dettami, e sono in tutto tre: due rossi, il Castrum ed il Domus, ed un bianco, il Ninfeo Il primo imbottigliamento è avvenuto nel 2011 e l’anno dopo eravamo già al Vinitaly, dove abbiamo conseguito un buon successo di pubblico e critica”.


Tre vini e diversi riconoscimenti

La produzione enologica Scarpellini è affidata ai filari di quattro ettari di vigna coltivata con Moscato, Malvasia del Lazio, Syrah, Merlot e Cabernet Sauvignon. Da queste uve si ricavano tre vini, due rossi ed un bianco, con certificazione biologica, che dal 2012 ad oggi hanno ottenuto diversi riconoscimenti. “Il Domus 2011, cento per cento Cabernet Sauvignon, nel 2013 è stato premiato con il Top hundred wines e, successivamente, ha ricevuto 3 e 4 grappoli nella guida Bibenda dell’Ais – spiega ancora Roberta Scarpellini -. Il Ninfeo, il nostro unico bianco assemblato con Malvasia del Lazio in purezza, ha invece avuto 3 grappoli sempre nel volume Bibenda, mentre il Castrum 2012, cento per cento Syrah, ne ha guadagnati 4 nella guida Ais 2013”.