Concours Mondial de Bruxelles

28/05/2018

blog image

“I migliori vini dalla Cina con furore”

di Marco Rossi

Wine TV non era mai sbarcata oltre i confini comunitari nè con le sue frequenze nè con i suoi protagonisti. Il 25° Concours Mondial de Bruxelles svoltosi nel distretto di Haidian, a Pechino è stato un ottimo pretesto per creare un ponte solido tra il canale “nostrano” e il cuore economico pulsante dell’Asia.

Per l’occasione il CMB ha selezionato e radunato un numero record di giudici degustatori (circa 345) provenienti da 50 nazioni, tra cui il nostro EasyWiner Maurizio Zanolla e me medesimo (Marco Rossi), si sa che quando c’è da degustare il team di Wine TV non si tira mai indietro, anche se i numeri del Concours Mondial 2018 incutono “timore”: un record di vini iscritti, oltre 9.180. 

Con tutto il rispetto verso i produttori del bel paese e del vecchio continente, abbiamo accettato l’invito soprattutto per poterci confrontare con i vini del nuovo mondo e del nuovissimo mondo e non siamo rimasti delusi dato che la Cina ha contribuito in larga parte al roster iscrivendo oltre 480 vini provenienti da 150 aziende, con un incremento del 90,2% rispetto all’edizione 2017 del CMB svoltasi a Valladolid, posizionando la Cina subito dietro le nazioni così dette “Big” del panorama vitivinicolo mondiale.

A titolo di paragone, la Cina ha partecipato al Concours Mondial per la prima volta nel 2006 con appena 8 vini.

Da allora molte cose sono cambiate, è vero che oggi il consumo pro-capite cinese di vino è ancora al disotto dei 2 Litri contro un consumo Italiano superiore ai 30 Litri ma va considerato che gran parte della popolazione cinese (vicina a 1.6 miliardi) non beve vino e se acquista alcolici si dirotta verso il tradizionale Baijiu. I Wine-Lover sono comunque 48 milioni contro gli 8 milioni del bel paese…”È la prima volta che una competizione enologica di questo livello si volge in Asia” (parole del Presidente del concorso il Dott. Baudouin Havaux) e siamo sicuri che non sarà di certo l’ultima.

Altro dato che ha stuzzicato e non poco il mio appetito da geek degli estremi del vino è stato l’aumento di circa il 60% del numero di vini biologici e biodinamici presenti al concorso, incredibile dictu, le iscrizioni cinesi rappresentano una parte importante di questo incremento poiché oltre un terzo di queste si riferiscono a vini biologici..questo sarà sicuramente uno spunto di riflessione rispetto all’immaginario europeo di questo paese, posso solo dire che nel nostro percorso alla scoperta del vino cinese abbiamo imparato a comprendere meglio un paese stretto tra innovazione e tradizione, tra pragmatismo e visione tra trend e prospettiva.

Come l’organizzazione del CMB ci ha fatto notare ben presto, dati alla mano, l’anno precedente il comparto vitivinicolo cinese si era aggiudicato ben 78 premi, tra cui 4 Grandi Medaglie d’Oro e 33 Medaglie d’Oro.

Inutile dire che sia io che Maurizio eravamo già pronti con le valigie in mano una volta saputa la destinazione del CMB 2018 e che le informazioni che l’organizzazione via via ha rilasciato con sapiente storytelling non hanno fatto altro che accrescere la nostra voglia di colmare i calici del dolce nettare orientale.

Secondo l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV), la Cina ha conosciuto una rapida crescita delle parcelle piantate con vitigni internazionali. Il novantadue per cento delle iscrizioni cinesi al Concours Mondial 2018 riguardano vini ottenuti da vitigni di origine internazionale: Cabernet-Sauvignon,Chardonnay,Merlot e Syrah, tra le varietà più piantate al mondo...la nostra curiosità era ai massimi storici!

Giusto per chiudere la panoramica sul paese della Grande Muraglia: le principali regioni vitivinicole che producono queste varietà sono: Ningxia (“regione viticola per eccellenza in Cina”), Xinjiang (la più grande produzione di uva da vino), Hebei (“la patria” del primo vino bianco secco cinese e del primo vino rosso secco cinese all’interno della quale c’è la famosissima area di Qinhuangdao), Pechino (dove la vinificazione risale a un centinaio di anni fa), e Shandong (la regione con le più alte vendite di vino in termini di volume e di valore)

Il distretto di Haidian a Pechino, che ha accolto in Concours Mondial de Bruxelles 2018, non è di fatto un territorio di vigneti, è conosciuto come il centro dell’industria informatica in Cina ed è spesso definito la “Silicon Valley cinese”. Non è una coincidenza, quindi, che il Concours Mondial de Bruxelles abbia scelto Haidian per introdurre un nuovo sistema di valutazione digitale del vino.

Sbarcati a Pechino abbiamo avuto un giorno libero per poter esplorare la “capitale del nord” tra grattacieli infiniti che penetrano la fitta corte di nebbia che troppo spesso copre il cielo e mercatini quasi rionali con spiedini di scorpioni e anatre alla pechinese in bella mostra. La lezione che io e Maurizio abbiamo da subito imparato è quella di prestare attenzione alla scala della mappa, muoversi all’interno del primo anello centrale richiede ore ed ore e abbiamo rischiato di arrivare con peccaminoso ritardo alla prima cena tradizionale organizzata da alcuni amici cinesi importatori di vino Italiano, Shawn e Diletta.

Paese che vai e Tignanello che trovi, i nostri traghettatori enogastronomici ci hanno accolto con una degustazione alla cieca di vini del vecchio e nuovo mondo in abbinamento al tradizionale hot-pot. Seppur stanchi e stravolti dal viaggio i nostri sensi non ci hanno abbandonato e abbiamo azzeccato almeno vitigno o territorio di 7 vini su 10 andando a degustare tra gli altri Tignanello, Barolo di Marchesi di Barolo un Montrachet e via dicendo trovando dei commensali estremamente attenti al panorama vitivinicolo del vecchio mondo. Anche gli abbinamenti sono stati divertenti dato che l’hot-pot altro non è che un piatto metamorfico che evolve durante la cena, una sorta di pentolone in cui via via vengono aggiunti nuovi ingredienti, da un semplice Tofu fino alla pregiata Wagyu sia Giapponese che Cinese, passando per la prelibatezza della serata ovvero una manciata di piccoli e squisiti bachi presenti in incognito sul fondo del tegame.

Per farvi capire cosa si beve in Cina di non cinese, ecco l’elenco dei vini assaggiati nella serata informale:

1- Champagne Esprit Nature di Giraud s.a.

2- Tignanello 2012 di Antinori

3- Saint Emilion Grand Cru Lassègue 2006

4- Barolo 2012 di Marchesi di Barolo

5- Australia Star Cab. Sauvignon 2014 di Langhorne Creek 

6- Chianti Classico 2013 di Cafaggio

7- Morellino di Scansano La Rasola

8- Puligny Montrachet Premier Cru La Garenne 2015 di Remoissenet

9- Pernand-Vergellesses Premier Cru Les Vergelesses 2014 di Remoissenet

10- Vermentino di Toscana La Rasola

Il secondo giorno è stato all’insegna di attività organizzate dal CMB, partendo la mattina con un risveglio muscolare al sapore di Tai-Chi e Kung-Fu, passando per una Master-Class sul vino di Hebei e Ningxia non prima di aver compreso sia la produzione che il consumo di vino nel paese grazie all’interessantissima lezione del connazionale Alessio Fortunato, docente universitario ormai stabilmente presente in Cina.

La cerimonia di apertura serale è stata “avvolgente”, ha catturato ogni singola cellula del nostro corpo grazie a luci, suoni colori e sapori sapientemente messi in scena dal paese ospitante e da una squadra di professionisti e chef senza eguali considerando che eravamo quasi in 500, non vi tedierò con i dettagli dato che vi starete tutti chiedendo semplicemente come sono andate le sezioni di assaggio dei giorni successivi.

Dal terzo giorno abbiamo degustato per tre giorni consecutivi in panel misti composti da cinque giurati internazionali per poter giudicare in maniera oggettiva ma anche trasversale il campioni che ci venivano serviti rigorosamente alla cieca.

Tra i giurati anche 66 esperti cinesi a giudicare i vini al Concours Mondial 2018. La mia squadra era composta da Jean, capo panel e giornalista radiofonica Irlandese che ogni mattina portava il sole al banco di assaggio, Bruno un enologo Sloveno navigato e sempre di buon umore, Xavier giornalista nativo della Rioja e amante dei rossi strutturati e per concludere da Kai, enologo cinese estremamente competente e sempre attento alle sfumature tecniche del vino.

In tre giorni abbiamo degustato oltre 150 vini rigorosamente alla cieca fornendo valutazione tramite tablet XiaoMI con scheda tecnica facilmente interpretabile e molto in linea con le nostre abitudini italiane, i dati sono stati poi rapidamente elaborati per fornirci un primo screening…la mia commissione è stata avara di medaglie anche se qualche vino ci ha realmente sorpreso e lo abbiamo giustamente premiato come il Pino Arba Reserve Pinot Noir 2013 della Kazaka Laura Kabdunass o il metodo classico Chante D’Eole Brut Rosè 2015 di Chateau Chante D’Eole.

Per saperne di più e scoprire tutte le medaglie potete consultare i risultati del concorso direttamente su: http://results.concoursmondial.com/

Con il gruppo di degustatori ci siamo trovati abbastanza allineati, non entusiasmante la batteria dei Montepulciano d’Abruzzo e dell’ Haut Medoc, bellissima sorpresa il flight sul metodo classico dal Belgio e sul trebbiano italiano dove mi ha profondamente convinto il macerato Toscano per cui ho fatto il tifo con palese e inconsapevole campanilismo, Fontenasso Bianco 2016. 
Non per ruffianeria ma devo ammettere di essere stato colto impreparato dalle due batterie alla cieca con vini Cinesi che mi hanno entusiasmato per qualità, correttezza tecnica ed espressione di una visione che sta prendendo sempre più campo, Hebei e nello specifico Qinhuangdao i territori che mi hanno convinto di più assieme a Ningxia 

Ecco riportata la mia selezione dei 10 migliori vini di Cina degustati, mi sono permesso di esprimere il mio personalissimo giudizio che in futuro potrete condividere o criticare, sono comunque sicuro che presto avrete tutti la possibilità di degustare le etichette cinesi grazie ad un panorama vitivinicolo in rapidissima ascesa e affamato di esperienze oltre confine.

TOP 10 VINO CINESE:

utai Wine Cave Gold Label 2008 90% Cabernet Sauvignon 10% Syrah - Qinhuangdao 87/100

2 Bodega Langes Reserva 2009 Cabernet Sauvignon - Quinhuangdao

90/100

3 Kings Chateau Marselan 2016

87/100

4 Great Wall Marselan + Syrah 2016

86/100

5 Liuhe Vineyard

86/100

6 Shangri La Winery

87/100

7 Ren Xuan Chateau Cabernet Sauvignon 2013

88/100

8 Xiangu Lanxuan Pinot Noir Special Collection 2013

89/100

9 Amhetyard Classic Merlot 2014

88/100

10 Ge Rui 2015 Ningxia 

86/100

Sono stato catturato così tanto da Qinhuangdao e dalla tecnica della vite sotterrata in inverno per sopravvivere ai - 25 gradi del clima mongolo da non aver resistito alla tentazione di salire a bordo del press-tour organizzato alla scoperta di questo interessante territorio, questa però è un’altra storia che vi racconteremo prossimamente.

Se vi state chiedendo come sia possibile organizzare una manifestazione così importante in un paese così lontano e così culturalmente distante dal vecchio mondo, la risposta è semplice, Il Concours Mondial 2018 è stato organizzato con il sostegno del governo municipale di Beijing, del governo popolare del distretto di Haidian e del Beijing International Wine and Spirtis Exchange (BJIWSE), un’azienda professionalmente impegnata nel commercio del vino, al servizio dei clienti del mondo intero.

Quasi dimenticavo, la prossima edizione sarà nella caratteristica cittadina di Aigle tra le alpi Svizzere, EasyWiner ha appena girato una puntata in quelle zone, mentre io ho già il calice pronto per una nuova avventura!!!