Capannelle lancia Caveau48, due giorni tra gusto e vino a Gaiole in Chianti

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Doppio appuntamento a Gaiole in Chianti: lunedì 8 luglio alle 17.30 presentazione del libro dedicato alla bistecca e martedì 9 luglio alle 18 la sfida in piazza Ricasoli per indovinare vini famosi in degustazione 

Martedì 9 luglio terza edizione del Wine Contest, dedicato agli appassionati chiamati ad indovinare cinque famose etichette

 

Il Raduno del Club del Caveau di Capannelle arriva all’edizione numero 13 e raddoppia. L’appuntamento, annualmente promosso dall’azienda vitivinicola di Gaiole in Chianti, diventa “Caveau48”, ovvero una due giorni dedicata al mondo del vino e del gusto, con presentazione di libri, assaggi di cucina stellata, degustazioni in piazza e scoperta di insoliti abbinamenti gastronomici. L’appuntamento è fissato per lunedì 8 e martedì 9 luglio a Gaiole in Chianti.

Libro e bistecca al tramonto

Si inizia lunedì 8 luglio nella terrazza di Capannelle con un aperitivo al tramonto dedicato alla presentazione del libro “La Fiorentina – Osti, macellai e vini della vera bistecca”, curato dal giornalista Aldo Fiordelli per tratteggiare storia e aneddoti della lombata di bovino adulto più famosa.

Alle ore 17.30 saranno protagonisti quattro grandi interpreti dell’antico mestiere del macellaio: Dario Cecchini di Panzano in Chianti, Stefano Bencistà Falorni di Greve in Chianti, Simone Fracassi di Rassina e Lorenzo Chini di Gaiole in Chianti, riuniti tutti insieme per l’occasione per disquisire di aneddoti e curiosità, incalzati dalle domande del giornalista Giovanni Pellicci. Dopo la teoria, la pratica con un aperitivo a base di stuzzicanti assaggi curati dalla macelleria Chini di Gaiole in Chianti. 

Wine Contest in piazza 

Martedì 9 luglio, a partire dalle ore 18, torna in piazza Ricasoli di Gaiole il Wine Contest promosso da Capannelle in collaborazione con Wine Tv e Ais Toscana. L’iniziativa si rivolge ai winelovers e agli appassionati, chiamati a sfidarsi nell’indovinare cinque grandi vini che saranno proposti in degustazione bendata. Il più bravo si aggiudicherà in premio un soggiorno di una notte nell’esclusivo Wine Resort di Capannelle a Gaiole in Chianti ed un calice in argento, realizzato dallo storico marchio artigiano Brandimarte di Firenze. Durante la degustazione in piazza, “Lo Sfizio del Bianchi” di Gaiole proporrà ai partecipanti finger food a base di tapas.

La terza edizione del Wine Contest andrà a completare il ricco programma del XIII Raduno del Club del Caveau di Capannelle, che ogni anno riunisce a tavola importanti nomi della ristorazione nazionale ed internazionale. 

La sera di martedì 9 luglio si terrà la Cena del Caveau con ospite lo chef Josean Alija, del Nerua Guggenheim Bilbao (1 stella Michelin) locale che si trova all’interno del famoso museo della città spagnola. Sulle note di flamenco, lo chef proporrà alcuni piatti della sua cucina in abbinamento ai vini di Capannelle.

Come partecipare 

Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare l’azienda allo 0577-74511 oppure scrivere una mail a info@capannelle.com. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito web dell'azienda: www.capannelle.com

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Torna Roséxpo il Salone Internazionale dei Vini Rosati

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Il rosato in Italia, una moda o puro marketing? Ne discutono i produttori

300 etichette in degustazione da tutto il mondo: dalla Georgia alla Provenza


La VI edizione sarà a Lecce il 22- 23 giugno 2019

EX CONVITTO PALMIERI e SAN FRANCESCO DELLA SCARPA


Lecce si prepara alla sesta edizione di Roséxpo, il salone internazionale dei rosati promosso e ideato da deGusto Salento, l’associazione dei produttori di Negroamaro. Il 22 e 23 giugno nelle sale dell’ex Convitto Palmieri banchi d’assaggio e degustazione di ben 300 etichette di rosati provenienti da tutto il mondo, street food a cura del Mercatino del Gusto di Maglie, incursioni musicali, una mostra fotografica e una serie di premi da conferire durante il talk di apertura previsto il 22 alle 16 nelle sale di San Francesco della Scarpa. 

Banchi d’assaggio e seminari di degustazione. 

Sono 300 le etichette che sarà possibile degustare nella due giorni leccese dedicata ai vini rosati. Accanto alla vasta proposta pugliese e italiana, sarà possibile fare un viaggio gustativo dalla Georgia al Sud Africa, dalla Provenza al Libano, ma anche Germania, Spagna, Portogallo, Croazia, Slovenia e ovviamente Italia. 

Rosati, identità o marketing? Nell’anno che ha registrato la nascita di Rosautoctono, l'Istituto del Vino Rosa Autoctono Italiano, che raccoglie i Consorzi di tutela delle denominazioni di origine più rappresentative del settore, nel Paese in cui è ancora forte il divario con la ricerca e in cui pesa l’assenza di dati certi, è giunto il momento per porre le basi per una discussione concreta sul futuro del vino Rosa o, per i più nostalgici, del rosato d’Italia.

Una degustazione di vecchie annate di rosati aprirà venerdì 21 giugno la kermesse 2019 nella sede dell’Academy del Gambero Rosso, con un viaggio guidato dalla giornalista Stefania Annese, per comprendere la longevità di una tipologia di vino che ha reso famosa la Puglia nel mondo.

Un percorso tra scoperte scientifiche, progetti di marketing e storie umane di questi grandi vini, partendo dall’assaggio di dieci calici, sabato 22 alle 10,30 sotto la guida esperta di Filippo Bartolotta, giornalista e grande conoscitore dei mercati internazionali, consentirà un giro del mondo che, partendo da una icona dei rosati, il Garrus di Chateau d’Esclans, darà il via alle riflessioni tecniche e sociali che saranno riprese nel corso della tavola rotonda pomeridiana. 

“I grandi produttori italiani investono nei rosati. Moda, semplice richiesta commerciale o voglia di scommettere” è il tema della tavola rotonda d’apertura di Roséxpo, (22 giugno alle 16 nelle sale di San Francesco della Scarpa); il talk sarà coordinato da Filippo Bartolotta, giornalista e wine educator  e Francesco Muci, Slow Wine Puglia, che stimoleranno il dibattito con alcuni dei player del mercato italiano portatori di conoscenza ed esperienza anche all’estero, Marina Cvetic Masciarelli (Cantina Masciarelli), Cristina Ziliani (Cantina Berlucchi), Christian Scrinzi (Responsabile Enologi GIV), Mattia Vezzola (Cantina Costaripa), Matilde Poggi (Cantina Le Fraghe e Presidente FIVI), Lucia Letrari (Istituto Trento DOC) e Damiano Calò (in rappresentanza dei produttori di deGusto Salento). 

Riflessioni sull’identità dei rosati, partendo dal marketing per arrivare alla ricerca scientifica e all’identità di questa categoria di vino, per provare a capire se gli investimenti e le scelte che riguardano la produzione dei rosati si rifanno a scelte dettate esclusivamente dal mercato e da una moda o se effettivamente esista un progetto di unità nazionale intorno a un’idea di vino che possa avere un futuro in Italia e all’estero. «È partito proprio dal risultato di una tavola rotonda di una precedente edizione di Roséxpo il progetto di associare i consorzi – spiega Ilaria Donateo, presidente di deGusto Salento – e a questo punto del percorso ancora una volta vogliamo stimolare il dibattito nazionale e portarlo su un livello ancora più alto perché oggi più che mai è importante capire cosa si voglia e dove si voglia andare. Il rosato è solo una moda? O è arrivato il momento per avviare una progettualità che porti i rosati italiani a poter competere con i cugini francesi, dai quali abbiamo molto da imparare».

Un momento scientifico che aprirà il sesto salone internazionale dei rosati che a Lecce sarà ospitato dalle sale dell’ex Convitto Palmieri dove a partire dalle 19 è prevista l’apertura dei banchi d’assaggio.

Una madrina pescata dal mondo della comunicazione quest’anno darà il via ufficialmente al salone dei vini rosati. Per l’occasione sarà a Lecce Mary Cacciola, voce di Radio Capital e anima della trasmissione radiofonica Non c’è Duo senza te con Andrea Lucatello.

La VI edizione gode del patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo, del sostegno della Regione Puglia, assessorato all’Agricoltura e Sviluppo Rurale, del patrocinio della provincia e del Comune di Lecce. 

 

 


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Che Syrah sarà?

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Syrah symphosium, volti e sfumature di un vino stellare


Non una semplice degustazione. Quella organizzata dall’azienda Fabbrica a Pienza è stato un viaggio affascinante e intrigante che, dall’Italia ci ha portato nelle vicine Francia e Svizzera per poi farci volare fino in Australia.

In occasione della presentazione del nuovo Syrah Toscana 2016, l’azienda Fabbrica ha organizzato una straordinaria quanto coraggiosa degustazione alla cieca fra 12 Syrah provenienti dalle zone più vocate del mondo.

Un modo diverso ed efficace per capire pregi e difetti del nuovo arrivato e metterlo in competizione con i più esperti e collaudati fratelli.

Fabbrica, come spiegato dai proprietari Philippe e Tonie Bertherat, nasce da un serie di fortunati incontri: tra un passato e un presente, tra una terra e un vigneto, tra una coppia e un luogo.

Nato a Ginevra, Philippe Bertherat vanta una lunga carriera nel settore della finanza, oggi è coinvolto in diverse Ong e nel mondo dell'arte, soprattutto collegata al Mamco (Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Ginevra). Originaria del Lussemburgo, sua moglie Tonie è un affermato architetto.

Sposati da 25 anni, con una passione per la terra Toscana e il buon bere, avevano un sogno nel cassetto e una sfida da accogliere: fare un vino a regola d'arte.

Il progetto ha preso forma nell’affascinante Val d’Orcia, in un luogo chiamato, appunto, Fabbrica dove la coppia ha potuto coltivare passione e ambizioni.

“Fare del vino – dicono adesso i proprietari – è una cultura da vivere e condividere”.

Alla degustazione Syrah symphosium, coordinata di Filippo Volpi, hanno preso parte i più noti e apprezzati giornalisti del settore oltre a produttori ed agronomi strettamente legati a questo vitigno. La qualità dei prodotti selezionati è stata veramente alta ed ha mostrato sfaccettature diverse in relazione ai differenti terroir e stili di produzione.

Ci sono state conferme come nel caso dell’Hermitage di Chave ma anche piacevoli scoperte, come il Syrah de Chamoson prodotto in Svizzera.

Il Syrah Fabbrica in purezza si è piazzato ai primi posti  grazie soprattutto alla sua eleganza. E’ un vino che non gioca sulla concentrazione e sulla potenza ma su una scorrevolezza legata principalmente all’acidità , con un tannino levigato che conferisce corpo e longevità senza pregiudicare la finezza della beva. Questi fattori sono determinanti per identificare un prodotto unico, che si caratterizza fortemente nel territorio.

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Su Wine TV, tanti nuovi video!

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Cari Winetvlovers

Nuovo palinsesto, nuovi video, nuove divertenti e interessanti sfide.

Vd Glass, azienda di Parma, già leader nella fornitura di prodotti in vetro per il settore beverage, presenta la sua nuova linea Skyline, studiata insieme al miglior sommelier al mondo Simone Loguercio.

Esclusivi oggetti di design che sono, soprattutto, impeccabili strumenti di degustazione.

Al Vinitaly 2019, abbiamo selezionato alcune delle etichette più interessanti per farvele scoprire.

La prima è Agricola Fabbriche Palma, azienda di Lucignano condotta con passione e maestria da Caterina Palma. Cristiano Cini ha intervistato la titolare e degustato il suo vino bandiera, il Camargi.

Poi troviamo il nostro Ottavio Vendittto che ci farà conoscere due vini assolutamente imperdibili: il Soave Superiore Docg di Sandro De Bruno, un vino intrigante vulcanico e longevo, dal palato denso e cremoso e il Pinot Grigio ramato di Vignaioli Specogna, prodotto con metodo solera. Elegante, originale dal sorso liscio e morbido. 

Proseguiamo con i Vinitaly Flash: presentiamo la nuova edizione del concorso enologico Wine & Sardinia che lo scorso anno abbiamo avuto il piacere di seguire nel cuore della Sardegna.

E non perdetevi le preziose chiacchierate con il Barone Francesco Ricasoli e con Giovanni Folonari

Il nostro direttore Cristiano Cini ci porta poi fra gli stand di Vi.te che riunisce produttori di tutto il mondo di vino artigianale che vogliono esprimersi nella trasparenza, nell’autenticità e nell’individualità.

Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube.

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Buona visione e buon vino a tutti!


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IL CHIANTI CLASSICO DI LAMOLE RACCONTATO DA CLIZIA ZUIN

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Di Luca Matarazzo


Magia. Questo è il termine esatto per descrivere le emozioni provate in una serata dai contorni a dir poco mitologici, organizzata dalla Delegazione A.I.S. Grosseto (Delegato Antonio Stelli) in collaborazione con la degustatrice premiatissima Clizia Zuin. Veneta di origine, ma ormai adottata toscanaccia, nella splendida cornice dell'Hotel Granduca ci racconta uno dei tanti paesaggi vitivinicoli del bel Paese. Qui la storia si fonde con la realtà, fatta di micro produzioni ancora strettamente a carattere familiare, da suoli unici nel panorama chiantigiano, da perfette esposizioni e temperature ricche di escursioni termiche, fondamentali per il raggiungimento di un corretto equilibrio. Non è tutto... Secoli di evoluzione, dagli Etruschi ai giorni nostri, hanno insegnato ai vigneron la cura anzitutto per il territorio, con la creazione di terrazzamenti a volte edificati con mezzi di fortuna, altre volte più elaborati e da cui trae origine il nome "Lamulae" (ovvero "lingue di terra").

Da sempre sottopopolato, resta ormai un manipolo di piccoli eroi a guardia del passato glorioso, in quella vallata che dalla Conca d'Oro si spinge verso il "tetto" della Denominazione.

Nove i campioni in assaggio; nove racconti, nove filosofie produttive, nove sapori diversi. Un solo fil rouge: l'eleganza. Si comincia con:

1) CASTELLINUZZA & PIUCA - IL VEGLIARDO 2017 - di Coccia Gino, un "lamolese del sud". Come ritornare indietro nel tempo, all'era Ricasoli, con l'utilizzo di uve bianche (Trebbiano e Malvasia) a supporto del Sangiovese. Vecchie vigne che regalano nuances di ciliegia alcoolica, rosa baccarà, violette appassite e spezie morbide (cannella in primis). Sorso aranciato con evidenti tracce di salinità, lievemente corto nel finale pur gradevole, da punti 87/100.

2) LE MASSE - CHIANTI CLASSICO 2016 - fondata nel 1880. Soli 3,5 ettari coltivati ad alberello (forma di allevamento diffusissima nel Comprensorio) di quasi 90 anni. Botti di castagno per 12 mesi, per non farci mancare nulla in fatto di unicità. La sostanza si fa dark; marmellate di amarene, succo di mirtillo, glicine e geranio in avvizzimento. Gusto pieno, rotondo, ancora amarene sempre più calde. Spezie dolci e mineralità di grande fattura, ben intarsiata dal tannino mai invadente. Ben fatto Annamaria Socci. Armonioso da 91/100

3) LAMOLE DI LAMOLE - CHIANTI CLASSICO RISERVA 2014 - l'annata colpisce ancora... Indubbiamente i profumi restano delicati e ben delineati. Tuttavia, tutto è estremamente soffuso, quasi impalpabile. L'azienda che fu di Ugo Pagliai, ora Gruppo Santa Margherita, mantiene comunque un buon livello qualitativo con un vino dai toni di mora di gelso, ciliegie macerate, erbette aromatiche (timo, lavanda), pesca gialla e gusto canonico da scorzetta di arancia rossa. Cioccolato fondente in chiusura. 85/100 (e non è poco)

4) CASTELLI DEL GRAVEPESA - CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE 2012 - poche volte resto impressionato realmente da una Gran Selezione e anche questo caso non è il caso. La prima grande cooperativa toscana, fondata nel lontano 1965 dall'impegno di numerosi soci. Il fiore si fa sambuco, la spezia diventa anice stellato e chiodi di garofano. Spalla di pepe nero e fiori secchi. Bocca tesa verso un'inesorabile discesa, percepita da un basso livello di acidità (in fin dei conti l'annata è stata a dir poco torrida). Morbido da 83/100

5) PODERE CASTELLINUZZA - CHIANTI CLASSICO RISERVA 2015 - partito inizialmente come rosato dal nomen omen "Fragola di Bosco", fu convertito al secondo tentativo in un rosso dalle dense note floreali, ciliegia ancora croccante, erbe aromatiche e ginepro. Buon equilibrio gustativo tra acidi, sali e zuccheri. Al palato prevale invece una netta freschezza di arancia tarocca e pompelmo rosa dalla grande pulizia. 86/100

6) CASTELLINUZZA DI CINUZZI - CHIANTI CLASSICO RISERVA 2009 - rientrato da Roma a Lamole, il dott. Cinuzzi realizza questa chicca da un blend di Sangiovese, Canaiolo e Malvasia Nera. Sensazioni eteree di ceralacca e smalto ad un primo acchito. Segue lampone, fragola ed amarena spiritata, conditi da torrefazione e pepe bianco. Tannino ancora roboante ben sorretto da acidità al bergamotto, liquirizia e tabacco blond. 88/100

7) PORCACCIA MISERIA - CHIANTI CLASSICO 2017 - a discapito del nome scelto appositamente in etichetta, questo prodotto non ci fa per nulla imprecare, anzi! Jurij Fiore e la figlia Sara devono andare fieri delle emozioni che regalano in sole 885 bottiglie, alcune miracolosamente recuperate da Clizia per questa serata unica. Tutto molto dolce, dalle fragoline, al baccello di vaniglia, alla viola mammola e crema pasticcera. L'amarena diventa gelatinosa, anche negli aromi di bocca con finale lungo quasi carnaceo da 87/100

8) LE VITI DI LIVIO - IGT 2013 - il capolavoro di Paolo Socci, che purtroppo per varie vicissitudini quasi sicuramente non verrà prodotto nel futuro. Commovente, come la storia di Paolo, un eroe che solo il fato ha potuto momentaneamente colpire. Certi che saprà rialzarsi con la consueta energia e passione, godiamo intanto di questa santa reliquia, in versione magnum, ideata dal fattore Livio per una selezione massale di Sangiovese su piede franco. Mix di frutta rossa e nera, spezie scure, mineralità, vibrante dal naso al gusto, accompagnata da tannini piacevoli e persistenti. 94/100 meritatissimi.

9) I FABBRI - CHIANTI CLASSICO RISERVA 2010 - chiudiamo col vino della famiglia Grassi, un clone di Sangiovese Grosso dal colore granato sfumato arancio. Bisogna farlo respirare, in quanto è chiuso come un antico portone del 1600. Superate sensazioni di fungo e aromi tufacei, emergono arancia rossa, chiodi di garofano, ruggine, pesca macerata e richiami da cocomero maturo. Sorso succoso, denso balsamico e iodato, con tannino levigato autentico marchio di fabbrica dei vini di Lamole. 92/100


Memorabilia.


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Il canale Sky 815 ha un nuovo palinsesto!

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Cari Winetvlovers

È in onda il nuovo palinsesto di Wine Tv con tanti nuovi video che, speriamo, possano appassionarvi.

Al Vinitaly 2019 abbiamo sfidato il miglior sommelier d’Italia Simone Loguercio e il vice campione Valentino Tesi nel gioco proposto da Coravin. Degustazioni, risate e qualche colpo basso per aggiudicarsi il prestigioso premio. Chi avrà vinto?

I nostri esperti testimonial hanno selezionato, durante la fiera, alcune etichette da raccontare. Potete godervi la degustazione e la spiegazione dei migliori prodotti di Tenute del Garda, Ornella Molon, Ornella Bellia, Tentute Sella & Mosca, I Veroni e Cesani.

Ancora un’altra competizione. Questa volta sono protagonisti i maggiori influencer e giornalisti del mondo vino ai quali abbiamo proposto un quiz sulle 4 zone delle Terre di Arezzo. Domande spinose, degustazioni alla cieca e qualche curiosità: chi sarà il nuovo ambasciatore della Strada del vino Terre di Arezzo?

Tante anche le interviste racchiuse nei nostri “Vinitaly flash”. Troverete Ido Mariani di Tenuta Mariani, Simone Vizzarri, brand ambassador di Bellavista, Benedetta Poretti di Duca di Salaparuta, la presentazione del libro di Ais Emilia sul vitigno Spergola, il progetto di Enoitalia.

Vi porteremo anche a scoprire uno dei padiglioni più particolari e interessanti del Vinitaly, quello di Enolitech, il salone internazionale dedicato a tutta la filiera tecnologica applicata alla vitivinicoltura, all’olivicoltura e al beverage.

Usciremo poi dal Vinitaly per un evento organizzato nella splendida cornice del Palazzo della Gran Guardia a Verona nell’ambito di Vinitaly and the city. Simone Loguercio ci porta a conoscere l’evento enogastronomico dedicato ai vini e al meglio della cultura gastronomica fior fiore Coop. All’interno di un percorso allestito su sei diverse isole, troviamo vini tipici, rappresentativi di territori, vitigni, culture e realtà produttive molto diverse tra loro.


Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube.

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Buona visione e buon vino a tutti!


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Trentino & Wine: a Trento protagoniste le grappe del Tridente

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L’Istituto di Tutela Grappa del Trentino dal 16 al 20 maggio protagonista dell’evento

Non solo vino, ma anche le grappe del Trentino protagoniste del grande evento che per cinque giorni animerà il centro storico di Trento. Domenica 19 maggio in programma una degustazione guidata, ogni giorno poi un banco d’assaggio con la possibilità di scoprire le eccellenze 

 

Ci saranno anche le grappe del Trentino nella nuova edizione di Trentino & Wine, il grande evento dedicato alle eccellenze della distillazione trentina e ai vini del Trentino in programma dal 16 al 20 maggio a Trento. L’Istituto Tutela Grappa del Trentino, tra i partner dell’evento, sarà infatti presente a Palazzo Roccabruna con un banco di assaggio con la totalità delle etichette rappresentate e con 18 distillerie presenti in forma diretta. Ogni giorno per gli appassionati la possibilità di scoprire da vicino la magia che rende eccellenti e unici i distillati trentini marchiati con il tridente dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino che ne contraddistingue la qualità assoluta. «Protagonisti in casa viene da dire perché in questo bell’evento la grappa c’è in grande forza per spiegare al consumatore da vicino le sue caratteristiche – spiega il presidente dell’Istituto, Mirko Scarabello – il tutto in un progetto di promozione che ci piace perché riesce a condensare tutte le eccellenze enologiche del nostro territorio creando un sistema che è poi quello che fa la differenza per la promozione delle eccellenze trentine».

 

Grappa, lo spirito del Trentino. E’ il titolo della degustazione guidata in programma per domenica 19 maggio alle ore 18 a Torre Miriana, in via Belenzani. Si tratta di un laboratorio del gusto che rientra nel programma della manifestazione, nel quale sarà possibile compiere un vero e proprio viaggio nelle varie tipologie di grappa del Tridente, dalle giovani alle invecchiate, passando per i vitigni che regalano il fascino unico del distillato per eccellenza. La degustazione è su prenotazione ed ha un costo di dieci euro. 

Trentino & Wine. Da quasi un secolo a Trento si rinnova un rito primaverile che celebra la vocazione vitivinicola della città e del suo territorio. Al 1925 risale infatti la prima "Mostra provinciale del vino", non solo evento promozionale dedicato ad un settore portante dell'economia locale, ma anche omaggio ad una tradizione che caratterizza l'identità culturale di una provincia e la morfologia del suo paesaggio. Quest'anno l'evento si rinnova profondamente, a cominciare dal nome: TRENTINO & WINE. Dal 16 al 20 maggio 2019 l'occasione per scoprire i vini trentini sia presso Palazzo Roccabruna, sede dell'Enoteca provinciale del Trentino, che lungo un itinerario ideale fra i palazzi storici cittadini e le cantine, fra l'enologia e la cucina d'eccellenza, fra la solidarietà e la sostenibilità, requisiti irrinunciabili per una tutela responsabile dell'ambiente e dei suoi insediamenti. A Palazzo Roccabruna saranno in degustazione saranno presenti ben 18 distillerie del Tridente oltre a 43 cantine di tutto il Trentino.

L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è nato nel 1965 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 24 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Grappa del Trentino”. Quello della grappa in Trentino è un settore di non piccolo conto, soprattutto se calato nell’economia locale. Ogni anno vengono prodotti in Trentino circa 10 mila ettanidri di grappa (circa il 10% del totale nazionale) vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri) distillando 15 mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (30% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 45%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15milioni di euro per l’imbottigliato e 2 milioni di euro per quanto riguarda la materia prima.



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Il nuovo Palinsesto Wine TV!

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Cari winetvlovers,

nuovo palinsesto, nuovi video da scoprire e gustare. 

I nostri testimonial sapranno condurvi, passo dopo passo, assaggio dopo assaggio, alla scoperta del Vinitaly 2019.

Fra i format che abbiamo realizzato durante la più grande fiera italiana dedicata al vino, ne troverete uno pensato per raccontare il territorio delle Marche guidati dagli esperti Francesco Saverio Russo e Matteo Antonelli.

Cristiano Cini, Olga Sofia Schiaffino e Andrea Galanti degusteranno per voi 3 vini eccezionali che vogliamo consigliarvi: Divina Villa Duca della Corgna, Oro d’Isèe La Baia del Sole e Signifer Macchia Santa Maria.

Infine abbiamo l’onore di mostrarvi il video realizzato dal regista Juri Ancarani per la nuova cantina di Masseto

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La Toscana in bocca, arte del gusto e cultura del cibo e del vino

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Di Luca Matarazzo


Sesta edizione per l'evento di Promozione delle Eccellenze enogastronomiche pistoiesi "La Toscana in bocca", ove l'arte del gusto si unisce alla voglia di creare cultura del cibo e del vino. Cooking show, Masterclass sul Carmignano e sull'Arcipelago Toscano (curate personalmente dal sommelier A.I.S. Valentino Tesi, pluripremiato a vari Concorsi Nazionali), solidarietà nei confronti della Fondazione Firenze Radioterapia Oncologica grazie all'aiuto di numerosi Chef "Michelin" e a parte del ricavato devoluto in beneficenza. Oltre trenta stand per assaggiare prelibatezze di ogni sorta, tutte rigorosamente "a km zero". Una formula vincente, resa ancor più festosa dall'uso di una moneta interna chiamata "bocca", con la quale gli avventori possono pagare gli acquisti come in una sorta di villaggio globale indipendente. L'Associazione Italiana Sommelier, per il tramite della Delegazione di Pistoia guidata da Luca Carmignani, dimostra tutta la vicinanza al territorio e al pubblico con la propria squadra di professionisti. Uno spazio denominato "Wine School", ideato per presentare le varie attività didattiche dei Corsi e le tecniche di corretto abbinamento; non ultimo una serie di appuntamenti in programma, che prevedono a giugno la partecipazione a "Sgranar per Colli" presso Villa Bellavista a Borgo a Buggiano (nei giorni 1 e 2) ed il "Patto del Fosso di Montecarlo" in collaborazione con A.I.S. Lucca per il giorno 14.

A conclusione della visita ho potuto infine degustare un’autentica chicca enologica, da una storica azienda nata nel 1938 come vivaista ed esportatrice di piante in tutto il globo: VANNUCCI PIANTE. Recentemente hanno deciso di ampliare la gamma prodotti con la produzione di alcune etichette tra le quali l'IGT "Le Vespe". Allegra veste grafica per questo blend di pronta beva, generato per l'80% da Sangiovese zona Montalbano e per il restante da altri vitigni autoctoni, compreso il raro Abrostine (detto anche Raverustro) che dona colore, rusticità e vinosità tese a smussare toni eccessivamente fruttosi. Ciliege e ribes macerati si uniscono all'olfatto a petali di rosa rossa e aromi vanigliati. Il gusto sorprende per una inaspettata grinta, piccantezza e spezie mature con grande pulizia finale di bocca, dal perfetto accostamento a salumi a pasta grassa della tradizione, o primi piatti succulenti grazie a una sottile trama tannica concentrata sulla punta della lingua.

Ancora una volta, davanti alla vastità del bellissimo mondo del vino, ci si rende conto che "è impossibile per un uomo imparare ciò che crede di sapere già" (cit. Epitteto). Alla prossima.


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Cilento Capitale

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Il 4 e 5 maggio presso We Gil largo Ascianghi, 5 in Roma, si svolgerà la quarta edizione di “Cilento Capitale”, una manifestazione volta a promuovere il Cilento in tutte le sue sfaccettature, naturalistiche, archeologiche, culturali ed enogastronomiche.

Quest’anno l’evento sarà molto più articolato ad iniziare dalla nuova struttura nel quartiere Trastevere, con patrocini importanti, come la Regione Lazio, l’Arsial Lazio, il Primo municipio di Roma, l’Ente Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, il comune di Morigerati, la Fondazione Grande Lucania.

In questa edizione ci saranno momenti di confronto tra l’enogastronomia Cilentana e quella Laziale, degustazione di vini con i produttori, esposizione di prodotti del Cilento i quali potranno essere anche acquistati.

E’ stato promosso un concorso fotografico “Cilento Capitale con i vostri occhi” il Cilento visto con gli occhi dei Cilentani, le quali foto verranno esposte nei due giorni.

Le foto sono state selezionate da Nicoletta Di Ruocco, fotografa cilentana.

Tre momenti di confronto gastronomico tra Cilento e Lazio si svolgeranno tra il sabato e la domenica, particolari prodotti cucinati e gustati dai presenti.

Per il secondo anno viene assegnato il premio “Cilento Capitale”, in questa edizione verrà consegnato ai “RAGAZZI del CINEMA AMERICA”, perché con la loro caparbietà sono riusciti ad imporre e stimolare modelli culturali, che speriamo possano essere sperimentati anche nei piccoli paesi del Cilento.

Momenti Culturali non mancheranno.

Il sabato alle ore 15.00 ci sarà un incontro dal titolo “Il Cilento a 20 anni dal riconoscimento Unesco, interverranno la Prof.ssa Beatrice Mirri   Docente Legislazione Beni Culturali  Università Sapienza e Pontificia Università Gregoriana, Dott. Giuseppe Di Vietri Presidente Associazione Genius Loci Cilento e il Dott. Antonio Prinzo Esperto di turismo e territorio.

La domenica alle ore 12.00 incontro su “Cultura dell’accoglienza: dai Paesi alla Città”

Momento di confronto sul tema dell’accoglienza tra le esperienze dei piccoli paesi del Cilento e il primo municipio di Roma. Interverranno: Sabrina ALFONSI presidente del primo municipio di Roma, Emiliano MONTEVERDE assessore Politiche Sociali del primo municipio di Roma 

Cono DELIA sindaco di Morigerati Anna MARCHEI comunità di Sant’Egidio

Antonio D’Agosto presidente associazione “Cilento Capitale”.

Alle 13.00, sempre domenica, verrà presentato dal sindaco di Morigerati Cono Delia il progetto Musica nei Borghi e a seguire delle esibizioni di musica classica con Isabella TESTA e Francesco PAPA violino, Eleonora Testa violoncello www.musicaneiborghi.com

Nella serata di sabato alle 20.30 si svolgerà il concerto dell’artista cilentano Angelo Loia

Gli aperitivi e le altre iniziative renderanno piacevole la permanenza.

Gli orari saranno i seguenti:

Sabato dalle 10.30 alle 23.00 e la Domenica dalle 10.30 alle 19.00


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Una nuova programmazione per Wine TV!

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Cari Winetvlovers

È in onda il nuovo palinsesto di Wine Tv.

E dove potremmo portarvi se non a scoprire, passo dopo passo, il Vinitaly 2019.

Redazionali, interviste e racconti di vino e di aziende curati dai nostri esperti e appassionati testimonial.

 

Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube.

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Buona visione e buon vino a tutti!


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Silenzio, parla il Syrah

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di Luca Matarazzo


Silenzio dunque. La parola ad uno dei principi dell'enologia mondiale: il Syrah! Potrebbe sembrare esagerato pensando ad altri territori di stampo francese ove regnano Chardonnay e Pinot Noir. Eppure la sua grande duttilità, adattabilità e variabilità clonale lo rendono carico di mille intriganti sfaccettature. Come la pelle del camaleonte, da terroir a terroir cambia continuamente colori, profumi, sapori, mantenendo però un fil rouge di equilibrio generale che dona grandissima piacevolezza a noi comuni avventori. Nel consueto appuntamento annuale "Chianina & Syrah" svoltosi a Cortona dal 12 al 14 aprile 2019, il dott. Vittorio Camorri, Presidente di Terretrusche.com società esperta nel settore "hospitality", magnifico padrone di casa, ha saputo coinvolgere Chef e produttori di vino locali in un magico connubio all'insegna della cultura enogastronomica.

La Masterclass con Leonardo Romanelli, gastronomo, giornalista, appassionato sommelier (e chi più ne ha...), è stato uno dei punti fondamentali della kermesse cortonese, con la degustazione orizzontale di ben 7 Syrah annata 2010. "7 spose per 7 fratelli", nozze celebrate perfettamente dalla dialettica di Leonardo, che ha scovato ciò che era invisibile ai nostri sensi. Mi sono dilungato fin troppo, la parola ora va ai vini elencati:

Stefano Amerighi "Syrah": un mito senza tempo. Colore rubino a tinte noir, naso intensissimo di mandorla fragrante, baccelli di vaniglia, marzapane e frutta caramellata (mela cotogna). Chiude su crème brûlée, erbe aromatiche, cipria ed incenso. Gusto pieno, avvolgente, carnoso di frutta scura e cioccolato fondente. L'appagante.

Baracchi "Smeriglio": i 93 punti di Wine Spectator e James Suckling sono il perfetto biglietto da visita per questo Syrah  dal colore trasparente e olfatto potente, balsamico-mentolato, speziato da pepe in grani e con sbuffi di petali di rosa rossa. La frutta emerge al sorso ed è una amarena spiritata, condita da succo di pomodoro e salinità finali. Il dandy.

La Braccesca "Bramasole": "Antinori chi era costui" direbbe un miope Don Abbondio di manzoniana memoria. Per tutti noi invece il solo cognome incute timore reverenziale. La colorazione è porporina fissata dall'uso di legni più piccoli, che influenzano almeno inizialmente anche le mucose nasali. Evidenti richiami di vaniglia e burro, con timidezza si appalesano variazioni di fragole, canfora, cannella. Un sorso di caffè in polvere a tinte selvatiche (nel senso di selva, bosco). Il classico.

Fabrizio Dionisio "Il Castagno": pluripremiato assieme al figliol prodigo Cuculaia. Il più "scuro" di tutti, ricco di mora, mirtillo, timo e dragoncello, nonché l'immancabile pepe nero. Tannino potente, piccante (zenzero), densità agrumata al bergamotto e pompelmo rosa. Persistente con aromi di bocca al cacao in polvere, nepitella e spezie scure. L'austero.

Il Fitto "Syrah": Edda Billi utilizza una filosofia completamente diversa, con approccio di tipo convenzionale. Prevalenza immediata al naso di note fruttate/floreali mix tra mirtilli maturi, violette, rose baccarà, persino salvia e rosmarino. Bocca sanguigna, ricca di visciole spremute e crème de cassis. Lo storico.

I Vicini "Laudario": l'avvocato Romano Antonioli cura questa piccola realtà con l'amore di un padre. Il suo Syrah è fortemente ematico, ricco di china, foglie di pomodoro e frutta rossa disidratata (melograno). Finale elegante di nocciola tostata che apre le porte ad un sorso succoso, con retrogusto di marron glacé e spezie morbide. L'evoluto.

Tasca d'Almerita "La Monaca": la cantina ospite della manifestazione. Appartenente alla DOC Monreale, nei pressi di Palermo con vigneti in piena collina, parte subito in quarta con un frutto rosso potente, seguito da caratteri terrosi e floreali di geranio, citronella, elicriso. Gusto da ciliegia matura, liquirizia, caffè. Il cremoso.

A voi solo l'imbarazzo della scelta.


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Il Nuovo Palinsesto di Wine TV!

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Cari Winetvlovers

È in onda il nuovo palinsesto di Wine Tv.

Al Vinitaly 2019 è stata scoperta la nuova etichetta Luxoro, progettata e creata, insieme a Spazio di Paolo e Eurostampa, per lo straordinario Barolo di Michele Chiarlo. Rimarrete stupiti dall’effetto creato.

Grazie alle preziose immagini concesse dall’azienda Garbellotto, abbiamo recuperato un’intervista unica, concessa da Gianfranco Soldera.

E, mentre cresce l’attesa per l’appuntamento Di Bolla in Bolla, dedicato allo champagne e agli spumanti metodo classico italiani e internazionali del 4 e 5 maggio 2019 a Novara, seguite Cristiano Cini in uno degli eventi più attesi dagli appassionati di vino toscano e dagli esperti del settore di tutto il mondo: gireremo fra i banchi di Benvenuto Brunello alla scoperta dell’annata 2014 e della Riserva 2013.

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I VINI DI MARCO CANNONI PODERE GIOCOLI: GENIO E SREGOLATEZZA

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Vigneron filosofo o filosofo vigneron? Non saprei neanche io definire con esattezza la personalità di Marco Cannoni, titolare assieme al padre di Podere Giocoli, piccola realtà di Loro Ciufenna (il paese dei Cervi e dell'alloro per gli antichi Romani) zona Valdarno. Più poderi in verità, quasi 7 ettari "sparsi" su terreni ricchi di siderali diversità. Da sedimenti limosi più sciolti ad altri compatti come graniti; da argille chiare a quelle blu difficili da lavorare, che richiedono necessariamente un grande sforzo manuale. A Marco tutto ciò non pesa. Mi confida candidamente (con la pelle d'oca) di fare il lavoro più bello del mondo e non ho alcun dubbio che sia davvero così. Mentre il pick up ci conduce su sentieri quasi impraticabili, alla ricerca di vigne antichissime ed in alcuni casi rare come il Sanforte, ci perdiamo in racconti di vita (e di vite); dal lontano 1962 anno d'avvio nel "Clos" la Traiana, fino alle successive acquisizioni del '98 (La Moraia) e Cento Piccioli (2015) podere abbandonato dalla forma ad anfiteatro, ricco di scheletro e ciottoli. Un aiuto iniziale da parte del Gruppo Matura di Stefano Dini e Dario Ceccarelli per gestire la parte agronomica in vista delle nuove esigenze del mercato, a cui Cannoni strizza un solo occhio perché non ama molti compromessi. Non per nulla ha scelto recentemente come enologo Marco Mocali, poche parole e tanta sostanza. Tutti single wineyard, anche quando nella stessa parcella confluiscono più varietà. Quella dedicata al Chianti infatti, 1973, rispetta perfettamente la formula di Ricasoli: Sangiovese, Colorino, Canaiolo, Trebbiano. Il monte Pratomagno fa da autentico scudo da venti freddi ed umidi, salvando le piante da pericolose gelate od attacchi di marciume. Ma non è l'unico pregio della montagna; sembra essersi plasmata anche nelle persone che vivono a stretto contatto con la natura. Rocce d'animo inevitabilmente trasmesse per osmosi ai vini di Podere Giocoli, ricchi di essenze floreali amate dalle api, di frutta appena matura, di potenza gustativa ed al tempo piena di freschezze da bosco. Con questa immagine fissa nella mente ascolto Marco e i suoi mille segreti per una potatura perfetta, ne fiuto la grande passione, l'amore per un terroir e per i prodotti da esso derivati. Nel fiero sguardo c'è l'essenza della stessa vita: fare le cose con amore è l'unico modo per ottenere risultati che compensino le tante amarezze o delusioni provate nella ricerca di una felicità sempre sfuggente. 
All'arrivo del crepuscolo non rimane dunque che assaggiare qualche etichetta, ancora campione di botte, ma già dal profilo strutturale/aromatico ben delineato.
Partiamo dal Baturlo 2015, Trebbiano e Malvasia uniti in matrimonio. Naso da pera Williams, si apre in successione su susina bianca, erbe officinali, fiori di glicine, mandorlo e ginestra. Vigne vecchie vendemmiate in tre tempi diversi: il trebbiano crea una dote di acidità e la malvasia porta a corredo mille aromi. L'impeccabile equilibrio fa da testimone del "sodalizio".
Proseguiamo con un Chianti il Diamine 2018, esclamazione tipica quando vi trovate ad assaggiare un vino simile. Grande attacco erbaceo e di furaneolo. Sembra un succo di lamponi freschi, tuttavia è in bocca che rivela il suo segreto: un perfetto tannino cesellato e asciugante. Lunga vita al Re!
Di terza battuta assaggiamo Il Giocoliere 2018, Sangiovese in purezza, esperimento dei due Marco (Cannoni e Mocali), perfettamente riuscito, gustoso e piacevole dal lieve petillant carbonico che necessita ancora riposo per essere domato. Un rosolio dal finale quasi di Alchermes. Unico.
Last but not least chiudiamo col Saeppolo 2009, Pugnitello IGT fuori da ogni schema. Vero genio e sregolatezza, rispecchia in toto il significato del suo nome: "giovane vita" o "giovane tralcio di vite". Infatti la gioventù impressionante di questo prodotto ormai entrato nella prima decade viene espressa da frutta nobile di mirtilli e ribes neri, balsamicità eleganti e spezie scure non invadenti dono delle uve e non di barrique ormai quasi esauste.
Manca una degna cornice a questo quadro bellissimo; lascerei dunque la penna (o meglio la tastiera) ad un celebre aforisma di Guillame Apollinaire: "di tanto in tanto è bene fare una pausa nella nostra ricerca della felicità ed essere semplicemente felici."

Di Luca Matarazzo
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Only Wine Festival: dal 27 al 28 aprile la VI edizione a Città di Castello

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di Giuseppe Motisi 


Conto alla rovescia per la VI edizione dell’Only Wine Festival che si svolgerà nel weekend del 27-28 aprile come di consueto nella splendida cornice di Città di Castello, in un’atmosfera sospesa tra il fascino di uno dei borghi medievali più belli d’Italia e la campagna umbra in piena fioritura primaverile. 

Per presentare questo festival enologico, nato per dare spazio alle giovani cantine ed oggi solido punto di riferimento per quelle aziende che puntano a far conoscere i propri prodotti sul mercato nazionale ed internazionale, è stato scelto uno degli angoli più suggestivi del centro storico di Roma: il Ghetto ebraico, dove si trova il Gran Caffè Rione VIII che ha ospitato la conferenza stampa dedicata appunto all’Only Wine Festival 2019. Alla preview romana dedicata alla kermesse enologica di Città di Castello, organizzata da Ac Company in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier, hanno partecipato Andrea Castellani, ideatore dell’Only Wine Festival, Riccardo Carletti, assessore al Commercio e al Turismo del comune di Città di Castello, Sandro Camilli, presidente di AIS Umbria, Tiziana Croci, delegata AIS di Città di Castello, e Chiara Giannotti, Wine and Food writer nonché testimonial della manifestazione di quest’anno. 

“Ci siamo resi conto, sei anni fa ormai, che nel panorama delle iniziative dedicate al vino in Italia, tantissime e di qualità, mancava una manifestazione dedicata ai giovani produttori - ha spiegato Andrea Castellani durante la conferenza stampa -. Da qui è nata la collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier che seleziona le 100 cantine protagoniste”. Perché 100 saranno appunto le aziende, in rappresentanza del mondo vinicolo di tutta Italia, che parteciperanno all’evento denominato anche ‘Salone nazionale dei giovani produttori e delle piccole cantine’. Oltre a loro una nutrita presenza di stand gastronomici con esposizione e degustazione di prodotti regionali, ed un’interessante e inedita selezione di cantine da Germania, Francia, Spagna e Georgia.

“È una manifestazione dedicata soprattutto ai giovani che si avvicinano per la prima volta al mondo del vino ed ancora una volta i protagonisti saranno i migliori 100 produttori under 40 – ha affermato Sandro Camilli che, in rappresentanza dell’Associazione Italiana Sommelier, ha spiegato la scelta dei criteri di selezione delle cantine -. Ad essere coinvolte saranno esclusivamente le case vinicole con meno di 15 anni di storia e le cantine fino a 7 ettari. A rispondere in prima persona della qualità dei loro vini saranno gli stessi produttori, che saranno sempre presenti ai banchi d’assaggio in entrambe le giornate”.

Qualità, curiosità e innovatività sono dunque le parole d’ordine che accompagnano da sempre la personalità del Salone nazionale dei giovani produttori e delle piccole cantine, un evento che dalla sua nascita ad oggi ha ottenuto un costante incremento di visitatori, con evidenti benefici anche per il turismo del territorio umbro. “Manifestazioni come questa ci aiutano nel nostro sforzo di promuovere il turismo in un Paese che è pieno di bellissime città e di suggestivi scorci – è stato il commento di Riccardo Carletti, assessore al Commercio e al Turismo del comune che ospita l’evento -. Città di Castello sta vivendo di turismo e Only Wine Festival accende i riflettori sulle nostre bellezze”.

Considerata l’ospitalità romana, alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato anche 4 delle 5 cantine del Lazio che saranno con i loro stand all’evento di fine aprile: cantina ‘Le Macchie’ di Castelfranco, azienda che si trova alle pendici del monte Terminillo, cantina ‘Muscari Tomajoli’, realtà emergente di Tarquinia che sta sperimentando la coltivazione di un vermentino corso, ‘Emiliano Fiori’, viticoltore la cui tenuta è situata alle pendici dei Castelli romani, e ‘SanVitis’, azienda agricola di Olevano Romano che punta tutto sul biologico. 


Rosé e piccole cantine dal mondo: le novità dell’edizione 2019

Diverse le novità introdotte quest’anno all’Only Wine Festival, tra le quali alcune aree tematiche dedicate a specifici vini: ci sarà l’Area Only Wine Rosè a cura di Francesco Saverio Russo e l’area Only Wine International a cura di Luca Martini, relativa ad una selezione dei giovani produttori e piccole cantine del mondo. In quest’ultimo spazio i protagonisti saranno i vini della Champagne, della Borgogna, della Mosella, della Spagna, della Georgia e della Croazia.


Come partecipare all’Only Wine Festival 2019 

Le modalità di accesso e degustazione si basano su 2 distinte tipologie di biglietti di ingresso, acquistabili direttamente alle biglietterie oppure online: 


Degustazioni libere con un ticket da € 25 acquistabile in biglietteria (€ 20 se il ticket è acquistato sul sito); con questo biglietto è possibile accedere a tutti i banchi d’assaggio ed ottenere un calice e porta bicchiere. L’ingresso alla manifestazione senza ticket degustazione è di € 10 per persona. 


Degustazioni guidate tramite acquisto diretto sul sito web della manifestazione del ticket per le degustazioni guidate dai migliori sommelier d’Italia e del mondo, come Luca Martini (Migliore Sommelier del mondo 2013), Roberto Anesi (Miglior Sommelier d’Italia 2017), Maurizio Dante Filippi (Migliore Sommelier d’Italia 2016), Andrea Galanti (Migliore Sommelier d’Italia 2015). 

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Edizione 2019 di 5StarWines: ecco perché centinaia di produttori vinicoli sono già iscritti alla selezione.

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La selezione di vini 5StarWines, organizzata a Verona da Vinitaly, si prepara all’edizione 2019. L’evento si terrà dal 3 al 5 aprile prossimi. Una giuria di esperti, tra cui 8 Master of Wine e 3 Master of Sommelier, degusterà e premierà i migliori vini. Grazie alla proroga di una settimana i campioni possono essere inviati ancora fino al 22 marzo, ma centinaia di cantine hanno già deciso di far partecipare i propri vini: ecco il perché.


5StarWines, dal 3 al 5 aprile 2019 a Verona, fornisce ai produttori vinicoli la possibilità di dare ulteriore valore ai propri prodotti e al lavoro che vi sta dietro. Non solo affidando a una giuria di esperti il compito di assegnare un riconoscimento di prestigio ai vini selezionati, ma anche impegnandosi a rafforzarne la visibilità e la rete commerciale attraverso iniziative e canali internazionali.

Ogni anno, in aprile, Verona diventa la capitale mondiale del vino. Tra le eccellenze che si radunano nella città scaligera, accanto ai buyer e ai rappresentanti di cantine vinicole, si trovano Master of Wine (10 confermati), Master of Sommelier, diplomati WSET, VIA Expert e Ambassador, enologi e giornalisti. Sono proprio queste massime cariche dell’expertise in materia di vino a degustare i campioni partecipanti a 5StarWines.

In particolare, quelli di Master of Wine e Master of Sommelier sono i titoli più alti conseguibili in campo enologico. Se il valore di un vino si riflette nell’importanza di chi lo giudica, prendere parte a 5StarWines ed essere tra i vini selezionati significa raggiungere una comprovata certificazione di qualità

Pedro Ballesteros Torres MW, editorialista nonché docente e giudice in molti concorsi enologici, commenta: «5StarWines è uno strumento potente per i produttori vinicoli italiani perché dà loro la chance di avere un feedback da esperti di massimo livello da tutto il mondo». Stevie Kim, Managing Director di Vinitaly International, aggiunge: «Il nostro panel di giudici è per lo più internazionale perché vogliamo fare in modo che i produttori italiani vendano all’estero. Se vogliamo che i nostri vini soddisfino i palati al di fuori dell’Italia, una strada ottimale è farli degustare da esperti internazionali».

Dopo la recensione dei giudici, il primo strumento di internazionalizzazione che 5StarWines mette a disposizione dei produttori è 5StarWines – The Book. Si tratta di una guida che raccoglie i vini partecipanti che hanno ottenuto una votazione di almeno 90/100. A ognuno di questi vini è dedicata una pagina corredata di foto, informazioni sull’azienda, punteggio 5StarWines e note di degustazione del panel. 

Ciò che fa di tale pubblicazione un grande vantaggio per il business di ogni produttore è il fatto che la guida venga poi distribuita – in formato cartaceo e digitale – in tutta Italia e all’estero. Questo avviene in occasione di fiere specializzate, di incontri B2B e di altri eventi di settore che espongono le cantine incluse nella guida ai protagonisti chiave del mercato di riferimento. 

Una delle opportunità più significative per i produttori selezionati da 5StarWines è quella di accompagnare le tappe del Vinitaly Tour all’estero con masterclass a loro dedicate. Agli ospiti, importanti operatori del settore, viene offerta la possibilità di degustare alcuni tra i vini pubblicati nella guida. Rafforzando le opportunità di business sia dei produttori che dei buyer invitati, l’iniziativa si è mostrata molto efficace in termini di cross promotion. 

Commentando i risultati riportati da Vinitaly Russia lo scorso novembre, Stevie Kim ha spiegato come lo scambio tra i produttori in queste occasioni giochi un ruolo chiave nella crescita del vino italiano sui mercati esteri: «Alcuni giudici stranieri di 5StarWines sono anche invitati a OperaWine, il gala di apertura di Vinitaly che celebra i produttori scelti dalla rivista Wine Spectator. Durante la fiera di Verona, in aprile, ci assicuriamo che i buyer coinvolti nelle tappe all’estero partecipino a Vinitaly Incoming program sponsorizzato da ICE – Italian Trade Agency. 5StarWines fa dunque parte di un progetto più ampio di promozione che si sviluppa durante tutto il corso dell’anno».

In questo programma promozionale, l’incremento della visibilità delle aziende online ha un ruolo essenziale. 5StarWines ha attivato una partnership con Wine Searcher, motore di ricerca per l’acquisto di vini online che si è negli anni affermato anche come strumento di informazione e punto di riferimento internazionale. Il portale si appoggia a un database che conta ad oggi oltre sei milioni di voci ed è in costante aggiornamento: è lì che finiscono i vini premiati da 5StarWines, in una sezione del portale dedicata ai giudizi dei critici “Wine Critics & Wine Scores”. In questa sezione, i vini premiati sono pubblicati con i dettagli del produttore, dell’annata, il prezzo medio e la valutazione ottenuta durante 5StarWines.

Al portale accedono milioni di utenti ogni giorno; non solo per acquistare e ricevere direttamente a casa il vino degustato in cantina, ma anche per trovare news, profili delle regioni vinicole e curiosità sui vitigni. Grazie all’app mobile, disponibile in più lingue, Wine Searcher segue gli utenti in qualunque contesto e può essere consultato in ogni momento.

A proposito di mobile, a 5StarWines è inoltre dedicato un servizio di push notification sull’app Vinitaly. Ogni buyer che visita la fiera installa sul proprio smartphone questa applicazione. Appositi dispositivi dislocati all’interno dei padiglioni segnaleranno la presenza degli espositori selezionati da 5StarWines a tutti i visitatori che si trovano nelle vicinanze dei relativi stand. Un ulteriore strumento per catturare l’attenzione di figure chiave per il business. 

La selezione 5StarWines avverrà tramite degustazioni alla cieca durante i giorni 3, 4 e 5 aprile, con parte del 3 aprile dedicato alla sezione Wine Without Walls che valuterà i vini naturali, biodinamici e a basso tasso di solfiti. La precedente scadenza del 15 marzo ha ricevuto una proroga, perciò le cantine interessate a partecipare possono sottoporre i propri campioni fino al 22 di Marzo. Per le modalità operative, l’iscrizione e le promozioni speciali attualmente attive rivolgersi a italia5star@vinitalytour.com.



5StarWines – the Book è la selezione annuale di vini organizzata da Vinitaly. Tenuta appena prima della più grande fiera italiana sul vino al mondo, 5StarWines è una degustazione di tre giorni che punta i riflettori su tutte quelle cantine che investono nel miglioramento dei loro prodotti. Durante l’evento, una giuria di professionisti del settore altamente qualificati degusta e da un voto in centesimi ai vini partecipanti. Nell’ultima edizione, più di 2700 bottiglie hanno preso parte alla selezione, di cui 625  sono state selezionate e quindi inserite nella guida 5StarWines – the Book. Questa è uno strumento utile sia sul versante promozionale che su quello commerciale. Introduce buyer internazionali e wine lover di tutto il mondo a nuovi prodotti vitivinicoli di grande valenza. È garanzia di qualità per i vini in essa contenuti e certifica il loro valore a livello internazionale.



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Tabarrini, il Sagrantino tra innovazione e tradizione

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In tanti anni mai avevo vissuto una simile esperienza. Giampaolo Tabarrini è un vero vulcano, un fiume in piena di aneddoti, degustazioni e filosofia. C'è molto di Nietzche in lui, della sua "stella danzante" presente in noi sin dalla nascita. Metodologie che hanno un sapore antico da "recherche du temps perdu" (per citare Proust), ma impiantate in una veste moderna praticamente inscalfibile.
Vengo accolto fin dalla porta di ingresso con quel senso di ospitalità di un amico che non vedevi da tempo. Bicchiere subito in mano, poche parole e via a far da assaggiatore ufficiale delle "anteprime delle anteprime". Tutti vini ancora in fermentini, made in 2018, per individuare da astuti maghi Merlino dell'enologia i possibili scenari (evolutivi) cantati da Cesare Cremonini.
Cantina hi-tech di un rilassante color acciaio smaltato, luci a led di intensità regolabile che garantiscono una rispondenza rifrattiva pari al 96%, quasi meglio della luce solare. Camminiamo lungo un sentiero satinato, per fermarci alla botte inox del trebbiano spoletino "Ad Armando", annata 2017. Giampaolo ha lo sguardo da Sfinge di chi segretamente pensa "bene ma non benissimo", ricordando le vette memorabili toccate nell'anno precedente, quando fu premiato dalla Guida Vitae con il massimo riconoscimento (4 VITI), entrando nell'Olimpo dei bianchi italiani. Io invece non riesco neanche a trovare le parole, avrei bisogno di sedermi con calma farmi preparare dalla sua mamma (la signora Franca) un piatto di salumi e formaggi locali e... tanti saluti a tutti. Invece non ho tempo neppure per respirare, perché subito piombo nell'assaggio del campione di botte 2018, ritenuto imperioso. Improvvisamente capisco quello sguardo, ascoltando sentori totalmente diversi; dalla frutta tropicale e idrocarburo che potrebbe alla lunga portare leggera stanchezza (alla lunga significa dopo le prime 2 bottiglie), si passa invece a una fragrante freschezza di pompelmo giallo, pera Williams e cedro del Libano (nonostante ancora 4 g/l di residuo zuccherino da svolgere). Fatto questo dovuto passaggio per il prodotto del futuro di Montefalco, che porterà lustro all'intera Denominazione, andiamo verso l'artiglieria pesante da bombarda medievale: i tre Sagrantini oggetto di culto tra gli appassionati, nati da tre diversi appezzamenti e con sensazioni completamente differenti.
Si parte col Campo alle Macchie, famoso per il lunghissimo riposo a contatto con le bucce (a volte quasi dodici mesi). Terreni rivolti a Est su due parcelle. Nessuna inoculazione di lieviti selezionati, niente malolattica, colore già perfettamente rubino e limpido, dotato al naso da furanolo in quantità industriale, piacevolissimo, di fragola in confettura e bocca di rosa alla Fabrizio De Andrè. I tannini sono sorprendentemente eleganti e setosi, vibrano pizzicando leggermente la punta della lingua e creano densità uniche. Seguitiamo verso il Colle Grimaldesco, molto più fresco e sapido del precedente, con vigneti più datati (ormai maggiorenni) dalla speziatura scura intensa e dai petali di rosa rossa delicati, avvertiti appena scavallata una chiusura nasale possente come uno scrigno delle meraviglie. Concludiamo infine il grand tour con il Campo alla Cerqua Sagrantino di Montefalco DOCG 2018, per complessivi 0,9 ettari, circa 2000 preziose bottiglie pluripremiate. La perfezione del concetto di Sagrantino dal colore scuro violaceo e olfatto di mora di rovo e radici con sbuffi balsamici al sapor mentolato. Sorso ampio, appagante, aromi di bocca di chinotto, pepe nero e amarene sotto spirito. Una palla di cannone che va dritta al cuore e che trasmette gioia di vivere. La stessa che mette da sempre l'irrefrenabile Giampaolo Tabarrini nei suoi vini e che mi fa capire il senso delle parole di Confucio: "Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neppure un giorno in tutta la vita"

di Luca Matarazzo
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LE “PILLOLE” ECONOMICHE DEL VINO: NEL MESE DI MARZO IL FOCUS SULLE DONNE

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L’8 MARZO SIGNORVINO SOSTIENE DOPPIA DIFESA ONLUS NELLA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE

Verona 1 marzo 2019_ Le analisi di consumi di Signorvino proseguono nel mese di marzo per divulgare dati e brevi analisi che sappiano dare indicazioni al settore, stavolta in riferimento alle donne. Da un’osservazione diretta negli store, si è potuto riscontrare che le donne che entrano nei negozi di vino pongonoattenzione alle novità e manifestano una curiosità maggiore degli uomini. Spesso non hanno uno schema predefinito sui vini da acquistare, la selezione avviene realmente sullo scaffale ed apprezzano sempre il consiglio di un esperto. In tema di gusti invece si può rilevare che prediligono vini freschi ed eleganti. Con un’età mediamente maggiore, l’acquirente uomo invece sa già cosa scegliere e punta sul prestigio dell’etichetta, cercando vini strutturati ed importanti.

Dallo studio emerso monitorando i 15 punti vendita di Signorvino si evidenzia un netto trend di crescita della presenza femminile negli store, con posizioni di addetto alle vendite ma anche come responsabili dei locali con un aumento del 8,5% di assunzioni rispetto allo scorso anno, fino ad arrivare ad oltre 40% di donne impiegate sul totale. Negli uffici la crescita è del 10% per un 51% di donne lavoratrici, mentre nelle attività di magazzino i dati restano sostanzialmente invariati rispetto allo scorso anno, registrando un 68% di donne addette a tali mansioni. Se guardiamo invece alle vendite delle bottiglie prodotte da donne (150 etichette oggetto dello studio) è stato calcolato un’incidenza dell’11% a valore sull’incassato, senza variazioni sull’anno precedente.

L’8 marzo Signorvino vuole celebrare le donne del vino: lavoratrici e produttrici, comunicatrici ed addette alla vendita ma anche le consumatrici sempre più attente ed appassionate. In tutti gli store di Signorvino le donne avranno un calice di benvenuto in omaggio, un messaggio che la catena vuole urlare, un NO convinto alla violenza sulle donne. E’però importante anche sensibilizzare il pubblico maschile ad una tematica purtroppo sempre più attuale. Pertanto in occasione della Giornata internazionale delle donne Signorvino dona un contributo alle attività istituzionali della Fondazione Doppia Difesa Onlus, costituita da Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno, che offre gratuitamente supporto legale e psicologico alle vittime di violenze.

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La nuova programmazione del canale Sky 815!

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Cari Winetvlovers

È iniziato il nuovo palinsesto di Wine Tv con tanti video inediti che, siamo sicuri, sapranno conquistarvi.

Iniziamo con la quarta e ultima puntata del Miglior sommelier d’Italia 2018.

Seguite l’avvincente sfida del concorso più ambito nel mondo della sommellerie. Due i finalisti che si sono distinti per preparazione, competenze e abilità comunicative. Soltanto uno però potrà indossare la tanto agognata fascia e essere incoronato Miglior sommelier d’Italia – premio Trentodoc.

 Vi porteremo poi a scoprire una nuova azienda di Bolgheri, Tenuta Campo al Signore. I due proprietari, Luca e Valentina, dopo aver ristrutturato un casale nella calda e accogliente terra dell’Alta Maremma, si sono dedicati alla produzione di grandi vini che sanno essere piena espressione del territorio.

Prosegue il viaggio di Wine Tv alla scoperta dei migliori ristoranti di Roma. Eleonora De Venuti, con il format In Vino Capitale, ci accompagnerà a conoscere La Pergola.

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Le vesti del Sangiovese 2.0

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di Cristiano Cini e Simona Bizzarri

Sappiamo tutti quanto il territorio sia importante e significativo per definire la qualità di un vino. Ma in che misura conta? Quanto cambia uno stesso vitigno da zona a zona, da collina a collina, da filare a filare? E quanto è rilevante la mano dell’uomo che lo coltiva e lo accompagna dalla pianta alla bottiglia? Riflessioni che da sempre animano il mondo del vino e che sono state poste al centro del tavolo di approfondimento Sangiovese 2.0.

Un’idea semplice ed efficace per analizzare le espressioni interterritoriali di questa varietà nelle diverse aree del Chianti classico e del Brunello di Montalcino. Perché il Sangiovese, vitigno che troneggia in Toscana, ha la straordinaria capacità di cambiare veste a seconda di dove lo incontri. Sa cosa indossare e dove. Maggiore freschezza e facilità di beva per una passeggiata nel Chianti Classico o più struttura e longevità per osservare un tramonto da Montalcino.

E nella prima edizione dell’evento Sangiovese 2.0 la sfida è stata proprio quella di mettere a confronto 18 vini di 2 denominazioni, di 6 differenti aziende e di 3 diverse annate. Una verticale - orizzontale per scrutare e indagare ogni aspetto.

Ad accogliere i partecipanti alla splendida tenuta Moceni, il presidente di Enoclub Siena Davide Bonucci che ha pensato e organizzato la particolare iniziativa.

Le aziende partecipanti, per il territorio del Chianti Classico, sono state Capannelle, Casa al Vento e Bindi Sergardi mentre, per il territorio di Montalcino, Castello Tricerchi, Terre Nere e Argiano.

Una breve presentazioni delle cantine prima di immergerci nella degustazione delle etichette poste sull’elegante tavolo.

L’azienda Capannelle, situata nel cuore delle colline di Gaiole in Chianti, è dal 1975 una delle più interessanti realtà del mercato vinicolo in Italia. Si estende per circa 20 ettari di cui 16 di vigneto e produce circa 80.000 bottiglie di vino all’anno. Fiore all’occhiello della cantina, il famoso caveau, realizzato in acciaio e dotato di sistemi di controllo di temperatura e umidità, dove i clienti più esigenti possono conservare le loro bottiglie più preziose.

Poco distante, troviamo Borgo Casa al Vento. Un tempo dimora di mezzadri, è il frutto di un sapiente restauro ad opera della famiglia Gioffreda che, nei primi anni ’90, ha ridato lustro a questo meraviglioso gioiello di architettura rurale. La tenuta si estende per circa 20 ettari di cui 8 vitati, per una produzione totale di 35.000 bottiglie. Il rispetto della terra e dei suoi frutti, ha invocato la scelta del biologico.

La famiglia Bindi Sergardi vive a Siena dal 1349 e mantiene vive le tradizioni di 23 generazioni nelle tre tenute di I Colli, Marcianella e Mocenni. Quest’ultima, situata nel comune di Castelnuovo Berardenga, risale al 1067 e il suolo roccioso ricco di alberese e galestro regalano al sangiovese un’inconfondibile identità. Nella filosofia della famiglia, ogni vino dovrebbe essere un ringraziamento ai luoghi e alle persone.

Passiamo poi a Montalcino per conoscere Castello Tricerchi, tenuta che si estende per 400 ettari nel versante nord. Al centro della proprietà, sulla via Francigena, si erge il Castello, costruito nel XIII secolo e completato nel 1441 dalla famiglia Tricerchi. I vigneti della cantina, impiantati nel 1995 e nel 2003, sono coltivati a Sangiovese per 13 ettari e sono suddivisi in 7 distinti appezzamenti. I suoli sono caratterizzati da presenza di sabbie e argille calcaree.

L’Azienda Terre Nere si estende su una superficie di 15 ettari a 280 metri sul livello del mare, a sud sud-est, a 10 chilometri da Montalcino. I 10 ettari vitati, in località Castelnuovo dell’Abate, sono sul pendio sulla cui sommità si erge il Castello della Velona. Sono inseriti in un contesto di squisita bellezza, circondati da boschi incontaminati e con un microclima ideale per la coltivazione della vite. La produzione annua è di circa 50.000 bottiglie.

Infine troviamo Argiano, una delle più antiche aziende vinicole di Montalcino con una storia rinascimentale e una storia di 500 anni. Sistende per 135 ettari di cui 57 vitati nell’angolo sud-ovest di Montalcino a circa 300 metri sul livello del mare. L’azienda fu tra le fondatrici del Consorzio nel 1967. UN’attenta ricerca sui terreni ha portato all’identificazione dei vari micro-terroir e alla consapevolezza della composizione dei suoli a diverse profondità. Questo permettere di produrre Brunelli con sfaccettature diverse.

Le annate degustate nella scacchiera sapientemente disegnata da Davide Bonucci, sono state 2012, 2013 e 2014 più un singolo 2015 di Bindi Sergardi (che non ha prodotto la 2014).

L'aspetto più divertente e istruttivo è stata la possibilità di approfondire in verticale per ogni singola azienda l'interpretazione di annate diverse, tra l'altro anche la difficoltosa 2014 e capire come i produttori le hanno gestite per evidenziare la territorialità e le unicità dei loro vini. Stili diversi, interpretazione dell'uomo che cerca di non sovrastare il potenziale del territorio, cambiamenti nel rapporto con il legno, l'esigenza sempre crescente (nelle ultime annate) di togliere apporto di una mano per esaltare la singolarità del luogo d'origine. Sempre maggiore la consapevolezza di un'identità, qualcuno già definita nel tempo attraverso annate prodotte, altri più recentemente indirizzati nella strada maestra. Giudizio assolutamente positivo per un'iniziativa intelligente che spazia nella diversità dell'origine come valore, come ricchezza.

Un format innovativo e interessante che ha lasciato spazio al dibattito e alle osservazioni di ogni partecipante e che potrebbe, in futuro, aprirsi ad altri territori e altre diverse espressioni del Sangiovese.

Noi ci saremo seguendolo con grande interesse e… perchè no magari con un video!

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Il Lambrusco alla conquista della Toscana

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Diciamo la verità, quanti immaginano il lambrusco come un compagno ideale di merende, accanto ad uno gnocco fritto, una salamella, una piadina con lo squacquerone e due foglie di rucola?

Robe semplici per un prodotto inchiodato al livello di vino grossolano e immediato. Per fortuna c'è chi, come il pluripremiato Sommelier Davide D'Alterio, neo-Ambasciatore del Lambrusco per il periodo 2018/2019, ha saputo ricercare, studiare e scoprire le mille virtù di un prodotto le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Non stupisce il fatto che la Vitis Labrusca sia probabilmente la progenitrice della maggior parte dei vitigni correnti in uso. Perché? Perché porta con sé la storia delle difficoltà vissute nei secoli dagli agricoltori primitivi nel cercare di addomesticarla, rendendola ermafrodita, meno produttiva ma con più qualità del frutto. Un piccolo Amarcord felliniano rimane, soprattutto nel Sorbara, dotato di acinellatura dovuta alla differenziazione sessuale (femminina) che necessita di altra pianta (in genere Salamino) per l'impollinazione floreale. E' quanto accade anche al Picolit in Friuli, alla Pepella in Campania e pochissimi altri al mondo!

Ritorniamo al "lambruschino", magari nella sua bella lattina retrò anni '60 (detto tra noi comunque il recipiente migliore per esaltare le bollicine); quanto conta una corretta comunicazione, onde evitare pesanti danni commerciali, cui porre riparo è arduo e faticoso. Tante le combinazioni possibili, sia in purezza che in blend, con fermentazioni spontanee o lieviti selezionati, in tini di acciaio o legno, charmat, metodo classico o ancestrale (c.d. "col fondo"), pari a quelle di un cubo di Rubik.

In questo rompicapo enologico, nella splendida cornice di Villa Severi ad Arezzo e grazie alla Delegazione A.I.S. guidata da Massimo Rossi, Davide ci prende per mano con la sua bravura, con passione e abnegazione, togliendo il velo di ipocrisia e prevenzione usato nei confronti di un mondo misterioso e proponendo 5 aziende memorabili.

La prima etichetta, il "San Vincent" di Gianluca Bergianti appare subito rosa chiaretto, lievemente torbido nel bevante. Sintomo di artigianalità indubbiamente, ma soprattutto di rifermentazione in bottiglia a mò dei contadini del bel tempo che fu. Naso di frutta rossa e fiori appena colti, al gusto cresce per note agrumate, balsamiche, saline (date dalla presenza discreta dei lieviti). Espressione sublime di vita, sembra di mordere un'arancia rossa con tutte le sue fibre. Produttore della zona di Carpi, lontano dai siti storici e dai riflettori. Biodinamico in purezza, Gianluca non manca di aiutare chi è in difficoltà, come i ragazzi autistici che lo seguono nelle operazioni in vigna. Botti di cemento per 36 mesi prima di essere commercializzato.

Passiamo ondivaghi verso un meraviglioso metodo classico "Trentasei" di Cantina della Volta. Terreni alluvionali che donano al vino un petillant fine e persistente color cerasuolo dai vividi riflessi rubini. Già da lontano emerge un file rouge fatto di fiori rossi, frutta acerba al ribes e lampone. Erbaceo. Bocca piena, voluminosa, il lampone diventa quasi gelèe e chiosa su una sapidità a dir poco vibrante dai tannini non invisibili. Azienda di Bomporto vicina alle famose Chiuse di Mantova, Cristian Bellei vuole omaggiare il padre Beppe forse il primo in tutto il Centro Italia ad avviare la tecnica della spumantizzazione.

Charmat (e che Charmat) per il terzo in batteria Cantina Paltrinieri "Lariserva". Le bollicine lente e finissime ingannano i sensi, smitizzando leggende di degustazione. Ciò che davvero importa è il contenuto. Colore giallo sabbia, quasi champagne. Note olfattive di frutta morbida, mielosa, fiori di zagara, ginestra e spezie dolci. The yellow submarine dei Beatles. Al palato troneggia una acidità da pesca bianca, mela verde e scorzetta di cedro. Per nulla sapido, molto avvolgente. Tra i fiumi Secco e Tanaro campi d'elezione per il Sorbara è nato casualmente dall'averlo dimenticato per un anno con ancora i lieviti in sosta. Unica Riserva assaggiabile e il primo ad evitare blend con altre tipologie, preferendo la purezza.

Continuiamo col "Rossoviola" - Vigneto Saetti, 100% naturale dal tipico colore rosso purpureo, scuro e intenso. Niente solforosa aggiunta, in rispetto alla filosofia di Steiner. Naso da visciola matura ed amarena Fabbri e petali di violetta macerati. Nulla di più, nulla di meno. Gradevole ed agile, la sua freschezza di ciliegia, la lieve balsamicità e una speziatura nera lo rendono adatto allo zampone e/o cotechino delle feste. Etichetta satinata su ogni bottiglia, vino elegante sia dentro...che fuori.

L'ultimo campione in assaggio è il "Fontana dei Boschi" di Vittorio Graziano, "IL" Lambrusco per antonomasia. Veste violacea dai sentori ancora di botte, vinosi, potenti. More selvatiche, chiodi di garofano e vin brulè uniti a petali di rosa appassiti. Gusto tonico, asciuga tutto grazie ai tannini poderosi. Agrumi e mineralità fanno da cornice ad un Grasparossa strutturato che ti riporta alla memoria nel passato, quando si vinificava in maniera naturale raccogliendo le uve solo in stato di maturità avanzata. Un viaggio nella memoria accompagnati da un grande Maestro come Davide D'Alterio


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14° ANTEPRIMA VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO 2019

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Benvenuti a San Gimignano, sintesi tra paesaggio, sapere, arte e cultura tutto questo in poco meno di 800

ha ( solo per Vernaccia) e 40 produttori che presentano i loro vini.

La conferma di un territorio unico che regala sapidità ed equilibrio, ma più di tutto una longevità fuori dal

comune.

Abbiamo assaggiato per voi:

- 2018 Le Calcinaie : oro luminoso. Balsamico, vegetale ed agrumato chiude in un leggero salmastro. Sul

palato un grip acido notevole, a tutto pompelmo, chiude sapido mostrando un buon potenziale.

Teruzzi : oro luminoso, mentolato, pera, gesso, iodio e vegetale. La sapidità vince a mani basse,

comanda lei! Impronta di grande scorrevolezza e piacevolezza, non interessa il centro bocca, ma la beva e

la chiusura risulta oltraggiosamente minerale. Da bere e ribere.

- 2017 Il Colombaio di Santa Chiara "Campo alla Pieve": paglierino verdolino accecante nella sua

luminosità. Cedro, mughetto, polvere di gesso, mela verde e agrume. Palato teso e sapido buona la

concentrazione nel centro bocca, stupisce su questo aspetto, si affaccia l'agrume sconfitto però da una scia

sapida iodata dal sapore di alga, bella lunghezza di gusto.

Signano riserva "La Ginestra" : oro caldo e luminoso, susina, mela cotogna, cedro candito, pan

brioche, biscotteria da forno, burro di noccioline e poi alloro e anice stellato. Ricco pieno avvolgente di

ottimo volume liquido e grande energia sapida. Chiude salato e tremendamente elegante.

- 2016 Cesani riserva "Sanice" : oro caldo e luminoso. Fiori gialli, frutta secca, fico e dattero, fieno, iodio e

alga marina. Strepitoso equilibrio e immensa sapidità, ottimo volume liquido figlio della concentrazione,

Pieno e soddisfacente il palato, un potenziale evolutivo enorme ma non si disdice di certo la beva attuale.

-2015 Casale Falchini riserva "Vigna a Solatio": un'oro molto invitante che vira su tonalità calde. Tiglio, erbe

aromatiche, pera matura e miele d'acacia. Una vena di calore che favorisce l'apertura del vino sul palato,

media freschezza e tanta sapidità, elegante e largo nel centro bocca, rotondeggiante.

Montenidoli "Carato": oro caldo e lucente. Noce moscata, burro, tostato, frutta secca, pesca matura,

erbe aromatiche, resina e iodio. Bocca larga e saporosa, equilibrio nella sapidità marcata, avvolgente e

ricco, elegante fuoriclasse, nella targa si legge chiaramente San Gimignano, anche da lontano.

Panizzi riserva: oro acceso, agrume, povere di gesso, mela, vegetale, susina, balsamico e iodato. Bocca

agile e fresca, dinamico di media avvolgenza, scorrevole sino a perdersi nella sapidità. Lungo nel sapore

come nel potenziale evolutivo.

Ci siamo proprio divertiti, penso che torneremo presto a San Gimignano.

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Wine TV: un palinsesto tutto nuovo!

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Cari Winetvlovers,

nuovo palinsesto, nuovi video da scoprire e gustare.

 Iniziamo con la terza avvincente puntata della sfida Miglior sommelier d’Italia 2018.

Conclusa la prova scritta è il momento, per i ragazzi, di conoscere chi dovrà salire sul palco per affrontare la semifinale. Soltanto in 4 potranno proseguire la gara e contendersi l’ambito titolo.

Primo appuntamento con il talk show Retro etichetta dove il nostro Marco Rossi si confronterà con eccellenti ospiti sugli argomenti più insidiosi e discussi del mondo del vino. In questa puntata parleremo di fermentazioni spontanee o controllate.

 Nell’attesa di svelare la nuova etichetta che sarà presentata al Vinitaly, andiamo a conoscere l’innovativa azienda Luxoro attraverso il racconto delle creazioni degli scorsi anni.

Prosegue il viaggio di Wine Tv alla scoperta dei migliori ristoranti di Roma. Eleonora De Venuti, con il format In Vino Capitale, ci accompagnerà a conoscere Il Pagliaccio.

Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube.

Seguiteci anche sulla nostra pagina Facebook e su Instagram.

Per sapere tutti gli orari della messa in onda vostri format preferiti basta consultare la Guida Tv sul nostro sito.

Buona visione e buon vino a tutti!

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Bangkok Bucket List

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5 posti imperdibili + 1 per degustare grandi vini e piatti imperdibili con il giusto abbinamento musicale


di Marco Rossi


Bangkok, con i suoi quasi 9 milioni di abitanti è oggi una delle città più floride e dinamiche d’Asia, tanto da essere paragonata per competitività a Singapore e Hong Kong, queste erano le poche info che avevo prima di sbarcare nella capitale della Thailandia per la prima volta


Guardano fuori dal finestrino dell’aereo in fase di atterraggio si inizia ad intravedere uno skyline unico che ricorda più una vorace bocca che il profilo di una città moderna.

Bangkok per definizione è una città che ti “mastica” e risucchia le energie, partendo da un clima non proprio amichevole con il 90% di umidità e un traffico che non ha eguali neanche nella non troppo distante Cina.


Una città che, nella sua zona centrale e più confortevole, respira su tre livelli: uno quello della strada, l’altro la famosa Sky Walk e per finire il livello dei palazzi e dei grandi centri commerciali collegati tra di loro


Descritta così, Bangkok potrebbe incutere timore ma con la giusta guida si trasforma in un terreno florido e ricco di piccoli tesori nascosti per i vari gourmet erranti.


Ho avuto la fortuna di avere come guida nientemeno che Gaggan, uno degli Chef più noti del momento. Due stelle michelin, uno occhio di riguardo da parte dei 50 Best, indiano di origine e discepolo di Ferran Adrià nella leggendaria cucina di El Bulli, sulle spalle tante iniziative e un piatto ormai diventato leggenda, “Lick it Up”!


Lo so, non è da tutti poter seguire un cicerone di questo calibro ed è proprio per questo che ho deciso di condividere i luoghi e i sapori di una Bangkok che non dimenticherò mai e che vi consiglio vivamente di provare.


Ecco la mia Bucket List con abbinamento musicale in pieno stile Gaggan (mi perdonerà se ho travalicato i confini del Rock)


1- Meatliscious 

No. 8 Soi Passana 3 (Ekamai Soi 6) Phra Khanong Nuea Vadhana, Bangkok,10110


Un’esperienza imperdibile, un viaggio all’interno delle frollature estreme e del fuoco vivo, tra tagli di carne e una selezione di vino divertente e dinamica come lo staff principalmente di lingua Spagnola.

Consiglio di sedere al bancone per non perdere neanche un secondo del lavoro svolto dai ragazzi in una cucina a vista che sa di tradizione grazie alla grande griglia al centro ma che ha il sapore di modernità con salse ben studiate che bilanciano i sapori tipici della Thailandia con il gusto più occidentale per un percorso BBQ che “marchierà a fuoco” la vostra memoria gustativa per i giorni a venire


Piatto da non perdere: “Tre dita di bistecca su stracciatella e avocado”

Vino da Assaggiare: Domaine Buillot Brouz “La Myotte” Vielles Vignes 2015

Ascoltando: Woman - Wolfmother


2- Mihara Tofuten

159/3 Sathon 7 Alley, Khwaeng Thung Maha Mek, Khet Sathon, Krung Thep Maha Nakhon 10120


Venticinque litri di acqua fresca che arrivano tutti i giorni dal Giappone per dare vita ad un Tofu dal sapore delicato e netto come la cucina che sperimenterete

Il nome stesso del ristorante è specchio del tipo di esperienza che andrete a fare.

Verrete immersi in un menù degustazione da 16 portate, specchio perfetto di una cucina basata su tecniche e ingredienti giapponesi con contaminazione “piccante” tipica di Bangkok e memorie d’India. Cena rigorosamente al bancone con cucina a vista e un cicerone d’eccezione, il sommelier globetrotter Gavin che con eleganza e un sorriso sincero sempre stampato in volto, stuzzicherà le vostre papille gustative con abbinamenti cha vanno dal Sakè al vino naturale passando per il tè.


Piatto da non perdere: French onion sukiyaki experience with A5 wagyu & momen tofu

Vino da assaggiare: Benedicte & Stephane Tissot, Chateau-Chalon 2010 formato 620ml

Ascoltando: Blue Foundation - Eyes on fire


3- Gaa

68/3 ถนน หลังสวน Khwaeng Lumphini, Khet Pathum Wan, Krung Thep Maha Nakhon 10330, Bangkok


Garima Arora è la prima Chef indiana donna ad aver preso una Stella Michelin. Dopo solo 18 mesi dall’apertura, le 14 portate di Gaa hanno messo tutti d’accordo, una cucina indiana sussurrata e perfettamente bilanciata in cui il carattere delicato della persona dietro i piatti contamina in maniera evidente le portate. La presentazione stessa, con ogni membro della brigata di cucina a spiegare i piatti, assomiglia ad un delicato concerto da camera più che ad una performance rock. Sapori tradizionali reinterpretati per divertire senza la pressione e la necessità di dover stupire. Si può essere ascoltati e uditi tra la folla e nella confusione di Bangkok anche senza urlare.


Piatto da non perdere: Mushroom, Egg Noem, Yeast Acquafaba

Vino da assaggiare: Langhe Nebbiolo Disanfrancesco 2015

Ascoltando: Francoise Hardy - Tous le garcons et les filles



4- Chairoj

Thanon Si Ayutthaya, Khwaeng Thung Phaya Thai, Khet Ratchathewi, Krung Thep Maha Nakhon 10400, Bangkok


Quando si ha il privilegio e la fortuna di essere traghettati attraverso il mare magnum della Bangkok gourmet da uno chef di assoluto livello come Gaggan ci si aspetta di approdare quasi esclusivamente in locali da fine dining o al massimo davanti al cibo street-food della settantenne Jay Fai. Come è solito fare, lo chef di origine indiana ha stupito tutti ancora una volta portandoci alla scoperta di uno dei suoi ristoranti di cucina Thai preferiti, il Chairoj.

Locale con oltre 60 anni di tradizione è praticamente introvabile se pur situato su di una strada ad alta percorrenza e con un buon passo. Da fuori sembra quasi un garage, al suo interno la proprietaria, una signora dall’età indecifrabile che fa ancora i conti con il pallottoliere vi accoglierà o vi allontanerà a seconda dell’umore della giornata. Piatti tipici locali estremamente speziati con lemongrass che spunta all’interno di ogni portata, “ceramica” in plastica dura consumata e intrisa dei “km” percorsi dai camerieri nei molteplici servizi per un’esperienza culinaria che ha il sapore dell’anima più profonda di Bangkok.

Possibilità di assaggiare varie prelibatezze, ogni piatto ha il medesimo costo di 100Bh ovvero meno di 3€


Piatto da non perdere: pollo e noci di macadamia 

Vino da assaggiare: servono un solo tipo di birra

Ascoltando: I dare you - The XX


5- Asia Today

35 Maitri Chit Rd, Khwaeng Pom Prap, Khet Pom Prap Sattru Phai, Krung Thep Maha Nakhon 10100, Bangkok


Niks Anuman-Rajadhon non sbaglia un colpo, dopo il famosissimo e trendy Gin Tonic bar di China Town, Teens of Thailand il cui successo era difficilmente replicabile, lancia Asia Today e conquista gli appassionati di bartending di tutto il mondo. Locale posizionato in maniera quasi “clandestina” nel vicolo di fronte al ToT, difficile da trovare se non lo si conosce.

Da una piccola porta si entra in uno spazio dallo sviluppo verticale in cui atmosfere dal retrò all’alchemico vi culleranno sotto uno squalo riprodotto in scala reale come fosse appena saltato fuori dall’oceano per immergersi in un tonneau di formaldeide.

Quando Niks non è a fare la spola tra i due bar, lo potete trovare nelle foreste thailandesi ad arrampicarsi sugli alberi per rubare il preziosissimo nam phung (miele selvatico) alle temutissime api locali, vi starete domandando il motivo...in Thailandia c’è una vera e propria cultura del miele che viene anche invecchiato ma soprattutto viene servito e stoccato in apposite bottiglie proprio come fosse un prezioso vino, il “liquido delle api” è la base della maggior parte dei cocktail dell’Asia Today, vere e proprie opere d’arte dall’aspetto all’equilibrio gustativo con un punto di freschezza sempre scattante e dinamico.


Cocktail da non perdere: Wild Honey Daiquiri

Ascoltando: Inner Galactic Love - Kutiman


+1 Gaggan

68/1 ซอยหลังสวน Thanon Phloen Chit, Lumphini, Pathum Wan, Bangkok 10330


Gaggan è volutamente il +1!

Non possiamo parlare di ristorante, il menù ad Emoji è solo l’intro ad una performance culinaria rock, un food concert di quattro ore con l’artista e la sua band che non perdono un colpo, sempre attenti, sempre sul pezzo e perfettamente coordinati. Rock fino all’osso fino al più semplice degli ingredienti

Effetti speciali e easter eggs più o meno nascoste, musica in sottofondo, spiegazione e storia di ogni singola portata. Gaggan è un cantastorie psichedelico, ha la capacità di dare forma attraverso il cibo alla musica e ai suoi ricordi, una stampante in 3d che collega direttamente la sua memoria al nostro cervello attraverso un impianto fatto di profumi, colori e sapori.

26 “tracce” e mai un secondo di noia. Al bancone del “palco” solo 18 posti, non si possono prenotare biglietti per lo show, si può solo sperare di essere scelti per il punto di osservazione privilegiato. Come in un gioco da luna park anni ‘80, Gaggan e il suo team pescano dai prenotati i fortunati, basandosi sulla provenienza e sulla storia che i commensali saranno in grado di condividere, sul peso del valore aggiunto che apporteranno all’esperienza e non sul peso del portafoglio.


Si mangia rigorosamente con le mani, creando così un rapporto diretto con il memento e le memoires d’india di Gaggan, non si ha la possibilità di rimanere semplici spettatori disinteressati, ci si immerge nel fango di Glastonbury con tutte le scarpe, gioendo e saltando per ogni assolo e per ogni virtuosismo. Dai Foo Fighter al Duca Bianco passando ovviamente per i The Kiss

Piatti più concettuali e sperimentali come il dessert “The dark side of the moon” alternati ad uno rock più “spensierato” come quello della “Russian Roulette” (scelta tra tre funghi di cui uno leggermente allucinogeno, uno edule e l’altro leggermente tossico) fino a ballad e a contaminazioni pop come la “Death Star” passando per il Sexual Healing delle salse “Sex” e “Making Love” approdando alla sexy “Like it Up”.

“I will sexually harass you” è la promessa fatta prima della cena, a suo modo con le dovute molle, Gaggan mantiene la parola, un esperimento sociologico in cui verrete giudicati anche per il modo in cui leccherete il suo piatto più importante.

Alle luci il grandissimo e simpaticissimo sommelier Vladimir che con maestria e tecnica illumina ogni piatto senza essere mai il protagonista ma svolgendo nel silenzio più totale un ruolo fondamentale 


Piatto da non perdere: Lick it up 

Vino da assaggiare: Gut Oggau - Rot

Ascoltando: Lick it up - The Kiss


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Wine2Wine

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wine2wine è uno dei più importanti forum internazionali sulla Wine Industry in Italia. Organizzato per la prima volta nel 2014, nel corso degli anni è diventato un punto di riferimento fondamentale per i professionisti del settore vinicolo e del Wine Business desiderosi di sviluppare al meglio e far crescere la propria attività in tutto il mondo.

L’obiettivo di wine2wine è quello di offrire agli operatori del mondo del vino l’opportunità di incontrarsi e scambiare idee e punti di vista su un mercato vitivinicolo in continua evoluzione. Un appuntamento per condividere le proprie esperienze nel business del vino e “fare rete”: e per questo, il motto scelto per il Forum della Wine Industry di quest’anno è “Sharing business ideas”. 

wine2wine è l’occasione per tutti gli interessati ad acquisire conoscenze aggiornate, approfondite e concrete: wine2wine si sviluppa infatti su due giornate di seminari e laboratori, con un ricco programma e tenuti da alcune tra le menti più brillanti provenienti dall’Italia e dall’estero. Gli interventi dei relatori spaziano su diverse aree tematiche, dal Marketing e Digital Marketing del Vino alla distribuzione, dalla Comunicazione del Brand alle nuove tecnologie.

Quest'anno, wine2wine torna a Veronafiere il 26 e il 27 novembre, con un format completamente rivisitato. Le sessioni infatti, saranno composte da 30 minuti di presentazione, seguiti da 15 minuti di domande e risposte. Durante i 45 minuti totali, produttori, studenti e giornalisti avranno l’opportunità di aggiornarsi sulle ultime tendenze e approfondire le conoscenze acquisite tramite un’interazione diretta con i relatori e con gli altri partecipanti.

Tra #w2wspeaker e #w2wmoderator, i grandi nomi del business del vino che parteciperanno a wine2wine2018 sono tantissimi. Tra gli altri: Margareth Henriquez, CEO di Krug Champagne, l’influencer cinese Lady Penguin, Lynne Sherriff MW, e Alison Napjus di Wine Spectator.

L’edizione 2018 del forum sul business del vino è anche sinonimo di #W2WLabs, un ciclo di laboratori formativi riservati ad un ristretto numero di presenti. Gli incontri sono studiati per coinvolgere i partecipanti in esercitazioni pratiche  sulle ultime strategie di Marketing del Vino e su come comunicare al meglio il proprio business nella Wine Industry attraverso differenti canali e media: siti web, Social Media, blog, Comunicati Stampa.

Altra novità importante è quella dello Speaker’s Corner, uno spazio dove produttori e influencer presenteranno dei case studies sulle loro attività, iniziativa pensata da wine2wine per dare spazio a nuove idee e approcci innovativi al settore vino. 

Le attività e gli incontri che hanno luogo presso il forum permettono alle aziende di entrare in contatto fra loro. Durante wine2wine è facile instaurare nuove relazioni, sia sul territorio italiano che con i buyer internazionali provenienti da mercati maggiori ed emergenti come USA, Corea, Svizzera, Polonia, Messico, Brasile, Svezia, Russia e Cina.

Non è tutto, wine2wine incentiva l’export del vino italiano in tutto il mondo, invitando relatori internazionali e massimi esperti non solo della Wine Industry in generale, ma anche del loro specifico mercato di competenza. wine2wine è insomma un’occasione, per i produttori italiani, di lavorare per aumentare la propria competitività e ampliare la propria rete commerciale in maniera mirata.


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Pietro Fruzzetti racconta Cibiamoci 2018

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Abbiamo incontrato Pietro Fruzzetti, deus ex machina dietro uno dei Festival F&B più innovativi del momento: Cibiamoci che avrà luogo a Firenze il 21 Novembre 2018 presso il Palazzo degli Affari, manifestazione di cui Wine TV è orgogliosamente media-partner

Cibiamoci è “l'evento tra un sorso di marketing e un boccone di Web che spiegherà ai professionisti del settore food & wine come sfruttare al meglio le potenzialità del mondo digital per la loro attività” (cit.) e non potevamo di certo perderci un’occasione così “gustosa” per parlare di comunicazione del vino e incontrare i tanti appassionati winelover e i professionisti del settore che stanno sfidando i tanti mercati internazionali attraverso la digitalizzazione e le esperienze sul campo.

Pietro è stato così gentile da rispondere ad una serie di domande presentate rigorosamente alla cieca, senza dargli il tempo di prepararsi e cercando di cogliere in pieno l’essenza di Cibiamoci

Di cosa ci "Ciberemo" durante l'edizione 2018?

Ci ciberemo di strategie di marketing, di strumenti utili per costruire il proprio Brand, di consigli per sviluppare le vendite online o ancora per costruire un racconto efficace attraverso i social. 

Sicuramente a fine giornata avremo ancora “fame”, ma è la condanna di chi fa impresa, voler sempre crescere e scoprire nuove opportunità anche attraverso il digitale.

Quale è il motivo che ti ha spinto a dare vita a Cibiamoci?

Consapevolezza. Questo è il motivo principale. Oramai è tre anni che organizzo Cibiamoci e dieci anni che faccio consulenze e strategie per aziende e brand nel settore. C'è una discrepanza importante tra chi ha una forte presenza online e chi no. Discrepanza che si traduce in fatturato. Poi ci sono molti brand che in questo momento sono in crescita e che non utilizzano il Digital Marketing, ma siamo sicuri che la loro crescita non possa essere ampliata? Siamo sicuri che tutto questo sarà "per sempre"? Il mercato sta cambiando e restare fermi è un rischio che non conviene più correre.

Non è semplice parlare di Marketing e digitalizzazione in una regione tanto legata alla tradizione del F&B, quale è il segreto del successo di Cibiamoci?

Il successo di Cibiamoci è strettamente legato al successo delle aziende del F&B. Quando vedo gli spettatori delle scorse edizioni di Cibiamoci che dopo qualche anno, e magari cominciano a collaborare con noi e quindi riscontro la crescita importante, non solo come brand ma come fatturato, non posso altro che ritenermi soddisfatto del successo raggiunto, perché allora sì, il successo è anche nostro!

Quali sono le novità dell'edizione 2018?

Tra le novità la presenza di Direttore Artistico di Leonardo Romanelli che intervisterà Carlotta Gori 

Direttore del Consorzio Chianti Classico, Umberto Montano di Mercato Centrale e Fabio Picchi.

Un consiglio ai produttori che oggi sfidano i mercati internazionali

Un consiglio è quello di appoggiarsi a consulenti seri che sappiano dell'internazionalizzazione e che l'abbiano vissuta in prima persona. Un motivo ad esempio del perché abbiamo scelto Marco Rossi a tenere il Workshop è perché lui oltre che consulente ha realmente seguito passo passo l'internazionalizzazione per il suo Brand. Oggi non si può fare internazionalizzazione improvvisando! Si rischia di distruggere tutto quello che è stato costruito nel tempo.

Tanti personaggi illustri e contenuti interessantissimi, quali e quanti sono i workshop e gli interventi da non perdere?

Quest'anno la novità è la presenza di un'area workshop pratica dedicata a quattro macro argomenti, Internazionalizzazione Wine in Giappone, Workshop di Facebook Advertising, Come conquistare i Buyer online, ed infine identità visiva per Brand. 

Ovviamente non mancheranno interventi su Instagram Marketing, Food Photography, Digital Strategy, Video Marketing e molto altro ancora…

Un tuo desiderio/sogno per l'edizione 2019 

Il mio sogno è poter collaborare sempre di più con gli addetti al settore, come ad esempio Consorzi e Enti associativi per riuscire a raggiungere sempre più addetti al settore e generare consapevolezza nelle aziende.

Definisci Cibiamoci con 3 parole

Concreto, Pratico, Wow

A questo punto abbiamo l’acquolina in bocca e la nostra “fame” di nuovo know how è ai massimi livelli!

Ci vediamo al “tavolo” di Cibiamoci il 21 Novembre per condividere insieme un’esperienza unica


Marco Rossi


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Cibiamoci Digital & Marketing Food Festival 2018 - Terza edizione

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Nuova location a Firenze e direttore artistico Leonardo Romanelli

Firenze, martedì 30 Ottobre 2018 - Tutto pronto per Cibiamoci Digital & Marketing Food Festival , l’evento di formazione sul digital marketing dedicato ad imprenditori e operatori del settore Food, Wine e Ristorazione.

L’evento, che si svolgerà Il 21 Novembre a Palazzo degli Affari, è stato presentato oggi in conferenza stampa presso il Mercato Centrale di Firenze da Leonardo Romanelli , Direttore Artistico, Pietro Fruzzetti, co-founder dell’evento e Gilberto Bertini , Visual Artist e relatore dell’evento.

Sono intervenuti anche l’ideatore di Mercato Centrale Umberto Montano e Ilaria Legato , Designer della Comunicazione, che saranno protagonisti di alcuni speech.

Un evento verticale che conferma l’obiettivo di diffondere la cultura del Digital Marketing nel settore Food, Wine e Ristorazione.

“A Cibiamoci Festival - spiega Leonardo Romanelli - ci sediamo e ascoltiamo le storie delle aziende food, che abbiamo coinvolto per parlare di argomenti fondamentali per la crescita del settore.“

E prosegue “Ci saranno workshop e speech di livello, ma anche aziende produttrici che si presentano: anche la pausa pranzo, in un evento così, diventa elemento fondamentale.”

● 1 giornata di formazione , durante la quale interverranno 14 relatori provenienti da tutta Italia.

● 10 speech e 5 workshop pratici che tratteranno i temi del social media marketing, visual marketing, instagram marketing, advertising online, storytelling, internazionalizzazione e food photography.

● 1 direttore artistico , il critico enogastronomico e giornalista Leonardo Romanelli che porterà il suo contributo a sostegno della crescita del settore food.

● 2 ospiti speciali che interverranno: Umberto Montano , ideatore e Fondatore del Mercato Centrale e Fabio Picchi , noto Chef fiorentino e proprietario del ristorante Cibrèo .

● Relatori di rilievo , fra conferme e novità ricordiamo: Nicoletta Polliotto, founder di Muse Comunicazione ed esperta di Digital Food Marketing per la ristorazione , Francesco Mattucci , noto instagrammer italiano e ideatore del progetto @Kitchensuspension , Giulia Scarpaleggia e Tommaso Galli , esperti in Food Photography e founder del progetto Jul’s Kitchen , laria Legato , Designer della Comunicazione, Matteo Pogliani , Digital Strategist in Open-box ed esperto di Influencer Marketing, Susana Alonso, Web marketing consultant di Sorsi di Web e Sommelier, Pietro Fruzzetti , digital branding strategist e co-founder di Cibiamoci Festival , Marco Rossi , international Wine Brand Strategist, presentatore di Wine TV e fondatore dell’azienda vitivinicola Podere di Pomaio , Tommaso Cattivelli , project manager di CRU Agency , inbound marketer e Sommelier, Nedo Baglioni consulente di Visual Marketing, fotografo e video maker, Valerio Ronchi , Online advertising strategist, CEO e founder Fragos Media.

L’invito alla conferenza stampa poneva una domanda, per spiegare nel concreto gli obiettivi di Cibiamoci Festival: “ Può un panino al lampredotto diventare famoso ? ”

La risposta passa attraverso lo Storytelling, i valori del Brand, la riconoscibilità e la reputazione, gli obiettivi e le Strategie, il Visual Marketing - argomenti da approfondire durante l’evento.

“ Sono gli occhi delle persone che rendono famoso qualcosa ” conclude Gilberto Bertini, improvvisando un piccolo progetto di Visual Marketing.

Grande novità di questa edizione, il Cibiamoci Awards , premio per le aziende che si sono distinte in modo efficace nella propria comunicazione online: il miglior produttore Food, produttore Wine e il miglior Ristoratore. Le candidature sono ancora aperte sui canali social ufficiali dell’evento Cibiamoci.

Per maggiori informazioni sul programma, sulla location e sulla modalità di partecipazione è possibile consultare il sito: www.cibiamoci.it

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Cantina Cordeschi: dalla Val di Paglia, terra di confine tra Toscana, Umbria e Lazio, una produzione enologica tutta da scoprire

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di Giuseppe Motisi 


Un lembo di Lazio proteso verso Toscana ed Umbria la cui terra, simile per conformazione alle aree agricole confinanti e vitata da sempre, inizia ad emergere solo oggi nel panorama enologico italiano, dopo anni di ‘oppressione’ dettata dai vicini terroir di Montalcino e Sagrantino. Parliamo delle campagne della Val di Paglia ricadenti nel comune di Acquapendente, il paese più a nord della provincia di Viterbo che segna l’estremo limite settentrionale del Lazio, dove si producono vini dal carattere deciso ed ammaliante, ricchi di sfumature e sentori, tutti da scoprire. 

È in questa vallata dell’alto viterbese solcata dal fiume Paglia che, sull’onda dei gusti di un pubblico sempre più orientato verso prodotti con meno blasone ma di indubbia qualità, ha aperto i battenti nel 2005 la Cantina Cordeschi, fondata dai fratelli Fabio e Federico, un’azienda giovane ma dalle radici antiche: i due fratelli rappresentano infatti la terza generazione Cordeschi di imprenditori agricoli, visto che sia il nonno sia il padre erano già impegnati nella lavorazione della terra nella medesima area dell’odierno vigneto. I Cordeschi di oggi hanno però portato una ventata di originalità e di rinnovata energia nel panorama agricolo locale, affrontando una sfida ambiziosa che sta già dando i primi frutti: far conoscere la ricchezza enologica di Acquapendente con vini realizzati da uve perfettamente sane e mature, con un attento lavoro in vigna accompagnato da una scrupolosa raccolta manuale. I risultati sono tre rossi, un rosato ed un bianco che hanno varcato da tempo i confini di Viterbo e sono giunti, con risultati positivi, sulle tavole dei consumatori.

Tris di rossi 

Con una superficie vitata di circa 10 ettari il cui 70% è costituto da viti a bacca scura, non potevano essere che i rossi a fare la parte del leone della cantina di Acquapendente. A raccontarci caratteristiche e pregi di questi vini è Federico Cordeschi che, con suo fratello Fabio e con la collaborazione dell’enologo Gianpaolo Chiettini, ha dato avvio alla prima produzione nel 2009 con la messa in commercio, quasi dieci anni fa, di 5.000 bottiglie. “I nostri vigneti sono stati tutti rinnovati perché abbiamo sostituito il vecchio impianto che aveva raggiunto ormai oltre 30 anni di vita. L’anzianità di esercizio è stata sicuramente una garanzia di affidabilità per la resa e la produttività del terreno, ma quando io e mio fratello abbiamo preso in mano l’azienda un rinnovamento era necessario – è il preambolo di Federico Cordeschi - Oggi i vitigni messi a dimora sono perlopiù Sangiovese, in diversi cloni, Cabernet Sauvignon e Montepulciano, dalle cui uve ricaviamo tre vini in blend ed in purezza. Il nostro rosso base è il Rufo ricavato da uve Sangiovese 100%, che non fa invecchiamento e matura in acciaio, per conservare una freschezza ed una bevibilità che incantano e non deludono il palato, lasciando spazio a lievi sentori di sottobosco che lo rendono ideale da bere tanto durante i pasti quanto in momenti conviviali. Abbiamo poi l’Ost, il nostro prodotto di punta, vinificato sempre in purezza da uve Sangiovese, un clone però differente dal Rufo, che sale leggermente di gradazione alcolica e matura 11 mesi in barrique. Chiude la nostra offerta di rossi il Saìno, blend di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Montepulciano con cui abbiamo esordito sul mercato e che anch’esso trascorre 11 mesi in barrique per raggiungere la piena maturazione”.

Tutta la produzione vinicola (30-35mila bottiglie l’anno per assicurare una qualità costante), va specificato, è certificata Igt Lazio, ed ogni singolo acino è esclusivamente cresciuto nei campi di Acquapendente. “Il vigneto è posto a circa 300 metri di altitudine con una favorevole esposizione sud, sud-ovest – aggiunge Federico Cordeschi -. Secondo gli studi agronomici che abbiamo effettuato, il clima di questi luoghi è positivamente influenzato dalla vicinanza del monte Amiata e del fiume Paglia, i quali rinfrescano le torride temperature estive e fanno da baluardo alle fredde correnti invernali. A questa condizione microclimatica peculiare si aggiunge un terreno ricco di crete e rocce calcaree, ricoperto di sedimenti alluvionali dal costante drenaggio, che conferisce un’impronta unica e non ovvia ai vini che produciamo. Il nostro intervento, invece consiste in concimazioni naturali, poca chimica e solo dove serve”.

Bianco e rosato di Acquapendente 

Il combinato di clima favorevole e terre ideali per la coltivazione della vite, dona anche ai bianchi un carattere distintivo, soprattutto se paragonato alle circostanti etichette come l’Est Est Est oppure il bianco di Pitigliano. “Da uve Chardonnay e Grechetto produciamo il Palea, blend che prende il nome da una licenza latina che ci siamo permessi sul nome del fiume Paglia – spiega il titolare della Cantina Cordeschi -. Ed anche il Siele, il nostro rosato da Sangiovese in purezza vinificato in bianco, vendemmiato la mattina presto per portare in cantina uve più fresche possibile, prende la denominazione dall’ambiente fluviale della vallata: Siele è infatti un affluente del Paglia”. Dalla scelta di creare etichette come queste si comprende dunque l’attaccamento al territorio che caratterizza la produzione Cordeschi, nonché la voglia e la caparbietà nel portare fuori dei confini della vallata del Paglia la cultura enologica di questo lembo di Tuscia. “Per gli appassionati di cultura enologica ritengo che una visita ad Acquapendente possa riservare sorprese inaspettate – conclude Federico Cordeschi - Cultura e storia, dagli etruschi al mondo latino, passando per le indelebili tracce del Medioevo e del Rinascimento, sono nel viterbese un tutt’uno con la produzione enogastronomica; senza dimenticare le meraviglie della natura circostante. Meritano ad esempio una sosta il duomo di Acquapendente e la sua cripta del XII secolo, la Riserva Naturale di Monte Rufeno ed il bosco monumentale del Sasseto, dove sono state girate delle scene del film ‘Il racconto dei racconti’ di Matteo Garrone, oppure il castello di Torre Alfina, tutte mete suggestive ed insolite che ben si accompagnano ad una degustazione di vini direttamente in cantina, per aggiungere anche una full immersion nella cultura enologica del territorio”. 


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Cibiamoci Festival 2018

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Arriva la terza edizione di Cibiamoci Festival, un evento di formazione sul Digital Marketing rivolto a produttori Food, Wine e Ristoratori.

Il 21 Novembre a Firenze avremo l'occasione per confrontarsi sulle potenzialità specifiche e riflettere sulle strategie digitali più efficaci per promuovere la propria attività.

La direzione artistica è affidata al critico enogastronomico e giornalista Leonardo Romanelli, che porterà il suo contributo di esperienza e competenza.

Saranno con noi ospiti speciali come lo chef fiorentino Fabio Picchi e il fondatore di Mercato Centrale, Umberto Montano.

Ascolteremo i professionisti del mondo Food e Digital: tra gli altri, l'esperta di Digital Marketing per la Ristorazione, Nicoletta Polliotto e il guru dell'Instagram Marketing, Francesco Mattucci.

Una giornata ricca di interventi teorici e workshop pratici, con l'obiettivo concreto di sostenere la crescita del settore. 


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Nel vigneto con il Personal Wine Trainer per ritrovare l’armonia di corpo e spirito

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Ginnastica fra i filari della Cantina Al Rocol in Franciacorta

Ginnastica fra nelle vigne, nel silenzio e nel verde della natura, guidati da un Personal Wine Trainer per ritrovare l’armonia di corpo e spirito: a proporre questa insolita e ritemprante esperienza è la cantina Al Rocol di Ome, azienda storica della Franciacorta, non nuova a questo genere di iniziative volte a far viver gli ospiti piacevoli attività fra i filari dei suoi vigneti. Dopo il Picnic nelle vigne e il Wine Trekking, è ora la volta della Ginnastica del Vignaiolo.

Gli esercizi studiati ad hoc dal Personal Wine Trainer che guiderà i partecipanti hanno l'obiettivo di far recuperare la mobilità e l'ampiezza dei movimenti, che generalmente si perdono durante la quotidianità, con una vita sedentaria. Si ispirano alle attività che vengono fatte in vigna, dalla zappatura alla raccolta dell’uva. Grazie a semplici movimenti di allungamento, torsione e di slancio, a carico naturale, si ritrova l'armonia del corpo. Dato che tutto ciò avviene in un contesto naturale, in un ambiente rasserenante che rispetta i ritmi scanditi dalla natura, si ottiene non solo un allentamento delle tensioni muscolari, ma anche di quelle psicologiche ed emotive. Al termine della seduta, si degusterà un Franciacorta prodotto con le uve della vigna in cui sono stati fatti gli esercizi e poi si passerà in cantina, per scoprire il complesso, affascinante e meticoloso metodo con cui viene creato il Franciacorta, il più pregiato vino italiano prodotto con rifermentazione in bottiglia.

 

La Ginnastica del Vignaiolo viene organizzata solo per piccoli gruppi (da 6 a 10 persone) per permettere al Personal Wine Trainer di seguire al meglio ogni partecipante, secondo un calendario pubblicato sul sito www.alrocol.com e su richiesta non solo durante il week end ma anche in ogni giorno della settimana.

 

Stanze fra le vigne e sapori dimenticati - Chi lo desidera, può fermarsi a pernottare nelle stanze affacciate sulla piscina immersa nel verde di un grande prato oppure negli accoglienti appartamenti ricavati nel corpo centrale della tenuta e in un vecchio rustico fra i vigneti. E ripetere autonomamente, il giorno successivo, la ginnastica nelle vigne. Tutti da gustare i genuini cibi dai sapori dimenticati preparati nel ristorante dell’Agriturismo con i prodotti dell’orto e della fattoria, seguendo il ricettario della famiglia Vimercati Castellini. 

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Il palinsesto estivo di Wine TV!

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Cari Winetvlovers,

nuovo palinsesto, nuovi video, nuove avventure.

Ultime due puntate della seconda stagione di Ogni giorno un Signorvino.

Quinto ospite Luca Santoro che, insieme a Matteo Micotti, ha aperto il blog NotJustWine.org. Oggi sono fra i più seguiti instagrammer del vino. Infine è stato con noi il giovane ed esuberante Daniele Roselli. Classe 1992 è riuscito a creare un business attorno alle sue passioni: è fra i fondatori di Calciatori Brutti.

Chissà come se la saranno cavata con la ruota di Signorvino ma, soprattutto, scopriamo insieme il vincitore di questa seconda fortunata edizione.

Per i “Grandi eventi” Roberto Anesi e Caterina Mataluna sono andati alla 31esima edizione della splendida rassegna Müller Thurgau. Una quattro giorni ricca di appuntamenti di alto profilo fra incontri tecnici, masterclass, degustazioni libere e guidate, visite ai vigneti e cene sotto le stelle.

Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube

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Per sapere tutti gli orari della messa in onda dei vostri format preferiti basta consultare la Guida Tv sul nostro sito.

Buona visione e buon vino a tutti!

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Wine TV: ecco il nuovo palinsesto!

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Cari Winetvlovers,

arriva il nuovo palinsesto che porta con sé tanti video da scoprire.

Continua l’appassionante sfida di Ogni giorno un Signorvino. E’ arrivata a Milano Eleonora Rubaltelli, più nota come Kitchen Trouble, una delle più seguite influencer del settore. 

E’ poi toccato ad un’altra Eleonora girare la ruota, Eleonora Galimberti. E’ la fondatrice di Enozioni ed Enogallery, progetto dedicato alla selezione e promozione di vini di prestigio. 

Il miglior sommelier d’Italia 2016, Maurizio Dante Filippi, ci porta a scoprire il Cigar and Tobacco Festival, il salone nazionale del fumo lento organizzato a Villa Magherini Graziani a San Giustino. Una vetrina unica per i produttori e gli importatori di sigari di tutto il mondo, con l'esposizione del più ampio ventaglio di proposte del settore.

Simona Bizzarri invece è andata alla presentazione del Misinto Bierfest: presto in onda su Wine Tv anche il racconto dell’evento con musica, birre speciali e intrattenimento tipico bavarese.

E poi tanti altri filmati ancora che non potete perdervi.

Tutti i video in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube

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Il nuovo palinsesto Wine TV!

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Cari Winetvlovers,

vi proponiamo un palinsesto tutto nuovo con numerosi filmati inediti.

Iniziamo con la seconda stagione del format di successo Ogni giorno un Signorvino. Questa volta non saranno solo i wine blogger a partecipare alla sfida ma anche giornalisti e influencer provenienti da altri settori.

Le prime due puntate avranno come protagonisti Marco Giarratana, alias l’Uomo senza tonno, scrittore ed esperto di cucina e Irene Saderini, inviata prima di Sky e poi di Mediaset, una delle professioniste più affermate nel campo dei motori.

Chiara Giannotti ci porta alla scoperta della manifestazione dedicata ad uno dei vitigni autoctoni più interessanti, il Ciliegiolo. Seguiamola tra le strade della Narni più conosciuta e all'interno dei cunicoli della Narni sotterranea.

Chiara Calcagno e Mattia Cialini sono andati invece nel Borgo dei borghi 2018, a Gradara, per l’evento Bianchello & Friends alla scoperta delle 17 cantine della DOC Bianchello del Metauro.

Conoscete il Carmignano? Uno dei vini più antichi e rinomati d’Italia, già famoso ai tempi degli Etruschi. Fra gli stand del Vinitaly siamo andati a trovare le aziende che portano in alto questa piccola e meravigliosa Docg.

Se ancora non avete fatto il nostro sondaggio, è il momento giusto. Cliccate sul link https://sondaggio.wine-tv.it/it/home/ e rispondete alle semplici domande. Riceverete il codice sconto del 10% da utilizzare sull’acquisto di bottiglie take away in tutti i negozi Signorvino.  Fate sentire la vostra voce e aiutateci a conoscere i gusti e le esigenze dell’appassionato di vino in Italia.
 

Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube

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Soprese e novità della viticoltura di Latina: vini Azienda agricola Scarpellini

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di Giuseppe Motisi 


Le campagne di Latina, lambite dal Tirreno e circondate dai monti Lepini, continuano a regalare gradite sorprese al mondo dell’enologia, con storie di aziende che decidono di puntare con coraggio, passione e lungimiranza sulla viticoltura di qualità per creare prodotti che, attraverso ponderati esperimenti, esaltino le vocazioni agricole del territorio ed incontrino i gusti delle nuove generazioni.

Una delle più recenti sorprese enologiche della provincia pontina si chiama Azienda agricola biologica ‘Roberta Scarpellini’, una realtà giovane (ha iniziato la produzione vitivinicola nel 2007), guidata da una donna (che dà appunto il nome all’azienda) e con una chiara impronta ‘bio’ che, in pochi anni, ha regalato numerose soddisfazioni e riconoscimenti ai vini prodotti ed imbottigliati in loco.


Dalla Romagna a Latina 

Fondatore e ideatore dell’attuale azienda è il papà di Roberta, Rino Scarpellini, romagnolo verace ed esperto agronomo, il quale alla fine degli anni Sessanta venne in queste zone chiamato a curare i frutteti di alcuni imprenditori di Latina. “Dopo aver fatto il pendolare tra Cesenatico e Latina, lavorando in particolare nella coltivazione delle pesche, decisi di stabilirmi definitivamente nel Lazio e fondai un’azienda agricola nelle vicinanze del paese di Ninfa, per la precisione a Doganella di Ninfa – racconta Rino Scarpellini a proposito della sua storia imprenditoriale -. Scelsi un terreno situato a metà strada tra il litorale pontino, il Circeo ed i monti Lepini, sul quale impiantai colture ortive e frutteti, tutt’oggi in produzione, e realizzando in seguito anche un agriturismo ribattezzato ‘Casale degli oleandri’. Nel 1988, infine, abbiamo ottenuto la certificazione per l’agricoltura biologica dall’Icea (Istituto per la certificazione etica ed ambientale n.d.r.), a garanzia della genuinità della nostra frutta e verdura”.

Nel 2007 l’attività agricola si amplia e differenzia con l’inserimento di filari di uve e la successiva produzione di vino: l’azienda passa nelle mani della giovane figlia di Rino, Roberta Scarpellini, che la guida verso un percorso decisamente enologico. E grazie a scelte accorte e perspicaci, l’attuale Azienda agricola biologica ‘Roberta Scarpellini’ raggiunge un buon successo nell’arco di pochi anni in campo vinicolo. “Le viti che mio padre ha messo a dimora crescono in maniera naturale e senza stress, distribuite in circa 4.200, 4.300 piante per ettaro, e sono trattate soltanto con rame e zolfo fino al 30 luglio di ogni anno, nel pieno rispetto dei disciplinari dell’agricoltura biologica – spiega Roberta Scarpellini -. I vini che ne ricaviamo provengono da uve coltivate esclusivamente nei nostri terreni secondo questi ed altri scrupolosi dettami, e sono in tutto tre: due rossi, il Castrum ed il Domus, ed un bianco, il Ninfeo Il primo imbottigliamento è avvenuto nel 2011 e l’anno dopo eravamo già al Vinitaly, dove abbiamo conseguito un buon successo di pubblico e critica”.


Tre vini e diversi riconoscimenti

La produzione enologica Scarpellini è affidata ai filari di quattro ettari di vigna coltivata con Moscato, Malvasia del Lazio, Syrah, Merlot e Cabernet Sauvignon. Da queste uve si ricavano tre vini, due rossi ed un bianco, con certificazione biologica, che dal 2012 ad oggi hanno ottenuto diversi riconoscimenti. “Il Domus 2011, cento per cento Cabernet Sauvignon, nel 2013 è stato premiato con il Top hundred wines e, successivamente, ha ricevuto 3 e 4 grappoli nella guida Bibenda dell’Ais – spiega ancora Roberta Scarpellini -. Il Ninfeo, il nostro unico bianco assemblato con Malvasia del Lazio in purezza, ha invece avuto 3 grappoli sempre nel volume Bibenda, mentre il Castrum 2012, cento per cento Syrah, ne ha guadagnati 4 nella guida Ais 2013”. 


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Conoscete AEPI? No? Molto male!

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di Marco Rossi


Abbiamo intervistato Francesco Bonfio, Presidente AEPI per scoprire il segreto del successo dell’Associazione Enotecari Professionisti Italiani, una realtà concreta e visionaria allo stesso tempo


Come e quando nasce AEPI?

Fondata il 7 novembre 2016 da un gruppo di enotecari che hanno avvertito la necessità di creare un punto di riferimento per quei professionisti che, nascendo titolari o collaboratori di enoteca, intesa come negozio specializzato nella proposta e nella vendita di vini e distillati, hanno preso atto delle mutate ed allargate funzioni dell'enotecario stesso. Oggi gli ambiti di attività richiedono medesima professionalità e spaziano fino alla libera professione autonoma, alla consulenza, redazione di perizie, organizzazione e gestione di corsi di avvicinamento al vino, comunicazione e divulgazione. L'iniziativa ha trovato nella Legge 4 del 14 gennaio 2013 recante disposizioni in materia di professioni non organizzate un quadro normativo favorevole al raggiungimento degli scopi per cui l'associazione è stata costituita.

Cosa è AEPI e quali obiettivi si pone?

Acronimo di Associazione Enotecari Professionisti Italiani, l'associazione nasce con il proposito di promuovere, diffondere, tutelare e difendere l'attività degli associati professionisti che si occupano a tutto tondo di vino e di prodotti alcolici, dalla consulenza alla divulgazione, dalla comunicazione al rispetto del consumatore.


Come si relazione AEPI con le varie associazioni Sommelier?

Come con qualsiasi altra associazione dei soggetti coinvolti nella filiera del vino sia come produzione, come commercio, sia come servizio, comunicazione e illustrazione.


Quanti sono gli associati AEPI e da quali zone d'Italia provengono?

Aggiornato al 30 aprile 2018 gli associati sono 41 e sono rappresentate 16 regioni italiane.


Come vede AEPI tra 1 anno? Tra 3 anni? Tra 5 anni?

In crescita senza clamorose impennate ma con sempre maggiore riconoscibilità, consolidando giorno per giorno la propria credibilità e la rappresentanza dei propri associati.


AEPI rappresenta di fatto una categoria professionale specifica. Sono stati dunque previsti corsi di aggiornamento, crediti e test da superare come per gli ordini riconosciuti?

Non solo. Abbiamo attivato da subito aggiornamento professionale obbligatorio, con sanzioni verso chi non rispetta il dettato statutario ed il regolamento apposito, abbiamo dunque previsto corsi e seminari utili ad acquisire i CFP (Crediti Formativi Professionali) che devono essere almeno 50 su base triennale. Al più classico degli impianti si affianca lo sportello del Consumatore gestito pariteticamente da CoLAP (Coordinamento Libere Associazioni Professionali) e AdiConsum, primaria associazione in difesa dei Consumatori, è stato inoltre introdotto il Codice Deontologico o di Condotta, vincolante per tutti gli associati. Ecco, va sottolineato che se consideriamo la filiera italiana del settore vino, ben poche sono le associazioni che possono vantare tutte e tre queste prescrizioni tassative.



Se volete scoprire più dettagli sul mondo AEPI potete visitare il sito http://enotecari.it/

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Degustare diventa un gioco con il Wine Contest di Capannelle

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Martedì 10 luglio dalle ore 17.30 torna l’appuntamento in piazza Ricasoli a Gaiole in Chianti rivolto ad esperti e appassionati di vino

Per i più bravi ad indovinare i cinque vini in degustazione bendata sono in palio esperienze enogastronomiche


Degustare grandi vini mettendosi alla prova, sfidandosi tra amici e appassionati. E’ questa l’idea che inspira il Wine Contest promosso dall’azienda vitivinicola Capannelle di Gaiole in Chianti per martedì 10 luglio. 


A partire dalle ore 17.30 in piazza Ricasoli a Gaiole in Chianti, appassionati, winelover e curiosi, potranno cimentarsi in una degustazione bendata che vedrà protagonisti cinque importanti vini, appositamente selezionati dallo staff di Capannelle. Chi riuscirà ad indovinare di quali vini si tratti, si aggiudicherà la possibilità di trascorrere un soggiorno di una notte all'interno del suggestivo Wine Resort di Capannelle a Gaiole in Chianti, nonché un calice in argento, appositamente realizzato dallo storico marchio artigiano Brandimarte di Firenze. 


Il Wine Contest, dopo il successo dello scorso anno, è giunto alla seconda edizione. La novità 2018 è l’ampliamento della competizione anche a gruppi di amici e appassionati che potranno comporre una squadra, con un massimo di cinque componenti, e sfidarsi tra di loro. In questo caso la squadra vincitrice si aggiudicherà un bonus per un consumare menu degustazione in un ristorante gourmet della propria zona di provenienza. 


Il costo di iscrizione alla degustazione individuale è di 25 euro e di 100 euro nel caso di una squadra (massimo 5 persone). Il servizio della degustazione sarà curato da sommelier Ais. Per info e prenotazioni è possibile contattare lo 0577-74511 oppure scrivere una mail a info@capannelle.com. Per ulteriori informazioni è possibile, infine, consultare il sito web dell'azienda, www.capannelle.com

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Wine Show, un bicchiere pieno di emozioni

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Successo per la terza edizione, circa 4.000 presenze a Todi nei giorni dell’evento. Crispo: “La manifestazione sta crescendo di qualità, da oggi un vino buono sarà buono ovunque ma a Todi diventerà unico e indimenticabile”

 

Un bicchiere pieno di emozioni, un sorso al cuore.  E’ stata un successo la terza edizione di Wine Show che ha raddoppiato i numeri dello scorso anno portando a Todi lo scorso weekend del 9 e 10 giugno migliaia di winelovers e appassionati di enogastronomia che si sono potuti confrontare con oltre 120 cantine e produttori provenienti da tutta Italia. Poco meno di 4.000 le presenze registrate nei giorni dell’evento e alle iniziative collaterali che hanno arricchito il programma e impreziosito la mostra mercato principale che si è svolta nei suggestivi spazi dei palazzi comunali, la Sala del Consiglio e la Sala delle Pietre.

 

“Numeri che iniziano a essere importanti – commenta l’organizzatore Alberto Crispo – anche se più delle cifre siamo soddisfatti della qualità che anno dopo anno sta raggiungendo l’evento. Su quella che potevano garantire le cantine presenti non avevamo dubbi sin dall’inizio ma gli stessi produttori hanno sottolineato anche quella del pubblico che ha riempito le location della manifestazione, visitatori curiosi e interessati oltre a molti esperti e operatori del settore”.

 

Di altissimo livello le degustazioni guidate  condotte dai sommelier di Ais Umbria sul Grechetto, con il miglior sommelier d’Italia Maurizio Dante Filippi, e sull’Amarone nei 50 anni della denominazione Doc, con il responsabile per l’Umbria della guida Vitae, Gianluca Grimani, accompagnato dal presidente di Ais Umbria, Sandro Camilli. Tanti turisti italiani e stranieri, ma anche molti tuderti e umbri, hanno apprezzato i Wine Tour dove i sommelier della Fisar di Orvieto li hanno egregiamente condotti in un singolare viaggio della città e della regione attraverso la degustazione dei vini delle Quattro strade dell’Umbria. Semplicemente incredibile è stata poi l’esperienza del Sunset Wine al Nido dell’Aquila, la “chicca” dell’evento, la degustazione di sorprendenti spumanti pugliesi selezionati dalla rivista “Cucina&Vini” e dal Movimento turismo del Vino Puglia. Un’aperitivo al tramonto in un luogo da brividi e di fronte a un panorama mozzafiato che ha lasciato a bocca aperta tutti i visitatori che hanno potuto anche ascoltare la grande musica jazz di Filippo Bianchini Quartet ft Enrico Bracco. La stessa location ha fatto da sfondo al Wine Show Cooking dove la bravissima chef umbra Catia Ciofo ha emozionato i commensali con il suo bellissimo e buonissimo “fazzoletto di gusto”, piatto ispirato alla leggenda della fondazione della città di Todi.

 

Buoni i riscontri anche per Wine Show Off, la sezione della manifestazione che ha portato in vetrina 14 produttori di olio d’oliva e sei birrifici artigianali ospitati dai voltoni dei palazzi comunali, un’esperienza certamente da ripetere – come la degustazione sensoriale guidata da Angela Canale e Cesare Badalocco “5 oli per 5 sensi – ricercando sin dalla prossima edizione una formula che possa creare maggiore integrazione tra il mondo del vino  e quello dell’olio e della birra artigianale.


Tanta curiosità anche per “Il vino come non lo avete mai visto”, la degustazione con l’ausilio della realtà virtuale, realizzata in collaborazione con Engineering Ingegneria Informatica, che ha letteralmente catapultato i winelovers tra i filari della vigna e nella barriccaia della cantina Todini. Con “Quando il vino fa effetto” i visitatori hanno invece potuto giocare con la divertente prospettiva della stanza di Ames realizzata da Abitare + che insieme alla mano artistica di Viera Danielli si è occupata dell’apprezzatissimo allestimento esterno su piazza del Popolo. Foto e video della manifestazione, accompagnati dall’hashtag ufficiale #BeWine, hanno così riempito i profili Facebook e Instagram, decretando anche il successo social dell’evento. Nei soli due giorni della rassegna sono stati circa 6.000 gli utenti coinvolti sulla pagina Fb di Wine Show Todi con centinaia di interazioni, 92.000 gli utenti unici che in maniera organica hanno visualizzato i contenuti e 190.000 le impression, ovvero il numero delle volte nelle quali il contenuto della pagina è stato mostrato.

 

“Dai social alla realtà – aggiunge Crispo - è passato il messaggio che caratterizza la manifestazione, un evento che vuole sempre più mettere in primo piano le emozioni dei winelovers esaltando i luoghi dove degustare il vino e le persone con le quali condividerlo. In questo senso è perfettamente riuscito ed è destinato a crescere con nuovi ambiziosi progetti il gemellaggio con il Due Mari Wine Fest di Taranto. La città di Todi poi ci ha accolto in maniera meravigliosa, tutti i produttori della Todi Doc hanno partecipato alla manifestazione e con la proficua collaborazione avuta dall’amministrazione comunale credo si siano gettati le basi per una lunga presenza dell’evento in questo contesto. Per il 2019 abbiamo già tante idee da sviluppare insieme, da oggi in poi un buon vino sarà buono ovunque ma degustarlo a Todi lo renderà unico e indimenticabile”.

 

“Wine show Todi – affermano congiuntamente il sindaco Antonino Ruggiano e l’assessore alla Cultura, Claudio Ranchicchio - ha creato un ideale continuità con quello che è accaduto dieci anni fa con l’acquisizione della Doc di Todi. La massiccia partecipazione di produttori tuderti e di tutti i principali umbri sta a dimostrare la grande vivacità del settore enologico ed enogastronomico della nostra regione. I numeri del turismo di Todi hanno certamente beneficiato dell’ottima riuscita dell’evento con alberghi, ristoranti, bar e attività commerciali che hanno lavorato a pieno regime per tutto il weekend. Agli organizzatori vanno i nostri complimenti per aver saputo coinvolgere tutti i principali attori del mondo del vino. L’amministrazione comunale si ritiene più che soddisfatta della riuscita della manifestazione esprimendo la voglia di continuare su questa strada nei prossimi anni. Un ringraziamento speciale va anche a tutte le persone che hanno permesso la miglior riuscita del weekend”. 

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Trentino, la rassegna Müller Thurgau: vino di montagna verso la 31° edizione

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In programma, incontri tecnici, degustazioni libere e guidate, visite ai vigneti, cene sotto le stelle
ed eventi folcloristici, come il tour con trattori d'epoca lungo la valle e il X Simposio di Scultura.

Annunciato il programma della nuova edizione della manifestazione enologica più importante della Valle di Cembra nata per valorizzare il vitigno che in questo territorio, tra terreni porfirici e arditi terrazzamenti sostenuti da oltre 700 km di muretti a secco, ha trovato il proprio terreno di elezione.

Le #trentinowinefest, calendario di manifestazioni enologiche dedicate ai vini più rappresentativi del Trentino, coordinate e promosse dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, accendono i riflettori sulla Valle di Cembra e il suo prodotto simbolo, il Müller Thurgau.

L'occasione è la XXXI edizione della Rassegna Internazionale Müller Thurgau: Vino di Montagna con il concomitante Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau, giunto alla XV edizione, che mira a mettere a confronto i Müller Thurgau dell'area alpina, italiani e non.

L'evento, organizzato dal Comitato Mostra Valle di Cembra e in programma a Cembra (comune di Cembra Lisignago, TN) dal 28 giugno al 1 luglio 2018, prevede una quattro giorni ricca di appuntamenti di alto profilo: incontri tecnici, masterclass dedicate al Müller Thurgau ed ai vini tipici del territorio,  degustazioni libere presso le sale di Palazzo Maffei e momenti didattici guidati da esperti sommelier presso uno spazio enoteca appositamente allestito, che proporrà anche vendita e mescita, visite ai vigneti più spettacolari, cene sotto le stelle, spettacoli itineranti tra arte, musica, teatro di strada ed enogastronomia e iniziative collaterali di stampo folcloristico, come la seconda edizione del tour con trattori d'epoca "In marcia ridotta" e il X Simposio di Scultura che vede la partecipazione di 14 artisti del legno provenienti da tutta Italia e dall'estero.

Senza dimenticare la collaborazione con l'Associazione Trentini nel Mondo e con l'Unione Famiglie Trentine all'Estero, oltre a quella, giunta al secondo anno, con l'Associazione Amici di San Patrignano, presidio locale della famosa comunità di recupero, che prevede un confronto tra i vini tipici della Valle di Cembra e quelli della Comunità San Patrignano durante una cena di beneficienza, con prodotti a km 0, organizzata lungo il viale principale di Cembra. Obiettivo: mostrare come l'agricoltura e, in particolare, la viticoltura, possa rappresentare uno strumento di riscatto per chi è in cerca di una seconda possibilità e sostenere concretamente questa importante realtà di sostegno.

Il tutto immersi in un territorio forse ancora poco conosciuto ma ricco di sorprese. La Valle di Cembra, a nord est rispetto al capoluogo Trento e porta di imbocco per la Valle di Fiemme, è un luogo intimamente legato alla coltivazione della vite, come dimostrano i vigneti che ne caratterizzano profondamente il paesaggio. Vigneti faticosamente conquistati dagli agricoltori su importanti pendenze, grazie alla costruzione degli oltre 700 km di muretti a secco, e altrettanto faticosamente coltivati, spesso senza gli agi offerti dall'utilizzo di mezzi meccanici. Ecco perché qui, a ragion venduta, si può parlare di "viticoltura eroica".

Una fatica ripagata dalle straordinarie qualità che contraddistinguono i vini di questa terra e dal recente riconoscimento della sottozona della Valle di Cembra, finalmente specificata in etichetta per le produzioni -  Müller Thurgau, Riesling Renano, Pinot Nero e Schiava - che ne rispettano il disciplinare.

E per gustare questo incredibile prodotto anche al di fuori di questo specifico territorio, dal 22 giugno al 1 luglio è in programma A tutto Müller (Info su tastetrentino.it/atuttomueller ), ricco calendario di iniziative a tema su tutto il territorio della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, dalla Vallagarina alla Piana Rotaliana, dalla Valsugana all'Alto Garda, passando per la Valle dei Laghi e per il capoluogo dove, da giovedì 21 a domenica 24 giugno e da giovedì 28 a domenica 1 luglio, Palazzo Roccabruna-Enoteca Provinciale del Trentino ospiterà "Proposta fine settimana di Müller Thurgau".

Profilo manifestazione

La Rassegna Internazionale Müller Thurgau: Vino di Montagna è organizzata dal Comitato Mostra Valle di Cembra, con il supporto della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino e la collaborazione di Regione Trentino-Alto Adige, Provincia Autonoma di Trento, APT Pinè Cembra, Comunità della Valle di Cembra, GAL Trentino Centrale, BIM dell’Adige, Comune di Cembra Lisignago, Comune di Giovo, Comune di Altavalle, Fondazione Edmund Mach, Consorzio Vini del Trentino, Donne Rurali, Club 3P, Cassa Rurale Rotaliana e Giovo, Cassa Rurale Lavis-Mezzocorona-Valle di Cembra.

www.mostramullerthurgau.it

Profilo Müller Thurgau

Nato tra il 1882 e il 1891 dall'incrocio di Riesling renano e Madaleine Royal per mano del prof. Hermann Müller, il Müller Thurgau è un vitigno che matura al meglio in montagna e che in Valle di Cembra, territorio al riparo da montagne e boschi e caratterizzato da terreni porfirici e forte escursione termica, ha trovato il suo habitat ideale. Dalla vinificazione delle sue uve, si ottiene un vino bianco di colore giallo paglierino scarico con riflessi verdolini, una componente aromatica molto evidente, con sentori di erbe aromatiche, sambuco, frutta tropicale e agrumi. Sapido, minerale, con piacevole acidità: tipiche caratteristiche dei vini di montagna.

Profilo Valle di Cembra

Paesaggio rurale storico d'Italia, nominato dal Mipaaf nel 2011, e membro dell'"Alleanza Mondiale dei paesaggi terrazzati", è zona da secoli votata alla viticoltura ed emblema nazionale ed internazionale della viticoltura eroica di montagna. Attraversata dal torrente Avisio, oltre che per i suoi vini e per le sue grappe, è conosciuta a livello mondiale per la presenza di porfido, definito "oro rosso", e per le Piramidi di Segonzano, monumento naturale frutto dell'erosione dei fianchi dei monti.

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Il nuovo palinsesto Wine TV!

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Cari Winetvlovers,

nuovo palinsesto, nuovi video, nuove avventure.

Il nostro Easy winer Maurizio Zanolla ha intervistato Albano Carrisi, Gerry Scotti, Joe Bastianich, Bruno Vespa e Andrea Pirlo. Volti noti e appassionati produttori di vino che si sono raccontati ai nostri microfoni.

Chiara Giannotti ci accompagnerà invece al decimo anniversario di una delle più eleganti vetrine enogastronomiche d’Italia e una delle più longeve kermesse enologiche del Lazio: Wine Day Experience.

Simone Vergamini e Ottavio Venditto si sfidano e sfidano anche i telespettatori a casa in un appassionante gioco al Vinitaly: Indovina il territorio

E parlando di amichevoli competizioni, come perdersi il duello fra Andrea Galanti e Marco Rossi sulle cantine di Teatro del vino.

Ancora tante le interviste realizzate al Vinitaly: Cecchi, Media Wine, Cavit e Simčič.

Infine Manuele Verdelli di Capannelle spiegherà le regole e le novità del prossimo Wine Contest di Capanelle, organizzato, come ogni anno, in occasione del raduno del caveau.

Ultimi giorni per fare il nostro sondaggio. Cliccate sul link https://sondaggio.wine-tv.it/it/home/ e rispondete alle semplici domande. Riceverete il codice sconto del 10% da utilizzare sull’acquisto di bottiglie take away in tutti i negozi Signorvino.  Fate sentire la vostra voce e aiutateci a conoscere i gusti e le esigenze dell’appassionato di vino in Italia. 

Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube

Seguiteci anche sulla nostra pagina Facebook e su Instagram

Per sapere tutti gli orari della messa in onda vostri format preferiti basta consultare la Guida Tv sul nostro sito.

Buona visione e buon vino a tutti!

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Al via la quarta edizione del Prime Uve Invitational Barbecue Championship

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Lunedì 21 maggio 2018 — Per contendersi il titolo di Grand Champion convergeranno nella storica sede della distilleria Bonaventura Maschio a Gaiarine diciotto team da tutta Europa. Oltre alle consuete categorie in gara, quest’anno sarà giudicato anche il miglior connubio tra barbecue e mixology.

Torna l’appuntamento per tutti gli amanti del barbecue americano: sabato 30 giugno e domenica 1 luglio 2018 si terrà la quarta edizione del “Prime Uve Invitational Barbecue Championship”, organizzato nella storica sede della Distilleria Bonaventura Maschio, a Gaiarine (Tv). Diciotto le squadre che si sfideranno per la preparazione del miglior barbecue americano sotto l’egida della Kansas City Barbecue Society. Alle consuete categorie di gara, quest’anno per i team, si aggiunge una nuova sfida: cimentarsi nel food pairing proponendo un abbinamento tra una delle loro preparazioni bbq e un cocktail. Sabato 30 giugno le squadre presenteranno la loro preparazione cotta al BBQ abbinata ad un cocktail realizzato utilizzando Prime Uve Bianche, Nere o Oro. Una giuria di esperti giornalisti enogastronomici valuterà l'accostamento e l’equilibrio degli abbinamenti e assegnerà al team vincitore un premio speciale.

“Le caratteristiche aromatiche dei distillati d’uva li rendono adatti a legarsi alle pietanze, esaltandone il gusto. - raccontano Anna e Andrea Maschio - Liberando i cocktail dal loro ruolo di aperitivo o fine pasto si possono scoprire le potenzialità della mixology: si può giocare con gli ingredienti, con i profumi, creare incontri piacevoli tra i drink e le portate. In questo modo si crea un gustoso equilibrio tra ciò che si beve e ciò che si mangia, senza che nulla prenda il sopravvento”.

Il Prime Uve Invitational Barbecue Championship 2018 sarà dunque l’occasione per rinnovare l’incontro tra Prime Uve, mixology e gastronomia. L’idea di organizzare l’Invitational all’interno della Distilleria Bonaventura Maschio nasce dalla convinzione che il futuro dei distillati sia legato ai suoi molteplici impieghi nella miscelazione e in cucina: grazie alle loro qualità aromatiche, infatti, sono ideali per legarsi ad una pietanza, esaltandone il gusto.

In quest’ottica, alle categorie consuete giudicate nelle competizioni americane KCBS, ovvero Chicken, Ribs, Pork e Brisket si affiancano alcune specialità che esaltano la relazione tra BBQ e distillati: Sauce, nella quale i team si sfidano nella preparazione di una salsa a base di Prime Uve e Barrel Smoke, ovvero l’affumicatura realizzata utilizzando i chunks delle botti impiegate per l’invecchiamento di un distillato Prime Uve tra quelli affinati.

Per tutti gli ospiti ci sarà la possibilità di degustare i migliori cocktail realizzati utilizzando i distillati Bonaventura Maschio, si potranno così esplorare le numerose possibilità creative nate dell’incontro tra gli spirits utilizzati nella mixology e quello del barbecue.

La quarta edizione del Prime Uve Invitational Championship è organizzata con il supporto di Weber, leader mondiale del barbecue che sosterrà i team in gara attraverso la fornitura dei migliori strumenti per la cottura frutto di 65 anni di storia. Parteciperanno come partner anche Acqua Panna-S.Pellegrino e Bibite Sanpellegrino  che sostengono l'Invitational dalla prima edizione; Menabrea, il birrificio attivo più antico d’Italia, tra i più celebri marchi di birra portabandiera dell’eccellenza italiana nel mondo e Nespresso l'azienda pioniera e leader nel mercato del caffè porzionato grazie all’alta qualità delle sue miscele, alle macchine eleganti e funzionali e ad un servizio esclusivo alla clientela. Prezioso il coinvolgimento anche di Pastificio dei Campi, che fornirà la sua pasta di Gragnano IGP ottenuta con grani selezionati totalmente tracciati e trafilatura in bronzo.


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Benvenuto Vermentino 2018

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Vermentino di Liguria, Toscana, Sardegna e Corsica

IX Edizione

9 e 10 giugno 2018

Castelnuovo Magra, La Spezia



Il 9 e 10 giugno si terrà, nell’antico borgo di Castelnuovo Magra, La Spezia, la nona edizione di Benvenuto Vermentino, la grande manifestazione enoculturale dedicata ai maggiori produttori di vino Vermentino tra Liguria, Toscana, Sardegna e Corsica.

Due giorni in cui sarà possibile conoscere le cantine produttrici di Vermentino e degustare oltre 100 etichette di vini. Un’edizione dedicata soprattutto all’alta ristorazione, che vedrà l’uso magistrale da parte di chef stellati, dei migliori prodotti della tradizione, con abbinamenti cibo-vino in grado di unire i sapori delle terre dove nasce il Vermentino.

Durante il fine settimana, infatti, saranno organizzati incontri, laboratori, cooking show e degustazioni guidate, tra cui “La tradizione nel piatto: panigazzi, pesto e Vermentino” (9 giugno, ore 17.30, giardino di Palazzo Amati), dedicata al pesto al mortaio in accompagnamento ai tradizionali panigazzi e al Vermentino di Liguria, Sardegna e Toscana, a cura dell’Enoteca Regionale della Liguria e della Pro Loco di Castelnuovo Magra.

 

Domenica 10 giugno, invece, sempre il giardino di Palazzo Amati, ospiterà varie degustazioni.

La prima, alle 11, “I Territori del Vermentino nel piatto”, presentazione e degustazione del Vermentino di Liguria, Toscana e Sardegna, in abbinamento al piatto con fregola sarda, muscoli spezzini e ceci toscani rappresentativo della gastronomia dei territori del Vermentino, a cura di Enoteca Regionale della Liguria in collaborazione con FISAR, Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori e Cooperativa Miticoltori Spezzini.

La seconda, alle 18, “Il Vermentino si mette in gioco degustazione emozionale e conversazioni di vino”, a cura di Paola Bacigalupo, maître e sommelier della Locanda dell’Angelo ed Enoteca Regionale della Liguria, con la partecipazione di Mauro Ricciardi, chef della Locanda dell’Angelo, Luciana Ambrosini, chef e titolare della Trattoria Armanda, e Salvatore Marchese, giornalista.

Alle 20, infine, “Elogio al Vermentino. Cena degustazione”, preparata e presentata dallo chef Mauro Ricciardi, della Locanda dell’Angelo e Luciana Ambrosini, chef della Trattoria Armanda, con abbinamenti di Vermentino nelle sue diverse declinazioni, a cura di Paola Bacigalupo, maître e sommelier della Locanda dell’Angelo. L’incasso della serata, a numero chiuso e con prenotazione,

sarà devoluto in beneficienza.

 

Inoltre, presso il centro storico, da via Dante fino in Piazza Querciola, i visitatori troveranno stand di produttori di olio d’oliva e di altri prodotti tipici locali, come miele, prosciutto Castelnovese, Lardo di Colonnata, formaggi e salumi della Val di Vara.

 

I ristoranti della zona proporranno inoltre menu dedicati con ricette della cucina tipica locale, come sgabei, torte di verdura, muscoli ripieni, baccalà marinato, frittura mista, coniglio alla ligure e torta di riso, abbinati al Vermentino.

 

La manifestazione sarà anche l’occasione per ammirare le bellezze del borgo ligure e la mostra L’autre Vivian. L’altra Vivian Maier, alla Torre del Castello dei Vescovi di Luni.

Un viaggio attraverso 50 foto, provenienti da una collezione privata e mai esposte in Italia e altre, invece, stampate da lei e autografate sul retro, nel mondo segreto di Vivian Maier.

 

Sarà possibile raggiungere il Centro Storico per mezzo del bus navetta gratuito messo a disposizione dall’amministrazione comunale di Castelnuovo Magra:

Sabato 9 giugno, dalle ore 16.00 alle ore 24.00;

Domenica 10 giugno, dalle ore 10.00 alle ore 14.00 e dalle ore 16.00 alle ore 24.00

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Grappa del Trentino: Mirko Scarabello (Segnana) è il nuovo presidente

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L’Istituto Tutela Grappa del Trentino al rinnovo delle cariche del CdA

 Tra territorio, tutela e promozione del marchio di qualità. Con la nuova giunta presentato anche il programma del futuro che vedrà alla guida dello storico Istituto di Tutela un rinnovato consiglio all’insegna dei  giovani distillatori trentini. Bruno Pilzer sarà Vicepresidente


Un’elezione all’unanimità quella che ha nominato Mirko Scarabello  alla presidenza dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino.  Classe 1967, trentino doc, percorso di studi all’attuale Fondazione Mach di San Michele all’Adige. Dopo qualche anno di lavoro nel mondo del vino, nel Chianti Classico in Toscana, Mirko Scarabello dagli anni ’90 ha dedicato la sua carriera al mondo della grappa e dal 1998 è prima responsabile di produzione poi direttore tecnico e mastro distillatore della distilleria Segnana, storico marchio della famiglia Lunelli che ha contribuito negli anni a promuovere e internazionalizzare il concetto di grappa di qualità e di grappa trentina in particolare. Consigliere dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino dal 2017, ora ne è alla presidenza. «Un incarico che mi onora, soprattutto perché prendo il testimone da Beppe Bertagnolli, un vero e proprio ambasciatore della grappa del Trentino – spiega il neo presidente Scarabello – cercherò di portare avanti le attività contando su una grande intesa con il consiglio e cercando di essere il più possibile vicino alle esigenze dei nostri distillatori».

Dopo otto mandati di presidenza con Beppe Bertagnolli, si rinnova così in gran parte l’assetto di uno degli istituti di tutela più antichi in Italia per il settore delle bevande. Alla vicepresidenza la conferma di un altro decano della grappa in Trentino, Bruno Pilzer, dell’omonima distilleria in Val di Cembra. Territorio, tutela, qualità, sono solo alcune delle parole chiave che il nuovo presidente dell’Istituto utilizza per parlare del prossimo futuro dell’Istituto. «Ci aspetta subito una grande sfida – commenta Mirko Scarabello – che è quella di creare un protocollo sui controlli dell’Ig Grappa del Trentino, cosa che cominceremo a fare dai primi di giugno discutendone prima in sede di Assodistil poi con confronti sul territorio». Dopo la creazione del marchio europeo infatti, sarà necessario trovare un piano di controlli e soprattutto individuare il futuro certificatore. «Un impegno che rispetto ad altre regioni ci trova già più preparati – continua in proposito il presidente dell’Istituto – anche perché siamo l’unica realtà in Italia che dagli anni Sessanta si è dotata di un disciplinare più rigido e territoriale».

Dalla promozione alla tutela, le prossime sfide dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino. «E’ la nostra fortuna produrre in una terra come quella del Trentino – dice il nuovo presidente Mirko Scarabello – noi siamo partiti dalle nostre piccole distillerie per farci conoscere in tutto il mondo e abbiamo capito che è il Trentino che il consumatore cerca e trova nei nostri prodotti; il 70 per cento delle nostre terre è rappresentato da montagne, è anche grazie al nostro lavoro che riusciamo a sostenere questo ambiente così unico per clima, conformazione, paesaggio ed è la stessa unicità che dà valore alle nostre grappe». A questo proposito il consiglio lavorerà molto sulle sinergie con altri partner trentini e non solo. «Dovremo puntare sul gioco di squadra cercando di unire le forze con altre realtà del territorio trentino, ma non solo – continua il presidente Scarabello – per farlo abbiamo bisogno di cominciare un percorso che guardi ai nuovi consumatori, pur puntando sul valore aggiunto che abbiamo e che troviamo nella tradizione del nostro prodotto». Tra le azioni in programma anche il potenziamento della comunicazione e dell’immagine del marchio del Tridente attraverso gli strumenti tradizionali, ma soprattutto utilizzando il linguaggio dei nuovi sistemi di comunicazione, a partire dai social network. «Un modo per cominciare a raccontare un prodotto storico con mezzi innovativi», sottolinea Mirko Scarabello.

Come detto Vicepresidente dell’Istituto sarà ancora Bruno Pilzer (distilleria Pilzer), mentre gli altri consiglieri sono Luigi Cappelletti (Antica Erboristeria Dr. Cappelletti), Alessandro Marzadro (Marzadro), Carlo Pezzi (distilleria Pezzi), Giuliano Pisoni (distilleria Pisoni), Bernardino Poli (Casimiro), Rudy Zeni (distilleria Zeni).

L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino  è nato nel 1965 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 24 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”. Quello della grappa in Trentino è un settore di non piccolo conto, soprattutto se calato nell’economia locale. Ogni anno vengono prodotti in Trentino circa 10 mila ettanidri di grappa (circa il 10% del totale nazionale) vale a dire circa 4 milioni di bottiglie equivalenti (da 70 centilitri) distillando 15 mila tonnellate di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (30% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 45%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15milioni di euro per l’imbottigliato e 2 milioni di euro per quanto riguarda la materia prima.

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Ventesima edizione Giornate del Pinot Nero. 5-7 maggio 2018

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di Silvia de' Lutti


Tanta passione, umiltà, confronto e una presidenza giovane, al femminile sono gli ingredienti per realizzare un evento unico, seguito ogni anno da un pubblico sempre più numeroso anche internazionale: ecco cosa sono le giornate del Pinot Nero. Questa manifestazione, giunta alla ventesima edizione, rappresenta l’ennesima conferma della tenacia degli altoatesini. 

Nel 1999 alcuni petit vigneron di Egna e di Montagna, coscienti delle capacità espressive del Pinot Nero e soprattutto delle sue potenzialità, hanno voluto attirare l’attenzione e l’unico modo per farlo è stato quello di organizzare una “festa” in suo onore.  Il vitigno borgognone è presente in Alto Adige dalla metà dell’800, nel corso degli anni si è acclimatato così bene da farne una vera terra d’elezione: ora l’8% della superficie vitata a bacca rossa è costituita da Pinot Nero. Una presenza importante che non può passare inosservata soprattutto considerando le difficoltà, ben note a tutti, di coltivazione. 

Una nicchia pedoclimaticamente adatta al raggiungimento ottimale della maturazione fenolica. Le montagne ombreggiano i vigneti il mattino contenendo le temperature; ci sono gli sbalzi termici che aiutano lo sviluppo degli aromi, grazie ai tramonti tardivi e il vento, l’Ora del Garda, che mantiene i grappoli asciutti preservandoli da attacchi di muffe. Soprattutto nei comuni di Egna e Montagna, sul versante sinistro della Valle dell’Adige, in particolare nei cru più vocati, come l’altopiano di Mazzon (Egna) o le frazioni di Gleno e Pinzano (Montagna), le condizioni ottimali generano vini dall’aroma elegante, minerali e persistenti, offrendo un’interpretazione unica del Pinot Nero. Non è un caso, quindi, che il concorso nazionale veda, di solito, ai vertici della classifica, una massiccia presenza di Blauburgunder altoatesini.

Ed è così che dal 1999 ogni anno si ripete questo evento, inizialmente poche presenze una ventina di cantine, quest’anno ben 83 produttori hanno partecipato al concorso nazionale del pinot nero. Una selezione condotta con rigidi criteri, alla cieca, con una commissione di una quarantina di esperti non solo nazionali ma anche stranieri.

Ines Giovanett produttrice e giovane Presidente del comitato organizzatore:” In occasione della ventesima edizione abbiamo voluto puntare fortemente i riflettori su questo vitigno, creando una vera festa. Il mio obiettivo da Presidente è quello di far conoscere questo vitigno, non solo quello altoatesino, ma vorrei tanto portare l’attenzione anche sugli altri Pinot Nero italiani, quelli provenienti dalle zone più vocate come Oltrepò Pavese, Toscana, Valle d’Aosta, Friuli e Sicilia. Lo scorso anno tra i primi dieci classificati c’erano un toscano ed un trentino, in passato ha vinto un produttore della Valle d’Aosta, poi ci sono stati piemontesi, siciliani e toscani ancora. Questa è la strada da perseguire, c’è ancora da imparare tanto su questo esigente vitigno e tutto ciò si può fare anche unendosi e confrontandosi”. Il target finale del concorso è quindi quello di essere uno stimolo, una competizione sana per i produttori e un momento di festa e di apprendimento per i “fans”.

Grandi conferme sul podio 2018, l’Alto Adige sta volando alto:

1)Castelfeder Pinot Nero Riserva Burgum Novum 89 p.

 2) Kellerei Terlan Pinot Nero Riserva Monticol  88,5 e Kellerei Girlan Pinot Nero Riserva Trattmann 88,5 

3) Kellerei St. Michael Eppan Pinot Nero Riserva Sanct Valentin 88,3

Quest’anno si sono fatte valere cantine ben note, con tanta esperienza alle spalle, ma tra i primi dieci troviamo anche delle realtà nuove di piccoli produttori, come Kollerhof, che già si è fatto notare  negli ultimi anni nonostante sia una cantina”neofita”.

Sullo scalino più alto del podio è salito con 89 punti il Pinot Nero Riserva 2015 “Burgum Novum” di Castelfeder, un vino importante – come dice l’enologo Ivan Giovanett: “il mosto pressato utilizzato in vinificazione dona struttura” - forse un po’ fuori dal coro, ma rappresenta comunque una chiave di lettura del terroir e delle tradizioni atesine.

Castelfeder si trova a Cortina, uno dei primi paesi sulla strada del vino dell’Alto-Adige venendo da Sud, poco prima di Egna e Montagna, anche se la zona di produzione del Burgum Novum è Gleno, frazione di Montagna.

L’azienda Castelfeder è giunta alla terza generazione: cinquant’anni di storia, fatta di piccoli numeri e grande qualità. Oggi è condotta da Ivan e Ines Giovanett, insieme al padre Gunther e alla madre Alessandra. Castelfeder non è solo una realtà italiana, c’è voglia di avventura e di sperimentare nuovi mercati. Nel 2011 Ivan Giovanett ha intrapreso un nuovo progetto vinicolo: Sorentberg una cantina in Mosella fondata con l’amico Tobias Treis, che nella stessa zona produttiva è enologo e proprietario della storica azienda Julius Treis  (di famiglia dal 1684). Insieme hanno acquistato 9,5 ettari di questo territorio difficile – soprattutto per la pendenza, che arriva a 110%, una viticultura eroica anzi estrema – ma unico per la composizione del suolo, ricco di fossili pietrificati nell’ardesia rossa. Ivan dice: “ è stata una scommessa ripagata durante il reimpianto dei vigneti, quando sono state rinvenute mille viti di Riesling a piede franco, di cui il 98% ancora in vita. Dopo due anni di attente cure queste viti, inattive da 25 anni, hanno ripreso la produzione”. Oggi danno vita a due diverse tipologie di Riesling, Rotschiefer e Alten Reben.

Ivan Giovanett, enologo e titolare giovanissimo della cantina, è orgoglioso di aver vinto il concorso miglior Pinot Nero 2018: “Innanzittutto questa è l’unica manifestazione italiana che attribuisca una primaria importanza al nobile vitigno. Secondo poi, abbiamo vinto nella annata considerata convenzionalmente la migliore, la 2015. Questo pinot nero è il frutto di un lavoro intenso che inizia con una minuziosa preparazione in ogni dettaglio a partire dal vigneto fino alla vinificazione. I vigneti si trovano nella zona di Gleno a circa 500 -700 mt slm (per Ivan non si può coltivare oltre questa altitudine, non si hanno garanzie di una produzione costante): ed è proprio qui, a questa altitudine, che una combinazione di terreno, microclima e mano esperta dell’uomo creano una sorta di magia, nota distintiva della nostra produzione. Ad una vinificazione meticolosa, fatta di uve diraspate ma con tanti acini per ritardare la fermentazione,  l’utilizzo di mosto pressato che conferisce, a mio parere, una certa struttura, tante microvinificazioni,  segue un processo di maturazione in barrique di 15 mesi, quindi l’imbottigliamento ed altri 6 mesi di affinamento in bottiglia”.

Una guida d’eccezione per me, la Presidente Ines Giovanett ha voluto portarmi nel cuore dei vigneti di Gleno da 480 a 800 mt slm, con terreni porfirici, dove si trovano i loro preziosi vigneti coltivati prevalentemente a guyot ma alcuni, quelli più vecchi, anche a pergola, per mostrarmi una terrazza naturale sull’85% delle zone di produzione di Pinot Nero della Val d’Adige. Abbiamo sostato per quasi un’ora sul ponte di una vecchia ferrovia che funge da balconata di questo teatro naturale fatto di vigneti a perdita d’occhio. Dalla nostra postazione di Gleno, cru emergente, posta a sud – sud ovest si è scorto, appena sotto, il ben noto e vocato cru di Mazzon con vigneti posti a nord – nord-ovest: questi sono terreni con condizioni pedoclimatiche ottimali, i vini provenienti da questi cru sono eleganti, minerali e persistenti e rappresentano una interpretazione unica del pinot nero. E poi, da lì, si vede tutta la bassa atesina, interrotta dal Monte di Mezzo che separa a destra il Lago di Caldaro e dall’altra  la zona di Appiano e Cornaiano. Ines Giovanett mi ha spiegato con tanto orgoglio le differenti zone di produzione del Pinot Nero atesino, un vitigno che ancora si sta cercando di capire: - “c’è molta strada da fare per raggiungere l’optimum, è necessario mettersi sempre in discussione e continuare a sperimentare” - come ha sottolineato l’enologo di St Michael –Eppan, Hans Terzer, dal 1977 in cantina, il cui motto è: ”la qualità non ammette compromessi”.

Quest’anno si è voluto festeggiare la ventesima edizione introducendo due eventi ad hoc: Top of Pinot Nero e il premio del pubblico.

La Top of Pinot Nero è stata una degustazione di annate scelte dei Top dieci produttori delle ultime diciassette edizioni del concorso nazionale del Pinot Nero.

Una degustazione avvincente a cui ho avuto la fortuna di partecipare.

Schierati in “cattedra” i professori del Pinot Nero, i vigneron altoatesini che negli ultimi anni hanno tracciato una via e che ancora stanno sperimentando per fare di più. L’obiettivo è la qualità, sempre! In realtà nella sala culturale J. Fisher di Montagna si sono presentate  9 teste di serie: 2014 Pinot Nero Riserva Monticol, Terlan; 2013 Pinot Nero Riserva Stroblhof, 2013 Pinot Nero Rierva Linticlarus, Tiefenbrunner, 2012 Pinot Nero Riserva Trattmann, Girlan, 2010 Pinot Nero Riserva Ludwig, Elena Walch; 2010 Pinot Nero Riserva Villa Nigra Schreckbichl; 2009 Pinot Nero Riserva Burgum Novum, 2007 Sanct Valentin, St. Michael Eppan, 2004 Pinot Nero Riserva, Gottardi.

Nella sala, luminosissima con grandi vetrate affacciate sulla vallata tutta verde, non volava una mosca, l’attenzione era focalizzata sui produttori che, a turno, presentavano con passione e precisione il loro vino. E’ stata una escalation che oserei definire perfetta: si è partiti da un pinot nero freschissimo, giovane nel colore e nel gusto, Monticol 2014 di Terlan, che ha svegliato il palato e l’interesse per finire con un campione di eleganza e di equilibrio, velluto, il Pinot Nero Riserva 2004 di Gottardi che può tranqullamente tenere testa ad un cugino d’oltre borgognone. Passando per altri bellissimi campioni capaci di farci capire, una volta in più, cosa e come si presenta  il Pinot Nero in Alto Adige. Proprio nel mezzo di questa carrellata una lettura femminile, una finestra rosa, che forse si è rispecchiata anche nelle caratteristiche del vino: Ludwig di Elena Walch, raccontato dolcemente e professionalmente da Julia, figlia di Elena Walch. Elegante e sinuoso, è un vino che spicca per la perfetta coniugazione tra una buona struttura, un’ottima complessità ed una bevibilità rara.

E poi ancora una novità: il Premio del pubblico. Si tratta di un riconoscimento speciale che il Comitato ha attribuito al Pinot Nero italiano più votato dai winelovers. Durante il primo fine settimana di maggio, circa 600 amanti e intenditori di Pinot Nero si sono recati a Egna per degustare oltre cento campioni e per eleggere il favorito tra gli 83 del concorso nazionale. Il primo premio del pubblico, nella storia delle Giornate altoatesine dedicate al Pinot Nero è stato assegnato al Pinot Nero Riserva „Trattmann“ della Cantina Girlan. Tra i più votati, si sono posti in evidenza quelli delle della cantine di Andriano, Brunnenhof, Ferruccio Carlotto, Castelfeder, Gottardi, Kollerhof, Ignaz Niedrist, San Michele-Appiano, Stroblhof ed Elena Walch.

I banchi d’assaggio allestiti ad Egna hanno rappresentato una opportunità unica di confronto e di scoperta: 105 campioni di cui 83 nazionali provenienti dalle varie zone più vocate  e 22 Pinot Nero internazionali (Austria, Svizzera, Germania, Francia, Olanda, Bulgaria, California, New York, Australia).

Non faccio mistero di essere rimasta colpita da alcuni in particolare e per questo vorrei stilare una mia personalissima classifica che va a premiare due nazionali in concorso ed un outsider straniero.

Mi ha impressionato innanzitutto il colore dell’Himalaya, il Pinot Nero di Glassierhof, un piccolo produttore di Egna, cantina giunta ora alla nona generazione. Un rosso ciliegia brillante, quasi fluo, lo stesso della foglia impressa sulla etichetta, è un continuo rimandarsi tra etichetta e bicchiere. Ciò che rimane in mente di questo vino è equilibrio e digeribilità, tanta freschezza che invoglia a bere almeno un secondo bicchiere.

Dalle colline marnose e calcaree della Brianza, con un clima continentale mitigato dall’influenza dei laghi, un Pinot Nero vinificato in acciaio e affinato in botti di rovere francese da 500hl per circa 12 mesi, poi imbottigliato. Ecco il San Giobbe Pinot Nero della Azienda Agricola La Costa, una vera rarità in questa zona. Un vino che si distingue sicuramente dai fruttati cugini altoatesini, ma accomunato per l’ eleganza e la leggerezza. Molto curioso!

E poi, dopo qualche piacevole assaggio dei nobili borgognoni, mi ha incantato una beva freschisssima, un pinot nero d’oltreoceano: il Patricia Green Cellar Balcombe Vineyard, Oregon. Benchè per me rappresentasse l’assaggio n. 100, così mi ricordava la traccia che ho seguito, ha svegliato e catturato la mia attenzione. È decisamente ricco e fresco, con menta, liquirizia e tabacco che ampliano il già bel fruttato scuro, pepe, balsamico intenso e frutto vivo. Accattivante anche al palato che è elegante e ricco.

Ho avuto la possibilità di degustare tantissime interpretazioni di Pinot Nero ecco perché sono convita che la Presidente Ines Giovanett abbia fortemente ragione: è necessario più che mai creare occasioni di confronto sano come questa per continuare a crescere e soprattutto per conoscere le zone più vocate di tutto il mondo, ognuna con una versione che rappresenta i singoli terroir!

Auf Wiedersehen alla edizione n. 21 delle Giornate del Pinot Nero 2019!

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Un palinsesto Wine TV...tutto nuovo!

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Cari Winetvlovers,

arriva il nuovo palinsesto che porta con sé tanti video da scoprire.

A Città di Castello si è svolta la quinta edizione di una kermesse davvero unica, dedicata alle piccole cantine e ai giovani produttori. Chiara Calcagno ci condurrà fra i banchi dell’Only Wine Festival.

Ancora tanti i video girati all’ultima edizione del Vinitaly fra cui l’intervista a Arturo Ziliani dell’azienda Guido Berlucchi e quella ad Andrea Maschio dell’azienda Bonaventura Maschio. Il nostro Luca Radicchi inoltre è riuscito a incontrare Francesco Moser. E poi i “Vinitaly flash” girati ai padiglioni della Puglia e della Calabria.

Su Wine TV arriva Terre e Calici, il nuovo documentario prodotto da Menù Digitali in cui il vino è raccontato attraverso le emozioni e le parole dei produttori. Aziende agricole, vignaioli, tecnici, ruoli istituzionali sono i narratori di ciascuna puntata.

Continuano le “Due chiacchiere con..” i protagonisti dell’evento Wtfood Expo di Tokyo che si svolgerà dal 5 al 7 giugno. 


Ultimi giorni per fare il nostro sondaggio. Cliccate sul link https://sondaggio.wine-tv.it/it/home/ e rispondete alle semplici domande. Riceverete il codice sconto del 10% da utilizzare sull’acquisto di bottiglie take away in tutti i negozi Signorvino.  Fate sentire la vostra voce e aiutateci a conoscere i gusti e le esigenze dell’appassionato di vino in Italia. 

Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube

Seguiteci anche sulla nostra pagina Facebook e su Instagram

Per sapere tutti gli orari della messa in onda vostri format preferiti basta consultare la Guida Tv sul nostro sito.

Buona visione e buon vino a tutti!

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Concours Mondial de Bruxelles

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“I migliori vini dalla Cina con furore”

di Marco Rossi

Wine TV non era mai sbarcata oltre i confini comunitari nè con le sue frequenze nè con i suoi protagonisti. Il 25° Concours Mondial de Bruxelles svoltosi nel distretto di Haidian, a Pechino è stato un ottimo pretesto per creare un ponte solido tra il canale “nostrano” e il cuore economico pulsante dell’Asia.

Per l’occasione il CMB ha selezionato e radunato un numero record di giudici degustatori (circa 345) provenienti da 50 nazioni, tra cui il nostro EasyWiner Maurizio Zanolla e me medesimo (Marco Rossi), si sa che quando c’è da degustare il team di Wine TV non si tira mai indietro, anche se i numeri del Concours Mondial 2018 incutono “timore”: un record di vini iscritti, oltre 9.180. 

Con tutto il rispetto verso i produttori del bel paese e del vecchio continente, abbiamo accettato l’invito soprattutto per poterci confrontare con i vini del nuovo mondo e del nuovissimo mondo e non siamo rimasti delusi dato che la Cina ha contribuito in larga parte al roster iscrivendo oltre 480 vini provenienti da 150 aziende, con un incremento del 90,2% rispetto all’edizione 2017 del CMB svoltasi a Valladolid, posizionando la Cina subito dietro le nazioni così dette “Big” del panorama vitivinicolo mondiale.

A titolo di paragone, la Cina ha partecipato al Concours Mondial per la prima volta nel 2006 con appena 8 vini.

Da allora molte cose sono cambiate, è vero che oggi il consumo pro-capite cinese di vino è ancora al disotto dei 2 Litri contro un consumo Italiano superiore ai 30 Litri ma va considerato che gran parte della popolazione cinese (vicina a 1.6 miliardi) non beve vino e se acquista alcolici si dirotta verso il tradizionale Baijiu. I Wine-Lover sono comunque 48 milioni contro gli 8 milioni del bel paese…”È la prima volta che una competizione enologica di questo livello si volge in Asia” (parole del Presidente del concorso il Dott. Baudouin Havaux) e siamo sicuri che non sarà di certo l’ultima.

Altro dato che ha stuzzicato e non poco il mio appetito da geek degli estremi del vino è stato l’aumento di circa il 60% del numero di vini biologici e biodinamici presenti al concorso, incredibile dictu, le iscrizioni cinesi rappresentano una parte importante di questo incremento poiché oltre un terzo di queste si riferiscono a vini biologici..questo sarà sicuramente uno spunto di riflessione rispetto all’immaginario europeo di questo paese, posso solo dire che nel nostro percorso alla scoperta del vino cinese abbiamo imparato a comprendere meglio un paese stretto tra innovazione e tradizione, tra pragmatismo e visione tra trend e prospettiva.

Come l’organizzazione del CMB ci ha fatto notare ben presto, dati alla mano, l’anno precedente il comparto vitivinicolo cinese si era aggiudicato ben 78 premi, tra cui 4 Grandi Medaglie d’Oro e 33 Medaglie d’Oro.

Inutile dire che sia io che Maurizio eravamo già pronti con le valigie in mano una volta saputa la destinazione del CMB 2018 e che le informazioni che l’organizzazione via via ha rilasciato con sapiente storytelling non hanno fatto altro che accrescere la nostra voglia di colmare i calici del dolce nettare orientale.

Secondo l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV), la Cina ha conosciuto una rapida crescita delle parcelle piantate con vitigni internazionali. Il novantadue per cento delle iscrizioni cinesi al Concours Mondial 2018 riguardano vini ottenuti da vitigni di origine internazionale: Cabernet-Sauvignon,Chardonnay,Merlot e Syrah, tra le varietà più piantate al mondo...la nostra curiosità era ai massimi storici!

Giusto per chiudere la panoramica sul paese della Grande Muraglia: le principali regioni vitivinicole che producono queste varietà sono: Ningxia (“regione viticola per eccellenza in Cina”), Xinjiang (la più grande produzione di uva da vino), Hebei (“la patria” del primo vino bianco secco cinese e del primo vino rosso secco cinese all’interno della quale c’è la famosissima area di Qinhuangdao), Pechino (dove la vinificazione risale a un centinaio di anni fa), e Shandong (la regione con le più alte vendite di vino in termini di volume e di valore)

Il distretto di Haidian a Pechino, che ha accolto in Concours Mondial de Bruxelles 2018, non è di fatto un territorio di vigneti, è conosciuto come il centro dell’industria informatica in Cina ed è spesso definito la “Silicon Valley cinese”. Non è una coincidenza, quindi, che il Concours Mondial de Bruxelles abbia scelto Haidian per introdurre un nuovo sistema di valutazione digitale del vino.

Sbarcati a Pechino abbiamo avuto un giorno libero per poter esplorare la “capitale del nord” tra grattacieli infiniti che penetrano la fitta corte di nebbia che troppo spesso copre il cielo e mercatini quasi rionali con spiedini di scorpioni e anatre alla pechinese in bella mostra. La lezione che io e Maurizio abbiamo da subito imparato è quella di prestare attenzione alla scala della mappa, muoversi all’interno del primo anello centrale richiede ore ed ore e abbiamo rischiato di arrivare con peccaminoso ritardo alla prima cena tradizionale organizzata da alcuni amici cinesi importatori di vino Italiano, Shawn e Diletta.

Paese che vai e Tignanello che trovi, i nostri traghettatori enogastronomici ci hanno accolto con una degustazione alla cieca di vini del vecchio e nuovo mondo in abbinamento al tradizionale hot-pot. Seppur stanchi e stravolti dal viaggio i nostri sensi non ci hanno abbandonato e abbiamo azzeccato almeno vitigno o territorio di 7 vini su 10 andando a degustare tra gli altri Tignanello, Barolo di Marchesi di Barolo un Montrachet e via dicendo trovando dei commensali estremamente attenti al panorama vitivinicolo del vecchio mondo. Anche gli abbinamenti sono stati divertenti dato che l’hot-pot altro non è che un piatto metamorfico che evolve durante la cena, una sorta di pentolone in cui via via vengono aggiunti nuovi ingredienti, da un semplice Tofu fino alla pregiata Wagyu sia Giapponese che Cinese, passando per la prelibatezza della serata ovvero una manciata di piccoli e squisiti bachi presenti in incognito sul fondo del tegame.

Per farvi capire cosa si beve in Cina di non cinese, ecco l’elenco dei vini assaggiati nella serata informale:

1- Champagne Esprit Nature di Giraud s.a.

2- Tignanello 2012 di Antinori

3- Saint Emilion Grand Cru Lassègue 2006

4- Barolo 2012 di Marchesi di Barolo

5- Australia Star Cab. Sauvignon 2014 di Langhorne Creek 

6- Chianti Classico 2013 di Cafaggio

7- Morellino di Scansano La Rasola

8- Puligny Montrachet Premier Cru La Garenne 2015 di Remoissenet

9- Pernand-Vergellesses Premier Cru Les Vergelesses 2014 di Remoissenet

10- Vermentino di Toscana La Rasola

Il secondo giorno è stato all’insegna di attività organizzate dal CMB, partendo la mattina con un risveglio muscolare al sapore di Tai-Chi e Kung-Fu, passando per una Master-Class sul vino di Hebei e Ningxia non prima di aver compreso sia la produzione che il consumo di vino nel paese grazie all’interessantissima lezione del connazionale Alessio Fortunato, docente universitario ormai stabilmente presente in Cina.

La cerimonia di apertura serale è stata “avvolgente”, ha catturato ogni singola cellula del nostro corpo grazie a luci, suoni colori e sapori sapientemente messi in scena dal paese ospitante e da una squadra di professionisti e chef senza eguali considerando che eravamo quasi in 500, non vi tedierò con i dettagli dato che vi starete tutti chiedendo semplicemente come sono andate le sezioni di assaggio dei giorni successivi.

Dal terzo giorno abbiamo degustato per tre giorni consecutivi in panel misti composti da cinque giurati internazionali per poter giudicare in maniera oggettiva ma anche trasversale il campioni che ci venivano serviti rigorosamente alla cieca.

Tra i giurati anche 66 esperti cinesi a giudicare i vini al Concours Mondial 2018. La mia squadra era composta da Jean, capo panel e giornalista radiofonica Irlandese che ogni mattina portava il sole al banco di assaggio, Bruno un enologo Sloveno navigato e sempre di buon umore, Xavier giornalista nativo della Rioja e amante dei rossi strutturati e per concludere da Kai, enologo cinese estremamente competente e sempre attento alle sfumature tecniche del vino.

In tre giorni abbiamo degustato oltre 150 vini rigorosamente alla cieca fornendo valutazione tramite tablet XiaoMI con scheda tecnica facilmente interpretabile e molto in linea con le nostre abitudini italiane, i dati sono stati poi rapidamente elaborati per fornirci un primo screening…la mia commissione è stata avara di medaglie anche se qualche vino ci ha realmente sorpreso e lo abbiamo giustamente premiato come il Pino Arba Reserve Pinot Noir 2013 della Kazaka Laura Kabdunass o il metodo classico Chante D’Eole Brut Rosè 2015 di Chateau Chante D’Eole.

Per saperne di più e scoprire tutte le medaglie potete consultare i risultati del concorso direttamente su: http://results.concoursmondial.com/

Con il gruppo di degustatori ci siamo trovati abbastanza allineati, non entusiasmante la batteria dei Montepulciano d’Abruzzo e dell’ Haut Medoc, bellissima sorpresa il flight sul metodo classico dal Belgio e sul trebbiano italiano dove mi ha profondamente convinto il macerato Toscano per cui ho fatto il tifo con palese e inconsapevole campanilismo, Fontenasso Bianco 2016. 
Non per ruffianeria ma devo ammettere di essere stato colto impreparato dalle due batterie alla cieca con vini Cinesi che mi hanno entusiasmato per qualità, correttezza tecnica ed espressione di una visione che sta prendendo sempre più campo, Hebei e nello specifico Qinhuangdao i territori che mi hanno convinto di più assieme a Ningxia 

Ecco riportata la mia selezione dei 10 migliori vini di Cina degustati, mi sono permesso di esprimere il mio personalissimo giudizio che in futuro potrete condividere o criticare, sono comunque sicuro che presto avrete tutti la possibilità di degustare le etichette cinesi grazie ad un panorama vitivinicolo in rapidissima ascesa e affamato di esperienze oltre confine.

TOP 10 VINO CINESE:

utai Wine Cave Gold Label 2008 90% Cabernet Sauvignon 10% Syrah - Qinhuangdao 87/100

2 Bodega Langes Reserva 2009 Cabernet Sauvignon - Quinhuangdao

90/100

3 Kings Chateau Marselan 2016

87/100

4 Great Wall Marselan + Syrah 2016

86/100

5 Liuhe Vineyard

86/100

6 Shangri La Winery

87/100

7 Ren Xuan Chateau Cabernet Sauvignon 2013

88/100

8 Xiangu Lanxuan Pinot Noir Special Collection 2013

89/100

9 Amhetyard Classic Merlot 2014

88/100

10 Ge Rui 2015 Ningxia 

86/100

Sono stato catturato così tanto da Qinhuangdao e dalla tecnica della vite sotterrata in inverno per sopravvivere ai - 25 gradi del clima mongolo da non aver resistito alla tentazione di salire a bordo del press-tour organizzato alla scoperta di questo interessante territorio, questa però è un’altra storia che vi racconteremo prossimamente.

Se vi state chiedendo come sia possibile organizzare una manifestazione così importante in un paese così lontano e così culturalmente distante dal vecchio mondo, la risposta è semplice, Il Concours Mondial 2018 è stato organizzato con il sostegno del governo municipale di Beijing, del governo popolare del distretto di Haidian e del Beijing International Wine and Spirtis Exchange (BJIWSE), un’azienda professionalmente impegnata nel commercio del vino, al servizio dei clienti del mondo intero.

Quasi dimenticavo, la prossima edizione sarà nella caratteristica cittadina di Aigle tra le alpi Svizzere, EasyWiner ha appena girato una puntata in quelle zone, mentre io ho già il calice pronto per una nuova avventura!!!

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Sei mai stato dentro un acino? Viaggio nelle Langhe di Ceretto

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di Mattia Cialini

Sono un (ex) ragazzo, tanto fortunato. Mi ci portano, nelle Langhe. Col naso schiacciato contro il finestrino, mi beo del verde che avvolge le forme sinuose di questa terra. “Era secco ovunque, la scorsa settimana - mi diranno all’arrivo – la primavera è esplosa tutta insieme”. Col senno di poi, la consapevolezza delle fortune che si sommano, mi si scioglie in dolce tepore. E in un sorrisetto ebete che non mi si spiccica dalla faccia.

Ma prima dello sguardo da pesce lesso, mentre sono in macchina, i miei sensi sono acuti. La destinazione esatta del viaggio è un mistero. “Andiamo a vedere una cantina – mi dicono – è una sorpresa”. Usciamo da Alba, lasciandoci alle spalle un vero vitel tonné e un gelato, ça va sans dire, alla nocciola. La mia mente saltella da un nome all’altro dei produttori della zona, dal più intimo a quello roboante. “E’ Tizio? E’ Caio? Quante bottiglie fa?”. Non l’azzecco, e meno male. Perché quando l’auto inforca la salitella e scorgo l’indicazione “Ceretto”, arriva tutta insieme la botta dell’effetto wow.

Siamo nella tenuta Monsordo Bernardina, una delle quattro dell’azienda, quella che funge da quartier generale. Architettura d’avanguardia: qui si degusta, si vedono vigneti da cartolina e si ammirano le Langhe da un punto di vista privilegiato: manna per gli enoturisti di ogni risma. Ma non è un set, ci sono anche gli uffici amministrativi del gruppo. E, soprattutto, qui si fa il vino per davvero: la cantina è tanto pregevole, quanto funzionale.

Fortuna nelle fortune, a condurci per mano nel percorso tra l’esuberanza primaverile esterna e la sabauda eleganza interna, è Roberta Ceretto. Magari avrebbe volentieri passato il sabato in famiglia, invece sfodera un sorriso dolce e sincero che è un balsamo. Risponde garbata alle domande che mi passano in testa e mi intriga con aneddoti e chicche sulla storia dell’azienda. E’ lei il trait-d’union tra arte e artigianato che contributi diversi concorrono a definire l’universo Ceretto. Un ecosistema vasto e composito, che spazia dal genio (tristellato Michelin) Enrico Crippa, chef del ristorante Piazza Duomo di Alba, al Bricco Rocche, etichetta che vanta la più piccola menzione geografica fra quelle delineate dal disciplinare del Barolo, passando per il Cubo, opera contemporanea d’impatto nella tenuta in Castiglione Falletto. E poi: l’attenzione per il Moscato d’Asti, quello buono, e l’enorme lavoro per valorizzarlo, la genesi dell’Acino, altra futuristica creazione che si affaccia sui filari di Monsordo Bernardina. C’è poi il Blangé, impossibile non parlarne. Se ne fanno 600mila bottiglie l’anno, le altre 16 etichette di Ceretto, tutte insieme, non arrivano a una produzione di questa portata. “Può esser criticato – sorride Roberta – ma è grazie al successo del Blangé se ci siamo potuti permettere la conversione al biologico e tutti gli ultimi grandi investimenti”. Un fortuna inattesa, esplosiva, quella di questo Langhe Doc Arneis. Figlia di un vino semplice e “fruttoso” che, complice il disegno rivoluzionario dell’etichetta (di Silvio Coppola), è diventato un must commerciale.

Scivolano veloci gli attimi nell’incanto di Ceretto, tra la regale barricaia e due passi nel suggestivo panopticon dell’Acino, sorseggiando il Barolo Prapò e il Barbaresco Bernardot, entrambi 2014, che, appena usciti, godono già di una meravigliosa bevibilità figlia dell’annata.

Rimetto piede fuori dalla porta. Il cielo azzurro, i colli smeraldo, in mano un calice che roteo con voluttà. E’ l’istante in cui mi spunta il sorriso ebete.


NOTE DI DEGUSTAZIONE


Arneis Langhe Blangé 2016

Paglierino luminoso, impatto olfattivo citrino, poi biancospino, ginestra, pesca e frutta tropicale. Sbuffo iodato. In bocca sorprende l’immediata piacevolezza e la fresca, semplice bevibilità. Vitello tonnato.

Barolo Prapò 2014

Color rubino, esprime un naso complesso che spazia tra rose, iris, fragole e ciliegie, sottobosco, cioccolato, caffè. Sorso giovane e fresco, tannino sferzante ma la beva è già ottima. E diventerà meravigliosa. Lungo il finale. Filetto di manzo ai porcini.

Barbaresco Bernardot 2014

Un rubino che brilla nel calice. Profuma di violetta, melagrana, arancia sanguinella, fragoline di bosco e mirtilli. Soffio balsamico. E poi cacao, torrefazione, grafite. Sorso preciso quanto il profumo: suadente, godibile nell’immediato, straordinario tra qualche anno. Tannino di estrema eleganza. Grande persistenza. Guancia di vitello brasata.

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Torna il Cigar and Tobacco Festival

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Si terrà il 26 e 27 Maggio 2018 la seconda edizione del Cigar and Tobacco Festival, salone dedicato al tabacco in ogni suo aspetto, ma anche all’arte e al piacere del fumo lento, organizzato da Fiera Show Srl con il patrocinio del Comune di San Giustino, della Regione dell’Umbria, del Cigar Club Valtiberino e della Cigar Club Association.

Non a caso, sede del festival sarà la suggestiva cornice di Villa Magherini Graziani a San Giustino, nell’Alta Val Tiberina, in provincia di Perugia, laddove l’Umbria incontra la Toscana, l’Emilia e le Marche.

E non solo perché l’idea di un festival che celebri la coltivazione più diffusa del territorio è venuta al Primo cittadino di San Giustino, Paolo Fratini, ma soprattutto perché qui il tabacco è storia, prima ancora che economia.

 

LA STORIA DEL TABACCO NELLA VAL TIBERINA - Una storia che inizia secoli fa, quando Alfonso Tornabuoni, vescovo di San Sepolcro, portò in valle i semi di questa pianta arrivata dalle Americhe e, più tardi, suo nipote Niccolò, anch’egli vescovo di San Sepolcro, ne favorì la coltivazione, tanto da guadagnarle il nome di “erba tornabuona”.

Siamo nella seconda metà del 1500.

La fortuita coincidenza -un secolo prima- della nascita di un minuscolo stato libero tra il Graducato di Toscana e lo Stato Pontificio, la Repubblica di Cospaia, fece sì che per secoli, quel lembo di terra prosperò proprio grazie al tabacco, o meglio al contrabbando delle foglie di tabacco, diventandone la capitale italiana fino al 1826, quando Papa Leone XII costrinse i cospaiesi a firmare l’atto di soggezione e limitò la coltivazione del tabacco a un massimo di mezzo milione di piante.

Il tabacco continuò a prosperare in tutta l’Alta Val Tiberina, soprattutto nel corso del Ventesimo secolo quando si sviluppò la coltivazione sia del tipo Kentucky nella parte toscana della vallata, che del tipo Virginia bright in quella umbra, portando, in alcuni momenti, ad occupare alcune migliaia di posti di lavoro nell’area.

Le “tabacchine” della “fattoria di Città di Castello”, a pochi passi da San Giustino, furono non solo un volano per lo sviluppo economico della valle, ma soprattutto un elemento imprescindibile dell’emancipazione femminile.

Si svilupparono cooperative di agricoltori dedite alla lavorazione del tabacco, numerose imprese metalmeccaniche per la realizzazione di macchinari agricoli per la coltura e lavorazione del tabacco, che non solo significarono posti di lavoro, ma sviluppo di tecnologie all’avanguardia ancora oggi utilizzate in tutto il mondo.

Nacque anche un Museo Storico-scientifico del tabacco, il primo in Italia, tuttora fruibile (museotabacco.org), a San Giustino, comune nel quale oggi rientrano i territori di quella che fu la Repubblica di Cospaia.

 

IL SUO FUTURO - Malgrado una certa crisi vissuta negli ultimi anni, il futuro del tabacco dell’Alta Val Tiberina presenta numerosi elementi di novità, come la nascita di un’importante manifattura di sigari nella zona e la produzione del primo sigaro bio al mondo, che hanno aperto prospettive significative al settore per i prossimi anni.

 

CIGAR E TOBACCO FESTIVAL - Il festival, il primo del territorio, si propone di offrire una vetrina unica ai produttori e agli importatori di sigari di tutto il mondo, con l’esposizione del più ampio ventaglio di proposte del settore; ai produttori di articoli correlati al fumo lento, nonché ai prodotti da gustare in abbinamento ai sigari, come distillati o altre eccellenze enogastronomiche.

Nell’ambito del festival ci sarà spazio anche per degustazioni in compagnie di esperti e produttori, momenti di approfondimento rivolti al pubblico di appassionati e curiosi, incontri b2b.

Un apposito spazio sarà dedicato alle macchine e alle attrezzature per la produzione di tabacco e di sigari e saranno previste anche sessioni di formazione apposite per tabaccai e operatori.

A latere dell’evento saranno organizzati anche itinerari turistici alla scoperta delle bellezze del territorio, da Città di Castello -unica città rinascimentale dell’Umbria, con la sua ricca Pinacoteca e il Museo dedicato ad Alberto Burri, Maestro dell’Arte contemporanea che nell’Alta Val Tiberina è nato, ha vissuto e ha operato- fino a San Sepolcro, città delle cento torri e di Piero della Francesca.

 

COME PARTECIPARE - Per partecipare al Cigar and Tobacco Festival e per avere informazioni sull’evento e sulle iniziative che possono essere realizzate al suo interno consigliamo di contattare direttamente l’azienda Fierashow al numero 389 127 68 72 o via mail all’indirizzo commerciale@fierashow.it

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Il Nuovo Palinsesto Wine TV!

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Cari Winetvlovers,

vi proponiamo un palinsesto tutto nuovo con numerosi filmati inediti.

Cristiano Cini e Simona Bizzarri hanno trascorso una giornata nel “parco divertimenti” dedicato ad ogni appassionato del buon cibo e del buon vino e a tutti coloro che prestano attenzione particolare alla materia prima: sono andati al Fico Eataly World.

Vi proponiamo il nostro reportage sul Vinitaly appena trascorso con tanti servizi e interviste ai produttori. 

Nei giorni dell’affascinante ma impegnativa kermesse, Signorvino ha organizzato cene ed eventi a tema, sempre divertenti e coinvolgenti: Marco Rossi e Chiara Calcagno sono andati ad una serata nello store della Valpolicella e ce la mostrano sul piccolo schermo.

Il nostro Easy Winer Maurizio Zanolla ha varcato i confini nazionali per portarci a Lugano, a conoscere tre interessanti realtà.

Continuano le “Due chiacchiere con..” i protagonisti dell’evento Wtfood Expo di Tokyo che si svolgerà dal 5 al 7 giugno. 

Mentre Ottavio Venditto propone, nella sua carta dei vini, il Tinchitè di Feudo Arancio e il Valpolicella ripasso di Speri. 


Se ancora non avete fatto il nostro sondaggio, è il momento giusto. Cliccate sul link https://sondaggio.wine-tv.it/it/home/ e rispondete alle semplici domande. Riceverete il codice sconto del 10% da utilizzare sull’acquisto di bottiglie take away in tutti i negozi Signorvino.  Fate sentire la vostra voce e aiutateci a conoscere i gusti e le esigenze dell’appassionato di vino in Italia. 

Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube

Seguiteci anche sulla nostra pagina Facebook e su Instagram

Per sapere tutti gli orari della messa in onda vostri format preferiti basta consultare la Guida Tv sul nostro sito.

Buona visione e buon vino a tutti!

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Soave Preview 2018 – Dalle origini al futuro

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Una Soave Preview orientata al rinnovamento ha soddisfatto più di 70 giornalisti e buyer provenienti da tutto il mondo. Focus sulla garganega e la sua longevità, con 140 vini presentati secondo i territori.

Si è conclusa ieri, domenica 20 maggio, l’ultima edizione di Soave Preview 2018. La manifestazione ha permesso a coloro che sono venuti a Soave di conoscere l’identità più profonda, quella fatta di 3000 famiglie che ogni giorno affrontano le sfide che la viticoltura gli pone di fronte.

Attraverso i vari percorsi proposti, dal Soave safari fino alla degustazione delle vecchie annate in due verticali, dall’assaggio dell’annata 2017 al convegno sulla candidatura GIAHS-FAO, si sono potute dimostrare le virtù di una denominazione che mette al centro non solo il vino ma anche storia, cultura e tradizione, un sistema agricolo complesso e integrato, un caleidoscopio di sfaccettature che merita una particolare attenzione per la sua fragilità ma anche per la granitica determinazione dei produttori a spingere sulla qualità del prodotto.

Su questo tema è intervenuto Sandro Gini, presidente del Consorzio, alla sua prima uscita ufficiale dopo l’elezione e che ha elencato le linee programmatiche del consiglio in carica per i prossimi 3 anni. «Il rinnovamento della denominazione che vogliamo portare avanti passa da una maggiore consapevolezza delle potenzialità di questa denominazione. Per questo motivo voglio coinvolgere tutta la filiera, dal viticoltore all’enologo, in maniera dinamica e costruttiva, attraverso un dialogo continuo, per riaffermare il Soave tra i grandi vini bianchi al mondo per ampiezza di stili e capacità di invecchiamento. La stessa creazione del sistema delle unità geografiche aggiuntive partito 20 anni fa e ora in fase di definizione finale ci porta ad avvicinarci a quelle regioni che sono iconiche proprio grazie alla loro capacità di valorizzazione delle singole identità territoriali seppur sotto uno stesso marchio comunicato a livello internazionale.»

Valori e tradizioni rimarcati anche da Endo Yoshihide, coordinatore del programma GIAHS-FAO, in visita a Soave in occasione del convegno di apertura dedicato alla candidatura: «un territorio come quello del Soave così complesso e variegato, con una storia e tradizione centenaria, merita di essere conosciuto e riconosciuto a livello mondiale. I benefici di entrare in un programma come quello del GIAHS sono molteplici, tra cui un aumento del turismo, che favorisce l’intero indotto.»

Non sono mancati gli approfondimenti sui caratteri della garganega, grazie a un intervento dell’agronomo Ermanno Murari, seguito da un viaggio tra tempo e unità geografiche condotto egregiamente da Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere e Chiara Mattiello che hanno messo in mostra le capacità della garganega nell’esprimere un territorio; infine si è assistito a un’esplorazione dei suoli del Soave con Roberto Zorzin, geologo e la degustazione di Veronika Crecelius, penna di Weinwirtschaft dove invece si è potuta apprezzare la duttilità di quest’uva.

I giornalisti infine hanno potuto degustare alla cieca l’annata 2017, certamente una delle più complesse degli ultimi 30 anni a causa principalmente della siccità che ha colpito l’Italia durante l’anno, ma dalla quale grazie al lavoro in vigna e provvidenziali piogge nel mese di settembre, si sono potuti mantenere i caratteri di freschezza del Soave, accompagnati a una maggiore rotondità e profumi più fruttati rispetto alle annate precedenti.

Dai 7 giorni di confronto e degustazione che hanno coinvolto giornalisti, sommelier, operatori, produttori, wine lover e studenti MW si sono rivalutate le ultime annate dalla 2014 alla 2016, che passano da 3 a 4 stelle.

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Ciliegiolo d'Italia: torna con la IV edizione

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Narni (Tr) – 19 e 20 maggio 2018

 

Dopo il successo delle passate 3 edizioni, torna Ciliegiolo d’Italia, la prima iniziativa di approfondimento dedicata interamente a questo vitigno, diffuso in varie parti d’Italia ma ancora poco esplorato e a tutte le aziende che lo producono in purezza sul territorio nazionale.

L’evento si svolgerà, come sempre, a Narni conosciuta in passato come Narnia, che vanta origini antichissime risalenti all’epoca pre-romana ed è tra le cittadine più belle dell’Umbria, oltre a essere una zona ad alta vocazione per la produzione del Ciliegiolo. Due giorni, sabato 19 e domenica 20 maggio, di approfondimenti, degustazioni guidate e banchi di assaggio alla presenza dei produttori, presso il Palazzo dei Priori, in Piazza dei Priori, l'antica Platea Major, dove all'epoca romana c'era il foro. 

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Saranno circa 30 le aziende che con i propri vini permetteranno a un pubblico, non solo di operatori del settore ma anche di appassionati di enogastronomia, di scoprire le varie declinazioni di un “rosso agile e slanciato, che riscatta la propria leggerezza come un valore, come garanzia di trasparenza. E sa proporsi nei casi migliori come un rosso scorrevole e succoso, tutt’altro che scivoloso e sfuggente: un vin de soif capace di stimolare il sorso succesivo”, come lo ha definitivo Giampaolo Gravina, uno dei massimi esperti di enogastronomia.

Ad approfondire questi aspetti del Ciliegiolo, attraverso delle degustazioni guidate, ci saranno giornalisti e scrittori del calibro di Armando Castagno, Carlo Macchi (winesurf.it), Riccardo Viscardi e Livia Belardelli (Doctor Wine)e Maurizio Filippi (Ais, Miglior sommelier d’Italia 2016) . 

Il matrimonio tra vino e cibo sarà un altro protagonista. Infatti, alla collaborazione con Slow Food Terre dell'Umbria Meridionale si potranno degustare e acquistare alcuni Presidi e piccole produzioni alimentari di questa terra ricca di tesori del gusto.

La manifestazione è promossa e ideata dall'Associazione dei Produttori di Ciliegiolo di Narni, composta da sette aziende locali riunitesi per la promozione e lo sviluppo del “Ciliegiolo di Narni”, tipico di queste zone e presente già dal Medioevo.

L'Associazione dei Produttori di Ciliegiolo di Narni è formata dalle aziende: Leonardo Bussoletti (il cui titolare, Leonardo Bussoletti, è il Presidente dell'Associazione), Fattoria Giro di Vento di Azienda Agricola Mazzocchi, Tenuta Casale Milli, Tenuta Fabrucciano, Agraria Ponteggia, Cantina Sandonna, Ruffo della Scaletta. Queste sette realtà che producono ed etichettano Cilegiolo di Narni in purezza hanno aderito a un disciplinare che certifica l'adozione di determinate norme di lavorazione, sia in vigna che in cantina, più rigorose rispetto al disciplinare IGT, e si contraddistinguono grazie ad un bollino posto in etichetta.

 

Ciliegiolo d'Italia si avvale del contributo dell’Unione Europea, della Repubblica Italiana e della Regione Umbria – Programma di Sviluppo rurale per l’Umbria 2014-2020, Misura 3.2.1 -, del patrocinio e del supporto del Comune di Narni e della Provincia di Terni

 

 PROGRAMMA:

 

Sabato 19 maggio - Palazzo dei Priori 

- ore 12- 17 degustazione riservata per la stampa con il servizio sommelier
- ore 14.00 - Apertura dei banchi di assaggio di Ciliegiolo e dei presidi Slow Food Terre dell'Umbria Meridionale
- ore 18.00 – “Anime delicate. Il Ciliegiolo a confronto con i rossi leggeri italiani”. Degustazione alla cieca condotta da Armando Castagno

- ore 19.00 - Chiusura dei banchi di assaggio

Domenica 20 maggio – Palazzo dei Priori

- ore 12.00 - Apertura dei banchi di assaggio di Ciliegiolo e dei presidi Slow Food Terre dell'Umbria Meridionale
- ore 12.00 - Degustazione guidata:
I grandi rossi del Futuro: Ciliegiolo and friends. Ciliegiolo a confronto con i vitigni italiani. Degustazione condotta da Carlo Macchi, (Winesurf).
- ore 15.00 -
Ciliegiolo e dintorni: i vitigni umbri a bacca rossa. Degustazione condotta da Riccardo Viscardi e Livia Belardelli, (Doctor Wine)
- ore 18.00 -
 Il Ciliegiolo di Narni. Degustazione condotta da Maurizio Filippi (Ais, miglior sommelier d’Italia 2016)

- ore 19.00 - Chiusura dei banchi di assaggio

 

In breve:

 

Orari banchi di assaggio – Palazzo dei Priori, Piazza dei Priori 11

 

Sabato 19 maggio: ore 14:00 – 10:00

Domenica 20 maggio: ore 12:00 – 19:00

 

Biglietto di ingresso:

10 euro compreso le degustazioni ai banchi di assaggio e le degustazioni guidate della domenica

Ingresso gratuito per giornalisti e operatori del settore, tramite richiesta di accredito a ciliegioloanarni@gmail.com

 

Degustazioni guidate - Ridotto del Teatro Comunale Giuseppe Manini, Via Garibaldi

Compresi nel biglietto di ingresso alla manifestazione, su prenotazione (ciliegioloanarni@gmail.com). Degustazione di Armando Castagno euro 20 incluso ingresso alla manifestazione

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Festa del Ruchè

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Castagnole Monferrato, venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 maggio 2018

Degustazioni di Ruchè e prodotti tipici del Monferrato


…Torna la Festa del Ruchè!

 La formula e gli obbiettivi della Festa si confermano: promuovere e divulgare la conoscenza del Ruchè. Proporre   un evento mirato per creare interesse attorno alla nuova annata sia verso gli operatori, sia verso il grande pubblico degli enoappassionati.

Infatti a Castagnole Monferrato per tre giorni si degusta solo Ruchè! E questo grazie allo spirito di intraprendenza di una nutrita pattuglia di produttori che ha scelto anni fa di celebrare il gioiello del loro territorio e di fare squadra con il Comune di Castagnole Monferrato (che conferisce anche il nome alla doc) e con l’associazione Go Wine.

Una scelta che ha poi condotto a costituire l’Associazione Produttori del Ruchè di Castagnole Monferrato che, con il sostegno del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, promuove un importante calendario di eventi e momenti promozionali che hanno nella Festa di Castagnole il momento più importante.

Novità di questa edizione l’apertura già dal venerdì 11 maggio della manifestazione e proseguirà fino a domenica 13 maggio.

E’ l’occasione per fare il punto sui vini dell’ultima vendemmia e sulla produzione. E’ anche l’occasione per riflettere su come il Ruchè abbia interpretato in modo virtuoso il ruolo dei vini autoctoni, sapendo legare più fattori positivi.

Sabato pomeriggio alla ore 17.30 convegno di presentazione ospite Magda Antonioli Corigliano (professore di Macroeconomia ed Economia del Turismo all'Università Bocconi, direttore del Master in Economia del Turismo), nell’occasione sarà attribuito a Paolo Massobrio (giornalista enogastronomico, direttore di www.ilgolosario.it) il Premio Vin diVino.

E poi, a seguire, il banco d’assaggio con protagoniste le aziende vinicole che incontreranno il pubblico all’interno delle splendide sale della Tenuta La Mercantile fino alla tardo pomeriggio della domenica.

Sempre durante la giornata della domenica si svolgeranno due wine tasting, relatore Gianni Fabrizio (curatore della guida ai vini del Gambero Rosso)  e dedicati ai giornalisti, agli operatori di settore ed agli enoappassionati che vogliano approfondire la loro conoscenza sul Ruchè.

Uno spazio sarà riservato ai prodotti tipici, con la presenza dei ristoranti e della proloco dei Comuni della denominazione che porteranno le loro specialità direttamente alla Tenuta La Mercantile, creando un menù da gustare di accompagno ed in abbinato alla degustazione del Ruchè.

E ancora: animazioni musicali e passeggiate nei vigneti completano la proposta per un itinerario in un territorio di particolare fascino che, anche grazie al vino, sta conoscendo un nuovo sviluppo.

La Festa del Ruchè si svolgerà nel suo paese d’origine, Castagnole Monferrato, ma con produttori di tutti e sette i Comuni della sua delimitazione zonale: Castagnole Monferrato, Grana, Montemagno, Portacomaro, Refrancore, Scurzolengo e Viarigi.


Le aziende presenti al banco d'assaggio:

AMELIO LIVIO, Grana - BERSANO, Nizza Monferrato

BOSCO TOMMASO, Castagnole Monferrato - CALDERA FABRIZIA, Portacomaro

CANTINE SANT’AGATA, Scurzolengo - CANTINA SOCIALE DI CASTAGNOLE MONFERRATO

CAPUZZO RENATO, Castagnole Monferrato - CASCINA TERRA FELICE, Castagnole Monferrato

CRIVELLI, Castagnole Monferrato - FERRARIS AGRICOLA, Castagnole Monferrato

GARRONE EVASIO & FIGLIO, Grana - GATTO PIERFRANCESCO, Castagnole Monferrato

GOGGIANO, Refrancore - LA CASCINETA, Viarigi – LA MIRAJA, Castagnole Monferrato

MARENGO MASSIMO, Castagnole Monferrato - MONTALBERA, Castagnole Monferrato

TENUTA DEI RE, Castagnole Monferrato - TENUTA LA FIAMMENGA, Penango

TENUTA MONTEMAGNO, Montemagno.

 

 PROGRAMMA E COME PARTECIPARE

Venerdì 11 maggio (Tenuta La Mercantile)

Ore 19.0 – 24.00: apertura dei banchi d’assaggio alla presenza diretta dei produttori,

apertura punti gastronomici, apertura enoteca (vendita delle bottiglie) e intrattenimento musicale a cura di Triolina

 

Sabato 12 maggio (Tenuta La Mercantile)

Ore 17.30: convegno inaugurale, consegna del premio VindiVino a Paolo Massobrio, ospite Magda Antonioli Corigliano.

Ore 19.0 – 24.00: a seguire apertura dei banchi d’assaggio alla presenza diretta dei produttori, apertura punti gastronomici, apertura enoteca (vendita delle bottiglie) e intrattenimento musicale a cura di Climax Blunote

 

Domenica 13 maggio (Tenuta La Mercantile)

Ore 11.30 e ore 15.30: wine tasting condotti da Gianni Fabrizio (curatore della guida ai vini del Gambero Rosso) con invito ad operatori professionali ed enoappassionati.

Ore 12.00: apertura punti gastronomici.

Ore 10.30 – 18.00: apertura dei banchi d’assaggio, festa con i produttori, apertura enoteca (vendita delle bottiglie) e intrattenimento musicale a cura di Bobby Soul Blind & Bonobos

In mattinata: passeggiata nei vigneti

Nel pomeriggio: esibizione di caccia con i rapaci presso l’area del campo sportivo.

 

Il costo della degustazione è di € 12,00 con 8 buoni degustazione.

(€ 10,00 soci Go Wine e altre associazioni di settore)

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I migliori vini bianchi e rossi d'Italia, torna il prestigioso appuntamento con la wine selection di Vinoway

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Venerdì 4 maggio a Castello Monaci (Salice Salentino) una giornata dedicata alla migliore produzione italiana: convegno, masterclass e banchi d’assaggio con i piatti degli chef


I migliori vini rossi e bianchi d’Italia di scena nel Salento: dopo il successo della passata edizione, venerdì 4 maggio 2018 torna a Castello Monaci, a Salice Salentino (LE), l’appuntamento con la “Wine Selection” di Vinoway, associazione di promozione enogastronomica presieduta da Davide Gangi.

Più di cento le cantine, provenienti da diverse regioni italiane, protagoniste del “più grande banco d’assaggio organizzato in Puglia” con il patrocino dell’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia e Assoenologi Puglia, Calabria e Basilicata e la collaborazione dell’Associazione Italiana Sommelier di Puglia. 

“Vinoway Wine Selection” – spiega Davide Gangi -  è un evento dedicato soprattutto ai produttori, e si propone di dare risalto ai migliori vini bianchi e rossi d’Italia selezionati dagli autori e dai degustatori del Magazine Vinoway.com: per ogni azienda abbiamo scelto un solo vino, che abbia ottenuto un punteggio non inferiore agli 88 punti, quindi solo vini di ottima manifattura che regalano sensazioni organolettiche di altissimo pregio. Tra le selezioni saranno presenti anche vini “artigianali” prodotti da aziende a conduzione familiare. In questa edizione vogliamo dare grande risalto al lavoro dei produttori, ed in particolare alla storia della vitivinicultura nazionale, che consideriamo patrimonio culturale ed essenziale delle origini del nostro Paese. Avremo la presenza di produttori in rappresentanza delle diverse regioni italiane che stanno valorizzando con la loro passione e determinazione l’intero settore”.

Tante le novità dell’edizione 2018, che prevede tre diversi momenti nel corso della giornata: il convegno (ore 10.00) che verterà sugli argomenti “Vino Italiano: valutazioni del mercato interno ed estero” e  “Mercato del Vino in Italia: confronto tra vino ‘convenzionale’ e ‘artigianale’; una Masterclass (ore 15.00) a numero chiuso  sul tema: “I vini della passione”,  durante la quale ogni produttore presenterà il suo “vino del cuore”; i banchi d’assaggio dei vini selezionati (16.00-23.00), accompagnati dai piatti preparati dagli chef Alessandra Civilla (Ristorante Alex, Lecce), Emanuele Frisenda (Ristorante Aqua Le Dune, Porto Cesareo, Lecce), Alfredo De Luca (Osteria Origano, Minervino di Lecce), e dai prodotti tipici del territorio forniti da Mocavero Salumi (Monteroni di Lecce); Masseria Cinquesanti (Vernole, Lecce); Azienda Agricola Donna Oleria (Monteroni di Lecce); Il Fornaio di Bufo e Musardo (San Donaci, Brindisi); L’Orecchietta (Guagnano, Lecce).

Si segnala, infine, la partecipazione della pittrice Arianna Greco che presenterà le sue originali opere dipinte col vino.


Maggiori info su www.vinowaywineselection.it

I biglietti per Masterclass e Banchi d’assaggio (con calice e ticket food) potranno essere acquistati sul posto o in prevendita online: https://goo.gl/9RLgvf (eventbrite.it)


In ordine alfabetico le aziende e i vini presenti:

Agricola Felline - Cuvèe Anniversario 2010 Puglia

Agricola Fischetti - Muscamento 2017 Sicilia

Albea Vini - Lui 2015 Puglia

Apollonio Casa Vinicola - Divoto 2008 Puglia

Azienda Agricola Centorame - Castellum Vetus 2014 Abruzzo

Azienda Agricola Garesio - Barolo Cerretta 2013 Piemonte

Azienda Agricola Romaldo Greco - Cantico 2014 Puglia 

Azienda Agricola Specogna - Pinot Grigio Ramato Specogna Friuli Venezia Giulia

Azienda Agricola Stanig - Sauvignon 2016 Friuli Venezia Giulia

Azienda Agricola Vetrere - VT 2016 Puglia

Azienda Biologica Luigi Valori - Vigna Sant’Angelo 2010 Abruzzo 

Azienda Cantarutti Alfieri - Friulano 2016 Friuli Venezia Giulia

Azienda Tre Pini - Riserva Tre Pini 2014 Puglia

Azienda Vinicola Benanti - Nerello Mascalese 2014 Sicilia

Azienda Vinicola Rivera - Puer Apuliae 2012 Puglia 

Azienda Vitivinicola Marulli - Menone 2013 Puglia 

Aziende Agricole Livon - Braide Alte 2016 Friuli Venezia Giulia

Baglio del Cristo di Campobello - Lu Patri 2015 Sicilia

Barone di Serramarrocco - Nero di Serramarrocco 2014 Sicilia 

Batasiolo - Barolo Riserva 2008 Piemonte

Candido Vini - Immensum Doc Salice salentino riserva 2015 Puglia

Cantele Vini - Teresa Manara Chardonnay Vendemmia Tardiva 2016 Puglia

Cantina Colle Moro - Trebbiano d'Abruzzo 2017 Abruzzo

Cantina di Bolzano - Alto Adige Lagrein Riserva Prestige Line 2015 Trentino Alto Adige

Cantina di Venosa - Verbo 2015 Basilicata

Cantina Fiorentino - Piromàfo 2015 Puglia

Cantina Il Passo - Alberi in Piano 2014 Basilicata

Cantina Kurtatsch - Brenntal 2014 Merlot Riserva Trentino Alto Adige

Cantina La Marchesa - Cacc'e MMitte 2015 Puglia

Cantina Nals Margreid - Sirmian Pinot Bianco 2016 Trentino Alto Adige

Cantina Placido Volpone - Nero di Troia Rosone 2016 Puglia

Cantina San Donaci - Contrada del Falco 2016 Puglia

Cantina Terribile - Terribile 2014 Puglia

Cantina Valtappino - Embratur 2014 Molise

Cantine Antonio Mazzella - Vigna del Lume 2017 Campania

Cantine Argiolas- Cannonau di Sardegna Senes Riserva 2014 Sardegna

Cantine Astroni - Strione Campania IGT 2012 Campania

Cantine Borgo Turrito - Troquè 2016 Puglia

Cantine Botromagno - Pier delle Vigne 2014 Puglia

Cantine Coppi - Senatore 2011 Puglia 

Cantine del Notaio - Il Sigillo 2012 Basilicata

Cantine due Palme - Rosso Salento IGP 1943 2014 Puglia

Cantine Imperatore - Vincenzo Latorre Riserva 2011 Puglia

Cantine Lizzano - Macchia 2015 Puglia

Cantine Losito - Fiano 2016 Puglia

Cantine Paolo Leo - Orfeo 2015 Puglia

Cantine San Marzano - Sessantanni 2015 Puglia

Cantine Spelonga - Nero di Troia 2016 Puglia

Casa Vinicola Martino - Martino Riserva 2011 Basilicata

Castello Monaci - Aiace Riserva 2014 Puglia

Chiusa Grande - Perla Nera 2011    Abruzzo

Cipressi Claudio - Tintilia 66 2012    Molise

Claudio Quarta - Anima di Primitivo 2015    Puglia

Codice Citra - Ferzo 2016   Abruzzo

Consorzio Produttori Vini Manduria - Elegia Riserva 2013   Puglia

Conte d’attimis Maniago - Pignolo 2008   Friuli Venezia Giulia

Conti Zecca - Terra 2014    Puglia

Duca Carlo Guarini - Boemondo 2013    Puglia

Elena Fucci - Titolo 2015    Basilicata

Farnese Vini - Edizione Cinque Autoctoni 17    Abruzzo

Fattoria Nicolucci - Predappio di Predappio - Vigna del Generale 2015    Emilia Romagna

Feudi di Guagnano - Le Camarde 2015    Puglia

Fontanavecchia - Taburno Falanghina del Sannio 2016  Campania

Francesco Cirelli - Anfora 2016    Abruzzo

Francesco Taurino - Filifilori    Puglia

Garofano Vigneti e Cantine - Simpotica 2014    Puglia

Gianfranco Fino - Es 2015    Puglia

Giovanni Aiello - Chakra Rosso    Puglia

I Buongiorno - Negroamaro Rosso Salento IGT    Puglia

L’Antico Palmento - Acini Spargoli 2013    Puglia

La Cantina di Remo - Uvanera Tintilia del Molise DOC 2013   Molise

Leone de Castris - Per Lui 2015    Puglia

Luca Attanasio - Dodecapolis 2016    Puglia

Marchesi de Cordano - Santinumi Riserva 2011   Abruzzo

Marchesi di Barolo - Barolo Cannubi 2013    Piemonte

Marco Felluga - Molamata 2014    Friuli Venezia Giulia

Marisa Cuomo - Furore Bianco Fiorduva 2016    Campania

Maso Grener - Vigna Tratta Sauvignon 2016 Trentino Alto Adige

Mastroberardino - More Maiorum 2014    Campania

Morella Vini - Old Vines 2014    Puglia

Morgante - Don Antonio 2015    Sicilia

Oreste Tombolini - Brandisio 2012    Puglia

Palmento Costanzo - Nero di Sei 2014    Sicilia

Platinum - Carattere    Abruzzo

Sassotondo - San Lorenzo 2014    Toscana

Tenuta I Fauri - Ottobre Rosso 2016    Abruzzo

Tenuta Mosole - Lison Eleo 2016    Veneto

Tenuta Oderisio - Don Panfilo 2011    Abruzzo

Tenuta Scuotto - Oi Nì 2014    Campania

Tenuta Viglione - Marpione 2013    Puglia

Tenuta Zicari - Calabrigo 2017    Puglia

Tenute Girolamo - Conte Girolamo 2015    Puglia

Tenute Rubino - Visellio 2015    Puglia

Tormaresca - Pietrabianca  2015  Puglia

Torrevento - Vigna Pedale riserva 2014    Puglia

Umberto Fracassi - Barolo Mantoetto 2013    Piemonte

Vallone Società Agricola - Castel Serranova 2014 Puglia

Varvaglione Vigne & Vin - Papale Oro 2015    Puglia

Venica & Venica - Ronco delle Cime    Friuli Venezia Giulia

Vespa Vignaioli per Passione - Raccontami 2015    Puglia

Vigneti Calitro  - Calitro Primitivo di Manduria Riserva 2013    Puglia

Villa Schinosa - San Valentino 2013    Puglia

Vini Bisceglia - Gudarrà 2014 Basilicata

Vini Mortilla - Nakrì 2016    Sicilia

Vito Donato Giuliani - Lavarossa 2014 Puglia


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MTV Tennis Open: le denominazioni del vino si sfidano sulla terra rossa

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Il 5 maggio al Circolo Tennis Vico Alto di Siena il primo open di tennis delle denominazioni toscane


Un grande evento sportivo promosso dal Movimento Turismo del Vino Toscana che vedrà la collaborazione di molti partner. Obiettivo quello di avvicinare la cultura del vino allo sport. Brunello, Vino Nobile, Chianti e tante altre denominazioni regionali si sfideranno nei campi di terra rossa 



Quale sarà il vino toscano più forte? A decretarlo non sarà una degustazione di esperti, ma un torneo di tennis. Le principali denominazioni vitivinicole della Toscana si sfideranno infatti nel primo MTV Tennis Open in programma il prossimo 5 maggio al Circolo Tennis Vico Alto di Siena. L’evento, promosso dal Movimento Turismo del Vino Toscana, è nato da un’idea di alcune cantine socie appassionate di tennis con l’obiettivo da un lato di poter legare la cultura del vino allo sport, dall’altro per dare inizio a un “circuito” che presto potrebbe interessare i circoli tennistici delle zone vitivinicole della Toscana per poi estendersi a tutto il territorio nazionale. «Vino e sport sono un connubio possibile – spiega il presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana, Violante Gardini – perché per entrambe le discipline occorre dedizione, impegno, passione, ma soprattutto perché insieme possono creare un sistema più forte per comunicare la cultura della salute che si ritrova certo nell’attività fisica, ma anche nelle proprietà organolettiche dei nostri vini». 


Il torneo. Per la prima edizione il Movimento Turismo del Vino Toscana ha scelto come partner organizzativo l’avveniristico circolo tennis “Vico Alto” di Siena, sede di grande prestigio immersa non a caso nei vigneti di Chianti Classico, con vista privilegiata sulla città del Palio. A sfidarsi saranno come detto le principali denominazioni del vino toscano, rappresentate da produttori e collaboratori delle cantine socie del Movimento che per l’occasione si vestiranno da tennisti. Ogni squadra disputerà degli incontri secondo il regolamento della Federazione italiana tennis (Fit) fino a creare una classifica che alla fine della giornata decreterà la denominazione che avrà vinto il primo MTV Tennis Open. Il regolamento del torneo prevede la partecipazione di tesserati Fit agonisti e non agonisti inclusi nel livello di gioco entro il 4.1 da n.c.


Il programma. Il 5 maggio dalle ore 10 alle ore 17 si disputeranno le sfide tra denominazioni nei due campi centrali del circolo tennis Vico Alto. Durante le partite il Movimento Turismo del Vino Toscana organizzerà un banco di degustazione con alcune delle etichette delle cantine socie che potranno essere degustate dal pubblico che potrà partecipare gratuitamente alla giornata. Le stesse etichette saranno servite in omaggio degustazione anche ai clienti del ristorante del circolo Vico Alto. Alle ore 18 è prevista la premiazione che vedrà eleggere la Docg toscana vincitrice su terra rossa. Il regolamento e il programma saranno presto disponibili sul sito www.mtvtoscana.it 


L'Associazione Movimento Turismo del Vino Toscana è un ente non profit che raccoglie circa 100 fra le più prestigiose cantine del territorio, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. Ai turisti del vino il Movimento vuole, da una parte, far conoscere più da vicino l’attività e i prodotti delle cantine aderenti, dall’altra, offrire un esempio di come si può fare impresa nel rispetto delle tradizioni, della salvaguardia dell'ambiente e dell'agricoltura di qualità. 


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Vinum: 42° Fiera Nazionale dei vini di Langhe, Roero e Monferrato

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21/22 – 25 – 28/29/30 aprile e 1° maggio 2018 ad Alba (CN)


Era il 1976 e per la prima volta Alba celebrava il suo vino: da allora sono passati 42 anni e la Fiera Nazionale Vinum è oggi la manifestazione enoica di maggior rilievo organizzata in Piemonte in questa stagione dell’anno.  A cavallo delle feste di fine aprile - il fine settimana del 21 e 22, mercoledì 25 aprile e il lungo ponte da sabato 28 aprile a martedì 1° maggio - Alba diventa una grande enoteca a cielo aperto, una occasione di scoprire nuovi sapori e lasciarsi conquistare da tante proposte per divertirsi con la famiglia e gli amici.

La formula di Vinum, completamente rinnovata negli ultimi anni, è quella di una città che abbraccia le proprie eccellenze e le svela lungo le vie e attraverso le piazze. Protagonisti come sempre i grandi vini di Langhe, Roero e Monferrato proposti in connubio ideale con lo STREET FOOD ËD LANGA, cibo di strada di eccellente carattere e qualità. I grandi vini rossi delle Langhe come il Barolo, il Barbaresco, il Nebbiolo, i bianchi delle Langhe, i vini del Monferrato, il Roero, il Roero Arneis, il Gavi, il Brachetto d’Acqui, il Dolcetto, l’Asti Spumante secco e dolce, il Moscato d’Asti e l’Alta Langa senza dimenticare i Vermouth, le grappe e i distillati del Piemonte sono al centro delle degustazioni proposte dalle 10.30 alle 20.00 presso i banchi di assaggio nel centro storico della città delle 100 torri e sono anche in questa edizione guidate e curate da AIS Associazione Italiana Sommelier.

Torna, dopo l’esordio della passata edizione, VINUMINCANTINA - FOOD&WINE EXPERIENCE, un’esperienza ideata per soddisfare le esigenze degli enoturisti e dei gourmet. Con VINUMINCANTINA si ha la possibilità di visitare alcune tra le più importanti cantine di Langhe, Roero e Monferrato selezionate da grandi chef che, al termine del tour, prepareranno uno speciale aperitivo abbinato al vino dell’azienda ospitante. L’esperienza è completa di un servizio navetta con andata e ritorno da Alba dalle ore 16.30 alle 20.00 circa.

Il Cortile della Maddalena ospita un’interessante novità: in sala Beppe Fenoglio, raccolte sotto il titolo VINUM INCONTRA, tante occasioni di approfondimento sul mondo del vino, laboratori e presentazioni letterarie per conoscere la storia e la cultura della tradizione vitivinicola.

Tra le novità di questa edizione, inoltre, le degustazioni di Vermouth proposte dall’Istituto del Vermouth di Torino in Piazza San Paolo, un nuovo spazio che si inserisce nel percorso di assaggi e appuntamenti di Vinum 2018. 

Nel secondo weekend della manifestazione - dal 28 aprile al 1° maggio in Piazza Michele Ferrero - Vinum ospita la regione vitivinicola delle Alpes-de-Haute-Provence, un’ottima occasione per scoprire il vino Rosé Pierrevert DOC.

Per approfondire la conoscenza di vini ed eccellenze piemontesi, Vinum organizza - tutti i giorni della manifestazione dalle 10.30 alle 20.00 al Palazzo Mostre e Congressi “G. Morra” - L’ISOLA DEI FORMAGGI DOP DEL PIEMONTE. L’info point è organizzato in collaborazione con l’ONAF, Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Formaggio, il Consorzio di tutela del Formaggio Robiola di Roccaverano DOP e il Consorzio per la tutela del Formaggio Murazzano DOP.

Il Cortile della Maddalena - per tutta la durata della kermesse a partire dalle ore 10.30 - ospita VINUM…BIMBI un’area speciale in cui i più piccoli possono unire il divertimento alla meraviglia della scoperta. Partendo dalla considerazione che i bambini sono i futuri fruitori, nonché amministratori, di un territorio che è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO per la “cultura del vino”, il progetto ludico educativo Vinum…Bimbi si pone l’obiettivo di presentare ai più piccoli il valore del vino attraverso il gioco. I balocchi di legno, realizzati artigianalmente a km 0 dal Parco Didattico “Le colline di Giuca”, presentano in modo innovativo il più antico modo di divertirsi.  Attraverso il gioco viene presentato il ciclo del vino a partire dal vigneto per arrivare alla mescita in bicchiere passando per la raccolta e la pigiatura dell’uva. VINUM…BIMBI è realizzato in collaborazione con l’Associazione Sinergia Outdoor all’interno del progetto Laboratorio Quota Verde. 

Nei giorni di Vinum, inoltre, sarà possibile partecipare a visite guidate della città, concerti, proiezioni cinematografiche, mostre e appuntamenti dedicati a tutta la famiglia. La manifestazione è inserita all’interno del ricco calendario della Primavera di Alba, il grande contenitore di appuntamenti che avvengono dalla fine di marzo all’inizio dell’estate nella capitale delle Langhe.

Per chi volesse organizzare in tempo la propria visita a Vinum sono già disponibili e acquistabili i “carnet” per degustazioni, VINUMINCANTINA e “workshop formaggi e vini” sul sito, aggiornato costantemente, www.vinumalba.com. La formula d’acquisto online dà diritto ad uno sconto. Quest’anno sarà inoltre possibile acquistare lo speciale ingresso VINUM DAY che include tutte le esperienze da vivere nella giornata.

I carnet - così come i coupon degustazione e i biglietti per le visite e i laboratori -  saranno disponibili anche in loco e daranno diritto ad avere una “taschina” completa di calice e permetteranno di visitare i principali musei e le attrazioni turistiche di Alba e dintorni ad un prezzo ridotto.


«Sono molto soddisfatta del programma racchiuso in questa nuova edizione di Vinum», dichiara la Presidente dell'Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba Liliana Allena. «Lo scorso anno la nostra Fiera Nazionale dei vini di Langhe, Roero e Monferrato è uscita dai confini territoriali grazie a VINUMINCANTINA - FOOD&WINE EXPERIENCE, un’occasione stimolante che ha permesso di abbinare la visita a Vinum con l’esplorazione delle bellezze del nostro territorio. Quest’anno non soltanto tornano le visite in cantina abbinate alle prelibatezze dei più importanti chef di Langhe, Roero e Monferrato, ma si consolida il rapporto con la città grazie ai nuovi appuntamenti in sala Beppe Fenoglio. Nella bellissima sala, situata nel Cortile della Maddalena di Alba, saranno tante le occasioni di approfondimento sul mondo del vino. Mi piace pensare che Vinum sia un’occasione di intrattenimento d’alto livello, ma anche di arricchimento esperienziale».

«Rispetto alla precedente edizione di Vinum la nostra città ha ricevuto un riconoscimento molto importante: lo scorso novembre, nel Palazzo Unesco di Parigi, Alba è stata proclamata ufficialmente Città creativa per la gastronomia Unesco.» – ricordano Maurizio Marello e Fabio Tripaldi, Sindaco e Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Alba – «E’ nostra intenzione accettare sfide sempre nuove legate al mondo della cucina senza dimenticare l’impegno e l’interesse per realtà consolidate e importanti come Vinum, specchio della nostra eccellenza enogastronomica».

«La partecipazione a Vinum dei consorzi di tutela conferma lo stretto rapporto che lega il vino al territorio di produzione» – commenta Filippo Mobrici, Presidente di Piemonte Land of Perfection – «la nostra presenza vuole essere un ulteriore passo per consolidare la conoscenza delle denominazioni che rappresentiamo, rivolgendoci ad un target di consumatori appassionati e attenti alla qualità».

Vinum è organizzato dall’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, in collaborazione con il Comune di Alba, l’Ente Turismo Alba Bra Langhe e Roero con il principale supporto della Regione Piemonte e della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e il contributo del Consorzio Piemonte Land of Perfection, della Camera di Commercio di Cuneo e della Banca d'Alba Credito Cooperativo. Preziosa la collaborazione con la Life Italia con la Concessionaria Auto Gino.

Partecipano attivamente il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, il Consorzio Tutela del Roero, il Consorzio per la Tutela dell’Asti DOCG, il Consorzio Alta Langa, il Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato, la Bottega del Vino di Dogliani, Consorzio di Tutela del Gavi, Consorzio Tutela Brachetto d’Acqui, la Cantina Comunale i Sörì di Diano, i Produttori di Montelupo Albese e Rodello, il Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo, l’Istituto del Vermouth di Torino, la Giostra delle Cento Torri, l’Associazione Commercianti Albesi, l’Associazione Italiana Sommelier sezione Piemonte, l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio, il Consorzio di Tutela del Formaggio Robiola di Roccaverano DOP, il Consorzio per la Tutela del Formaggio Murazzano DOP, l’Accademia Alberghiera di Alba, l’Associazione AMA la Carne, la Confraternita della Nocciola Tonda Gentile di Langa. 


LE DEGUSTAZIONI

Le principali piazze della città di Alba sono dedicate alle degustazioni di vino curate dall’AIS, l’Associazione Italiana Sommelier sezione Piemonte (banchi d’assaggio aperti dalle ore 10.30 alle 20.00).

PALAZZO MOSTRE E CONGRESSI “G. MORRA” (PIAZZA MEDFORD 3) -  I GRANDI VINI ROSSI DELLE LANGHE

All’interno del Palazzo Mostre e Congressi “G. Morra” di Piazza Medford si degustano i Grandi Rossi delle Langhe tra cui spiccano il Barolo DOCG e il Barbaresco DOCG. E’ il luogo dove si possono degustare i vini nati dagli antichi vitigni delle colline del territorio alla destra orografica del Tanaro noto come Langhe: Barbaresco DOCG, Barbera d’Alba DOC, Barolo DOCG, Diano d’Alba DOCG Superiore, Dogliani DOCG Superiore, Langhe Freisa DOC, Langhe Nebbiolo DOC, Nebbiolo d’Alba DOC e Verduno Pelaverga DOC. Le degustazioni dei Grandi Rossi delle Langhe sono in collaborazione con il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. A Palazzo Mostre e Congressi è presente anche L’Isola dei Formaggi DOP del Piemonte in collaborazione con l’ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio), il Consorzio di Tutela del formaggio Robiola di Roccaverano DOP e il Consorzio per la Tutela del formaggio Murazzano DOP.

PIAZZA GARIBALDI – I VINI DEL MONFERRATO

Piazza Garibaldi ospita i vini del Monferrato, prestigiosa area vitivinicola divisa tra le province di Asti e di Alessandria, patria di numerose produzioni DOC. Questi vini, famosi in tutto il mondo e ovunque apprezzati per il colore, il sapore, la corposità, sono il ricco dono di una terra fertile e generosa. Qui è possibile degustare: Albugnano DOC, Barbera d’Asti DOCG, Cortese dell’Alto Monferrato DOC, Dolcetto d’Asti DOC, Freisa d’Asti DOC, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco DOC, Monferrato DOC, Nizza DOCG, Piemonte DOC, Ruchè Castagnole Monferrato DOCG e Terre Alfieri DOC. Degustazioni in collaborazione con il Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato.

PIAZZA RISORGIMENTO – IL ROERO ARNEIS DOCG E IL ROERO DOCG 

In Piazza Risorgimento il Consorzio di Tutela del Roero presenta due vini: il Roero Arneis DOCG (bianco da uve arneis) e il Roero DOCG (rosso da uve nebbiolo). Il Roero è quella porzione di territorio situata a Nord di Alba, sulla riva sinistra del Tanaro, tra la pianura di Carmagnola e le basse colline dell’Astigiano, terra di arneis e nebbiolo, vitigni su cui si basa la DOCG.

CORTILE DELLA MADDALENA – IL DOLCETTO

Uno dei vini più amati, il Dolcetto, è un antico vitigno autoctono che in Piemonte conta 11 denominazioni di origine, tipicamente di pronta beva per la sua gradevolezza dovuta alla naturale contenuta acidità fissa, evolve esaltando le migliori caratteristiche se mantenuto in cantina e solo dopo un anno di affinamento si può fregiare della menzione Superiore. Nel Cortile della Maddalena si possono assaggiare: Diano d’Alba DOCG, Dogliani DOCG, Dolcetto d’Alba DOC. Le degustazioni sono gestite da: la Bottega del Vino di Dogliani, la Cantina Comunale i Sörì di Diano, i Produttori di Montelupo Albese e Rodello e dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.

CORTILE DELLA MADDALENA – GAVI DOCG E BRACHETTO D’ACQUI DOCG

Per chi desidera una alternativa ai vini rossi nel Cortile della Maddalena spazio anche per un bianco secco e leggero con un buon tenore di acidità del Monferrato, il Gavi o Cortese di Gavi, una DOCG nella zona del comune di Gavi ottenuto da uva Cortese. Può essere invece definito una sorta di moscato rosso il Brachetto, DOCG ottenuta dal vitigno Brachetto nella zona di Acqui, che ha un sistema di produzione analogo a quello dell’Asti o del Moscato d’Asti, a seconda che si tratti della versione spumante o frizzante. Nel cortile della Maddalena di possono assaggiare: Gavi DOCG, Brachetto d’Acqui DOCG. Le degustazioni sono gestite da Consorzio di tutela del Gavi e Consorzio Tutela Brachetto d’Acqui. 

PIAZZA MICHELE FERRERO – I PRODUTTORI DELLA PIERREVERT ROSÉ ALPES DE HAUTE PROVENCE    nel secondo weekend di Vinum

In Piazza Michele Ferrero Vinum ospita, nei giorni 28, 29, 30 aprile e 1° maggio, la regione vitivinicola delle Alpes-de-Haute-Provence che presenta il vino Rosé Pierrevert DOC.

PIAZZA MICHELE FERRERO – ASTI SPUMANTE DOCG SECCO E DOLCE e MOSCATO D’ASTI DOCG  con la NOCCIOLA PIEMONTE IGP e la frutta LIFE

In piazza Michele Ferrero spazio per l’Asti Spumante DOCG, celebre in tutto il mondo per le sue bollicine dolci e oggi anche in versione secco, insieme al Moscato d’Asti DOCG, con i suoi ineguagliabili aromi e profumi che ne hanno fatto una delle produzioni iconiche del territorio piemontese. Entrambi i vini sono portatori di una storia tutta italiana, fatta di gesti impeccabili, rispetto per la tradizione e miglioramenti costanti. La Piazza ospita anche la Nocciola Piemonte IGP, vera e propria eccellenza mondiale, ricercata da pasticceri e grandi chef e apprezzata dagli amanti del gourmet. In collaborazione con il Consorzio per la Tutela dell’Asti DOCG, la Confraternita della Nocciola Tonda Gentile di Langa e la Life, azienda leader del settore produttrice e distributrice di frutta secca, essiccata e disidratata con sede a Sommariva Perno.

PIAZZA MICHELE FERRERO – LE GRAPPE 

In piazza Ferrero è presente anche l’Istituto Grappa Piemonte con degustazioni di grappa e distillati. Personale ANAG (Associazione Nazionale Assaggiatori Grappe) sarà presente al Gran Banco d’Assaggio offrendo anche informazioni specifiche sui prodotti e sulle aziende produttrici. Le preziose degustazioni di grappe, prodotte dalle diciannove aziende aderenti al Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo, permettono un affascinante viaggio gustativo. Distillati giovani, invecchiati in diversi legni, grappe con le erbe e tanti altri prodotti potranno regalare un’approfondita conoscenza di questo splendido prodotto unicamente italiano, eccellenza del nostro Paese.

PIAZZA SAN PAOLO – I VINI BIANCHI DELLE LANGHE E IL VERMOUTH DI TORINO

Il banco d’assaggio dei vini bianchi prodotti nelle Langhe è allestito in Piazza San Paolo che per il primo anno entra a far parte del circuito di degustazioni. Grazie alla sua elevata qualità il Langhe, da denominazione di ricaduta, ha saputo ritagliarsi, nel corso degli anni, degli spazi molto importanti nel mercato mondiale. Si possono degustare: Langhe Arneis DOC, Langhe Bianco DOC, Langhe Chardonnay DOC, Langhe Favorita DOC, Langhe Nascetta DOC e Langhe Sauvignon DOC. Degustazioni in collaborazione con il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.

Grande novità di questa edizione è la degustazione di Vermouth proposti dall’Istituto del Vermouth di Torino, diventato ad aprile 2017 una IG grazie ad un insieme di aziende che hanno saputo fare squadra per comunicare le peculiarità e i valori della storica bevanda. Il prodotto è fortemente legato alle sue radici torinesi, ma al contempo “viaggia”: i vini di base e molte spezie – tra cui l’artemisia, la principale – provengono infatti dal Piemonte e dall’Italia, ma molte altre arrivano da tutto il mondo. 


BAR DI ALBA – APERITIVI DI VINUM CON LE BOLLICINE DELL’ALTA LANGA

Gli APERITIVI DI VINUM hanno per protagonista l’Alta Langa, lo spumante a metodo classico prodotto a cavallo tra le province di Asti, Alessandria e Cuneo, con vigneti ad almeno 250 metri di altitudine e un affinamento di 30 mesi, diventando lo spumante secco di qualità dell'intero Piemonte, in abbinamento a sfiziosi finger food. Tutti coloro che saranno in possesso del carnet degustazioni di Vinum potranno consegnare l’apposito ticket ai bar* della città che aderiscono all'iniziativa e ottenere lo speciale aperitivo al costo convenzionato di Euro 4,00. L’iniziativa è in collaborazione con il Consorzio Alta Langa, l’Associazione Commercianti Albesi e l’Associazione Alba Sotto le Torri – Commercianti del Centro Storico.


* BAR CONVENZIONATI: 

Bar Roma - Via Don Alberione 3/b

Caffè - Il Mondo del Caffè - Piazza M. Ferrero 3/c

Caffè Porta Garibaldi - Piazza Garibaldi 3/a

Caffè Savona - Piazza M. Ferrero 2/a

Enoclub - Piazza M. Ferrero 4

Hemingway Cocktail Restaurant - Via Mandelli 3/b

L’insolito Caffè - Piazza Pertinace 9/a

Risiè Tasting Shop & Bar - Piazza M. Ferrero 5

Vincafè - Via Vittorio Emanuele 12

 

STREET FOOD ËD LANGA 

Accanto alla qualità dei vini Vinum offre la ghiotta occasione di assaggiare una versione del tutto particolare e inedita di street food, espressione di una tradizione gastronomica unica. Prodotti di altissima qualità, cucinati sul momento con la cura dei grandi ristoranti, che si possono gustare passeggiando insieme ad un buon calice di vino. In collaborazione con i Borghi di Alba aderenti alla Giostra delle Cento Torri, con l’Accademia Alberghiera di Alba e con l'Associazione Macellai Albesi.


WORKSHOP: I FORMAGGI E I VINI DEL TERRITORIO

Il Palazzo Mostre e Congressi “G. Morra” di Piazza Medford ogni giorno di Vinum alle 11.30 accoglie speciali laboratori su I FORMAGGI E I VINI DEL TERRITORIO, un incontro in cui la conoscenza diventa un piacere. Le degustazioni, curate dall’ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggio) insieme all’enologo Lorenzo Tablino e ad un sommelier, sono un’esperienza sensoriale con l'assaggio guidato di formaggi freschi, erborinati e stagionati in abbinamento a grandi vini del territorio.


21 aprile: FORMAGGI FRESCHI, Piemonte Chardonnay DOC 2017, Langhe Favorita DOC 2017, Metodo Classico Brut DOCG

22 aprile: FORMAGGI STAGIONATI, Dolcetto d’Alba DOC 2017, Barbera d’Alba DOC 2017, Langhe Nebbiolo DOC 2014

25 aprile: FORMAGGI ERBORINATI, Piemonte Moscato Passito 2007, Asti Spumante, Moscato d’Asti DOCG 2017

28 aprile: FORMAGGI FRESCHI, Roero Arneis DOCG 2017, Alta Langa Brut 

29 aprile: FORMAGGI STAGIONATI, Barolo DOCG 2014, Barbera d’Asti DOC 2017, Barbera d’Asti DOC 2016

30 aprile: FORMAGGI ERBORINATI, Brachetto d’Acqui DOCG 2017, Malvasia Casorzo DOC 2016, Birbet 2017

1° maggio: FORMAGGI FRESCHI, Langhe Nascetta DOC, Langhe Chardonnay DOC, Nebbiolo d’Alba Brut Rosè DOC  


VINUM INCONTRA


Il Cortile della Maddalena ospita un’interessante novità: in sala Beppe Fenoglio tante occasioni di approfondimento sul mondo del vino, laboratori e presentazioni letterarie per conoscere la storia e la cultura della tradizione vitivinicola.


PROGRAMMA:

21 aprile: 

alle ore 16.00 Il coraggio di guardare nelle profondità: presentazione del libro “Dodici ricordi e un segreto” di Enrica Tesio, a cura dello Zonta Club Alba Langhe Roero

alle ore 18.00 workshop curato dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani

22 aprile: 

alle ore 16.30 workshop dal titolo "Freisa di Chieri masterclass" a cura di Luca Balbiano e Gianpiero Gerbi per il Consorzio Freisa di Chieri DOC

25 aprile: 

alle ore 16.00 workshop dal titolo “Le bollicine del Consorzio Alta Langa” curato dal Consorzio Alta Langa

alle ore 18.00 incontro dal titolo ““Il Barolo come lo sento io” a cura di Massimo Martinelli

28 aprile: 

alle ore 16.00 workshop curato dalla Bottega del Vino di Dogliani, la Cantina Comunale i Sörì di Diano, i Produttori di Montelupo Albese e Rodello.

alle ore 18.00 workshop curato dal Consorzio per la tutela dell’Asti Docg

29 aprile: 

alle ore 16.30 workshop curato dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani

30 aprile: 

alle ore 16.00 incontro dal titolo “Storie di vite, Vinum incontra il sociale” a cura della Società Cooperativa Sociale ONLUS Progetto Emmaus

alle ore 18.00 verticale sulla Barbera d’Asti a cura del Consorzio Barbera d'Asti e vini del Monferrato

1° maggio: 

alle ore 16.00 workshop dal titolo “Il Roero e il suo territorio: le menzioni geografiche aggiuntive” curato da Vittorio Manganelli per il Consorzio Tutela del Roero

alle ore 18.00 workshop sulle grappe curato dal Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo


VINUM…BIMBI (tutti i giorni di Vinum)


VINUM BIMBI torna con l’obiettivo di presentare ai bambini il “valore VINO” per il territorio di Langhe, Roero e Monferrato attraverso il gioco. Perché se i bambini sono gli adulti di domani devono imparare divertendosi, fin da piccoli e piccolissimi, a conoscere e rispettare le caratteristiche e le potenzialità della propria terra. VINUM BIMBI, realizzato in collaborazione con l’associazione Sinergia Outdoor all’interno del progetto Laboratorio Quota Verde, sarà presente tutti i giorni di Vinum nel Cortile della Maddalena dalle 10.30 alle 20. Info: www.vinumalba.com


L’ISOLA DEI FORMAGGI DOP DEL PIEMONTE (tutti i giorni di Vinum)


L’Isola dei Formaggi, inserita all’interno del Palazzo Mostre e Congressi, è la grande vetrina della produzione casearia piemontese. Aperta tutti i giorni di Vinum in collaborazione con l’ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggio) che terrà un info point sul vino, il Consorzio di Tutela del formaggio Robiola di Roccaverano DOP e il Consorzio per la Tutela del formaggio Murazzano DOP. Info: www.vinumalba.com


VINUMINCANTINA - FOOD&WINE EXPERIENCE 

Un’esperienza ideata per soddisfare le esigenze degli enoturisti e dei gourmet. Con VINUMINCANTINA si ha la possibilità di visitare alcune tra le più importanti cantine di Langhe, Roero e Monferrato selezionate da grandi chef che, al termine del tour, prepareranno uno speciale aperitivo abbinato al vino dell’azienda ospitante. L’esperienza è completa di un servizio navetta con andata e ritorno da Alba, in Piazza Medford, dalle ore 16.30 alle 20.00 circa per tutti i giorni di Vinum.


SABATO 21 APRILE 

CANTINA TENUTA CARRETTA (Piobesi d’Alba)

aperitivo con * Flavio Costa del Ristorante 21.9


CONTRATTO (Canelli) 

aperitivo con * Luca Zecchin del Ristorante Giudo da Costigliole 


DOMENICA 22 APRILE

CAVALLOTTO TENUTA BRICCO BOSCHIS (Castiglione Falletto) 

aperitivo con * Marc Lanteri del Ristorante Al Castello


SORDO GIOVANNI (Borgata Garbelletto – Castiglione Falletto) 

aperitivo con * Andrea Larossa del Ristorante Larossa 


MERCOLEDÌ 25 APRILE

MARCHESI ALFIERI (San Martino Alfieri) 

aperitivo con * Walter Ferretto del Ristorante ll Cascinalenuovo


SILVIO GRASSO (La Morra)

Aperitivo con * Andrea Ribaldone dell’Osteria Arborina 


SABATO 28 APRILE

FONTANAFREDDA (Serralunga D’Alba)

aperitivo con * Ugo Alciati del Guido Ristorante – Villa Contessa Rosa


CORDERO DI MONTEZEMOLO (La Morra)

aperitivo con Alessandro Neri del Ristorante Il GrecAle  


DOMENICA 29 APRILE

CANTINA RENATO RATTI (Frazione Annunziata - La Morra) 

aperitivo con * Damiano Nigro del Ristorante Damiano Nigro


DAMILANO (Barolo)

aperitivo con * Massimo Camia del Ristorante Massimo Camia


LUNEDÌ 30 APRILE

GIOVANNI ALMONDO (Montà)

aperitivo con Andrea Ferrucci del Ristorante Marcelin 


CASCINA CHICCO (Canale) 

aperitivo con Stefano Paganini del Ristorante Alla Corte degli Alfieri


MARTEDÌ 1° MAGGIO

CECILIA MONTE (Neive)

aperitivo con Alessandro Capalbo del Ristorante Campamac Osteria di Livello 


ORLANDO ABRIGO (Treiso)

aperitivo con * Francesco Oberto del Ristorante Da Francesco 



ALTRI APPUNTAMENTI


Soffio di divina bellezza - Il suono diventa soffio e si trasforma in profumo (tutti i giorni di Vinum)

L’esposizione - aperta dalle 10.30 alle 20.00 tutti i giorni di Vinum nel Palazzo Banca d’Alba - è dedicata al patrimonio olfattivo di Langhe, Roero e Monferrato. Attraverso l’installazione di grandi megafoni che consentono all’ospite di entrare e sedersi all’interno di essi, viene offerta la possibilità di indagare il territorio. L’idea è quella di celebrare il paesaggio culturale con un’esperienza multisensoriale: l’esplorazione sonora è sostenuta e valorizzata dall’olfatto che ne amplifica il messaggio di bellezza attraverso un sussurro profumato. 

La mostra è ideata da Acqua di Cherasco Home Fragrances. Info: www.acquadicherasco.com


VALELAPENA (tutti i giorni di Vinum) 

VALELAPENA è il progetto di agricoltura sociale nato dalla collaborazione tra il Ministero della Giustizia, la Casa di Reclusione d’Alba, l’Istituto Enologico d’Alba, il Comune di Alba e Syngenta che coinvolge alcuni detenuti nelle attività di cura del vigneto interno al carcere. Da questa straordinaria esperienza è nato un libro fotografico, curato dal giornalista Luigi Dall'Olio e dal fotoreporter Armando Rotoletti: alcuni scatti saranno esposti in una mostra che permetterà di riflettere sul ruolo fondamentale dell'agricoltura come occasione di riscatto umano, psicologico e sociale. La mostra sarà allestita nel Coro della Maddalena. Info: www.vinumalba.com


Il Tempo del Vigneto (tutti i giorni di Vinum) 

Il Palazzo Mostre e Congressi ospita la celebre mostra fotografica con cui Enzo Massa racconta la coltivazione della vite nei territori di Langhe Roero e Monferrato. Una selezione di immagini che svelano la bellezza paesaggistica e umana della gente di collina, la fatica e la dedizione al vino di un’intera comunità. La mostra è un viaggio sentimentale tra ricordi e natura, uomini e storie, uniti dalla fatica e dalla passione per la terra. Info: www.vinumalba.com


Alba Sotterranea (tutti i giorni di Vinum)

Un tour alla scoperta delle radici sotterranee della città in compagnia di un archeologo professionista, con visite all’antico tempio, al teatro e al foro di epoca romana, il primo fonte battesimale e le torri medievali scomparse. Tutti i giorni di Vinum dal mattino al pomeriggio. Info: www.ambientecultura.it


Visite alla Chiesa di San Giovanni (tutti i giorni di Vinum)

San Giovanni Battista, dopo la Cattedrale di San Lorenzo e l’ormai scomparsa Santa Maria del Ponte, è la chiesa più antica di Alba. Nonostante dell’antico edificio di fondazione medievale sia sopravvissuto ben poco, sono invece numerose e spesso di grande pregio le opere d’arte antiche in esso conservate. Visite guidate tutti i giorni di Vinum dalle 14.30 alle 18.00. Info: www.sangiovannialba.it 


Mercato della Terra (tutti i giorni di Vinum)

Per gli appassionati del km 0 e dei prodotti agricoli di alta qualità il Mercato della Terra di Alba è un piccolo scrigno di leccornie. La manifestazione, realizzata in collaborazione con il Comune di Alba e la condotta Slow Food di Alba, vuole avvicinare i consumatori ai produttori per sensibilizzare alla filosofia del “buono, pulito e giusto”. Il mercato, che offre agli appassionati dei prodotti a km0 e agli enoturisti, l’opportunità di conoscere e acquistare prodotti agricoli di altissima qualità, si svolge in piazza Elvio Pertinace tutti i giorni di Vinum dalle 9.00 alle 18.00. Info: www.vinumalba.com


Piazza San Paolo in festa (tutti i giorni di Vinum)

Il Comitato di Piazza San Paolo, dalle 10.30 alle 20.00 per tutti i giorni di Vinum, presenta “Piazza San Paolo in Festa”, con i Vini Bianchi delle Langhe, lo Street Food ëd Langa, degustazioni d’eccellenza, intrattenimento musicale e la mostra mercato di florovivaismo. Il 25 aprile e il 1° maggio dalle 15.00 alle 18.00, “Fiabolandum” pomeriggio dedicato ai più piccoli entrando in un mondo fatato con Daniela Febino e il Collettivo Scirò. 

Info: www.vinumalba.com


Alla scoperta del Museo diffuso "Pinot Gallizio" (21 e 28 aprile)

Apertura straordinaria e gratuita del Centro Studi Beppe Fenoglio, della Sala del Consiglio Comunale, della Sala Beppe Fenoglio e del Teatro Sociale Giorgio Busca: quattro siti culturali del centro storico che conservano opere dell’artista albese Pinot Gallizio. Alle 16.30, con partenza dal Centro Studi Fenoglio (Piazza Rossetti, 2), tour guidato alla scoperta del Museo Diffuso Gallizio. Info: www.centrostudibeppefenoglio.it


45 metri sopra Alba (21 aprile)

A partire dalle ore 15 visita nei sotterranei della Cattedrale e al doppio campanile romanico per ammirare dall’alto la “città dalle 100 torri”. Info: Colline&Culture 349 1573506 – 345 7642123


Imag-e tour (21 aprile) 

La seconda edizione del tour riservato ai veicoli elettrici farà tappa ad Alba sabato 21 aprile. 

Per partecipare al percorso, che attraverserà alcuni tra i luoghi più suggestivi delle Langhe, sarà possibile utilizzare la propria e-bike oppure provarla a condizioni agevolate presso i noleggiatori aderenti all’evento. Il ritrovo è dalle ore 8.30 alle 9.30 in Via Vivaro 49 (davanti alla Fondazione Ferrero). Alle ore 12.30 gli e-bikers si ricongiungeranno con gli altri partecipanti del tour in Piazza Rossetti per un’esposizione di veicoli elettrici.

Info: www.workshop-image.it - info@greencommerce.it


Marching Band (21/22 e 29 aprile)

A partire dalle ore 11.30 la città si anima con la musica e l’allegria delle bande del territorio. Dopo un concerto itinerante tra le vie cittadine, le bande si fermeranno alle ore 15.30 per un concerto finale nelle piazze di Alba. Il 21 aprile si esibirà la Banda Musicale Città di Alba "Ars et Labor" mentre domenica 22 toccherà alla Banda Musicale “La Montatese” di Montà d’Alba. Un salto al weekend successivo per trovare domenica 29 aprile la Banda Musicale "Giuseppe Gabetti" di La Morra. Info: www.vinumalba.com


Alba International Piano Festival (22 e 29 aprile)

Alle ore 11 nella Chiesa di San Giuseppe si apre il sipario sull’arte della tastiera con l’esibizione di artisti affermati e giovani talenti. Una nuova iniziativa realizzata da Alba Music Festival e Centro Culturale San Giuseppe. Info: www.albamusicfestival.com 


Scorribande di Burattinarte (25 aprile)

Comicità, danza, equilibrismo, canto e dialoghi muti nel programma di Burattinarte

Ospiti: Silence Teatro, Galirò One Man Band e “I grassoni”. Info: www.burattinarte.it 


1/4 di Vinum Maratona (27 aprile)

Venerdì 27 aprile, con ritrovo alle ore 18.00 in piazza Prunotto, è in programma la Maratona 1/4 di Vinum, organizzata dall’A.S.D. Club 42,195. La nona edizione della manifestazione podistica non competitiva a scopo benefico si snoderà in un percorso cittadino tra le vie del centro storico e l’oasi naturalistica del parco Tanaro Baden-Powell. Il ricavato della manifestazione sarà devoluto all’AIDO Associazione Italiana per la Donazione degli Organi, tessuti e cellule ONLUS Sezione Provinciale di Cuneo. Info: www.club42125.it


Le giornate del cinema 2018 - Alba Film Festival (dal 27 al 30 aprile)

Uno storico festival dedicato al cinema d’autore, al cortometraggio e agli eventi speciali da venerdì 27 a lunedì 30 aprile in sala Vittorio Riolfo con ingresso gratuito. Programma e info sul sito: www.albafilmfestival.org


International Jazz Day – UNESCO (28, 29 e 30 aprile)

Organizzato dall’Associazione Milleunanota, l’International Jazz Day prevede performance musicali nel centro storico della città. Il programma definitivo delle giornate è consultabile su: www.milleunanota.com 


Gioco dell’oca. Divertimento nelle sale del Museo (29 aprile)

Cosa si nasconde sotto il pavimento della Cattedrale di Alba? Tocca ai bambini (dai 5 ai 12 anni) scoprirlo giocando al grande gioco dell’oca nelle sale del Museo Diocesano alle ore 16. 

Info: www.mudialba.it 


Concerto “Musiche Giovani” (30 aprile)

Lunedi 30 aprile alle 15.30 in Piazza Risorgimento concerto a cura dell’orchestra dell’indirizzo musicale dell’Istituto Comprensivo Quartiere Moretta. Info: www.vinumalba.com


Bandiere per un Amico (1° maggio)

In Piazza Risorgimento, martedì 1° maggio alle ore 10.00, sbandieratori e musici albesi si ritroveranno per celebrare una giornata all'insegna dell'amicizia e dello spettacolo. Info: www.vinumalba.com


Caccia al Tesoro nella Langa del Barolo (1° maggio)

Un grande gioco a squadre, organizzato da Turismo in Langa, che porterà i partecipanti in giro per le colline tra cantine, borghi e strutture ricettive. La Caccia al Tesoro si svolge nella giornata di martedì 1° maggio nel cuore della Strada del Barolo® con ritrovo ad Alba, in Piazza Medford, a partire dalle 10. Info: www.turismoinlanga.it


INGRESSO E MODALITA’ DI ACQUISTO

L’ingresso a Vinum è gratuito. Per degustare è possibile acquistare un carnet che include un calice, una taschina porta-bicchiere e 18 degustazioni da effettuare in tutte le piazze. Il carnet dà diritto ad uno sconto sugli Aperitivi di Vinum con l’Alta Langa e agevolazioni sugli ingressi presso il Wimu, il Museo del Vino di Barolo, il Museo dei Cavatappi, sempre a Barolo, il Museo delle Langhe di Grinzane Cavour, il Museo F. Eusebio di Alba e ad uno sconto sull’acquisto online di prodotti di frutta secca ed essiccata Life Italia. Con l’acquisto di un biglietto di ingresso alla Torre di Barbaresco e di un calice di Barbaresco si avrà in omaggio il secondo calice.

L’acquisto online dei carnet sul sito www.vinumalba.com offre prezzi più vantaggiosi, ma ci sono agevolazioni anche per i soci AIS, Fondazione Italiana Sommelier, Go Wine, ONAV, Slow Food, ONAF, per tutti i Consorzi aderenti a Vinum oltre che per i viaggiatori Trenitalia. 

Sia sul sito che alle casse sono disponibili altre soluzioni di acquisto: un carnet che include l’esperienza VINUMINCANTINA, ma anche singoli biglietti per VINUMINCANTINA e per il workshop sui Formaggi e i Vini del Territorio. Alle casse di Vinum saranno inoltre acquistabili coupon da 4 degustazioni. I carnet e i coupon sono utilizzabili per tutta la durata della fiera. Sarà possibile acquistare anche VINUM DAY lo speciale biglietto che include tutte le esperienze da vivere nella giornata: carnet degustazione completo, VINUMINCANTINA e workshop dei Formaggi e Vini del territorio.



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Il Nuovo Palinsesto!

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Cari Winetvlovers,

tornati dal Vinitaly siamo pronti con un nuovo palinsesto tutto da scoprire. 

Vi portiamo ad uno degli eventi più affascinanti e cool del mondo del vino: una sfilata fra gli impeccabili atelier di Wine tasting Varese

Continuano i racconti di Ottavio Venditto che, in un minuto, vi spiegherà le etichette della Carta dei vini Wine Tv.  

Vi proponiamo un video in lingua inglese realizzato per una suggestiva azienda di Antria, ai piedi di Arezzo: scopriamo insieme Villa la Ripa.

Tante nuove puntate di Due chiacchiere con… dedicate a conoscere i protagonisti della fiera WTFoodExpo Tokyo che si svolgerà dal 5 al 7 giugno. 

Se ancora non avete fatto il nostro sondaggio, è il momento giusto. Cliccate sul link https://sondaggio.wine-tv.it/it/home/ e rispondete alle semplici domande. Riceverete il codice sconto del 10% da utilizzare sull’acquisto di bottiglie take away in tutti i negozi Signorvino.  Fate sentire la vostra voce e aiutateci a conoscere i gusti e le esigenze dell’appassionato di vino in Italia. 

Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube

Seguiteci anche sulla nostra pagina Facebook e su Instagram

Per sapere tutti gli orari della messa in onda vostri format preferiti basta consultare la Guida Tv sul nostro sito.

Buona visione e buon vino a tutti!


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Only Wine Festival, la kermesse presentata questa mattina a Città di Castello

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Fondamentale la collaborazione tra il salone, le istituzioni, gli operatori economici e turistici del territorio tifernate. La città aspetta Only Wine Festival e fa sempre più sua la kermesse, che rappresenta un'importante opportunità di visibilità per il territorio e per le piccole cantine e i giovani produttori, umbri e di tutta Italia.

Tra le novità di quest'anno anche un intero padiglione Umbria con 65 cantine della regione, pronte a confrontarsi con gli wine lovers


Si è tenuta questa mattina nel Palazzo comunale di Città di Castello la presentazione ufficiale di Only Wine Festival, dopo quella nazionale che si è svolta al Vinitaly lunedì 16 aprile. Insieme ad Andrea Castellani, Presidente di Fiera Show e organizzatore del salone, erano presenti il Sindaco della città tifernate, Luciano Bacchetta, l'assessore regionale all'Agricoltura Fernanda Cecchini, l'Assessore al Turismo e Commercio del Comune di Città di Castello Riccardo Carletti, insieme al Vice Sindaco Michele Bettarelli, la delegata AIS di Città di Castello Tiziana Croci.

"Only Wine Festival rappresenta per la nostra città una piccola rivoluzione culturale -ha detto in apertura il Sindaco Bacchetta- che ha saputo aggregare attorno a se istituzioni, operatori economici e turistici, permettendo al nostro centro storico di essere vivo non solo nei giorni del festival ma anche nella sua attesa."

Dello stesso avviso anche l'assessore Cecchini, che dal punto di vista della Regione dell'Umbria ha tenuto a sottolineare come "Only Wine Festival sia una sfida vinta, che ogni anno si afferma sempre più anche a livello nazionale, offrendo alle cantine presenti una significativa vetrina e un'occasione di confronto. Quest'anno poi -ha aggiunto l'assessore Cecchini- ci sarà un intero padiglione dedicato ai giovani produttori e alle piccole cantine della regione che avranno un'occasione in più per farsi conoscere e per mettersi in gioco."

Particolarmente soddisfatto della collaborazione dei commercianti si è detto l'assessore comunale Riccardo Carletti, che ha tenuto a sottolineare l'importanza degli eventi preview che, a partire da questa settimana, animeranno il centro storico. "E' bello vedere le vetrine addobbate e i negozi del centro che si animano per aperitivi e degustazioni -ha detto- a testimonianza di come la città vuole e aspetta la manifestazione." Carletti ha anche annunciato che in occasione di Only Wine Festival il tradizionale appuntamento settimanale con il mercato del giovedì e del sabato sarà spostato nel piazzale antistante lo stadio comunale (stante anche la coincidenza della manifestazione nazionale di camperisti presso Piazzale Ferri).

Sia l'assessore Carletti che il Vice Sindaco Bettarelli hanno ricordato anche la collaborazione dei musei e delle strutture ricettive del territorio che, anche quest'anno permetterà di accogliere al meglio i visitatori a Città di Castello, che già da giorni peraltro ha registrato un boom di presenze nel periodo.

"Se adesso siamo pronti per l'edizione 2018 di Only Wine Festival con le tante novità già presentate -ha aggiunto Andrea Castellani- posso già annunciare che l'edizione 2019 sarà un'edizione di svolta, sempre a Città di Castello. Sicuramente, dovremo ampliare il padiglione Umbria dato il grande interesse a partecipare mostrato da parte delle cantine della regione. Credo -ha concluso- che quando privato e pubblico collaborano così fattivamente i risultati si vedono."

Alla conferenza stampa hanno preso parte anche Raffaele Rosmini del Cigar Club Valtiberino, che ha presentato gli appuntamenti degustativi organizzati durante il salone, in anteprima rispetto al Cigar & Tobacco Festival di San Giustino e Marta Conti, titolare della Maloble Jewelery, che ha realizzato i gioielli ufficiali di Only Wone Festival 2018.


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A Caprino Veronese il 14 e 15 aprile va in scena il gusto

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Sapori, profumi e curiosità dell'enogastronomia italiana 

Il "Simposio del Gusto" si terrà il 14 e 15 aprile a Caprino Veronese nella splendida location di Villa Cariola e che avrà come protagonisti i produttori delle eccellenze enogastronomiche italiane. 

Sono molte le realtà produttive artigianali del nostro Paese che presenteranno in esclusiva le loro specialità durante la manifestazione enogastronomica a Caprino Veronese (VR), in località Preele, nella dimora storica di Villa Cariola. 

Tra sapori e profumi nostrani sarà possibile degustare e acquistare, direttamente dai produttori, le eccellenze dell'enogastronomia italiana. Le degustazioni guidate avranno un ruolo importante: lo champagne sarà raccontato da un esperto sommelier. Scopriremo tutte le novità della Compagnia del Cioccolato per mano del Vice Presidente Roberto Caraceni. Gli show cooking avranno come protagonisti Chef e Pastrychef come Claudio Gatti e lo stellato Tano Simonato, anche Patron della manifestazione. 

Inoltre: l'angolo sigari con Fummelier® di lungo corso, le confraternite veronesi che presenteranno prodotti e ricette naturali e di grande tradizione.

Altro fiore all’occhiello dell’evento sarà un Foodcontest tra scuole alberghiere che si sfideranno con i prodotti delle aziende espositrici: un laboratorio di idee per coniugare l’eccellenza della materia prima e la creatività. 

L'evento è rivolto a tutti gli operatori e gli appassionati del settore dell'enogastronomia. La manifestazione avrà luogo sabato 14 aprile con orario continuato dalle 10.30 alle 23.00 e domenica 15 aprile dalle 10.00 alle 20.00. L'ingresso è gratuito per gli operatori, mentre per i visitatori è previsto un biglietto d'ingresso di 10 Euro con degustazione inclusa. 


Per info:

Daniele De Ventura   334 3290811

Carol Agostini           340 0861201

Maria Cristina Dri      328 5489371

www.simposiotrionfodelgusto.it


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“Blinded by the Light”

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di Marco Rossi


“Blinded by the Light”

...cantava Manfred Mann sulle parole di Bruce Springsteen

Cosa c'entra con le nostre avventure da argonauti enoici poco avvezzi al convenzionale? 

C'entra e come, immaginatevi uno dei territori vitivinicoli con il più alto numero di ore di luce al mondo, un luogo magico in cui il mare e la pietra amplificano ancora di più la forza naturale di questo apollonico deus ex machina del ciclo vegetativo. Aggiungete la delicata voce di una produttrice che incoraggia e indirizza i suoi vini come fossero pargoli la cui energia necessita di essere incanalata per esprimere al meglio l'eleganza e la leggiadria nascosta sotto il muscolo teso.

Siamo a Suvereto e stiamo parlando dell'evoluzione di una delle cantine più belle d' Italia, Petra condotta dall'affascinante e aggraziatissima Francesca Moretti.

Abbiamo avuto l'onore ed il privilegio di partecipare ad una segretissima ma lucente degustazione in anteprima delle nuove annate dell'azienda, rimanendo abbagliati dal diafano racconto che Francesca e l'enologo piemontese Giuseppe Caviola hanno plasmato e soffiato a favore dei pochi fortunati presenti all'interno del bellissimo spazio Milanese “Nonostante Marras”.

Suvereto è un territorio vocato all'agricoltura e alla viticoltura già da epoca antica e in qualche modo l'innamoramento di Francesca Moretti verso questo angolo di Maremma non fa altro che dare continuità all'opera iniziata da Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone e creatrice del “Giardino della Principessa”. Esattamente come per la dama francese, anche per l'esponente di Terre Moretti il progetto non è costituito da solo belle parole ed elegante conduzione agronomica ma anche da tanto impegno e ardita progettualità che parte dal recupero dei giardini fino ad un progetto architettonico, unico nel suo genere e a bassissimo impatto ambientale.

La cantina di Petra firmata dallo svizzero Mario Botta, i vigneti, la pietra, il sole e la famiglia Moretti danno vita ad un taglio, che di bordolese (nell'accezione enosnob del termine) ha ben poco. Petra è una lama tagliente espressione di un wabi-sabi che riporta, si all'imperfezione e al limite umano ma che, a sua volta esalta il lavoro concettuale e fisico dell'uomo che strappa ad un magma di stereotipi un vino esile ed elegante lavorato in sottrazione e sussurrato come risulta Petra 15.

Tante parole per giungere ad un concetto semplicissimo, il nuovo corso, nato più da un'opera di cesello che di cambio di direzione dell'azienda, dona la vita a vini Bio e rispettosi dell'ambiente che si liberano della sovrastruttura e della potenza tipici dei vitigni internazionali che si sono espressi al meglio in questo lembo di terra tra Grosseto e Livorno. Il concetto giapponese di wabi-sabi torna nuovamente in quanto questa opera di evoluzione è ancora incompiuta e magari non giungerà mai al porto sicuro della completezza poichè, Francesca, se pur non ami molto parlare, comunica molto e nel suo sguardo attento nasconde la scintilla del fare...siamo curiosi di vedere dove ci traghetterà accompagnata dall'esplosivo Beppe Caviola.

Nel degustare i nuovi vini della cantina di Suvereto, alcuni assaggi ci hanno convinto più di altri ma considerando che è solo dal 2014 (sappiamo bene che annata sia stata) che il sopra citato tandem di lavoro è all'opera, è evidente come la trama tra progettualità, obiettivo e clima si stia intrecciando al meglio. 

Riporto di seguito alcune considerazioni sulle etichette (in verità la maggior parte delle bottiglie ne erano ancora sprovviste trattandosi di una vera e propria anteprima in alcuni casi) degustate, tra appunti, schizzi di penna e memorie gustative:

Hebo 2016 (Cabernet Sauvignon 50% - Merlot 40% - Sangiovese 10%)

Già dal colore si palesa il lavoro sviluppato prima in vigna e poi in cantina teso a ridurre l'estrazione e la concentrazione “alleggerendo” un vino già nella sua carica antocianica decisamente poco varietale. Profumi fragranti e distanti dalle confetture o macerazioni, la mora e una leggera prugna seguite da una violetta riconducono verso i vitigni internazionali ma ne sono un fine richiamo, esattamente come la leggera speziatura dolce che svela l'affinamento in barrique senza “urlarlo”. Diviene evidente l'indirizzo e il progetto di Francesca e Beppe.
Al palato il vino si presenta teso e scattante con una buona persistenza e avvolgenza. Sapidità in primo piano con una leggera nota alcolica che ancora marca il sorso, tannino deciso ma abbastanza ben integrato per un vino che richiama la beva anche grazie ad una buona freschezza.

Confrontando questo vino con Hebo 2015 si comprende in pieno il percorso di Petra, qui il concetto è analogo, l'annata importante ha spinto a “sottrarre” leggermente di più mentre enologo e vigneto imparavano a conoscersi. Non è mai semplice entrare a lavoro in corso d'opera ma il Nostro Piemontese lo ha fatto sapientemente e senza grandi proclami, curvando delicatamente per raggiungere gradualmente il rettilineo disegnato assieme a Francesca.

Abbiamo degustato poi QuerceGobbe 2015 e 2014 (entrambi 100% Merlot).

Vini scattanti e poco identificativi del vitigno, il primo sia nell'aspetto che al naso mentre il secondo nel bouquet lascia spazio a qualche richiamo erbaceo poco invadente e chiaramente figlio di un'annata fredda e avida di luce anche in un territorio notoriamente abbracciato dal sole. Al palato rispetto all'armonioso blend di Hebo, QuerceGobbe 2015 lascia entrare nel suo tessuto un tannino non perfetto che frena leggermente lo sprint da centometrista di questo sussurrato merlot, la 2014 invece risulta tesa e verticale, pronta e aggraziata, leggermente austera ma con fini richiami a terre che con il merlot hanno poco a che fare.

Ho lasciato volutamente per il finale il binomio Petra 2015 e 2014 (Cabernet Sauvignon 70% - Merlot 30%)

Un po' per rispetto verso il cru che riporta il nome dell'azienda che è figlio di luce e roccia (Petra significa appunto pietra) un po' perchè soprattutto l'annata più recente ha catturato il mio palato nella serata di assaggio. 
Scarico, di un rubino lucente con un gran bel balsamico in evidenza al naso ed elegantissimo richiamo ai due vitigni impiegati, senza però essere assolutamente banale con punte di grafite e polvere da sparo a fare da contorno. Non serve “scappare” dal Cabernet quando lo si esprime così bene. Beppe ci ricorda che ogni vino è figlio del suo tempo, ma esistono secondo me anche vini che travalicano il tempo stesso senza dover necessariamente seguire i trend e le mode. Petra 2015 è rapido, agile e al palato si scatena una avvolgente danza tra alcol perfettamente integrato, elegante tannino e spiccata acidità. Il muscolo è quello di un Bolle e non di certo di un giocatore di Football Americano (con rispetto parlando), longilineo, elegante e sinuoso.
In questa trasformazione della materia, Petra 2014 è evidentemente il primo scalino di evoluzione, leggermente più verde anche a causa della famosa annata “fredda” e con persistenza assai limitata rispetto alla sua immagine riflessa nell'annata successiva. Comunque elegante e di facile beva, sorprendente nel rischiamo al sorso per un vino che nell'immaginario collettivo riconduce a quel mondo ad esso confinante situato in provincia di Livorno.

Per concludere ritengo che l'opera di sottrazione che è stata fortemente voluta da Francesca Moretti sia un percorso identitario notevole e molto più vicino alla sua persona. Sicuro che negli anni Beppe Caviola ci regalerà qualche sorpresa mi auspico che questo assottigliamento non venga portato verso l'estremo prestando il fianco ad un alcol che è figlio di un territorio che lascia pochissimo spazio di manovra in vigna tra note di non perfetta maturazione e sentori opposti di surmaturazione. 

Il sole, illumina Petra.


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La nuova programmazione Wine TV!

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Cari Winetvlovers,

inauguriamo il palinsesto di aprile con un nuovo volto di Wine Tv: il miglior sommelier Ais 2014 Ottavio Venditto, ci racconterà, in un minuto, alcune perle enologiche. 

Marco Rossi invece ci porta a spasso per Milano per conoscere meglio il prosecco, la sua storia e il suo utilizzo in tre differenti locali.

Continuano le particolari puntate di Due chiacchiere con… dedicate a conoscere i protagonisti della fiera WTFoodExpo Tokyo che si svolgerà dal 5 al 7 giugno. Abbiamo incontrato Micol Minnetti, Caterina Palma e i titolari di Cherry for fun e Global Trading Network.

Se ancora non avete fatto il nostro sondaggio, è il momento giusto. Cliccate sul link https://sondaggio.wine-tv.it/it/home/ e rispondete alle semplici domande. Riceverete il codice sconto del 10% da utilizzare sull’acquisto di bottiglie take away in tutti i negozi Signorvino.  Fate sentire la vostra voce e aiutateci a conoscere i gusti e le esigenze dell’appassionato di vino in Italia. 

Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube

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Buona visione e buon vino a tutti!

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Gli Orange Wines ospiti d'onore ad Only Wine Festival a Città di Castello il 28 e 29 aprile 2018

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Cosa sono esattamente i “Vini arancioni”, come si producono e come si bevono per esaltarne al meglio le caratteristiche? Ne parliamo con il blogger Francesco Saverio Russo, autore di Wine Blog Roll che, per il Salone, ha curato la selezione delle cantine produttrici di Orange Wines

www.onlywinefestival.it

Negli ultimi tempi, sempre più spesso si parla degli Orange wines, così chiamati nel Regno Unito, dove questi vini hanno avuto un vero e proprio boom commerciale, al punto di ritagliarsi ampi spazi nelle carte dei locali e dei ristoranti più importanti del paese. 

Ma non tutti i winelovers ne conoscono davvero la natura. 

In Italia c'è molta confusione al riguardo e proprio con lo scopo di fare un po' di chiarezza sui “vini arancioni”, una delle novità della prossima edizione di Only Wine Festival -a Città di Castello il 28 e 29 aprile prossimo- sarà un’intera area Only Orange Wine

Parliamo di vini prodotti con uve a bacca bianca frutto di più o meno lunghe macerazioni sulle bucce, che rappresentano sicuramente una nicchia -in termini di numeri e di peculiarità organolettiche- la cui produzione si è diffusa ormai in diversi paesi del mondo, dall’America del Nord e alla Nuova Zelanda, passando per il vecchio continente, soprattutto Austria, Germania e Italia, ma anche Georgia, Slovenia, Serbia e Croazia.

Per conoscere meglio gli Orange ne parliamo con Francesco Saverio Russo, autore del seguitissimo Wine blog roll, che ha selezionato le cantine presenti nell’area dedicata del festival tifernate.

“Si tende ad abbinare gli Orange Wines alla vinificazione in anfora, ai vini cosiddetti “naturali” e ad una netta omologazione olfattiva, che spesso può scadere in problematiche analitiche compatibili con veri e proprio difetti. -spiega Russo- Questo perché, come sempre, è la critica a fare più rumore e negli ultimi anni le varie diatribe enoiche hanno fagocitato anche una categoria di vini che merita ben più di una chance, in quanto non è nulla più che un ritorno alle origini dei vini bianchi, ma con una rinnovata consapevolezza tecnica. Il fatto che si siano avvicinate a questa tipologia di vino -precisa- realtà che fanno da sempre del rispetto in vigna e in cantina il proprio mantra, può solo rappresentare un valore aggiunto, ma non per questo si può ricondurre in maniera sistematica uno stile di vinificazione a concetti più ampi e spesso astrusi di conduzione in vigna e in cantina.”

I vini prodotti da lunghe fermentazioni e macerazioni, sia bianchi che rossi, fanno parte della storia del vino pre-enologia moderna. La viticoltura e le tecniche di cantina, un tempo, erano sicuramente meno sofisticate di oggi, tanto che i vasi vinari per la produzione di questi vini venivano interrati per ovvi motivi di controllo termico naturale e di lentissima micro-ossigenazione. E' proprio da questo tipo di tecnica che sembrano discendere i primi Orange Wine contemporanei, ovvero quelli prodotti in Georgia nei Kvevri, grandi anfore di terracotta interrate (in Georgia vengono da sempre chiamati “Amber Wines”). 

“L'originalità di questi vini -spiega Francesco Saverio Russo- è data proprio dalla macerazione sostenuta delle uve sulle proprie bucce, prassi consueta per i vini rossi, ma meno usuale per i bianchi, specie se parliamo di macerazioni spinte fino ad oltre 3 mesi. Questo procedimento permette al vino di caricarsi, non solo di colore, ma anche di tannini e di componenti aromatiche, capaci di farci percepire questi vini da uve bianche come qualcosa di molto più vicino ai vini rossi, tanto che alla cieca, se serviti a temperature più consone ai rossi, è spesso difficile pensare di avere nel calice un vino bianco.”

“Una delle principali difficoltà è stata riuscire a produrre vini bianchi macerati capaci di non incappare in ossidazioni premature (premox) e di durare, quindi, più a lungo nel tempo. La consapevolezza tecnica odierna ha sicuramente agevolato una vinificazione più attenta, in grado di preservare le peculiarità organolettiche del vino e la sua integrità nel tempo, tanto da aver permesso ad alcuni produttori di uscire sul mercato ben più tardi di gran parte dei vini rossi italiani.” 

Ciò che rende, dunque, particolarmente interessante la produzione di questo tipo di vino è l'assoluta necessità di portare in cantina uve sane, in quanto le bucce rappresentano una componente imprescindibile a livello produttivo sia dal punto di vista dei precursori aromatici che per quanto riguarda la texture del vino stesso. In cantina la fermentazione può durare molti mesi e avviene spontaneamente, spesso senza necessità del controllo della temperatura né dell’aggiunta di solforosa in quanto prodotta naturalmente dalla fermentazione stessa. La macerazione, almeno in Italia, può avvenire in tini di legno, anfore interrate e fuori terra (in terracotta, cocciopesto e gres), vasche di cemento e acciaio. 

“Nell'area Only Orange Wine dell’ Only Wine Festival 2018 -precisa Russo- il pubblico potrà trovare una piccola ma attenta selezione di vini bianchi macerati italiani e non solo, in rappresentanza di una categoria capace, a mio avviso, di stupire e di divertire, grazie alla sua naturale vocazione a destabilizzare i sensi e a dividere l'opinione enoica. Questi vini hanno manifestato sin troppo spesso una netta omologazione organolettica, poco coerente con il loro scopo primario, che si presume debba essere la valorizzazione estrema dell'identità varietale e territoriale. La selezione fatta in questa occasione per me ha rappresentato una “sfida”, in cui ho scelto realtà rispettose in vigna e in cantina, capaci di dimostrare che attraverso la ricerca si possono scoprire grandi vini, anche in questa particolare categoria. Gli Orange Wines, -conclude- per quanto complessi, non sono affatto vini difficili, ma è difficile inquadrarli in maniera convenzionale o cercare di valutarli attraverso schede tecniche di degustazione, perché è nella loro natura contraddire dei luoghi comuni come quello che vede il loro colore come un sinonimo di ossidazione o che non prevede una netta sensazione tannica in un calice di vino bianco. Eppure, questi vini hanno il carattere dei rossi, senza rinunciare alla freschezza, alla sapidità e alla dinamica di beva dei bianchi e divertono tanto in degustazione quanto a tavola, dove mostrano una duttilità negli abbinamenti a dir poco disarmante e fuori dagli schemi.” 


Non resta, dunque, che degustarli nell’apposita area di Only Wine festival, il 28 e 29 aprile prossimo a Città di Castello, in cui saranno presenti gli orange delle cantine Abbazia di San Giorgio e Porta del Vento dalla Sicilia, NOW Not Ordinary Wines con Batič (SLO) e Turner-Pageot (FRA) , Agricola Semplice Maria Pia Castelli e Tenuta di Tavignano dalle Marche, Terre di Macerato dall’Emilia Romagna; delle toscane Cappella Sant’Andrea, Il Casale bio, Fattoria La Maliosa e Arrighi Agricola. Dal Friuli, saranno presenti i vini arancioni delle cantine Da Simon De Brazzan e Fiegl Vini, mentre dalla Campania quelli di Luna Rossa Vini e passione. Infine, dalla Slovenia gli orange di Viticoltura JNK e gli umbri di Romanelli

Francesco Saverio Russo sarà anche protagonista, insieme al Miglior sommelier del Mondo Luca Martini di una degustazione guidata, dedicata proprio agli Orange Wines, sia sabato 28 che domenica 29 alle 17,00 (info e prenotazioni su www.onlywinefestival.it)


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Il nuovo Palinsesto Wine TV!

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Cari Winetvlovers,

è pronto il nuovo palinsesto di Wine Tv con tanti filmati inediti.

Siamo finalmente giunti alla finale del Miglior sommelier d’Italia. Dopo aver condiviso con i ragazzi sogni, aspettative ed emozioni è finalmente giunto il momento di incoronare il vincitore.

Non perdetevi la sfida decisiva!

Continuano le particolari puntati di Due chiacchiere con… dedicate a conoscere i protagonisti della fiera WTFoodExpo Tokyo che si svolgerà dal 5 al 7 giugno. Ai nostri microfoni sono arrivati Andrea Biagini, Beatrice Biondani, Martina Poli, Benedetto Baracchi e i due fratelli Velitti Eugenio e Claudio.

Ospite di Sorso lungo il presidente di Ais Umbria Sandro Camilli che ci racconterà le novità per l’edizione 2018 dell’Only Wine Festival.

Se ancora non avete fatto il nostro sondaggio, è il momento giusto. Cliccate sul link https://sondaggio.wine-tv.it/it/home/ e rispondete alle semplici domande. Riceverete il codice sconto del 10% da utilizzare sull’acquisto di bottiglie take away in tutti i negozi Signorvino.  Fate sentire la vostra voce e aiutateci a conoscere i gusti e le esigenze dell’appassionato di vino in Italia. 

Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube

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Torna Wine Tasting Varese

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L’equinozio di primavera è arrivato… e con i primi accenni di tiepido sole ricompare anche Wine Tasting Varese!

Scriveva Jacques Prévert che un minuto di primavera dura spesso più a lungo di un’ora di dicembre e questo è senz’altro vero per una manifestazione dove produttori, operatori del settore e amanti della cultura del vino si ritrovano anche quest’anno per condividere la loro passione e vederla sublimare in gioia, amicizia e arricchimento culturale.

L’ormai ben nota ed apprezzata articolazione in una serie di Atelier è stata naturalmente conservata ed è anzi resa persino più efficace per operatori e visitatori dai vasti spazi disponibili.

Le stupende sale della villa Andrea Ponti faranno infatti ancora una volta da cornice all’evento, la cui trama è stata sapientemente intessuta da Luca Savastano e Ivano Antonini selezionando attentamente le etichette che sfileranno davanti ai visitatori deliziandone le papille gustative.

In questa edizione Grand Atelier, Atelier dello Champagne e Atelier International, saranno affiancati dall’Atelier del Metodo Classico, una rassegna dedicata a quanto di meglio offre il panorama nazionale in questo importante settore. Particolare attenzione in questa edizione, è stata dedicata ai succulenti punti food che il pubblico troverà distribuiti nelle varie sale di degustazione.

Tutti i dettagli della manifestazione su www.winetastingvarese.it


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Il Concours Mondial de Bruxelles presta la sua esperienza al Sake

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Il Concours Mondial de Bruxelles (CMB) e la Mie Prefecture, in collaborazione con HRI Foundation, stanno unendo le forze per dare al sake il riconoscimento internazionale che merita. 

Questa antica bevanda la cui storia abbraccia migliaia di anni ha perpetuato con successo le sue tradizioni sacre, rimanendo tuttavia una bevanda quotidiana. Sarà presentato in una competizione su misura nell'ottobre 2018.

Il Concours Mondial de Bruxelles è un'organizzazione che vanta 25 anni di esperienza nel settore dei vini e degli alcolici ed è riconosciuta per la sua indipendenza, il suo rigore e la competenza nell'organizzazione di competizioni internazionali ed eventi promozionali.

La collaborazione tra CMB e Mie Prefecture ha portato alla creazione di una competizione indipendente senza legami con associazioni o organizzazioni di produttori: Sake Selection di Concours Mondial. L'evento si svolgerà a Ise-Shima l'11-12-13 ottobre 2018. Una giuria internazionale di giudici professionisti garantirà l'affidabilità dei risultati.

Perché una competizione di sake?

• Per promuovere l'eccellenza giapponese nella produzione di sake e rivelare ai consumatori internazionali la diversità, il carattere e le differenti usanze coinvolte nel bere il sakè.

• Per offrire riconoscimenti ai produttori vincenti e uno strumento promozionale efficace nei mercati globali capitalizzando il loro riconoscimento: il Masu, un simbolo di eccellenza.

Un’organizzazione professionale che garantisce risultati:

• Il giorno prima delle degustazioni, i giudici ricevono una formazione adeguata al protocollo di degustazione selezionato dal nostro esperto giapponese e internazionale 

• Ogni pannello comprende 5 giudici che scelgono i voli del sakè ordinati per categoria. Non più di 35 sake sono assaggiati in un giorno e per pannello 

• I panel di giudici sono internazionali e comprendono l'80% di professionisti non giapponesi; questi sono esperti giudici impegnati a promuovere il sake e posizionarsi come veri talent scout.

Questa competizione riguarda solo l'origine giapponese nelle seguenti categorie:

• Honjozo-shu (include sia Sajo di Honjozo e Tokubetsu Honjozo) 

• Ginjo-shu (include sia Sake Ginjo e Daiginjo) 

• Junmai-shu (include Sake di Junmai e Tokubetsu Junmai) 

• Junmai Ginjo-shu 

• Junmai Daiginjo-shu 

• Sake frizzante 

• Jukusei-shu (Sake invecchiato)

I Sake inseriti in Sake Selection di Concours Mondial saranno suddivisi in queste 7 categorie, assaggiate e giudicate da una giuria internazionale di assaggiatori professionisti riconosciuti, seguendo un protocollo ideato congiuntamente da Shinya Tasaki, presidente dell'Associazione dei Sommelier Giapponese e 1995 Miglior Sommelier Mondiale, e Sylvain Huet, 1 ° francese Sake Samurai (2012) e presidente della fiera europea "Salon du Sake" per Sake, Technical International Expert per il concorso Sake Selection.

Un Masu in platino, oro e argento sarà assegnato in ogni categoria di sake.

I risultati saranno annunciati a novembre.

La prima Sake Selection di Concours Mondial si svolgerà dall'11 al 13 ottobre 2018 a Ise-Shima e vedrà la partecipazione di 35 giudici. 

La prefettura di Mie avrà il grande privilegio di aprire le sue porte al mondo del sa giapponese e internazionale. I seguenti eventi si svolgeranno in altre prefetture la cui storia, produzione di riso, acqua sorgiva e clima consentono loro di offrire una varietà diversificata di sake caratteristici alla comunità globale.


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Le Eccellenze Aretine in degustazione a Arezzo Fiere e Congressi

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Domenica 11 Marzo 2018 – Ore 14,00/18,30


Eccellenze Aretine, evento organizzato dalla Delegazione AIS di Arezzo e Strada del Vino Terre di Arezzo, è un percorso tra le produzioni più caratteristiche del territorio aretino, dai vini bianchi a quelli rosati, passando per le bollicine e i grandi rossi, fino ad arrivare ai Chianti ed ai vini dolci.

L’evento, che avrà luogo domenica 11 Marzo dalle ore 14,00 alle ore 18,30, quest’anno cambia location spostandosi ad Arezzo Fiere e Congressi in occasione della fiera AgriToscana.

La giornata va oltre la tradizionale degustazione poiché ci sarà la possibilità di confrontare etichette di ben 42 aziende diverse in un unico appuntamento, incontrare e parlare direttamente sia con i produttori che potranno illustrare ogni segreto dei propri vini e saranno pronti a soddisfare tutte le curiosità, che con i sommelier AIS della delegazione di Arezzo che accompagneranno il visitatore alla scoperta del valore dei profumi in un calice di vino agli abbinamenti fra vino e cibo, fino alle caratteristiche dei vini in rapporto al terroir. 

Ma Eccellenze Aretine non sarà solo un evento dedicato alla promozione e valorizzazione del vino di qualità: sarà presente anche un corner AICOO che illustrerà le caratteristiche organolettiche dell’olio Extravergine di oliva e si potranno degustare gli oli del territorio. 

Inoltre sarà presente un punto ANAG per fornire informazioni su grappe e distillati.

Giornata dedicata agli amanti del buon vino e agli operatori del settore enogastronomico, verranno presentati in libera degustazione i vini delle aziende:

Fattoria Santa Vittoria, Buccia Nera, Tenuta La Pineta, Podere di Pomaio, Villa La Ripa, Fattoria Il Muro, Il Borro, Il Sosso, Fabrizio Dionisio, Fattoria Cantagallo, Tiberio Wine, Baldetti Alfonso, San Luciano, Tenuta di Frassineto, Fattoria Casabianca, Casini Giancarlo, Fattoria di San Leo, Mannucci Droandi, Tanganelli Marco, Fattoria La Striscia, Fabbriche Palma, Tenuta Sette Ponti, San Ferdinando, Podere Il Lupo, Pancole, Poggiotondo, Ricci Michela, Baldi Gianluca, Poggi del Chianti, Ornina, Tenuta Lupinari, Camperchi, Tenute di Fraternita, Podere Bellosguardo, Tenute San Fabiano, Stefania Mezzetti, Gabriele Mazzeschi, Fattoria La Traiana, Migliarina & Montozzi, Podere Il Carnasciale, Paterna, Baracchi Riccardo, Dal Cero Tenuta Montecchiesi, Agricola I Viti. 

Sabato 10 e domenica 11 al mattino sarà anche attivo un Winebar con i vini del territorio.


Come raggiungere l'evento

Luogo: Arezzo Fiere e Congressi / Arezzo, Via Spallanzani, 23 

Biglietto di ingresso alla fiera:

VISITATORI : COSTI D’ INGRESSO

Intero – € 10.00 / Ridotto  –  € 8.00 

ORARI: VENERDI' 14.30 – 19.00 / SABATO 9:30 – 19:00 / DOMENICA 9:00 – 18:30

http://www.agritoscanafiera.it/contatti/

(Ingresso in fiera GRATUITO per i soci Strada del Vino Terre di Arezzo, Federazione Italiana Cuochi, Associazione Cuochi Arezzo e Associazione Italiana Sommelier in regola con il tesseramento 2018 - l'ingresso comprende un accompagnatore).

 

Biglietto per le degustazioni € 5,00


Info: www.stradadelvino.arezzo.it


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Il nuovo palinsesto Wine TV!

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Cari Winetvlovers,

vi presentiamo il nuovo palinsesto di Wine Tv con tanti video da mostrarvi.

Iniziamo con un evento extraordinario. Una tre giorni affascinante in una location da sogno: 50 espositori, 3 grandi chef, il miglior vino e il miglior cibo dal mondo per un evento unico curato dall’artista Fausto Brozzi. Vi portiamo a scoprire Extraordinary food and wine

Iniziano le particolari puntati di Due chiacchiere con… dedicate a conoscere i protagonisti della fiera WTFoodExpo Tokyo che si svolgerà dal 5 al 7 giugno. Sono venuti a trovarci Stefano Zuchegna e Luigi Casarotto.

Ma avete già visto il nuovo spot di Only Wine Festival? Un palcoscenico, un riflettore puntato e i tre più grandi fuoriclasse del vino italiano. In lontananza il rombo di un motore. Se queste sono le premesse.... vi aspettiamo il 28 e 29 Aprile a Città di Castello con oltre 100 tra i migliori giovani e piccoli produttori di vino italiano.

E segnatevi in agenda anche il 25 marzo perché andrà in scena Wine Tasting Varese. Ritornano gli  atelier del vino negli storici saloni del centro congressi Ville Ponti.

Se ancora non avete fatto il nostro sondaggio, è il momento giusto. Cliccate sul link https://sondaggio.wine-tv.it/it/home/ e rispondete alle semplici domande. Riceverete il codice sconto del 10% da utilizzare sull’acquisto di bottiglie take away in tutti i negozi Signorvino.  Fate sentire la vostra voce e aiutateci a conoscere i gusti e le esigenze dell’appassionato di vino in Italia. 

Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube

Seguiteci anche sulla nostra pagina Facebook e su Instagram

Per sapere tutti gli orari della messa in onda vostri format preferiti basta consultare la Guida Tv sul nostro sito.

Buona visione e buon vino a tutti!


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Ruffino, palcoscenico d’eccezione all’Onav Roma

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di Giuseppe Motisi 


Proseguono gli appuntamenti con il ‘vino d’autore’ organizzati con sagacia e passione da Onav Roma che, nel solco di una programmazione incentrata sul connubio conoscenza del prodotto / storia dell’enologia, ha di recente messo in piedi un evento dedicato ad una delle più note aziende vinicole italiane nel campo dei rossi: la Ruffino, alias…il Chianti!

Ambasciatrice del Chianti  

La serata dedicata alla cantina Ruffino si è svolta presso la sede centrale dell’Onav Roma situata negli accoglienti saloni dell’Hotel Cristoforo Colombo, uno spazio perfettamente attrezzato per le degustazione e, in contemporanea, la visione di slide, la proiezione di filmati e il dibattito enologico, il tutto accompagnato da un tavolo per i relatori ben microfonato e visibile da ogni punto della sala. 

Anfitrione della serata il delegato di Onav Roma Alessandro Brizi che, come di consueto, ha accompagnato il pubblico in un viaggio sospeso tra sensorialità e analisi storico-economica dell’azienda ospite; a fare da ‘spalla’ a Brizi per conto della Ruffino Beppe D’Andrea, ufficialmente Brand Ambassador dell’azienda ma, in poche parole, consumato ed avvincente affabulatore che per circa due ore ha coinvolto gli ospiti alla scoperta di vini, uve e tenute di una delle più famose etichette della Toscana. “Per cominciare è inevitabile partire dalla storia delle nostre cantine, una storia antica che inizia alla fine dell’Ottocento, precisamente nel 1877, quando i cugini Ilario e Leopoldo Ruffino decisero di fondare a Pontassieve l’azienda che ancora oggi porta il loro nome – ha esordito D’Andrea -. Da subito la Ruffino si contraddistinse per realizzare vini puliti ed equilibrati, imbottigliati nel classico fiasco impagliato, la cui fama varcò ben presto l’oceano accompagnando anche l’emigrazione italiana in America. Tralasciando i numerosi premi e riconoscimenti ottenuti, mi piace infatti ricordare come il nostro Chianti fu uno dei principali vini esportati negli Usa tra Ottocento e inizi del Novecento, proprio in base alle richieste commerciali dei nostri emigranti che, una volta sbarcati a New York, desideravano continuare a bere il vino della loro terra”.

È un dato su tutti che illustra, meglio di qualunque giro di parole, questo concetto: “Già nel 1893 Ruffino rappresentò l’Italia al Columbus day, la più importante festività per gli italiani d’America – ha aggiunto Beppe D’Andrea durante l’incontro all’Onav Roma -: il nostro Chianti, sbarcato negli Usa al seguito dei migranti, era destinato a diventare un simbolo di italianità nel mondo”.

Trasformazioni e innovazioni: la Ruffino e gli anni Duemila  

“Negli anni Settanta mentre lavoravo tra le cantine del Chianti la frase che sentivo con più ricorrenza era ‘Fai il vino, che si vende’. Questa formula oggi, secondo me, dovrebbe invece essere trasformata in ‘Fai solo quel tipo di vino che si possa vendere’, altrimenti il vino è soltanto un costo”. È questa la sintesi con cui Beppe D’Andrea ha illustrato la filosofia di Ruffino ai giorni nostri, che punta ad una valorizzazione dei propri vigneti tradizionali unendovi una graduale acquisizione di nuovi impianti, nei quali sperimentare le uve maggiormente gradite al consumatore degli anni Duemila.

“La struttura aziendale nel tempo si è ovviamente modificata ed evoluta – ha spiegato D’Andrea -. ‘Mamma Ruffino’, diciamo così, è sempre a Pontassieve, ma a questa tenuta se ne sono poi aggiunte altre sette sparse in vari territori della Toscana. Oggi Ruffino possiede perciò circa 1.500 ettari in produzione e 500 ettari in reimpianto, con una resa ad ettaro di circa 60 quintali di uve. Per quanto riguarda le tipologie di vitigni di maggior pregio, nella tenuta di Montalcino abbiamo delle piante eccezionali: quattro cloni di Sangiovese, uno dei quali con più di novant’anni”. 

Il prodotto principe che scaturisce da questi vigneti per lo più situati nel territorio del Chianti classico è, naturalmente, il Chianti Ruffino, declinato in varie tipologie e famoso ben oltre i confini nazionali. “Il nostro mercato vendite è strutturato al 90 per cento sull’estero ed al 10 per cento sull’Italia – ha precisato D’Andrea -. Ciononostante Ruffino considera il mercato italiano un mercato d’eccezione, e lo curiamo con la nostra tradizionale attenzione e meticolosità per garantire un prodotto genuino e sempre pulito nel gusto”.

Le cinque proposte Ruffino, tra Chianti e nuovi rossi

Messi da parte i cenni storici e la teoria enologica, all’evento degustativo dell’Onav Roma Ruffino ha portato in assaggio cinque tipi di rosso: quattro Chianti Docg ed un rosso Igt di nuova concezione. 

Questi, in successione, i vini degustati: Chianti Classico Docg Riserva 2014, Chianti Classico Docg Riserva Ducale 2014, Chianti Classico Docg Riserva Ducale Oro Gran selezione 2012, Chianti Classico Docg Riserva Ducale Oro 2000 e Toscana Igt Modus 2013.

“Il Chianti Riserva è prodotto all’esterno del territorio del Chianti classico, da uve coltivate in un vigneto a Monteriggioni, ed è un’etichetta ideata negli anni Cinquanta che abbiamo voluto riproporre oggi nel suo formato originario. Questo Chianti fa un anno in legno ed uno in acciaio, e per la sua purezza ed i suoi standard qualitativi lo definiamo un ‘grande vino normale’”, è stato il commento di Beppe D’Andrea all’assaggio della prima tipologia di bottiglia. 

“La storia del Chianti Riserva Ducale è invece più antica e, in qualche misura, più suggestiva – ha proseguito D’Andrea -. Il titolo di Ducale gli deriva dall’essere stato scelto nel 1933 per la tavola del Re d’Italia dal Duca d’Aosta, ed è un vino che rompe gli schemi con la precedente produzione Ruffino: niente più fiasco impagliato ma bottiglia. Il Chianti Riserva Ducale è declinato anche nella versione Oro, prodotta per la prima volta nel 1947 e riproposta da allora solo nelle annate migliori, e Gran selezione, quest’ultimo assemblato con uve provenienti da una singola tenuta e caratterizzato da un invecchiamento minimo di tre anni”.

A rompere l’armonia chiantigiana della serata ci ha pensato il Modus, un rosso differente e dal carattere brioso che Ruffino realizza sempre con uve delle sue tenute. “Il Modus è un Igt che abbiamo iniziato a produrre nel 1997 e che continua oggi a riscuotere un considerevole successo – ha affermato in conclusione Beppe D’Andrea -. Le uve che lo compongono sono Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot, tutte nella misura del 33 per cento. Il segreto del suo brio non è però la semplice unione di più vitigni, ma la maturazione distinta di un uvaggio: il Merlot è infatti invecchiato separatamente ed aggiunto solo alla fine, proprio per dare al Modus quel suo inconfondibile sapore sospeso tra tradizione e innovazione, ossia l’inconfondibile marchio della cantina Ruffino”. 


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L’Alto Adige che ti abbraccia e non ti lascia più

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di Marco Rossi


Due anni fa scrivendo del Sud Tirolo nasceva una riflessione sul fatto che tutti noi abbiamo un viaggio compiuto in una fase precisa della vita e che ci porteremo dietro per anni, ripensando ai colori, ai profumi e ai sapori di quel voyage durante serate passate in compagnia degli amici, senza essere tirchi di racconti e dettagli, annoiando i commensali fino all'inverosimile!!

Se me lo avessero chiesto dieci anni fa, quando mi sono approcciato umilmente al complesso e meraviglioso mondo del vino, avrei risposto Borgogna o Champagne e non avrei mai pensato che sarei arrivato a dire Alto Adige...ma è andata proprio così, l'Alto Adige ti abbraccia e non ti lascia più andare.

Una terra che pare un mosaico naturale di illuminate montagne dolomitiche, di laghi e corsi fluviali e di verdi valli che si rincorrono dai 200 mt slm fino ad oltre i 3000 mt slm tra un vigneto e uno splendido frutteto, accarezzando la testa di enormi bovini felici fino a soffermarsi davanti agli occhi sinceri di chi ha colto e vinificato l'anima antica del terroir di questa regione.

L'Alto Adige è una terra di confine in cui si incontrano culture differenti e modus vivendi eterogenei ma allo stesso tempo è semplicemente Alto Adige, un mondo puro e incontaminato dove l'eleganza tipicamente alpina di chi custodisce questi luoghi si riflette in ogni singola scelta, non è un caso che il complesso delle dolomiti sia da anni patrimonio Unesco e faccia da cornice a vini che perfettamente riflettono l'anima di questo territorio, corposi e minerali con una vena di freschezza che aggrazia una intensità e un'aromaticità senza precedenti. Qualcuno definisce il Sud Tirolo come l'Alsazia italiana, ma non rende giustizia a chi ha iniziato a fare vino di altissima qualità in questo territorio già 3000 anni fa.

Il viaggio, compiuto grazie all'invito a Care's di quest’anno, mi ha fornito l'occasione per rivivere tutto questo e aggiungere qualche pennellata di colore e sapore al mio piccolo bagaglio di emozioni enoiche.

Arrivato a Badia, la maestosità delle vette e la luce diafana che rincorre l'ombra delle valli mi ha accolto subito proiettandomi in un contesto quasi fiabesco, che poi è stato reso reale e tangibile dal tepore delle location che ci hanno ospitato, luoghi di culto come l'hotel Cristallo, il ristorante St.Hubertus e il Piz Boe in alta quota. I padroni di casa Giancarlo Morelli e Norbert Niederkofler assieme ai giovani chef internazionali, vera anvant-guarde della sostenibilità mi hanno traghettato in una esperienza gastronomico-sensoriale da giro del mondo in 20 piatti. Anche in queste cattedrali del gusto era evidente ancora una volta come l'Alto Adige fosse una regione incentrata anche sul vino oltre che sull'altissima cucina (non dimentichiamoci però I frutteti, gli allevamenti di bovini, il turismo di montagna e la birra che grida l'indipendenza della Val Pusteria) e non sorprende che sia il territorio con il maggior numero di tre bicchieri Gambero Rosso in rapporto alla superficie vitata.

Se questo dato non bastasse a farci capire l'importanza dell'Alto Adige nel panorama vitivinicolo italiano, possiamo prendere in considerazione un altro primato interessantissimo, il 99% del vino prodotto ricade sotto la DOC...regione numero uno tra le 20 dello “stivale”. Proprio per questo approccio qualitativo dei produttori, il modo di presentare i vini di questo territorio è inevitabilmente diverso e vale la pena affrontare le sette zone di produzione e I vitigni più importanti sia autoctoni che alloctoni piuttosto che parlare di dicotomia  tra DOC e IGT.

L'Alto Adige è una terra porfirica e vulcanica originariamente di rossi che in pochi anni si è affermata come la terra dei bianchi Italiani grazie all'alternarsi di clima mite a clima rigido di montagna con escursioni termiche importanti in vigna e medie intorno ai 18 gradi durante la fase vegetativa della vite

Basterebbero i vitigni autoctoni per far salivare la nostra sete da appassionati di vino, la Schiava, bacca rossa allevata a pergola che dà vita ad eleganti e semplici vini rossi molto beverini e poco tannici, il Lagrein un'uva che imprime potenza e fierezza ai propri vini e last but not least il Traminer aromatico che trova la sua origine proprio nella ridente cittadina di Tramin; non sono un grande amante dei vitigni aromatici soprattutto quando vengono coltivati in quasi ogni angolo del globo, ma I risultati raggiunti nella sua terra di origine da masi e aziende cooperative come Cantina di Tramin o Pacherhof fanno gridare al miracolo, provare per credere. 

Non possiamo però non lodare gli alloctoni come il Moscato Rosa di origine siciliana che viene sapientemente custodito da una delle aziende vitivinicole più antiche d'Europa, l'abbazia di Novacella (1142).

Nel mondo delle varietà non tecnicamente autoctone a parte il Pinot Bianco, il Kerner (questo incrocio tra Schiava e Riesling è di fatto più Altoatesino che Germenico) e il Riesling, merita particolare attenzione il Pinot Nero portato da Napoleone che non è una versione meno elegante del Pinot Noir di Borgogna o una evoluzione della sua declinazione del Nord Italia, è un qualcosa di unico, fiero e elegante come quello sapientemente vinificato dall'azienda Stroblehof che anche nella sua bottiglia “base” il Pigeno sa stupire ad ogni sorso raccontando i venti che a fine giornata sfiorano ghiacci perenni per portare unicità ad una vigna che sembra un giardino da quanto è curato.

In Alto Adige, su di un altopiano vicino ad Egna trova collocazione naturale il vigneto di Pinot Nero (o Blauburgunder) forse più importante d'Italia, pochi ettari per un nome diventato leggenda: Mazzon.

Il Sud Tirolo è comunque molto di più e vale la pena esplorare ogni singola area vitivinicola che lo compone.


7 ZONE


1)            La Bassa Atesina

(Pinot Grigio, Chardonnay, Schiava, Gewurztraminer, Pinot Nero)

La zona che ha dato origine al Gewurz appunto Traminer perchè originario di Tramin o Termeno. Questa è la zona vitivinicola più estesa dell'Alto Adige con altitudini di impianto che vanno dai 200 ai 1000 mt slm ed è anche l'area con il clima più caldo grazie all'azione costante dei venti miti provenienti da Sud. Montagna e Mazzon (Martin Foradori, Gottardi, Franz Hass giusto per citare alcuni dei nove vinificatori) rappresentano due località molto famose ma ovviamente l'appeal di Tramin con I suoi elegantissimi e poco ruffiani Gewurzt che in evoluzione mostrano il meglio dopo qualche anno, non ha eguali e Elena Walch e la meravigliosa Cantina dei Produttori ne rappresentano due eccellenze


2)            L'Oltradige

(Schiava, Pinot Bianco, Chardonnay, Sauvignon, Gewurztraminer)

E' l'area dei castelli e delle tenute che sorgono intorno a due zone di culto come Appiano e Caldaro. Qui si vedono I vigneti colorare le altitudini dai 300 ai 700 mt slm, l'area è famosa per I bianchi come quelli della storica St Michael Eppan, ma anche per alcuni rossi come quelli dello splendido WineResort dal nome Stroblhof che ha fatto del Blauburgunder il proprio cavallo di battaglia raggiungendo in pochissimi anni vette che vanno al di là delle immaginario comune. Dai vini d'ingresso alle riserve è il terroir a condurre il palato alla scoperta della semplice eleganza altoatesina


3)            Bolzano

(Schiava, Lagrein, Gewurztraminer, Pinot Bianco)

Zona adagiata all'interno di una soleggiatissima valle con altitudini di impianto che arrivano a sfiorare il 900mt slm e un clima che in estate diventa quasi torrido

Proprio nell'area del capoluogo trovano la massima espressione il vitigno della tradizione e quello dell'innovazione

La Schiava vede nel Santa Maddalena il suo Cru e in Colterenzio un fine interprete mentre il Lagrein ha conquistato I palati internazionali proprio partendo da questo territorio


4)            La Valle dell'Adige

(Sauvignon, Pinot Bianco, Schiava, Lagrein)

Caratterizzata da terreni secchi e da vigneti con radici assai profonde e da una cultura vitivinicola di lungo corso vedendo spiccare tre dei comuni più importanti e famosi per la spiccata mineralità dei propri vini: Terlano, Adriano, Nalles


5)            Merano

(Schiava, Pinot Nero, Pinot Bianco)

Cittadina famosissima dal punto di vista turistico, è riuscita ad affermarsi anche per l'estrema qualità dei vini prodotti su terreni sabbiosi a meno di 800 mt slm con un clima temperato che culla sia I turisti che le vigne

La DOC Alto Adige Merano è incentrata sulla Schiava e il suo tannino quasi inesistente ma la zona è diventata famosa per gli incredibili risultati raggiunti con Merlot e Pinot Nero. 


6)            La Valle Isarco

(Muller Thurgau, Sylvaner, Kerner, Gewurztraminer)

Ha il primato di essere la zona vitivinicola più a Nord d'Italia e di esserne inoltre una delle più antiche grazie alla presenza dell'Abbazia di Novacella che vinifica sapientemente dal 1142 con tecnologie naturali estremamente moderne.

I terreni di mica e quarzo danno vita a vini potenti e strutturati ma estremamente raffinati con rara mineralità e freschezza in evidenza


7)            La Val Venosta

(Riesling, Pinot Bianco, Pinot Nero, Schiava)

Quest'area è famosa nel mondo per I suoi frutteti di estrema qualità e per un clima alpino estremamente “secco e asciutto”

Castelbello e Ciardes hanno reso famoso il territorio anche per la coltivazione della vite, dai suoi terreni magri e sabbiosi che partono da 500 mt slm, infatti prendono forma vini snelli esili ed eleganti 


Vale la pena citare altri grandi interpreti del vino Altoatesino di cui non abbiamo avuto modo di parlare (ci faremo perdonare in qualche modo), kellerei come Alois Lagader, Manincor, Franz Haas, Terlan, Strasserhof, Hofstatter, Tiefenbrunner, Haderburg e Pojer & Sandri.

A questo punto non vediamo l'ora di essere nuovamente invitati a raccontarvi nel dettaglio le storie dei produttori che con passione e enorme impegno hanno permesso al Sud Tirolo di ritagliarsi un ruolo fondamentale nel panorama vitivinicolo italiano, stay tuned!


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La parola agli chef

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di Silvia de' Lutti

Le vere stars di Care’ s sono gli chef, tanti, 32 di 14 nazionalità diverse provenienti da 4 continenti: rappresentano una grandissima ricchezza per questo evento che è una calamita per chi voglia testimoniare il proprio sforzo verso un mondo migliore partendo proprio dalla cucina. Wine TV ha parlato con alcuni di loro per conoscerne obiettivi e filosofia. 

Valeria Margherita Mosca (Wood*ing, Milano) la regina del bosco. Così, bum, d’impatto, tanta serenità: sarà, forse, per l‘equilibrio interiore che ha trovato nella natura. 

Valeria è una chef che vorremmo definire estrema, un po’ fuori dagli schemi e non solo per il suo curriculum, una laurea in antropologia e poi il lavoro … ma forse non quello canonico che ci si aspetterebbe da studi umanistici, bensì un impiego nella cucina dello chef stellato Giancarlo Morelli al Pomiroeu di Seregno. Proprio durante l’intervista è arrivato Morelli che, molto orgoglioso, ha stretto Valeria e ha detto: “lei ha iniziato da me, dalla mia cucina … l’ho spronata a continuare, tanto era il talento ed ora sta riuscendo a concretizzare i suoi sogni in Wood*ing”. L’attenzione all’ambiente e alla salute sono tematiche imprescindibili in tutti gli ambiti della nostra esistenza. Wood*ing, ha questi elementi come propria caratteristica fondante: è nato nel quartiere Isola di Milano con l’obiettivo di divulgare il foraging, pratica di cui Valeria è una grandissima sostenitrice e di applicare conoscenze, esperienza e tecniche nuove per cocktail innovativi e piatti esplosivi, diversi, accattivanti. 

Fiori, foglie, licheni, radici e cortecce, utilizzati nella massima consapevolezza ambientale e nel rispetto degli ecosistemi, sono risorse straordinarie dal punto di vista organolettico e nutrizionale. Attraverso la sua rivoluzionaria ricerca verso un modo di cucinare e di bere più intelligente e sostenibile, Wood*ing pone le basi per una nuova filosofia: un punto di riferimento per gli appassionati di mixology e per i foodie all’avanguardia. Con un‘adeguata preparazione è possibile usare il cibo selvatico per arricchire i menù di nuovi sapori e consistenze, veicolando anche importanti tematiche di tutela ambientale per una cucina intelligente e realmente contemporanea, al passo con le necessità di questo momento storico.

In realtà vedendo Valeria all’opera con beute, flaconcini e contagocce, si potrebbe scambiare per un chimico. Ma così non è. Anzi, è una rinomata chef, decisamente innovativa: la sua cucina è espressione di  studi eterogenei ed esperienze, capace di trasformare “esperimenti” in piatti accattivanti. Il suo è un progetto del tutto sperimentale, Wood*ing infatti è più una fucina di studio che si veste da ristorante in occasione di degustazioni o di serate dedicate. Qui il gusto retrò va a braccetto con l’innovazione, un mix esplosivo con fondamenta solide nel rispetto per l’ambiente, nella sostenibilità.  Valeria ama il vino, dice che sono molto interessanti gli abbinamenti tra le erbe selvatiche e le note di tannino del vino. Sono pairing che la ispirano, come anche l’utilizzo della saba. Lei è decisamente attratta dai vini “arancioni”, Collio e Slovenia in primis … e tutto rientra nel suo personaggio.

Brava Valeria, tanto coraggio e tanta energia per un Wood*ing all’insegna del rispetto a tutto tondo!

Altro chef intrigante, una vera fusion di Giappone ed Italia: Takeshi Iwai, (Ada e Augusto - Cascina Guzzafame a Gaggiano – MI). 

Tra tutti ci colpiscono i sorrisi sempre stampati dello chef e di Maria Giulia Magario, maitre del ristorante. Un progetto veramente insolito il loro ed alquanto rivoluzionario: hanno abbinato un agriturismo ad un ristorante gourmet; la definizione più sintetica è quella di farm restaurant, qui l’ 80% delle materie prime vengono prodotte dall’azienda agricola. Un vero tuffo nel passato proprio alle parte di Milano, un ambiente poco pop ma molto in dove chi fugge dallo smog e dal grigiore cittadino può trovare un rifugio agreste ma  molto gourmet.

 Un progetto nato dalla intuizione di Francesca Monti, la nipote degli storici proprietari che sin dall’ottocento si sono dedicati all’agricoltura ed all’allevamento. 

Maria Giulia è orgogliosissima mentre ci racconta che l’obiettivo che perseguono è l’autosostenibilità: trecento i capi di vacche e ben due orti biologici, un caseificio, le arnie. Cercano di dare  un’ immagine volutamente poco commerciale, di creare un luogo ameno dove la legge della natura prevale: sicuramente una cucina più difficile ma decisamente più sincera. Ecco perché la decisione di non utilizzare pesce e di rispettare fedelmente la stagionalità. L’obiettivo è quello di valorizzare, senza stravolgere le eccellenti materie prime della Cascina. Takeshi, infatti, sostiene di essere profondamente ispirato soprattutto dagli orti, colore, freschezza e genuinità sono una grande fonte di idee per lo chef che, comunque, non tradisce nei piatti l’eleganza e la pulizia tipiche della cultura nipponica. 

Basta poco, qualche chiacchiera con Takeshi, per capire che è una persona lineare e nello stesso tempo molto determinata: è esattamente questo ciò che trasferisce nei suoi piatti. Un colore intrigante, lievi, con un sapore avvolgente in bocca, dapprima dolce e poi più deciso, l’amaricante dell’affumicato arriva proprio alla fine per mettere il punto, la sua firma: ecco questi erano i ravioli affumicati alla barbabietola, salsa allo yogurt di mandorle e tartufo nero preparati in occasione della serata di chiusura al Ristorante St. Hubertus. Un mix nippo – italiano assolutamente da non perdere, un must have!

 E questo senso di appartenenza ad un territorio si rispecchia anche nella scelta dei vini: si cerca infatti di privilegiare cantine della zona anche se Takeshi non tradisce una profonda stima e passione per le bollicine; strizzando l’occhio fa intuire che quelle d’oltralpe, dei cugini francesi, sono sicuramente le sue preferite.

E proprio durante la gourmet experience a Maso Runch, a Badia, abbiamo incontrato Lorenzo Cogo (Ristorante El Coq - Vicenza) che, come il nostro gruppo giornalisti, era a scoprire questa magica realtà di maso chiuso ladino. 

Un ragazzo giovane che ha già macinato tanti chilometri in cucina. Molto curioso, attentissimo ai racconti di Enrico Nagler, il titolare di questo ristorante e soprattutto in adorazione per la stufa economica, due metri di lunghezza, il vero “core bussiness” della piccola cucina del maso. Qui viene cucinato tutto  “… da almeno 100 anni”, afferma  Enrico  – “ 5 anni fa abbiamo solamente rifatto l’interno della stufa” . Tanta storia e passione racchiuse nelle pareti di legno della stube originale di due secoli fa. 

Lorenzo ci ha raccontato della sua nuova sfida: dal luglio 2016 si è trasferito dal piccolo comune di Marano Vicentino proprio nel centro di Vicenza, in piazza dei Signori, nella sede dello storico Caffè Garibaldi, glorioso locale di fronte alla Basilica palladiana.

Ha cominciato ancora teenager ed ha deciso, forse proprio in coincidenza del suo trentesimo compleanno, di puntare il piede sull’acceleratore e di mettersi in gioco, con un progetto impegnativo, nel cuore di Vicenza, in una location splendida ma che purtroppo i vicentini non frequentavano volentieri, sempre vuoto: ecco la sfida nella sfida! 

Il locale lo rappresenta appieno: c’è un salto di qualità e di struttura, netto. Ciò che era già buono ora è anche più bello. Dove Cogo ha escogitato proposte nuove e intriganti come il suo particolarissimo CoqBurgher ed i tacos di mais, un fast food internazionale che in realtà potrebbe essere proprio un prodotto km 0.

Un locale veramente eclettico perché lo chef ha voluto sfruttare tutti gli ottocento metri di questa imponente location: al piano terra del Caffè Garibaldi si trova un caffè – cocktail bar e non è finita qui, c’è anche “El Casolin”, angolo in stile vintage per la vendita di gadget vicentini e di quelli targati El Coq, insieme a prodotti tipici del territorio e persino il pane prodotto dallo stesso chef.

Lorenzo ci ha impressionato per la sua determinazione, per il suo attaccamento al territorio e per la sua cucina etica. Anche lui come tutti i cuochi presenti a Care’ s adotta pratiche di recupero degli scarti e di successiva valorizzazione facendosi ispirare dalla stagionalità,  dalla genuinità dei prodotti della campagna circostante. Molto appassionato di vino, infatti ci sono stati momenti in cui si è dedicato lui direttamente alla cantina ed agli acquisti. “Io amo i vini naturali, i vini che non sono necessariamente perfetti, cerco un’identità nel vino come del resto provo a trasmettere con i miei piatti. Ecco perché credo che non tutto debba essere perfetto ma il risultato deve essere quadrato, dritto, impeccabile per il consumatore finale. Ed è proprio quella imprecisione che mi affascina e che spesso è stata fonte di ispirazione per un piatto, anche il semplice sentore di zolfo che ho percepito aprendo un vino mi ha fatto immaginare immediatamente un piatto;  richiamandomi la polvere da sparo ho pensato ad una cacciagione, una lepre”. Ci ha confessato di essere molto legato ai vini del nord est, insomma delle sue terre, soprattutto ai bianchi del Collio anche se ultimamente è attratto da una piccolissima azienda del Piemonte, dove il rosso la fa da padrone!

 Paul Ivic (ristorante vegetariano il Tian, Vienna) incarna esattamente il concetto di chef etico, propone una cucina vegetariana nel suo ristorante di Vienna dove, senza uso di carne e pesce, è comunque riuscito a conquistare l’ambita stella Michelin. E’ salito sul palco dei Care’s Talks del 16 gennaio, alla Ciasa della Cultura, per trasmettere la sua testimonianza di chef attento alle regole della natura e alla lotta allo spreco. Il percorso verso la sostenibilità è lungo ed il suo mantra è cercare di educare il cliente entusiasmandolo con emozioni sempre nuove. E’ convito che si debba dare un insegnamento quotidiano al consumatore, partendo dalla cucina per il tramite della comunicazione in sala. Nel suo ristorante l'assenza di prodotti animali è stimolo per la creatività e sfida per trovare il prodotto migliore: “le persone che provano la qualità e la riconoscono, la cercano anche successivamente”. Lavorare sulla qualità implica un approccio più responsabile che porta a pensare ai cibi nella loro interezza e a usare certe procedure. Un progetto questo che richiede tante energie ed investimenti. 

Durante la pausa pranzo, proprio gustando una chicca di James Close del Ruby Hunt di Darlington UK,  ho scambiato due chiacchiere con Paul Ivic che ci ha ribadito quanto aveva appena detto in sala conferenze riguardo alla sua filosofia di cucina etica. Abbiamo parlato del ruolo che riveste il vino nella sua cucina fish&meat free, nonostante fossimo un po’ scettici, pensando all’ abbinamento tra vino e cucina vegetariana, forse più macchinoso rispetto a quello di una cucina tradizionale, Paul ci ha categoricamente smentito. Anzi i vini naturali sono quelli da lui più utilizzati e grazie al suo sommelier che fa tanta ricerca ha sempre delle novità in carta, soprattutto piccoli produttori.  Anche se l’Austria è una terra di grandi bianchi, che lui afferma di adorare, guarda con grande ammirazione i petit vigneron della Champagne, ammette di essere un fan delle bollicine più pregiate al mondo. 

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Il nuovo palinsesto Wine TV!

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Cari Winetvlovers,

vi presentiamo il nuovo palinsesto di Wine Tv iniziando con la terza attesa puntata del miglior sommelier d’Italia 2017

I ragazzi, provenienti da tutta Italia e arrivati a Taormina carichi di speranze e determinazione, si contendono il gradino più alto del podio. Terminata la difficoltosa prova scritta,  con domande, degustazioni e abbinamenti, è il giorno della semifinale.

Prima però c’è tempo per una passeggiata per le vie dell’affascinante borgo siciliano e per un salto ai banchi d’assaggio organizzati da Ais e Trento Doc.

Proseguiamo poi con una pillola del dottor Radicchi che ci porta alla scoperta di uno strumento importante per l’enologia e, ultimamente, spesso al centro di accesi dibattiti: stiamo parlando della barrique.

Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube

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Per sapere tutti gli orari della messa in onda dei vostri format preferiti basta consultare la Guida Tv sul nostro sito

Buona visione e buon vino a tutti!

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Only Wine Festival: il 28 e 29 aprile a Città di Castello (PG) torna l'appuntamento per gli wine lovers più esigenti. Protagonisti, i vini delle piccole cantine e dei giovani produttori italiani e stranieri, selezionati da AIS.

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Tra le novità del 2018 la partecipazione, ancora più ampia, di piccoli produttori eu-ropei con le loro etichette, nell’esclusiva area Only Wine International e uno spazio dedicato agli Orange. 

Nell’anno del cibo italiano nel mondo, incontro di gusto tra giovani viticoltori, i mi-gliori sommelier e gli chef del momento Fabiana Scarica, Floriano Pellegrino, Isabella Potì e Giancarlo Polìto


La città rinascimentale di Città di Castello, in provincia di Perugia, il 28 e 29 aprile prossimo, ospiterà la quinta edizione di Only Wine Festival, il Salone dei piccoli pro-duttori e delle giovani cantine italiane. Cento i produttori selezionati ogni anno da Ais - Associazione Italiana Sommelier in tutta Italia e oltre 350 le etichette in degustazione.

Come ogni anno, saranno previsti banchi d’assaggio all’interno dello storico Palazzo Bufalini, accessibili con un ticket-degustazione (15,00 euro per 5 degustazioni, compresi calice e tasca portabicchiere), ma anche degustazioni guidate a tema, un’occasione significativa di conoscere al meglio le caratteristiche dei vini presenti. Infine, per chi vuole approfondire, tornano a grande richiesta gli Speed Wine, i mini corsi di avvicinamento al vino e al bere consapevole ideati proprio da Only Wine, che -per questa prossima edizione- si svolgeranno in un’apposita Speed Wine Area in Piazza Gabriotti e saranno affiancati da originali Speed Food, con l’idea di celebrare ancora meglio le eccellenze italiane della tavola, nell’anno del cibo italiano nel mondo.

A guidare le degustazioni e gli speed wine saranno tre tra i migliori sommelier del panorama nazionale e internazionale: Maurizio Dante Filippi, miglior sommelier d’Italia 2016, Andrea Galanti, miglior sommelier d’Italia 2015 e Luca Martini, miglio sommelier del Mondo 2013. A loro il compito di condurre i partecipanti verso una più approfondita conoscenza del vino e della sua produzione, con un percorso emozionante e indimenticabile alla scoperta del prodotto, del produttore e del territorio.

Tra le novità di Only Wine Festival 2018 un’intera area dedicata agli Orange Wine, con una selezione di 15 produttori, che faranno conoscere e apprezzare questo nuovo stile di vino, sempre più in voga. Più ampia sarà, inoltre, l’area International Wine, dedicata, anche quest’anno, ad una selezione dei giovani produttori e piccole cantine di altri paesi europei. Saranno oltre venti i produttori, provenienti da Francia, Spagna, Germania, Georgia e Croazia, anch’essi protagonisti dei banchi d’assaggio e delle degustazioni guidate. Infine, uno speciale Padiglione Umbria ospiterà una selezione di piccole cantine  e giovani produttori della regione, che avranno un’opportunità di promuoversi direttamente “in casa”.

Nell’anno del cibo -e del vino- italiano nel mondo, naturalmente, non poteva mancare l’abbinamento wine&food, con la presenza, accanto ai giovani produttori e ai migliori sommelier Ais, di chef di prim'ordine come Giancarlo Polìto, titolare de La Locanda del Capitano di Montone, a pochi passi da Città di Castello, Fabiana Scarica, la giovane vincitrice di Top Chef 2017, anima di Villa Chiara Orto e Cucina a Vico Equense o la giovanissima Isabella Potì, pastry chef salentina, che sarà a Città di Castello insieme a Floriano Pellegrino, giovane proprietario e chef del ristorante Bros di Lecce, che la rivista Forbes ha inserito tra gli “under 30” dal futuro in crescita. Saranno loro a realizzare i pregiati piatti da abbinare agli altrettanto pregiati vini, selezionati per gli appuntamenti di degustazione in programma il venerdì e il sabato a cena e la domenica a pranzo. 

Confermati anche gli appuntamenti con alcuni “amici” del vino, ovvero la birra, che avrà un’apposita area di assaggio e vendita, con alcune delle migliori produzioni artigianali locali; l’whisky, protagonista indiscusso di alcune degustazioni organizzate in collaborazione con il Whisky Club Italia e il sigaro, con un’anteprima del Cigar & Tobacco Festival che si svolgerà a San Giustino -a pochi chilometri da Città di Castello- il 26 e 27 maggio 2018.

Ulteriori info su www.onlywinefestival.it


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Etica e sostenibilità in quota

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di Silvia de' Lutti

L’Alta Badia, racchiusa tra la croda di Santa Croce e le Odle, a contorno l’impagabile suggestione delle Dolomiti con l’enrosadira che le accende di una patina rosata al crepuscolo, è stata il teatro naturale di Care’s: dal 14 al 17 gennaio si è svolta la terza edizione di questa manifestazione, con quartier generale l’hotel Rosa Alpina di San Cassiano. Il progetto gastronomico sinonimo di etica e sostenibilità, voluto dallo chef Norbert Niederkofler, chef del Ristorante St. Hubertus e da Paolo Ferretti titolare dell’ agenzia di comunicazione Hmc di Bolzano, con il sostegno dell’amico Giancarlo Morelli, chef del Pomireou di Seregno.

“Think big think sustinable”, seminare in piccolo, coltivare in grande. La sostenibilità non si dice, ma si fa, nel proprio piccolo, così come su grande scala: ecco il tema centrale che ha fatto da filo conduttore.

Una quattro giorni per discutere sul futuro della alta ristorazione con un approccio integrato che tiene conto dell’etica e del legame con il territorio, della sostenibilità, della condivisione, della ricerca e della formazione dei giovani talenti che riceveranno il testimone di una cucina più rispettosa. Si sono affrontate tematiche importanti, partendo dal cibo, come la mobilità sostenibile (il title sponsor è Audi). L’uso di energie alternative, l’attenzione al riciclo e all’utilizzo degli scarti.

Perché l’esigenza di cambiamento si sta facendo insistente anche nelle cucine. La sensibilizzazione, l’educazione al rispetto ambientale sta partendo proprio anche da qui: sostenibilità e lotta allo spreco dovrebbero divenire un duty per tutti. 

Il cambiamento di una piccola realtà è sempre positivo ed è una goccia nell’oceano, ma quando cambia una realtà multinazionale, il cambiamento si avverte più facilmente e CARE’s vuole esserne il primo portavoce” dott. Paolo Ferretti Mo-Food

Dopo un pit - stop alle Cantine Ferrari di Trento, per il welcome in Trentino - Alto Adige, corroborati dalle chicche di Alfio Ghezzi, le danze si sono ufficialmente aperte domenica 14 gennaio al Ristorante St. Hubertus dell’Hotel Rosa Alpina di San Cassiano. Qui Norbert Niederkofler – appena insignito della ambita terza stella Michelin e del premio “Ristorante sostenibile dell’anno” da “Le Guide dell’Espresso 2018” ha salutato giornalisti, chef, sponsors che sin dalla Chef’s cup hanno creduto nell’suo intuito da chef etico, da politico della cucina con una dinner around. Un valzer di piatti stellati, anzi stellari preparati dai colleghi amici (32 chef internazionali provenienti da 14 nazioni e 4 continenti) anche’essi portavoce di sostenibilità e rispetto per il cibo.

E poi due le cene in vetta, a 2.200 m s.l.m, ai piedi del Vallon, parete imponente del Gruppo del Sella, una running dinner al rifugio Piz Boè Alpine Lodge per scaldare i motori e a seguire la cena degli Awards al rifugio  Luigi Gorza di Porta Vescovo, a 2500 m s.l.m., con la Marmolada tanto vicina da  poterla toccare. 

Gli chef sono scesi in campo con piatti divertenti ed entusiasmanti, a volte provocatori come il brodo di coccodrillo di Jock Zonfrillo, dall’Australia degli aborigeni, il vin brulè in salsa di Tomaz Kavcic, sloveno; bite di etica e sostenibilità a suon di fermentazioni da Antonia Klugmann con zuppa di  barbabietola rossa e cavolo capuccio fermentati e JP MCMahon di Galway con orzo fermentato, lardo e olio aromatizziato alle erbe e granella di nocciole tostate.

Novità 2018. Gli sponsor (sono sempre tantissimi a sostenere questo evento, hanno presentato i loro progetti etici durante gli incontri alla Ciasa della Cultura, a sottolineare che non esistono vincoli all'approccio sostenibile: “grandi o piccoli, tutti possono pensare in grande e sviluppare la loro visione etica”.  Audi Lavazza Miele Vodafone Cantine Ferrari, hanno spiegato in modo semplice e diretto cosa è per loro sostenibilità e come, nelle singole realtà, viene applicata.

Sostenibilità come stile di vita, come benessere, questo è il mantra che ha eccheggiato di continuo nella sala conferenze sede dei Care’s Talks, moderati da Lisa Casali, scienziata ambientale, blogger e scrittrice.

Un ospite molto atteso è stato Oscar Farinetti: avvincente lo scambio di idee che c’è stato tra lui, un grande dell’italian food che ha aperto nuove vie e prospettive in questo ambito da Eataly a F.I.C.O ed il piccolo coltivatore altoatesino Herald Gasser (Aspinger Raritaten – www.aspinger.com) che lavora la terra in un piccolo maso. Il fondatore di F.I.C.O ha sottolineato il fatto che è necessario sviluppare nuovi modelli di business, basati sulla qualità ed il rispetto dei prodotti, dei consumatori e dei lavoratori. “La sostenibilità – aggiunge – è vivere in equilibrio ed una distribuzione più equa della ricchezza ne è la base”. Ecco perché il suo nuovo progetto è il frutto della collaborazione di tantissime micro aziende nazionali che hanno come obiettivo quello di pensare in grande –think big, think susistinable – riportando attenzione all’agricoltura, ricordando che la nostra tradizione culinaria italiana non può prescindere dai prodotti della terra.

E così Herald Gasser, sulla falsariga di quanto sopra affermato, ha portato la propria testimonianza: “Bisogna creare una rete di piccole aziende che lavorano bene, non trasformare i piccoli in grandi”.  La preservazione della biodiversità è alla base della sua filosofia, le sue energie sono orientate alla coltivazione delle varietà rare e antiche, di frutta e verdura, al fine di evitare la scomparsa in armonia con la natura. Per questo motivo ha rinunciato a qualsiasi forma di allevamento intensivo, ai fertilizzanti artificiali e all’impiego di prodotti chimici nell’orto.

E ancora molto interessante l’intervento della deputata Maria Chiara Gadda che ha presentato l’omonima legge, anche detta “sprecozero”: pubblicata nella Gazzetta Ufficiale la legge 19 agosto 2016, n. 166 “sulla donazione e distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi” di cui è stata relatrice alla Camera dei Deputati e prima proponente”.

La lotta agli sprechi e la regolamentazione delle donazioni sono passaggi fondamentali, come l'educazione alimentare: “molti prodotti perdono valore commerciale ma non alimentare, per questo si devono inserire nel sistema della ristorazione sociale”. Questa legge ha sancito l’inizio della catena di solidarietà tra Costa Crociere, rappresentata ai Care’s talks da Stefania Lallai e Fondazione Banco Alimentare con Marco Lucchini: collaborando sono riusciti a trasformare il cibo eccedente delle navi da crociera in bene caritatevole, sbarcandolo in tempi utili per il consumo nel porto successivo.

Lara Gilmore, ideatrice, insieme a Massimo Bottura, del progetto Food for Soul, ha illustrato come stanno operando i refettori ( il primo, l’Ambrosiano di Milano nato con Expo, poi Modena Bologna, Rio de Janeiro, Londra,  a marzo Parigi e Napoli, a breve anche negli USA). Si tratta di mense sociali che utilizzano le eccedenze di cibo donato dalla GDO: qui abili chef riescono ad impiegare al meglio e a nobilitare le eccedenze trasformandole in pasti “solidali”.

Tanti, poi, i contributi degli chef impegnati nella riduzione e nella nobilitazione delle eccedenze: da Matt Orlando (Amass -Copenaghen, Danimarca) promotore dell’idea che il termine waste/spreco debba essere inteso come un’opportunità. Jan Hendrik van der Westhuizen (Jan - Nizza, Francia), sudafricano d’origine, ha sottolineato l’importanza  dell’uso di ingredienti stagionali, locali e del risparmio delle risorse idriche. James P. McMahon (Aniar - Galway, Irlanda), che invita i ristoranti ad essere un volano etico per i clienti e poi ancora la colombiana Leonor Espinosa ( Leo Cocina y Cava di Bogotà) è impegnata con la fondazione Funleo, su più fronti, per il recupero della cultura e della tradizione locale attraverso il lavoro con i campesinos, la valorizzazione delle comunità rurali e la loro cultura agricola, ponendo la cucina come alternativa alle piaghe del narcotraffico, impegnandosi per sconfiggere l'emergenza alimentare in un paese in cui quasi metà della popolazione vive in condizioni di estrema indigenza.

L’idea di sostenibilità è alla base dell’organizzazione delle cucine degli chef così detti etici che nelle masterclass hanno dimostrato come mettono in pratica la loro filosofia di rispetto per l’ambiente e di riduzione degli sprechi. Su tutte, l’incontro che ha scaldato più gli animi è stato quello dedicato alla fermentazione, una tecnica antica ma molto al passo con i tempi. Imparare dal passato è un valore – secondo Valeria Margherita Mosca del Wood*ing di Milano, una delle protagoniste insieme ad Antonia Klugmann dell’Argine a Vencò a Dolegna del Collio e a Michele Lazzarini del St. Hubertus di San Cassiano.

Si deve affrontare l’esigenza di stoccaggio delle materie prime che vengono raccolte negli orti e che facilmente si deteriorano. Le fermentazioni, le estrazioni, i succhi sono sicuramente dei modi intelligenti per riutilizzare e valorizzare il cibo. Profumi e sapori nuovi: dalle lumache in clorofilla di prezzemolo su crema di bieta con aglio nero fermentato di Michele Lazzarini si sprigiona una esplosione di sensazioni che richiamano altre emozioni, insomma uno stimolo a far correre la fantasia. Tanta acidità dai gambi di broccoli fermentati della Klugmann, ben equilibrata dalla dolcezza del patè di fegato di seppia e dalla croccantezza di tentacoli, della pelle essicata della stessa seppia. Non è certo da meno il curiosissimo latticello di Valeria Mosca con auricularia auricula giudae e aspergilius fermentati, abbinato a bottarga di agone ed una melina selvatica fermentata: una inaspettata sensazione dolce si sprigiona in bocca, così delicata da invogliare un secondo boccone.

Tanta passione, tanti esperimenti ma anche fantasia sogli gli ingredienti imprescindibili per una fermentazione con i fiocchi!

Un’ edizione di Care’s  che ha sottolineato come recuperare sia un’opportunità per tutti, un valore economico e sociale per un gesto che è anche uno stile di vita. Lo hanno raccontato i piccoli operatori come le grandi aziende con esempi e suggerimenti e lo hanno dimostrato gli chef con le loro emozionanti creazioni etiche.

Con queste premesse attendiamo, curiosi, le novità di Norbert Niederkofler e Paolo Ferretti per l’edizione 2019 di Care’s: l’evento ormai divenuto sinonimo di etica e sostenibilità … ad alta quota, imbiancato dalle copiose nevicate!

L’edizione 2018 è stata realizzata grazie al supporto di molti sponsors: Audi, Alta Badia e Sud Tyrol title sponsor; Ferrari, Lavazza Marchesi 1824, Miele, Monograno Felicetti, S. Pellegrino & Acqua Panna, Stone Island main sponsor; Agrimontana, De Manincor, Pompadour, Benediktiner, Lago Design, Le Noveau Chef & Senoner, Prime Uve sponsor ufficiali; Mepra, Richard Ginori, Altoa Adige, Incuso, Vetroricerca, Meraner Weinhaus, Bertarello, Fedr sponsor tecnici.
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Nuovo Palinsesto Wine TV

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Cari Winetvlovers,

eccoci pronti con il nuovo palinsesto. 

Tanti video inediti da godersi degustando, magari, un buon calice di vino.

E iniziamo con la seconda attesa puntata del miglior sommelier d’Italia 2017

I ragazzi, accorsi a Taormina per la sfida, terminano la prova scritta: dopo il complesso questionario, affrontano la degustazione di due vini rigorosamente anonimi e l’abbinamento con un piatto scelto dai giudici.

Il dottor Radicchi ha pensato per voi due nuove e stimolanti puntate: ci parlerà dei possibili abbinamenti degli spumanti e della filossera.

Abbiamo seguito, con le nostre telecamere, due importanti appuntamenti legati al mondo del vino: Food and Wine in Progress alla stazione Leopolda di Firenze, dove Wine Tv ha assegnato anche importanti riconoscimenti alle aziende più meritevoli, e Wine2Wine evento dedicato al business del settore vinicolo.

Spazio poi alle degustazione di Wine Tv racconta con Maurizio Zanolla che ci parla del caldo, e suadente amarone della Valpolicella Le Guaite di Noemi per poi passare all’originale e avvolgente Montepulciano d’Abruzzo Janù della cantina Jasci e Marchesani.

Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube

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Buona visione e buon vino a tutti!


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L’enologo Trombelli come il dottor Burioni: smonta teorie antiscientifiche e scatena il dibattito sui social

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di Mattia Cialini

Ormai da anni è accesa la diatriba sui cosiddetti vini naturali. E il crocevia del confronto, in questi giorni, è Arezzo. Perché la città è casa dell’enologo Umberto Trombelli. Allievo di Giacomo Tachis – che tra le molte altre cose è stato il padre di leggende enologiche nazionali come il Sassicaia e il Tignanello -, Trombelli ha detto la sua, una settimana fa, con un post su facebook (che riportiamo integralmente in calce all’articolo) che moltissimo ha fatto discutere (qui l’articolo di Intravino), tra centinaia di commenti e condivisioni. Quasi un Roberto Burioni (il medico che ha nel mirino gli antivax) del vino, che smonta – garbatamente ma fermamente – teorie senza fondamento. Il suo intervento, due giorni fa, è stato tradotto anche in inglese, perché il contributo sta alimentando il dibattito anche a livello internazionale. Si parla di solfiti aggiunti e di lieviti selezionati che non sono il male assoluto, ma si difende anche il modo di produrre uva rispettoso della terra e l’uso non invasivo di legni per affinazione (botti e barrique).

Come è nata l’idea di questo intervento?
 “Sono da poco sui social ma mi sono subito stufato di leggere affermazioni senza fondamento. E così mi sono fatto prendere dall’enfasi”.

Sui social, ha avuto la stessa idea di Umberto Eco? Cioè che hanno dato il diritto di parola a legioni di imbecilli?
“Ho pensato a Eco in effetti. Ma ci sono anche tante persone intelligenti che commentano. Spero che il mio contributo faccia chiarezza”.

Lei non ce l’ha contro i produttori di vini naturali?
“Assolutamente. Ad Arezzo collaboro con La Vialla, che lavora in biodinamica. Seguo una piccola azienda biologica nelle Marche. Ma lavoro anche con aziende convenzionali”.

Lavora in tutta Italia?
“Sì, con Il Pollenza, azienda in provincia di Macerata. Con la Cantina di Santadi in Sardegna. Con la Tenuta L’Entrata di Incisa della famiglia Della Valle”.

Come è finito ad Arezzo?
“Sono nativo di Bologna, piemontese di adozione, ho seguito la scuola enologica di Alba. Poi ho iniziato a viaggiare per l’Italia. Sono ad Arezzo dal 2002 perché ho sposato una toscana”.

Tra i fari dei produttori naturali ci sono il minor uso possibile di correttivi chimici sia in vigna, quindi nella coltivazione dell’uva, che in cantina, ossia nel processo di produzione del vino. Cosa contesta?
“Rispetto valide opinioni di appassionati. E sono anche io del parere che la terra vada rispettata, evitando pesticidi, ad esempio. Ma ci sono fobie ingiustificate, come quella dei lieviti selezionati, usati per la fermentazione del mosto. La scienza può dare una mano a limitare i difetti del vino. Perché non sfruttarla? Ci sono argomentazioni contrarie che non stanno in piedi. Viene poi demonizzata la categoria degli enologi, così senza senso”.

Qual è la lezione di Giacomo Tachis che tiene a mente?
“Mai dare sentenze. Confrontarsi sempre. Con tutti”.

Il territorio di Arezzo sta crescendo per qualità dei prodotti?
“Il territorio di Arezzo è forse quello meno conosciuto tra i vocati alla produzione del vino in Toscana. E’ stato ingiustamente bistrattato nel passato. In realtà può dire la sua in modo molto incisivo, toccando le giuste leve comunicative. Perché non deve avere complessi di inferiorità”.

Terra da rossi di qualità. E i bianchi e gli spumanti?
“Ritengo che ci sia spazio anche per i bianchi e le bollicine: il territorio di Arezzo ha alture medio alte, che permettono la coltivazione di vitigni a bacca bianca, oppure a bacca rossa come il pinot nero, che un tempo non si pensavano adatti a queste zone”.

Un consiglio a un giovane produttore che vuol fare vino naturale?
“Quello di studiare. Poi la produzione di vini nella maniera più naturale possibile è un fine perseguibile. E mi piacerebbe anche aggiungere una cosa”.

Prego
“Il 1° marzo a Villa Severi ad Arezzo sarò ospite di una serata organizzata da Ais Arezzo. Ci saranno in degustazione una decina di vini. Si parlerà di vitigni autoctoni (come sangiovese, trebbiano), ma anche di quelli internazionali (merlot, cabernet sauvignon). Perché, a dispetto di quello che si può erroneamente credere, anche questi ultimi possono far esaltare la territorialità di un vino”.


L’ignoranza fa più danni dei lieviti e dei solfiti
di Umberto Trombelli

Prendo spunto da alcune riflessioni e commenti postati negli ultimi giorni sui Social per approfondire alcune tematiche a cui tengo particolarmente e a cui non posso più voltare le spalle.

Nei giorni scorsi stata pubblicata un’intervista ad un produttore vitivinicolo fautore dei vini naturali. In essa l’intervistato esprimeva dissenso su quei Produttori di vini naturali che vedono nei difetti organolettici un simbolo distintivo della loro naturalità e della territorialità.

Nello stesso tempo, difendendo la buona gestione della cantina, esprimeva il suo disappunto su chi utilizza lieviti selezionati e /o coadiuvanti vari in vinificazione.

Il succo dell’articolo pubblicato voleva, in qualche modo, sostenere che il difetto, così come l’uso di coadiuvanti e additivi, altera l’originalità di un vino e il suo legame con il territorio. Questo punto di vista, tra i meno estremi in circolazione, sta diventando il tema dominante tra molti enoappassionati a cui si aggiungono fantomatici esperti che alimentano il dissenso mettendo alla gogna Imprenditori vinicoli ed Enologi.

Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Nei miei 30 anni di attività di enologo ho avuto modo di approfondire le tecniche di produzione per vini prodotti da uve coltivate in Bio, in Biodinamica o in Agricoltura convenzionale; su vini senza solfiti aggiunti, senza l’uso dei lieviti selezionati, su vini cosiddetti “industriali” e vini commercializzati con sedimento in bottiglia. Ritengo di aver fatto una discreta esperienza ma non mi sento né appagato né arrivato, anzi, sono talmente appassionato a questo lavoro che continuo a leggere e a studiare perché troppe sono le lacune che la Scienza ancora non riesce a spiegare, nell’approfondimento dei chimismi fermentativi e conservativi dei vini.

Mi fa male vedere criminalizzare l’Enologia in generale da chi di Enologia non sa un fico secco. Come enologo sono felice di sentire finalmente che tra i Produttori di vini Naturali si riconoscano i difetti per quello che sono: non esprimono un territorio ma bensì lo sviliscono. Molti, però, tra cui alcuni Opinionisti, anche di grido, li esaltano e ne fanno un punto di forza per scoprire nuovi astri nascenti. Il difetto, come dice un famoso collega, è identificabile in ogni luogo e in ogni dove; quindi, oltre ad essere svilente è anche un carattere omologante. Non sono nuovi questi temi: negli anni sono stati “divinizzati” vini che un Produttore metteva in bottiglia senza nessun controllo, così che ti capitava di comprare o ordinare una bottiglia che aveva fatto una malolattica in bottiglia o era rifermentata per qualche residuo zuccherino mal considerato: guai ad avanzare qualche critica perché eri segnato come barbaro e ignorante; paradosso dei paradossi.

Mentre sono d’accordo sul riconoscere che i difetti sono difetti, non posso condividere invece il concetto che un vino, per essere originale e riconoscersi in un territorio deve essere prodotto senza l’uso di coadiuvanti e/o additivi. Riconosco che nei vini di massa se ne fa uso e, in certi casi, dai quali prendo le distanze, un uso esagerato. Se, però qualcuno cercasse di approfondire i temi, l’ABC della Biologia, della Chimica e di tutti i fenomeni che stanno alla base delle trasformazioni che ci portano ad ottenere un vino, forse sarebbe più disposto a riconoscere che il motore biologico che ci permette di vinificare va guidato dall’uomo. L’evoluzione naturale dell’uva infatti quella di riprodurre da un seme un’altra vite: il vino un prodotto regolato, voluto e condotto dall’uomo.

In Natura non esiste se non per un breve intermezzo nell’arco del processo di deperimento biologico dell’acino d’uva.

L’uva prodotta in un vigneto posto in un territorio vocato fa l’unica differenza. Il vitigno autoctono è un elemento in più ma solo se ben selezionato.

L’uso di lieviti selezionati, quelli identificati come veloci e sicuri attivatori della fermentazione, l’uso di batteri malolattici, magari ottenuti dalla conservazione in cantina nell’anno precedente, l’uso dei solfiti in modo corretto e non invasivo, non è il male. La barrique e il contenitore in legno in genere sono nati per uno scopo: affinare, illimpidire e stabilizzare naturalmente il vino; non conciarlo su un gusto di legno!

Tutte queste sono tecniche e strumenti che l’uomo ha escogitato nei secoli per migliorare e rendere fruibile nel tempo il vino. Non ci vedo niente di male in questo, anzi, lo ritengo il modo ideale per valorizzare un vino in un territorio purché si usino con il contributo di una Viticoltura attenta e mirata, in un legame indissolubile.

Questa sarà la sfida del futuro per l’Italia: emergere su un mercato globale legando i nostri vini ai propri territori di produzione e con essi unirci la nostra Storia, il nostro patrimonio gastronomico e culturale. Oggi, più che mai, è importante avere una coscienza comune per imporci su un mercato sempre più difficile e complesso. Ridurre il problema pensando che i lieviti selezionati siano un fatto negativo è fuori tema e controproducente.

Se è vero che sono stati selezionati ceppi di lieviti che caratterizzano e generalizzano il bouquet di un vino è anche vero che ne esistono tantissimi che sono solo buoni fermentatori che non intaccano le peculiarità originali delle uve. La scelta è ampia. Pensiamo solo per un attimo a che cosa sarebbe oggi la produzione di Champagne o di Spumanti, di qualsiasi zona del mondo, se non ci fossero i lieviti selezionati: sono stati selezionati appositamente per raggiungere quel risultato enoico e senza snaturare, anzi, per valorizzare gli stessi.

Che dire poi di come si selezionino nell’ambiente “Cantina” i lieviti cosiddetti “Spontanei” che fermentano i mosti di quei Produttori “ Naturali”: essi sono microorganismi che vivono in quiescenza nelle loro cantine (non nei loro vigneti!), si risvegliano a contatto dei mosti e si propagano durante tutto l’arco della vendemmia per poi ritornare, alcuni, di nuovo dormienti. In una cantina non esiste un lievito unico che inizia e porta a termine un processo fermentativo, nemmeno quelli selezionati possono fare ciò.

Per caso, chi sostiene il contrario ha mai fatto fare delle ricerche microbiologiche per capire chi sono e che origine hanno i loro agenti lievitanti?

A loro posso dire che se facessero delle indagini, delle mappe genetiche di quei ceppi “Indigeni” scoprirebbero che quei lieviti si trovano anche commercializzati e venduti come buoni vinificatori; troverebbero dei comuni Saccharomyces Cerevisiae, il microorganismo appartenente al mondo Vegetale, un fungo, l’agente della fermentazione. Troverebbero anche colture di lieviti apiculati, lieviti “non buoni”, “pericolosi”, non perché mostri ma perché in determinate condizioni ambientali preferiscono mangiare altro oltre agli zuccheri, e questo “altro” è un problema, un difetto 9 volte su 10.

Scoprirebbero semplicemente che ciò che dicono è senza fondamento.

Come dicevo ho provato a vinificare uve e ad affinare vini senza l’uso dei solfiti per più vendemmie. Il risultato che ne ho tratto che si possono produrre ma con un risultato qualitativo privo di personalità. Per un effetto ossidativo i profumi si perdono rendendo i vini insignificanti rispetto ai tradizionali. A oggi non esiste una tecnica che permetta di produrre vini di pregio, soprattutto a lungo invecchiamento senza l’uso di questo complesso additivo che funge da antisettico, da conservante e da stabilizzante. A che prezzo poi? Perché se proprio si volesse evitarne l’uso bisognerebbe usare altri additivi quali tannini, tannini e ancora tannini. Che dire poi dei vini bianchi senza l’uso dei solfiti: aiuto!

È vero: i solfiti aggiunti sono fastidiosi, tossici. Se usati in modo accorto, però, non arrecano tutto il fastidio di cui si sente vociferare. I limiti legali di essi sono stati abbassati nei vini negli ultimi tempi e subiscono continui ritocchi al ribasso mano a mano che cresce l’esperienza degli operatori ma non è, al momento, possibile farne a meno. A chi ne contesta l’uso vorrei chiedere se compra e consuma crostacei freschi, senape, sottoli, sottaceti, salse in genere ecc. Ci si chiede mai quanti solfiti aggiunti ci sono in gran parte dei cibi conservati? E quando si fa un conto della dose massima ingeribile per chilo corporeo di solfiti si considerano mai quelli ingeriti attraverso i cibi tutti? Troppo facile parlare senza sapere!

Perché si deve sempre pensare che la Ricerca, lo studio e chi cerca di applicare il frutto di tale lavoro siano dei pericoli, dei terroristi speculatori che vogliono avvelenare il prossimo?

Sono un Enologo e cerco di valorizzare al meglio i vini dei miei clienti lavorando sulle peculiarità delle uve che producono in uno specifico territorio. Uso pochi coadiuvanti e solo quando sono necessari.

Nonostante questo non si può trovare una identità comune tra tutti i vini a cui lavoro, passando dal Nord al Sud dello Stivale e non per questo credo di essere un “Alchimista”: credo di essere solo un buon “Pilota” che usa le tecniche che la Scienza mi dà per svolgere bene il mio lavoro. Non solo, mi ritengo fortunato. Tanti miei colleghi non possono dire lo stesso perché sul Mercato del vino non ci sono solo i vini famosi, ci sono anche i vini normali, quelli che si bevono tutti i giorni, come si beve una semplice birra; perché c’è anche un consumatore che qualche volta vuole bere soltanto un buon vino senza fare elucubrazioni se sta bevendo un Cabernet o un Sangiovese. Ci sono dei consumatori novizi che per arrivare ad un vino importante devono educare il proprio palato iniziando a bere vini semplici. I vini semplici non sono dei veleni! Sono dei vini ottenuti da Uva! I loro mosti sono vinificati con tecniche moderne e affidabili usando anche coadiuvanti e additivi alimentari autorizzati per ottenere anche vini “perfetti” e “piacioni”. E allora?  Dovremmo lasciare questo Mercato?  Dovremmo dire a migliaia di operatori di cambiare mestiere perché qualcuno che non conosce e non si informa pensa che stiano facendo qualcosa di inaccettabile?  Che stanno perseguendo un business contro natura?  Assurdo! Il vino deve essere considerato in tutte le sue varianti qualitative e commerciali da un Paese che il primo produttore mondiale. Se la Tecnologia ci permette di contenere i costi ed essere competitivi anche sulle fasce di prezzo più convenienti non c’è niente di male. Nel mercato c’è posto per tutti e il nostro intento deve essere quello di migliorare sempre. Farsi la guerra per un pugno di lieviti mi sembra un modo per voler cercare un capro espiatorio che non risponde alle domande importanti.  Concludo facendo presente che le mie riflessioni da professionista sono principalmente una mano tesa a chi si rivolge al mondo del vino con passione e competenza con il quale non vedo l’ora di confrontarmi in modo costruttivo.

Articolo originale su Arezzo Notizie

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CantinAmena: viticoltura 100% bio nelle campagne dei Castelli romani

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di Giuseppe Motisi 


Una vigna che ‘ha fatto’ sempre la vigna ed una giovane cantina di Lanuvio che, nel 2011, raccoglie il testimone della tradizione enologica del territorio dei Castelli romani per dare vita ad un innovativo progetto: produrre nel pieno rispetto dei cicli della natura, dalla coltivazione della vite alla vinificazione, pochi vini ma di comprovata qualità e trasparente tracciabilità.

Nasce da queste premesse e con chiari obiettivi di eccellenza la CantinAmena – Azienda agricola Mingotti di Lanuvio, una nuova realtà nel panorama enologico di Roma che affonda però le proprie radici in uno dei terroir più noti del Lazio: le colline dei Castelli romani, ai cui piedi, sul versante sud che guarda verso il Tirreno, sorge appunto questa azienda dotata di una vigna di circa 20 ettari e di un impianto di vinificazione ed imbottigliamento in loco. 

I vini di CantinAmena sono recentemente saliti agli onori della cronaca per essere tutti biologici, fatto insolito e raro nel panorama enologico del Lazio, una peculiarità frutto di scelte aziendali ben ponderate, anche se faticose, che puntano all’obiettivo di arrivare nel medio termine ad offrire ad un mercato sempre più attento alle tematiche ambientali prodotti provenienti da una filiera sicura, affidabile e ben identificata. 


Antichi vigneti e sensibilità moderna 

Il vigneto di CantinAmena sorge nelle campagne di Campoleone, frazione del comune di Lanuvio, in provincia di Roma, lungo un terreno pianeggiante su cui la vite è sempre stata coltivata, privilegiando le uve autoctone che beneficiano di un particolare e favorevole microclima. “La nostra vigna ha una lunga storia ed esisteva già nei primi anni del ‘900, gestita da coltivatori locali che cedettero poi l’appezzamento dopo la Seconda guerra mondiale – racconta Giorgio Del Gaudio, collaboratore di CantinAmena per gli aspetti commerciali -. Nel 1948 l’azienda passò infatti a Giacomo Prandelli, un imprenditore bresciano innamorato delle campagne romane, il quale riordinò il vigneto e pose le basi produttive per la nascita dell’attuale cantina: già allora le uve venivano infatti coltivate con cura e rispetto dei cicli naturali, per essere poi conferite e trasformate in vino altrove”. 

Il cambio di passo avviene di recente, quando l’azienda viene rilevata da un’altra famiglia di imprenditori bresciani che ripensa la struttura produttiva ed insegue un obiettivo ben preciso, riassumibile in due parole: qualità bio. “Nel 2004 la famiglia Mingotti, sempre di Brescia, acquista l’azienda dandole una nuova denominazione ed un’innovativa fisionomia – prosegue Giorgio Del Gaudio -. Dopo alcuni anni di assestamento, serviti a riorganizzare il vigneto e a reperire macchinari e strumentazioni necessari per vinificare direttamente nei locali della cantina, nel 2011 nasce l’odierna linea di vini. Il primo vino ad uscire con l’etichetta CantinAmena sarà un rosso bordolese, il Patientia, assemblato con uve Merlot e Cabernet Sauvignon. E naturalmente sarà bio, come tutti gli altri vini prodotti al 100 per cento, in ogni passaggio, dalla nostra azienda”. Il principale cambiamento di rotta avvenuto con la gestione Mingotti è infatti stato quello della vinificazione diretta, senza conferimento di uve ad aziende esterne, un mutamento non banale, irto di ostacoli e tutt’ora in corso, il quale ha dato ottimi risultati ottenendo un concreto e rapido apprezzamento da parte del pubblico. In più le trasformazioni sono arrivate anche a livello infrastrutturale: la cantina è stata completamente riammodernata, nel pieno rispetto della normativa vigente, ed è stato creato uno spazio di degustazione per il pubblico dove, tra tini e botti per l’affinamento, il personale di CantinAmena accoglie e guida il pubblico alla scoperta dei propri vini.


Poker di vini romani 

Il vigneto è senza dubbio il punto di partenza per approfondire la conoscenza di CantinAmena. “Nei circa 20 ettari di terreno agricolo sono impiantati essenzialmente vitigni autoctoni, con predominanza di Cesanese e Malvasia – afferma ancora Giorgio Del Gaudio -. Una porzione ospita invece uve Cabernet e Merlot, e quest’anno sperimenteremo, per la prima volta, la coltivazione dello Chardonnay, che nelle zone limitrofe ha dato, già da tempo, ottimi risultati”. L’asso nella manica di CantinAmena è comunque l’eccellente terreno sul quale crescono le varie piante. “Il nostro vigneto ha una caratteristica eccezionale: è isolato dal resto del contesto agricolo, il terreno è sempre stato destinato alla coltura della vite e non ha interferenze con altre colture – spiega Del Gaudio -. Inoltre i suoli sono vulcanici e idonei, per le ricche sostanze nutrienti, ad ospitare differenti tipologie di vite. A ciò si aggiunge la vicinanza del Tirreno, distante in linea d’aria circa 10 chilometri, che con le sue costanti brezze marine mitiga le temperature tutto l’anno”.

Andiamo ora a vedere i singoli vini dell’azienda Mingotti. “Quattro sono i prodotti di CantinAmena, tutti etichettati bio e con certificazione Igp: due rossi, un bianco ed un rosato, denominati rispettivamente Arcana, il già menzionato Patientia, Divitia e Rosa – aggiunge Giorgio Del Gaudio -. Come detto il nostro primo vino è stato il bordolese Patientia, al quale si sono aggiunti nel 2013 l’Arcana, una vera chicca che viene assemblato con uve Cesanese in purezza, nel 2014 il bianco Divitia, da Malvasia puntinata sempre in purezza, e successivamente il rosé Rosa, un vino da sperimentare per il suo bouquet unico ed intrigante”.  


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Nuovo Palinsesto Wine TV!

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Cari Winetvlovers,

inauguriamo il 2018 con un palinsesto tutto da gustare.

Vogliamo portarvi a quattro importanti eventi del mondo del vino collocati in quattro differenti zone d’Italia e, quindi, ognuno con caratteristiche uniche.

Il primo è Mille ottimi motivi per esserci, l’evento più emozionante del Friuli Venezia Giulia con 85 preziose aziende selezionate da Ais, 500 vini in assaggio , degustazioni guidate con la presenza del produttore e le imperdibili verticali di Mangiavino.

Poi ci siamo spostati a Rieti, per il “Giro d’Italia”. Sull’onda del successo delle passate edizioni , l’evento si propone come occasione d’incontro di produttori grandi e piccoli del comparto vitivinicolo nazionale e di importanti realtà agroalimentari della provincia, promuovendo la cultura enogastronomica locale.

Terza tappa Bassano del Grappa per il Bassano Wine Festival. Un fine settimana di gusto e scoperta per una  rassegna che ha come obiettivo quello di promuovere l’eccellenza del comparto vinicolo, dando slancio soprattutto alle micro-economie e importanza alle tradizioni locali venete e italiane.

Infine ci siamo recati ad Arezzo per un’imperdibile degustazione sinestesica: tre splendidi vini in connubio a personaggi storici della città, ad importanti opere d’arte e a speciali brani musicali. Un viaggio nel tempo per scoprire abbinamenti inediti guidati dal miglior sommelier del mondo Luca Martini.

Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube

Seguiteci anche sulla nostra pagina Facebook e su Instagram 

Per sapere tutti gli orari della messa in onda dei vostri format preferiti basta consultare la Guida Tv sul nostro sito

Buona visione e buon vino a tutti!


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Dall’Est Est Est alle bollicine: nuova linfa ai vini della Tuscia viterbese dalla cantina Francesconi

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di Giuseppe Motisi

Suoli ricchi di argilla e tufo, bassi e dolci declivi dove la terra, lavorata da tempo immemorabile, risponde sempre con generosità alle cure dell’uomo. E poi un ampio lago vulcanico che mitiga le gelide temperature invernali, mescolandosi occasionalmente all’eco lontana delle brezze tirreniche.   

È grazie a questo mix di fattori ambientali, tanto specifici quanto unici, che il territorio della Tuscia viterbese produce vini dal carattere inconfondibile, tra i quali spicca per notorietà l’Est! Est!! Est!!!. Questo bianco ha una lunga storia di successi internazionali in cui le vicende storiografiche si mescolano alla leggenda – celeberrima è l’origine del suo nome con ben sei punti esclamativi assegnatigli nel XII secolo da un intenditore tedesco appassionato di vini, tale Martino, collaboratore del vescovo Johann De Fugger, sceso al seguito dell’imperatore Enrico V di Germania -, ed è senza dubbio la punta di diamante della produzione enologica di Viterbo; non è però l’unico vino della zona di acclarata qualità, sebbene la sua fama oscuri le altre etichette del terroir di questa provincia del Lazio.


Ed è in questo spazio enologico sospeso tra consolidamento delle etichette di fama, affidato alla presenza sempre più assidua sui mercati tedeschi e olandesi, e rilancio dei vini meno noti ma fortemente radicati nella viticoltura viterbese, che si muove con dinamismo, innovatività ed intraprendenza la Cantina Stefanoni di Montefiascone, attiva fin dagli anni ’50 del secolo scorso. Questa azienda di dimensioni medio-piccole è oggi guidata dal giovane Francesco Stefanoni, appartenente alla quarta generazione della famiglia fondatrice della cantina, e con lui abbiamo fatto il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive dei vini della Tuscia viterbese. “La nostra viticoltura si basa essenzialmente su Aleatico, Moscato, Roscetto, Trebbiano toscano e Malvasia puntinata, vitigni che sui terreni tufacei di Montefiascone danno rese abbondanti e di qualità – spiega Francesco Stefanoni -. Per quanto riguarda la nostra realtà aziendale, noi effettuiamo tutti i processi produttivi dalla vigna alla cantina, curando direttamente la coltivazione della vite e la vinificazione. I nostri vini sono quindi espressione diretta e pura della viticoltura locale”. Con una superficie vitata di circa 3 ettari (che a breve dovrebbero arrivare ad 8) ed una produzione annua complessiva di circa 100.000 bottiglie, la Cantina Stefanoni punta tutto sulla qualità e sul binomio sperimentazione / tradizione, declinati dalla lungimiranza della nuova generazione che ha preso in mano le redini della cantina. “Nel solco della tradizione trova posto il nostro Est! Est!! Est!!! che produciamo in due tipologie: Campolongo e Foltone, quest’ultimo destinato alla degustazione con la sua maggiore percentuale di uva Roscetto – specifica Francesco -. La tipizzazione dei nostri vini la affidiamo proprio a questa pianta autoctona della famiglia del Trebbiano, di cui coltiviamo tre cloni provenienti da un vigneto sperimentale impiantato a Montefiascone con la collaborazione dell’Università di Perugia. Tutti i nostri bianchi sono affinati in acciaio e legno d’acacia, mentre i rossi concludono il loro ciclo in barrique leggera per mantenere il più possibile un carattere fruttato e naturale. È il caso ad esempio del Rosso di Montanello, il quale trascorre 5, 10 giorni di macerazione e passa poi in cantina per l’affinamento; il risultato è un rosso caldo ma al tempo stesso etereo, particolarmente armonioso con i suoi morbidi tannini”.


È invece affidato al brio delle bollicine l’aspetto innovativo della produzione enologica del territorio. “Nel 2012 abbiamo voluto iniziare la produzione di spumante impiegando l’uva alla base di quasi tutti i bianchi tradizionali della nostra zona. È nato così il nostro primo Brut metodo classico da uve cento per cento Roscetto, spumante che assicura qualità e tipicità – aggiunge Francesco Stefanoni -. Le uve con cui è assemblato, raccolte in anticipo e dal grosso carico zuccherino, provengono infatti esclusivamente da vitigni di Roscetto coltivati sulle colline di Montefiascone che si affacciano verso Viterbo. Il Brut di Roscetto è dunque un prodotto nuovo, unico e caratteristico della Tuscia viterbese, che si presenta intenso, fragrante e dai precisi sentori floreali, adatto non solo ad essere stappato nelle festività ma anche durante i comuni pasti”. 

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Le etichette del Natale passato presente e futuro

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di Marco Rossi

Ci siamo, è tornato quello “spaventoso”  periodo dell'anno che ci vede alle prese con una miriade di cene preparatorie a quelle quattro ore che passeremo a tavola driblando dubbiosissime etichette portate dal cugino dello zio o comprate dalla mamma in un eccesso di zelo al supermercato sotto casa...

Ogni volta che saremo presi dall'istinto di correre in cantina ci ripeteremo il mantra che non vale la pena di attingere alla propria riserva di metodo classico per sgrassare il clamorosissimo e buonissimo cappone della nonna. In dieci a tavola diventa tutto più complicato e non tutti apprezzano quell'oro liquido che meticolosamente abbiamo conservato alla giusta temperatura lontano da sbalzi termici, con sali e calce a favorire la giusta umidità. Un lavoro maniacale che oggi fa dubitare nostro padre del nostro equilibrio mentale.

Beh quest'anno alle etichette del Natale passato, presente e futuro diciamo basta e ci buttiamo in un ideale percorso enoico dal quale speriamo non ci destino mai. Per alcuni sarà solo un miraggio per altri, citando un noto personaggio delle pubblicità, “una solida realtà” proveniente dalla propria riserva personale.

Il motto del Natale 2017 sarà  “Stappare e condividere” alla faccia di Scrudge e dell'avarizia enoica!!

Alla luce di questo slancio di generosità, che finirà per esaltare ancora di più l'atmosfera natalizia almeno per qualcuno dei commensali, abbiamo deciso di esagerare un po' in alcuni casi (siamo tutti più buoni in questo periodo dell'anno) e di ricorrere a etichette “intelligenti” in altri 

Quando ero ragazzo, mio padre mi raccontò che in gioventù, lui e suo fratello vinificavano in casa un vino dalle dubbie caratteristiche organolettiche che poi imbottigliavano prima delle cene allargate; la tavola veniva divisa in appassionati di vino e totali profani...indovinate un po'in quale lato finiva questo vero e proprio vino della casa, ca va sans dire che devo qualche interessante bottiglia al dio della tavola e al karma.

Abbiamo dunque detto di essere splendidi e di evitare ogni tirchieria o avarizia e allora andiamo a scoprire la selezione di etichette di Wine TV per il pranzo di Natale:


1) ANTIPASTO

PIATTO: Culattello

VINO: Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 1997 Collezione Trento DOC

Chardonnay 100%. Paglierino con riflessi dorati e perlage finissimo. Frutta a polpa bianca e gialla, agrumi, miele, minerale, sentori di lievito e crosta di pane, leggera spezia. Una bollicina elegantissima, durezze in evidenza con un bello slancio di freschezza e persistenza notevole. Un vino avvolgente e appagante


2) PRIMO

PIATTO: Tortellino in brodo

VINO: Piero Pan Soave DOC 2016 50esima vendemmia. Garganega 85% trebbiano di Soave 15%, fermentazione in cemento vetrificato.

Giallo paglierino, fiori bianchi, pera, nota agrumata, chiusura decisamente minerale. Un vino di grande servevolezza: fresco, sapido e di buona persistenza 


3) PIATTO DI MEZZO

PIATTO: Polenta e Baccalà

VINO: Velentini, Cerasuolo d'Abruzzo DOC 2012. Montepulciano 100%, un rosè vinificato in bianco color cerasuolo. Dal ribes al lampone con minerale in evidenza. Fresco, persistente con nota sapida avvolgente, fine elegante. 


4) SECONDO

PIATTO: Cappone Farcito

VINO: Godenza 2015 Noelia Ricci Sangiovese DOC. Sangiovese 100% fermentato in acciaio dai lieviti indigeni e affinato in bottiglia per 6 mesi. Rosso rubino con sentori di frutti di bosco e ciliegia, nota di ferro e di grafite. Esile, fragrante, minerale e scorrevole.


5) DESSERT:

Panbriacone!!! E' già abbinato per definizione 


A questo punto siamo curiosi di scoprire il vostro Natale all'insegna della generosità e condivisione, mandateci le foto delle vostre etichette, taggateci su Instagram e aiutateci a rendere il Natale un momento unico, almeno per gli appassionati di vino!!!



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Il nuovo Palinsesto Wine TV!

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Cari Winetvlovers,

stiamo procedendo a grandi passi verso il Natale, il primo che festeggeremo insieme. 

Non vediamo l’ora di aprire le tante belle bottiglie che troveremo sotto l’albero.

Intanto gustiamoci l’attesa con il nuovo palinsesto di Wine Tv.

Iniziamo con le ultime due puntate del format Ogni giorno un Signorvino che, alla sua prima stagione, ha avuto un successo incredibile e, per questo, dobbiamo ringraziare tutti voi. 

Primo ospite Emanuele Trono 25 anni, laureato in Business and Management. Il progetto Enoblogger, dal taglio giovane e fresco, nasce dalla sua voglia di condividere l’amore per il vino e per la bellezza italiana. 

Nello store di Piazza Duomo a Milano ci ha invece raggiunto Andrea Albagli, wine lover prestato all’ingegneria. Infatti, se durante il giorno si destreggia fra calcoli e manuali di ingegneria civile, appena ha un minuto libero ama scoprire nuovi vini e ovviamente consigliarli sul suo blog Corvino.

Oltre alle due prove, scopriremo anche il vincitore della prima stagione!

Dalla Lombardia alla Sicilia per volare sulle pendici Etna e scoprire vini unici dalla spiccata personalità. Cristiano Cini ha trascorso un’intera giornata con Antonio e Salvino Benanti

Torna il dottor Radicchi con le sue pillole. Questa volta ci spiega gli spumanti metodo classico.

Vi portiamo inoltre a due eventi dedicati al vino: il primo è uno dei più importanti appuntamenti organizzati dalla Fisar. Mare divino, a Livorno, è un’occasione unica di conoscenza, promozione e confronto della migliore produzione enologica del territorio, attraverso percorsi di assaggio liberi e guidati. 

Il secondo evento è promosso dall’associazione Classico Berardenga che si pone l’obiettivo di preservare e valorizzare l’immenso patrimonio di cultura, storia e tradizioni che contraddistingue il territorio di Castelnuovo Berardenga.

Per Wine Tv racconta, Andrea Galanti degusta per noi Titolo di Elena Fucci un’etichetta che, in pochi anni, è diventata il faro per il vino di qualità in Basilicata.


Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube

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Buona visione e buon vino a tutti!


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Tre rossi perfetti per il pranzo di Natale dal mood chic e gioioso

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Scarlatto, porpora o carminio, tanti i punti di rosso. E poi c’è il Rosso Carpineto! Nel bicchiere come a tavola, per la festa più attesa e desiderata dell'anno, è il rosso a trionfare, il colore che più di tutti vuol dire emozione.

Che sia il colore prevalente della mise en place, o un dettaglio nei decori, è nel bicchiere però che non si può prescindere, tanto più che nei piatti probabilmente trionferanno carni e grandi arrosti.

E allora la scelta per la bottiglia non può non andare su Carpineto la cui produzione copre tutti i grandi rossi della Toscana, vini delle più prestigiose DOCG. 

Ideali da mettere sopra la  tavola ma anche sotto l'albero, un regalo sicuramente di buon gusto! E' proprio il caso di dirlo.

Rossi armoniosi, profondi, spesso di grande struttura,  al palato rotondi e morbidi. Sensazioni carezzevoli e avvolgenti come velluto. Insomma l'ideale per Natale. 

E chi non volesse andare in enoteca, con pochi click li avrà a casa sua dallo store on line e a prezzi vantaggiosi. www.carpinetoshop.com dove cresce l'attesa per gli special Christmas gift della collezione degli spumanti o le Magnum in cassa di legno così come i 6 grandi classici rossi con omaggio della confezione in legno.

 

Il Rosso per un pranzo di Natale gioioso e disinvolto in famiglia o tra amici 

Dogajolo Toscano Rosso IGT Carpineto

Fragranza di profumi e morbidezza in bocca

Un rosso rubino vivo molto intenso. Uno dei vini più innovativi della Carpineto, un baby "Super Tuscan", le cui caratteristiche non sono mai state trovate insieme nello stesso vino. In lui sono racchiusi la forza della gioventù, la maturità del legno, la morbidezza della classe, i profumi fruttati e fragranti. E' un vino pieno, morbido, rotondo, di ottima struttura. Il profumo è vinoso e nello stesso tempo fruttato, con sensazioni di ciliegia, gradevoli sentori di vaniglia, caffé e spezie. 

Perfetto con un timballo di tortellini. Regalo easy ma stiloso, a cominciare dall'etichetta


Il Rosso per un pranzo di Natale intimo e romantico per due 

Vino Nobile di Montepulciano DOCG Riserva 2012 Carpineto

Aromi seducenti e una eleganza raffinata

Colore rosso rubino intenso tendente al granato brillante. Un vino fine, elegante ed armonioso dai seducenti aromi di ciliegio dolce, ribes, cuoio, spezie e sottobosco, con un accenno di quercia sul finale. Un vino di grande carattere, raffinatezza ed eleganza. Complesso al naso, con riconoscimenti che vanno dalla mammola alla frutta esotica, dal legno pregiato al balsamico, etereo, caratteristico, straordinariamente fine. In bocca secco, sapido, elegante nei tannini ed equilibrato. Dalla stoffa elegantissima, armonico. 

Perfetto con un carrè di agnello in crosta. Idea regalo per palati di classe.

Il Rosso per un pranzo di Natale gourmet e in giusta compagnia 

Brunello di Montalcino DOCG 2012 Carpineto

Grande struttura e persistenza 

Rosso rubino intenso con leggeri riflessi granato. Profumi intensi e complessi,  netto, fine, ampio e persistente. Sentore di vaniglia, ciliegia, lampone e liquirizia. Al palato asciutto, caldo, morbido e di grande struttura, persistente. Una bella freschezza e raffinatezza. Un vino di grande eleganza e longevità.

Perfetto con un cappone farcito alle castagne. Un regalo per non farvi dimenticare.




Laura Ruggeri
LR Comunicazione

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Nuovo Palinsesto Wine TV!

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Cari Winetvlovers,

mettevi comodi in poltrona e stappate una buona bottiglia di vino: è pronto il nuovo palinsesto di Wine Tv. 

Iniziamo con il ritorno più atteso: la prima puntata del miglior sommelier d’Italia 2017 il concorso più atteso dai professionisti del vino che, quest’anno, si è svolto nelle splendida Taormina. Nella prima puntata vi presenteremo i ragazzi e li accompagneremo alla prima prova scritta.

Torna l'appuntamento enogastronomico forse più alto al mondo. Vi portiamo sulla vetta del Sass Pordoi al19° Simposio TOP WINE 2950 , nato dalla collaborazione fra la Società Incremento turistico Canazei, i sommelier di Fassa e Fiemme. Roberto Anesi e Caterina Mataluna ci guidano alla scoperta di un evento unico e affascinante.

Chiara Calcagno invece è andata alla più grande degustazione Fisar a livello nazionale: si tratta di Vinoè alla stazione Leopolda di Firenze. Oltre 120 aziende ai banchi di assaggio, 600 etichette, degustazioni guidate, cooking show, tavole rotonde e qualche sorpresa.

Vi presentiamo inoltre il nuovo format di Wine Tv: “Una giornata con..” Nella prima puntata il direttore Cristiano Cini vi mostra Buccia Nera, una delle aziende più interessanti del territorio aretino.

Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube.  

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Oltre i confini dell’etichetta ‘Castelli Romani’: linea Vinea Domini di Gotto d’Oro

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di Giuseppe Motisi 


‘Castelli Romani’, non una semplice etichetta ma un vero e proprio bastione, solido e sicuro, che delimitando una storica produzione di vini dell’area romana, prevalentemente a bacca bianca, costituisce una certezza dal punto di vista commerciale per chi si dedica all’imbottigliamento del Frascati e del Marino.

Certezza che però l’azienda Gotto d’Oro di Marino, paese dell’hinterland romano che dà appunto il nome a una delle due DOC di bianco del territorio, ha voluto accantonare per intraprendere una sfida all’insegna dell’innalzamento della qualità enologica e dell’innovazione, sempre con un attento occhio all’accessibilità dei prezzi ed al rispetto delle peculiarità agricole della zona. Questa sfida si chiama Vinea Domini ed è la nuova linea di vini sia rossi sia bianchi che la Gotto d’Oro, nata nel lontano 1945 ed oggi la principale realtà vitivinicola del Lazio, ha deciso di realizzare rivitalizzando e differenziando le potenzialità dei terreni vulcanici coltivati dai 210 soci conferitori della cantina. Ampio spazio, dunque, a vitigni d’Oltralpe che hanno dimostrato di sapersi adattare alla perfezione ai terreni di natura arenaria e marnosa delle colline dei Castelli romani: Chardonnay, Sauvignon, Viognier per la bacca bianca e Cabernet Sauvignon, Syrah, Petit Verdot per la bacca rossa. In totale 6 vini IGT prodotti da altrettante uve in purezza che, confezionati con un’accattivante etichetta dalle linee eleganti ed essenziali, intende raggiungere le tavole di nuovi consumatori o semplicemente chi desidera bere un vino tipicamente romano ma dal carattere internazionale.

La produzione complessiva di Vinea Domini è di 20.000 bottiglie (a fronte di una produzione totale annua di circa 8 milioni di bottiglie, che pone la Gotto d’Oro tra le prime 20 cantine d’Italia), che nascono con un preciso obiettivo qualitativo: far emergere tutte le caratteristiche organolettiche delle uve coltivate in loco esclusivamente dai soci conferitori, con cura ed attenzione, evitando affinamenti in barrique. I vini Vinea Domini, vinificati solo nelle cantine dell’azienda, sono quindi giovani e con impronte varietali ben definite, proprio per renderli riconoscibili e distinguerne i vari sentori. 

Delle 6 proposte Vinea Domini di Gotto d’Oro segnaliamo tra i bianchi il Sauvignon per il suo carattere aromatico, selvaggio ed intrigante, mentre tra i rossi il Cabernet Sauvignon per le sue impronte varietali speziate, floreali ed avvolgenti.


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Finalmente l’Asti secco DOCG!

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di Francesca Penzo

Finalmente l’Asti secco DOCG! Clima di grande entusiasmo per il debutto della nuova versione dell’aromatica bollicina piemontese, l’ultima nata in casa Asti, presentata alla stampa martedì 28 novembre 2017 nella spettacolare cornice dello Spazio Gessi nel cuore di Milano.

A svelarne la carta d’identità un palco importante: il presidente e il direttore del Consorzio per la Tutela dell’Asti, rispettivamente Romano Dogliotti e Giorgio Bosticco, più Gianni Fabrizio, curatore della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, alla guida del percorso di degustazione e a moderare il tutto Enzo Vizzari, direttore de Le Guide de L’Espresso. 

Proprio Vizzari è il primo a esultare per questo grande passo, sostenendo la notevole attenzione e apprezzamento italiano e non per le bollicine diverse dallo Champagne. Infatti, come spiegherà poco dopo Bosticco, con questo nuovo prodotto si cerca proprio di dare una valida alternativa ai prodotti apprezzati al momento dell’aperitivo, ma anche a tutto pasto, uscendo dallo spazio a fine pasto in cui finora era relegato l’Asti.

Una proposta che parte dalla versatilità ed ecletticità del vitigno moscato bianco unita ad un attento studio di fattibilità e marketing che ha coinvolto un buon numero di consumatori.

Il passo successivo è stato l’intervento legislativo con la modifica del disciplinare di produzione, portando a tre le versioni consentite: Moscato d’Asti DOCG, Asti DOCG e Asti Secco DOCG, quindi una versione spumante.

Infine la scelta vincente di affidare la comunicazione ad un’esperta agenzia, la HUB09 di Torino. Vincente perché ne è scaturita una campagna che unisce la tradizione all’innovazione ne l pieno rispetto dei valori e del territorio.

Rural-glam, due le parole chiave ad esprimere un unico concetto, L’Asti in versione moderna per rispondere alle nuove esigenze e rilanciare il re dei vitigni bianchi piemontesi.

16 per ora le aziende che hanno accettato la sfida, ma nonostante si voglia mantenere una produzione limitata e di qualità sono aperti alle new entry, non escludendo di passare dall’attuale spumantizzazione con metodo Martinotti alla più tradizionale con metodo champenois.

Al termine della presentazione siamo condotti in un percorso che ci porta dall’uva al calice, dalla vigna alla mescita: prima l’assaggio di acini congelati di moscato bianco, poi di mosto d’uva e infine allo spumante vero e proprio in abbinamento ad un light lunch per poterci rendere conto “sul campo” di cosa è in grado di combinare questo splendido prodotto. 

Ma l’operazione di promozione non si ferma qui, il 31 dicembre ad Asti si terrà un concerto organizzato da Collisioni, Elisa l’artista scelta perché incarna le caratteristiche del moscato: dolcezza e sensualità.

In più durante tutto il 2018 venti chef stellati di Cuneo e Asti proporranno le loro squisite creazioni in abbinamento all’Asti e il progetto “Dolce Asti” mirerà a far conoscere, toccando con mano attraverso visite alle aziende produttrici, le eccellenze del territorio langarolo, da pochi anni patrimonio dell’umanità UNESCO, come la nocciola del Piemonte IGP, il torrone, il cioccolato e molto altro.

A questo punto, visti il grande impegno e amore per la propria terra tangibili in questo evento, non rimane che augurarci una continua e forte crescita per questo debutto e brindare…con un Asti Secco DOCG ovviamente!     


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Château Musar, dal Libano…con passione

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di Giuseppe Motisi 


Ammaliante, sconcertante, sorprendente.

Un sorso di vino della cantina libanese Château Musar è un concentrato di emozioni, meraviglia e stupore che a stento riesce ad essere descritto con aggettivi adeguati. L’impatto con i sapori ed i profumi di questo vino figlio di un terroir mediterraneo a cavallo tra Asia ed Europa, ricco di storia e suggestioni, è un’esperienza che obbligatoriamente va vissuta con meditazione e trasporto, evitando parole e razionalità che soffochino il piacere di lasciarsi abbandonare alla sensualità di antichi vitigni dalla sorprendente modernità.

Ad offrire l’occasione di conoscere Château Musar e, contestualmente, un significativo pezzo di storia dell’enologia è stata di recente la delegazione di Roma dell’Onav – Organizzazione nazionale assaggiatori di vino, che lo scorso 15 novembre ha organizzato una serata di degustazione dedicata ai rossi della cantina libanese con la partecipazione diretta del suo attuale titolare, Marc Hochar. Ad accompagnare i presenti in questo viaggio enologico verso Oriente è stato Alessandro Brizi, caporedattore dell’house organ di Onav ‘L’Assaggiatore’.  

“È un vino che si ama o si odia, senza mezze misure. E ritengo che l’approccio migliore per apprezzarlo sia quello di degustarlo col cuore”, ha affermato Vito Intini, presidente nazionale dell’Onav, in apertura di serata. “Non mi piacciono i giri di parole che precedono le degustazioni, creano aspettative e condizionano i gusti – gli ha fatto eco Marc Hochar -. Penso invece che il nostro vino vada bevuto liberamente, lasciando ad ognuno la possibilità di elaborare una propria interpretazione”. La proposta Château Musar per Onav Roma ha seguito un percorso verticale articolato su sei annate di rosso: 2009, 2006, 2004, 2003, 1998, 1997. Inevitabile premessa alle degustazioni è stata una sintetica panoramica sulla storia della vite in Libano e di Château Musar. 


Viticoltura libanese

“La coltivazione della vite e la vinificazione hanno avuto origine nell’area del Caucaso, per poi spostarsi verso Iraq e Iran e, di qui, al Mediterraneo – ha spiegato Alessandro Brizi -. In questa migrazione della pianta il Libano dei Fenici è stato quindi il primo paese del bacino mediterraneo a sperimentare la viticoltura, con positivi risultati che hanno spinto le popolazioni fenicie ad esportare il loro vino in tutti i paesi del Mare Nostrum -. La produzione enologica in Libano ha dunque una storia millenaria interrottasi solo con l’avvento dell’Islam, e riattivatasi tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, quando il paese divenne un protettorato francese”. È in questo periodo che entra in scena la famiglia Hochar. “Nel 1930 Gaston Hochar, estimatore e conoscitore delle tradizioni vitivinicole del paese, dopo avere a lungo viaggiato e visitato la regione bordolese, colpito dalle similitudini di clima e terreno, decise di dedicarsi alle vigne ed alla produzione di vino – ha precisato Brizi -. Gaston, nonno dell’attuale proprietario Marc, iniziò a piantare Cabernet sauvignon, Carignan e Cinsault per ottenere vini particolarmente apprezzati dalle truppe francesi di stanza in Libano. Il successo dei suoi vini fu travolgente e continua ancora oggi con la terza generazione degli Hochar”.

Le viti di Château Musar si trovano sull’altopiano della Bekaa (altitudine di circa 1.000 metri sul livello del mare) a 30 chilometri a sud di Beirut, verso il confine con la Siria; in questo territorio a storica vocazione agricola, dove si coltivano anche frutta e verdure, l’acqua è abbondante, il terreno è argilloso-calcareo e l’escursione termica notevole. Il particolare microclima della valle della Bekaa favorisce perciò un sano sviluppo delle viti, che crescono libere a terra senza soffrire delle comuni patologie che colpiscono la pianta: i vigneti della Bekaa non hanno mai conosciuto la fillossera e la peronospora


Vitigni, vendemmia, produzione

A Château Musar si coltivano antichi ceppi di Cabernet sauvignon, Cinsault, Carignan, oltre ad arcaiche uve locali a bacca bianca come l’Obaideh e la Merwah, che l’enologo dell’azienda Tarek Sakr crede di avere identificato nel vitigno Timorasso. 

Assai particolare è l’allevamento delle viti, condotto senza sostegni con sistema ad alberello basso e tralci a terra, lavorando il terreno a mano prima del germogliamento per eliminare le erbe infestanti e le tante pietre. Va da sé che dopo la formazione dei tralci è impossibile entrare nel vigneto se non per raccogliere, a mano e da terra, l’uva in fase vendemmiale; di conseguenza la resa è molto bassa, intorno a 25 quintali per ettaro. Quanto all’irrigazione essa non è necessaria, mentre nel complesso questa tipologia di viticultura è improntata al massimo rispetto della natura: nessun utilizzo di prodotti chimici, nessuna chiarifica, nessuna filtrazione, imbottigliamento dopo 3 anni e lunga attesa di 4 in bottiglia. Durante la vendemmia le uve vengono raccolte separatamente, caricate su camion ed inviate alla nuova cantina di Ghazir.

La produzione enologica di Château Musar, oggi di circa 260.000 bottiglie l’anno, è naturalmente influenzata dalle vicende geopolitiche del Libano, che in passato è stato teatro di aspri e sanguinosi conflitti come la guerra civile iniziata nel 1975 e protrattasi fino al 1990, nel corso della quale le lavorazioni dell’uva sono state, eufemisticamente, difficoltose. È stato un periodo che, in più occasioni, ha impedito alla cantina libanese di produrre e distribuire regolarmente vino: i colpi di mortaio e le raffiche di mitra condizionarono l’arrivo delle uve nelle vasche di lavorazione, ed il vino venne mantenuto in cantina per qualche decennio. Ma, fatto incredibile a dirsi, i risultati enologici di alcune annate ‘belliche’ stappate di recente sono risultate integre e ricche di profumi e sapori complessi ed affascinanti, a dispetto degli indicibili strapazzamenti a cui sono state sottoposte. 

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Nuovo Palinsesto Wine TV

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Cari Winetvlovers,

è in onda il nuovo palinsesto di Wine Tv con tante gustose novità pensate appositamente per voi. Piaciute le prime due puntate di “Ogni giorno un Signorvino”? Ne abbiamo pronte altre due, sempre avvincenti e divertenti; questa volta abbiamo sfidato Francesco Saverio Russo di Wine blog roll e Anaïs Cancino di The wineteller. Come se la saranno cavata fra le 1500 etichette dei negozi Signorvino di Verona e Milano?

Con piacere vi presentiamo poi una delle eccellenze del Made in Italy, l’aceto balsamico di Modena. Un viaggio nei territori di origine di questo nettare prezioso alla scoperta della storia, del metodo di produzione e dei possibili abbinamenti. 

Tornano anche i nostri Agronomi in vigna, Marco e Fabio. Questa volta si sono avventurati per le affascinanti vigne delle Cinque terre in compagnia di Walter de Battè.

Sono state presentate alla Leopolda le nuove Guide de l’Espresso: Vini d’Italia 2018 e Ristoranti d’Italia 2018 fra novità e attese conferme.

Per Wine Tv racconta Simona Bizzarri ci fa scoprire il barolo La Bioca, premiato come miglior autoctono all’Only Wine Festival dello scorso anno. Il vino, dagli stuzzicanti aromi e dal tannino deciso, rispecchia le caratteristiche di austerità e di eleganza della zona.

Speciale Sorso lungo dedicato a due eventi da non perdere: Giro d’Italia Rieti che si svolgerà sabato 25 al Ristorante la Foresta di Rieti e Bassano Wine Festival, la mostra mercato del vino in scena l’8, 9 e il 10 dicembre. 

Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube.  

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Buona visione e buon vino a tutti!


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Oltre 1000 etichette per l'eccellenza di Toscana: il 2 e 3 Dicembre alla Leopolda torna la degustazione più attesa dell'anno con Food&Wine in Progress

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Ricco programma per l’evento organizzato da AIS Toscana, URCT e Cocktail in the World: show cooking, seminari, degustazioni guidate e sessioni di mixology con i più famosi bartender


Oltre mille etichette tra le più prestigiose dell’enologia del Granducato, rappresentative di oltre 150 produttori, riunite ancora una volta nell’Eccellenza di Toscana: sabato 2 e domenica 3 dicembre alla Stazione Leopolda di Firenze torna Food&Wine in progress, la terza edizione dell’evento organizzato da AIS Toscana, Unione Regionale Cuochi Toscani e Cocktail in the World per valorizzare le figure dei sommelier, degli chef e dei mixologist attraverso un programma ricco e vario ispirato all’avanguardia, alla ricerca e alla sperimentazione nel settore.

“Food & Wine in Progress è una occasione unica – spiega il Presidente di AIS Toscana Osvaldo Baroncelli – perché grazie alla sezione Eccellenza di Toscana si presenta come la sola manifestazione che riesce a mettere insieme i produttori di varie denominazioni di tutti i territori della vitivinicoltura toscana. Un evento che permette dunque agli enoappassionati di poter gustare le migliori espressioni dei terroir di tutta la regione, in un unico grande tasting che si accompagna ad un’altra importante realtà della nostra regione ovvero gli chef emergenti che nei due giorni di manifestazione si esibiranno in show cooking affiancati proprio dai nostri sommelier che consiglieranno quali vini abbinare ai piatti preparati in tempo reale. Questo ci permette altresì di sottolineare un’altra specificità di Food&Wine in progress – aggiunge Baroncelli – ovvero valorizzare la sinergia tra sommelier e cuochi, le due principali figure protagoniste del cambiamento nel settore che assumono una sempre maggiore complementarietà l’uno con l’altro”.

Infatti, nella sezione dedicata all’Eccellenza di Toscana, ai banchi d’assaggio si potranno degustare oltre mille etichette presentate da circa 150 produttori vitivinicoli in rappresentanza delle principali denominazioni regionali, singolarmente o seguendo i sommelier di AIS nei Wine Tour ovvero percorsi guidati alla scoperta delle migliori espressioni enologiche della regione. Nell’area degustazione sarà presente anche una delegazione di 8 produttori provenienti dalle aree vinicole più importanti della Germania mentre sono altresì in programma due degustazioni separate a numero chiuso (50 posti disponibili) Master Class Pinot Nero della Germania delle due prestigiose aziende Bernhard Huber e Friedrich Becker guidate da Cristiano Cini e Massimo Castellani.

Non mancheranno neppure le sessioni di AIS Wine School ovvero le pillole di degustazione sul vino e sull’olio dedicate ai neofiti o ai semplici appassionati che si avvicinano per la prima volta alla degustazione, per concludere il programma con la prima edizione del premio AIS e Wine TV e l’evento nell’evento: le bollicine toscane incontrano gli chef stellati e la moda nell’esclusiva area Alkrataz dalle ore 20.00 durante il quale sarà altresì presentato il nuovo numero della rivista Sommelier Toscana.  

A inaugurare la terza edizione di Food&Wine in progress sarà sabato 2 dicembre alle 11 il convegno “La comunicazione dell’enogastronomia… ieri, oggi… e domani?” moderato dal giornalista enogastronomico conduttore della rubrica TG5 Gusto Gioacchino Bonsignore, incentrato su passato presente e futuro della comunicazione in ambito enogastronomico che prevede la partecipazione tra i relatori del Presidente dell’Associazione Italiana Sommelier Antonello Maietta, del Presidente della Federazione Italiana Cuochi Rocco Pozzulo, del Prof. Attilio Scienza, del critico gastronomico Valerio Visintin, del Direttore del Master in Vini Italiani e Mercati  Mondiali dell’Università Sant’Anna di Pisa Piero Tonutti, dell’editore della rivista Sommelier Toscana Matteo Parigi Bini, il Brand Ambassadeur di Wine TV Marco Rossi. Inoltre Luigi Moio illustrerà il suo libro “Il respiro del vino”. 

Novità in campo anche per l’Unione Regionale Cuochi Toscani, che gestirà l’area "Toscana Food and Wine experience", dedicata al cibo in cui si alterneranno cuochi emergenti alle prese con la preparazione di piatti legati alla cucina toscana creativa, attingendo dal paniere dei prodotti toscani ed ispirandosi alle tradizioni, per un totale di venticinque show cooking al giorno con abbinamento finale dei piatti con i vini consigliati dai sommelier di AIS Toscana. Protagonisti invece di cooking class le Lady Chef Toscane, i membri dell’Equipe di Alta Cucina della Toscana, Cuochi del benessere ed esperti in cucina senza glutine – grazie anche ad una collaborazione tra URCT e Associazione Italiana Celiachia e con presenze importanti legate anche ad una collaborazione con ALMA. In tale contesto ci sarà altresì uno spazio dedicato al sociale con il progetto “Insieme a tavola”, un concorso rivolto a studenti diversamente abili in collaborazione con Amira. Rimanendo in ambito food, si rinnova altresì l’appuntamento con la ristorazione classica dedicata alla cucina toscana e anche quest’anno si potrà assistere al conferimento, direttamente dalle mani del Presidente Nazionale della Federazione Italiana Cuochi, Rocco Pozzulo, del riconoscimento di Ambasciatore della cucina italiana ad illustri personaggi.

Interessante programma anche per l’area dedicata a Cocktail in the World Mixology, che si aprirà con il  “Main Event Cocktail Show” in cui si alterneranno masterclass, cooking show & bar con food e cocktail in abbinamento e che vedrà la partecipazione di numerosi ospiti internazionali come Serhii Kodatskyi (Presidente Federazione Barman Ucraina),  Artem Skapenko (Capobarman Loger Art), Salvo Longo (Molinari Ambassador), Karina Papushina (Vincitrice Xenta Cup 2017). Filo conduttore dell’evento nato da un’idea di Danny Del Monaco, Adrian Everest, Mattia Pozzi e Stefano Mazzi sarà la valorizzazione del prodotto Made in Italy, tema con cui dovranno cimentarsi i partecipanti al Main Event Contest, la cui premiazione è prevista per domenica 3 Dicembre alle 18.30. 

Confermate anche per questa edizione 2017 le collaborazioni con Confcommercio Toscana che rinnova la sua partecipazione con macellai e panificatori di Federcarni e Assipan Toscana negli spazi di esposizione e vendita - accompagnata da dimostrazioni pratiche – con Confarrtiginato Alimentazione Firenze e Coldiretti. 

Il programma dettagliato è disponibile al sito ufficiale della manifestazione http://www.foodandwineinprogress.it/


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Frascati apre le porte ai migliori vini del Lazio con l'evento 'Il buono nel bello'

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di Giuseppe Motisi 

Frascati: storica cittadina della provincia romana o, semplicemente, il vino di Roma. L'associazione tra la Città eterna e questo bianco, nato sulle colline a ridosso di Roma dove sorge appunto Frascati, è inscindibile e proverbiale; tanto che il nome Frascati è divenuto sinonimo di un bianco famoso da secoli ed apprezzato anche all'estero.

Tuttavia il territorio romano è anche un territorio in cui la ricchezza e la varietà dei vitigni produce una vasta gamma di vini meno noti ma dalle grandi potenzialità, che con l'evento 'Il buono nel bello' organizzato proprio nella cittadina di Frascati dal 3 al 5 novembre scorsi da Luca Maroni, analista sensoriale di fama internazionale e firma dell'enologia italiana, hanno avuto un palco d'eccezione per mettersi in evidenza.

Sono stati infatti tre giorni intensi di enologia, musica, degustazione di prodotti tipici e letteratura quelli della quinta edizione della manifestazione 'Il buono nel bello', svoltasi nelle sale sotterranee delle mura del Valadier di Frascati, suggestiva ed affascinante location dove il pubblico ha potuto affrontare sotto la guida di Luca Maroni un percorso alla scoperta – o alla riscoperta – del Frascati e degli altri vini del Lazio. Il tutto condito dalle emozioni scaturite dalla musica e dalle poesie che hanno accompagnato il viaggio sensoriale tra i profumi e i sapori dei vini. 

Grazie alla presenza di 40 tra cantine ed aziende agricole, in rappresentanza di ben 240 etichette, è stato possibile assaporare il classico bianco di Roma nelle sue forme tradizionali o declinato in modalità inedite, oppure avvicinarsi a quella produzione enologica del territorio regionale meno nota ma altrettanto ricca di storia e tradizione. Tra i (tanti) nuovi bianchi presentati alla kermesse l'Est Est Est della Cantina Stefanoni di Montefiascone, il Bombino di Casale Vallechiesa e lo Chardonnay della Gotto d'Oro. Altrettanto ricche e variegate le proposte di degustazione dei rossi con, in testa, i vitigni Cesanese, Syrah e Montepulciano. 

Evento nell'evento è stato poi 'Sorprendentemente Frascati 2.0', una serie di specifiche degustazioni dedicate all’attualità di vitigni come il Cannellino Docg e alla grande levatura dei Riserva e delle bollicine del Lazio.

Ma 'Il buono nel bello', promosso dal Consorzio tutela denominazione Frascati in collaborazione con il  Gruppo di Azione Locale – Castelli Romani e Monti Prenestini, è stato anche l'occasione per presentare in anteprima l'Annuario dei migliori vini italiani, ideato e realizzato da Luca Maroni e di prossima uscita. Tra i Frascati premiati nell'edizione 2018 del volume l'Eremo Tuscolano 2015 di Valle Vermiglia al terzo posto, il Frascati superiore vigneto Fionardi 2016 di Villa Simone al secondo posto ed al primo posto, ex aequo, il Frascati superiore Sesto 2016 di Casata Mergé e l'Epos Frascati superiore riserva 2015 di Poggio Le Volpi. Il premio speciale al miglior vino secondo l'indice valore / prezzo è andato invece al Marino Dop superiore 2016 di Gotto d'Oro.

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Giro D’Italia Rieti 2017

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Sull’onda del successo delle passate edizioni , torna il 25 Novembre 2017 il “Giro d’Italia”

Giunto alla sua quinta edizione, l’evento si propone come occasione d’incontro di produttori grandi e piccoli del comparto vitivinicolo nazionale e di importanti realtà agroalimentari della provincia di Rieti, promuovendo la cultura enogastronomica locale e favorendo contatti commerciali e non tra le aziende partecipanti e un vasto pubblico di addetti ai lavori, giornalisti del settore, appassionati e neofiti.

Il target dei partecipanti si avvale di un pubblico competente e fortemente interessato al prodotto, ma anche potenziale fruitoredei molteplici interessi legati al mondo del vino e del cibo, da quelli prettamente culturali a quelli professionali del settore turistico e commerciale ed ovviamente anche a quelli legati all’aspetto edonistico ovvero alla fruizione personale delle specialità esposte.

La manifestazione ha il privilegio di godere del supporto organizzativo dell’A.I.S. Lazio e si terrà presso il Ristorante La Foresta di Rieti ove le vaste sale vedranno l’allestimento dei banchi d’assaggio all’uopo predisposti. Si richiede a tal proposito la presenza del produttore o di una persona delegata dall’azienda che possa raccontare al meglio i prodotti in degustazione.

Gli appassionati potranno partecipare all’evento con un contributo di 30,00 € cad.,mentre l’ingresso sarà gratuito per gli addetti ai lavori del settore Ho.Re.Ca (uno per ogni azienda) e per i giornalisti, entrambi previo accredito.


Programma:

ore 11,00 Inaugurazione della manifestazione con le autorità locali

ore 11,30 Seminario Chardonnay

ore 13,00 Premiazione da parte della'AIS dei migliori produttori del Lazio

ore 14,00 Corso di degustazione dell'olio

ore 15,00 Seminario Sangiovese

ore 17,00 Momento Magnum (i produttori apriranno una bottiglia magnum a piacere della loro cantina)


Di seguito elenchiamo le cantine che saranno presenti quest'anno:


Abruzzo:Marramiero,Masseria Coste di Brenta,Azienda Nicola Di Sipio,Tenuta Ulisse,Az. Agr. Illuminati s.a.s.,Torre dei Beati,Citra,Fattoria Buccicatino,Tenuta De Melis,Cantina Ripa teatina,Sinscarpa,Lampato,Masciarelli Tenute Agricole

Alto Adige:Terlano,Tramin,Kellei Kaltern 

Basilicata:Elena Fucci,Basilisco Vini

Campania:Tenuta Scuotto,Az. Agr. Filadoro

Emilia Romagna:Azienda Agricola Biologica Galassi Maria,Terre della Pieve,Az.Agr.Il Poggiarello,La Sabbiona Soc. Agr., Tenuta Il Plino 

Friuli-Venezia Giulia:Az.Agr. Centa S.Anna di Cumini Loreta,Borgo Magredo,Jermann,Fiegl,Petrucco

Lazio:Tenuta La Pazzaglia s.s.,Soc. Agr. Giovanni Terenzi,Merumalia,Tenuta Santa Lucia,Az. Agr. Casale Marchese,Casale del Giglio,Cantina Le Macchie,Poggio Fenice,Damiano Ciolli,Fernando Proietti,Cantina Campigliano,Vinicola Schiavella,Cantina dei Colli Sabini,Azienda Muscari Tomajoli,Az. Agr. Rapillo,Simoni Vini,Agriturismo Le Cerquette,Az. Agr. Piancardo di Lino Catalano,Az. Agr. Bio Donato Giangirolami,Vigne del Patrimonio,Doganieri-Miyazaki,Falesco,Trappolini

Liguria:Cantina Lunae 

Lombardia:Cantine Ricchi,Contadi castaldi,Bellavista,Az. Agr. La Fiorita Franciacorta

Marche:Poderi Capecci San Savino,Casa Vinicola Gioacchino Garofoli Spa,Vini Velenosi,Villa Imperium,Tenuta San Marcello,Az. Agr. Mario Lucchetti,Alberto Quacquarini Soc.Agr.Semplice

Molise:Borgo di Colloredo,Tenute di Giulio

Piemonte:Cantine Damilano,Negro Angelo & Figli,Az. Agr. La Masera,Bric Cenciurio,Az. Agr. Gozzelino Sergio,Az. Agr. La Scolca s.s.,Marco Canato, Vietti

Puglia:Varvaglione Vigne & Vini srl,L'Antico Palmento di Garofano Mariangela & C.,Giai Vini,Tenuta Ripa Alta,Leone De Castris

Sardegna:Cantine di Orgosolo,Cantina di Santadi,Agricola Punica

Sicilia:Terre del sole Zerilli,Feudi del Pisciotto,Cantina Marilina,Az. Agr. Filippo Grasso,Passo Pisciaro,Firriato

Toscana:Fattoria San Felo,Soc. Agr. Capoverso s.r.l.,Petra,Cantina Col D'orcia,La Badiola,Capitoni Marco Azienda Agraria,Casisano,Val delle Rose,Villa Cerna,Il Borro,Fattoria della Talosa,Podere Sapaio,Castellare di Castellina,Rocca di Frassinello,Fattoria Fibbiano,Castello Banfi,Vecchia Cantina,Az. Agr. Casale di Falchini,Vini Franchetti-Tenuta di Trinoro,Castello Banfi,Fattoria del Pino,Tenute Giovanni e Ambrogio Folonari 

Trentino:Azienda Agricola Maso Grener,Cavit

Umbria:Terre Margaritelli,Colle Uncinano,Cantina Cecchetelli,Bocale,Az. Agr. Poggio Maiolo,Tenuta Alzatura,Az. Agr. Palazzone,Fattoria Giro di Vento,Sandonna Az. Vitivinicola di Giuliani Patrizia,Cantina Fratelli Pardi,Agricola La Palazzola,Annesanti

Veneto:Tommasi,Tenuta Sant'Anna,Foss Marai S.p.a.-Valdobbiadene,Bixio Poderi San Bonifacio,Az. Agr. Bernardi,V8 Vineyard,Cantina Corte Merci,Cantina Valdadige

Distillati e Infusi:Distilleria Marzadro,Rum Legendario,Sibona,Evangelista liquori

Birra:Alta Quota BIRRA,Beer1,Birre Maccardi S.r.l.s.,Baladin


FRANCIA:Jean-Pierre Delong


SPAGNA:La Wine Group spa


Distributori:Prima Lux Spirits,AgenziaAC,Metre 


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Al via il primo contest sul vino italiano

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“OGNI GIORNO UN SIGNORVINO – LA SFIDA DEI WINEBLOGGER”

Scaffali carichi di vino, una ruota, una situazione particolare e 5 minuti di tempo per scegliere le etichette giuste. Ogni giorno un Signorvino, una battaglia  colpi di bottiglie in onda da questa sera su Wine Tv

Al via il primo contest su scala nazionale dedicato al vino 100% italiano. Da questa sera - mercoledì 8 novembre - andrà in onda su Wine tv la prima puntata di “Ogni giorno un Signorvino”, il progetto nato dalla collaborazione del canale Sky con Signorvino, brand nuovo e giovane, specializzato in vini italiani. Protagonisti delle sei puntate saranno i più seguiti wineblogger del panorama nazionale che, in maniera consapevole e divertente, sano raccontare e promuovere il mondo del vino.

Ci saranno una ruota, una situazione particolare, un budget. Gli ospiti avranno 5 minuti di tempo per muoversi fra gli scaffali e scegliere le etichette giuste. Ma... occhio a non superare il budget!

Al fianco dei blogger ci sarà il wine specialist, presente in ogni negozio Signorvino che, con professionalità e gentilezza, sa guidare i clienti alla scelta del vino giusto, siano essi esperti, semplici appassionati o sporadici consumatori. 

L’ultima parola però sarà quella dell’esperto sommelier Cristiano Cini che dovrà giudicare la prova del blogger in base a: 

Abbinamenti,

originalità e

budget

Soltanto chi rispetterà tempi e spesa consentita potrà portarsi a casa il vino. “Ogni giorno un Signorvino” andrà in onda in prima serata da mercoledì 8 novembre alle ore 21 e la prima protagonista sarà Chiara Giannotti di vino.tv. Poi ogni mercoledì e sabato gli appuntamenti proseguiranno con Cantina Social, Enoblogger, Wine Blog Roll, The Wine Teller, Cor_Vino. La programmazione completa di repliche è disponibile sul sito www.wine-tv.it

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Programma Horizon 2020, 1 miliardo per agricoltura e aree rurali. Fondi per ricerca, sostenibilità, digitalizzazione e rinascimento rurale

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Verso la rassegna internazionale dell’agricoltura, in programma a Verona dal 31 gennaio al 3 febbraio


Verona, 6 novembre 2017. Ricerca, sostenibilità, digitalizzazione e rinascimento rurale. Sono questi gli ambiti di azione per i quali il programma Ue Horizon 2020 ha messo a disposizione un miliardo di euro per l’agricoltura e le aree rurali per il 2018-2020. 

«Si tratta di azioni finalizzate stimolare azioni innovative e strategiche per il comparto primario, in grado di generare valore aggiunto lungo tutto l’asse dell’agroalimentare – ha osservato il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –. Il programma Horizon 2020, inoltre, costituisce un elemento di interesse per tutti gli espositori e i visitatori di Fieragricola, che a Verona dal 31 gennaio al 3 febbraio potranno fare sintesi e pianificare percorsi ad alto tasso di innovazione per le filiere».

In particolare, nel capitolo Food security e sostenibilità sono previsti 753 milioni, di cui 75 a finanziare progetti di ricerca per la gestione dei suoli, 45 su cambiamenti climatici e 112 per la cooperazione internazionale su temi agricoli con Cina e Africa. Ai progetti di ricerca per rendere più giovani, vitali e connesse le aree rurali (il cosiddetto «Rinascimento rurale») sono dedicati 263 milioni, dei quali 100 per la sperimentazione di filiere innovative basate sull’economia circolare. 

Con una dotazione di 77 miliardi di euro, il programma dell’Ue per il finanziamento della ricerca e dell’innovazione Horizon 2020 sostiene l’eccellenza scientifica in Europa. Nei prossimi tre anni la Commissione intende aumentare l’impatto dei propri finanziamenti per la ricerca, concentrandosi su un numero inferiore di temi, ma più sensibili, come la migrazione, la sicurezza, il clima, l’energia pulita e l’economia digitale. Horizon 2020 sarà così maggiormente orientato a favorire innovazioni pionieristiche e di supporto al mercato.



photo credits: https://hdwallsource.com

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Il nuovo Palinsesto Wine TV

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Cari Winetvlovers,

siete pronti per le novità di Wine Tv? Questa volta abbiamo davvero esagerato!

Abbiamo invitato i più conosciuti Wineblogger all’interno dei negozi Signorvino e li abbiamo sfidati. 

Prime vittime sono Chiara Giannotti di Vino.tv e Matteo e Adriano di Cantina social. Volete sapere di più? Ci saranno montagne di vino, una ruota, una situazione particolare e 5 minuti di tempo per scegliere i vini giusti e portarli alla cassa. Ma occhio a non superare il budget!

Gare divertenti e entusiasmanti in cui sarà possibile vedere come se la cavano i giovani influencer nel mondo del vino quando si trovano a scegliere una bottiglia dallo scaffale.

Il tutto sotto l’occhio critico dell’esperto sommelier Cristiano Cini.

In prima serata mercoledì e sabato non perdetevi il format “Ogni giorno un Signorvino – la sfida dei Wine blogger”.


Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube.  

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Buona visione e buon vino a tutti!


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I vini di Ca' di Rajo conquistano le nuvole con United Airlines

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La cantina trevigiana della famiglia Cecchetto torna ad alta quota. Dopo aver accompagnato  per tutto il 2016 i passeggeri della Business Class e della First Class di Delta Airlines, il suo Mitò sarà tra i vini proposti dalla compagnia aerea United Airlines


SAN POLO DI PIAVE (TV) -. Ca’di Rajo mette le ali ai suoi vini: Mitò, vino frizzante prodotto dall’azienda trevigiana (www.cadirajo.it), accompagnerà i passeggeri della prestigiosa compagnia aerea United Airlines.  Con le  bollicine firmate Ca’di Rajo si brinderà ad alta quota dall’ottobre 2017 fino alla fine del 2018. Circa 400.000 bottiglie saranno stappate tra le nuvole per offrire un’eccellenza Made in Italy a coloro che attraverseranno i cieli di tutto il mondo, affidandosi alla qualità del servizio proposto da United Airlines. 

Fiori d’acacia, di buona intensità con note particolari di mela, limone e pompelmo sono le caratteristiche che rendono unico Mitò, un vino di buona struttura, morbido con frutto emergente, equilibrato e sapido, che al palato risulta gradevole ed armonico.

Non è la prima volta che Ca’di Rajo conquista la wine-list di una compagnia aerea internazionale. Nel 2016, infatti, la cantina veneta aveva stretto un accordo con Delta Airlines portando in volo due delle sue etichette. 

Questo nuovo successo commerciale si accompagna ad altre partnership di altissimo livello: Ca’di Rajo infatti brinda anche alle imprese del pilota di Moto Gp Cal Crutchlow portando il suo Prosecco  nell'Hospitality Area di LCR Honda Team. Un’iniziativa a tutto gas che si accompagna a quella intrapresa al fianco del Consorzio Prosecco Doc nel campionato Superbike. 

<filosofia di attenzione al cliente e salvaguardia del territorio e in particolare delle tipologie autoctone e di forme di allevamento della vite in via di estinzione come la Bellussera>>.  


Breve descrizione dell’azienda. - A due passi dal fiume Piave, nella fertile campagna trevigiana,  a Rai di San Polo di Piave trova le proprie origini Ca' di Rajo (Rajo è il nome antico di Rai). Una storia di vignaioli legati a filo doppio con il territorio sorretti e guidati dall'amatissima chiesetta della Madonna del Carmine che si trova all’interno della tenuta ed è visitabile. Nel 1960 la famiglia Cecchetto, allora mezzadri di Giol trasforma la nuda terra in vigneti di pregiate uve e col sudore del proprio lavoro nei 1972 ne diviene proprietaria.  Oggi Ca' di Rajo è una realtà che esporta in quasi 50 Paesi del mondo. 

Tra le sue produzioni vi sono:  Prosecco Superiore Millesimato Docg Valdobbiadene nelle versioni Brut e Extra Dry, Prosecco Doc Treviso, Malanotte Docg, Raboso Piave Doc, Manzoni Bianco 6.0.13, Pinot Grigio, Chardonnay, Sauvignon, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e il Manzoni Rosa 1.50 ottenuto da l'impollinazione tra Traminer e Trebbiano, un autoctono rarissimo che solo Ca’ di Rajo spumantizza. 

www.cadirajo.it 


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Congresso FISAR: la Cortona Doc ancora partner dell'iniziativa

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Dal 5 al 6 novembre Cortona protagonista alla Leopolda per la festa dei sommelier della Fisar

Per il terzo anno consecutivo il Consorzio è partner ufficiale del grande evento promosso dalla Fisar. Una magnum con una etichetta speciale premierà il miglior sommelier Fisar dell’anno che poi sarà ospitato per un wine tour nei territori della Doc cortonese


Sarà ancora la Cortona Doc il vino che premierà il miglior sommelier d’Italia della Fisar, evento in programma domenica 5 novembre nell’ambito dell’evento Vinoè, alla Stazione Leopolda di Fisar, dove i sommelier Fisar di tutta Italia si danno appuntamento per il loro tradizionale congresso annuale. Ormai da tre anni il Consorzio Vini Cortona è partner dell’iniziativa che nel corso del tempo si è potenziata fino a diventare una vera e propria festa del vino che a Firenze raccoglierà i protagonisti del settore. «Un appuntamento importante che da qualche anno vede la nostra Denominazione alla ribalta grazie a questa vetrina importante che è il premio al miglior sommelier d’Italia – spiega il Presidente del Consorzio Vini Cortona, Marco Giannoni – appuntamento al quale siamo presenti anche in virtù di una ormai consolidata collaborazione con i sommelier della Fisar a partire dal nostro territorio nel quale collaboriamo attivamente alla riuscita dei corsi». Oltre a una magnum celebrativa firmata da un artigiano del territorio, il miglior sommelier d’Italia avrà in premio anche un wine tour di qualche giorno alla scoperta della Cortona Doc. Nelle due passate edizioni la bottiglia del miglior sommelier d’Italia era andata a Anna Cardin e Lorena Lancia. 

Vinoè.  E’  l’evento enologico ideato da Fisar che alla prima edizione ha visto più di 6.000 ingressi, 600 etichette coinvolte, 5.600 bottiglie stappate e oltre 90.000 calici serviti. Nella splendida vigna indoor  della Stazione Leopolda di Firenze, il vino in tutte le sue forme e sfumature torna protagonista sugli oltre 120 banchi d’assaggio che accoglieranno i wine lovers per tutta la durata della kermesse, tra etichette celebri e piccole realtà vitivinicole da scoprire sotto la guida dei Sommelier Fisar. Non solo degustazioni in programma, ma anche molti seminari di approfondimento su alcuni vini e vitigni italiani e internazionali, sull’attualità del settore e tanto altro. 

Il Consorzio Vini Cortona. Costituito nella primavera del 2000, è il Consorzio che svolge la funzione di controllo e tutela dei vini a D.O.C. Cortona e ne diffonde la conoscenza con un’efficace attività culturale, divulgativa e promozionale. Protegge l’immagine ed il prestigio della denominazione con continui controlli di qualità e intraprende iniziative di carattere culturale tendenti a far conoscere nel mondo Cortona, il suo territorio ed i suoi vini. Attualmente le aziende produttrici sono circa 60. Tra di esse si annoverano marchi nati e radicati nella regione, altri di tradizione più recente ed altri ancora di importanza internazionale. E’ lusinghiero il fatto che questi ultimi abbiano dato tanto credito al territorio di Cortona da farne la sede di consistenti investimenti.


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A Taormina Roberto Anesi Miglior Sommelier d'Italia premio Trentodoc

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Una stagione di successi per l’Associazione Italiana Sommelier che ha celebrato in Sicilia il 51° Congresso Nazionale. 

 

Un’Associazione Nazionale Sommelier in costante crescita, quella presentata dal presidente Antonello Maietta dal palco, nel corso dei lavori del cinquantunesimo Congresso. Uno stato di forma evidenziato dal numero di iscritti e dalla partecipazione ai corsi, in continuo sviluppo, dal consolidamento dei rapporti istituzionali con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e con il dicastero dei Beni Culturali. Alle precedenti si aggiunge quest’anno la collaborazione con il Ministero dell’Istruzione. Presenti a Taormina il Sottosegretario del MIPAAF Onorevole Giuseppe Castiglione e la Professoressa Patrizia Marini per la Direzione Generale MIUR.

“La nostra assise annuale ha acceso i riflettori su un’Associazione dinamica e in forma smagliante, in grado di essere testimone fedele e autorevole della crescita del vino italiano e dei territori che gli danno la vita” dichiara Maietta.

La figura del sommelier AIS ha assunto un ruolo sempre più riconosciuto e ricercato nel panorama professionale, anche in funzione delle specializzazioni e dei master post universitari che sono stati avviati con l’Associazione Italiana Sommelier.

Dopo le fasi regionali che hanno designato i semifinalisti, in quattro si sono confrontati nella finale per il Concorso Miglior Sommelier d’Italia – Premio Trentodoc. Una formula rinnovata, che ha visto il trentino Roberto Anesi, Massimo Tortora dalla Toscana, Andrea Sala, Lombardia e dal Molise Carlo Pagano stupire la platea per competenza e professionalità, confrontandosi su territori, produttori e abbinamenti con i piatti. Prove di servizio e di comunicazione anche in lingua straniera. Su tutti ha prevalso Roberto Anesi, a cui è andato il titolo di campione 2017.

Enrico Zanoni, Presidente dell’Istituto Trento Doc ha dichiarato: “La sinergia con l’Associazione Italiana Sommelier è un passo fondamentale per l’affermazione del nostro marchio, quale emblema della spumantistica d’eccellenza. Essere partner del Concorso Miglior Sommelier d’Italia, che premia il migliore tra coloro che con grande professionalità promuovono la cultura del buon bere, è per noi il suggello perfetto di questa collaborazione”.


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Agrogeneration: al G7 Agricoltura i 10 migliori progetti per il comparto agricolo ideati dagli studenti degli istituti agrari italiani

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di Giuseppe Motisi 


Innovazione, sostenibilità, concretezza: sono le caratteristiche dei 10 migliori progetti in agricoltura premiati dal Mipaaf e realizzati dagli studenti di altrettanti istituti agrari nazionali in occasione di Agrogeneration – Hack for good, evento svoltosi a Bergamo dall'11 al 13 ottobre ed organizzato dal Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) e da Future Food Institute, con il patrocinio del Ministero per le politiche agricole ed in collaborazione con il Miur e Re.N.Is.A (Rete nazionale degli istituti agrari).

Per la cronaca Agrogeneration rappresenta un 'contenitore' di idee e proposte delle giovani generazioni di esperti di agricoltura ed agronomia, oggi ancora impegnati sui banchi di scuola ma già pronti a dare il loro concreto contributo per una declinazione dell'agricoltura che sia sempre più produttiva e, contemporaneamente, sostenibile. Un tema, questo, che investe anche il settore vitivinicolo italiano, dove la produttività e la qualità sono le direttrici verso le quali si muovono da tempo gli imprenditori del comparto. 

“La Re.N.Is.A in collaborazione con il Miur ha coinvolto 100 studenti per testimoniare oggi più che mai l'importanza delle loro scelte scolastiche e la voglia di guardare oltre l'orizzonte – afferma Patrizia Marini, dirigente scolastico e presidente di Re.N.Is.A -. L'agroalimentare rappresenta una importante fetta del Pil nazionale e sempre più sarà al centro delle future scelte dei governi. Per tale motivo i ragazzi si sono cimentati in una progettazione innovativa molto apprezzata dai giudici presenti. Tra le proposte presentate sono state selezionate ben 10 buone pratiche degli agrari, che sono state illustrate ai numerosi visitatori del G7. Gli studenti di diversi indirizzi e provenienti da tutt'Italia, molti  dagli istituti agrari, hanno lavorato insieme e per squadre, illustrando i loro innovativi progetti”. 

E proprio le migliori idee ed i relativi progetti sono stati presentati durante l'Agrogeneration – Hack for good, manifestazione che ha significativamente preceduto il G7 Agricoltura svoltosi sempre a Bergamo, ed hanno riguardato diversi aspetti della pratica agricola e della sostenibilità. Tra le tematiche progettuali affrontate dagli studenti due hanno ottenuto un particolare riconoscimento: il Long Lasting Food ideato da due alunni dell'I.t.a. Sereni per diminuire il deperimento di frutta (inclusa l'uva) e verdura, con l'utilizzo di confezioni caratterizzate da un tappo fornito di un getto di batteri non patogeni in grado di impedire la formazione di muffe, e Ri Water, progetto illustrato da una studentessa dell'I.t.a. Garibaldi che si prefigge l'obiettivo di combattere lo spreco di acqua generato dalle bottigliette al consumo non completamente utilizzate ed ancora parzialmente piene, reimpiegandole per irrigare e per aumentare il contributo idrico in campo agricolo.

Tali progetti saranno incubati e seguiti da aziende del settore.


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Aggiungi un tappo a tavola: "Cantine Aperte a Natale" con un segnaposto speciale

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Dall’8 al 10 dicembre torna l’evento natalizio promosso dal Movimento Turismo Vino Toscana 


Nel weekend dell’Immacolata porte aperte nelle cantine di MTV Toscana che accoglieranno tutti gli appassionati con visite, degustazioni, musica e spettacoli per adulti e bambini. Un modo originale per passare qualche ora in compagnia e immergersi in questa atmosfera da sogno


Torna in tutta la Toscana per il ponte dell’Immacolata, dall’8 al 10 dicembre, il tradizionale appuntamento con “Cantine Aperte a Natale”, l’evento promosso dal Movimento Turismo del Vino Toscana che darà occasione agli appassionati di vino di poter passare un fine settimana alternativo alla scoperta dei grandi vini toscani con la possibilità di cominciare a fare regali, passando qualche ora in compagnia dei produttori con eventi organizzati dalle cantine per adulti e per bambini. «La convivialità, che nel periodo natalizio assume un significato ancora più forte, è quella che gli appassionati potranno trovare in questi giorni nelle nostre cantine che partecipano all’evento – spiega il Presidente del Movimento Turismo Vino Toscana, Violante Gardini – si potranno inoltre non solo vivere ore in allegria, grazie ai singoli eventi promossi dalle cantine, ma ci sarà anche la possibilità di pensare a regali di Natale molto particolari e le nostre aziende lasceranno un piccolo dono da utilizzare per le festività natalizie».

 

Il tappo “segnaposto”. Uno dei pensieri ricorrenti nell’addobbare le tavole di pranzi e cene del periodo di Natale è quello del segnaposto. Le cantine del Movimento Turismo del Vino Toscana hanno deciso di offrire uno spunto a tutti gli appassionati che parteciperanno a Cantine Aperte a Natale: saranno infatti donati alcuni tappi da utilizzare come segnaposto, oltre alla possibilità di realizzare i propri in cantina o imparare a realizzarli. Un modo molto originale per accogliere amici e parenti a Natale. 


Cantine Aperte. E’ l’evento enoturistico più importante in Italia nel suo genere. Dal 1993, varie occasioni durante l’anno, a partire da maggio e fino a Natale appunto, le cantine socie del Movimento Turismo del Vino aprono le loro porte al pubblico, favorendo un contatto diretto con gli appassionati di vino. Cantine Aperte è diventato nel tempo una filosofia, uno stile di viaggio e di scoperta dei territori del vino italiano, che vede, di anno in anno, sempre più turisti, curiosi ed enoappassionati avvicinarsi alle cantine, desiderosi di fare un’esperienza diversa dal comune. Cantine Aperte è un marchio di proprietà del Movimento Turismo del Vino che garantisce ai consumatori qualità e professionalità nell’accoglienza, tratti distintivi delle cantine MTV.


L'Associazione Movimento Turismo del Vino Toscana è un ente non profit che raccoglie oltre 100 fra le più prestigiose cantine del territorio, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. Ai turisti del vino il Movimento vuole, da una parte, far conoscere più da vicino l’attività e i prodotti delle cantine aderenti, dall’altra, offrire un esempio di come si può fare impresa nel rispetto delle tradizioni, della salvaguardia dell'ambiente e dell'agricoltura di qualità. 


Il programma delle singole aziende e tutte le informazioni su Cantine Aperte a Natale in Toscana è disponibile sul sito www.mtvtoscana.com 


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Persa fra le eleganti bolle del Modena Champagne Experience

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di Francesca Penzo

Gli Appassionati di Champagne e di vino in genere hanno avuto una sola ed imperdibile meta domenica 8 e lunedì 9 ottobre: Modena Champagne Experience.

1.300 biglietti venduti per ogni data, sold out già da settembre.

La città e in particolare il Forum Manzoni sin sono vestiti di eleganti e preziose bollicine per mano del Club Excellence, ovvero il club dei distributori e importatori nazionali di vini e distillati d’eccellenza che ha creato per la prima volta questo evento dedicato all’approfondimento della conoscenza del mondo dello Champagne e i cui dirigenti auspicano divenga un appuntamento fisso annuale.

Accedere allo spazio espositivo ha significato assistere alla sfilata di 500 tipologie di prodotto per 100 maison e 49 produttori ben organizzati secondo la zona di produzione, quattro più le maison classiche, e facilmente identificabili grazie alla pratica brochure, ma soprattutto ha significato dover bloccare la bambina con gli occhi sgranati arrivata nel paese dei balocchi che c’è in me.

 Una cosa è stata chiara fin da subito: non sarei riuscita a degustarli tutti, ma volevo comunque riuscire in un numero sufficiente di assaggi che mi consentissero di comprendere i diversi terroir e l’apporto dei diversi vitigni in relazione ad esso.

Perciò tra esaltanti scoperte, solide conferme e qualche “nooo, è già terminato” e “beh pensavo meglio”, ecco una piccola selezione che ripropone il mio duro lavoro di lunedì…

MAISON CLASSICHE, ovvero quelle maison molto note e dotate di una certa storicità oltre che di un certo numero di ettari. Inoltre le loro cuvée sono costituite da una miscela di uve della regione.

Tra loro Charles Heidsieck, che già conoscevo e apprezzavo per il “Brut Réserve”, ma che in questo caso cito per il “Rosé Vintage 2006”. 110 mesi sui lieviti con un residuo zuccherino di 11 g/l, assolutamente non eccessivi.

Colore rosa ambrato, sensuale e invitante, profumi di piccole fragoline in confettura e spezie dolci dotato di un palato elegante, una carezza che maschera il carattere irruente del pinot noir, senza snaturarlo e mantenendone i caratteristici profumi.

CôTE DE BLANCS, la patria dello chardonnay, costituita da un declivio a sud di Epernay. Da qui prodotti sempre molto freschi, ma più morbidi e gentili rispetto ad altre zone.

Tra gli assaggi spicca il “Grand Cru Brut Blanc de Blancs” di R&L Legras. Dosaggio bassissimo, cosa che apprezzo molto, per un monovitigno che rispecchia a pieno il terroir. 40 mesi sui lieviti. Estremamente fine e prezioso ad iniziare dall’aspetto: lucente e infinito perlage. Note tipicamente avvolgenti per uno chardonnay, ma controbilanciate da una sorprendente mineralità e chiari sentori di agrumi freschi e glicine. Perfetta la coerenza nel persistente sorso.

AUBE, zona più a sud, molto interessante per certi pinot noir irruenti e fruttati, ben diversi da quelli della Montagne de Reims.

Val Frison, una piccola maison che con il suo “Guston”, pinot noir in purezza, pas dosé con 24 mesi di stasi e non dichiarato per questo millesimato (ne servono 36 per lo Champagne), ma comunque frutto della vendemmia 2012.

3 parole per descriverlo: teso, maschile ed elegante.

La cuvée sosta per 9 mesi in barriques, ma nonostante ciò il frutto polposo e la frutta secca salata unite alla freschezza ne fanno un prodotto molto agile.

VALLÉE DE LA MARNE, situata a ovest e dominata dalle uve a bacca nera, specialmente il pinot meunier. Sono in genere vigneti esposti a sud le cui uve danno vini più rotondi e ricchi di sentori, merito dei terreni che riescono a trattenere il calore, ma sempre bilanciati da notevole sapidità.

Una conferma sono i prodotti di Burgeois-Diaz, specialmente la “Cuvée-M”, 100% pinot meunier, non dosato per 24 mesi di sosta. Sempre grande finezza, ma arricchita da un vivace e avvolgente corredo di spezie ad iniziare dal caldo zafferano, note di lievito e una piena mineralità. Biodinamica ben gestita, per un prodotto pulito e caratteristico.

MONTAGNE DE REIMS, la “montagna della città”, la patria del pinot noir e di vini dotati di una spiccata acidità e verticalità. In genere molto raffinati, ma anche potenti.

Un esempio ne è stato l’ ”Extra-Brut Coup de Coeur 1er Cru” di Monmarthe . 50% pinot noir 50% chardonnay , 2 g/l di residuo zuccherino e 48 mesi sur lie.

Un prodotto diretto, nobile, dominato da note fruttate e un chiaro sentore di mandorla. La freschezza non si nasconde, anzi, sta lì a dirci che il tempo non lo spaventerà. Persistenza notevole, intensa e raffinata, che invita un continuo riassaggio.

Ovviamente gli assaggi da citare sarebbero ben di più, ma vi lascio la curiosità di andare a testarli di persona alla prossima edizione o di avventurarvi nelle terre della Champagne…


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A Quarto d’Altino parte una nuova iniziativa enogastronomica: il “DiVino Nordest”

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Domenica 29 Ottobre, ci sarà la 1^ edizione del Divino Nordest – Hotel Crowne Plaza Venice di Quarto d’Altino. Un viaggio alla scoperta dei migliori prodotti enogastronomici del Nordest, degustando i vini del Veneto e del Friuli Venezia Giulia.

Un incontro affascinante all’interno del Centro Congressi dell’Hotel Crowne Plaza Venice East di Quarto d’Altino con Vignaioli e produttori uniti dalla passione per il vino e per il territorio. Saranno presenti 40 produttori selezionati, 100 importanti etichette e le migliori specialità tipiche locali e in più potrete partecipare alle degustazioni con esperti sommelier FISAR.

E ancora ……l’incredibile vino prodotto dall’ Associazione Italiana Persone Down di Treviso, a cui devolveremo parte del ricavato. Vieni a scoprire grandi e piccole aziende accomunate dall’amore per il vino.

Vi aspettiamo alla prima edizione del Divino Nordest presso l’Hotel Crowne Plaza Venice East di Quarto d’Altino.


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Carpineto: la Toscana in un calice di rosso

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È un vero proprio tour simbolico della Toscana quello che tocca tutte le tenute che rientrano nell’ambito dell’azienda, icona nel mondo dei grandi vini toscani. A essere coinvolti soprattutto i territori più vocati e le denominazioni più importanti: Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino.

C'è sempre un buon motivo per un weekend in Toscana, dove i grandi vini e i paesaggi vitati coinvolgono i sensi appagandoli in una meravigliosa sintesi. E allora eccoci seguire le tracce di una cantina storica con tenute in tutti i territori vocati di questa terra, ovvero Carpineto Grandi Vini di Toscana. 

Cominciamo da Montepulciano, dove la tenuta è all'insegna della sostenibilità con vigne e boschi che assorbono molta più CO2 di quanta l'azienda ne produca. Qui troviamo il vigneto contiguo ad alta densità più vasto d'Italia (65 ettari), il Camponibbio, che produce vini di grande concentrazione e finezza. Ed è ancora qui che è stata appena completata la nuova cantina nei colori della terra, distanziata dall'antico complesso settecentesco. Tutto intorno un'ampia area verde che digrada su un piccolo lago naturale; sulla collina un uliveto monumentale di 12 ettari, all'origine di un olio di grande finezza. Qui Carpineto produce il Vino Nobile di Montepulciano Riserva Docg: unica azienda toscana a produrlo nella sola versione Riserva, per tre anni di seguito unico Nobile nella Top 100 al mondo di Wine Spectator.

Ci spostiamo nella Tenuta di Montalcino, a 500 mt sul livello del mare, uno degli insediamenti più alti della denominazione e più panoramici, con la vista che spazia sul centro storico del borgo e inquadra l'intero perimetro della cinta muraria. La leggera esposizione verso nord, in posizione panoramica e ventilata, dona ai vini un microclima unico che conferisce al Brunello intensi e complessi profumi, una bella freschezza, eleganza, e grande longevità.

La Tenuta di Dudda, sede originaria nel Chianti Classico, è il cuore storico dell'azienda. Qui è possibile organizzare visite guidate con tour nelle zone di vinificazione e affinamento, oltre a poter passeggiare tra le vigne che circondano l’azienda. Il tour si conclude con la degustazione dei 5 vini di punta: Dogajolo, Chianti Classico, Chianti Classico Riserva, Vino Nobile di Montepulciano Riserva e Farnito Cabernet Sauvignon. Poco distante, la Tenuta di Gaville sulla cima di un colle: 65 ettari in uno splendido ambiente pastorale. Ci si sposta infine nell’alta Maremma, nella denominazione del Monteregio, per la Tenuta di Gavorrano, con i suoi 165 ettari di terreni e qui il tour virtuale della miglior Toscana del vino by Carpineto è concluso. 

Ufficio stampa Carpineto

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Il nuovo Palinsesto Wine TV

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Cari Winetvlovers,

pronti a degustare le nostre novità? Il palinsesto che vi presentiamo è più ricco e interessante che mai. 

Iniziamo con il viaggio di Francesca Penzo e Andrea Galanti per i seducenti Colli Euganei. Scopriamo con loro le particolarità di questa terra e dei suoi vini visitando insieme tre straordinarie realtà: Ca’Lustra, Quota 101 e Vignalta.

Il nostro Maurizio Zanolla con la sua Harley sta girando l’Italia per scovare i ristoranti e le enoteche più interessanti. Questa volta ha raggiunto Silvia de’ Lutti sulle rive del lago di Garda.

Vi sono mancati i vulcanici “Agronomi in vigna”? Marco e Fabio tornano con una nuova puntata dedicata all’azienda Barberani di Orvieto, dove la ricerca del “sano e naturale” è una vera e propria missione.

Ospiti di Sorso lungo Lorenzo Sieni, che presenta in anteprima l’evento Vinoè, la più grande degustazione della Fisar che si svolgerà alla stazione Leopolda di Firenze il 4 e 5 novembre, e Federico Desimoni, direttore del Consorzio tutela aceto balsamico di Modena che ci spiega caratteristiche del prodotto, come fare la degustazione e i possibili abbinamenti. 

Per i video di Wine Tv racconta, Simona Bizzarri ci parla del Porsenna di Podere Pomaio mentre Maurizio Zanolla spiega il Decugnano metodo classico, della tenuta Decugnano dei Barbi, vincitori entrambi dei premi Wine Tv all’Only Wine Festival. 

E’ ormai ufficiale la collaborazione fra Wine Tv ed Energy, la prima radio dedicata al vino ideata dall’ex direttore artistico di Rtl 102.5 Luca Galli e da sua moglie Caterina Barca; vi mostriamo il pomeriggio di degustazioni, sorrisi e musica dove è stato presentato il progetto.

Ma le novità non sono finite. Tutti i video che andranno in onda su Wine Tv, canale Sky 815, potrete trovarli sul portale www.wine-tv.it e su Youtube.  

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Buona visione e buon vino a tutti!


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Torna Vinoè, alla Leopolda la due giorni dedicata alle eccellenze enologiche italiane e internazionali

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Una due giorni di rossi, bianchi e bollicine con oltre 600 etichette coinvolte all’insegna dell’eccellenza enologica italiana e internazionale. È Vinoè, la kermesse organizzata dalla Fisar-Federazione italiana sommelier albergatori ristoratori che torna a Firenze dopo il debutto dello scorso anno. L’appuntamento, in programma alla Stazione Leopolda il 5 e 6 novembre, è stato presentato a Palazzo Vecchio dall’assessore allo Sviluppo economico Cecilia Del Re. “Un evento dai numeri importanti – ha detto l’assessore Del Re - che già alla prima edizione ha fatto registrare oltre 6mila ingressi mettendo al centro uno dei punti forti della tradizione fiorentina e toscana. Un elemento identitario in grado di avvicinare al nostro territorio turisti da ogni parte del mondo puntando sulla qualità. Tutti aspetti che questa Amministrazione vuole tutelare, anche grazie alle modifiche apportate di recente al regolamento Unesco per valorizzare le realtà tipiche della nostra cultura”. La seconda edizione di Vinoè chiama a raccolta produttori indipendenti e grandi etichette, appassionati e operatori del settore per portare il pubblico alla scoperta delle eccellenze italiane e internazionali. Tavole rotonde, cooking show per scoprire abbinamenti e nuovi sapori, degustazioni verticali guidate dai sommelier Fisar e dedicate ai più importanti vitigni nazionali e internazionali e oltre 150 banchi d’assaggio. Quest’anno Fisar propone un abbinamento tra l’eccellenza del vino italiano e una cucina ricca di contrasti, in un viaggio sensoriale attraverso territori e zone vitivinicole pregiate e meno conosciute.

La manifestazione è organizzata nell'ambito del 45° Congresso Nazionale FISAR in programma a Firenze dal 4 al 6 Novembre 2017. L'ingresso è riservato ai soci, agli appassionati e agli operatori del settore.

Tutto il programma sul sito www.vinoè.it

Fonte: comune di Firenze - ufficio stampa

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Enoletteratura: al Casale del Giglio la presentazione del volume ‘Viaggi nell’Agro Pontino. Vita, vitis, vinum’

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di Giuseppe Motisi 

Profumi di mosto in maturazione che esalano dalle cantine e si diffondono per la sala, il verde intenso e magnetico della vigna al tramonto, l'eco del mare che si espande nella campagna pontina, pronta per l'appuntamento della vendemmia.

Non poteva esserci luogo più idoneo dell'azienda agricola Casale del Giglio di Latina per promuovere il romanzo 'Viaggi nell'Agro Pontino. Vita, vinis, vinum', volume presentato in anteprima lo scorso aprile (abbiamo pubblicato un articolo in merito sul nostro sito) e dedicato appunto alla produzione enologica di Latina e della sua provincia.

Per la nuova presentazione del libro, avvenuta il 24 settembre, è stata dunque scelta l'azienda di Casale del Giglio della famiglia Santarelli, un luogo che costituisce il trait d'union tra la tradizione vinicola locale e la produzione enologica del futuro, uno spazio dove passato e futuro del vino pontino si fondono nelle vigne di questa azienda situata in località Le Ferriere, sotto le quali si cela un'antica città preromana e dove in superficie si coltivano uve italiane, francesi e spagnole che, beneficiando del calore tirrenico e della brezza appenninica, forniscono vini dai sapori inediti ed accattivanti.

Ma partiamo dal libro per ricordare che 'Viaggi nell'Agro Pontino. Vita, vinis, vinum' non è una guida sui vini, bensì una celebrazione appassionata della ricchezza del patrimonio vitivinicolo dell’Agro pontino sotto forma di romanzo. Edito dalla Atlantide editore e scritto da Antonio Scarsella, ex sindaco di Sermoneta ed ex presidente del Consorzio per lo sviluppo industriale Roma-Latina, e Mauro D’Arcangeli, direttore di Confagricoltura Latina, il volume sviluppa il suo intreccio tra fantasia e realtà; realtà in questo caso significa anche storia antica, poiché la tradizione di coltivare la vite affonda le sue radici nella notte dei tempi: circa 700 anni prima della nascita di Cristo, proprio nell'area dove attualmente si trova una porzione del vigneto di Casale del Giglio, sorgeva e prosperava l'antica Satricum, i cui abitanti si dedicavano alla coltura della vite ed alla produzione di vini. Ne sono testimoni i numerosi reperti emersi durante le campagne di scavi effettuate nelle campagne della odierna tenuta che, per espressa volontà del proprietario Antonio Santarelli, sono state effettuate sacrificando le vigne: gli archeologi hanno infatti potuto scavare sotto il vigneto e riportare alla luce diverse tipologie di coppe e brocche per il vino. “Archeologia e vino non vanno sempre d'accordo, perché i lavori agricoli distruggono facilmente i reperti  – ha spiegato intervenendo alla presentazione del libro la dottoressa Marijke Gnade, archeologa olandese e docente dell’Università di Amsterdam che si occupa degli scavi di Satricum -. Nel nostro caso possiamo invece definirci molto fortunati, perché casale del Giglio ha preferito sacrificare le sue viti per consentirci di effettuare gli archeologici. E quel che è emerso è davvero suggestivo e inebriante, quasi al pari di un ottimo bicchiere di vino: parlo di un insediamento del Lazio antico che si estendeva per circa 40 ettari. Da questo terreno sono emerse testimonianze della coltura della vite e della produzione vinicola che risalgono al VII secolo a.C., oggi conservate nel vicino museo dedicato appunto alla città di Satricum”. 

Ma l'evento è stato anche un'occasione per fare il punto sull'attività di Casale del Giglio. “L'area dove insiste l'azienda è sostanzialmente vergine dal punto di vista enologico se comparata, ad esempio, ai territori di Toscana, Piemonte o Friuli – ha spiegato Linda Siddera, responsabile eventi di Casale del Giglio -. Nelle campagne pontine la vite, pur storicamente presente come attestato dagli scavi di Satricum, ha cominciato ad essere coltivata con regolarità dal periodo delle bonifiche fasciste in poi, quando i coloni del Nord Italia si insediarono nelle campagne di Latina portando con sé, e trapiantando, le barbatelle dei luoghi da cui provenivano. Da quell'esperienza si è poi sviluppata un'enologia peculiare che guarda al futuro senza rinnegare il passato, con una produzione a cavallo tra tradizione e nuove frontiere. Casale del Giglio è un concreto esempio di questa filosofia: coltiviamo 60 differenti vitigni la maggior parte dei quali non originari del territorio, proprio perché l'azienda è votata alla sperimentazione su terreni mai o poco vitati. Tuttavia tra i 60 vitigni ce ne sono anche di autoctoni, ed è su questi che stiamo puntando sul medio termine”.

Sugli specifici aspetti produttivi di Casale del Giglio si è soffermato Paolo Tiefenthaler, enologo e direttore tecnico dell'azienda vinicola. “Casale del Giglio sorge in un zona vergine dal punto di vista vitivinicolo. Il nostro futuro sarà nel comprendere a fondo il terroir dell’Agro Pontino dove Uomo/Terra/Clima/Vitigno/Tradizione si fondono in un unico elemento – ha affermato Tiefenthaler -. Oggi non pensiamo di cercare nuovi vitigni, ma cerchiamo di studiare con una certa attenzione i singoli vigneti già esistenti, ed ultimamente ci stiamo appassionando alla Biancolella di Ponza, una piccola produzione di bianco sviluppata su circa 2 ettari di terreno sull'isola, e al Bellone di Anzio, 'vino del mare e del sole'. Sul Bellone Casale intravede la possibilità di produrre un vino longevo, che vada oltre nel tempo, con un naso che ricorda i frutti tropicali ed un lungo finale salino che rimanda alle calde giornate estive trascorse in riva al mare”.

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Presentazione Nazionale della Guida Vitae 2018

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Sarà nuovamente il The Mall, a Milano, a ospitare la presentazione della Guida dell’Associazione Italiana Sommelier

Sabato 21 ottobre, attesa come ogni autunno, torna la Guida Vitae. Seguendo un percorso editoriale in continua evoluzione, quest’anno la forza evocativa è suggellata dalla liason cromatica del bianco e del nero: codici espressivi del chiaroscuro immortalano immagini di una quotidianità, ora ordinaria ora celebrativa, dalla spiccata tensione narrativa.

Questa quarta edizione sottolinea il grande lavoro sotteso a ogni bottiglia, a ogni calice, a ogni sorso dei moltissimi vini raccontati all’interno del volume. Si tratta di un’opera di selezione che ha messo sotto la lente di ingrandimento circa 30.000 vini, tutti degustati rigorosamente alla cieca.
I numeri sono sempre altissimi: più di 15.000 le referenze selezionate e 2.500 le aziende recensite.
 
“Il settore vitivinicolo si dimostra sempre più sensibile nei confronti della sostenibilità ambientale. È un tema coinvolgente e di grande attualità”, dichiara il Presidente Nazionale Antonello Maietta. “Anche quest’anno nella scansione delle pagine appare nitido l’orientamento sempre più green del vino italiano, non più legato a calcoli di marketing o di comunicazione, come poteva accadere in passato, ma attuato come scelta responsabile. A noi dell’AIS la questione sta particolarmente a cuore e mettiamo in campo tutte le nostre energie, anche attraverso la guida, per affrontarlo e comunicarlo.”
 
Nel corso della giornata, alla presenza del Presidente Maietta e dei vertici istituzionali, si terrà la cerimonia di premiazione dei 22 produttori insigniti dell’ambito “Tastevin AIS”, sigillo che certifica il vino più rappresentativo della regione di appartenenza. Saranno inoltre celebrate le oltre 500 etichette che hanno meritato il punteggio massimo, le “Quattro Viti”.
Dato l’apprezzamento ottenuto, tornano i simboli introdotti lo scorso anno: la Freccia di Cupido, a simboleggiare quell’emozione che alcuni vini sanno suscitare al primo sorso, e il Salvadanaio, che identifica una spiccata qualità in rapporto alla tipologia e al territorio, con un occhio attento al prezzo di vendita.
 
Il volume cartaceo sarà nuovamente replicato in versione digitale, disponibile negli e-store, che completerà il corredo di strumenti a disposizione dei soci AIS e degli appassionati.
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Modena Champagne Experience

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A Modena la più importante manifestazione italiana dedicata allo Champagne organizzata dal Club Excellence – Club dei Distributori ed Importatori Italiani

Domenica 8 e lunedì 9 ottobre 2017 - Forum Monzani

Modena, settembre 2017. Si svolgerà a Modena, domenica 8 e lunedì 9 ottobre 2017, nella prestigiosa cornice del Forum Monzani, la prima edizione di Champagne Experience, la più grande manifestazione italiana dedicata esclusivamente allo Champagne, promossa e organizzata dal Club Excellence, associazione che riunisce dodici tra i più grandi importatori e distributori nazionali di vini e distillati d’eccellenza.

Modena Champagne Experience 2017, alla sua prima edizione, è la più importante manifestazione dedicata esclusivamente allo Champagne finora organizzata in Italia:

 100 prestigiose Maison

 49 importatori

 oltre 500 tipologie di Champagne

 2 giornate dedicate esclusivamente allo Champagne

Parteciperanno numerosi produttori, a disposizione per incontrare gli operatori del mondo Horeca e della distribuzione, il vasto pubblico degli appassionati e la stampa.

Un evento di carattere didattico per approfondire la conoscenza del mondo dello Champagne.

Le Maison saranno distribuite sui mille metri quadri del Forum in base alla loro appartenenza geografica, corrispondente alle diverse zone di produzione dello Champagne (Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs e Aube) oltre alle Maison classiche riunite in uno specifico spazio per offrire un’esperienza sensoriale coinvolgente e un supporto culturale di alto livello.

Nel programma sono previste anche delle Master Class, con ‘verticali’ e degustazioni dedicate alla conoscenza di champagne d’eccellenza o ad annate speciali e territori di produzione.

Orari di apertura: domenica 8 ottobre dalle 14.00 alle 19.00 e lunedì 9 dalle 10.30 alle 18.30.

Acquisto biglietti: si possono acquistare online sul sito del Club (clubexcellence.it) e su quello dedicato all’evento (champagneexperience.it).

“Un evento che vogliamo diventi un appuntamento annuale di riferimento per il mondo dello Champagne. Il nostro Club, dopo oltre 5 anni dalla sua costituzione, oggi è pronto per organizzare una manifestazione tanto importante che veda riuniti non solo le Maison importate dai soci ma anche altre con l’obiettivo comune di condividere e trasmettere i valori che da sempre rendono unico lo Champagne”, afferma Massimo Sagna Presidente del Club Excellence.

“L’Italia ancora oggi rappresenta un mercato importante e in crescita per lo Champagne. Per questo vogliamo che MCE 2017 sia solo la prima di una serie di tappe itineranti sul nostro territorio, per fare cultura e offrire un’occasione preziosa per approfondire la conoscenza di Maison già famose e altre ancora da scoprire” - afferma Lorenzo Righi Direttore Generale Club Excellence.


LE MAISON PRESENTI

IMPORTATORI DEL CLUB EXCELLENCE

Sagna Spa

 Champagne Louis Roederer

Gruppo Meregalli

 Champagne Bollinger

 Champagne Ayala

 Champagne Pierre Gimonnet & Fils

Cuzziol Grandivini Srl

 Champagne Bruno Paillard

 Champagne Gonet-Médeville

 Champagne Mandois

 Champagne Monmarthe

Pellegrini Spa

 Champagne Jacquesson

 Champagne Agrapart & Fils

 Champagne Francis Orban

 Champagne R. Pouillon & Fils

Sarzi Amadè Srl

 Champagne Mailly Grand Cru

 Champagne De Sousa

 Champagne Françoise Bedel

 Champagne Henri Goutorbe

Balan Srl

 Champagne Thiénot

 Champagne Canard-Duchêne

 Champagne Michel Arnould & Fils

 Champagne Pascal Doquet

Vino & Design Srl

 Champagne Palmer & Co

 Champagne R&L Legras

 Champagne Stéphane Breton

Premium Wine Selection PWS Srl

 Champagne Pannier

Proposta Vini Sas

 Champagne Encry

 Champagne Apollonis

 Champagne Dourdon-Vieillard

 Champagne Gabriel-Pagin Fils

 Champagne Joseph Desruets

 Champagne Louis Casters

 Champagne Mallol-Gantois

Bolis Srl

 Champagne Paul Bara

 Champagne Bonnaire

Les Caves de Pyrene Ltd

 Champagne Marguet

 Champagne Bourgeois-Diaz

 Champagne Pierre Gerbais

 Champagne Val’ Frison

Teatro del Vino Srl

 Champagne Larmandier-Bernier

 Champagne Alain Couvreur

 Champagne Benoît-Lahaye

 Champagne Diebolt-Vallois

 Champagne Fleury

 Champagne Vilmart & Cie


ALTRI IMPORTATORI

Atelier Vini e Cultura Sas

 Champagne Dehours & Fils

 Champagne Hugues Godmé

 Champagne Yann Alexandre

Banfi Srl

 Champagne Joseph Perrier

Barbara Rinaldi

 Champagne Henriot

 Champagne AR Lenoble

Bellenda Srl

 Champagne Roger Coulon

CantinAmena

 Champagne A. Bergère

Caprari C.D. Srl

 Champagne Paul Déthune

Cartaria Ro. Ant. Srl Divisione Vini

 Champagne Gautherot

Compagnia del Vino Srl

 Champagne Pol Roger

D&C Spa

 Champagne Deutz

Famiglia Cecchi

 Champagne Collard-Picard

Feudi di San Gregorio

 Champagne Boizel

Fratelli Rinaldi Importatori Spa

 Champagne Jacquart

Giacimenti Sas

 Champagne Christian Busin

Le Cru 75 Sas

 Champagne de la Renaissance

Longino & Cardenal Spa

 Champagne J. de Telmont

Massucco Industrie Spa

 Champagne Trousset Guillemart

Mediatis Wine in Motion Srls

 Champagne Dom Caudron

Michele Chiarlo Srl

 Champagne Lallier

Nove.10 Snc

 Champagne Colin

OnestiGroup Spa

 Champagne Piper-Heidsieck

 Champagne Collet

Partesa Srl

 Champagne Drappier

Pescarmona Importatori Srl

 Champagne Duval-Leroy

 Champagne Bruno Michel

Philarmonica Spa

 Champagne Charles Heidsieck

Première Srl

 Champagne de Venoge

 Champagne Erick Schreiber

 Champagne Pierre Legras

 Champagne Morel

 Champagne Mary-Sessile

Relais & Champagne

 Champagne Boulard Bauquaire

Rêverie Sas

 Champagne Nicolas Maillart

Sebina Vini Scelti Srl

 Champagne Éric Taillet

Soavino Sas

 Champagne André Beaufort

 Champagne Nowack

 Champagne Marie Courtin

Tenuta San Leonardo Srl

 Champagne Bauget-Jouette

Tre Archi Distribuzione Srl

 Champagne Philippe Gonet

 Champagne Elise Dechannes

 Champagne Heucq

 Champagne Stroebel

Velier Spa

 Champagne Billecart-Salmon

Valdo Spumanti Srl

 Champagne Nicolas Feuillatte

Vini di Francia

 Champagne Chassenay d'Arce

Vintrading Srl

 Champagne Autréau de Champillon

 Champagne Leclerc Briant

Visconti 43 Srl

 Champagne Paul Clouet

 Champagne Barons De Rothschild

Vite Snc

 Champagne Jeaunaux-Robin

 Champagne Francis Boulard

Winedow by F.B.C.

 Champagne Beaumont Des Crayères


I SOCI DEL CLUB EXCELLENCE

 Balan Srl rappresentata da Daniele Balan

 Bolis Srl rappresentata da Andrea Bolis

 Cuzziol Grandivini Srl rappresentata da Luca Cuzziol

 Les Caves de Pyrene Srl rappresentata da Cristian Bucci

 Meregalli Giuseppe Srl rappresentata da Marcello Meregalli

 Pellegrini Spa rappresentata da Pietro Pellegrini

 Premium Wine Selection P.W.S. Srl rappresentata da Luigi Piacentini

 Proposta Vini Sas rappresentata da Gianpaolo Girardi

 Sagna Spa rappresentata da Massimo Sagna, anche Presidente del Club Excellence

 Sarzi Amadè Srl rappresentata da Alessandro Sarzi Amadè

 Teatro del Vino Srl rappresentata da Mario Galleni e Leonardo Stelloni

 Vino & Design Srl rappresentata da Dick ten Voorde


Il Club dei Distributori e Importatori Nazionali di vini e distillati di eccellenza, costituito a Milano il 25 giugno 2012, vede riunite le principali realtà italiane che operano nel campo della distribuzione vitivinicola della massima qualità, con lo scopo di fare cultura e puntualizzare l’importanza dell’ organizzazione della distribuzione e del commercio di vini e distillati di prestigio, settore che sempre più necessita di trasparenza, collaborazione, correttezza e maggior senso di moralità.

A cinque anni dalla sua nascita, il 4 luglio 2016 il Club si è costituito Società Cooperativa e oggi, vede riuniti 12 soci tra le aziende più importanti nella distribuzione vitivinicola di eccellenza in Italia: Sagna Spa, Balan Srl, Bolis Srl, Cuzziol Grandivini Srl, Les Caves de Pyrene Srl, Meregalli Giuseppe Srl, Pellegrini Spa, Premium Wine Selection Srl, Proposta Vini Sas, Sarzi Amadè Srl, Teatro del Vino Srl e Vino & Design Srl.


Per info: Fcomm, Via Pinamonte da Vimercate, 6 Milano

Francesca Pelagotti +39 366 7062302 email francescapelagotti@fcomm.it,

Laura Marangon +39 347 3754169 email lauramarangon@fcomm.it

Sonia Gambino +39 342 0686448 email soniagambino@fcomm.it

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VINO al VINO 2017, la 23° edizione tra degustazioni e Jazz

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Dal 14 al 17 Settembre 2017, a Panzano in Chianti ritorna Vino al Vino, con la sua 23° edizione.

Per quattro giorni, nella cornice di Piazza Bucciarelli, i 20 viticoltori della Unione Viticoltori di Panzano in Chianti presenteranno personalmente i loro vini, in degustazione con più etichette per Azienda e di diverse annate. 

Un'occasione unica per conoscere il Sangiovese nelle sue varie interpretazioni, dai Chianti Classico Annata, Riserva, e Gran Selezione agli Igt, così come altri vitigni, per entrare nella realtà di un territorio e di un’Associazione che da più di vent’anni condivide un percorso comune nel rispetto delle identità delle singole Aziende e propone al mercato enologico italiano ed internazionale vini di altissima qualità e di filiera corta, con i suoi 500 ettari di vigneto (ad un'altitudine tra i 350 e i 500 s.l.m.) di cui il 90% gestito secondo i criteri sostenibili della viticoltura biologica Candialle, Casaloste, Castello dei Rampolla, Cennatoio, Fattoria La Quercia, Fontodi, Il Molino di Grace, Il Palagio, La Massa, Le Cinciole, Le Fonti, Montebernardi, L'orcio a Ca' di Pesa, Panzanello, Renzo Marinai, Rignana, Tenuta degli Dei, Vignole, Villa Cafaggio, Vecchie Terre di Montefili.

Durante la manifestazione sarà possibile acquistare alcune delle etichette in degustazione all’interno di uno stand dedicato alla vendita.

Tutte le altre saranno disponibili presso la vicina Enoteca il Cardo e le altre enoteche in piazza.

Il programma di Vino al Vino 2017: 

Giovedì 14 settembre 16.00 – 20.00 

Venerdì 15 settembre 12.00 – 19.30

Sabato 16 settembre 11.00 – 20.00 con musica jazz dalle ore 17.30-19.30 

Domenica 17 settembre 11.00 – 19.30 con musica jazz dalle ore 17.30 – 19.30

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Nuovo palinsesto Wine TV 11 settembre

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Cari Winetvlovers,

l’estate ormai sta preparando le valigie per lasciare spazio all’autunno. Pochi giorni e ci saluterà. Ma non dovete essere tristi. Per prima cosa perché settembre è mese di vendemmia, un momento meraviglioso per tutti gli enoappassionati. E poi perché ci pensiamo noi di Wine Tv a tirarvi su di morale con tanti nuovi e entusiasmanti video che abbiamo realizzato per voi.

Andrea Galanti e Cristiano Cini sono andati a Montalcino per scoprire i segreti di uno dei vini più blasonati al mondo. Il racconto del territorio e delle sue particolarità attraverso l’interpretazione di 4 differenti e importanti aziende: Col d’Orcia, Sanlorenzo, Castello Tricerchi e Terre Nere.

Prosegue il viaggio fra le delegazioni Ais della Toscana: il maestro Roberto Bellini, ci spiega Pistoia e il suo operoso team di sommelier.

Ospite nel nuovo format “Due chiacchiere con…” è Andrea Balleri, miglior sommelier d’Italia e direttore commerciale di Cantine Su’Entu. Con un calice di Vermentino di Sardegna e uno di Bovale ripercorre la storia dell’azienda, la sua filosofia e i suoi obiettivi.

Per le degustazioni di “Wine Tv racconta”, Cristiano Cini ci farà scoprire un passito davvero particolare, quello dell’azienda vitivinicola La Cura: avvolgente, sontuoso e lunghissimo.

Troveremo poi due straordinarie etichette, vincitrici del premio Wine Tv all’Only Wine Festival, spiegate dal miglior sommelier d’Italia Andrea Galanti: Titolo di Elena Fucci che è diventato, in pochi anni, il faro per il vino di qualità in Basilicata e il Torchiato di Fregona Piera Dolza, un vino di pregio, forte e delicato al tempo stesso, con un’importante sapidità che ne mitiga la dolcezza.

 

Tutti i video di Wine Tv potrete trovarli sul nostro portale www.wine-tv.it e su Youtube

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Buona visione e buon vino a tutti!

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La corsa del piede sordo

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di Valerio Giusti, Percorsi di vini

Innegabile la somiglianza della Corsica all’impronta che il nostro piede sinistro lascia sul terreno camminando. E da questa immagine, partendo dalla storia, voglio arrivare a parlare del vino della AOC Calvi, in passato chiamata “la Toscana della Corsica”.

Situata nel centro del mediterraneo, è l’isola più importante della Francia e ha rappresentato il crocevia delle rotte commerciali per secoli, attirando tutti i popoli che hanno avuto un forte legame con il mare. Le prime tracce di “ospiti” risalgono ai tempi dei Fenici, seguiti dai Greci, dai Romani sino ad arrivare alla sottomissione da parte di Pisa nel XI secolo e di Genova dal 1284. 

Il più grande marinaio di tutti i tempi, è nato proprio a Calvì: Cristoforo Colombo!! 

Nel 1755 i corsi avviarono la lotta per l’indipendenza da Genova, guidata da Pasquale Paoli. Un’indipendenza mai raggiunta perché Genova si alleò con i francesi per mantenerne il controllo. La guerra terminò nel 1764, con la sottoscrizione del Trattato di Compiègne grazie al quale la Francia ottenne da Genova l’autorizzazione ad insediare alcuni contingenti militari in Corsica. Quattro anni più tardi il Trattato di Versailles avrebbe definitivamente sancito il dominio francese sull’isola. 

Per chi è amante del mare e dei bei locali consiglio una vacanza nel Nord - Ovest della Corsica. La zona della Balagna, tra Isola Rossa e Calvi, terra che nel 1990, ha raggiunto una qualità dei vini tale da permettergli di avere il riconoscimento di “AOC Calvì”. Parliamo di circa 300Ha in totale stretti tra roccia e mare. Il clima è perfetto. C’è una buona escursione termica e dal mare soffiano venti costanti e temperati lungo queste valli. La vegetazione viene così mantenuta asciutta e al riparo da muffe e funghi permettendo una perfetta e sana maturazione delle uve.

Vediamo quali sono i vitigni più presenti nella zona nord dell’isola:

- Nieluccio: parente stretto del Sangiovese toscano e vitigno più coltivato. Si è adattato al terreno e al clima. Suppongo portato in loco dai Pisani e mantenuto successivamente dai Francesi per farne “la Toscana francese”. Regala vini più grassi e sapidi in gioventù rispetto al nostro clone. E’ un po’ più colorato del nostro Sangiovese (niellu significa scuro) ed è egualmente tannico pertanto richiede affinamento perché queste peculiarità siano “domate”. Purtroppo però il terroir non fornisce sempre la giusta acidità e quindi raramente viene vinificato in purezza.

- Sciacarello: significa "croccante sotto ai denti". Poco colorato ma profumato, speziato e vivace, dotato di un'acidità che lo rende adatto all'invecchiamento. Vitigno posto alla base dei più tipici vini rossi della AOC Calvì, facendo da perfetta “spalla” al Nieluccio per l’invecchiamento.

- Vermentinu: detto anche Malvasia Corsa. Come il Nieluccio, parente stretto del vermentino della costa toscana, parente meno stretto con il vermentino ligure. Nella “Balagna corsa” il vitigno esalta la scia sapido/minerale rispetto a quella agrumata.

- Muscat: Appartiene alla famiglia degli aromatici Moscati e nello specifico si tratta del Muscat Blanc à Petits Grains. Qui terreno e clima donano ai vini lunga persistenza, sprigionando oltre ai classici profumi di rosa bianca, muschio e salvia, sentori di agrumi e la mela cotogna.

Ma cosa hanno di diverso questi vitigni rispetto ai parenti del continente?

La Corsica può essere vista come una montagna in mezzo la mare o come un mare che circonda una montagna!

Il paesaggio è suggestivo. Sembra di poter toccare la cima delle montagne comodamente distesi al sole dal bagnasciuga! Qui i “maestri francesi” hanno insegnato la cultura commerciale anche ai più grandi “Demaine” che portano altisonanti nomi italiani. Nulla da dire! Nell’enologia commerciale mondiale sono i dominatori indiscussi. Il campanilismo sfiora il patriottismo. 

I ristoranti servono per lo più vini corsi, saltuariamente francesi. Anche la grande distribuzione snobba i vini fuori patria. Questa terra e tutta la regione sembra guardare con occhi di ammirazione la Patria Madre seguendo in modo rispettoso i suoi processi di vinificazione e affinamento. Il cammino intrapreso alcuni decenni fa è sicuramente rivolto all’uso della Barrique e all’uvaggio per smorzare il temperamento di alcuni vitigni o per supportare le mancanze di altri. Ma.... c’è un “ma” a parer mio.

Il territorio roccioso, la vicinanza dal mare, il terroir nel complesso dona una forte impronta minerale a tutti i vini prodotti. Nel caso dei bianchi questa è una caratteristica piacevole anche in gioventù. Ho notato che i bianchi vengono vinificati sempre in purezza. Rari gli uvaggi. 

Per i rossi? L’opposto! Vinificati in uvaggio direi sempre dato che non ho trovato vitigni in purezza. In cantina, in enoteca o al ristorante, è normale trovare in commercio l’annata 2015 di rossi a prevalenza Nieluccio. Siamo sicuri che a questo vitigno basti un po’ di sciacarello e un veloce passaggio in legno per poter essere pronto in soli 12/18 mesi? Per un vino essere "pronto” significa “aver raggiunto un equilibrio gustativo tale da poter essere consumato e apprezzato”. Nelle degustazioni di vini giovani che ho avuto modo di eseguire in loco, le parti dure (sapidità) erano ancora eccessive e preponderanti. I riconoscimenti tradizionali fruttati e floreali erano sovrastati da una nota iodata veramente importante che definirei al limite della piacevolezza. Questa corsa commerciale del "tutto e subito", è sicuramente dovuta anche agli investimenti che l’AOC Calvì sta facendo per recuperare il gap con la Patria.

Ma..... ecco il mio “ma”. 

Durante le mie degustazioni, nel bicchiere ho sentito come una richiesta di “spazio e di tempo…..”

E se l’orma fosse stata lasciata da un piede sordo? Se i vignaioli corsi ascoltassero di più l’esperienza della patria del sangiovese, la Toscana? Non quella Toscana di oggi inquinata dagli usi enologici di oltralpe. La Toscana di qualche decennio fa. 

E se questi rossi dell’AOC Calvì fossero lasciati a riposare in botte (spazio) e per un anno in più (tempo)? Probabilmente i produttori perderebbero un anno commerciale per gli affinamenti ma gli permetterebbe di mettere in commercio vini di maggiore bevibilità e maggiore piacevolezza da subito lasciando la possibilità di aspettare l’evoluzione per coloro che hanno pazienza. Ho degustando vini di 4/6 anni dove si smorza la sapidità a vantaggio dei profumi fruttati e floreali assecondati da note speziate, eteree e tostate. Questi vini li ho trovati più equilibrati, maturi e piacevoli, con una buona dote di eleganza sia all’esame olfattivo sia a quello gusto-olfattivo.


Segnalo per gli appassionati due cantine che ho avuto il piacere di visitare e degustare:

- Domaine d’Alzipratu – 20214 Zilia - www.domaine-alzipratu.com.

- Clos Culombu – 20260 Lumio - www.closculombu.fr.


Le otto grandi regioni AOC (DOC) della Corsica :

-1/Coteaux d’Ajaccio (sud-ovest) : AOC dal 1984

Vitigni : Sciaccarello, vino di alta qualità, dal carattere deciso

-2/Patrimonio Nord: AOC dal 1968 (inscritto nel Gotha), di fama internazionale

Vitigni : Vermentino, vino bianco, dal bel colore giallo paglierino, secco e fresco, dagli aromi floreali e di mela e Nielluccio, vino strutturato dal colore rosso scuro.

-3/Cap Corse Nord : la regione del Muscat

Vitigni : Vermentino della famiglia della Malvasia, tra i migliori del Mediterraneo, dal giallo verdolino brillante al giallo dorato, aroma floreale, caratteristico per la sua leggerezza e la sua freschezza.

-4/Calvi Nord Ovest : (che corrisponde più esattamente alla regione della Balagna, in passato chiamata la Toscana della Corsica)

Vitigni : Nielluccio e Sciaccarello

-5/Sartenais Sud Ovest: AOC dal 1976

Vitigni : Nielluccio e Sciaccarello, vino rosso molto caratteristico.

-6/Figari Sud : AOC di Corse-Porto Vecchio

Vitigni : Nielluccio e Sciaccarello, vino rosso robusto, classificato tra i migliori della Corsica.

-7/Porto-Vecchio Sud Est : 

Vitigni : Nielluccio e Sciaccarello, vino rosso fruttato e ben equilibrato.

-8/Costa Orientale : 

Vitigni : tradizionali nobili come il Carignan, il Cinsault, il Grenache e il Syrah per il rosso, l’Ugni, il Malvoisie, il Sauvignon e il Pinot per il bianco.

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Vendemmia: "Le Mani del Vino" per essere protagonisti nelle cantine toscane

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Dall’8 al 17 settembre per due fine settimana in Toscana Cantine Aperte in Vendemmia 

Torna nelle cantine del Movimento Turismo del Vino Toscana il grande evento dedicato agli appassionati che vogliono vivere il fascino della vendemmia. 

Il tema di questa edizione sarà l’impronta sulla botte per rendere indimenticabile questa esperienza


C’è tempo due interi fine settimana per poter partecipare attivamente al rito della vendemmia in Toscana. Dall’8 al 10 e dal 15 al 17 settembre infatti, torna nelle aziende toscane l’appuntamento con Cantine Aperte in vendemmia, l’evento promosso dal Movimento Turismo del Vino Toscana che anche quest’anno coinvolgerà nel periodo più affascinante dell’anno tante aziende vitivinicole della Toscana con la possibilità per tutti gli appassionati di far parte per qualche ora del momento che vede il nascere dei grandi vini della regione. Il tema di questa edizione sviluppato all’interno delle cantine sarà “Le mani del vino”. «Far entrare gli appassionati all’interno delle nostre cantine durante il periodo della vendemmia è molto emozionale visto il momento unico di questo periodo – spiega il Presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana, Violante Gardini – la nostra idea è quella di poter raccontare la vendemmia e il mondo del vino attraverso le mani che lavorano la terra e che sono una ricchezza inestimabile, da qui il tema di questa edizione». 


“Le mani del vino”. E’ il tema scelto da MTV Toscana per questa nuova edizione. La promozione dell’evento sarà realizzata con una campagna fotografica virale dove le mani dei vignaioli saranno le protagoniste. Le cantine del Movimento Turismo del Vino Toscana inviteranno a partecipare all’evento Cantine Aperte mostrando le mani di chi “fa la vendemmia”, le mani che selezionano i grappoli migliori durante la raccolta, le mani di chi guida il trattore fino alle mani di chi travasa in vino in cantina. Inoltre, all’interno delle cantine MTV Toscana aderenti, i wine lovers che avranno partecipato all’evento, potranno lasciare l’impronta della propria mano su una botte e scattarsi foto e selfie da condividere online con l’hashtag #LeManidelVino. L’impronta sarà lasciata con colori naturali o con la vinaccia stessa. 


Cantine Aperte in Vendemmia. Dalla sveglia al mattino presto per partecipare attivamente alla vendemmia, alla visita in cantina di fermentazione osservando le operazioni di selezione degli acini ed i rimontaggi fino al tradizionale pranzo dei vendemmiatori. Tutti, dai più piccoli ai grandi esperti saranno invitati a venire in cantina per assaggiare il mosto in fermentazione. Sono previste molte attività per le famiglie dove i più piccoli che potranno per un giorno immergersi nella natura.Insomma un modo diverso e divertente per scoprire le cantine, tra i tini in fermento, le botti o in mezzo ai filari che in questo particolare periodo si animano di persone come fosse una vera e propria festa.


Cantine Aperte. E’ il marchio enoturistico che dal 1993 ha cambiato l’approccio dei turisti nei confronti delle aziende vitivinicole. Nata come manifestazione per l’ultima domenica di maggio, da qualche anno il Movimento Turismo del Vino ha reso Cantine Aperte un evento diffuso anche in Vendemmia, poi a San Martino e infine a Natale. Una manifestazione che è una filosofia, uno stile di viaggio e di scoperta dei territori del vino italiano, che vede, di anno in anno, sempre più turisti, curiosi ed enoappassionati avvicinarsi alle cantine, desiderosi di fare un’esperienza diversa dal comune. Cantine Aperte è un marchio di proprietà del Movimento Turismo del Vino, registrato e protetto giuridicamente per contrastarne qualunque abuso/imitazione e garantire ai consumatori qualità e professionalità nell’accoglienza, tratti distintivi delle cantine MTV.


L'Associazione Movimento Turismo del Vino Toscana è un ente non profit che raccoglie oltre 90 fra le più prestigiose cantine del territorio, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. 

Per scoprire le aziende aderenti a Cantine Aperte in Vendemmia e i relativi programmi è in aggiornamento la pagina dedicata all’evento su www.mtvtoscana.com


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Il Cammino dei Vignandanti, terza edizione il 10 Settembre con partenza da Tollo"

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Il Cammino dei Vignandanti, eno-trekking di riferimento nel panorama nazionale, torna il 10 Settembre per la terza edizione con una grande novità: la partenza sarà effettuata da Tollo, “città del Vino” con l’amministrazione comunale che ha fortemente spinto per l’inserimento all’interno della manifestazione.

Dalle ore 8.30 il percorso si svilupperà dalla piazza centrale verso contrada Collesecco, quindi la risalita in località Casino Vezzani nel comune di Crecchio e il conseguente arrivo alla stazione di Caldari dove, come da consuetudine, verrà consumato il pranzo.

Confermata la collaborazione con l’associazione “il Cammino di San Tommaso”che nel pomeriggio, guiderà proprio lungo l’ultimo tratto dell’ormai famosissimo cammino abruzzo-laziale i tanti enotrekkers che arriveranno da ogni parte d’Abruzzo e d’Italia.

Dopo le consuete soste a Villa Iurisci, Villa Deo, Villagrande e Fontegrande si arriverà presso la cattedrale di San Tommaso a Ortona dalla quale ci si muoverà verso Corso Vittorio Emanuele II per una grande degustazione a base delle migliori etichette regionali accompagnate da prodotti tipici del territorio.

“L’inserimento di Tollo all’interno del percorso nobilita ancora di più la manifestazione grazie all’immenso patrimonio eno-paesaggistico della cittadina tollese che rappresenta un un riferimento per il mondo produttivo regionale e italiano - sfferma il presidente Nicola D’Auriache - .Oltre a questa novità viene assolutamente confermato il passaggio lungo il Cammino di San Tommaso che diventa così un vero e proprio collegamento tra Tollo e Ortona, due delle più importanti comunità enologiche della regione”.

Nei prossimi giorni verranno comunicati i nomi delle cantine aderenti mentre il programma di giornata prevederà quanto segue:

Programma:

ore 7.45 Registrazione dei camminatori con consegna del “Passaporto del Vignandante” da Piazza San Tommaso, Ortona

ore 8.30 Benedizione e partenza da Piazza Caduti di Nassiriya a Tollo

ore 12.30 Pranzo in località Stazione di Caldari  a curo della Proloco 

ore 19.00 Arrivo lungo Corso Vittorio Emanuele II a Ortona e consegna degli omaggi da parte delle Cantine promotrici a tutti quanti avranno percorso l’intero tracciato

Contributo di partecipazione 20€ con cui si ha diritto al passaporto e al cappellino del Cammino dei Vignandanti, al pranzo e all’arrivo a Ortona al calice MTV Abruzzo con tre degustazioni  più una bottiglia di vino omaggio delle cantine aderenti. La navetta Ortona-Tollo per tornare a riprendere l’auto

infine:

1. obbligatoria la prenotazione dell’iscrizione alla mail camminodeivignandanti@gmail.com

2. info sulla giornata al numero 388-4726357 (solo whatsapp)

3. si raccomanda una maglia gialla da buoni amici e simpatizzanti dell’Associazione “il Cammino di San Tommaso” visitate il sito www.camminodisantommaso.org


Dalle 19 in lungo Corso Vittorio Emanuele II a Ortona ci sarà un “evento nell’evento” con la presenza degli stand di 15 cantine abruzzesi aderenti al Movimento Turismo Vino Abruzzo e con un contributo di 5 euro sarà possibile riceve un calice del Movimento e il diritto a 3 degustazioni a scelta tra una selezione di oltre 50 vini tutti “Made in Abruzzo”.

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In arrivo la vendemmia peggiore dal Dopoguerra

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di Giorgio dell'Orefice, il Sole 24 Ore 

La vendemmia 2017 riporterà un taglio della produzione del 24%. Le inedite condizioni climatiche che hanno contrassegnato il 2017 con una devastante gelata primaverile seguita da mesi di elevate temperature e prolungata siccità porteranno a una produzione di vino tra le più scarse dal 1947 oggi. Che si andasse incontro a una campagna difficile era opinione diffusa già da qualche settimana. Ma quella che era finora solo una sensazione viene adesso certificata dai dati che l’Assoenologi, l’associazione degli enologi ed enotecnici italiani, renderà noti oggi e che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare.

La produzione italiana di vino del 2017, secondo le prime stime dell’associazione guidata da Riccardo Cotarella, supererà a malapena i 41,1 milioni di ettolitri con un calo rispetto allo scorso anno del 24 per cento.

Nulla in questa fase si può dire sulla qualità delle uve (che all’80% ancora sono nei filari) e che si presenta estremamente eterogenea anche nelle stesse aree, in vigneti posti a pochi chilometri di distanza tra loro. In qualche caso le elevate temperature hanno limitato gli attacchi dei parassiti e quindi ridotto l’esigenza di intervenire con i trattamenti chimici, in qualche altro la possibilità di ricorrere ai sistemi di irrigazione ha consentito di limitare i danni, ma in molti altri ancora e da Nord a Sud le condizioni meteo hanno semplicemente penalizzato le produzioni. Unica (magra) consolazione la conferma della leadership produttiva mondiale che l’Italia manterrà nonostante la flessione perché anche in Francia (il principale competitor) è prevista una produzione in calo di circa il 30% (al di sotto dei a quota 37 milioni di ettolitri, si veda altro articolo in pagina) e in grave difficoltà per la siccità appare anche la Spagna.

Vendemmia senza scartoffie, Italia batterà la Francia

Particolarmente penalizzante si è rivelata la gelata primaverile che ad aprile ha colpito i vigneti di molte zone del Centro Nord del Paese (compresa la Sardegna) distruggendo le viti che già erano in fase di fioritura. Ma non solo. Questo evento eccezionale infatti è stato seguito da un’ondata di caldo accompagnata dalla prolungata siccità che non ha certo aiutato i viticoltori ma che anzi ha consigliato di anticipare le operazioni di raccolta. «Attenzione però – spiega il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella – il gran caldo (fino a 45-46 gradi in vigneto) e i venti di scirocco in molti casi non hanno favorito la maturazione ma hanno contribuito a disidratare i grappoli che si presentano con elevate acidità e contenuto di zuccheri. Due componenti che di solito sono alternative e raramente si presentano insieme. Fortunatamente però si riscontrano anche zone che non hanno avuto problemi grazie a qualche pioggia estiva, all’oculata e scientifica gestione dei vigneti con l’irrigazione e alla naturale resistenza a climi estremi di alcune cultivar autoctone».


AGRICOLTURA  

I fondi stranieri investono sui vini italiani

Davvero complesso il quadro regionale. Si va infatti dal -40% previsto in Lazio e Umbria, al -35% della Sicilia, dal -30% di Toscana, Puglia e Abruzzo al -25% di Marche e Lombardia. Limitano i danni (-15%) Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Veneto (che comunque si conferma principale regione produttrice con 8,6 milioni di ettolitri) mentre un meno 10% è previsto in Trentino Alto Adige. Unica regione in Italia che riporterà un incremento produttivo nel 2017 (del 5%) la Campania. Un dato che però, con una produzione di 1,35 milioni di ettolitri che certo non può ribaltare la situazione nazionale.

«A livello europeo – prosegue Cotarella – stimiamo che mancheranno circa 25-30 milioni di ettolitri di vino (13 solo in Italia). Ciò che alla fine consentirà di limitare i danni con in qualche caso quantità e qualità buone se non ottime è la nostra trasversalità territoriale e la grande biodiversità dei vigneti italiani che non hanno pari al mondo. Bisogna però correre ai ripari cambiando modo di ragionare. Annate come queste sono sempre meno l’eccezione e sempre più la regola. Bisogna intervenire sulle infrastrutture per costruire invasi che consentano di raccogliere l’acqua per garantire l’irrigazione nei periodi, sempre più lunghi e frequenti, nei quali ce ne sarà bisogno. Non si tratta più di un buon proposito ma di un’urgenza della quale non si può più fare a meno».

Fonte: Il Sole 24 Ore, 22 agosto 2017

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Wine Times - Valle Isarco, grandi vini dalla regione vinicola più a nord d’Italia

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di Alessio Turazza per Wine Times

La Valle Isarco sale stretta tra le montagne da Bolzano verso Bressanone, con ripidi pendii coltivati sui terrazzamenti, nella regione vinicola più a nord d’Italia. Una viticoltura eroica, caratterizzata dall’altitudine e da un clima freddo, che favoriscono la coltivazione dei vitigni del nord come sylvaner, grüner veltliner, kerner, riesling, müller thurgau e gewürztraminer. Un territorio di grandi vini bianchi e di paesaggi bellissimi. L’associazione EisacktalWein è stata fondata nel 2015 proprio con l’intento di valorizzare e far conoscere i prodotti della Valle Isarco. Oggi raccoglie 18 produttori di vino, insieme a varie strutture di accoglienza, ristorazione e promozione del territorio. Facciamo il punto del lavoro svolto e dei programmi futuri con Manni Nössing, produttore e presidente di EisacktalWein e con Hannes Baumgartner, giovane produttore da poco eletto presidente dell’Associazione vignaioli dell’Alto-Adige.

Come si presenta oggi la viticoltura della Valle Isarco?

Hannes Baumgartner: Oggi il vigneto è costituito quasi esclusivamente da varietà a bacca bianca, le più adatte a esprimersi in condizioni climatiche fredde e spesso estreme. E’ una zona giovane, a parte le due realtà più grandi, rappresentate dall’Abbazia di Novacella e dalla Cantina della Valle Isarco, le altre aziende sono gestite da viticoltori, che spesso rappresentano la prima generazione che coltiva le vigne e imbottiglia in proprio il vino.

Manni Nössing: E’ un territorio molto dinamico. L’interesse per il vino ha stimolato gli altri comparti produttivi della Valle. Si è creato un circolo virtuoso che ha permesso di superare una certa immobilità. Oggi l’intero territorio mostra più attenzione a valorizzare ogni aspetto del paesaggio e della cultura legata alle tradizioni.

Un territorio giovane, anche nell’età dei vigneti?

Hannes Baumgartner: In generale le vigne sono abbastanza giovani e questo ci conforta molto per il futuro. Credo che con l’età i nostri vigneti saranno in grado di produrre vini aromaticamente più complessi e profondi.

Manni Nössing: Come dice Hannes c’è ancora molto da fare e il futuro ci riserverà belle sorprese. EisacktalWein è lo stumento giusto per creare valore per tutto il territorio. Siamo solo all’inizio di una bella avventura.

Parliamo un po’ di vitigni, il sylvaner può diventare simbolo della Valle Isarco?

Hannes Baumgartner: Oggi quasi tutte le aziende puntano sui classici vitigni del nord. Nella parte più a sud della Valle, sotto Chiusa, si possono coltivare con ottimi risultati anche sauvignon blanc e pinot bianco. Credo che il sylvaner sia l’uva più tipica della Valle Isarco, almeno della parte più a nord. Ovviamente questo non vuol dire abbandonare le altre varietà, ma solo cercare di lavorare in profondità con il vitigno più adatto e rappresentativo della nostra tradizione.

Manni Nössing: Il sylvaner è senz’altro un vitigno che qui si esprime molto bene, ma dobbiamo ricordare che la Valle Isarco è emersa dall’ombra grazie al ‘fenomeno Kerner‘. Il Kerner è stato, ed è, il vino di maggior successo di questi ultimi anni. Grazie al traino di questo vino il mercato ha scoperto il nostro territorio. Anche il Müller-Thurgau, un vitigno spesso trascurato in altre zone d’Italia, qui trova le condizioni d’altitudine e clima per esprimersi al meglio.

Il cambiamento climatico in atto potrebbe giocare a vostro favore?

Hannes Baumgartner: Il cambiamento climatico sta mettendo a dura prova i vignaioli, ma la Valle Isarco ne sta risentendo meno. In Bassa Atesina si registrano sempre più spesso criticità al momento della raccolta delle uve bianche, che non sempre raggiungono le acidità necessarie.

Manni Nössing: Direi proprio di sì. In Valle Isarco il clima è fresco, con forti escursioni termiche. L’innalzamento medio delle temperature ci penalizza meno, inoltre qui abbiamo la possibilità di salire con i nuovi impianti ad altitudini più elevate per cercare climi più freschi.

Quanto è importante la presenza di tanti vigneron?

Hannes Baumgartner: Questa situazione ‘mista’ con presenza sul territorio di varie tipologie di azienda, cooperative e vignaioli, è un fattore positivo, che si traduce in una gamma di scelta di vini assai varia per appassionati e consumatori Ritengo sia uno degli elementi del nostro successo.

Manni Nössing: È una caratteristica fondamentale. A parte l’Abbazia di Novacella e la Cantina della Valle Isarco, gli altri produttori coltivano una media di 4,5 ettari. Un vero mosaico di piccole tenute. Il fatto d’essere tutti giovani e d’aver cominciato negli stessi anni, ci ha aiutato molto a sviluppare un continuo confronto e scambio, che porta a un miglioramento del livello dei vini. 

Il progetto EisacktalWein s’inserisce quindi in questa visione?

Hannes Baumgartner: È proprio così. Pur nelle differenze e particolarità che ci contraddistinguono, abbiamo voluto unire le forze per perseguire un obiettivo comune.

Manni Nössing: L’idea di fare sistema è  vincente. Dobbiamo portare avanti insieme la valorizzazione del territorio e dei nostri vini, consapevoli che solo uniti riusciremo a far conoscere la Valle Isarco.

Leggi l'articolo originale su Wine Times

Photo credit: http://www.valleisarco.info 

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Vino, Italia sempre prima per l’export in Usa ma cala il vantaggio sui competitori

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Nicola Dante Basile, Il Sole 24 Ore

L’export di vino italiano verso gli Stati Uniti tiene, ma la competizione si fa sempre più dura. E questo, mentre sul fronte delle bollicine prosegue l’ottima performance del Prosecco che spinge l’export degli spumanti a quota 321mila ettolitri (+13,9%) per 164 milioni di dollari (+9,6%).

Nel primo semestre 2017, le spedizioni di vino fermo made in Italy hanno totalizzato 1,29 milioni di ettolitri per 673,7 milioni di dollari, in crescita rispetto allo stesso periodo 2016 dello 0,7% in quantità e dell’1,1% in valore. Ciò ha permesso di confermare la leadership di principale paese fornitore in Usa. Seguita dall’Australia che ha riguadagnato la seconda posizione, davanti a Cile e Francia.

Alla luce di ciò, il peso dell’Italia sul totale dell’import vinicolo statunitense resta solido, con un abbondante 26,1% in quantità e il 31,7 in valore. Tuttavia, come riporta una nota dell’Italian wine & food institute, queste percentuali accusano una piallatura significativa rispetto alla gestione gennaio–giugno 2016, con gli indicatori più elevati a 28,8% in quantità e 33,5 in valore.

Nel dettaglio, le importazioni Usa nel primo semestre 2017 hanno totalizzato 4,9 milioni di ettolitri (+10,9%), per un importo superiore a 2,12 miliardi di dollari (+6,1). Una crescita che ha avvantaggiato gli altri paesi esportatori. In primis l’Australia che ha visto crescere fortemente le proprie forniture (982mila ettolitri, in aumento del 45,5%), grazie a una politica commerciale che ha incentivato le vendite dello sfuso, a prezzi ovviamente più contenuti. Tant’é che il valore dell’esportato in Usa non è andato oltre 182 milioni di dollari, in aumento del 3,9 per cento.

L’impennata australiana ha penalizzato più direttamente il Cile, sceso in terza posizione, a fronte di un sensibile rallentamento del proprio export superiore al 13% in quantità (795mila ettolitri), ma confermando sostanzialmente i valori (133 milioni di dollari).

È tornata a svegliarsi invece la Francia, le cui forniture vinicole in Usa sono ammontate a 648mila ettolitri per 552 milioni di dollari: ambedue le voci in recupero del 19 per cento sul primo semetre 2016. Stesso trend per la Nuova Zelanda, anche se con cifre decisamente contenute.

Fonte: Il Sole 24 ore

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Nuovo palinsesto Wine Tv 3 agosto

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Cari Winetvlovers,

tante novità da presentarvi in questo caldo mese di agosto.

La Harley di Maurizio Zanolla ci porterà in una città mozzafiato, famosa nel mondo per i canali solcati dalle gondole, per la ricchezza delle opere d’arte, per le maschere del carnevale. Easy Winer è arrivato a Venezia.

Siete preparati sulla Francia e le sue denominazioni? Mettevi alla prova seguendo la sfida su 5 importanti vini francesi nella piazza di Gaiole in Chianti organizzata dall’azienda agricola Capannelle.

Per le degustazioni di “Wine Tv racconta” troveremo due eccezionali etichette, vincitrici del premio Wine Tv all’Only Wine Festival, spiegate da Simona Bizzarri mentre, con Cristiano Cini, proseguiamo il viaggio alla scoperta dei prodotti dell’azienda agricola La Cura.

Abbiamo seguito per voi il Cigar & Tobacco Festival, il salone nazionale del fumo lento a San Giustino e il Wine Show Orvieto, evento degustazione nella splendida cornice della città del Duomo e del pozzo di San Patrizio.

Infine il dottor Radicchi ci spiegherà come conservare i vini in maniera ottimale.

Tutti i video di Wine Tv potrete trovarli sul nostro portale www.wine-tv.it e su Youtube

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Buona visione e buon vino a tutti!

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Rimini 4Wheels, i truck con la "tendina" al Parco Fellini

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Dal 4 al 6 agosto nel centralissimo Parco Fellini arrivano i foodtruck di Streetfood


L’Associazione Nazionale Streetfood animerà il salotto di Rimini dopo tre anni in Piazza J.F.Kennedy, in  collaborazione con l’Associazione Commercianti Rimini Marina Centro per la prima volta con i foodtruck del format 4Wheels. Attese migliaia di persone in tre giorni di festa


Quarta volta a Rimini con grandi novità per il grande evento del cibo di strada firmato Streetfood che si svolgerà nella Marina di Rimini dal 4 al 6 agosto in una splendida cornice, quella del Parco Fellini che per l’occasione sarà popolato da decine di Food Truck in occasione della prima edizione di 4Wheels, l’evento promosso dall’Associazione nazionale Streetfood, quella con la tendina, che si inserisce nel programma di attività promosse per l’estate dalla Associazione Commercianti Rimini Marina Centro, associazione con la quale prosegue la fortunata collaborazione dell’associazione Streetfood. «Grandi novità quest’anno per gli streetfoodies di Rimini – spiega Massimiliano Ricciarini, presidente di Streetfood – a partire dal Parco Fellini, cuore pulsante della Marina che quest’anno ospiterà la carovana dei truck selezionati dalla nostra associazione tra i migliori del mondo, con cibi di strada di vario genere che attireranno migliaia di visitatori in tre giorni, a conferma che la collaborazione con i Commercianti Rimini Marina Centro è vincente».


I food truck presenti e il programma. Saranno circa 20 food truck presenti per un centinaio di cibi di strada diversi. Dalle bombette di alberobello, passando per i cibi di strada siciliani, come pane e panelle, pane ca’ meusa, arancine e cannoli, birra artigianale, gli hamburger di chianina igp, il souvlaki e il gyros pita. Inoltre dal mondo i food truck della paella le arepas dal Venezuela. Di spalle alla nota Fontana dei Quattro Cavalli, guardando il mare, il palco ospiterà  venerdì 4 agosto la Sciò Band con musicisti del jazz club Arezzo che ripropongono le pietre miliari del repertorio jazz e del cantautore napoletano Pino Daniele.

Sabato 5 agosto sarà dedicato al dj set del fiorentino Lorenzo Cassigoli. la chiusura dell’evento domenica 6 agosto sarà affidata alla potenza del Soul, Funky e R&B con gli 8 elementi sempre aretini della band Umagroso.


Il progetto “4Wheels”. I food truck con la tendina sono la grande novità dell’associazione che promuove il cibo di strada di qualità. novità ma anche forma primordiale in quanto, già nel primo evento nel 2010 a Marciano della Chiana (Ar) erano presenti 4 food truck. Sotto il marchio “4Wheels” sono stati selezionati alcuni dei cibi più famosi in Italia e nel mondo cucinati direttamente sui furgoni. Si tratta di un modo di interpretare in chiave moderna il cibo di strada, pur non perdendone i valori essenziali che sono poi quelli raccolti dal decalogo del cibo di strada che l’associazione porta avanti e con il quale seleziona i propri partner. 


L’Associazione Streetfood. Nata proprio ad Arezzo nel 2004, è stato il primo progetto in Italia a promuovere il cibo come cultura e il cibo di strada come format vincente in quanto “riassume in un cartoccio” storia e tradizioni di ogni regione d’Italia da gustare con le mani. Nel 2016 sono stati oltre 30 gli eventi in tutta Italia raggiungendo oltre due milioni di persone che hanno consumato cibi di strada in quantità record. Nel 2017 ne sono previsti altrettanti. Un successo non solo per gli organizzatori degli eventi, ma da condividere con gli operatori economici del settore e le realtà territoriali che hanno creduto in questo progetto. Anche decine di eventi collaterali, momenti di confronto e convegni, un concorso dedicato alla stampa nazionale e decine di concerti che hanno fatto da sfondo alle varie tappe.


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Dalla ristorazione alla viticoltura: il territorio casertano celebra le sue eccellenze con il "Casavecchia Wine Festival"

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Casavecchia Wine Festival 

Pontelatone (Caserta), 22-23 Luglio 2017 


PONTELATONE (CASERTA) – Le eccellenze casertane protagoniste del Casavecchia Wine Festival: l’evento, giunto alla sua terza edizione e promosso dalla Condotta Slow Food Volturno con il patrocinio del Comune di Pontelatone e dell’Associazione Nazionale Città del Vino, è in programma sabato 22 e domenica 23 luglio a Pontelatone (Caserta). Due giorni in cui le peculiarità territoriali – dalle espressioni del vitigno autoctono, il Casavecchia di Pontelatone Dop, fino alla gastronomia di qualità con le produzioni tipiche dell’area – saranno declinate in vari momenti ed in diversi contesti: degustazioni, Area Food, Spazio Cultura, convegni, Biodiversità, Laboratori del gusto e gemellaggi, in grado di rappresentare la forte identità del territorio casertano.

Si comincia sabato alle ore 18.30, presso la Cappella dell’Annunziata, con il convegno di apertura sul tema “Promozione e sviluppo enoturistico: strategie e attività sinergiche di sviluppo territoriale”, al quale interverranno Adriana Esperti, Sindaco di Pontelatone, Raffaele Ferraioli, Sindaco di Furore (Salerno) e coordinatore regionale delle Città del Vino della Campania, Peppe Iannicelli, giornalista ed inviato di VG21 e Canale 21, Peppe Chillemi, presidente Strade del Vino Casavecchia di Pontelatone, Raffaele Zito, portavoce presso Agenda 21 per Carditello e i Regi Lagni, Nicola Sorbo, presidente associazione Città-Paesaggio e Raffaele Cutillo, architetto e protagonista di una delle mostre in programma durante l’evento. A moderare l’incontro sarà il giornalista e scrittore Antonio Fiore.

Alle ore 20 apertura del percorso di degustazione del Casavecchia di Pontelatone nelle sue diverse espressioni aziendali: saranno presenti le cantine Agricola Antropoli, Alois, Cantina di Lisandro, Il Verro, Le Fontanelle, Sclavia, Terre del Principe, Vestini Campagnano, Vigne Chigi, Viticoltori del Casavecchia. L’Area Food vedrà la presenza di tre importanti rappresentanti della gastronomia casertana, ristoratori selezionati che serviranno piatti preparati al momento con farine da grani antichi, materia prima esclusivamente da agricoltura biologica, carni selezionate da produttori che lavorano su filiera corta, seguendo rigorosamente la filosofia del "buono, pulito e giusto" che rappresenta il principio fondamentale dell’attività di Slow Food. L’Agriturismo Le Fontanelle presenterà in menu gnocchi con ragù di maiale nero di razza casertana, paccheri (del pastificio Punto e Pasta) al Casavecchia con genovese (cipolla di Alife, presidio Slow Food, dell’azienda agricola Filippelli) di bufalo, arrosticini di maiale nero di razza casertana; il Cast Luxury Event & La Baronia presenteranno un menu con trucioli di fresellina bianca con corbarino Dop, cubotto di bufala e julienne di peperoncino di fiume, millefoglie di mozzarella di bufala Dop (La Baronia) e pomodoro cuore di bue, pizza liquida con coulis di pomodorino del Piennolo, stracciata di bufala, olio EVO di varietà caiazzana e sentori di basilico. Il Ristorante Plinius proporrà al pubblico paccheri (del pastificio Punto e Pasta) del montanaro con pomodoro, basilico, salamella piccante e scaglie di ricotta secca di pecora e stufato di bufala al Casavecchia. Il pane che i visitatori troveranno è del Panificio Fratelli Caputo.

Alle ore 20 presso Piazza Cutillo si terrà il primo Laboratorio del Gusto, incentrato sulla mozzarella, con il Master of Food Armando Palumbo. Alle ore 21, presso Casa Slow Food in Piazza Cutillo, il primo dei due laboratori in programma sul Casavecchia di Pontelatone, per approfondire le caratteristiche della denominazione e le peculiarità della produzione di ciascuna azienda presente: il primo laboratorio sarà guidato da Paolo De Cristofaro, giornalista e assaggiatore (prenotazioni all’indirizzo segreteria@miriadeweb.it). Alle ore 21.30 spazio alla musica in Piazza Cutillo con Giusy Vigliotti Quartet.

Domenica 23 luglio si comincerà alle ore 18.30 presso la Cappella dell’Annunziata con un convegno sul tema “Biodiversità e sostenibilità come volano di crescita dei comuni rurali”. Dopo il saluto degli organizzatori Peppe Santagata e Francesco Scaramuzzo, interverranno Antonio Carusone, Vice Sindaco di Pontelatone, Vincenzo Coppola, fiduciario Slow Food Volturno, Vito Trotta, responsabile regionale del Progetto Presidi e membro della Commissione nazionale biodiversità, Enzo Piccirillo, Slow Food Caserta, Diana Cataldo, esperta di marketing territoriale, Michele Scognamiglio, Scuola di specializzazione in patologia clinica e biochimica clinica dell’Università “Luigi Vanvitelli”, Mario Basco dell’azienda I Cacciagalli. Modera il giornalista Luciano Pignataro.

Alle ore 20 l’apertura del percorso di degustazione e dell’Area Food e, in piazza Cutillo, il secondo Laboratorio del gusto su olio e grani antichi con il fiduciario Slow Food Vincenzo Coppola. Alle ore 21, in Casa Slow Food in Piazza Cutillo, secondo laboratorio di degustazione e approfondimento sul Casavecchia di Pontelatone, guidato da Giuliana Biscardi, degustatore ufficiale AIS, Associazione Italiana Sommelier (prenotazioni all’indirizzo segreteria@miriadeweb.it). Alle ore 21.30 in Piazza Cutillo musica con Simona De Rosa Quartet.

In entrambe le giornate sarà possibile visitare l’installazione di arte multimediale a Palazzo Galpiati realizzata dal maestro Giovanni Izzo e dall'architetto Raffaele Cutillo dal titolo “Città cruda”, la mostra “Ex vite vita. Casavecchia stories” a cura di Enzo Battarra, e le opere di Peppe Ferraro, Battista Marello e Giovanni Tariello. Una intera area, a ridosso del centro storico, sarà destinata in entrambi i giorni ai produttori di Presìdi e alle Comunità di Terra Madre.

Casavecchia Wine Festival sarà un grande palcoscenico culturale a cielo aperto per una delle denominazioni d’eccellenza della Campania, il Casavecchia di Pontelatone Dop, la cui zona di produzione ingloba 8 comuni, dislocati tra la piana di Pontelatone e la fascia collinare che si affaccia verso il Matese e il Sannio, tra Castel Campagnano e Ruviano - con l’obiettivo di creare un’occasione di incontro tra operatori del settore vitivinicolo, agroalimentare e turistico sviluppando sinergie di promozione e commercializzazione, contribuendo alla realizzazione di un sistema di offerta turistico-enogastronomica basato sulle risorse autoctone. Per informazioni è possibile collegarsi alla pagina Facebook CasavecchiaWineFestival oppure contattare i numeri 338.7543231 - 349.7253207).


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Aperitivo Sotto le Stelle a Bardolino: svelato il cartellone musicale della serata

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Martedì 8 agosto sul palco i dj dell’Hollywood Dance Club e la Al-B. Band mentre sul lungolago Forteza e Buskers


Si amplia l’offerta di spettacoli musicali e di intrattenimento all’Aperitivo Sotto le Stelle di martedì 8 agosto a Bardolino. Saranno i deejay dell’Hollywood dance Club e la Al-B. Band di Alberto Salaorni, infatti, i mattatori del palco situato al centro di Parco Carrara Bottagisio, mentre il lungolago Cornicello sarà animato dal gruppo di danze caraibiche “Forteza” e da un nutrito numero di buskers che si esibiranno in numeri di giocoleria e trampoleria. La serata offrirà, quindi, un cartellone di appuntamenti assai vario, in modo da coinvolgere al meglio i possessori del biglietto che potranno accedere all’area riservata: «L’Aperitivo Sotto le Stelle non è una semplice serata enogastronomica dove poter degustare il meglio delle produzioni locali e tipiche della nostra provincia – ha commentato Giorgio Sala, presidente di De Gustibus, l’associazione dei ristoratori di Bardolino – ma anche un momento di festa che deve essere accompagnato da spettacoli e intrattenimenti di prim’ordine modulati all’interno della serata per essere sempre al passo con l’esigenza del visitatore». Sarà, dunque, un crescendo musicale e spettacolare, che culminerà alle 23.30 con lo spettacolo pirotecnico sull’acqua a conclusione della serata. Dopo i djset dell’Hollywood, che creeranno in tutta l’area un’atmosfera lounge e di grande eleganza in stile milanese, toccherà ad Alberto Salaorni animare la serata sul palco, presentando uno show dinamico e brillante. Attualmente in heavy rotation sulle radio con il suo ultimo lavoro “Maledettamente Amato”, la Al-B. Band miscelerà canzoni di tutti i tempi con i loro inediti, il tutto condito da una generosa dose di ironia e ritmo. Garantiti anche alcuni ospiti a sorpresa che si alterneranno nella formazione. Sul lungolago, invece,  partiranno i Forteza, un gruppo itinerante di percussioni e balli brasiliani, che porteranno colore ed energia anche lungo le strade del centro storico. Ad accogliere gli ospiti, invece, numerosi buskers si esibiranno nella prima parte della serata, tra arte circense e originalità. Martedì 8 luglio,quindi, appuntamento a Bardolino con Aperitivo Sotto le Stelle, organizzato dall’Associazione De Gustibus in collaborazione con la Fondazione Bardolino Top e il Comune di Bardolino. Prevendite e informazioni: www.degustibus.orgwww.bardolinotop.it.


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Nuovo palinsesto Wine Tv 13 luglio

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Cari Winetvlovers,

pronto per voi il nuovo palinsesto di Wine Tv.

Si conclude la sfida del miglior sommelier d’Italia. Una gara avvincente ed emozionante durante la quale abbiamo conosciuto professionisti seri e preparati, abbiamo imparato ad apprezzare i loro punti di forza e di debolezza, ci siamo affezionati ai gesti scaramantici, ai sorrisi, agli sguardi preoccupati, alla capacità di farsi forza a vicenda. E’ giunto il momento di incoronare il vincitore.

Si parla ancora di Only Wine Festival ma da un punto di vista differente, quello dei blogger. Appassionati e entusiasti, condurranno Simona a scoprire aspetti inediti della manifestazione.

Dopo un suggestivo giro in Harley per il territorio di Montespertoli, Maurizio Zanolla racconta la Mostra del Chianti, giunta quest’anno alla sua 60esima edizione.

Proseguiamo con la degustazione, a cura di Cristiano Cini, di uno dei vini più rappresentativi della Maremma: il Monteregio di Massa Marittima dell’azienda vitivinicola La Cura. Grande qualità, tipicità e un’attenzione in più con le etichette in braille per i non vedenti.

Infine la rubrica che sta coinvolgendo ogni esperto di vino o semplice curioso: le pillole del dottor Radicchi. In questa puntata saranno protagonisti i tannini.

Tutti i video di Wine Tv potrete trovarli sul nostro portale www.wine-tv.it e su Youtube.  

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Streetfood Village: a Foligno il "primo d'Italia" è servito

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Dal 7 al 9 luglio il cibo di strada con la tendina torna nella città della quintana

Continua la vincente collaborazione tra Confcommercio Foligno e l’Associazione nazionale Streetfood che per quest’anno si allarga e occupa tre piazze. Cibi di strada da tutto il mondo con operatori veri e certificati. Musica live e DjSet tutte le sere


Tutto pronto per lo Streetfood Village Foligno che per il terzo anno animerà dal 7 al 9 luglio il centro storico della città della Quintana con i migliori cibi di strada da tutta Italia e dal mondo e musica dal vivo. Piazza Matteotti, Piazza della Repubblica e Largo Carducci: saranno questi i tre punti nevralgici del cuore della città umbra che ospiteranno oltre 50 piatti tipici di strada oltre a due palchi, uno in Piazza Matteotti e l’altro in Piazza della Repubblica, dai quali ogni giorno si svilupperanno concerti e musica dal vivo. «Un’altra grande collaborazione con la locale Confcommercio che quest’anno ha creduto ancora di più nella nostra associazione – spiega il presidente dell’Associazione Streetfood, Massimiliano Ricciarini – e che per questo ci ha dato la possibilità di animare ben tre punti fondamentali di questa città che è molto viva e ricettiva e che anche nelle passate edizioni si è rivelata rispondere in maniera positiva ai nostri eventi». 


I cibi di strada presenti e il programma. Saranno presenti tra i cibi di strada molte conferme dell’edizione 2016 come le bombette di Alberobello, lampredotto, paella, poi ancora il miglior pesce fritto. Hamburger di Chianina IGP, panini con Cinta senese cotta a bassa temperatura, cibo di strada venezuelano, il fritto napoletano, ma anche carne cotta al BBQ. Tra gli stranieri anche le specialità greche e messicane. Tutto annaffiato da ottima birra artigianale selezionata da Streetfood. Come detto oltre ai banchi sistemati nei tre punti, nei tre giorni di evento sarà musica live ad allietare l’atmosfera dei partecipanti.


L’Associazione Streetfood. Nata ad Arezzo nel 2004, è stato il primo progetto in Italia a promuovere il cibo come cultura e il cibo di strada come format vincente in quanto “riassume in un cartoccio” storia e tradizioni di ogni regione d’Italia da gustare con le mani. Nel 2015 sono stati 28 gli eventi in tutta Italia toccando quasi due milioni di persone che hanno consumato cibi di strada in quantità record. 


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Vini e Vinili, musica e degustazioni con Maurizio Pratelli e Andrea Scanzi

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Nell’ambito dell’Arezzo Passioni Festival si terrà l'incontro degustazione “Vini e vinili” con il critico musicale Maurizio Pratelli. Collaboratore delle più importanti riviste rock, Pratelli è autore del blog Torno ai Vinili: è un grande appassionato di vini e ha scritto il libro Vini e vinili. L'evento, in programma dalle 19,30 alle 20,30, vedrà la presentazione del libro alla presenza dell'autore e di Andrea Scanzi, autore tra gli altri di due libri particolarmente fortunati dedicati al mondo del vino, Elogio dell’invecchiamento (2007) e Il vino degli altri (2010).

Ci saranno in degustare tre vini. A questi, verranno abbinate altrettante canzoni. Un viaggio attraverso gli abbinamenti vino-musica, con una degustazione di prodotti tipici. 

Per iscriversi (pochi posti dei 30 disponibili sono rimasti liberi, 15 euro la quota di partecipazione) basta inviare una mail a passionifestival@gmail.com. 

I tre vini: 

Lubigo sur lie Croci (bianco rifermentato in bottiglia), 

Vigne della Bra Filippi (bianco fermo), 

Ageno La Stoppa (orange wine)


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Calici di Stelle: in Toscana eno-picnic al chiaro di luna

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Stellario alla mano, dal 10 al 15 agosto porte aperte nelle cantine del Movimento Turismo del Vino 

“Goditi le stelle, al vino ci pensiamo noi”. MTV Toscana con le sue cantine lancia il messaggio per vivere le notti delle stelle d’estate incontrando i grandi vini delle cantine associate in un evento unico. Violante Gardini (presidente MTV Toscana): «Il nostro obiettivo è quello di far vivere un momento unico dell’estate, quello delle stelle cadenti, riappropriandoci della natura attraverso il calice di vino»


Mai fatto un eno pic-nic al chiaro di luna in mezzo a un vigneto con vini di grande qualità? L’occasione è presto fatta: in occasione della prossima edizione di Calici di Stelle infatti il Movimento Turismo del Vino Toscana offrirà a tutti gli enoturisti e agli appassionati la possibilità di vivere un’esperienza unica dal tramonto in poi, degustando prodotti della tradizione, accompagnati dai vini toscani e magari con musica o altre forme di intrattenimento, il tutto all’aperto sotto i cieli stellati di cantine e vigneti. “Goditi le stelle, al vino ci pensiamo noi” è il claim che il Movimento Turismo del Vino Toscana ha pensato per questa nuova edizione dell’evento dell’estate che nelle cantine del Movimento prenderà il via dalla notte di San Lorenzo, il 10 agosto, fino al 15 agosto con un ricco programma che si dipanerà nelle decine di cantine aderenti all’iniziativa sparse per tutta la regione. «Stelle viste dal vigneto per questa edizione perché vogliamo aprire oltre che le porte delle cantine, anche i cancelli delle nostre bellissime campagne, le cantine infatti in questa occasione apriranno le loro proprietà invitando i visitatori a riappropriarsi della natura dal cielo al bicchiere – spiega il presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana, Violante Gardini – da qui il tema di questa edizione che nasce dal concetto di convivialità che da sempre si respira nei vigneti, tradizionalmente con le veglie e le cene al sacco, ma l’obiettivo è anche quello di far osservare le stelle abbinando varie esperienze, dalla musica agli spettacoli, che le cantine offriranno per questa edizione di Calici di Stelle».

Stelle, gastronomia e natura. Dal 10 al 15 agosto tornano le grandi feste nelle piazze e nelle cantine con eventi fatti ad hoc per emozionare i wine lovers nel periodo della caduta delle stelle, nel cuore dell’estate. Proprio le stelle potranno essere viste con consapevolezza grazie allo stellario che il Movimento Turismo del Vino Toscana distribuirà a tutti i partecipanti: una mappa celeste del cielo di agosto, insieme al kit per “godersi l’attimo” ed essere pronti ad esprimere i più grandi desideri, brindando con i migliori vini e godendo della natura vitivinicola della regione. Ogni cantina aderente all’iniziativa inoltre offrirà dal tramonto in poi la possibilità di guardare le stelle direttamente dai propri vigneti. 

I programmi. Dai vigneti sul mare della Maremma e della costa degli Etruschi, passando per la Val d’Orcia e le grandi denominazioni toscane, Chianti Classico, Brunello di Montalcino e Nobile di Montepulciano. Le tante aziende che prenderanno parte all’iniziativa (su www.mtvtoscana.com  grazie al nuovo sistema di georeferenziazione delle cantine sarà possibile organizzare al meglio la propria serata sotto le stelle) organizzeranno, nel periodo dal 10 al 15 agosto, numerose iniziative, dalla musica all’arte, passando per lo spettacolo, con degustazioni sotto i cieli stellati.

Calici di Stelle. E’ l’evento nato nel 1996 per promuovere il vino italiano durante il periodo estivo. Il 10 agosto di ogni anno, la notte di San Lorenzo, nelle piazze e nelle cantine italiane gli enoappassionati sono protagonisti del brindisi più atteso dell'estate.
Movimento Turismo del Vino e Città del Vino, l'associazione dei comuni vitivinicoli d'Italia, si uniscono per dare vita ad un evento che si sviluppa con una miriade di appuntamenti, dalla Val d'Aosta alla Sicilia. Vino e offerta culturale, insieme alla magia dei territori sotto le stelle, sono l'abbinamento vincente della manifestazione, in una formula che unisce la filosofia del buon bere a eventi, spettacoli, design e arte. 

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Wood&Wine: nei calici estivi note live e degustazioni speciali

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Castello di Meleto: 22 giugno, 20 luglio, 24 agosto, 21 settembre – dalle 18.00 alle 23.00

Serate estive all’insegna del gioco tra note degustative e musicali, all’ombra delle mura di un antico castello. 

È questa la proposta di Castello di Meleto per tutta la bella stagione che, con l’evento Wood&Wine, proporrà quattro eventi speciali durante i quali la musica accompagnerà la degustazione dei vini Castello di Meleto. 

In particolare, si potranno scoprire le caratteristiche che i legni delle botti e delle barrique conferiscono ai vini e come questi evolvano nel tempo anche in base al contenitore che li custodisce. 

Il primo appuntamento si terrà giovedì 22 giugno, dalle 18.00 alle 23.00, con l’accompagnamento musicale di un terzetto Jazz, il “Woods Trio”, progetto diretto dal clarinettista Klaus Lessmann e dedicato a “the new bird”, il  sassofonista statunitense Phill Woods. Lessmann, insieme alla chitarra di Andrea Cerretani ed al contrabbasso di Stefano Taddeo, ripercorrerà alcuni pezzi dello stesso Woods e brani della storia più significativa del jazz anni ’50.

Oltre ad allietare il pubblico con la musica, il “Woods Trio” proporrà al pubblico anche  alcune dimostrazioni di come le diverse essenze del legno agiscano direttamente sul suono degli strumenti, in un ideale abbinamento tra note musicali e vino.

Così come il suono di un violino cambia in base al tipo di legno con il quale è costruito, infatti, così le essenze e le tostature influiscono anche sul gusto del vino.

A cornice della serata, dalle 18:30 alle 21:30, nella terrazza dell'enoteca sarà aperto un buffet dove si potranno degustare i cibi tipici toscani in abbinamento ai nuovi vini di Castello di Meleto.

Wood&Wine proseguirà per tutta l’estate con appuntamenti mensili, che si svolgeranno nelle seguenti date: 20 luglio, 24 agosto, 21 settembre

La prenotazione è consigliata, i posti sono limitati.

Per informazioni sui costi e prenotazioni: 0577.749.129 - eventi@castellomeleto.it 


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Il Castello di Meleto: possiede un’estensione di circa 1000 ettari di cui circa 160 a vigneto e sono situati in diverse condizioni di suolo, pendenza, esposizione e microclima nel Comune di Gaiole in Chianti.

Negli ultimi anni, l’azienda ha avviato un lungo lavoro di selezione, individuando le vigne dove il Sangiovese si esprime meglio e destinate, quest’ultime, a diventare una vera e propria collezione di produzioni che esprimono il carattere di ogni specifico vigneto e del territorio.

Il Castello di Meleto è unico nel suo genere nel territorio del Chianti: una vera e propria fattoria medievale protetta dal castello del XI secolo, oggi diventata una splendida struttura ricettiva di charme.


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Nuovo palinsesto Wine Tv

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Cari Winetvlovers,

inizia oggi il nuovo palinsesto di Wine Tv, il canale interamente dedicato al mondo del vino.

Tanti i nuovi video da presentarvi. Iniziamo con le interviste di Chiara Giannotti con i giovani imprenditori vinicoli italiani del gruppo di Agivi. Curiosità, commenti e interessanti iniziative.

Proseguiamo con la prima edizione del premio Wine Tv organizzato in collaborazione con l’Only Wine Festival. Dieci ambiti riconoscimenti per dieci differenti categorie. Vi mostreremo la degustazione, lo studio e la decisione finale.

Per la rubrica sorso lungo, Mattia Cialini intervista Manuele Verdelli, direttore commerciale dell’azienda Capannelle. Anche quest’anno, in occasione del raduno del caveau, la cantina organizza un appassionante wine contest nella piazza di Gaiole in Chianti, dedicato ai vini della Francia.

Prosegue il viaggio alla scoperta dei vini di Benedetti & Grigi; questa volta il campione del mondo Luca Martini ci parlerà del Montefalco rosso.

Per Ais Toscana, spazio al delegato Andrea Balzani che racconterà la Versilia e i suoi protagonisti.  

Tutti i video di Wine Tv potrete trovarli sul nostro portale www.wine-tv.it e su Youtube.  

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Buona visione e buon vino a tutti!

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Vino Naturale e biodinamica: da Sequerciani si cerca un comune denominatore

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Legeron, Pozzoli,  Gentili,  Lageder e Maule: un incontro per trovare definizioni, trasparenza e riconoscibilità, per tutelare il consumatore e soddisfare una nicchia di mercato in forte espansione


Vino naturale, vino biologico, vino biodinamico: così il consumatore, sempre più interessato al tema, tende a perdersi e come spesso accade si rischia di combattere le stesse battaglie ma con uniformi diverse. Da questa riflessione è nata la volontà, quasi un anno fa ormai, di un tavolo di lavoro fra i soggetti attivi su questo fronte: un incontro informale per discutere del futuro dei vini naturali, se così vogliamo chiamarli, mossi dalla necessità primaria di dare un ordine alle spinte di sottrazione – non più dell’addizione, come accadeva abitualmente nell’enologia del passato – e creare definizioni, parametri, obiettivi comuni. 


L’imput per tutto questo è partito da Ruedi Gerber, patron di Sequerciani, produttore e regista svizzero che negli anni ’90 si avvicina a questo podere della Maremma Toscana, compra “una casa con della terra” e poi, come racconta lui stesso, la trasforma in “una terra con una casa”, continuando ad investire sulla produzione vitivinicola e ispirandosi fin da subito al concetto di vino naturale. 


“Ho iniziato a fare vino naturale per una necessità privata, quella di creare un vino che mi facesse star bene. Non c’è ideologia: contano i fatti, la terra, l’uva, il sole. – racconta Gerber nel suo saluto iniziale – Ho iniziato a pensare alla vite come a qualcosa di vivo, che si esprime. Nel vino tradizionale sono ammesse per legge 608 sostanze addizionali, io volevo creare qualcosa che fosse l’experience diretta di questa terra. Ma che, allo stesso tempo, fosse partecipazione, emozione, come succede nel cinema o in altre arti”. 


E proprio di condivisione si parla, nell’ottica di sconfiggere la confusione. 

“C’è bisogno di controllo, ma prima di tutto di politiche di sviluppo. – così Alois Lageder, presidente di Demeter Italia. – Il nuovo consiglio si è riunito e ha pensato a un nuovo iter che sia alla base del controllo e della certificazione, approvato definitivamente solo da poche settimane. La prima fase sarà quella dell’assistenza, con un tutor che affiancherà le richiedenti la certificazione e formulerà una proposta di formazione: così Demeter e l’Associazione saranno più vicine al contadino, ricercando più spontaneità e meno burocrazia. Il tutor sarà probabilmente un altro produttore e così la condivisione e la formazione diventeranno degli asset fondamentali”.  Continua Lageder: “c’è voglia di aprirsi, cercando un comun denominatore con chi ha il nostro stesso obiettivo, ovvero migliorare la terra e il lavoro del contadino”. 


Un punto di vista più internazionale è portato in dote da Isabelle Legeron, prima donna Master of Wine di Francia, ideatrice di Raw Wine. Raw Wine è una fiera – oggi sono più di una, in Europa ma anche negli States – nata con l’intento di dare voce alle piccole cantine artigianali, naturali, biologiche, biodinamiche e che ricorrono ad un nullo o basso intervento nei processi di vinificazione. 

“Raw Wine nasce nel 2012 con la prima edizione a Londra. Voleva essere il primo evento capace di far dialogare i piccoli produttori naturali con importatori e distributori. Poi è stata la volta di Vienna, Berlino, New York, Los Angeles”, spiega la Legeron.  “Per partecipare l’azienda deve raggiungere un livello di qualità, avere produzioni biologiche e biodinamiche, fermentazioni spontanee, nessuna filtrazione sterile, un massimo di solforosa a 70, chiediamo le analisi di ogni vino presentato perché la trasparenza è un concetto chiave”. La trasparenza, insieme alla codifica univoca e alla riconoscibilità, è uno dei temi caldi di questo incontro. “Il consumatore deve poter scegliere cosa beve – continua la Legeron – ma nelle etichette non c’è scritto cosa c’è nel vino, come avviene invece per tutti gli altri prodotti alimentari”. “Andando avanti è fondamentale che si faccia chiarezza di termini, già adesso la parola naturale è abusata. Serve una certificazione, i consumatori hanno bisogno di sicurezze e categorie: come procedere tutti insieme? E come farlo prima che i grandi gruppi decidano di cavalcare quest’onda e intercettare questa nicchia di mercato in forte espansione?” 


Interviene Angelo Gentili, della Segreteria Nazionale di Legambiente. “Non è un caso se ci troviamo in Maremma oggi: una terra con una bassa antropizzazione, un bell’esempio di biodiversità, dove le tematiche dell’ambiente e della salute del consumatore si sposano con un nuovo approccio alla viticoltura”.  “Questo di cui stiamo parlando oggi – continua Gentili – non è solo un problema agronomico ma anche di conservazione del paesaggio e culturale. È necessario fare rete così da poter incidere anche sulle politiche comuni, come per i temi della trasparenza e delle etichette. Il nostro è un ambientalismo scientifico, abbiamo un passato da valorizzare ma anche e soprattutto un futuro che è tecnica e conoscenza. Guardiamo con grande attenzione al fenomeno dei vini naturali, però questo deve unirci e non dividerci. E in questo contesto l’approccio e la bellezza di Sequerciani possono essere un esempio virtuoso per l’agricoltura Maremmana. Ci vuole un protocollo che stabilisca cosa, come e in che misura, con annesso un processo di verifica. Solo così può diventare un movimento innovativo e non autoreferenziale. Anche perché i prodotti stanno migliorando notevolmente e il loro mercato è in crescita”. 


Proprio di mercati ci parla Paola Pozzoli, in rappresentanza di Eataly.  “Ogni giorno tocchiamo con mano quale sia l’interesse crescente dei consumatori verso questa tipologia di prodotti. Noi la chiamiamo area green, perché come tutti avvertiamo questo problema di etichetta. – continua – Abbiamo lanciato il progetto Vivaio Eataly dedicato proprio a cantine piccole e giovani, molte di queste sono biologiche, biodinamiche, artigianali. Le nostre vendite green dal 2015 al 2016 sono salite del 40% di fatturato, un dato economico che non dobbiamo trascurare. Ecco perché questa dovrebbe essere una priorità anche per le istituzioni, mentre gli enti certificatori continuano ad essere solo enti privati”. E il consumatore? “Chi cerca queste categorie di vini è più informato della media, cerca qualcosa che renda riconoscibile una bottiglia, va oltre lo storytelling, vuole informazioni in maniera puntuale, precisa e rapida. Per non parlare dell’estero: in alcuni Paesi la certificazione è indispensabile. Adesso, a esempio, molti consumatori stanno molto attenti al contenuto di solfiti: è bastato rendere chiaro con un cartellino lo scaffale dei vini senza solfiti aggiunti per avere un’ottima operazione di marketing”. 


Se si parla di vini naturali, non può mancare Angiolino Maule, presidente di VinNatur. “Negli anni 2000 siamo stati ridicolizzati, oggi invece è arrivato il momento del confronto. Ho fondato VinNatur e oggi l’associazione ha una grande credibilità, sono molti i produttori che chiedono di entrare una volta toccata con mano nostra serietà”.  “Dobbiamo fare qualche riflessione – continua Maule – la prima è che la biodinamica è stata un ottimo punto di partenza ma oggi è un po’ statica. Dobbiamo concentrarci sul concetto della fertilità del suolo. La mancanza di vita nel suolo comporta l’indebolimento delle piante e la fragilità di fronte ai tanti attacchi degli agenti patogeni. La collaborazione con la ricerca, e quindi le università, in questo senso è fondamentale”. “Come VinNatur abbiamo elaborato un disciplinare, cerchiamo di colmare le paure del produttore, visto che la chimica serve proprio a questo. Dopo due anni il disciplinare è stato approvato; adesso stiamo lavorando a un piano dei controlli, cercando la collaborazione degli enti certificatori”. Conclude: “per me il vino naturale è quello che si fa senza impiegare niente che provenga da fuori dalla cantina”. 


Interviene Giampaolo Gravina, giornalista e scrittore che da anni racconta con passione il mondo dei vini artigianali: in veste di moderatore dell’incontro, ha stimolato il dialogo tra i diversi relatori, insistendo su un’esigenza condivisa e per certi aspetti ormai irrinunciabile, cioè “l’esigenza di coltivare un’identità agricola di più ampio respiro, partendo dal punto di forza garantito dal vino”. “Se il dibattito si arena sui parametri della certificazione, dei lieviti e dei solfiti – insiste Gravina – rischia di rimanere l’ennesima occasione mancata. La questione della biodiversità rivendica implicazioni di portata ben più ampia, che coinvolgono la diversificazione in una doppia accezione: tanto nel lavoro di chi produce – perché i viticoltori sono innanzitutto agricoltori – quanto nel piacere di chi consuma. La vitalità dei sapori che il vino artigianale ha rimesso in circolo va infatti stimolando una radicale trasformazione del gusto, da cui emerge con forza l’insofferenza verso i sapori artificiosi e posticci, in nome di quella spontaneità e schiettezza che non possiamo imbrigliare con nuovi protocolli”.  


L’auspicio è che questo possa essere il primo di una serie in incontri per arrivare a un punto comune. “Spero che questo possa essere un primo passo per creare un gruppo di lavoro fra i vari players e associazioni, per arrivare a una condivisione della definizione “vino naturale e per discutere i temi della formazione, della ricerca e della trasparenza”, conclude Lageder. 



Chi è Sequerciani.

Sequerciani è un’azienda a conduzione biodinamica, nei pressi del paese medievale di Tatti, in provincia di Grosseto. Nasce nel 2009 per opera di Ruedi Gerber  dal nucleo di una villa del 1700, che è stata trasformata in uno splendido agriturismo. Ad oggi, sotto la guida di Paolo Menichetti, si estende su 60 ettari totali e si dedica alla produzione di vino, olio e grani e antichi. Gli ettari vitati sono una decina dove vengono allevate solo varietà autoctone quali il Pugnitello, il Foglia Tonda ed il Vermentino, oltre a Sangiovese, Ciliegiolo e Aleatico per una produzione totale che a regime sarà di circa 45mila bottiglie. In vigna le operazioni rispettano l’approccio ed i disciplinari bio e biodinamici, in cantina le fermentazioni sono spontanee e viene assolutamente evitato l’uso di aditivi chimici quali il metabisolfito. Per la macerazione vengono usate, oltre alle botti, le anfore di terracotta per un corretto rapporto di micro ossigenazione e per esaltare il gusto del contatto con la terra. L’obiettivo è di diventare una sorta di “message in the bottle” della qualità del territorio dove questi vini nascono.


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Wine Show, lo spettacolo continua

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In 2000 a Orvieto per la seconda edizione dell'evento enogastronomico. Maurizio Filippi accende la luce sulla bellezza di Palazzo del Gusto. 

Alberto Crispo: "Un tesoro che non può più rimanere nascosto"


 Storie da raccontare, luoghi da visitare, emozioni da vivere. Dentro a un bicchiere. Questo è stato Wine Show che lo scorso weekend ha messo in vetrina a Orvieto 100 espositori provenienti da tutta Italia con 700 etichette in degustazione. Sono state circa 2.000 le presenze nei due giorni dell’evento, un dato che ha sostanzialmente confermato il risultato dello scorso anno seppure non è possibile fare un confronto diretto con la precedente edizione, che aveva una formula diversa, e malgrado la concomitanza di altri eventi in città. Alta soprattutto la partecipazione da parte di appassionati di vino ed enoturisti provenienti da fuori regione e dall’Estero, Usa, Canada, Cina e Nuova Zelanda in particolare, frutto del lavoro di promozione attraverso il sito web dove era possibile acquistare i biglietti e prenotare le degustazioni.  


 “Temevamo – spiega l’organizzatore Alberto Crispo - che il sovrapporsi di numerose iniziative a Orvieto nel weekend del 3 e 4 giugno potesse alla fine penalizzare le singole manifestazioni tuttavia lo spirito con cui abbiamo impostato la comunicazione dell’evento era quello di promuovere non solo noi stessi ma la città nel suo insieme evitando di andare dietro alle inutili e infantili polemiche della vigilia. Peraltro, programmando con largo anticipo la manifestazione sin dallo scorso anno, eravamo stati indotti a cambiare date proprio per non sovrapporci con altre iniziative tradizionalmente inserite nel calendario di aprile/maggio.  Anche per questo era nata la proficua e stimolante collaborazione con Orvieto in fiore. Invece a poche settimane dall’evento altre iniziative sono state spostate finendo per sovrapporsi alla nostra. La sinergia con Orvieto in fiore ha comunque funzionato e ilWine tour, il percorso itinerante di degustazione nei 4 quartieri della città, ha riscosso l’apprezzamento da parte di turisti e appassionati di vino che hanno avuto modo di conoscere Orvieto e il suo territorio da un diverso punto di vista. Una bella esperienza che potrà sicuramente essere riproposta anche se sarà necessaria una riflessione sulla concomitanza tra le due manifestazioni. Andrà dunque trovata una modalità che consenta ai due eventi di rimanere legati ma in tempi diversi con l’obiettivo così di allungare la “vita” e la promozione di entrambe le iniziative. Riteniamo fondamentali le sinergie, che vogliamo confermare, ma Wine Show ha le gambe per potersi reggere da solo e ora necessita di un palcoscenico dedicato per fare il definitivo salto di qualità e continuare a coltivare l’ambizione di fare a Orvieto quel grande evento dedicato al vino che è sempre mancato”.  


 La perla della due giorni di Wine Show è stata senza dubbio la degustazione “Orvieto, Classico senza tempo” che ha riempito la suggestiva sala scavata nel tufo dell’Enoteca regionale di Palazzo del Gusto. Il miglior sommelier d’Italia Ais, Maurizio Filippi, ha condotto i partecipanti in un viaggio emozionale alla scoperta di un territorio, della sua identità e delle sue grandi potenzialità. “Non è stata una normale degustazione – ha commentato Maurizio Filippi – ma abbiamo usato i vini per raccontare un territorio e le sue peculiarità”. Ad accompagnarlo nella degustazione il delegato Fisar di Orvieto e già miglior sommelier italiano nel 2006, Ennio Cadamuro, a suggellare uno degli obiettivi raggiunti da Wine Show. Per la prima volta infatti le due principali associazioni di sommelier, Ais e Fisar, si sono trovate a collaborare in una stessa manifestazione abbattendo ogni barriera e campanilismo. Così come ha sovvertito gli schemi anche l’altra iniziativa guidata da Maurizio Filippi “Next stop: Wine”, la degustazione improvvisata tra i banchi di assaggio che ha coinvolto in maniera entusiasta visitatori e produttori a Palazzo del Popolo e Palazzo del Gusto.


 Un unanime apprezzamento da parte degli espositori, degli enoturisti e dei giornalisti presenti ha ricevuto la location di Palazzo del Gusto e in particolare l’Enoteca regionale che, dopo essere rimasta chiusa e abbandonata per oltre un anno, è stata riaperta in occasione di Wine Show. “Tutti coloro che hanno avuto modo di visitare l’Enoteca nei due giorni dell’evento – prosegue Crispo - sono rimasti stupiti dalla bellezza dei luoghi ma anche dal fatto che non sia utilizzata. Abbiamo voluto fortemente riaprire e utilizzare seppur per soli due giorni l’Enoteca regionale per dimostrare le potenzialità di un tesoro della città che non può più rimanere nascosto. Auspichiamo che nel più breve tempo possibile la Provincia di Terni e il Comune di Orvieto risolvano le problematiche burocratiche che frenano la firma della convenzione per la gestione e la valorizzazione di palazzo del Gusto. Il team di Wine Show, inteso come tutti i soggetti e le associazioni che hanno contribuito all’organizzazione dell’evento, intende porsi già da adesso come interlocutore delle amministrazioni pubbliche per discutere del futuro di questa struttura. Abbiamo idee, progetti e competenze che vogliamo mettere in campo per far sì che lo “spettacolo” a Palazzo del Gusto non si limiti a due giorni ma possa continuare ad andare in scena tutto l’anno”.


 E lo spettacolo di Wine Show quest’anno è stato impreziosito anche dalla tecnologia. Ha riscosso successo l’iniziativa realizzata con la collaborazione della multinazionale Engineering, “Il vino come non lo avete mai visto”,  la speciale degustazione con l’ausilio della realtà virtuale che allo stand “Vini rari” di Palazzo del Gusto ha trasportato i visitatori nelle cantine e tra i vigneti di due piccoli produttori del territorio orvietano, Torre Bisenzio di Allerona e Meson Nardì di Montegabbione. Bicchiere in mano e visore sugli occhi, in tanti si sono fermati ad abbinare all’esperienza gustativa quella visiva e immersiva della realtà virtuale. Tra questi anche la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che ha insieme al sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani, ha inaugurato la seconda edizione di Wine Show. Sempre in collaborazione con Engineering è stata realizzata una postazione social a Palazzo del Popolo dove i visitatori si sono fatti scattare una foto o si sono scattati un selfie da pubblicare sulla pagina Facebook dell’evento per partecipare al contest fotografico collegato alla manifestazione e all’hashtag #BeWine. Buono anche il seguito social. Nei soli due giorni della manifestazione oltre 2000 persone hanno interagito sulla pagina Facebook ufficiale di Wine Show, circa 38.000 le persone raggiunte e quasi 90.000 quelle che hanno visualizzato i contenuti collegati.


 A seguire la manifestazione anche le telecamere di Wine Tv, la televisione dedicata al vino che va in onda sulla piattaforma Sky, che a Wine Show Orvieto dedicherà una puntata del format “Grandi eventi”.


 “Questa seconda edizione – conclude Alberto Crispo – ha segnato un passo decisivo in avanti verso la crescita della manifestazione innanzitutto dal punto di vista qualitativo. Ringraziamo tutti i produttori, gli espositori, gli sponsor e naturalmente le persone che hanno partecipato. Faremo tesoro dei loro complimenti, dei consigli e soprattutto delle critiche con la certezza che ci aiuteranno a migliorare. Abbiamo chiaro il quadro di quali sono state le criticità organizzative di questa edizione, di come si possono risolvere e siamo già proiettati all’edizione 2018”.

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Benvenuto Vermentino 2017

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Il 10 e 11 giugno 2017 nell’antico borgo di Castelnuovo Magra (SP) si terrà l’VIII edizione di “Benvenuto Vermentino”. Due giorni di eventi, degustazioni, laboratori del gusto, prodotti tipici e convegni che avranno come protagonista il vitigno del Vermentino. 

 Gli atri e le sale degli antichi palazzi signorili settecenteschi della centrale via Dante ospiteranno più di cento produttori dei quattro territori di produzione del Vermentino: Liguria, Toscana, Sardegna e Corsica. In questa cornice di antico splendore i visitatori potranno degustare i vini accompagnati dai prodotti tipici locali. 

Piazza Querciola ospiterà invece spazi dedicati ai produttori di olio extravergine d’oliva del Territorio e di altri prodotti tipici locali quali miele, prosciutto Castelnovese, Lardo di Colonnata, formaggi e salumi della Val di Vara. Nella piazza sarà anche allestito il ristorante della Pro Loco che proporrà i piatti tipici della tradizione locale come sgabei, torte di verdura, muscoli ripieni, baccalà marinato, frittura mista, coniglio alla ligure e torta di riso.

Numerose inoltre le iniziative organizzate per arricchire la manifestazione: laboratori di cucina e show cooking, trekking tra i vigneti, visite guidate, teatro e musica.

La manifestazione sarà anche l’occasione per ammirare le bellezze del borgo ligure e la mostra “Omaggio a Praga, sulle tracce di Utz” di Mario Dondero alla Torre del Castello dei Vescovi. 

In esposizione alcuni degli scatti in bianco e nero che Mario Dondero fece nel 2008 a Praga nel suo viaggio – omaggio alla scoperta dei luoghi raccontati nell’ultimo libro di Bruce Chatwin, “Utz”. 

Novità di questa edizione il treno storico, una locomotiva a vapore Gr. 740, che partirà domenica 11 giugno dalla stazione centrale di Livorno direzione Luni. Da qui si potrà accedere al Centro Storico di Castelnuovo Magra con il bus navetta gratuito.


Prezzi biglietto treno

€26 adulto / €13 ragazzo

da Livorno a Luni e viceversa

€20 adulto / €10 ragazzo

da Pisa e Torre del Lago a Luni e viceversa

€16 adulto / €08 ragazzo

da Viareggio, Pietrasanta, Forte dei Marmi, Massa C., Carrara A. a Luni e viceversa

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60° edizione della Mostra del Chianti di Montespertoli

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Si è conclusa con grande successo la 60ª Edizione della Mostra del Chianti di Montespertoli.

Nove giorni di concerti, incontri letterari, show cooking con grande protagonista il Chianti, che hanno cambiato volto ad una mostra che presentava i segni dell’età.

 

Una 60ª edizione che ha unito i tradizionali padiglioni per le degustazioni dei vini con numerose iniziative.

Non solo la bellissima e molto partecipata sfilata rievocativa dei primi del ’900 a cura del gruppo 900, l’asta benefica in favore della Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer e la mostra a cura della Proloco, ma anche i concerti che hanno portato in Piazza Machiavelli musicisti del calibro di Bobo Rondelli ed Ermal Meta e il comico di Striscia la Notizia, Cristiano Militello.

Il numeroso pubblico ha apprezzato gli incontri letterari in Piazza del Popolo, con gli scrittori Edoardo Affinati, Simona Baldanzi ed Errico Buonanno, l’esposizione del trattore appartenuto alla famiglia di Don Milani, il concorso floreale “Montespertoli un fiore di Città”, la “Marcia dei Poderi”, le attività per i bambini come lo spettacolo di circo a cura di Chez Nous le Cirque, le degustazioni di Champagne e i cooking show.  Un mix vincente che ha dato una nuova veste alla mostra e che ha portato ad una maggiore affluenza di pubblico rispetto alle precedenti edizioni.

 

Molto soddisfatti i produttori, non solo per l’incremento nelle degustazioni di oltre il 70% rispetto agli anni precendenti, ma anche per aver avuto la possibilità di confrontarsi con personalità di primordine nel mondo del vino:

il campione Sommelier 2013 Luca Martini durante la degustazione dei Cru di Montespertoli e l’interessante e costruttiva tavola rotonda “20 anni del Chianti di Montespertoli, riflessioni e prospettive” a cura del Consorzio Turistico Terre di Leonardo e Boccaccio e Colline del Chianti e Università degli Studi di Firenze al Centro per la Cultura del Vino I Lecci.

 

“Una 60ª edizione di grande successo; maggiore l’affluenza del pubblico e un netto successo per i viticoltori, che grazie a questa edizione hanno rilanciato la propria ’immagine, quella dei prodotti e del territorio. Un grazie particolare anche alla squadra organizzativa che ha reso possibile lo svolgimento dell’intera manifestazione nella massima sicurezza e tranquillità” afferma il sindaco Giulio Mangani.  

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Nuovo palinsesto Wine Tv 1 giugno

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Cari Winetvlovers,

siete mai a stati a Montespertoli? Avete mai visitato le sue dolci e verdi colline nel cuore del Chianti? Noi vi ci portiamo in moto. Potete scegliere se salire dietro Maurizio Zanolla o Davide Cecio alla scoperta di uno dei territori più affascinanti per la viticoltura in Italia.

E se volete vedere questi straordinari paesaggi di persona, l’occasione giusta è la 60esima edizione della Mostra del Chianti di Montespertoli che, in questi giorni, sta animando il centro storico del comune. Noi di Wine Tv siamo presenti per essere in grado di raccontarvi al meglio l’evento.

Orgogliosi e grati dell’enorme successo delle Pillole del dottor Radicchi, vi invitiamo a vedere la nuova lezione sui vini rosati. Sapete come sono prodotti?

Intanto il nostro Luca è già pronto per registrare le nuove imperdibili puntate.

Continua anche il racconto di Ais Toscana e del suo territorio attraverso la voce dei delegati di ciascuna area.

Tutti i video di Wine Tv potrete trovarli sul nostro portale www.wine-tv.it e su Youtube.  

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Buona visione e buon vino a tutti!

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Dopo Bobo Rondelli arriva sul palco di Piazza Machiavelli Ermal Meta

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Piazza Machiavelli ospita venerdì 2 giugno alle 21.30 il concerto di Ermal Meta durante la 60°edizione della Mostra del Chianti di Montespertoli.

Il cantautore italiano, vincitore del Premio della Critica Mia Martini al Festival di Sanremo 2017 e Premio per la miglior cover, porta sul palco di Montespertoli i suoi grandi successi del passato e i nuovi brani presenti nell’album VIETATO MORIRE, distribuito a febbraio e subito dopo la sua uscita certificato dalla FIMI l’album più venduto della settimana. 

La giornata dedicata alla festa della Repubblica si aprirà, però, alle 10.00 con la consegna della costituzione ai diciotenni e la terza edizione del premio sportivo dell’anno “Paolo Vanni”.

Alle 16.00 alla Casa del Popolo spettacolo per grandi e piccoli “Astolfo burattino va sulla Luna che come acciar non ha macchia alcuna...? a cura del Gran Teatro Mangia Fuoco di Claudio Fantozzi e a seguire in Piazza del Popolo Mini Olimpiadi di BornToLife.it.

Il Giardino della Scuola  Primaria Machiavelli ospita, invece, alle 17.30, il Concerto della Nuova Filarmonica A.Bassi. Alle 18.15, in Piazza del Popolo, La vite e non solo: piantiamo gli alberi per il nostro bosco animato in città' a cura del gruppo promotore della Festa degli Alberi.

Sempre in Piazza del Popolo, ballo liscio e intrattenimento con Alta Quota band a partire dalle 20.30.

Sabato 3 giugno, invece, spazio alla solidarietà con l’Asta benefica Etichette d’artista, dieci artisti per dieci magnum a favore della Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer.

Alle 21.30, invece, grande attesa per lo show in Piazza Machiavelli di Cristiano Militello, volto storico di Striscia la Notizia, e per lo spettacolo di circo a cura di Chez Nous Le Cirque in Piazza del Popolo.


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Al Wine Show "il vino come non lo avete mai...visto"

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Si apre sabato 3 giugno la seconda edizione di Wine Show Orvieto, l’evento enogastronomico che per due giorni metterà in vetrina 100 cantine e produttori provenienti da tutta Italia con 700 etichette in degustazione.

Un’edizione ricca di novità che quest’anno sposa anche la tecnologia grazie alla collaborazione con la multinazionale ENGINEERING, leader in Italia nel software e nei servizi It, con la quale è stata realizzata l’iniziativa “Il vino come non lo avete mai visto”.

Si tratta di una speciale degustazione nella quale i visitatori, muniti di visori per la realtà virtuale, saranno catapultati nella cantina e tra i filari dei vigneti che hanno prodotto il vino che stanno bevendo in una suggestiva e coinvolgente esperienza immersiva a 360 gradi che abbinerà le sensazioni della vista a quelle del gusto e dell’olfatto.

“Il mondo del vino – spiegano gli organizzatori di Wine Show – è fatto di tante storie da raccontare ma anche di luoghi, dove il vino prende forma, bellissimi da visitare. Oggi la tecnologia ci consente di raccontare in modi diversi queste storie e anche di poter raggiungere e visitare virtualmente questi luoghi. Abbinando alla tradizionale degustazione olfattiva e gustativa anche un’esperienza visiva non solo si induce un ricordo più persistente del vino ma si invoglia il visitatore/turista a recarsi fisicamente nei posti visitati virtualmente”.

La degustazione con la realtà virtuale si terrà allo stand “Vini rari” di palazzo del Gusto, coinvolgerà due piccole cantine del territorio orvietano ed è al momento una dimostrazione del progetto che Wine Show intende sviluppare nel prossimo futuro insieme ad Engineering che in questa edizione non si è limitata soltanto a fornire l’applicazione per questa iniziativa.

“La tradizione, il territorio e l’enogastronomia – afferma Gianluca Polegri, direttore di Digital Solutions Engineering Spa - si sposano perfettamente con l’innovazione. La tecnologia può essere molto utile per aumentare il coinvolgimento delle persone e per amplificare le capacità sensoriali. A tale scopo, abbiamo predisposto postazioni multimediali a Palazzo del Gusto e a Palazzo del Popolo. Tramite un’app sarà possibile rendere virale la propria partecipazione condividendo sulla pagina Facebook dell’evento una cartolina digitale personalizzata. E’ stato poi allestito un corner di realtà virtuale in cui si potranno degustare vini e contemporaneamente immergersi nei vigneti e nelle cantine di provenienza grazie a video 360° visualizzati su smartglasses . Il protagonista rimane il vino, la tecnologia completa l’esperienza”.

La cerimonia di inaugurazione della manifestazione si terrà sabato 3 giugno alle 15 presso lo Stand Umbria di palazzo del Popolo alla presenza della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e del sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani.

Tre le location della manifestazione nel centro storico di Orvieto: la ex Chiesa di San Giacomo in piazza Duomo, sede della biglietteria principale, il Palazzo del Popolo, dove si troveranno gli stand dei vini di Orvieto e dell’Umbria, e Palazzo del Gusto, che ospiterà la rassegna di vini provenienti dal resto d’Italia con la partecipazione anche di etichette internazionali della Slovenia e del Cile.

Gli stand rimarranno aperti sabato 3 giugno dalle 15 alle 23 e domenica 4 giugno dalle 12 alle 20. La biglietteria principale sarà aperta a partire dalle 10,30 sia il sabato che la domenica.

Altra novità dell’edizione 2017 dell’evento è il Wine Tour, nato dalla collaborazione con “Orvieto in fiore”, ovvero una degustazione itinerante attraverso i colori e i profumi dei quattro quartieri di Orvieto immersi nella magia delle rievocazioni medievali e addobbati dalle infiorate.

Ospite e testimonial della manifestazione il miglior sommelier d’Italia, Maurizio Filippi, che sarà protagonista di due degustazioni guidate. La prima - “Orvieto, Classico senza tempo” - porterà alla sorprendente riscoperta di vecchie annate di Orvieto Doc e Classico e si terrà tra le pareti scavate nel tufo dell’Enoteca regionale di palazzo del Gusto. La seconda – “Next stop: Wine” – sarà invece una imprevedibile degustazione show tra gli stand assolutamente da non perdere.

Ad accompagnare le degustazioni, per la prima volta insieme, i sommelier di Ais Umbria e Fisar Orvieto mentre gli esperti dell’associazione “A tavola con Bacco” guideranno tre degustazioni su spumanti e distillati nella Sala Etrusca di palazzo del Popolo.

L’itinerario di degustazione nelle location di Wine Show sarà collegato anche a un divertente percorso social che vuole rafforzare ed esaltare il messaggio della manifestazione. Il vino è condivisione e sono le nostre emozioni, le persone con cui lo condividiamo e i luoghi che fanno da cornice a renderlo unico e indimenticabile. Visitatori e turisti avranno così l’occasione di scattarsi delle foto particolari da postare e pubblicare sui profili Facebook, Instagram e Twitter della manifestazione con gli hashtag #BeWine e #WineShow2017 che gli permetteranno di partecipare a un coinvolgente instant contest fotografico.

L’ingresso alle sedi dell’evento è libero e gratuito ma per accedere alle degustazioni sarà necessario acquistare un biglietto dal costo di 15 euro che dà diritto a 9 degustazioni. Acquistando il ticket on line si riceveranno tre degustazioni aggiuntive in omaggio per un totale di 12.

Wine Show è una mostra mercato dove sarà possibile acquistare i prodotti direttamente dai produttori ai banchi di degustazione.

Per il programma e tutte le informazioni sulle degustazioni è possibile visitare il sito web www.wineshoworvieto.com

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Torna in scena la rassegna enologica SKY WINE l’8-9-10 luglio

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La rassegna enologica SKY WINE celebra la bellezza del Borgo Medioevale di Fossanova a Priverno, luogo della famosa Abbazia, e torna in scena con una degustazione d'eccellenza di vini bianchi e vini spumanti delle migliori aziende territoriali e nazionali.

 

Il Borgo Medioevale di Fossanova offre una meravigliosa alternanza di storia, natura e cultura ed è incastonato nel verde con una disposizione degli edifici a semicerchio intorno all'Abbazia. 

La solennità della chiesa, la bellezza delle sue costruzioni avvolgono i visitatori in un'atmosfera senza tempo.

L’abbazia cistercense, tra gli esempi più maestosi d’Italia, è il fulcro nevralgico del borgo medievale di Fossanova. 

Limitrofi al complesso abbaziale vi è l’Infermeria dei conversi – adibita oggi ad Auditorium – e la Foresteria, sede del Museo Medioevale.

 

Tante le etichette presenti, i metodo “champenoise” meglio conosciuto come classico o tradizionale, gli “charmat”, vini bianchi e spumanti di territori emergenti con accostamenti gastronomici ai prodotti del territorio, per valorizzare contestualmente la secolare arte vinaria e la tipicità locale. 

 

L’apertura al pubblico dell’evento è in programma nelle giornate di sabato 8 e domenica 9 luglio (dalle 17.00 alle 24.00) mentre nella giornata di lunedì 10 luglio (dalle 11.00 alle 17.00) la rassegna sarà dedicata esclusivamente agli incontri tra aziende espositrici ed operatori di settore (ristoratori, albergatori, enoteche, ecc.).

 

SKY WINE si conferma come format unico nel suo genere, offrendo un affascinante percorso ricco di prestigiose produzioni enologiche ed agroalimentari in contesti storici d’eccezione.

La proposta eno-turistica della manifestazione ha infatti come obiettivo anche la contestuale valorizzazione dei luoghi storico-artistici della Provincia di Latina. 

 

L'evento SKY WINE - Fossanova, patrocinato dal Comune di Priverno e dalla Provincia di Latina, giunge all’undicesima edizione con organizzazione e coordinamento di "Gradazione Tredici".

Oltre al percorso enologico, sono in programma gli approfondimenti dedicati alle tecniche di spumantizzazione e degustazioni guidate

 

Previsti cooking show, esibizioni musicali ed intrattenimenti nei percorsi esterni di collegamento tra le location con i giocolieri del fuoco Fire Animation.

 

ll mondo del vino è pieno di particolarità ricche di fascino ed il Borgo Medioevale di Fossanova a Priverno è la splendida atmosfera per un’edizione di SKY WINE alla scoperta dei vini bianchi e spumanti con un’altra pagina di storia del territorio.

D’altronde lo champagne che è un tipo di spumante, nasce in Francia proprio in un’altra abbazia, quella di Hautvillers  ad opera del monaco Dom Pierre Pérignon nel XVII secolo.


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Palio del Chiaretto: a Bardolino la tredicesima edizione con importanti novità

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Dal 2 al 4 giugno torna sul Lago di Garda la manifestazione dedicata al più venduto vino italiano rosato a denominazione territoriale

Il lungolago e il centro storico colorato e illuminato di rosa, decine di punti degustazione di Bardolino Chiaretto Classico Doc e Spumante Doc, un parco dedicato agli intrattenimenti e agli spettacoli musicali e quasi un centinaio di aziende di enogastronomia e artigianato provenienti da tutta Italia. Tutto questo e molto altro è il Palio del Chiaretto, la manifestazione dedicata al vino dal colore rosato che si svolgerà a Bardolino dal 2 al 4 giugno e organizzata dalla Fondazione Bardolino Top in collaborazione con il Comune di Bardolino, che nell’edizione 2016 ha fatto registrare oltre 60 mila presenze da tutta Europa. 

Il Palio del Chiaretto è ormai entrato nell’agenda dei principali eventi italiani dedicati al vino, ottenendo quest’anno il patrocinio dell’Enit e del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, oltre a quelli di Regione Veneto, Provincia di Verona e Camera di Commercio. Le cantine produttrici saranno presenti all’interno di eleganti strutture in legno, finemente allestite con installazioni artistiche e floreali, a disposizione per degustazioni, informazioni e promozione di quello che è diventato il vino rosato italiano a menzione geografica leader nell’esportazione.

Sarà una tre giorni ricca di appuntamenti e di collaborazioni, che trasformeranno Bardolino non solo in una vetrina per il principe dei vini rosati italiani, ma che ospiterà anche le eccellenze del territorio scaligero, in un viaggio alla scoperta di Verona e la sua provincia. Valeggio sul Mincio con i suoi tortellini “Nodo d’Amore” e il Parco Giardino Sigurtà, Bussolengo con la “Rosa di San Valentino” simbolo dell’EternAmore, e i “Baci di San Valentino”, Malcesine con la Funivia Baldo Garda e soprattutto Verona con Giulietta e il suo balcone a ricordare a tutti che è la città dell’amore.

Questa apertura della manifestazione a nuove realtà è solo la prima della novità. Da quest’anno, infatti, anche la frazione di Cisano, in Piazza del Porto, ospiterà le degustazioni di vino Bardolino Chiaretto Classico, grazie all’accordo con la Strada del Vino Bardolino che porterà in riva al Lago di Garda due aziende, attorniate da una mostra mercato del vintage e dell’artigianato, oltre a spettacoli di musica live. A collegare le due location della festa, la passeggiata sul lungolago, che in cinque minuti permette ai visitatori di spostarsi tra una e l’altra.

Rispetto alle edizioni precedenti, inoltre, saranno tre le serate dedicate alla musica, allungando anche alla domenica le esibizioni live sul palco di Parco Carrara Bottagisio, oltre a quelle in Piazza del Porto e a Cisano, allietando, quindi, i presenti, in attesa dello spettacolo pirotecnico sull’acqua. Numerose saranno le installazioni artistiche e i riferimenti al colore rosa e al tema di quest’edizione che sarà l’amore. Ai partecipanti all’evento, oltre al bicchiere celebrativo dove poter degustare il vino Chiaretto, verrà consegnato un cuore adesivo sul quale potranno scrivere la propria frase d’amore per Bardolino e lasciarlo sul pannello dedicato installato in Piazza del Porto.

Insomma, i motivi per visitare Bardolino durante il Palio del Chiaretto sono decine, così come gli appuntamenti culturali e musicali che allieteranno le giornate e renderanno la permanenza in riva al Lago di Garda unica ed irripetibile.


Hastag ufficiale: #chiaretto2017


Questo il calendario completo degli appuntamenti della dodicesima edizione del Palio del Chiaretto:


Venerdì 2 giugno:

Dalle 10 alle 24 - apertura stand del vino Bardolino Chiaretto Classico a cura delle Aziende Vinicole e Cantine produttrici di Bardolino  - Lungolago Riva Cornicello e Piazza del Porto Cisano

Ore 18 – Inaugurazione Ufficiale - Lungolago Riva Cornicello

Dalle 18 alle 20 – Party on the Road – diretta nazionale su Radio Studio Più  - Parco Carrara Bottagisio

Dalle 19.30 alle 21.30 - Il Porto in Musica: Intrattenimento musicale con "Elisa e Mattia" – cover pop rock – Piazza del Porto

Ore 21 - Concerto “Funky Town” – funky and soul music – Parco Carrara Bottagisio

Ore 21.15 – Italian Opera Concerts – lirica – Sala della Disciplina


Sabato 3 giugno:

dalle 10 alle 24.00 - Apertura Stand del vino Bardolino Chiaretto Classico a cura delle Aziende Vinicole e Cantine produttrici di Bardolino - Lungolago Riva Cornicello e Piazza del Porto Cisano 

11.30 - 15.00 - 17.00 - Esibizione del Gruppo Storico Musici e Sbandieratori di Megliadino San Vitale - Lungolago e Centro Storico

dalle 18.30 alle 20.30 - Palio dei Dragon Boat  - specchio antistante il Porto 

dalle 21.00 alle 24 – Festa anni ’90 a cura di Hollywood – dj set e animazione - Parco Carrara Bottagisio

ore 21.30 - Concerto vocale a cura della Filarmonica Bardolino - Chiesa Parrocchiale


Domenica 4 giugno:

dalle 10.30 alle 24 - Apertura Stand del vino Bardolino Chiaretto Classico a cura delle Aziende Vinicole e Cantine produttrici di Bardolino - Lungolago Riva Cornicello e Piazza del Porto Cisano 

dalle 10.30 alle 12 - Palio Dei Dragon Boat - specchio antistante il Porto 

ore 18.15 - Sfilata delle Confraternite Del Bardolino  

ore 18.30 - Investitura degli Ambasciatori - Premiazione dei migliori vini Chiaretto Bardolino Classico Doc del 6° Concorso  enologico del Comune di Bardolino - Premiazione del concorso fotografico della Festa dell'Uva 2016 - Parco Carrara Bottagisio  

dalle 18.30 alle 20.30 - il Porto in Musica - Intrattenimento musicale con Enrico Peduzzi - Porto di Bardolino

dalle 20.30 alle 22.30 - Concerto “SinFlower” – greatest hits rock anni ’80-‘90 – Parco Carrara Bottagisio

ore 21.15 - Italian Opera Concerts - Le arie più celebri e i duetti tratti da: Il Barbiere di Siviglia, Madama Butterfly, La bohème, La Traviata, Elisir d'Amore e altre - Sala della Disciplina Borgo Garibaldi  

ore 22.30 - COLORI SULL'ACQUA: spettacolo pirotecnico sull'acqua        '

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Agricoltura e comunità il valore sociale

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Il 4 giugno nella cornice del Festival dell’economia  comincia ufficialmente il percorso che porterà alla costituzione del Biodistretto di Trento che vuole diventare il luogo di confronto fra produttori, amministratori e cittadini sui temi dell’ambiente , della salute e del rapporto fra città e campagna. 

Presso la Fondazione De Marchi infatti verrà presentata l’iniziativa e si comincerà la sottoscrizione del manifesto prodotto dal gruppo di lavoro che da un anno si è impegnato sul progetto. 

Il futuro  biodistretto farà da cornice ad una situazione unica in Provincia e forse anche in Italia: 520 ettari coltivati in biocertificato, più di 100 aziende coinvolte e un trend di crescita fortissimo, il tutto  nel contesto particolare e unico della città. 

Tutti gli attori importanti legati all’economia agricola sono presenti: Cantina Sociale di Trento, Società Frutticoltori Trento, Cantine Ferrari, Cesarini Sforza, vignaioli del calibro di Antonio Stelze rdi Maso Martis e Federico Simoni di Maso Cantanghel, le cooperative sociali agricole, singole aziende come Maso ertis e La Gerla e Sloow Food si sono impegnate nel progetto. 

L’iniziativa vuole partire dalle buone pratiche agricole per ricostruire un legame forte fra città e campagna nel segno del rispetto reciproco che garantisca la tutela attiva del terreno agricolo inteso come risorsa non rinnovabile e patrimonio della comunità. 

Il convegno pubblico di domenica 4 giugno avrà come tema proprio il valore sociale che ricopre l’agricoltura attraverso il racconto delle esperienze delle tre cooperative Progetto 92, Villa Rizzi e Samuele. A seguire inizierà la sottoscrizione del Manifesto da parte di tutti coloro che ne fossero interessati

Intervengono: Luca Sommadossi Progetto 92 Giuliano Micheletti  agricoltore  bio

4 giugno  2017, ore 10 Fondazione De Marchi

Piazza Santa Maria maggiore, 7


Photo credit: www.cultura.trentino.it

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Programma 60 esima edizione della Mostra del Chianti

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27 maggio – 4 giugno 2017, Montespertoli (Fi)

Sabato 27 maggio

Dalle ore 8.00 alle ore 13.00 – Piazza del Popolo

Mercagas, mercato di prodotti agricoli a filiera corta.

Dalle ore 15.00 alle ore 19.00 – Via Sonnino

Apertura straordinaria Biblioteca comunale “E.Balducci”.

Ore 18.00 – Piazza del Popolo 

Inaugurazione 60° Mostra del Chianti, alla presenza delle autorità e con la Filarmonica A. Bassi;

Presentazione del trattore della famiglia Milani;

Palloncini e trucca bimbi a cura di Animazione Rainbow.

Dalle ore 19.30 alle ore 21.30 – Itinerante

New Generation Circus – I ragazzi della scuola di circo animano la Mostra del Chianti – a cura del Cantiere Ikrea.

Ore 19.30 – Piazza del Popolo 

Degustazione Tematica dei Cru di Montespertoli con la presenza di Luca Martini, campione del WSA 2013.

Ore 20.30 – Piazza del Popolo

Latino americano per tutti a cura di Latinoamericando.

Ore 21.30 - Piazza Machiavelli e Centro Le Corti

Betta Blues Society live – blues delle origini e brani inediti dall’ultimo disco Let them out.

Inaugurazione della mostra “60 anni della Proloco” , a cura della Proloco.

Dalle ore 21.00 alle ore 23.00 – Piazzale Lotti

Scopri il territorio - voli ancorati in Mongolfiera.


Domenica 28 maggio

Dalle ore 9.00 – Piazza del Popolo

Raduno e sfilata d’auto d’epoca Bacco e Motori, a cura del Topolino Club di Firenze.

Ore 11.00 – Via Sonnino, Loft 19

Inaugurazione mostra fotografica ‘Montespertoli, ORA’ a cura del Circolo Fotografico Fermoimmagine.

Ore 14.00 - Via Sonnino, Centro culturale ‘Le Corti’

Annullo filatelico a cura della Proloco.

Dalle ore 15.00 alle ore 24.00 – Piazza Machiavelli 

Mercatino dell’artigianato a cura delle Associazioni Itinera e Mestierando.

Dalle ore 15.00 – Piazza del Popolo

Esposizione e sfilata dei Trattori d’epoca a cura del gruppo Trattori Antichi Montespertolesi e Gruppo Amatoriale Contrattori e Battitori di Cerreto Guidi, in collaborazione con il Gruppo Novecento.

Ore 16.00 – Piazza del Popolo

Dipingiamo i lenzuoli con Bruno Lelli e i suoi aiutanti!  Laboratorio creativo aperto a tutti.

Ore 17.30 – Piazza del Popolo

Partenza della seconda Marcia dei Poderi, evento ludico motorio non competitivo per grandi e piccoli fra le bellezze e i sapori del Chianti.

Ore 18.00 – Piazza del Popolo

Eraldo Affinati presenta L’uomo del futuro. Sulle strade di Don Lorenzo Milani.

Ore 19.30 - Piazza del Popolo

Cooking Show con Gabriele Polonia del Ristorante Momè Livorno introdotto da Veronica Martinelli ed Emiliano Penco del Blog “Mangiare bene bere bene”.

Dalle ore 20.00 alle ore 22.00 – Itinerante

New Generation Circus – I ragazzi della scuola di circo animano la Mostra del Chianti – a cura del Cantiere Ikrea.

Ore 20.30 – Piazza del Popolo

Rubber Soul, atmosfere sonore e sceniche anni ’70 con musica soul, funky disco.

Dalle ore 21 alle ore 23 – Piazzale Lotti

Scopri il territorio – Voli ancorati in mongolfiera.

Ore 21.00 – Piazza Machiavelli

Bruno Lelli - creazione estemporanea di abiti e sfilata.

Ore 22.00 –Piazza Machiavelli

/Handlogic live.


Lunedì 29 maggio

Ore 19.30 - Piazza del Popolo

Degustazione di birre della Città di Neustadt a.d. AISCH.


Martedì 30 maggio

Ore 18.00 – Piazza del Popolo

Poesie per Montespertoli a cura dell’Associazione Bibli.a.mus.

Ore 20.30 – Piazza del Popolo, Spazio Gruppo Novecento

Elisabetta e i Sesto Senso - musica live.

Ore 21.00 - Piazza Machiavelli

Torneo di burraco in favore della casa di riposo Santa Maria della Misericordia.


Mercoledì 31 maggio

Ore 18.00 - Piazza del Popolo 

Letture tratte dai testi di Don Lorenzo Milani a cura dell’Associazione Bibli.a.mus.

Ore 18.30 - Piazza Machiavelli

Tutta un'altra musica - spettacolo di Co.Re coro dei residenti e operatori delle case per anziani dell'empolese-valdelsa e oltre.

Ore 20.30 - Piazza del Popolo, Spazio Gruppo Novecento

Tarabalalla stornelli toscani con Alessandro Giobbi.

Ore 21.00 - Piazza Machiavelli

That’s all jazz a cura dell’Associazione Il buon Seminatore.


Giovedì 1 giugno

Ore 9.00 - Centro per la Cultura del Vino ‘I Lecci’

Tavola Rotonda 20 anni del Chianti di Montespertoli, riflessioni e prospettive a cura di Consorzio Turistico Terre di Leonardo e Boccaccio e Colline del Chianti e Università di Firenze.

Ore 17.00 - Piazza del Popolo 

Cake design a cura di Sabrina Traso - Decorazione di biscotti con i bambini e piccolo omaggio;

Bolle di sapone e palloncini a cura di Animazione Rainbow.

Ore 18.30 - Piazza del Popolo

Mattia Compagnucci presenta Questione d’onore, a cura dell’Associazione Bibli.a.mus.

Ore 19:30 – Piazza del Popolo

Degustazione degli Champagne Bergerè di Epernay.

Ore 20.00 - Piazza del Popolo

Spettacolo di danza a cura di Sguardidanza AID&A Montespertoli.

Ore 22.00 - Piazza del Popolo

Giacomo Vigilucci - black music dj set.

Ore 21.30 - Piazza Machiavelli

Bobo Rondelli.


Venerdì 2 giugno

Dalle ore 8.00 alle ore 13.00 - Piazza del Popolo

Mercagas, mercato di prodotti agricoli a filiera corta

Dalle ore 10.00 alle ore 12.30 – Comune di Montespertoli, Piazza del Popolo 

Consegna della Costituzione ai diciottenni.

Terza edizione Premio sportivo Paolo Vanni.

Ore 16.00 - Casa del Popolo 

Astolfo burattino va sulla Luna che come acciar non ha macchia alcuna...? a cura del Gran Teatro di Mangia Fuoco di Claudio Fantozzi. Spettacolo per grandi e piccoli.

Ore 17.00 - Piazza del Popolo 

Mini Olimpiadi a cura di BornToLife.it

Ore 17.30 - Giardino Scuola Primaria Machiavelli

Concerto della Nuova Filarmonica A. Bassi.

Ore 19:30 - Piazza del Popolo

Vini Bianchi - Vermentino dalla Sardegna alla Liguria passando dalla Toscana. Degustazione guidata da Claudia Marinelli, degustatrice Slow Food e Sommelier.

Ore 20.30 - Piazza del Popolo

Ballo liscio e intrattenimento con Alta Quota Band.

Ore 21.30 – Piazza Machiavelli 

Ermal Meta - Vietato Morire Tour


Sabato 3 giugno

Ore 11.00 – Piazza del Popolo

Lotteria organizzata dal Comitato Genitori Scuole di Montespertoli a favore dell’Istituto Comprensivo Don Milani.

Dalle 15 alle 24 – Via Roma, Via Sonnino e Piazza Machiavelli

Mercatino dell’artigianato a cura delle Associazioni Mestierando e Itinera.

Ore 16.00 – Piazza del Popolo

Chez nous le cirque - laboratorio di circo per bambini.

Ore 18.00 – Piazza del Popolo

Asta benefica Etichette d’artista, dieci artisti per dieci magnum, a favore della Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer. 

Ore 19.30 – Piazza del Popolo 

Degustazione fuori dagli Schemi: Sigari e Vin Santo, possibile abbinamento.

Ore 20.00 – Piazza del Popolo

Simona Baldanzi presenta il suo libro Maldifiume. Acqua, passi e gente d’Arno.

Ore 21.30 – Piazza del Popolo

Spettacolo di circo a cura di Chez Nous Le Cirque a seguire Rough Diamond e Demolition Kids live.

Ore 21.30 – Piazza Machiavelli

Cristiano Militello show.


Domenica 4 giugno

Ore 10.00 – Piazza del Popolo

Celebrazione Anniversario 28 anni di gemellaggio con Neustadt.

Dalle ore 10 alle ore 23 – Parco di Sonnino

Degustando insieme nel cuore della toscana e fiera del bestiame a cura dell’Associazione Produttori Colline Toscane.

Ore 15.00 – Piazza del Popolo

Concerto di coretto valdese - Associazione FA+;

Mastri Cestai al lavoro.

Ore 16.00 – Piazza del Popolo

Laboratorio di Ceramica - Alessandra Tambara maestra ceramista.

Ore 17.00 – Piazza del Popolo

Premiazione della seconda edizione del concorso Montespertoli un fiore di città.

Ore 17:30 – Piazza Machiavelli, Via Roma, Via Sonnino, Piazza del Popolo

Sfilata Rievocativa dei primi del’900 ispirata alla vita e alla tradizione contadina del Paese a cura del Gruppo Novecento di Montespertoli, manifestazione inserita nell’Elenco Regionale delle manifestazioni di rievocazione e ricostruzione storica.

Ore 20.00 – Piazza del Popolo

Errico Buonanno presenta Sarà vero. La menzogna al potere. Falsi, sospetti e bufale che hanno fatto la storia.

Ore 21.00 – Piazza del Popolo

Ismael Circus live con il loro ultimo album Adenosine Triphosphate. 

Ore 21.30 – Piazza Machiavelli

A-D.O.C. - Viaggio musicale dai Balcani all'Iran a cura dell’Associazione Prima Materia;

Brass&Rhythmn – gruppo musicale jazz and funk della città gemellata di Neustadt.

Ore 23.00

Chiusura della manifestazione con spettacolo pirotecnico.

Photo credit: Giuliano Corti
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Inaugurato il progetto permanente del Collisioni Festival

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di Francesca Penzo

Fermento a Barolo tra venerdì 12 e sabato 13 maggio e il termine non è mai usato casualmente in questo luogo, ma sempre collegato alle eccellenze enogasronomiche delle Langhe e più in generale del Piemonte.

Terra di grandi tradizioni e forti legami, ma in salda relazione con l'innovazione, soprattutto legata alla comunicazione.

Si presenta quindi un nuovo modo di fare turismo enogastronomico e didattica. L'impegno di Collisioni a fianco dell'assessorato al turismo della Regione Piemonte e del Comune di Barolo, più il sostegno di molte aziende e realtà del territorio piemontese hanno dato vita a nuovi punti multimediali permanenti di Collisioni dislocati in due spazi, il cortile del Castello di Barolo e l'area partenze/duty-free dell'Aeroporto internazionale di Torino.

Questo lavoro è nato dalla volontà di rivolgere l'attenzione, oltre che verso la promozione turistica esterna, anche verso quella interna, "sul campo", tra chi i luoghi li sta visitando ed effettivamente vivendo.

Un migliorare l'esperienza di viaggio, far in modo di coinvolgere il visitatore a tutto tondo attraverso la sfera emozionale.

L'appuntamento da segnare in agenda è per il 15 e 16 luglio 2017, sempre a Barolo, per l'attesissimo Collisioni Festival, a prova che l'enogastronomia è cultura, è storia ed esperienza formativa di viaggio.


Photo Credit: Fabrizio Porcu

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Miglior assaggiatore 2017

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Al via le prove regionali per eleggere il miglior degustatore ONAV di quest’anno

È iniziato il conto alla rovescia per l’elezione del Miglior Assaggiatore Nazionale 2017. Si svolgeranno infatti il 24 giugno prossimo, nelle diverse sedi ONAV di tutta Italia, le selezioni regionali che decreteranno i partecipanti della finale nazionale di Asti. 

Non un concorso o un premio, il Miglior Assaggiatore Nazionale 2017, ma un’occasione per testare la propria capacità di giudizio e la preparazione personale in tema vino. Questi  sono infatti i presupposti su cui si fonda l’originale competizione firmata ONAV volta a decretare il miglior degustatore d’Italia del 2017.

Un’idea nata con lo scopo di promuovere la cultura del vino, coinvolgendo i soci e gli eno-appassionati in una divertente sfida che avrà l’unico scopo di “mettersi in gioco”.

“Un’iniziativa che abbiamo ideato per avvicinare neofiti, appassionati ed esperti al grande mondo ONAV  –  sottolinea il presidente ONAV Vito Intini – con lo scopo di creare un evento senza titoli o medaglie in palio. Una prova più contro sé stessi che contro gli altri, senza mettere a confronto titoli accademici o specifici percorsi di formazione”.

La partecipazione sarà ,infatti, aperta a tutti, anche ai non soci che, per prendere parte alla sfida, dovranno solo contribuire con la quota d’iscrizione all’ONAV.

Il progetto coinvolgerà tutte le sezioni italiane, con sfide eliminatorie nelle diverse delegazioni provinciali.

La finale nazionale, infine, si svolgerà ad Asti a settembre 2017, in occasione della Douja d’Or.

Nella finalissima verrà riproposto lo stesso format d’esame, in cui si decideranno i 3 migliori assaggiatori del 2017 che riceveranno un premio, oltre al titolo di “Assaggiatore dell’anno” che sarà conferito al primo classificato. 

Il bando completo è a disposizione su www.onav.it 

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Il comparto vitivinicolo dal marketing al management

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L’Università degli Studi di Salerno promuove la sesta edizione del Corso di Perfezionamento Universitario e Aggiornamento Culturale in “Wine Business”. Dopo il grande successo delle precedenti iniziative, si aprono le iscrizioni per la nuova edizione del Corso di “Wine Business”, in collaborazione tra il Dipartimento di Farmacia e il Dipartimento di Scienze Aziendali - Management & Innovation Systems, che si propone di formare figure professionali esperte in economia, amministrazione, management, marketing e comunicazione delle iniziative imprenditoriali nel comparto vitivinicolo.

Destinatari dell’iniziativa sono operatori attualmente impegnati nel comparto (ai fini di un miglioramento della propria qualificazione professionale) o potenzialmente interessati a lavorare nel mondo del vino ai fini della gestione dell’impresa vitivinicola e dei progetti wine-based (consulenza amministrativa fiscale e direzionale, formazione, eventi, ecc.), così come docenti presso le Scuole Secondarie Superiori professionalmente interessati alle materie economico-aziendali afferenti al comparto vitivinicolo.

Anche per la Sesta Edizione è confermato l’accesso a laureati (che conseguiranno il titolo di Corso di Perfezionamento Universitario) e diplomati (che conseguiranno il titolo di Corso di Aggiornamento Culturale), purché in possesso di adeguata esperienza nel mondo del vino. Sono inoltre previste 10 borse di studio a totale rimborso delle spese d’iscrizione messe a disposizione dall’Amministrazione Provinciale di Avellino (info su www.winebusiness.unisa.it). Il Corso sarà svolto in collaborazione con numerosi e importanti partner: Osservatorio dell’Appennino Meridionale (Consorzio tra Regione Campania e Università degli Studi di Salerno), Amministrazione Provinciale di Avellino, AIS - Associazione Italiana Sommelier - Campania, Associazione Nazionale “Città del Vino”, Consorzio Tutela Vini d’Irpinia, Sannio Consorzio Tutela Vini, Consorzio Tutela Vini Campi Flegrei Ischia e Capri, Consorzio Tutela e Valorizzazione dei vini a D.O.C. di Caserta, Consorzio Tutela Vesuvio, Consorzio Vita Salernum Vites, Movimento Turismo del Vino Campania, AssoEnologi - Campania, Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Campania, Vitigno Italia, Slow Food Condotta Salerno, Miriade & Partners, Consorzio Ismess e numerose altre istituzioni del mondo del vino a livello nazionale e internazionale, tra cui l’EuroMed Research Business Institute con il “Wine Business Research Interest Committee”.

Della durata complessiva di 100 ore, il Corso si svilupperà in 20 lezioni, ciascuna di 5 ore, presso il Campus di Fisciano dell’Università degli Studi di Salerno o, per particolari esigenze didattiche, anche in ambienti esterni all’Università (anche in occasione di visite aziendali). Ogni lezione vedrà la partecipazione di un docente, di un’azienda vitivinicola chiamata a illustrare la propria storia imprenditoriale e di un sommelier degustatore ufficiale dell’AIS Campania. Anche nella Sesta Edizione del Corso ci sarà l’analisi, svolta in ogni lezione a cura della Condotta Slow Food Salerno, delle principali caratteristiche delle più importanti e più diffuse cucine-gastronomie del mondo, allo scopo di agevolare l’abbinamento cibo-vino secondo le tecniche AIS e di conseguenza facilitare i percorsi d’internazionalizzazione delle vendite dei vini italiani.

Il Corso comincerà il prossimo 9 giugno. La domanda di pre-iscrizione dovrà essere prodotta nel rispetto dei termini e dei criteri indicati nel bando e dovrà pervenire entro le ore 12 del prossimo 31 maggio. Info: winebusiness@unisa.it - www.winebusiness.unisa.it - www.facebook.com/winebusiness.


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Asta di vini pregiati per dare una speranza ai bambini siriani

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Amal for Education organizza un'asta il cui incasso verrà interamente devoluto al sostegno dei progetti che l’associazione cura e segue a favore dei bambini siriani, vittime della guerra.

L'asta di beneficenza si svolgerà Lunedi 29 maggio presso Romeo Chef&Baker, il nuovo ristorante dello chef stellato Cristina Bowerman, in Via dell'Emporio 2, Roma.

La partecipazione è gratuita ma con prenotazione obbligatoria entro il 25 maggio chiamando al numero 340.2909008 oppure scrivendo un’email a eventi@amaleducation.net.

Verranno messe all'asta bottiglie provenienti da cantine di collezionisti e appassionati che si sono generosamente prestati a sostenere questo evento solidale.

Amal for Education (amal in arabo significa “speranza”) è un'associazione non profit dedicata allo sviluppo e alla promozione di progetti di sostegno all'educazione in aree di conflitto.

In tre anni di attività, i nostri progetti si sono concentrati a Kilis, una città turca a ridosso del confine siriano, ad appena 50 chilometri da Aleppo. Kilis conta 50 mila abitanti turchi, a cui si sono aggiunti

100.000 profughi siriani negli ultimi anni. 60 mila vivono in campi d’accoglienza organizzati, mentre gli altri 40.000 nei sobborghi della città vivono in condizioni precarie, talvolta al limite della dignità umana e privi di molti servizi essenziali.

È stato possibile fornire a parte di questa comunità un primo sostegno di base, tutto questo grazie alla generosità dei nostri donatori e volontari.

Sempre a Kilis, Amal for Education, ha dato vita anche al suo primo centro educativo: "Bayt Al Amal" (la casa della speranza) dove vengono accolti bambini e bambine, ragazzi e ragazzi e anche adulti che svolgono corsi e attività di istruzione e formazione.

Si tratta di figli di famiglie normali, ma quei bambini e i loro familiari sono fuggiti e sopravvissuti a una guerra devastante che dura da più di sei anni.

Nei suoi primi tre anni di attività, più di 1500 bambini e ragazzi siriani fuggiti dalla guerra hanno ricevuto aiuti e soprattutto hanno potuto vivere ore di normalità frequentando il centro e riprendendo il percorso scolastico interrotto dalla guerra.

Il centro è interamente gestito e finanziato dall’associazione Amal for Education e il personale docente e non docente è costituito da rifugiati siriani.

Il motto del centro Bayt Al Amal è “Non uno di meno”.

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Wine Show, lo spettacolo nel bicchiere

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Cento espositori, 700 etichette in degustazione. Il 3 e 4 giugno a Orvieto la seconda edizione dell’evento enogastronomico con il miglior sommelier d’Italia Maurizio Filippi e la magia del Wine Tour.

Cento espositori da tutta Italia, 700 etichette in degustazione, uno spettacolo per gli occhi e per il palato, uno spettacolo nel bicchiere. Torna il 3 e 4 giugno a Orvieto il Wine Show, l’evento enogastronomico dedicato a esperti e appassionati di vino, una preziosa occasione di incontro e confronto diretto tra i produttori e le imprese del settore food&beverage, un’opportunità imperdibile per visitare una delle più belle città d’Italia.

Tante le novità della seconda edizione presentata questa mattina alla stampa e alla città nella suggestiva cornice dell’Enoteca regionale di palazzo del Gusto riaperta al pubblico per l’occasione e per il Wine Show. Innanzitutto la collaborazione con “Orvieto in fiore” dalla quale è nato il Wine Tour, una degustazione itinerante attraverso i colori e i profumi dei quattro quartieri di Orvieto immersi nella magia delle rievocazioni medievali e addobbati dalle infiorate. Gli abili infioratori di “Orvieto in fiore” realizzeranno inoltre delle composizioni a tema dedicate al vino e al Wine Show nelle sedi dell’evento.

Ospite e testimonial della manifestazione il miglior sommelier d’Italia, Maurizio Filippi, che sarà protagonista di due degustazioni guidate. La prima - “Orvieto, Classico senza tempo” - porterà alla sorprendente riscoperta di vecchie annate di Orvieto Doc e Classico e si terrà tra le pareti scavate nel tufo dell’Enoteca regionale di palazzo del Gusto. La seconda – “Next stop: Wine” – sarà invece una imprevedibile degustazione show tra gli stand assolutamente da non perdere.    

Tre le location della manifestazione nel centro storico di Orvieto: la ex Chiesa di San Giacomo in piazza Duomo,  sede della biglietteria principale e luogo di partenza del Wine Tour, il palazzo del Popolo, dove si troveranno gli stand dei vini di Orvieto e dell’Umbria, e palazzo del Gusto, che ospiterà la rassegna di vini provenienti dal resto d’Italia con la partecipazione anche di etichette internazionali della Slovenia e del Cile.

Ad accompagnare le degustazioni, per la prima volta insieme, i sommelier di Ais Umbria e Fisar Orvieto mentre Ennio Baccianella e gli esperti dell’associazione “A tavola con Bacco”  guideranno tre degustazioni sui distillati nella Sala Etrusca di palazzo del Popolo.  

L’itinerario di degustazione nelle location di Wine Show sarà collegato anche a un divertente percorso social che vuole rafforzare ed esaltare il messaggio della manifestazione. Il vino è condivisione e sono le nostre emozioni, le persone con cui lo condividiamo e i luoghi che fanno da cornice a renderlo unico e indimenticabile. Visitatori e turisti avranno così l’occasione di scattarsi delle foto particolari da postare e pubblicare sui profili Facebook, Instagram e Twitter della manifestazione con gli hashtag #BeWine e #WineShow2017 che gli permetteranno di partecipare a un coinvolgente instant contest fotografico.

La tradizione del vino e l’innovazione tecnologica andranno a braccetto grazie alla partnership con la multinazionale Engineering che oltre a curare una postazione social e i digital signage che si troveranno nelle sedi della manifestazione, ha anche sviluppato e messo a disposizione una app per una coinvolgente degustazione hi-tech tutta da scoprire e provare.

“La prima edizione ha avuto un successo inaspettato – ha affermato Alberto Crispo, organizzatore di Wine Show Orvieto –  ora la manifestazione vuole crescere e consolidarsi. Orvieto è una città del vino, ha storie da raccontare, luoghi eccezionali da mostrare e ha bisogno di un evento che non solo sappia mettere in vetrina tutto questo ma che possa aprire le porte al confronto con altre realtà perché è solo così che si può crescere. Wine Show ha l’ambizione di colmare questo vuoto e ha puntato sulle sinergie per realizzare una manifestazione corale con tutti coloro che hanno a cuore questo obiettivo. Ci auguriamo che già a partire dalla prossima edizione anche il Consorzio di tutela dei vini di Orvieto, invitato a partecipare, collabori con noi. A questa seconda edizione saranno presenti aziende da tutta Italia e dall’Estero, cantine affermate e piccoli produttori con sorprendenti etichette tutte da assaggiare”.  

“Per me – ha sottolineato l’umbro e orvietano d’adozione Maurizio Filippi, miglior sommelier d’Italia e rappresentante Ais  – questo è un anno particolarmente bello e impegnativo grazie al risultato raggiunto in maniera inaspettata ma forse intimamente e profondamente voluta. Credo nelle produzioni e nei territori che sanno parlare di loro e in questo periodo ho avuto l’opportunità di girare tutta Italia e raccontare molte realtà ma vedermi coinvolto per la prima volta a Orvieto per rappresentare il territorio che vivo ogni giorno è per me un onore. Secondo me Orvieto è tra le cinque migliori città del vino d’Italia e dalla mia esperienza ho avuto modo di constatare come il territorio orvietano a volte sia sorprendentemente capace di superare anche il volere istantaneo di chi se ne prende cura. Per questo al Wine Show ho voluto dedicare un momento su quanto di più emozionante, inaspettato e sorprendente questo territorio è capace di raccontare”.

“Era l’evento che mancava a Orvieto”, ha aggiunto il delegato della Fisar di Orvieto e già miglior sommelier d’Italia Fisar nel 2006, Ennio Cadamuro, mentre il presidente dell’associazione “A tavola con Bacco” Ennio Baccianella ha evidenziato come Wine Show Orvieto abbia “i numeri per diventare la più importante manifestazione sul vino in Umbria”.  

La manifestazione gode del patrocinio del Comune di Orvieto, della Provincia di Terni e della Confartigianato.

“Wine Show è una grande iniziativa – ha detto il sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani – ed è evidente lo sforzo e il salto di qualità che si è voluto fare in questa seconda edizione. L’amministrazione comunale, grazie agli assessori alla Cultura, Alessandra Cannistrà, e al Turismo, Andrea Vincenti, sta facendo un grosso lavoro nella riorganizzazione del sistema degli eventi e nella promozione culturale della città. E il mondo del vino, sul quale puntiamo tanto, si inserisce a pieno titolo in questo contesto. Ho solo due rammarichi. Uno è che sarei voluto arrivare a questo appuntamento con la firma della convenzione con la Provincia di Terni per l’utilizzo di palazzo del Gusto e quindi procedere nel progetto di valorizzazione di questa struttura. Ancora non ci siamo riusciti, abbiamo delle difficoltà molto burocratiche e poco reali che vogliamo e dobbiamo superare. La seconda è che un evento del genere deve avere tra i protagonisti anche il consorzio del Vino di Orvieto. Dobbiamo fare in modo che in questa città ci sia la massima collaborazione tra tutti in tutti i settori. Soltanto così potremmo fare quel salto di qualità che per anni a Orvieto è mancato e noi ci adopereremo per questo”.  

“Wine show – ha dichiarato il presidente della Provincia di Terni, Giampiero Lattanzi - è un evento importante perché valorizza una delle eccellenze di questo territorio. La promozione dei prodotti tipici peraltro è uno degli obiettivi principali della Provincia e del progetto delle Aree interne che vuole così valorizzare anche i 20 comuni che ne fanno parte. In questo contesto Palazzo del Gusto deve essere e sarà lo strumento di promozione di questo ampio territorio potendo contare su una bellissima struttura che può coniugare enogastronomia, cultura e turismo. Stiamo lavorando con il Comune di Orvieto alla definizione di una convenzione per l'utilizzo del palazzo e contiamo di risolvere la questione quanto prima”.

“La nostra associazione – ha affermato il presidente di Confartigianato Terni, Mauro Franceschini – è sempre vicina a quelle manifestazioni che parlano delle eccellenze del territorio e Wine Show rappresenta un’opportunità per valorizzare al meglio il mondo del vino. Pur non rappresentando direttamente imprese del settore non possiamo che sostenere eventi che possono creare indotto e fare da volano allo sviluppo economico del territorio.”

Come nella prima edizione, anche quest’anno Wine Show sposa la cultura e l’arte. A palazzo del Popolo saranno infatti esposte le sculture in tufo di Sara Spaccino mentre la pittrice Viera Danielli realizzerà appositamente per l’evento dei lavori che saranno in mostra a palazzo del Gusto. La manifestazione avrà poi un “aperitivo” letterario nella mattinata di sabato 3 giugno con la presentazione del libro “Nighthawks”  di Nicola Mariuccini nella Sala Etrusca di palazzo del Popolo.

Grazie alla collaborazione con il tour operator Orvietur sono stati inoltre predisposti degli appositi pacchetti turistici per il weekend del 3 e 4 giugno che coniugano l’evento alla promozione del territorio.  L’associazione “La Castellana”, come lo scorso anno, si occuperà della logistica e della sicurezza dell’evento mentre nei due giorni della manifestazione l’associazione “Orvieto per tutti” garantirà la copertura wi-fi gratuita delle sedi.

L’ingresso alle sedi dell’evento è libero e gratuito ma per accedere alle degustazioni sarà necessario acquistare un biglietto dal costo di 15 euro che dà diritto a 9 degustazioni. Acquistando il ticket on line si riceveranno tre degustazioni aggiuntive in omaggio per un totale di 12.

Wine Show è una mostra mercato dove sarà possibile acquistare i prodotti direttamente dai produttori ai banchi di degustazione.

Per il programma e tutte le informazioni sulle degustazioni è possibile visitare il sito web www.wineshoworvieto.com

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Nuovo palinsesto Wine Tv

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Cari Winetvlovers,

pronti per il nuovo palinsesto?

Davvero tante le novità da presentarvi. Iniziamo dall’ultimo servizio che abbiamo pensato per voi. Da oggi potrete consultare cosa stiamo trasmettendo sul canale Sky 815 e gli orari del prossimo filmato, direttamente dalla home page del nostro portale www.wine-tv.it; mentre nella Guida Tv troverete la tabella completa della messa in onda. 

Tanti anche i nuovi video che vogliamo mostrarvi. Il primo è il racconto dell’Only Wine Festival, la mostra mercato dedicata alle piccole cantine e ai giovani produttori che, quest’anno, ha collezionato il record di presenze. Siamo andati a Città di Castello per mostrarvi ogni angolo e ogni iniziativa. 

Proseguiamo con l’editoriale dedicato alla più grande fiera del vino italiana. Fra gli stand di Verona per farvi vivere il Vinitaly di Wine Tv con le cantine che abbiamo selezionato.

Nei nostri studi è venuto a trovarci l’onorevole Luca Sani, presidente della 13esima commissione agricoltura della Camera. Con lui abbiamo parlato del testo unico sul vino, dell'export, dei gravi danni causati dal gelo e quali sono state le azioni intraprese dal Governo a sostegno degli agricoltori.

Prosegue il viaggio di Maurizio Zanolla e di Easy Winer. Questa volta però la Harley è stata sostituita dalla motoslitta per affrontare i ripidi itinerari delle Dolomiti e portarci scoprire 4 ristoranti di eccellenza.

Sapreste spiegare i termini “classico”, “riserva” e “superiore”? Non perdetevi le Pillole del dottor Radicchi.

Tutti i video di Wine Tv potrete trovarli sul nostro portale www.wine-tv.it e su Youtube.  

Seguiteci anche sulla nostra pagina Facebook , mettete il vostro like per non perdere le novità!

Buona visione e buon vino a tutti!

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La Mostra del Chianti compie 60 anni

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La Mostra del Chianti di Montespertoli festeggia quest’anno un compleanno speciale compiendo sessant’anni di vita e di attività. 

Giunta alla piena maturità, la rassegna di degustazioni del vino più famoso al mondo, conserva la freschezza e l’entusiasmo di una manifestazione appena nata unita alle tante esperienze che si sono succedute negli anni.

La Mostra è divenuta con il tempo un appuntamento imperdibile per gli appassionati di enogastronomia e non solo.

Nella Piazza del Popolo si potranno trovare i padiglioni per le degustazioni dei vini, alcuni selezionati per la Mostra da un panel di degustatori professionisti, altri selezionati dalle aziende vinicole che presenteranno le loro produzioni d’eccellenza dando la possibilità ai visitatori di assaggiare e apprezzare i migliori vini e oli della zona.

Una molteplicità di iniziative, aventi come fil rouge il Chianti, si dipaneranno da sabato 27 maggio a domenica 4 giugno 2017 facendo di Montespertoli un centro attivo e vitale con incontri, concerti, spettacoli comici, spettacoli di circo e raduni di automobili e di trattori d’epoca.

In nove giorni verrà offerto un menu per tutti i gusti: si comincia con la musica il 27 maggio con i Betta Blues Society che propongono un mix di blues delle origini e di brani originali suonati con la sola strumentazione acustica tipica del genere (dobro, ukulele, contrabbasso, percussioni).  Il 28 maggio i Rubber Soul suoneranno in Piazza del  Popolo una scaletta dalle sonorità e il groove anni ’70.

Il 1 giugno invece in Piazza Machiavelli sarà presente il cantautore di razza Bobo Rondelli e il 2 giugno gli /handlogic, un gruppo che sviluppa un sound elettronico minimale che rimanda alla scena alternativa britannica e a quella R&B contemporanea e Ermal Meta, vincitore del Premio della Critica Mia Martini al Festival di Sanremo. Il 4 giugno in Piazza Machiavelli suoneranno gli Ismael Circus, gruppo jazz, capitanato dal pianista Samuele Strufaldi, che sprigiona energia attraverso strutture asimmetriche e cambi di tempo che regalano costante movimento alle loro performance. A seguire gli A-D.O.C. Viaggio Musicale dai Balcani all’Iran promossi dall’Associazione Prima Materia a sostegno dei progetti musicali nei campi profughi palestinesi in Libano e, in occasione dell’anniversario del gemellaggio tra Montespertoli e Neustadt, suonerà un gruppo jazz proveniente dalla città tedesca.

Tra gli spettacoli il 3 giugno saranno presenti il comico Cristiano Militello, volto storico di Striscia la Notizia e la scuola Chez Nous, … le Cirque, che, oltre al laboratorio di circo per bambini, metterà in scena uno spettacolo dedicato alle arti circensi. 

Molti altri ancora gli eventi in programma che faranno da cornice ai wine-testing, agli assaggi, alle esperienze culinarie e del buon bere: il raduno di auto d’epoca del Topolino Club (28 maggio), il raduno dei trattori d’epoca tra cui il Trattore Don Milani (27 e 28 maggio), mentre il 4 giugno avrà luogo quello delle moto Ducati.

In occasione della Festa della Repubblica (2 giugno) la mattina si celebrerà la consegna della Costituzione ai diciottenni, mentre nel pomeriggio verrà srotolata la bandiera italiana nel centro della cittadina. 

Anche in questa sessantesima edizione si rinnova l’appuntamento con Bottiglia d’artista, asta di beneficenza in favore dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, con la vendita di bottiglie magnum impreziosite da etichette d’autore.

Infine Il borgo di Montespertoli e il suo intero territorio parteciperanno al secondo concorso di addobbo floreale Montespertoli un fiore di città, iniziativa promossa da ACME04 srl, in collaborazione con il Consorzio Turistico Terre di Leonardo e Boccaccio e Colline del Chianti e con i fioristi e vivaisti locali. La manifestazione intende promuovere e diffondere l’importanza del verde quale elemento di decoro urbano, valorizzando al contempo tutto il territorio di Montespertoli grazie all’intervento attivo dei suoi residenti.


Info:

www.mostradelchianti.it

Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica Piazza Machiavelli,13, 

tel. 0571.600255/ 0571608636

touristofficemontespertoli@gmail.com

Orario:

Sab. 27 Maggio e 3 Giugno: 17:00-01:00

Dom. 28, Ven. Dom. 4 Giugno 10:00-24:00

Ven. 2 Giugno: 16:00-02:00am

Lun. 29, Mar. 30 e Mer. 31 maggio: 16:00-24:00

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Vinosouvenir, il vero amore dura più di un assaggio

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di Francesca Penzo

Venerdì 5 maggio alle ore 17:30 succede che a Rovigo, già tinta di arancione per il festival culturale Rovigoracconta, apre i battenti la prima mostra mercato dedicata ai vitigni autoctoni e produzioni gastronomiche tipiche che popolano le terre attraversate dal fiume Po.

Sulle orme del racconto di Mario Soldati, visionario e attualissimo intellettuale che già a fine anni ’50 parlò dell’enogastronomia di queste terre, si snoda il percorso degli espositori.

Quale luogo migliore se non il Polesine per ospitare tanti vignaioli e artigiani del cibo? Si tratta di un territorio “neutro”, uno dei pochi luoghi in Italia dove non si produce neanche una goccia di vino, ma anche dove, come dice Walter Massa, nessuno ti obbliga a bere qualcosa che non ti piace e non senti tuo. Quindi si può scegliere e si è scelto bene, qualità e legame con il territorio.

Una trentina di aziende vitivinicole e una quindicina di produttori di chicche gastronomiche in un clima di condivisione e curiosità in uno spazio raccolto e curato. Interessante la selezione di queste, tutte persone “vere”, gente che le mani nella terra le mette per davvero e che ama raccontare quando credono nel loro lavoro.

Produzioni meno conosciute, tesori rari, c’è da perdersi in questo mondo e io come sempre non ci metto molto.

A dare ancora più risalto alla manifestazione sabato pomeriggio un salotto molto esclusivo per la presentazione del libro di Marzia Pinotti “La barbera è femmina” con la presenza dell’indipendente Walter Massa e... mia in qualità miglior di sommelier del Veneto 2017 a raccontare il “Monleale” 2003, barbera da lui prodotta. A dirigere il tutto Emanuela Pregnolato, degustatrice Ais e organizzatrice dell’evento. 

Poi il valore aggiunto, il momento per “l’eno-shopping”. E’ bello poter portare a casa un pezzetto di emozione, un vino-souvenir che ricordi queste giornate, queste persone. Proprio Mario Soldati diceva che “il viaggio è un sentimento, non soltanto un fatto”, ed è questo che si percepisce dopo aver vissuto questo luogo.

Quindi ecco i miei appunti di viaggio.

VIGNETI MASSA

Walter Massa un nome, una garanzia. Senza soffermarmi sul timorasso, che tanto amo e tanto è ormai conosciuto, passo direttamente alla barbera, e che barbera!  Bigolla 2004 al banco d’assaggio. Annata splendida che da vigore e nervo ancora oggi. Una boccetta di profumo ai frutti rossi macerati, spezie scure, piccanti e toni balsamici, molto piemontesi. Avvolgente e carica, un abbraccio infinito.

LE MARIE

Una rarità di nome “Blanc de lissart”, una malvasia moscata che si apre in un ventaglio di erbe aromatiche, con la salvia sopra tutte. Verticale, agrumata e molto primaverile. Anche in bocca bella freschezza e dinamicità, con una nota amarotica  che da sprint.

PREVER

Vicino Torino, dove nessun altro vinifica praticamente, ci sono loro a valorizzare un vitigno a bacca sconosciuto che parla francese. Vino bianco “Bianco del fuoco”, sapido e decisamente tostato, ma non quella tostatura da evoluzione, bensì da frutta secca, mandorla nel particolare, sentore tipico di questo prodotto che non presenta mai punte di acidità scomposta e sempre giocato su un certo equilibrio. Il nome deriva da un incendio scoppiato in vigna e nei boschi limitrofi molti anni fa.

CARLO GNAVI

Erbaluce di Caluso, piccola DOCG in provincia di Torino, tanto speciale da prestarsi sia alla spumantizzazione che ad un magnifico appassimento. Vera perla dell’enologia italiana, davvero sottovalutata, purtroppo. Quanto è buona! Termine forse banale, ma che esprime molto bene la realtà dei fatti. 
Carlo e Giorgio sono degli artisti dell’erbaluce, del resto anche il cognome è autoctono.
Ravej – Erbaluce di Caluso DOCG passito riserva 2004.
Questo prodotto ha catalizzato l’attenzione di molti presenti con un profumo che si percepiva a distanza.
Il colore ambrato lucente rapisce del tutto il degustatore.
La nota netta di noce e frutta candita è infinita, così come lo è il sorso giocato in un incredibile equilibrio tra componente sapido-fresca e dolce-morbida, voluttuosa, suadente.

ANDREA PICCHIONI 

Altra eccellenza di questa mostra. Ci spostiamo nell’Oltrepò Pavese, in quella terra in cui la barbera e la bonarda danno risultati meravigliosi. Dalla vinificazione in purezza della croatina nella Bonarda “Ipazia” all’uvaggio con la barbera e l’ughetta nel Buttafuoco “Cerasa” e “Bricco Riva Bianca”, si può capire come la mano di un sapiente vignaiolo possa domare e rendere eleganti vitigni alle volte ostici e spigolosi, senza mai privarli della propria natura e riconoscibilità.

MIRCO MARIOTTI

Ci avviciniamo a Rovigo, siamo in Emilia, in quel Delta del Po dove si producono i “vini delle sabbie”. Uno più interessante dell’altro vista la forte personalità trasmessa da Mirco ai suoi prodotti. Fortana, Montu, Famoso, sono solo alcuni dei vitigni autoctoni utilizzati per poi passare ad un anomalo trebbiano orange “The big cold”, macerazione breve per un prodotto non troppo impegnativo, ma davvero ben lavorato.

QUOTA 101 e MAELI

Una splendida rappresentanza per il Veneto sono le cantine QUOTA 101 e MAELI, che hanno entrambe sede nei Colli Euganei, ma i cui titolari sono rodigini di origine.
Se Maeli osa con un metodo ancestrale da moscato giallo veramente versatile e fine, Quota 101 punta su un’elegantissima versione secca e ferma che sorprende per verticalità e sapidità e un Serprino frizzante che rischia di finire in un batter d’occhio.

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Sommelier in pista, sciare con gusto

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di Silvia de' Lutti

L'Alta Badia in versione Food & Wine. Sì perché Alta Badia non è solo sinonimo di divertimento sulla neve, di gare di sci blasonate con la Gran Risa e la Saslong come teatro, ma regala anche magiche atmosfere con montagne imbiancate che incantano tutti dallo sciatore esperto al semplice principiante. 

Qui si parla ladino, italiano e “gran gourmet”! Questa valle vanta ben 4 stelle Michelin ai piedi delle Dolomiti: dal Lagazuoi passando per S. Cassiano fino a Corvara, in soli 10 km si trova il gotha dell’enogastronomia altoatesina, un vero parco dei divertimenti per wine&food lovers.

Durante la stagione sciistica sono tanti gli eventi enogastronomici, organizzati dall’associazione turistica dell’Alta Badia, che si susseguono e che hanno come protagonisti rifugi, piste da sci, chef, prodotti e vini di nicchia.

Gourmet Skisafari: sci ai piedi, ci si sposta da una baita all’altra per degustare i piatti preparati dagli chef stellati della zona. Ecco quindi Norbert Niederkofler che al rifugio Bioch ha interpretato a modo suo i tortellini in brodo. Lo chef Matteo Metullo, invece, ha presentato un’animella di vitello fritta, su battuta di scampi, spuma di topinambur affumicata e salsa alla liquirizia e anice al rifugio Moritzino, mentre lo chef Nicola Laera, al rifugio Col Alt, ha cucinato una porchetta di coniglio del Bleggio con i suoi fegatelli, zucca, castagne e polvere di prosciutto di sauris. Queste creazioni sono poi state protagoniste, insieme ad altri piatti preparati da chef internazionali, dell’iniziativa Sciare con gusto. Nella stagione 2016/2017 a farla da padrone sono stati gli chef di montagna, arrivati dalle più esclusive località sciistiche del mondo. La formula vincente è quella di sempre, 14 rifugi e 14 chef, con ricette ispirate alla tradizione, abbinate a vini altoatesini. Insomma, un vino tira l’altro!

Dopo il successo dello scorso anno, è stata riproposta l’iniziativa “Sommelier in pista” con degustazioni di vino ad alta quota. 

L’evento, con l’obiettivo di suggellare il legame tra la montagna, lo sport ed i prodotti d’eccellenza del territorio, è stato organizzato in sei appuntamenti. Un maestro di sci ed un esperto sommelier sono stati le guide degli appassionati di vino e di montagna: passando da un rifugio ad un altro (Bioch, Col Alto, Tablà, Bamby e Piz Arlara, a 2000 mt di quota) si sono degustati i più prestigiosi vini altoatesini.  

E quindi cosa aspettate? Affilate le lamine, agganciate gli scarponi, calici alla mano e pronti per la stagione 2018/19 in Alta Badia. Ein Prosit!

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Nuovo palinsesto Wine Tv

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Cari Winetvlovers,

ecco un nuovo palinsesto di Wine Tv con nuovi video e nuove avventure.

La prima è una sfida improvvisata fra i banchi del Vinitaly. Una divertente gara per scoprire il vino preferito da Cristiano Cini. Unica regola: scegliere etichette delle aziende che appartengono al Movimento turismo del vino della Toscana.

Lasciamo Verona, pronti per un altro entusiasmante evento legato al mondo del vino: il 3 e 4 giugno si svolgerà Wine Show Orvieto. Nell’intervista a cura di Mattia Cialini, l’organizzatore della kermesse Alberto Crispo svela, in anteprima, le novità di questa edizione.

Conosciamo l’Ais Toscana attraverso la voce dei suoi delegati: Massimo Rossi e Bruno Caverni ci raccontano i territori di Arezzo e Prato e le loro delegazioni.

Per la rubrica Wine Tv racconta, nuovi vini da scoprire delle aziende Benedetti & Grigi, degustati dal migliore sommelier al mondo Luca Martini e Villa La Ripa, raccontati dal miglior sommelier d’Italia 2015 Andrea Galanti.

Ricordiamo che per vedere Wine Tv non sono necessari abbonamenti o costi aggiuntivi: è sufficiente disporre di una parabola e di un decoder Hd.

Con un qualunque abbonamento a Sky, Wine Tv è visibile sul canale 815.

Con decoder free è possibile vedere Wine Tv sul satellite Hot bird effettuando una ricerca per canale, oppure tramite ricerca manuale, inserendo i seguenti dati: Frequenza 12.245 S/R 29.900 Polarità: Orizzontale FEC 5/6

Buona visione e buon vino a tutti!

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Vitigni e vini di Latina nel volume ‘Viaggi nell’Agro Pontino. Vita, vitis, vinum’

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di Giuseppe Motisi 

Terra di luoghi mitologici visitati anche da Ulisse nelle sue peregrinazioni, terra evocatrice di storie di malaria, di paludi e di bonifiche, terra prepotentemente mediterranea dove ulivo e vite si arrampicano dai pendii assolati del Tirreno fino all’Appennino. 

È il territorio di Latina e della sua provincia al quale è dedicato, per la prima volta, un ritratto dal punto di vista della produzione enologica nel volume ‘Viaggi nell’Agro Pontino. Vita, vitis, vinum’, presentato lo scorso 28 aprile e pubblicato dalla Atlantide editore. 

Autori del volume sono Antonio Scarsella, ex sindaco di Sermoneta ed ex presidente del Consorzio per lo sviluppo industriale Roma-Latina, e Mauro D’Arcangeli, direttore di Confagricoltura Latina, che si sono cimentati non già in una classica guida dei vini, bensì nella scrittura di un vero e proprio romanzo che, attraverso la voce dei suoi protagonisti, racconta in prima persona la straordinaria varietà delle viti e la storica vocazione enologica dell’Agro pontino.

“Il romanzo di Scarsella e D’Arcangeli prende le mosse dal sito archeologico di Satricum dove Peter von Goethe, lontano discendente immaginario del grande scrittore tedesco, insieme alla sua collega olandese Clem, entrambi docenti universitari di storia antica, iniziano il loro viaggio lungo i sentieri dell’Agro Pontino – spiega Dario Petti, editore del libro e saggista -. Seguendo le illustri ed antiche orme che la storia ha lasciato impresso nel territorio di Latina e del suo hinterland, le vicende dei due protagonisti del romanzo si svolgeranno lungo un particolare filo conduttore: il vino, secolare eccellenza e linfa vitale di queste terre che veniva prodotto già duemila anni fa e che, ancora oggi, è elemento fondamentale dell’identità del territorio pontino”.  

Il vino ha dunque un ruolo di primo piano nel romanzo: è non soltanto raccontato, ma valutato ed illustrato, dal vigneto alla bottiglia, fornendo così al lettore una mappatura delle eccellenze enologiche del territorio pontino. Al termine della narrazione sono infatti menzionati in dettaglio i principali vitigni locali, i vini di più antica tradizione e quelli creati dalla moderna e lungimirante enologia pontina. 

“L’Agro pontino è un rosario di perle, della natura e create dall’uomo – ha affermato nel corso della presentazione del volume Marco Carpineti, presidente dell’associazione Strada del vino della provincia di Latina -. Le origini di Cori, ad esempio, anticipano di sei secoli quelle di Roma; Ninfa è un borgo medievale che nasce attorno ad un tempio romano dedicato alle Ninfe delle acque e dei boschi; Sezze deve le sue origini, secondo la leggenda, ad Ercole; Priverno è descritta da Tito Livio come un potente centro volsco. Più a sud Terracina, poi Fondi e Sperlonga protesa sul mare, uno dei più affascinanti borghi medievali del Mediterraneo; nelle vicinanze di Sperlonga sono poi presenti i resti dell’imponente villa di Tiberio. Più che moderne sono invece le città dell’architettura razionalista come Latina, Sabaudia e Pontinia, nate nel corso della bonifica dell’Agro pontino. Tra storia, cultura e natura, immersi in questa splendida cornice si snodano dunque i ‘Viaggi’ del romanzo, e nascono e si sviluppano le aziende vitivinicole della Strada del Vino della provincia di Latina”.

Da registrare che alla presentazione del libro ‘Viaggi nell’Agro Pontino. Vita, vitis, vinum’ insieme agli autori e all’editore sono intervenuti, Felice Costanti, assessore alle Attività produttive del comune di Latina, Enrico Forte, membro della commissione Agricoltura della regione Lazio, e Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini.

Per informazioni sul volume si può consultare il sito http://www.atlantideditore.it 


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Ciliegiolo d'Italia, a Narni il 20 e 21 maggio

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Dopo il successo delle passate due edizioni torna Ciliegiolo d’Italia, la prima iniziativa di approfondimento dedicata interamente a questo vitigno, diffuso in varie parti d’Italia ma ancora poco esplorato e a tutte le aziende che lo producono in purezza sul territorio nazionale. 

L’evento si svolgerà, come sempre, a Narni conosciuta in passato come Narnia, che vanta origini antichissime risalenti all’epoca pre-romana ed è tra le cittadine più belle dell’Umbria, oltre a essere una zona ad alta vocazione per la produzione del Ciliegiolo. Due giorni, sabato 20 e domenica 21 maggio, di approfondimenti, seminari, banchi di assaggio alla presenza dei produttori e cooking show, all'Auditorium di San Domenico, edificio del XII secolo nel centro storico di Narni che conserva intatta tutta la sua bellezza. 

Saranno circa 30 i produttori che con i propri vini permetteranno a un pubblico, non solo di operatori del settore ma anche di appassionati di enogastronomia, di scoprire le varie declinazioni di un “rosso agile e slanciato, che riscatta la propria leggerezza come un valore, come garanzia di trasparenza. E sa proporsi nei casi migliori come un rosso scorrevole e succoso, tutt’altro che scivoloso e sfuggente: un vin de soif capace di stimolare il sorso succesivo”, come lo ha definitivo Giampaolo Gravina, massimo esperto di enogastronomia del nostro Paese.

Ad approfondire questi aspetti del Ciliegiolo, attraverso delle degustazioni guidate ci saranno giornalisti del calibro di Alessandra Piubello (Guida Vini Veronelli), Gianni Fabrizio (Gambero Rosso), Guido Ricciarelli (I Vini Buoni d’Italia) e Riccardo Viscardi e Livia Berardelli (Doctor Wine).  

Il matrimonio tra vino e cibo sarà un altro protagonista. Infatti, alla collaborazione con Slow Food Terre dell'Umbria Meridionale si potranno degustare e acquistare alcuni Presidi e piccole produzioni alimentari di questa terra ricca di tesori del gusto. Inoltre, la manifestazione sarà animata da cooking show che mostreranno l’esecuzione di alcune ricette eseguite da noti chef del territorio e gli abbinamenti con il Ciliegiolo.

La manifestazione è promossa e ideata dall'Associazione dei Produttori di Ciliegiolo di Narni, composta da sette aziende locali riunitesi per la promozione e lo sviluppo del “Ciliegiolo di Narni”, tipico di queste zone e presente già dal Medioevo.

L'Associazione dei Produttori di Ciliegiolo di Narni è formata dalle aziende: Leonardo Bussoletti (il cui titolare, Leonardo Bussoletti, è il Presidente dell'Associazione), Fattoria Giro di Vento di Azienda Agricola Mazzocchi, Tenuta Casale Milli, Tenuta Fabrucciano, Agraria Ponteggia, Cantina Sandonna, Ruffo della Scaletta. Queste sette realtà che producono ed etichettano Cilegiolo di Narni in purezza hanno aderito a un disciplinare che certifica l'adozione di determinate norme di lavorazione, sia in vigna che in cantina, più rigorose rispetto al disciplinare IGT, e si contraddistinguono grazie ad un bollino posto in etichetta.

Ciliegiolo d'Italia si avvale del contributo dell’Unione Europea, della Repubblica Italiana e della Regione Umbria – Programma di Sviluppo rurale per l’Umbria 2014-2020, Misura 3.2.1 -, del patrocinio e del supporto del Comune di Narni e della Provincia di Terni

 

In breve:

Orari banchi di assaggio – Auditorium San Domenico 

(Ex Chiesa di San Domenico, Strada Mazzini, Narni TR)

Sabato 20 maggio: ore 15:00 – 21:00

Domenica 21 maggio: ore 12:00 – 19:00

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Vinitaly 2017: memorie di un viaggio tra vini e storie

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di Amanda Arena e Beunida Shani

Un antico detto recita: " Dove c'è vino c'è amore", non possiamo non dargli ragione. Non è un caso, infatti, che il Vinitaly, salone internazionale dedicato al mondo dei vini e dei distillati, avvenga a Verona, la città di Romeo e Giulietta. Nei quattro giorni di kermesse abbiamo avuto la possibilità di viaggiare l'Italia percorrendo i vari padiglioni, un itinerario fatto di profumi, colori ma soprattutto racconti di chi ha fatto del vino la sua storia. 

Iniziamo dal Piemonte con un Nebbiolo in purezza dell'azienda vitivinicola Ghiomo: una realtà attenta alla tradizione, dallo spirito genuino. Sempre per rimanere in tema di genuinità, abbiamo fatto tappa in Veneto da Silvia e Roberta Gardina di Quota 101, siamo nei Colli Euganei e quest’azienda giovane ci racconta quanto rilevante sia investire anche nella biodiversità. Incuriosite dal terroir dei Colli siamo andate a salutare Elisa Dilavanzo della Cantina Maeli, produttrice innovativa e coraggiosa. Elisa ci ha raccontato come ha voluto rendere il Fior d’Arancio, vino abbinato per tradizione solo ai dolci, un quid di più versatile e strutturato che si potesse sposare bene anche ai piatti più corposi. Scopo che è stato raggiunto brillantemente grazie alla sua creatività che l’ha portata a declinare il Fior d'Arancio in vari metodi: dal classico sino addirittura all'ancestrale. E poi c'è Stefania Mariani di Ca' dei Ronchi, siamo nel cuore vivo della Valpolicella. Stefania è un architetto giovanissimo che ha saputo far convivere l'amore per il design e l'innovazione alla passione dei grandi vini veronesi. Le loro etichette essenziali ed ironiche rimangono impresse quanto la loro selezione di Valpolicella ed Amarone. Un’altra sosta al padiglione 5 presso Ongaresca, cantina nata dalla passione di due amici, Sergio Traverso e Lorenzo Sinico, i quali intendono esaltare le peculiarità del territorio in cui operano, quello di Costabissara in provincia di Vicenza, producendo spumanti metodo classico caratterizzati da una bella persistenza e un’elegante piacevolezza. Nello stesso padiglione ci siamo soffermate anche da Marchesi di Barolo, storica realtà piemontese dedita da più di duecento anni alla viticoltura di elevata qualità, per ascoltare con le parole del titolare Ernesto Abbona la particolare storia di Cascina Bruciata, la nuova cantina acquisita nel Barbaresco, dello straordinario territorio e della sua filosofia aziendale incentrata sulla produzione di vini biologici. 

Il viaggio tra i profumi, i colori e i sapori ha toccato anche il Sud d’Italia con due regioni in cui la pratica della viticoltura, traendo origine dalla civiltà della Magna Grecia,  vanta una tradizione millenaria: la Puglia e la Calabria. Inizialmente giungiamo a San Marzano, nel cuore della patria d’elezione del celebre vitigno Primitivo di Manduria. Qui nel 1962 incomincia la storia di Cantine San Marzano nate originariamente da diciannove vignaioli, legati da generazioni alla coltivazione della terra, per raggrupparne oggi ben milleduecento in forma di cooperativa. Sotto la guida di Francesco Cavallo questa grande realtà produce vini che esprimono compiutamente l’essenza di quest’area del territorio pugliese fatta di sterminate distese di vigne e paesaggi meravigliosi incastonati tra due mari: lo Ionio e l’Adriatico. Per terminare questo coinvolgente “Vinitaly tour”, siamo giunte, infine, al padiglione Calabria per conoscere più da vicino la storia dell’azienda Santa Venere, situata sulle colline di Cirò, piccolo paese in provincia di Crotone. Qui, fin dal 1600, la famiglia Scala si dedica con estrema attenzione alla coltivazione della vite e dell’ulivo in regime biologico. Oggi è Giuseppe Scala a condurre l’azienda con l’ambizioso obiettivo di esaltare le particolarità del terroir calabrese e valorizzarne i vitigni autoctoni per farli conoscere ed apprezzare dai palati degli estimatori di tutto il mondo. 

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Nuovo palinsesto Wine Tv

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Cari Winetvlovers,

è iniziato il nuovo palinsesto di Wine Tv con nuovi video e nuovi protagonisti.

Inauguriamo la rubrica “Le pillole del dottor Radicchi”, dove l’esperto sommelier Luca Radicchi ci illustrerà, in pochi minuti, alcune nozioni fondamentali per ogni appassionato di vino. 

La Harley ha deciso di portare Maurizio Zanolla a Firenze,  capoluogo toscano, culla del rinascimento italiano. Ma anche città dalle grandi tradizioni enogastronomiche. Maurizio ci farà scoprire 4 diversi ristoranti, 4 filosofie di gusto che interpretano il territorio.

Restiamo in Toscana per goderci il prestigioso riconoscimento che il Touring club italiano ha assegnato alla Strada del vino Terre di Arezzo. 

Infine spostiamo in Lombardia, nella città giardino, dove Silvia de’ Lutti ci guiderà fra gli atelier del vino alla scoperta di una delle manifestazioni più eleganti e coinvolgenti: Wine Tasting Varese. 

Per la rubrica Wine Tv racconta, nuovi vini da scoprire delle aziende Benedetti & Grigi, degustati dal migliore sommelier al mondo Luca Martini e Villa La Ripa, raccontati dal miglior sommelier d’Italia 2015 Andrea Galanti.

Ricordiamo che per vedere Wine Tv non sono necessari abbonamenti o costi aggiuntivi: è sufficiente disporre di una parabola e di un decoder Hd.

Con un qualunque abbonamento a Sky, Wine Tv è visibile sul canale 815.

Con decoder free è possibile vedere Wine Tv sul satellite Hot bird effettuando una ricerca per canale, oppure tramite ricerca manuale, inserendo i seguenti dati: Frequenza 12.245 S/R 29.900 Polarità: Orizzontale FEC 5/6

Buona visione e buon vino a tutti!

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Premio Wine Tv all’Only Wine Festival

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Dieci categorie, dieci ambiti riconoscimenti. A città di Castello, in occasione dell’Only Wine Festival, si svolgerà la premiazione del primo concorso indetto da Wine Tv, canale tematico interamente dedicato al mondo del vino, in onda sul canale Sky 815. La consegna dei riconoscimenti, organizzata insieme a Fiera Show e Only Wine Festival, si svolgerà sabato 22 alle 22:30.  
Lo scopo è quello di esaltare le aziende che abbiano saputo distinguersi per un prodotto o un progetto, far conoscere e valorizzare i vini dei giovani produttori presenti alla manifestazione e gratificarli con un premio dell’emittente televisiva. 
Ai dieci vincitori sarà consegnata una targa e sarà regalato un video del format “Wine tv racconta”, una particolare degustazione, semplice e coinvolgente, realizzata da un esperto sommelier e testimonial Wine Tv. Il filmato sarà poi trasmesso sul canale Sky 815 per 3 mesi, condiviso sul sito internet www.wine-tv.it e su ogni piattaforma di Wine Tv.
Le dieci categorie individuate, alle quali le cantine hanno aderito inviando campioni di un loro vino, erano: miglior bianco, miglior rosso, miglior bollicina, miglior dolce, miglior autoctono, miglior vino qualità/prezzo, azienda green, miglior etichetta, vino originale, viticoltore dell’anno.
“La partecipazione – commenta il direttore di Wine Tv Cristiano Cini – è stata davvero considerevole. Oltre 50 cantine hanno preso parte all’iniziativa inviando i prodotti per la degustazione e una scheda con la storia dell’azienda e l’impegno nella valorizzazione e nel rispetto del territorio. Fa davvero piacere vedere l’attenzione e la passione che questi giovani produttori mettono nel loro lavoro e nei loro vini”.
I vincitori saranno svelati sabato 22 durante la cerimonia di premiazione.
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Il programma completo dell'Only Wine Festival

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PROGRAMMA

L'ingresso ad ONLY WINE FESTIVAL è gratuito. 

Tuttavia, per poter degustare i vini o le birre presenti è necessario acquistare un ticket, il cui prezzo varia a seconda del tipo di esperienza prescelta. I tipi di degustazione previsti sono i seguenti:

1) DEGUSTAZIONI LIBERE DI VINO in tutti i banchi d'assaggio acquistando un ticket da 15 euro che da diritto a 5 degustazioni di Vino libere ai banchi di assaggio delle cantine + 1 Trentodoc + 1 only Wine International, con compreso calice e porta bicchiere. 

2) DEGUSTAZIONI DI VINO GUIDATE DAI MIGLIORI SOMMELIER D'ITALIA E DEL MONDO 

Tutte le degustazioni guidate saranno anche tradotte nella lingua dei segni grazie alla collaborazione con A.U.S.R.U., Associazioni Unite dei Sordi della Regione dell’Umbria e ANIMU.

3) SPEED WINE - Corsi rapidi di approccio alla degustazione del vino condotti dai migliori sommelier AIS d'Italia e del Mondo 

4) DEGUSTAZIONI LIBERE DI BIRRA ARTIGIANALE presso l'area Only Beer acquistando un ticket da 10 euro che da diritto a 5 degustazioni compreso calice e portabicchiere. 

 - Tutti i clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo che presentino una carta di pagamento alle casse ONLY WINE FESTIVAL possono usufruire della convenzione per l'acquisto del biglietto che da diritto a 5 degustazioni di Vino libere ai banchi di assaggio delle cantine + 1 Trentodoc + 1 only Wine International al prezzo di 10 Euro. 


SABATO 22 APRILE 2017

ORE 12:00

APERTURA SITI ESPOSITIVI:

- AREA ONLY WINE FESTIVAL con i 100 migliori produttori under 40 e le piccole cantine selezionate da A.I.S. Italia - Palazzo Bufalini

- AREA ONLY WINE INTERNATIONAL - Crystal Dome 1 - Piazza Matteotti

- AREA ONLY WINE & TRENTODOC - Crystal Dome 2 - Piazza Matteotti

- AREA ONLY BEER - Crystal Dome 3 - Piazza Gabriotti

- AREA ONLY WINE AND CIGAR - Piazza Matteotti

- AREA ONLY WINE & WHISKY CLUB - Atrio del Comune - Palazzo del Comune di Città di Castello - Piazza Gabriotti

- AREA SPEED WINE - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San Paolo - Piazza Matteotti

- AREA SPEED BEER / SPEED WHISKY - Sala Capi Gruppo Consiliari - Palazzo del Comune di Città di Castello - Piazza Gabriotti.

- AREA ONLY CIGAR - Palazzo Bufalini

ORE 12:00

DEGUSTAZIONE GRATUITA SIGARO TOSCANO

Sede Cigar Club Valtiberino - Palazzo Bufalini (GRATUITA SU PRENOTAZIONE)

ORE 12:30

SPEED WINE

Corso rapido di approccio alla degustazione in lingua inglese

Condotto da Andrea Galanti (Migliore Sommelier d'Italia 2015) - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San Paolo - Piazza Matteotti  

(Prezzo: 10 Euro) 

ORE 15:00

INAUGURAZIONE DI "ONLY WINE FESTIVAL" 

Taglio del nastro e visita del percorso espositivo per istituzioni, autorità e stampa - Palazzo Bufalini

ORE 15:00

SPEED CIGAR

Corso rapido di approccio al fumo lento - sede Cigar Club Valtiberino-Palazzo Bufalini

ORE 15:30

DEGUSTAZIONE GUIDATA "RACCONTI IN RISERVA": lo stile delle case spumantistiche nelle espressioni millesimate vocate alla longevità – degustazioni di diverse espressioni tra Chardonnay e Pinot Nero.

Degustazione guidata in collaborazione con il Consorzio Trento DOC

Condotta da Maurizio Dante Filippi (Migliore Sommelier d’Italia 2016)presso Sala degli Specchi - Palazzo Bufalini

ORE 16:00

SPEED WINE “Barrique - Botte Grande”

Corso rapido per comprendere meglio le differenze tra l'evoluzione in Barrique e l'evoluzione in Botte Grande

Condotto da Luca Martini (Migliore Sommelier del Mondo) - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San Paolo - Piazza Matteotti

(Prezzo: 10 Euro) 

ORE 16:00

DEGUSTAZIONE GRATUITA SIGARO ITALICO

sede Cigar Club Valtiberino - Palazzo Bufalini

ORE 16:30

PRESENTAZIONE “VINUMBRIA”

APP DELLE ZONE DI PRODUZIONE DEI VINI DELL’UMBRIA- POLO TECNICO – FRANCHETTI SALVIANI Sala Degli Stucchi - Palazzo Bufalini


ORE 16:30

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO VINCITORE DEL CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE “BERE IL TERRITORIO” - ISTITUTO UGO PATRIZI - Sala Degli Stucchi - Palazzo Bufalini

ORE 17:00

DI...VINO VERSO

Presentazione del libro di Flavia Scebba a cura di Luoghi Interiori – Sala Degli Stucchi - Palazzo Bufalini

ORE 17:30

SPEED WINE “ORVIETO CLASSICO”

Corso rapido di approccio alla degustazione del "Bianco" pietra miliare della storia del Vino italiano

Condotta da Maurizio Dante Filippi (migliore sommelier d’Italia 2016) - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San Paolo - Piazza Matteotti

(Prezzo: 10 Euro)

ORE 17:30

ONLY WHISKY

Sessione masterclass condotta da Claudio Riva - Sala Capi Gruppo Consiliari - Palazzo del Comune di Città di Castello

Degustazione di 4 selezioni di WhiskyClub Italia

CLYNELISH 15 ANNI, 2001-2016 - HIGHLAND SINGLE MALT SCOTCH WHISKY / 46% VOL.

GLENDRONACH 12 ANNI, 2004-2016 - SPEYSIDE SINGLE MALT SCOTCH WHISKY / 51.1% VOL.

CAOL ILA 10 ANNI, 2006-2016 - ISLAY SINGLE MALT SCOTCH WHISKY / 46% VOL.

AUCHENTOSHAN 17 ANNI, 1998-2016 - LOWLAND SINGLE MALT SCOTCH WHISKY / 46%

(Prezzo: 25 Euro) 

ORE 18:00

UN BRINDISI CON "ROMEO Y JULIETA"

Degustazione guidata di Sigaro Cubano Romeo y Julieta Capuletos Edizione limitata 2016 e Champagne condotta Catadores (Maestri conoscitori del sigaro) e Luca Martini (Migliore sommelier del Mondo)- sede Cigar Club Valtiberino-Palazzo Bufalini

(Prezzo: 30 Euro) 

ORE 18:00

DEGUSTAZIONE GUIDATA "I VINI DEL FUOCO" 

Degustazione di 7 "campioni" figli di territori vulcanici

Condotta da Andrea Galanti (Migliore Sommelier d'Italia 2015) Sala degli Specchi - Palazzo Bufalini

Vini in degustazione:

- Sesto 21 - Frascati Superiore D.O.C.G. - Casata Mergè

- Millesumare- Sicilia D.o.c. Bianco - SantaMariaLaNave

- Albare - Soave D.o.c. – Az.agr.Portinari

- Runcata - Soave Superiore- Corte Giacobbe

- Villa Barbi- Orvieto Classico D.o.c. - Decugnano dei Barbi

- Luigi e Giovanna - Orvieto D.o.c. Classico Superiore - Barberani

- Calmarossa- Etna D.o.c. rosso – SantaMariaLaNave

(Prezzo: 40 Euro)

ORE 18:30

SPEED WINE “BAROLO – BRUNELLO”

Corso rapido di approccio alla degustazione dei due vini simbolo di Piemonte e Toscana

Condotto da Luca Martini (Migliore Sommelier del Mondo) - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San paolo - Piazza Matteotti

(Prezzo: 10 Euro) 

ORE 19:30

SPEED WINE “Metodo Charmat - Metodo Classico“

Corso rapido per comprendere meglio le differenze tra i due metodi di spumantizzazione

Condotto da Andrea Galanti (Migliore Sommelier d'Italia 2015) - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San Paolo - Piazza Matteotti

(Prezzo: 10 Euro) 

ORE 20:30

DEGUSTAZIONE GUIDATA “ONLY WINE EXCELLENCE“

Degustazione di 5 grandissimi vini dell’area “ONLY WINE INTERNATIONAL” selezionati da Luca Martini (Migliore Sommelier del Mondo) in abbinamento a 5 piatti realizzati dallo Chef Hiro Shoda.

Condotta da Luca Martini (Migliore Sommelier del Mondo) presso Sala degli Specchi - Palazzo Bufalini

Vini in degustazione:

- Champagne Mousse Fil: Cuvée BdN Extra Or D'Eugène

- Domaine David Moreau: Santenay blanc 2015

- Domaine Tupinier Bautista: Mercurey Rouge premier Cru Clos du Roy 2015

- Micheal Clotaire: Centenarie Beaujolais 2015

- Daniel Twardoski , Pinot Noix 2013


- Piatti in degustazione:

- Tataki di tonno e bottarga

- Salmone alla yuan-ji e uova di salmone

- Risotto allo scorfano con katsuo-bushi e cuore fondente al pomodoro

- Teriyaki d’anatra all’arancia e zenzero

- Matcha-misù

(Prezzo: 60 Euro) 

ORE 20:30

SPEED WINE “ LACRIMA”

Corso rapido alla scoperta del più "romantico" vitigno d'Italia.

Condotto da Valeria Cesari (Master Sommelier) - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San Paolo - Piazza Matteotti

(Prezzo: 10 Euro) 

ORE 22:30

PREMIAZIONE CONCORSO WINE TV

ORE 23:00

CHIUSURA SITI ESPOSITIV


DOMENICA 23 APRILE 2017

ORE 11:00

APERTURA SITI ESPOSITIVI:

- AREA ONLY WINE FESTIVAL con i 100 migliori produttori under 40 e le piccole cantine selezionate da A.I.S. Italia - Palazzo Bufalini

- AREA ONLY WINE INTERNATIONAL - Crystal Dome 1 - Piazza Matteotti

- AREA ONLY WINE & TRENTODOC - Crystal Dome 2 - Piazza Matteotti

- AREA ONLY BEER - Crystal Dome 3 - Piazza Gabriotti

- AREA ONLY WINE AND CIGAR - Piazza Matteotti

- AREA ONLY WINE & WHISKY CLUB - Atrio del Comune - Palazzo del Comune di Città di Castello - Piazza Gabriotti

- AREA SPEED WINE - Sala Bistoni – Palazzo Intesa (ex Palazzo di Casse di Risparmio dell’Umbria) - Piazza Matteotti

- AREA SPEED BEER / SPEED WHISKY - Sala Capi Gruppo Consiliari - Atrio del Comune - Palazzo del Comune Città di Castello - Piazza Gabriotti.

- AREA ONLY CIGAR - Palazzo Bufalini

ORE 10:30

VIGNE, VINO, VITA: i miei pensieri naturali

Presentazione del libro di Lorenzo Corino – Sala Bistoni- Palazzo Intesa San Paolo

ORE 12:00

DEGUSTAZIONE GUIDATA “NOBILE IN QUATTRO ATTI”

Verticale in combinata: Nobile di Montepulciano ed IGT Rosso Toscano

Condotta da Andrea Galanti (Migliore Sommelier d'Italia 2015) - Sala degli Specchi - Palazzo Bufalini

Vini in degustazione:

- Nobile di Montepulciano Riserva 2007 - Az.Agr.Nottola

- Nobile di Montepulciano Riserva 2009 - Az.Agr.Nottola

- Nobile di Montepulciano Riserva 2011 - Az.Agr.Nottola

- Nobile di Montepulciano Anteprima Riserva 2013 - Az.Agr.Nottola

- IGT Rosso Toscana - Anterivo 2007 - Az.Agr.Nottola

- IGT Rosso Toscana - Anterivo 2009 - Az.Agr.Nottola

- IGT Rosso Toscana - Anterivo 2011 - Az.Agr.Nottola

- IGT Rosso Toscana - Anterivo Anteprima 2013 - Az.Agr.Nottola

(Prezzo: 40 Euro) - Prenota ora

ORE 12:00

DEGUSTAZIONE GRATUITA SIGARO NOSTRANO DEL BRENTA

sede Cigar Club Valtiberino-Palazzo Bufalini

ORE 12:30

SPEED WINE

Corso rapido di approccio alla degustazione in lingua inglese

Condotto da Luca Martini (Migliore Sommelier del Mondo) - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San paolo - Piazza Matteotti

(Prezzo: 10 Euro) 

ORE 15:00

DEGUSTAZIONE GUIDATA “INNOVAZIONE E TRADIZIONE, INTERPRETATE DA LUCA MARTINI”

Come interpretare un territorio tra innovazione e tradizione: 5 vini visti e interpretati dal Migliore Sommelier del Mondo

Condotta da Luca Martini (Migliore Sommelier del mondo) - Sala degli Specchi - Palazzo Bufalini

Vini in degustazione:

- “Sotto Sopra” vino turbolento – 100% Groppello senza solfiti aggiunti - Tenute Del Garda

- Chiaretto – Garda Classico Chiaretto D.o.p.- Tenute Del Garda

- Brunello Di Montalcino - selezione Luca Martini 2010 - Fattoi

- Maeva - Moscato Secco 2014 - Tenute Martarosa

- Hidisco - Montepulciano d’Abruzzo 2014 - Tenute Martarosa

(Prezzo: 40 Euro) 

ORE 15:00

SPEED CIGAR

Corso rapido di approccio al fumo lento - sede Cigar Club Valtiberino - Palazzo Bufalini

ORE 16:00

DEGUSTAZIONE GRATUITA SIGARO MASTRO TORNABUONI

sede Cigar Club Valtiberino-Palazzo Bufalini

ORE 16:30

SPEED WINE “SAGRANTINO”

Corso rapido di avvicinamento ad un Grande Vino Rosso italiano che ha reso l'Umbria famosa nel mondo.

Condotto Maurizio Dante Filippi (Migliore Sommelier d’Italia 2016) - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San paolo - Piazza Matteotti

(Prezzo: 10 Euro) 

ORE 17:30

DEGUSTAZIONE GUIDATA “UMBRIA: IL VINO NEL CUORE D’ITALIA”

Viaggio alla scoperta dei vini espressione massima del territorio umbro

Condotta da Maurizio Dante Filippi (migliore sommelier d’Italia 2016) - Sala degli Specchi - Palazzo Bufalini

(Prezzo: 35 Euro) 

ORE 17:30

SPEED WINE “AMARONE”

Corso rapido alla scoperta del più caldo ed ammaliante Rosso italiano

Condotto da Andrea Galanti (Migliore Sommelier d’Italia 2015) - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San Paolo - Piazza Matteotti

(Prezzo: 10 Euro) 

ORE 17:30

ONLY WHISKY

Masterclass condotta da Claudio Riva - Sala Capi Gruppo Consiliari - Palazzo del Comune di Città di Castello

Degustazione di 4 selezioni di WhiskyClub Italia

CLYNELISH 15 ANNI, 2001-2016 - HIGHLAND SINGLE MALT SCOTCH WHISKY / 46% VOL.

GLENDRONACH 12 ANNI, 2004-2016 - SPEYSIDE SINGLE MALT SCOTCH WHISKY / 51.1% VOL.

CAOL ILA 10 ANNI, 2006-2016 - ISLAY SINGLE MALT SCOTCH WHISKY / 46% VOL.

AUCHENTOSHAN 17 ANNI, 1998-2016 - LOWLAND SINGLE MALT SCOTCH WHISKY / 46%

(Prezzo: 25 Euro) 

ORE 19:30

SPEED WINE “Metodo Charmat - Metodo Classico”

Corso rapido per comprendere meglio le differenze tra i due metodi di spumantizzazione

Condotto da Andrea Galanti (Migliore Sommelier d'Italia 2015) - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San Paolo - Piazza Matteotti

(Prezzo: 10 Euro) 

ORE 20:00


DEGUSTAZIONE GUIDATA DI PRODOTTI TIPICI A KM 70 A cura dell’ Associazione Produttori Biologici dell’Umbria - Sala Bistoni – Palazzo Intesa San Paolo - Piazza Matteotti

ORE 20:00

DEGUSTAZIONE GUIDATA “I TRE TENORI DEL VINO” - Tre "miti" a confronto. Declinazione enologica e non...

In abbinamento a 3 piatti realizzati dallo Chef Lorenzo Giglioli.

condotta da Luca Martini (Migliore Sommelier del Mondo), Maurizio Dante Filippi (Migliore Sommelier d’Italia 2016) e Andrea Galanti (Migliore Sommelier d’Italia 2015) - Sala degli Specchi - Palazzo Bufalini

Vini in degustazione:

- Brunello di Montalcino LA MANNELLA 2011- Soc. Agr. LA MANNELLA di Cortonesi s.s.

- Brunello di Montalcino LA MANNELLA 2012- Soc. Agr. LA MANNELLA di Cortonesi s.s.

- Amarone della Valpolicella 2007 - Le Guaite di Noemi

- Amarone della Valpolicella 2008 (Anteprima) – Le Guaite di Noemi

- Barolo Giulia Negri Serradenari 2011

- Barolo Giulia Negri Serradenari 2012

Piatti in degustazione:

- “Ricordo di una cacciatora...” Polenta Formenton della Garfagnana con sugo di faraona

- “A mezze maniche nel cortile” Mezze maniche al ragù di cortile con polveri di ortaggi

- Cinghiale nostrano con la sua salsa al vino rosso e orto di stagione

(Prezzo: 60 Euro) 

Per maggiori informazioni e per le prenotazioni alle degustazioni consultate la pagina http://www.onlywinefestival.it/?page=programma

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Il Vinitaly di Signorvino: 
wine lessons, wine tasting e...wine circus

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È un tema nuovo ed accattivante quello scelto da Signorvino per questa 51esima edizione di Vinitaly, un leitmotiv all’insegna del divertimento e dell’intrattenimento che ruota attorno alla condivisione di una passione: il vino italiano. 
Si apre quindi il sipario per Wine Circus da sabato 1 a sabato 15 aprile nei negozi di Verona e Valpolicella che prevede un calendario ricco di incontri, Wine Lessons, Wine Tasting, Masterclass e tanta musica. L’Illusionista, il Domatore e lo Sputafuoco sono i “Circus Special Tasting” previsti limitatamente per questo periodo, da scoprire all’interno dei punti vendita.

Le Wine Lessons saranno opportunità per chiunque voglia avvicinarsi al mondo del vino in maniera semplice e divertente ed approfondiranno vari temi: “Come degustare un vino”, “Leggi l’etichetta, stappa e servi”, “Prosecco Mon Amour”, “Langhe Style” “I Love Tuscany” per citarne alcuni. Sarà possibile prenotarsi in negozio e partecipare ai corsi della durata di mezz’ora in maniera completamente gratuita durante tre fasce orarie della giornata (15:00/16:00/17:00).

Sabato 8 aprile nel Wine Store della Valpolicella inizierà lo spettacolo nello spettacolo, immersi in un’ambientazione circense, sarà possibile degustare l’aperitivo accompagnati dal Dj set dalle ore 18:00 e dalle 22:00 dal live music di Roberta e i Negroni, gruppo veronese che unisce al rock’n’roll, al Rockabilly, una spolverata di pop, un pizzico di ska e reggae. Solito format per la sera di domenica 9 aprile che vedrà sul “palco” del Wine Circus la musica di Slick Steve & The Gangsters quartetto esplosivo di Brescia, espressione di una contaminazione artistica tra sonorità vintage e moderne, Swing, Rock’n Roll e performance circensi. Lunedì 10 aprile sarà invece il Sexy Jazz di Jazzica Rabbit ad animare il dopo cena di Signorvino Valpolicella, mentre martedì 11 aprile Vittoria e i Gorilla intratterranno gli ospiti con il loro inconfondibile mix di Rhythm’n’Blues, Swing e Raggae.

Ma le sorprese non finiscono, nel Wine Store di Verona, oltre al calendario di Wine Lessons, sarà proposta una degustazione imperdibile: la verticale di Vespa Bianco prevista per Lunedì 10 aprile dalle ore 17:30 sarà condotta infatti da Joe Bastianich.

Per poter approfittare al meglio degli eventi in programma, nei giorni da sabato 8 aprile a martedì 11 aprile sarà possibile usufruire del Wine Bus di Signorvino, una navetta gratuita tra il negozio di Verona – Corso Porta Nuova – e lo store della Valpolicella.


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A Vinitaly, in aumento gli espositori esteri

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Inaugurato nel 2014, Vininternational, il salone che riunisce gli espositori esteri di Vinitaly, sta diventando una realtà interessante per la visibilità internazionale e il gran numero di contatti business che riesce a garantire. A Vinitaly vini e cantine da 30 Paesi.

Verona, 3 aprile 2017 – Cantine e vini da 30 Paesi, +33% lo spazio richiesto nel salone speciale Vininternational che dal 2014 Vinitaly (9-12 aprile – www.vinitaly.com) dedica agli espositori esteri. Con questi numeri Vininternational, ospitato per la prima volta insieme alla Toscana in un nuovo grande spazio espositivo (padiglione D), dimostra di essere una vetrina sempre più interessante per grandi e per piccole aziende che vogliono un alto numero di contatti business con buyer di tutto il mondo (131.000 nel 2016 da 140 Paesi), ma all’interno di una fiera in grado di valorizzare le peculiarità dei propri vini e del territorio di origine.

Per tutti il mercato italiano rappresenta uno sbocco commerciale interessante e da potenziare, ma i produttori provenienti da Francia e Spagna, questi ultimi presenti per il secondo anno con una collettiva organizzata da Icex, cercano incontri b2b soprattutto con buyer  del mercato americano; le cantine e i distributori con etichette degli Usa e del Sud America espongono a Vininternational perché vogliono sviluppare l’export verso il Vecchio Continente e verso l’Estremo Oriente, come pure i produttori di Sudafrica, Nuova Zelanda e Australia.

Per la prima volta c’è il Kosovo, con la sua tradizione vitivinicola secolare, che affianca la Georgia, culla dell’enologia, mentre dall’Estremo Oriente debutta il Giappone a fianco della Cina. Organizzata dal Ministero dell’agricoltura di Mosca, partecipa quest’anno a Vinitaly anche una collettiva di vitivinicoltori dalla Russia.

Esordisce a Vininternational l’americana Amber Falls Winery & Cellars. “La scelta – dicono dall’azienda del Tennessee – è dovuta al prestigio dell’Italia in ambito enologico e alla nostra propensione verso i mercati internazionali, in particolare Europa e Asia”.

La Stone Castle Vineyards and Winery è la prima cantina in assoluto proveniente dal Kosovo a Vinitaly. “Con una capacità di stoccaggio di 50.000 hl in botti di legno – affermano –, siamo una delle più grandi aziende vinicole private in Europa”. A Vinitaly cerca nuovi distributori, in particolare europei.

“È la prima volta che partecipiamo a Vinitaly – dicono i responsabili della francese Château Roc de Boissac – con l’obiettivo di incontrare nuovi buyer da Stati Uniti e Sud Europa. Abbiamo scelto Verona perché qui c’è meno competizione con altri produttori francesi”.

Presente fin dal 2014 invece World of Flavor, importatore di oltre 250 etichette da Argentina, Cile, Spagna, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Uruguay. Una partecipazione condivisa con le cantine rappresentate, come investimento per ampliare i propri sbocchi commerciali.

Storica presenza di Vinitaly quella di AfriWines, con oltre 100 etichette dal Sudafrica, con in anteprima l’annata 2017.

A Vininternational anche la Cina, che propone i vini del Ningxia, una zona di produzione ormai paragonata alla francese Bordeaux. Questi vini, durante Vinitaly, sono protagonisti di uno dei grand tasting della Vinitaly International Academy.

Nuova la presenza del Giappone, con cinque aziende produttrici di sake alla ricerca di un suo spazio di mercato sull’onda del grande successo della cucina nipponica, mentre dalla Polonia arrivano le diverse tipologie di vodka di Toruńskie Wódki Gatunkowe, che già presente con i suoi prodotti sui mercati di Germania, Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti, Giappone e India, ha scelto il salone veronese per ampliare il proprio portafoglio clienti.

Da subito uno dei saloni più frequentati di Vinitaly, Vininternational è ad accesso libero ma regolamentato nei flussi, per garantire spazio e tempi adeguati per gli incontri di affari. Di grande richiamo anche il ricco programma di degustazioni guidate organizzate dagli espositori in chiave business

Altri espositori esteri. Quasi tutti gli espositori esteri di Vinitaly sono all’interno di Vininternational. Quelli della Slovenia, però, continuano a presentarsi nel padiglione del Friuli Venezia Giulia per contiguità territoriale. Chi produce vini biologici, invece, trova il suo spazio e incontri b2b con trader internazionali specializzati in questo segmento di mercato a Vinitalybio, mentre i produttori artigianali esteri sono presenti all’interno di Vivit. A Vinitalybio presenti aziende da Francia e Spagna, a Vivit da Francia, Austria, Slovenia e Argentina. 

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Ad Only Wine Festival i miglior birrifici del territorio

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Ad essere protagonisti di Only Wine Festival 2017 saranno anche i Migliori Birrifici Artigianali, nell'area degustazione e mostra mercato denominata Only Beer a loro riservata: un'area speciale dove è possibile acquistare le singole bottiglie dai produttori.

Quando si parla di birra artigianale, si fa riferimento ad un processo di produzione diverso, che vede l'utilizzo di ingredienti naturali, e un prodotto finale non pastorizzato, e in molti casi non filtrato. Il malto d'orzo o di frumento sono l'ingrediente base per produrre la birra; a questi sono poi aggiunti il lievito, l'acqua e il luppolo. 

A differenza delle birre industriali, che vengono sottoposte e pastorizzazione e filtraggio, le artigianali di norma sono esenti da questi processi, utili per una lunga conservazione del prodotto finale. Proprio per questo la birra artigianale per essere assaporata nel suo gusto più intenso deve essere consumata entro poco tempo dalla produzione. 

L'obiettivo di Only Beer è proprio quello di presentare agli ospiti della manifestazione l'eccellenza della birra artigianale locale e non, proponendo tanti diversi tipi di birra, dalla più leggera alla più strong, con un focus ben preciso sulla birra artigianale di qualità, che sta trovando una diffusione sempre più ampia.

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Vino "a fumetti" per festeggiare la 25esima edizione di Cantine aperte in Toscana

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La novità di questa edizione del Movimento Turismo del Vino Toscana sarà infatti la collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics con l’arrivo dei fumettisti nelle cantine. Violante Gardini (presidente MTV Toscana): «Cambia il modo di interpretare il vino, la comunicazione deve andare di pari passo»

Venticinque anni fa nasceva proprio in Toscana, allora in via sperimentale, l’evento che ha rivoluzionato la comunicazione del vino. Cantine Aperte raggiunge l’edizione numero 25 in Toscana, là dove è nato in via sperimentale, il 28 maggio, quando oltre 80 cantine del Movimento Turismo del Vino Toscana apriranno le porte agli appassionati di vino organizzando eventi nell’evento per due giorni che rappresentano un modo di festeggiare il vino italiano, toscano in particolare. «Ormai le cantine sono aperte tutto l’anno e l’enoturismo è un fenomeno in continua crescita – commenta il presidente di MTV Toscana, Violante Gardini – Cantine Aperte è quindi da considerarsi come la festa non solo del vino, ma per tutti gli appassionati di un tipo di turismo che nel nostro Paese rappresenta un modello di successo che ha cambiato il modo di conoscere e consumare il vino».

Il vino a fumetti. La grande novità di questa venticinquesima edizione di cantine aperte sarà la collaborazione tra il Movimento Turismo del Vino Toscana e la Scuola Internazionale di Comics di Firenze, la più importante accademia internazionale per la formazione di artisti del fumetto. Grazie a questa partnership la Scuola metterà a disposizione dei fumettisti che si divideranno nelle cantine aperte nell’ultima domenica di maggio. Ogni cantina avrà un artista diverso che racconterà attraverso le immagini il vino “a fumetti” per l’appunto. Un modo per coinvolgere il visitatore, ma anche per dimostrare che la comunicazione di questo grande prodotto, il vino, sta cambiando. «Nasce con questi presupposti questa collaborazione con la Scuola di Comics – continua Violante Gardini – e abbiamo scelto proprio Cantine Aperte per dare il via a questo percorso perché il fumetto riesce a esprimere con immediatezza ciò che racconta attraverso le immagini, un modo nuovo quindi per comunicare il vino ai nuovi consumatori». 

Le attività in programma. Oltre alle dimostrazioni artistiche dei fumettisti, le cantine che parteciperanno all’evento organizzeranno molte attività collaterali per fare da sfondo alle degustazioni. Dalla musica all’arte, dai giochi in campagna ai piatti tradizionali di ogni territorio. Ce ne sarà insomma per tutti i gusti in ogni denominazione del territorio toscano.  

Cantine Aperte. Da 25 anni, nato proprio in Toscana, è oggi l’evento enoturistico più importante in Italia. Nel 1992 in Toscana partì come evento sperimentale, su idea della fondatrice e allora presidente del Movimento Turismo del Vino, Donatella Cinelli Colombini. Visto il grande successo che ebbe, dal 1993, ogni ultima domenica di maggio, le cantine socie del Movimento Turismo del Vino aprono le loro porte al pubblico, favorendo un contatto diretto con gli appassionati di vino. Cantine Aperte è diventato nel tempo una filosofia, uno stile di viaggio e di scoperta dei territori del vino italiano, che vede, di anno in anno, sempre più turisti, curiosi ed enoappassionati avvicinarsi alle cantine, desiderosi di fare un’esperienza diversa dal comune. Cantine Aperte è un marchio di proprietà del Movimento Turismo del Vino, registrato e protetto giuridicamente per contrastarne qualunque abuso/imitazione e garantire ai consumatori qualità e professionalità nell’accoglienza, tratti distintivi delle cantine MTV.

L'Associazione Movimento Turismo del Vino Toscana è un ente non profit che raccoglie oltre 90 fra le più prestigiose cantine del territorio regionale, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. 

Per scoprire le aziende aderenti a Cantine Aperte e i relativi programmi è in aggiornamento la pagina dedicata all’evento su www.mtvtoscana.com. 

Montalcino (Si), 30 marzo 2017 C.s. 04

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Inizia il nuovo palinsesto

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Cari Winetvlovers,

con orgoglio vi presentiamo il nuovo palinsesto di Wine Tv. Troverete tanti format inediti, nati dal confronto con tutti voi che, da quando è iniziata questa avventura, ci seguite, ci scrivete e ci consigliate. La vostra voce per noi è stimolo e orgoglio. 

Vogliamo provare a raccontare questo affascinante e complesso mondo in ogni sua sfaccettatura. Sappiamo bene che l’impresa non è semplice ma è sempre bene darsi obiettivi ambiziosi.

E questa volta partiamo dalla vigna e dal lavoro nei campi. Fabio e Marco, due agronomi, da oltre 20 anni professionisti nel settore vitivinicolo, si trasformano in investigatori per esplorare le terre di alcune blasonate aziende. L’indagine metterà in luce cosa realmente accade nei vigneti destinati a produrre grandi vini.  

Non poteva mancare una rubrica sui vini naturali, curata da uno dei massimi appassionati del settore: Arnaldo Rossi. In questa puntata, seguendo gli appunti scritti sul suo blocchetto, ci porterà a conoscere Angiolino Maule e la sua filosofia.

Dal Veneto ci spostiamo in Umbria dove Maurizio Filippi ripercorrerà la storia di “un vino diventato cult”. Il Rubesco Vigna Monticchio dell’azienda Lungarotti come nessuno ve lo ha mai presentato e raccontato.

Prosegue la sfida per l’incoronazione del Miglior sommelier d’Italia a Trento. Si entra nel vivo con il primo concorrente che affronta la tanto attesa finale. Tensioni, attese, spettacolo. 

Infine per la rubrica Sorso lungo abbiamo avuto come ospiti il presidente di Agivi Federico Terenzi che ha spiegato scopi e sogni di un’associazione stimolante ed entusiasta che raccoglie giovani imprenditori vinicoli da tutta Italia e Sandro Camilli, presidente Ais Umbria, che ha selezionato le piccole cantine e i produttori under 40 protagonisti dell’Only Wine Festival.

Ricordiamo che per vedere Wine Tv non sono necessari abbonamenti o costi aggiuntivi: è sufficiente disporre di una parabola e di un decoder Hd.

Con un qualunque abbonamento a Sky, Wine Tv è visibile sul canale 815.

Con decoder free è possibile vedere Wine Tv sul satellite Hot bird effettuando una ricerca per canale, oppure tramite ricerca manuale, inserendo i seguenti dati: Frequenza 12.245 S/R 29.900 Polarità: Orizzontale FEC 5/6

Buona visione e buon vino a tutti!

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L’ incontro tra il gusto e le eccellenze enogastronomiche in scena a Golositalia 2017

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di Amanda Arena e Beunida Shani

Un duemiladiciasette col botto per il settore Food&Wine che parte con"Golositalia 2017''. Si rinnova, infatti, la fruttuosa collaborazione tra le fiere Golositalia e Aliment & Attrezzature. La manifestazione, giunta alla sesta edizione, è ormai una tradizione consolidata che interessa tutti i vari attori del comparto agroalimentare. Presenti tra i padiglioni e stand numerosi consumatori, foodbloggers, operatori Ho.RE.CA e buyers. 

La kermesse è durata tre giorni ed ha avuto luogo presso il Centro Fiera del Garda di Montichiari, Brescia. Quest'anno si sono registrate ampie partecipazioni di buyers esteri e una numerosa affluenza di visitatori, a dimostrazione della riuscita dell'evento che si prefigge, come scopo principe, la diffusione della conoscenza dei prodotti che caratterizzano il nostro territorio e il miglioramento della comunicazione del food, settore sempre più in crescita in Italia. Questa edizione ha avuto il pregio di un ospite d'eccezione ad onorare la cerimonia inaugurale: Ernst Knam, il pasticcere ha stregato i presenti in sala con creazioni di alta cioccolateria ispirate all' arte di Pollock. 

Altri nomi importanti del comparto enogastronomico non si sono voluti perdere l'occasione di partecipare alla manifestazione: Harold Knobben, Gaetano Aliprandi e Delio Gallina. Oltre alla qualità, la fiera è stata un successo anche sotto il profilo della quantità. Per il secondo anno successivo si sono, infatti, registrate più di 70.000 presenze. Una conferma sintomo di efficienza e professionalità da parte degli organizzatori e dei creatori dell'evento. 

Ampia e variegata l’offerta degli espositori. Protagonista il cibo con la presenza di grandi eccellenze provenienti dall’Italia e dal mondo: dai grandi prodotti delle cucine regionali italiane alle particolarità di prelibatezze europee come le ostriche francesi, i salumi di Patanegra e le acciughe del Cantabrico. Diversi sono stati i co-protagonisti: il vino con le migliori produzioni italiane, la birra col gusto genuino dell’artigianale, il bio-vegan-gluten free e il mondo della ristorazione. Più di cento le cantine italiane presenti alla kermesse con i loro vini di eccellenza, frutto del sole e delle affascinanti aree vitivinicole italiane: dall’Aglianico del Vulture al Roero, dal Primitivo pugliese al Gaglioppo calabrese fino al Chianti e al Lugana. Anche la birra ha ricoperto un ruolo importante, all’interno di Golositalia, con la partecipazione di ben trenta birrifici artigianali: una straordinaria vetrina per birre bionde, rosse, doppio malto in modo tale da accontentare gli esigenti palati dei numerosi appassionati di questa bevanda alcolica.  Inoltre,  prodotti biologici, vegan e gluten free hanno rappresentato un modo per ampliare l’offerta della ristorazione con particolare attenzione verso la cucina naturale, rispettosa della salute e delle intolleranze alimentari. Infine, un intero spazio dedicato alle ultime tendenze in tema di attrezzature per la ristorazione moderna: dalle efficienti cucine professionali ai gestionali per l’Ho.Re.Ca. 

Ricchissimo è stato il calendario degli eventi di questa edizione di Golositalia: interessanti showcooking con grandi ospiti, corsi di cucina e seminari rivolti sia agli operatori del settore, sia ai semplici curiosi ed appassionati. 


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Sorgente del vino live, quando una filosofia è più di una moda

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di Francesca Penzo


Trascorrere una giornata a "Sorgente del vino live 2017", evento che si è tenuto presso Piacenza Expo da sabato 11 a lunedì 13 marzo, significa entrare in contatto con un mondo di enoappassionati che privilegia un approccio sostenibile e rispettoso, ricerca un modo di fare vino legato alle tradizioni e lontano dall'utilizzo della tecnologia, ma che sfocia in alcuni casi in episodi di modaioli bevitori poco consapevoli.

Per quanto mi riguarda la molla che mi ha spinta lunedì mattina a raccattare alcuni amici e dirigermi verso Piacenza è la continua curiosità verso produzioni di qualità, che siano esse convenzionali, biologiche, biodinamiche, naturali, ecc.., purché celino dietro e dentro la bottiglia un'interessante storia di vita e soprattutto l'espressione di un territorio. In questo senso il bilancio a fine giornata è decisamente positivo visto anche il bagagliaio dell'auto carico di souvenir da stappare a casa. Ebbene sì, vi è la possibilità di acquistare ciò che più ci è piaciuto e desideriamo riprovare o regalare, unica nota negativa è facile incorrere in attacchi di shopping "enocompulsivo”.

Ma tornando alla filosofia che sta alla base dell'evento è un dato di fatto che conti sempre più seguaci e che vada d'accordo con la tendenza generale, riscontrata in più settori, di un ritorno alle tradizioni e al rispetto dell'ambiente. Una conferma sta nel numero di vignaioli che al terzo giorno non avevano più disponibilità di bottiglie per la vendita e alla presenza confermata di molti di loro ad altre manifestazioni, sempre più numerose anche in concomitanza, se non addirittura all’interno di Vinitaly.

La provenienza degli espositori è variegata, è ben rappresentato un po’ tutto lo Stivale, con l'aggiunta di una piccola, ma interessante, rappresentanza estera: Austria, Croazia, Francia e Portogallo.

Molto piacevole la possibilità di pranzare presso alcuni "banchetti" con prodotti gastronomici di qualità e poterli anch'essi acquistare.

 

Riporto quindi qualche appunto riguardo alcune realtà di cui vale la pena parlare.

 

-Fattoria Mani di Luna, Torgiano (PG)

Fattoria di 35ha che segue le regole della biodinamica. I terreni appartenuti già alla famiglia Lungarotti, sono oggi gestiti da tre amici mossi da una forte dose di amore verso l'agricoltura, la natura e le tradizioni.

Circondati da boschi e posti vicino alla confluenza tra il fiume Chiascio con il Tevere, sono 7,5 gli ettari a vigneto. Grechetto, trebbiano toscano e malvasie a bacca bianca, mentre sangiovese e barbera e sagrantino in minima parte per i vitigni a bacca nera.

 

"Ametistas" grechetto 100% 2014 Umbria IGP

 

Questa insolita versione di grechetto cattura la mia attenzione già dal colore, carico, tendente all’arancio.

E' frutto di una raccolta svolta in due fasi, un 50% a metà settembre e il restante ai primi di ottobre per poi subire una macerazione sulle bucce di 2-3 giorni. Fermentazione spontanea in inox e affinamento sulle fecce fini per 7 mesi in cemento.

Naso curioso, si apre piacevolmente su note di frutta secca, e albicocca, ma anche agrume candito, bilanciato da una sensazione di freschezza leggermente balsamica. In bocca sorprende il tannino, come mi spiega Alessandro questo vitigno è molto tannico, e poi una sensazione di rotondità dovuta al cemento che crea un equilibrio particolare.

In sostanza un vino emozionante, che spiazza e si fa ricordare anche per la lunghezza.

 

- Villa Job, Pozzuolo del Friuli (UD)

 

6,5 ha coltivati in biodinamica, in una terra meravigliosa, patria di vitigni autoctoni che si incontrano con varietà internazionali. Siamo nella zona denominata Friuli Grave, ancora sottovalutata, in particolare nell'altopiano di Pozzuolo, noto come "i Colli o i Terrazzi" circondato da un bosco e dal fiume Cormor. Sabbie, argilla, limo e marne compongono i terreni.

La missione di Alessandro, dopo aver viaggiato tra i vigneti di Francia e Italia, è quella di raccontare e promuovere la sua terra attraverso prodotti che sappiano emozionare, nel rispetto della natura.

 

Serious white - no sulfites- 2015 Venezia Giulia IGT

 

Rispecchia la filosofia aziendale. Riesling renano, malvasia istriana e pinot bianco in egual misura.

Due giorni di macerazione in cemento a contatto con le bucce, malolattica spontanea, filtrazione solo se necessaria e solfiti naturalmente prodotti dall'uva. Affinamento in acciaio e cemento per 9 mesi.

Mi ha colpita la piacevolezza e differenziazione dei profumi legati all'espressione degli aromi in bocca, ovvero la presenza dei tre vitigni è davvero ben percepibile, ognuno apporta la propria tipicità creando insieme agli altri e al metodo di vinificazione un prodotto molto piacevole. Il tutto accompagnato e marcato dalla mineralità tipica data dal territorio.

Davvero piacevole, richiama immediatamente un abbinamento con un primo piatto di pesce a base di crostacei.

 

- Casa Comerci, Nicotera (VV)

 

Visita diversa per questa cantina, che già conoscevo molto bene, perciò si è trattato di un passaggio da un amico, Domenico Silipo, un signore d'altri tempi, con cui ogni volta è un privilegio poter sorseggiare i suoi splendidi prodotti. Una storia familiare lunga e profondamente legata alla vigna.

La Calabria, una terra poco conosciuta, ancor meno i suoi vitigni autoctoni, ma davvero sorprendenti. 15 ha a magliocco canino e greco bianco vicino al mare. Conduzione biologica dal 2009.

I vini di questa azienda parlano di passione e sole, ma soprattutto di eleganza e mare, quello che senti quando chiudi gli occhi e ti sembra di essere seduto in una spiaggia del sud con la macchia Mediterranea alle spalle.

 

Libìci rosso magliocco canino 100% Calabria IGP 2007

 

Ebbene sì, 2007 perché una delle caratteristiche di questo vitigno, se ben lavorato, è la predisposizione a durare negli anni e migliorarsi.

Scuro, denso, impenetrabile ricorda certi frutti a bacca nera come le more, che ritrovo poi all'olfatto, macerate e leggermente dolci unite a sentori netti di macchia mediterranea, mare, capperi, polvere di cacao e carrube, note eteree ma non invadenti. Si sente il calore di questa terra. Il tannino è ben presente, come vuole la natura, ma vellutato e ingentilito dal tempo. Lavorazione esclusivamente in acciaio, così come l'affinamento per poi passare alla bottiglia, quanto basta perché sia pronto.

 

Piccola curiosità il "Granàtu" un rosato da magliocco canino simpaticamente definito un rosso travestito da rosato.

 

- Raína, Montefalco (PG)

 

Torniamo in Umbria, ma nella patria del Sagrantino. Il vignaiolo, ma anche cuoco, è Francesco Mariani con l'amico Andrea Mattioli.

Raína è il soprannome del contadino che prima coltivava queste terre e con cui si vuole mantenere un legame con il passato. Anche qui agricoltura biodinamica per 10 ha di vitigni autoctoni quali sagrantino, montepulciano, sangiovese, grechetto e trebbiano spoletino più merlot e syrah. 

Terreni ricchi di scheletro aggiungono sostanza ad un uva già difficile per sé.

 

Trebbiano Spoletino 2015 Spoleto DOC 

 

Diverso dal Trebbiano Toscano. Anche qui breve macerazione sulle bucce, ma davvero delicata e non invadente, lo si percepisce anche dal colore solamente tendente verso l'oro.

Profumi molto decisi, giocati su frutta a polpa bianca matura e leggerissimo miele, bilanciati da erbe aromatiche, timo, salvia e fieno nel finale. 

Affinamento di 6 mesi in vasche di cemento, cosa che da quella piacevole sensazione di leggera rotondità in bocca ed equilibrio delle sensazioni.

 

Vermouth da sagrantino

 

Nonostante il loro Montefalco Sagrantino sia veramente eccezionale, sono rimasta incuriosita da questa piccola produzione. Prodotto se vogliamo modaiolo, ma sono sempre rimasta affascinata da questi prodotti amarotici e molto nordici, in questo caso inusuale e davvero ben fatto. Peccato solo non fosse più disponibile per l'acquisto!

 

- Mas Zenitude, St Jean de Fos

 

Un giro all'estero non poteva mancare! Francia, Languedoc - Occitaine. 

Biodinamico per eccellenza, Erik Gabrielson si adopera per il massimo rispetto delle tecniche tradizionali e della terra, tanto da aver portato al ritorno di uccelli nativi, insetti e fauna selvatica nel paese.

Utilizza solo vitigni autoctoni limitando al minimo le operazioni in cantina: grenache e grenache blanc, clairette, cinsault, carignan, syrah e merlot.

 

"Solstice" 2013 grenache blanc e clairette

 

Vitigno curioso la grenache blanc, molto ossidativo, infatti nonostante sentori molto forti e tinta decisa non vi è alcuna macerazione sulle bucce. Un'uva talmente delicata che dev'essere portata in gran fretta in cantina dopo la vendemmia.

Intrigante, diversa da produzioni più abituali, particolarissima la chiusura più di bocca che di naso in una decisa nota di frutta secca unita ad un sentore etereo.

 

"Vent d'Anges" 2013 carignan 100%

 

Il termine "vent" ha un doppio significato: vendemmia e "vento dell'angelo" che è la brezza che soffia su queste colline.

Un vitigno molto succoso, anche alla vista e lucente. Si intreccia a note terrose e vegetali non sgraziate. Un tocco di capperi.

Persistente, mi dà la sensazione di una terra sconosciuta, ma da esplorare e capire.

 

Ci sarebbero sicuramente altre splendide realtà da raccontare, ma ad un certo punto i ricordi sfumano e i calici aumentano, come anche la quantità di bottiglie acquistate.

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Degustazioni anche per i non udenti grazie ad esperti traduttori in Lis

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A Only Wine Festival il vino è condivisione. E condivisione con tutti. Perché, da quest’anno, le degustazioni saranno accessibili anche ai wine lovers sordi grazie ad esperti traduttori in Lis e video realizzati appositamente per spiegare vini e vitigni.

Un’attenzione in più  piccola ma di grande importanza per mettere tutti in grado di assaporare al meglio l’esperienza. Chi non ha possibilità di ascoltare nella vita, spesso viene escluso dalle iniziative pubbliche. Ma per  degustare un calice di vino. Non occorre sentire. Basta avere le giuste nozioni e qualcuno che sappia guidarti nel percorso.

Grazie alla collaborazione con l’associazione Ausru, ( Associazioni Unite dei Sordi della Regione dell’Umbria), infatti, nell’ambito della manifestazione, in programma il 22 e il 23 aprile a Città di Castello, saranno a disposizione interpreti Lis, insieme al sommelier Ais.

Tutte le degustazioni saranno, dunque, tradotte nel linguaggio dei segni. Per parteciparvi è necessaria la prenotazione, in anticipo sul sito o direttamente alla biglietteria dell’evento, qualora vi siano ancora posti disponibili. Le degustazioni sono a pagamento, (il prezzo varia a seconda della tipologia), mentre la traduzione in  lingua dei segni è totalmente gratuita.

In questo modo Only Wine Festival ha voluto dare anche ai sordi l’opportunità di lasciarsi guidare dall’esperienza dei sommelier nell’assaporare a pieno tutta la bontà e la qualità dei vini presenti, per poterli apprezzare al di là del gusto.

Nell’ambito della manifestazione, inoltre, saranno trasmessi anche video specifici, fruibili dai visitatori sordi per avere informazioni sui vini in mostra e i loro vitigni. I filmati sono stati realizzati dagli studenti del corso di formazione in Lingua dei Segni Italiana primo anno organizzato dal Tucep di Perugia (Agenzia formativa accreditata dalla Regione Umbria e specializzata nella progettazione e gestione di iniziative regionali e europee) quale tirocinio formativo gratuito previsto dal programma didattico del corso stesso.

“Ci siamo resi conto, grazie all’Ausru - ha detto Andrea Castellani, Presidente di Fiera Show- che troppo spesso le persone sorde restano penalizzate nelle manifestazioni pubbliche, così quest’anno abbiamo deciso di rendere più fruibile e inclusivo il salone, in modo che anche gli appassionati di vino sordi possano sentirsi a casa”.

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Torna Wine Tasting Varese 2017

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Ritornano gli Atelier del Vino di Wine Tasting Varese, manifestazione nata dalla collaborazione tra Luca Savastano e Ivano Antonini, e dalla loro determinazione a trasmettere al pubblico la loro passione ed esperienza, portando in una delle più interessanti città del Nordovest le più importanti realtà del panorama vitivinicolo Italiano e non. Nelle precedenti edizioni sono arrivati nella città giardino operatori del settore, giornalisti di categoria, connaisseur e semplici winelovers — non solo dal Varesotto ma da tutto il nord e centro Italia, permettendoci così raggiungere anche l’obiettivo di contribuire alla crescita culturare locale del comparto.

La città di Varese, da sempre conosciuta per i suoi itinerari culturali e la bellezza della sua provincia, merita certamente di suscitare un maggior interesse anche dagli appassionati del mondo del vino: si tratta per sempre di uno di quei territori dove l’enogastronomia di qualità può contare su una vasta schiera di professionisti di settore e appassionati WineLover. È a loro, ma anche a tutti voi, che si rivolge Wine Tasting Varese

Da questa edizione una Nuova location, maggiori spazi a disposizione nei vari saloni storici: all’aumento del numero di produttori si affiancano la gestibilità e un impegno ancor maggiore da parte nostra per assicurare la soddisfazione del pubblico.

Anche quest’anno la manifestazione ruota intorno al concetto degli Atelier: lo scopo è ancora una volta quello di comunicare al pubblico una sensazione di contatto diretto con i prodotti, anche grazie alla presenza dei responsabili delle cantine che avranno modo di trasmettere ai visitatori la passione e le conoscenze che contraddistinguono il loro operato. Oltre alle consuete proposte, suddivise tra Grand Atelier, Atelier dello Champagne, Atelier International e Atelier Gourmet, quest’anno i visitatori troveranno due importanti novità: l’Atelier della Franciacorta e l’Atelier dei Distillati.

Il tutto, naturalmente, senza mancare al nostro approccio iniziale: valorizzare la cultura del vino in sé, ma anche nel contesto specifico delle bellezze del nostro territorio, che tanto ha da dare a chi lo sa scoprire.

Gli appassionati avranno modo di trascorrere una giornata tanto piacevole quanto foriera di arricchimento culturale tra i banchi di assaggio all’interno della Villa Andrea Ponti, con il suo parco secolare rappresenta una delle più affascinanti tra le tante ville che hanno meritato a Varese il nome di “Città Giardino”.

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Streetfood Tour: al via il tour italiano dei cibi di strada certificati

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Nel primo semestre 2017 già oltre 15 eventi in programma. Si rafforza la collaborazione con le amministrazioni locali e le associazioni di categoria (Ascom e Confesercenti in primis. Ricciarini (presidente): «La qualità alla base della scelta degli operatori»

Il miglior cibo di strada italiano targato “Streetfood” riparte per il 2017 con un doppio appuntamento in programma dal 24 al 26 marzo: uno in Toscana, a Castelfiorentino (Fi) e l’altro a Novara, in Piemonte, due eventi ormai assodati nel tempo, ma che faranno solo da prologo a un fitto calendario che da marzo a novembre porterà il miglior cibo di strada, l’unico certificato in Italia dall’Associazione Streetfood, in giro per le migliori piazze delle città e dei borghi di ogni regione. Dalla Puglia al Veneto, passando per Umbria, Marche, Lazio, Lombardia, Emilia Romagna. Sono solo alcune delle regioni che già nel calendario del primo semestre dell’anno vedranno spostarsi la carovana degli Streetfood Village e del marchio 4Wheels, dedicato ai food truck. «Anche per quest’anno saranno tanti gli appuntamenti che vedranno coinvolti oltre 50 operatori da tutta Italia con i migliori cibi di strada che noi selezioniamo in base a qualità e tradizione, come da nostro “decalogo” interno – spiega Massimiliano Ricciarini, presidente dell’Associazione Streetfood – e la cosa che più ci rende entusiasti è la fortissima collaborazione che sta crescendo nelle varie piazze dove saremo presenti tra le amministrazioni comunali e le associazioni di categoria, come Coldiretti, Confartigianato, Ascom-Confcommercio e Confesercenti, che ci rinnovano la fiducia per quello che non è solo un evento fine a se stesso, ma che guarda alla rivalutazione di piazze e centri storici attraverso un percorso culturale». 

Le tappe. Si parte come detto da Castelfiorentino e Novara dal 24 al 26 marzo. Dal 6 al 9 aprile la carovana si sposterà con i foodtruck di 4Wheels al Parco Pertini di Arezzo, poi in Puglia a Foggia dal 21 al 23 aprile per il tradizionale appuntamento in collaborazione con “Libando, Viaggiare Mangiando”. Dal 29 aprile al 1 maggio sarà il “Foodies Festival” di Castiglioncello (Li) ad ospitare i banchi e i foodtruck. A maggio poi dal 5 al 7 lo Streetfood Village arriverà a Prato, poi Streetfood 4Wheels a Chioggia (Ve) dal 12 al 14. Dal 19 al 21 sarà Foligno (Pg) la capitale del cibo di strada per finire dal 25 al 28 a Livorno ancora con i foodtruck di Streetfood 4Wheels in Piazza XX Settembre. Giugno parte dal 1 al 4 a Senigallia (An) stavolta nel parterre della Rocca Roveresca, poi dal 9 all’11 la carovana arriverà a Burago e nella stessa data a San Casciano in Val di Pesa (Fi). Dal 17 al 18 giugno prosegue la collaborazione di Streetfood con “All you can street”, il festival delle arti di strada al Parco dell’Idroscalo di Segrate (Mi) e infine dal 7 al 9 luglio appuntamento a Nettuno (Roma) in via Cavour sul lungomare. 

I numeri del 2016. Negli eventi del 2016, oltre 30 in tutta Italia, sono stati raggiunti quasi due milioni di persone che hanno consumato oltre 1 tonnellata di fritto di pesce e 600  quintali tra patate fritte tradizionali e tipo “tornado”. Oltre 50 mila piadine, poi ancora 100 mila arancine, 800 kg di Pane ca’ Meusa, 500 kg di panelle. Oltre una tonnellata di paella spagnola,  60 quintali di carne argentina e 40 quintali di lampredotto. Dalla Puglia sono arrivati più di 70 quintali di bombette e 600 sono i kg di lime per i cocktail “on the road”. Dall’Abruzzo 120 mila arrosticini e dalla Toscana 600 kg di carne Chianina per hamburger. Un successo non solo per gli organizzatori degli eventi, ma da condividere con gli operatori economici del settore e le realtà territoriali che hanno creduto in questo progetto. Anche decine di eventi collaterali, momenti di confronto e convegni, un concorso dedicato alla stampa nazionale e decine di concerti che hanno fatto da sfondo alle varie tappe.

L’Associazione Streetfood. Nata proprio ad Arezzo nel 2004, è stato il primo progetto in Italia a promuovere il cibo come cultura e il cibo di strada come format vincente in quanto “riassume in un cartoccio” storia e tradizioni di ogni regione d’Italia da gustare con le mani. Nel 2015 sono stati 28 gli eventi in tutta Italia e 35 nel 2016 toccando quasi due milioni di persone. Un successo non solo per gli organizzatori degli eventi, ma da condividere con gli operatori economici del settore e le realtà territoriali che hanno creduto in questo progetto.

In allegato l’elenco completo degli appuntamenti del primo semestre (il calendario potrà subire incrementi di date). Per consultare tutti i dettagli degli eventi www.streetfood.it o la pagina facebook di Streetfood.

CIBO DI STRADA: lancio Streetfood Tour 2017 - 10 marzo 2017 C.s. 02

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I cocktail dei ruggenti anni Venti

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Un itinerario pieno di profumi e sapori tra mito e storia 

di Amanda Arena e Beunida Shani

''L'unica cosa che non ha limiti è l’immaginazione'', diceva Albert Einstein.  Un pensiero suggestivo ed ambizioso che Alessandro Trevisan, fotografo veneto con una particolare passione per i cocktail creativi e la musica ricercata, ha reso indubbiamente qualcosa di reale. Deve aver immaginato una sorta di viaggio nel tempo, di preciso nei ruggenti anni Venti. Sì, perchè la serata '' The Great Gatsby'' da lui organizzata, della quale siamo state ospiti, ha reso lo storico locale ''Isola di Caprera'', punto di riferimento della tradizione culinaria sin dal 1800 nel cuore pulsante di Padova, un vero e proprio speakeasy dell'era del proibizionismo.  

Una sera da far invidia alla pellicola di Woody Allen, “Midnight in Paris”, perchè qui il salto a ritroso nel tempo è stato qualcosa di palpabile e reale in ogni minimo dettaglio, non un film ma pura verità. A partire dalla guardia davanti alla porta d'accesso, un uomo alto, serio e tenebroso vestito come un gangsta newyorkese dell'era di Al Capone, il quale chiedeva agli invitati la parola segreta per aver accesso alla serata. Pronunciata la quale, si entrava in un vero e proprio covo proibizionista illuminato solo da candele poste nei vari lati della location. Donne con vestiti luccicosi e trucco retrò e uomini con stringate scintillanti ai piedi e modi di fare antichi se ne stavano seduti in attesa della cena e, soprattutto, dell'esibizione di Lucy Lady Ville: performer di cabaret e burlesque di fama internazionale che ha ammaliato i presenti in sala tra una mossa di danza e un sorriso. 

Ad allietare i sensi, trasportando gli ospiti nell'atmosfera scintillante e cosmopolita dell'età dell'oro e del jazz, i vari cocktail proposti da Alessandro Trevisan. Un itinerario intrigante tra i sapori e i profumi dei meravigliosi top drink in voga all’epoca, visti come simboli della lotta culturale contro le tendenze proibizionistiche, che ci fatto scoprire aneddoti piuttosto interessanti legati alla loro storia. 

Quattro i cocktail proposti:

Sidecar

Le sue origini sono avvolte nel mistero. Si dice che sia stato inventato, alla fine della seconda guerra mondiale, nella fascinosa cornice dell’Hotel Ritz di Parigi, anche se deve il suo successo all’Harry’s Bar. Un’altra storia ne attribuisce la paternità nel 1922 a Pat Mac Garrynel, bar-tender del tanto celebrato Buck’s Club di Londra.

Ingredienti:

4,2 cl di Cognac o Brandy 

2,1 cl di Contreau 

0,7 cl di succo di limone 

mezza fetta d'arancia per decorare 

Il Sidecar è un cocktail a base di Cognac o Brandy, Cointreau e succo di limone. Si prepara versando tutti gli ingredienti nello shaker, agitando e servendo in una coppetta da cocktail. Si decora ponendo sul fondo una mezza fetta d'arancia. 


French 75

La leggenda narra che il French 75, nato all'Harry's Bar di Parigi nel 1925, prenda il suo nome dal tristemente famoso obice da settantacinque millimetri usato dall’esercito francese durante la Grande Guerra. 

3 cl di Gin

1,5 cl di succo di limone

2 gocce di sciroppo di zucchero

6 cl di Champagne

All'interno dello shaker si versano il Gin, il succo di limone e lo sciroppo di zucchero. Dopo aver shakerato energicamente si versa il tutto in una flûte, dove si aggiunge in due tempi lo Champagne. Prima di servire si dà una leggera mescolata con un Bar Spoon. 


Southside 

Drink prediletto da Al Capone, prende il nome dal quartiere di Chicago dominato dal famoso boss. 

Ingredienti: 

6 cl di Z44 Dry Gin Roner

2 cl di succo di lime

2 cl di sciroppo di zucchero

7 di foglie di menta


Si prepara con la tecnica dello shake & strain. Da servire in coppetta.


Long Island Ice Tea

Le sue origini vengono fatte risalire ai tempi del proibizionismo durante il quale si soleva mescolare gli alcolici con Coca Cola per farli apparire come semplici bibite analcoliche.

Ingredienti:

1,5 cl di Tequila

1,5 cl di Vodka

1.5 cl di Rum bianco

1,5 cl di Triple sec

1.5 cl di Gin

2,5 cl di succo di limone

3,0 cl di sciroppo di zucchero

1 dash di Coca Cola


Si aggiungono tutti gli ingredienti nel bicchiere highball riempito di ghiaccio. Poi si mescola delicatamente e si guarnisce con spirale di limone. Si serve con cannuccia.

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Cantine Capitani, il vino del lago di Bracciano

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di Giuseppe Motisi 

Lungo i dolci ed assolati declivi che si affacciano sul lago di Bracciano, specchio d’acqua a pochi chilometri da Roma, si estende un vigneto di circa 30 ettari coltivato con passione ed intraprendenza da una famiglia di viticoltori di Trevignano, paese che fa parte del comprensorio del bacino lacustre. È la famiglia Capitani, fondatrice dell’omonima cantina con sede appunto a Trevignano, che da circa 40 anni produce vini di diverse tipologie, sia bianchi che rossi, molti dei quali con certificazione Igp. 

La particolarità di questa cantina risiede anzitutto nella sua collocazione geografica: nella zona del lago di Bracciano, territorio ideale per la coltura della vite, la famiglia Capitani costituisce infatti l’unica realtà vitivinicola che si occupi a 360 gradi dell’intera filiera produttiva, ossia dall’innesto della pianta alla raccolta delle uve, fino alla vinificazione ed alla commercializzazione. Una garanzia di qualità per l’utente finale e di valorizzazione della vocazione agricola locale, realizzata con il mantenimento e lo sviluppo della coltura di vitigni tradizionali e con la sperimentazione di qualità di vite inedite per il territorio.

In primis viticoltori

Ad avviare l’azienda è stato Francesco Capitani, che rappresenta la prima generazione di viticoltori della famiglia ed è tutt’oggi in attività con la stessa indefessa passione degli esordi e, soprattutto, con il medesimo forte attaccamento alla sua terra, fattori e valori che lo hanno spinto ad intraprendere la scommessa di un’impresa in proprio. Già, perché Francesco Capitani è in primis un viticoltore vecchia maniera, un esperto e scrupoloso amante della vite di cui ha iniziato ad occuparsi, giovanissimo, negli anni Sessanta, quando in compagnia del nonno curava il suo primo vigneto di circa 3 ettari e prendeva confidenza con le varie tipologie di uve. Dalla quotidiana osservazione delle qualità di vite di Bracciano, e dalla resa delle loro uve in cantina, sono nati i primi esperimenti vinicoli Capitani, poi affinati con la collaborazione di enologi ed agronomi. 

Arrivano quindi gli anni Settanta e Francesco tenta il grande salto: amplia il vigneto e, grazie all’esperienza acquisita, apre una cantina che chiama ‘Trevignano vino’, prima denominazione dell’azienda. I vini Capitani hanno sempre più successo e nel 2000 subentra la seconda generazione della famiglia: suo figlio Mirco e sua nipote Amelia prendono le redini della cantina e attuano una riorganizzazione della società, a cominciare dal nome che da ‘Trevignano vino’ passa all’odierna denominazione ‘Cantine Capitani’.

Nuova generazione e nuovi vini

La nuova generazione della famiglia Capitani ha scelto di gestire l’azienda ampliando la produzione e sperimentando viti che fino ad oggi non erano presenti nelle campagne di Bracciano, allo scopo di affacciarsi verso nuovi mercati e di far conoscere la qualità dei vini del loro territorio.

“Siamo ancora in fase di rinnovamento, un cambiamento che passa dalla creazione di un nuovo brand che identifica il nostro vino alle etichette create per la linea coordinata dei vini Capitani, senza naturalmente dimenticare la ristrutturazione interna per il rispetto delle normative enologiche ministeriali finalizzata al mantenimento di elevati standard qualitativi – afferma Amelia Capitani -. Oggi i nostri prodotti di punta sono gli IGP Sauvignon, Syrah e Syrah barricato, che si affiancano a vini già noti e prodotti da anni come il Lacustre bianco, un blend molto apprezzato e costituito da uve Trebbiano, Toscano e Greco, oppure il novello, che ha riscosso un buon successo sul mercato olandese e che realizziamo con uve completamente nuove”. Sono poi in arrivo nei prossimi mesi ulteriori novità che andranno ad aumentare l’offerta della cantina di Bracciano: “È in fase di lancio il nostro Viognier vinificato in purezza, un esperimento assoluto per il nostro territorio, e il Merlot barricato, nuovi vini Capitani che ci prefiggiamo di presentare alla prossima edizione del Vinitaly”. 



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Rendez-vous di vino: il fascino dei Barolo di Paolo Scavino

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di Amanda Arena e Beunida Shani

Dalla San Pietroburgo fredda e sofisticata di DostoevsKij alla calda e frizzante Parigi degli inizi del Novecento, dalla New York di Warhol alla Roma '' Caput Mundi'' di Kounellis e degli altri creatori, il salotto ha sempre avuto un suo posto privilegiato nella storia. Un locus amoenus dove potersi incontrare e vivere di pensieri calati in un'atmosfera magica. Lo hanno capito bene gli organizzatori degli incontri de '' Il Salotto del Vino'' presso la Montecchia di Alajmo, diretti dal sommelier Mauro Meneghetti. Dei rendez- vous a cadenza mensile durante i quali un personaggio del vino illustra agli ospiti la storia della sua famiglia, le emozioni create da terroir eccellenti e la passione di chi lavora ogni giorno in vigna con volontà e dovizia.

Questa volta ci siamo voluti sedere anche noi in questo salottino sofisticato ed originale durante il quale il mondo della sommellerie si abbraccia a quello della cucina stellata di Alajmo creando un connubio di sensi molto piacevole.

Questo primo appuntamento ha avuto come dominus della serata il Barolo di Paolo Scavino, difficile non rimanerne ammaliati.  L’azienda Scavino è una realtà molto piccola a conduzione per lo più famigliare, con sede a Castiglione Falletto nel cuore delle Langhe, che dal 1921 con Paolo inizia la sua ascesa. L’intuito pratico e creativo di Enrico rende il Barolo della famiglia Scavino un vino che parla piemontese, ma capito in tutto il mondo, vincendo premi di respiro internazionale.  Era il lontano 1978 quando Enrico, giovanissimo, convince il padre a vinificare separatamente dalle altre le uve della vigna Fiasco, le migliori. Ed è proprio grazie a quest’attento distinguo delle uve più eccelse che nasce il primo grande cru: il Barolo Bric dël  Fiasc. 

Emozionante il viaggio nelle Langhe condotto da Riccardo Sgarra, Brand Ambassador della storica azienda, il quale attraverso sei vini ci ha permesso di conoscere più da vicino la filosofia produttiva di questa importante realtà vitivinicola. Oggi la quarta generazione, capitanata da Enrico Scavino e le figlie Elisa ed Enrica, si dedica con la stessa passione di Paolo alla produzione di vini unici a testimonianza dell’unicità di ogni terroir delle Langhe, le morbide e sinuose colline da cui nascono, luogo di elezione dei celebri vigneti coltivati a Nebbiolo da Barolo. Il “Re dei vini” è il frutto dell’incessante lavoro dei vignaioli langaroli per deliziare il palato degli intenditori di tutto il mondo. Per raccontare l’amore della famiglia Scavino verso queste terre è stato più che naturale iniziare la serata con una delle più alte espressioni di Nebbiolo in purezza, il vitigno autoctono per eccellenza, che trova nelle Langhe le condizioni uniche ed ideali per esprimersi al meglio. A scandire l’intera degustazione dei vini Scavino, l’intensa esplosione di profumi al naso che hanno regalato straordinarie emozioni ai presenti in sala. 

Come afferma Cesare Pavese: “Tre nasi sono quel che ci vuole per il Barolo!” . 

I vini proposti:

Langhe Nebbiolo 2015

Aroma denso di frutti rossi per l’essenza di questo Nebbiolo in purezza. Ottima beva con tannini vibranti che donano struttura e personalità. E’ un rosso assai elegante.

Barolo 2013 Enrico Scavino

E’ il Barolo tradizionale per antonomasia, un blend di sette differenti cru, che esprime appieno la storia e la tradizione della famiglia Scavino. Un ampio bouquet olfattivo che è una sinfonia di profumi di violetta, mora, prugna, accompagnato da note speziate ed eteree con  lieve sentore di goudron. Vino puro, vigoroso e di una bevibilità coinvolgente. 

Barolo Monvigliero 2013

Un Barolo proveniente dall’omonimo vigneto di Monvigliero, collina storicamente riconosciuta come il cru più prestigioso di Verduno, uno dei più rappresentativi dell’area del Barolo. Grande classe, complessità ed eleganza. Si apre con una miscellanea avvolgente di frutti rossi, confettura di ciliegia, violetta, note speziate ed eteree. Chiude con uno sfondo di nota minerale che regala slancio e freschezza.  

Barolo Bric dël  Fiasc 2013

“Il Re” dei Barolo firmati Paolo Scavino, che ne rappresenta l’immagine più autentica. Un vino che racconta il territorio e lentamente si lascia scoprire. Suadenti emozioni di piccoli frutti rossi, prugna, pepe bianco, ricordi di liquirizia e un leggero accento di miele s’intrecciano ad uno sfondo di erbe aromatiche e note mentolate.  Gli ampi sentori sono vivificati da un’intrigante nota minerale che si evolve in una piacevole sapidità. Un vino dal carattere ricercato ed elegante con una struttura energica supportata da una bella acidità. 

Barolo Bric dël  Fiasc magnum 2005

Un vino sontuoso dall’eleganza ricercata. Si apre con profumi ampi ed intensi di prugna secca, more e mirtilli, che arrivano ad abbracciare una calda nota di tabacco ed accenni di note balsamiche ed eteree. E’ un superbo elogio al Barolo, di quelli che parlano delle antiche tradizioni del territorio e dell’accurato lavoro in vigna. Sorso deciso, importante.

Barolo Bricco Ambrogio 2003

E’ la versione più gentile del Barolo, dall’ampio corredo aromatico. Vino profondo, setoso, di grande equilibrio e intensità, concentrato su aromi di piccoli frutti neri di sottobosco, miele, pepe nero e accompagnato da un’affascinante nota calda di goudron e da leggeri ritorni mentolati. Morbido e ricco in bocca, con tannini ben bilanciati. 

A impreziosire la serata sono stati serviti i prelibati cicchetti della cucina stellata di Alajmo. Un vero e proprio itinerario di gusto dove non si sono solo congiunti sapori veneti ai piemontesi, come nel caso dei ravioli di Castelmagno con zucca e radicchio trevigiano, ma si è voluto coccolare il palato degli ospiti anche con la tradizione lombarda dell’ossobuco in gremolada steso su crema di patate. Raffinato dolce per chiudere la serata: una sfoglia con spezie che ha legato i sapori prettamente italici a suggestioni orientali, leggermente afrodisiache.  

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Cantine aperte di cristallo a Colle Val D'Elsa

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Bambini protagonisti di un percorso nelle cristallerie in cui potranno vedere come la materia cristallina fonde e poi diventa oggetti preziosi, impareranno a “soffiare” e potranno personalizzare oggetti con i loro nomi. Per i genitori appassionati di vino 20 cantine da tutta la Toscana, offriranno in degustazione le loro migliori bottiglie. Partner dell’iniziativa la delegazione Siena Val d’Elsa della Fisar 

Il percorso alla scoperta del cristallo e del grande vino toscano (4 marzo dalle 15 alle 19) a Colle Val d’Elsa, inizia con la consegna di un sacchettino contenete un calice e un’etichetta che servirà per realizzare la propria bottiglia. Il tema 2017 di Cantine aperte di cristallo è “personalizzare”. Dal Brunello di Montalcino al Chianti Classico, passando per il Carmignano Docg e il Vino Nobile di Montepulciano. Saranno circa 20 le cantine che offriranno in assaggio i loro vini, lungo un percorso che si snoderà attraverso le cinque cristallerie aderenti all’iniziativa, e metteranno in vendita anche speciali bottiglie da personalizzare con l’etichetta dipinta dai visitatori e soprattutto dai loro bambini. Sarà inoltre possibile personalizzare il calice oppure un uovo pasquale in cristallo con i nomi dei piccoli visitatori. Ricordi unici di un pomeriggio speciale all’insegna del vino e della convivialità. 

Queste e altre piccole sorprese, nella capitale toscana del cristallo, aspettano i visitatori in quello che si preannuncia come un sabato adatto per grandi wine lovers e piccoli curiosi. Per una volta infatti, gli appassionati di vino non avranno il timore di annoiare figli o partner astemi, perché l’affascinante mondo del cristallo offrirà suggestioni e esperienze per tutti ; come quella di modellare la pasta vitrea “a bocca” soffiandoci dentro.  L’evento è promosso dal Movimento Turismo del Vino Toscana con la collaborazione del Consorzio del Cristallo e dei sommelier dalla Fisar, delegazione Siena Val d’Elsa. «Entrare in una “bottega” del cristallo” è qualcosa di raro e affascinante soprattutto quando i maestri vetrai realizzano i loro prodotti unici – spiega il presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana, Violante Gardini – così come è affascinante assaggiare i grandi vini toscani ascoltando dai loro produttori la storia di come li hanno fatti».

Cristallerie e Cantine: ecco la mappa delle degustazioni. Dalle 15 alle 19 di sabato 4 marzo l’itinerario di Colle Val d’Elsa farà scoprire il luogo in cui si concentra il 15% della produzione mondiale ed il 95% della produzione nazionale di oggetti in cristallo. Cinque cristallerie che ospiteranno al loro interno le aziende del Movimento Turismo del Vino Toscana aderenti all’iniziativa. 

Collevilca ospiterà Castellare di Castellina, Barone Ricasoli, Borgo Santinovo, Tenuta Artimino e Tenuta Podernovo. Il Museo del Cristallo invece avrà in assaggio le Distillerie Bonollo, Castello di Radda, Donatella Cinelli Colombini e la Tenuta Vicchiomaggio. Cristallo d’Arte Mario Belli ospiterà Marini Giuseppe, Bindella e Melini, mentre le Cristallerie Loreno Grassini Podere Uliveto, Tenuta di Capezzana e Ruffino. Infine la Moleria la Grotta del Cristallo avrà la Tenuta l’Impostino, Agricola Tamburini e Col d’Orcia. Partner dell’iniziativa sarà come di consueto la delegazione Siena Val d’Elsa della Fisar che metterà a disposizione la conoscenza dei propri sommelier.

Spettacoli per i più piccoli. Dalle 16 alle 17 nella cristalleria Collevilca, e dalle 17 alle 18 al Museo del Cristallo,  il gruppo di animazione La Scossa organizzerà alcune attività di ricreazione con laboratori a tema vino insieme ai bambini che saranno truccati, potranno realizzare e colorare palloncini, tutto ciò accompagnato da musica e come tema portante il legame didattico con il mondo del vino da spiegare ai “wine lovers” in erba. 

L’elenco delle cantine e delle cristallerie aderenti e il programma dettagliato dell’iniziativa sono disponibili sul sito http://www.mtvtoscana.it

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Tante novità ad Only Wine Festival

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L’evento, organizzato in collaborazione con AIS Associazione Italiana Sommelier e patrocinato dal MIPAAF, ospiterà cento tra le migliori piccole cantine e giovani pro-duttori italiani. 

Ma spazio anche ai produttori stranieri, al whisky e alla birra di qualità.

Tra le novità 2017, la presenza del Trento Doc con i suoi produttori e le degustazioni guidate, con la Lingua dei Segni.

Sabato 22 l’imperdibile cena-degustazione Only Wine Excellence che vede protago-nisti il Miglior Sommelier del Mondo Luca Martini e lo Chef Hiroiko Shoda

Torna per il quarto anno consecutivo a Città di Castello, il 22 e 23 aprile prossimo, Only Wine Festival, il primo salone dedicato ai giovani produttori e alle piccole cantine, organizzato da Fiera Show in collaborazione con AIS Associazione Italiana Sommelier, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, la Regione dell’Umbria e del Comune di Città di Castello. 

Ad essere protagoniste dell’edizione 2017 di Only Wine saranno, ancora una volta, le mi-gliori 100 piccole cantine e i produttori under 40 italiani, selezionati da AIS Associa-zione Italiana Sommelier, con le loro produzioni.

Nelle prestigiose location del centro storico della cittadina tifernate troveranno spazio la Mostra mercato, nella quale saranno presenti tutte le 100 cantine selezionate, le sessio-ni di degustazione guidata a cura dei sommelier AIS (da quest’anno anche con tra-duzione in inglese e Lingua dei Segni) e le aree tematiche dedicate ai prodotti tipici della tavola, al Whisky e alla Birra artigianale, per abbinamenti e approfondimenti di gusto.

Ospiti dell’edizione 2017 saranno lo spumante metodo classico Trentodoc e una sele-zione di vini provenienti da tutta Europa, protagonisti della sezione Only Wine Internatio-nal.

Infine, spazio alla comunicazione del vino e alle opportunità commerciali, con gli esperti di settore, allo scopo di fare, ancora di più, di Only Wine un’occasione di visibilità e di promozione delle cantine partecipanti che, per le loro dimensioni o per la loro “giovane età”, spesso hanno difficoltà a farsi strada nel mercato non hanno visibilità adeguata alla qualità della loro produzione.

MOSTRA MERCATO - Il pubblico potrà conoscere una ad una tutte le cento cantine pre-senti a Only Wine Festival, assaggiare i loro vini e intrattenersi con i produttori, capaci di raccontare il loro vino meglio di chiunque altro. Ad Only Wine, insomma, il vino assume un altro gusto, perchè se ne può assaporare anche la storia e la passione di chi lo produce. 

Si potranno anche acquistare i prodotti preferiti direttamente. 

Per partecipare ai banchi d’assaggio a Palazzo Bufalini, nella piazza centrale di Città di Castello, è sufficiente acquistare un ticket multiplo di degustazione (15,00 euro per 6 de-gustazioni, comprensivi di calice e tasca portabicchiere), acquistabile online, in anticipo, sul sito www.onlywinefestival.it o in loco direttamente alla biglietteria d’ingresso.

DEGUSTAZIONI GUIDATE - Grazie alla preziosa collaborazione con i sommelier AIS si potrà partecipare ad un ricco calendario di degustazioni guidate a tema, un’occasione per gustare i vini più prestigiosi in compagnia dei migliori sommelier di casa nostra e del mondo e scoprirne tutti i segreti più nascosti.

Tra gli altri, saranno presenti a Only Wine Festival Luca Martini, Miglior sommelier del Mondo, Andrea Galanti, Miglior sommelier d’Italia 2015 e Maurizio Dante Filippi, Mi-glior sommelier d’Italia 2016, per condurre il pubblico di appassionati alla scoperta dei segreti più nascosti dei vini italiani e non solo.

Novità di questa prossima edizione saranno le degustazioni guidate con traduzione nella Lingua dei Segni, grazie alla collaborazione con A.U.S.R.U., Associazioni Unite dei Sordi della Regione dell’Umbria e ANIMU. Nell’ambito del calendario di degustazioni di Only Wine saranno, dunque, a disposizione esperti di Lis, per guidare alla scoperta dei vini, insieme al Sommelier AIS, anche gli appassionati non udenti.

Saranno in calendario anche degustazioni in inglese, a favore dei tanti turisti anglofoni che visitano il territorio e la manifestazione e che sono andati crescendo di anno in anno.

Da non perdere, sabato 22 aprile, l’esclusiva cena-degustazione Only Wine Excellen-ce, che vedrà protagonisti, da un lato, il Miglior Sommelier del Mondo Luca Martini, pronto a svelare i segreti di cinque vini della selezione Only Wine International, dall’altro, lo Chef Hirohiko Shoda, più noto come Chef Hiro, che preparerà altrettanti, straordinari piatti in abbinamento. 

Per chi si avvicina al mondo del vino si terranno innovativi Speed Wine, corsi di avvicina-mento alla degustazione della durata di mezz’ora, che, in pochi, essenziali passi, permet-teranno di apprendere tutte le regole fondamentali per una corretta e piacevole degusta-zione di vino. Tra gli obiettivi degli Speed Wine anche quello di favorire lo sviluppo di un bere consapevole tra i giovani.

Altra opportunità da non perdere per i neo wine lovers sono i Wine Coach, tour guidati dai sommelier AIS, riservati a piccoli gruppi, per andare alla scoperta delle eccellenze regionali e degli abbinamenti migliori.

Tutte le degustazioni guidate e i mini corsi sono acquistabili online sul sito www.onlywinefestival.it oppure direttamente in loco, qualora vi siano ancora posti disponibili. I costi variano a seconda della degustazione.

OSPITI 2017: TRENTODOC E ONLY WINE INTERNATIONAL - Come ogni anno, Only Wine Festival ospita una tipologia di vino e i suoi produttori. Quest’anno, ospite d’eccezione della kermesse sarà il Trentodoc, con la presenza, in Piazza Matteotti, di oltre 40 produttori del Consorzio. Per valorizzare al meglio il Trentodoc, prima denomina-zione di origine controllata in Italia riconosciuta ad uno spumante metodo classico, è stato appositamente studiato un allestimento “a bolle”, in omaggio al pay-off “Trentodoc, Bollicine di montagna”. I produttori, saranno dunque ospitati all’interno di un’apposita tensostruttura a forma di bolla, nella quale i visitatori potranno, anche in questo caso, degustare lo spumante e farselo raccontare direttamente dai produttori e dallo staff del Consorzio. 

Il Trentodoc oggi, con le varianti Bianco e Rosato, Brut, Millesimato e Riserva, rappresenta il 35% della produzione di spumante metodo classico a livello nazionale, in continua crescita (7,3 milioni di bottiglie vendute nel 2015 (+4,5% rispetto al 2014), per un valore complessivo di 78 milioni di euro (+11&).

Sempre in Piazza Matteotti sarà aperta la seconda “bolla”, per ospitare la sezione Only Wine International con una selezione di piccoli produttori e giovani cantine provenienti da tutta Europa, i cui vini sono del tutto o quasi sconosciuti in Italia anche se caratterizzati da un’elevata qualità.

(NOT) ONLY WINE - Ad essere protagoniste della kermesse, oltre al vino, saranno anche altre eccellenze enogastronomiche italiane, come i prodotti tipici del territorio umbro e non solo, nello spazio Only Food, dove sarà possibile effettuare un vero e proprio tour tra sa-pori nuovi e abbinamenti unici. O le migliori birre artigianali, che si potranno degustare e acquistare nell’apposita area Only Beer. Anche le birre saranno protagoniste di momenti di approccio e degustazione e della mostra mercato a loro riservata, in cui poter acquistare direttamente dal produttore. Infine, per i più audaci, Only Spirits, un’area interamente dedicata al Whisky, in collaborazione con il Whisky Club Italiano, in cui sono previsti momenti di degustazione guidata alla scoperta dei sapori più intensi dei migliori whisky italiani.

Tra i temi novità di quest’anno ci sarà certamente la comunicazione del vino, con la pre-senza in evento di stampa e blogger di settore. 

Il loro “compito” sarà quello non solo di promuovere Only Wine presso il pubblico degli wine lovers , ma anche di approfondire la conoscenza delle cantine presenti e di farsi por-tavoce  della qualità della loro produzione.

Infine, uno spazio specifico sarà dedicato agli operatori del settore, buyer e agenti com-merciali, con momenti di incontro diretto con le cantine e di conoscenza reciproca, sempre con l’obiettivo di favorire la visibilità delle cantine partecipanti.

“In questi quattro anni l’attenzione che i media nazionali specializzati hanno dedicato a Only Wine Festival è andata crescendo -spiega Andrea Castellani, Presidente di Fiera Show, agenzia organizzatrice dell’evento- Fin da subito sono state molte le testate accre-ditate alla kermesse, incuriosite anche dalla formula innovativa di dare spazio a piccole cantine e a giovani imprenditori, cosa che nessuno, prima di noi, aveva fatto in maniera così convinta. Quest’anno -prosegue- oltre a mettere in campo un’offerta di vini e di ap-puntamenti crescente, abbiamo scelto di fare della comunicazione del vino uno degli ele-menti di novità di Only Wine, offrendo alle nostre cantine un’occasione strutturata di visibi-lità e di promozione.”

Un’occasione, dunque, per farsi conoscere non solo dal numeroso pubblico presente a Città di Castello -nell’ultima edizione sono stati ben 30mila i visitatori nei tre giorni del Fe-stival- ma anche dai tantissimi appassionati ed esperti che viaggiano in rete.

Media partner di Only Wine Festival 2017 sono Wine Tv (www.wine-tv.it), Wine Blog Roll, il blog del Wine lover Francesco Saverio Russo (www.wineblogroll.com), il periodico I Grandi Vini e il portale tematico www.vinievino.com

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La sapienza antica nei vini di Benedetti & Grigi

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Baciati da un sole caldo, cullati da boschi secolari, abbracciati da gente schietta ed ospitale. Sono i vini dalla sapienza antica dell'Azienda vitivinicola Benedetti & Grigi, nata dal profondo amore di Umberto Benedetti e Daniele Grigi per l'Umbria, regione in cui la natura ha dato vita a vigneti generosi e straordinari, che rappresentano la più pura espressione dell'Italia. Lo spirito della divisione vitivinicola si pone in diretta, amorosa continuità con i cicli millenari di questa terra e delle sue stagioni, così da creare vini eleganti e di qualità, simboli di un'eccellenza da ritrovare nei calici, nobili come i valori che uniscono queste due famiglie. Qui l'autunno colora di rosso i filari di sagrantino, di giallo quelli di sangiovese, di verde quelli di merlot, regalando alle uve di questi vitigni un inebriante profumo di bacche, lievemente pepato, inconfondibile. Sarebbe sicuramente impossibile riprodurre una tale complessità di aromi e sapori in un'altra parte d'Italia, o anche nel mondo. Per vini "della festa", vini delicati, vini autoctoni, vini piacevolmente asciutti e altri più rotondi, in un'infinita varietà di emozioni da provare e riprovare.

ESPOSIZIONE DIFFERENTE CHE FA LA DIFFERENZA

L'azienda nasce sulle colline umbre di Montefalco, luoghi che favoriscono la coltivazione di vitigni fortemente legati al territorio come il sagrantino, il trebbiano spoletino e il grechetto. Insieme ad altri illustri vitigni internazionali. I terreni sono stati ottimizzati garantendo un'esposizione differente per ciascun vitigno, così da valorizzare al meglio le diverse caratteristiche organolettiche dei vini ottenuti

TECNOLOGIA DI PRODUZIONE

Lotta integrata, metodo di coltivazione a basso impatto ambientale con una drastica riduzione di fitofarmaci. Dalla lavorazione della struttura della pianta, attraverso una potatura equilibrata fino al